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domenica 8 settembre 2013

SCEMI E GENI

Immagine tratta da derapate.it e modificata su befunky.com
La coppia scoppia. Ancor prima di formarsi. Da quando le voci sul Kimi-bis in Ferrari si sono fatte più insistenti, Nando si sta lasciando andare, gran premio dopo gran premio, a dichiarazioni sempre più insofferenti e critiche nei confronti della propria scuderia.
Prima dichiara di desiderare per il compleanno la Red Bull e ora, con un team radio al vetriolo dà degli scemi (o dei geni?) al muretto box.
Ma il segnale più preoccupante, al di là dello sfogo in presa diretta, che può anche starci, sono le tre versioni sull'accaduto date da Fernando nelle varie interviste.
Dapprima ha detto di avercela con Ricciardo (anche se era Vergne), andato a disturbare il gioco delle scie messo su dalla Ferrari, poi invece è andato a raccontare che il "siete dei geni" era un complimento per il box, che aveva calcolato perfettamente l'entrata in pit-lane di Rosberg, il quale, rientrando, non sarebbe andato a disturbare il giochino messo su dal muretto box rosso, ed infine, terza ed ultima versione, il "geni" sarebbe stato un complimento per la strategia delle scie che avrebbe permesso, grazie al traino di Massa, a Nando di guadagnare 1 o 2 decimi e partire 5°, e dichiarando come questa quinta piazza fosse un' ottima posizione di partenza.
Immagine tratta da formulaone.com
Perchè Fernando ha dato tre versioni diverse?
Non c'è stato un Domenicali, un Montezemolo, o chicchessia, che ha preso da parte la squadra e impartito cosa dichiarare alla stampa? 
Allucinante. O Alonso è in una posizione di forza tale (vedi Santander main sponsor) che può dire ciò che gli pare, ritrattando e cambiando versione quando vuole, oppure sta tirando la corda, probabilmente con il sale sulla coda per l'arrivo di Raikkonen al suo fianco in ottica 2014.
C'è da dire che Enzo Ferrari e Jean Todt, per rimanere in tempi più recenti, non avrebbero mai e poi mai consentito una tale brutta figura, a livello di dichiarazioni. Una squadra seria, o quantomeno unita, avrebbe chiuso i protagonisti della vicenda nel motorhome e ne sarebbe uscita con una voce univoca. La Ferrari sembra in balia dello spagnolo. 
Alonso vuole vincere e basta. Correre per la scuderia più prestigiosa del mondo, non gli interessa. In McLaren ci mise un secondo a spifferare alla Fia le mail con i progetti Ferrari nello spygate 2007, pur di uscirne pulito. E così nel crashgate di Piquet in Renault del 2009, in cui dichiarò di non saperne nulla, mentre Briatore venne radiato e Symonds squalificato per 5 anni. E' un pilota egoista, una prima donna, non vuole altri prim'attori al suo fianco, sennò fa saltare tutto e crea casini nel team, basti pensare alla convivenza con Hamilton.
Massa avrà pure perso velocità in questi anni, ma appena ha potuto si è sempre messo al servizio di Nando, umiliandosi come nell'arretramento in griglia ad Austin nel 2012, o quando subì senza fiatare un sorpasso in corsia box in Cina nel 2010, o alla vittoria lasciata al compagno ad Hockenheim 2010. La Ferrari ha fatto tanto per Alonso, è al suo servizio. Non gli darà la macchina più veloce del lotto, ma la seconda macchina del lotto si. Alonso in qualifica è disastroso, diciamolo senza mezzi termini. 
Oggi parte dietro ok le Red Bull, ma anche Hulkenberg con la Sauber, e Massa, che ha fatto il giro con le gomme usate e davanti a lui per dagli la scia. Da 8 Gp non parte nelle prime due file. E' inutile fare il leone la domenica, le gare cominciano dalle qualifiche, e se parte dietro è anche colpa sua. Massa gli è partito davanti già 4 volte quest'anno. 
Detto questo, Vettel è un genio, 40a pole in carriera, numeri maestosi.
La RedBull è un genio, doppietta in qualifica in uno dei circuiti più difficili per le lattine, dato il basso carico aerodinamico. Imbattibili.
Hulkenberg è un genio. Cioè, portare la Sauber di quest'anno terza in qualifica è incredibile. Lui è velocissimo.
Massa è un genio. Arrivare davanti ad Alonso nel giorno dello scandalo è di un tempismo perfetto, specie se sei obbligato a girare con gomme usate e a dare la scia al compagno. Chapeau.
Anche la Toro Rosso è un genio. In costante crescita, piazza di nuovo Ricciardo e Vergne nei primi dieci.
"Scemi" di oggi, in ordine sparso: Raikkonen e la Lotus, in crisi mistica, solo 11°, con Grosjean 13°, Hamilton che a suo dire ha guidato da idiota finendo addirittura 12°.
E Alonso? Fate voi..
Pagelline: 1°Vettel 10, 2°Webber 9, 3°Hulkenberg 10, 4°Massa 7,5, 5°Alonso 5, 6°Rosberg 6, 7°Ricciardo 7, 8°Perez 6,5, 9°Button 6, 10°Vergne 6,5, 11°Raikkonen 5, 12°Hamilton 4,5, 13°Grosjean 5, 14°(17°) Sutil 5,5, 15°(14°)Maldonado 6, 16°(15°)DiResta 5,5, 17°(16°)Gutierrez 4,5, 18°Bottas 5, 19°VanDerGarde 6,5, 20°Pic 6, 21°Bianchi 6, 22°Chilton 6.

