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domenica 8 febbraio 2015

LA CRITICA ROSSOBLU DELLA DOMENICA /22

Immagine tratta da cagliaricalcio.net e modificata su befunky.com
Cagliari-Roma 1-2 (37'Ljajic, 85' Paredes, 95'M'Poku)
E intanto le giornate passano, per non ripassare più. E la Serie B si avvicina partita dopo partita. Occasioni buttate su occasioni buttate, si rianimano avversari evidentemente sulle gambe e in conferenza stampa suona il solito ritornello: "Non è arrivato il risultato, ma la prestazione dà grande morale. E' importante crescere, con i risultati arriverà anche la tranquillità nelle giocate". Quando?
Un allenatore soddisfatto, Zola. Che è contento per quanto crea la squadra, per come ha il pallino del gioco e sottolinea miglioramenti in fase difensiva.
Che nella realtà non esistono, nelle 6 partite del post Zeman sono stati incassati 13 gol, una media che supera i 2 per incontro.
E il gioco segue canovacci più improvvisati che studiati. Questo albero di Natale fuori periodo, fa girare la palla tra i quattro difensori e tra i tre centrocampisti, sperando poi nella verticalizzazione improvvisa dei due piazzati dietro la sventurata punta centrale, dedita a prendere botte da sola in mezzo agli avversari. E se i due numeri 10 non si accendono, è notte fonda, si ristagna troppo lontani dalla porta.
Oggi le verticalizzazioni sono arrivate in gran numero dai lanci "ab capocchiam" di Rossettini, e Cop ha fallito due grosse occasioni davanti a De Sanctis.
Gli schemi d'attacco sono poco convincenti, si attacca più per inerzia della partita che con schemi ben delineati, con rabbia e reazione, ma poche idee chiare.
Il centrocampo ha visto il ritorno di Conti (che ha nuovamente fatto rima con un k.o.), affiancato dai corridori Dessena e Donsah. Probabilmente l'ideale sarebbe riproporre il vecchio e caro 4-3-1-2, perchè questi 5 centrocampisti del 4-3-2-1 fanno giocare la squadra troppo lontano dalla porta. E soprattutto perchè i terzini con Zola sono bloccati e la squadra risulta troppo intruppata in tocchetti centrali, senza ampiezza. Gonzalez difende e si vede lontano un miglio che attaccare non è affar suo, mentre Avelar ha sbagliato qualunque marcatura, cross o passaggio possibile per 94 minuti, salvo imbroccare, probabilmente per sbaglio, l'assist vincente per la rete della bandiera di M'Poku.
La Roma oggi era battibile, o quantomeno pareggiabile, data la crisi e le defezioni, ma è rimasta giustamente guardinga, compatta e cinica, aspettando le classiche amnesie difensive della difesa rossoblu, puntualmente arrivate.
E un'altra giornata è andata. Sedici giornate alla fine. Lieta?
P.S. M'Poku è simpatico, ben fisicato, determinato e con personalità. Un po' troppo innamorato della palla. Ma Husbauer, che diamine di fine ha fatto?

lunedì 3 novembre 2014

LA CRITICA ROSSOBLU DEL LUNEDI' /10

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Lazio-Cagliari 4-2 (7'Mauri, 25'Klose, 26'Klose, 48'aut.Braafheid, 84'Joao Pedro, 92'Ederson).
- La miniserie positiva di tre turni si interrompe all'Olimpico. Più dei demeriti rossoblu, sono da sottolineare i meriti laziali, specie nel primo tempo. Una Lazio perfetta, inarrestabile, ha trafitto per 3 volte il povero Cragno nei 45 minuti iniziali. Fisico, pressing forsennato e grinta, gli ingredienti di un meritato aggancio al terzo posto.
- Di buono c'è la reazione della ripresa: sono state trovate le trame offensive, sono arrivati due gol. La squadra c'è e lotta, si era a rischio imbarcata epocale e si è reagito mostrando caparbietà e gioco, il che rende meno amaro il k.o.
- Murru aveva sinora inanellato una sola presenza a referto, per pochi minuti. E se ne capisce il perchè: Candreva dalla sua parte ha spadroneggiato, sempre marcato a 3-4 metri di distanza dal terzino sardo. Dovrà migliorare parecchio, è risultato nullo in fase offensiva e disastroso in quella difensiva.
- Bella gara di Benedetti, subentrato in corso d'opera a Ceppitelli. Dal momento del suo ingresso in campo si è dimostrato un gigante. Una discreta iniezione di fiducia per l'imponente centrale difensivo torinese, che si è concesso anche il lusso di un assist vincente di testa. Bravo anche Joao Pedro, più per il gol che per la sua abituale indole confusionaria sul terreno di gioco. Magari potrebbe sbloccarsi pure lui.
- Il centrocampo è stato spazzato via dal fisico e dal pressing di quello della Lazio. Un passaggio totalmente a vuoto per Conti e Crisetig, un pelo meglio Ekdal. 
- Ibarbo si è fatto espellere per un fallo di reazione, dopo aver subito un colpo al ginocchio. E' la solita croce e delizia. Oggi più croce che altro, con due occasioni davanti a Marchetti fallite con la sua classica sufficienza e poca freddezza. Ora dovrà stare ai box (almeno) una partita: che gli serva per riflettere su quanto potrebbe fare grazie ai suoi mezzi, e quanto non fa.

sabato 25 ottobre 2014

LA CRITICA ROSSOBLU DEL LUNEDI' /8

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Empoli-Cagliari 0-4 (31'Sau, 36'Avelar, 38'rig. Avelar, 47'pt Ekdal).
- Nuova clamorosa prestazione esterna del Cagliari: un quarto d'ora da sogno nella seconda metà della prima frazione annichilisce l'Empoli, che non perdeva da 5 gare. In trasferta il Cagliari sta andando alla grande, in pratica ha sbagliato solo la gara contro la Roma, ha pareggiato contro il Sassuolo, vinto contro Inter ed Empoli e perso immeritatamente contro il Verona. La squadra lontano dal Sant'Elia va per attaccare e vincere, non per difendersi. Cosa sconosciuta da anni a queste latitudini.
- La mentalità è stata la carta vincente. Sempre propositivi, sempre grintosi, bel pressing. Una sensazione: quando la squadra vede che gli schemi e le giocate funzionano, acquista fiducia e propone un bel calcio. E arrivano i gol in sequenza, così contro l'Inter, contro la Samp e oggi ad Empoli.
- Sau ha disputato un match grandioso. La sua migliore partita da inizio stagione, un gol da attaccante vero, quarta rete su otto apparizioni. Ha ritrovato movimenti e determinazione. Anche lui sta prendendo fiducia e i risultati sono evidenti.
- Avelar e Balzano liete sorprese. Il terzino brasiliano dimostra qualità balistiche tenute ben nascoste nel biennio passato e conquista la copertina con una doppietta. Assurdo ripensando all'ultimo giorno dello scorso mercato di gennaio, quando per un inghippo burocratico sfumò il trasferimento ormai concluso al Leeds. Balzano è molto più adatto a questo 4-3-3 rispetto a Pisano: è incisivo in fase offensiva e fa un gran pressing per recuperare il pallone.
- Donsah si conferma. E' l'erede di Nainggolan, un guerriero che tampona e riparte. Considerando che ha 18 anni ha fornito una prestazione da punto esclamativo. E' il miglior pressatore del centrocampo, e sa anche ripartire palla al piede. Grande acquisto.
- Una nota negativa? I "soliti" Cossu e Ibarbo. Il folletto cagliaritano oggi non è stato per nulla in partita, è chiaramente un trequartista che porta palla che mal si sposa con l'aggressione degli spazi. E la freccia colombiana ha mostrato leggeri miglioramenti nel gioco di squadra, ma si perde in cavolate e su giocate semplici. Non a caso è ancora a zero reti realizzate. E mercoledì sotto con il Milan.

domenica 19 ottobre 2014

LA CRITICA ROSSOBLU DEL LUNEDI' /7

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Cagliari-Sampdoria 2-2 (28'Gabbiadini, 39'Obiang, 59'rig.Avelar, 77'Sau).
- Qua bisogna giocare con gli avversari in inferiorità numerica per fare punti: due giornate fa contro l'Inter, e oggi con la Samp. Senza l'episodio del rigore e conseguente doppia ammonizione a Cacciatore, la partita sarebbe stata irrecuperabile. Si era sullo 0-2 e la Samp aveva sfiorato più volte il terzo gol che avrebbe significato il tracollo completo. 
- La rimonta è avvenuta con Donsah e Caio Rangel in campo, due ragazzi del 1996. Freschezza, determinazione e aria nuova sul terreno di gioco. I due, dati i 18 anni anagrafici, hanno impressionato: Donsah è grintoso e compatto, e da una sua imbeccata è nata l'azione del rigore; Caio Rangel ha movimentato l'out mancino con finte e dribbling, e ha aperto lo spazio per Avelar nell'azione della rete di Sau.
- Cossu e Ibarbo più passano le gare e meno sembrano adatti al tridente di Zeman. Cossu al solito non gioca male, ma porta troppo palla, non si inserisce negli spazi e quando potrebbe tirare, cerca improbabili passaggi centrali. Spostato nei tre di centrocampo, è sembrato più a suo agio, contribuendo al giro palla. Ibarbo è un oggetto misterioso: ondivago, insolente, scostante. Si incaponisce in dribbling solitari. Gioca da solo. Si procura il rigore e quindi salva la prestazione, ma deve migliorare e capire. Sembra il classico studente talentuoso che non ascolta i professori. 
- Ennesimo gol subito, da polli, su calcio piazzato. Esce male Cragno, la difesa sbatte sugli elementi doriani in fuorigioco che rientrano per far blocco, Pisano si perde Gabbiadini, e la frittata è fatta. Obiang poi pesca il jolly da fuori, in un gol molto simile a quello di Boakye con l'Atalanta, sempre al Sant'Elia. Sintomo che non si è ancora imparato ad uscire sull'uomo al limite dell'area, per impedirgli il tiro. Male male.
- Conti in panca, Cossu che non si integra nel tridente, Pisano che rende meno di Balzano: forse la vecchia guardia non sta digerendo bene questo modo di giocare. Non è un caso che Zeman renda bene con squadre completamente nuove. E' una sensazione, ma con i ragazzini Caio Rangel e Donsah si è respirata un'aria diversa. Dei "vecchi" gli unici ben integrati sembrano Avelar e Ekdal, a partite alterne Sau. Oggi è andata bene, ma dietro ci sono solo 3 squadre, troveremo questo benedetto amalgama in tempi brevi?