mercoledì 31 luglio 2013

NANDO TRA ALAIN E MICHAEL

Immagine tratta da grandprix247.com e modificata su befunky.com
Nell'incontro post Gp con la stampa, Fernando Alonso ha mollato delle vere e proprie bordate verso la Ferrari, dapprima chiedendo (non si sa quanto scherzosamente) una Red Bull per il suo compleanno, e poi facendo notare (poco elegantemente) che da quattro stagioni la Rossa mette in pista una vettura 1 secondo più lenta degli avversari.
Il che è fondamentalmente vero, ma questi sfoghi dovrebbero avvenire all'interno del motorhome della squadra, o quantomeno non resi noti alla stampa. Questa azione di Alonso non è stata gradita dalla Scuderia, che ha manifestato con tanto di articolo sul sito ufficiale il  disappunto sulle dichiarazioni "che non sono piaciute nè al Presidente nè alla squadra", e riportando l'osservazione di Montezemolo che ha ricordato ad Alonso che in Ferrari gli interessi di squadra si pongono davanti a quelli del singolo.
La mossa di Alonso è stata decisa, netta, per nulla improvvisata. Così come lo scompiglio provocato dalla visita del suo manager proprio al capo Red Bull, Chris Horner, nello stesso fine settimana. La versione ufficiale dell'incontro, di una summit per parlare del futuro del giovane talento Carlos Sainz Jr, non convince. Specie in concomitanza dello sfogo di Nando.
Alonso è in Rosso da 4 stagioni, 4 pole, 11 vittorie e due Mondiali persi all'ultima gara.
A 32 anni Nando è ad un bivio. E' tra Prost e Schumacher. 
Alain arrivò in Ferrari da tri-campione del mondo a 35 anni nel 1991. Nella prima stagione perse il Mondiale in Giappone con la speronata "vendicativa" di Senna, e nella seconda venne licenziato in tronco a una gara dalla fine per aver definito la guidabilità della F642 pari a quella di un camion. Il tempo passava per Prost, insofferente e che mal sopportava l'idea di guidare un mezzo non competitivo ed aveva fretta di vincere. Per la cronaca dopo il licenziamento, Alain si prese un anno sabbatico, per poi tornare nel 1993 alla guida della monoposto migliore, la Williams conquistando il suo quarto Mondiale.
Schumacher arrivò da bi-campione alla Ferrari relativamente giovane, a 27 anni. Ma per il titolo dovette attendere ben cinque stagioni, tra Mondiali persi all'ultima gara (1997 e 1998), l'infortunio del 1999 e la stagione d'esordio del 1996 con una Ferrari non ancora pronta per il Mondiale.
Michael tenne duro, riuscì a non cedere alle tentazioni Williams e McLaren, mai una parola fuori dalle righe e colse i magnifici 5 titoli consecutivi, che l'hanno issato in vetta alla storia della F1. 
A 31 anni colse il primo alloro in Rosso.
Alonso è a un bivio, deve scegliere se anteporre i suoi interessi a quelli della squadra. La squadra è stata sempre prostrata ai suoi piedi, arrivando perfino ad umiliare Massa (ricordiamo l'arretramento in griglia ad Austin per far partire il più avanti possibile Nando), ed l'asturiano sta ripagando tutto questo con parole poco eleganti.
La Ferrari non l'ha mai criticato in 4 anni, mai una parola che non fosse di ammirazione e ringraziamento per lo spagnolo. Ed Alonso quest'anno invece sta dando più di un segno di insofferenza, prima non presentandosi nei primi test invernali, poi saltando i test di metà stagione a Silverstone, poi con le bordate mediatiche. Qualcosa si è rotto. La Rossa ha una Storia, di quelle che contano. E non può accettare certe cose.
La Bild parla di una Ferrari che ha offerto un contratto a Kimi Raikkonen, quel Kimi Raikkonen ultimo campione in Rosso nel 2007 e licenziato senza troppi complimenti per far proprio posto allo spagnolo, con lo sponsor personale di Nando che dovette pagare penale e ingaggio anticipato al finlandese per il licenziamento. Una mossa clamorosa, tanto per far capire ad Alonso che i Campioni passano, ma la Ferrari resta.