mercoledì 24 settembre 2014

LA CRITICA ROSSOBLU DEL GIOVEDI' /4

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Cagliari-Torino 1-2 (11'Cossu, 21'Glik, 29'Quagliarella)
- E ora siamo ultimi. Tre sconfitte consecutive e meritato ultimo posto in classifica in solitaria. E ora ci aspettano due trasferte, prima contro l'Inter di Mazzarri ancora imbattuta e che ha subito solo un gol sinora, e poi a Verona a far visita all'Hellas, che parimenti registra un bello 0 alla voce sconfitte. L'orizzonte è fosco.
- Non ci siamo totalmente. Non ci sono progressi. E in più la coperta è corta. Sull'1-2, dopo i sacrosanti cambi di Crisetig e Balzano in luogo di Joao Pedro e Pisano, Zeman non ha fatto più entrare nessuno. Nonostante negli ultimi 10-15 minuti la squadra fosse sulle gambe. Segnale che non c'è poi troppa fiducia in chi è rimasto seduto in panchina. Quella panchina che, scorrendo i nomi, mette tanta tristezza quanto il gioco messo in mostra sinora. Longo, Farias, Caio Rangel, Capello, Donsah, Dessena, Murru, Capuano e Benedetti non sono meglio di quelli andati in campo. E probabilmente se ne rende conto anche il boemo.
- Il gol di Cossu è di Padelli, che gli ha regalato il pallone. Ergo, su quattro partite, l'unica rete su azione è quella dell'esordio contro il Sassuolo. Nelle tre gare seguenti, c'è stato solo un rigore e questa rete "regalata", entrambe griffate Cossu. Non si segna. E' da scrivere a caratteri cubitali. E non segnare con Zeman in panca è strano, preoccupante, devastante. Anche perchè i "soliti" gol li subisci: oggi su angolo e punizione. E quindi devi fare un gol in più degli altri. Ma se non li fai, sono guai. Amari.
- Troppi tocchi: la palla non corre. Cossu, Ibarbo, Ekdal, Joao Pedro portano troppo la palla, perdendo tempi di gioco per lo scarico sui terzini accorrenti. Tre, quattro tocchi che fanno scattare e fermare i terzini in continuazione, non trovando mai il tempo giusto per inserirsi. Il centrocampo non recupera palla. Mai. Da quattro gare.
- Sau dov'è finito? Che fine ha fatto quel bel giocatore di due stagioni fa? Perchè proprio con il suo mentore Zeman non riesce a fare più nulla? Sbaglia i controlli di palla, i movimenti, non tira mai, sbatte contro i giganti avversari. E' involuto in maniera clamorosa. 
- Le scelte di Pisano e Joao Pedro sono state autolesioniste. Già nelle gare passate si era intuito che i due fossero tra quelli meno a loro agio con i nuovi schemi, e oggi abbiamo avuto la conferma. Il terzino sardo in difesa viene facilmente saltato, e in attacco è nullo: fa poco e lo fa sbagliando tutto ciò che può sbagliare. Joao Pedro va a velocità ridotta, portando palla in orizzontale, cercando inutili ricami che gli fanno perdere la sfera. E non si inserisce mai. I sostituti Balzano e Crisetig non fanno niente di straordinario, ma almeno non hanno regalato palla agli avversari.
- Si scricchiola forte. C'è la sensazione che la squadra abbia grossi limiti. Di interpreti e di mentalità. Perchè la squadra non capisce o non applica ciò che Zeman chiede? Ora è una crisalide accartocciata, ci sarà voglia e pazienza di trasformarla in una farfalla?

lunedì 2 dicembre 2013

SENZA UNO STRACCIO DI GIOCO

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Il match: al Sant'Elia, con la solita apertura al pubblico limitata a 5000 unità, si affrontano due squadre in salute di risultati: il Sassuolo reduce da 7 punti negli ultimi 3 match, ed il Cagliari reduce dalla fortunosa vittoria con il Torino e dall'altrettanto fortunoso pareggio contro la Roma.
Sassuolo senza Floro Flores, Cagliari senza Pinilla ed Agazzi, ufficialmente relegato al ruolo di terzo portiere. La gara ha un chiaro canovaccio: il Sassuolo domina il primo tempo e chiude sullo 0-2, passeggiando su un Cagliari balneare. Nel secondo tempo i neroverdi cercano di controllare chiudendosi in difesa e riescono nell'impresa di far segnare Nenè e Sau, due bomber in cerca di gol ormai da mesi. Pareggio sostanzialmente giusto, ma che pena.
La chiave tattica: il Cagliari sempre e solo cristallizzato sul 4-3-1-2 lento e prevedibile, il Sassuolo con un 5-3-2 perchè i terzini sono bloccati. Il furioso pressing emiliano stende la lentezza cagliaritana, e primo tempo giustamente chiuso sullo 0-2. Nella ripresa il Sassuolo si suicida con una tattica difensivista ad oltranza che non paga, quasi mai varca la propria metà campo e il Cagliari abbastanza casualmente pareggia. Peraltro in un totale minestrone tattico, con Pisano destro di piede sulla corsia mancina, che pesca addirittura un assist vincente, Ibraimi mancino sull'out di destra, Dessena messo al solito fuori ruolo come terzino destro, e togliendo Cossu, il più vivace di tutti nel secondo tempo. 
L'uomo partita: difficile individuarne uno sulla sponda cagliaritana. Diciamo Nenè, che sul primo gol del Sassuolo va a vuoto sull'angolo inzuccato da Marzorati, e che non ne azzecca una sino alla rete dell' 1-2 che riapre il match, con un colpo di testa perfetto. Poi, continua a non azzeccare un passaggio o uno stop. Ma quella rete è stata fondamentale.
La sorpresa: anche qui, tostissimo trovare una sorpresa. Proponiamo Checco Pisano, schierato terzino sinistro pur sapendo giocare solo con un piede, il destro, con una mossa pazza di ficcadentiana memoria. Eppure il nostro, sbagliando sull'out mancino controlli e passaggi da scuola calcio, riesce al momento giusto a rientrare sul destro e a crossare come mai gli era riuscito sinora, perfettamente in testa a Nenè. Farlo segnare è stata un'impresa.
La delusione: tuttora si cercano segni della presenza di Eriksson in campo, annega con la pioggia che cade in campo. Non si vede mai, fa numero in campo e basta. Incomprensibile concedergli 90 minuti, avendo comunque Ekdal in panchina. Dopo la prova convincente di Roma, quando c'è da costruire scompare. A 24 anni gli si chiede continuità.
La conferma: il pessimo gioco del Cagliari. In campo si passeggia, come consapevoli di una superiorità mai dimostrata. Il calcio dei sardi è lento, senza idee, spento. Esce Ibarbo, Cossu non è ai suoi livelli, e cala il buio. Son già più di una le partite rimesse in piedi senza lo straccio di un gioco. Non durerà. E Astori per l'ennesima volta perde palla e si prende gol. L'esperienza dovrebbe insegnare qualcosa, ma qui proprio no. Astori è l'emblema di una squadra che si specchia e si piace troppo, come se vivesse di rendita sulle prestazioni degli anni passati.
La classifica: il Cagliari attualmente è 14° con 15 punti, 3 vittorie, 6 pareggi e 5 sconfitte. 15 reti fatte e 22 reti subite in queste 14 partite. +3 sulla zona retrocessione.
Prossime gare: l' 8 dicembre Cagliari-Genoa, il 15 dicembre Parma-Cagliari, il 21 dicembre Cagliari-Napoli.

sabato 2 febbraio 2013

IL MIO CAGLIARI/ 23°T.

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IL TAVOLINO PER IL POKER

Si potrebbe dire: "Voi avete portato il tavolino? Allora noi portiamo l' occorrente per un bel poker". Il Cagliari vendica la vittoria a tavolino al veleno del settembre scorso, calando un bel poker di reti in casa della Roma.
Il sospetto che la difesa allegra di Zeman sarebbe stata una cuccagna per il Cagliari da trasferta targato Sau-Ibarbo c'era. E subito ci si è accorti che si poteva far bisboccia della Rometta scesa in campo ieri dopo una settimana da incubo, in cui lo scaltro Sabatini aveva di fatto esonerato e poi confermato Zeman senza troppa voglia.
Basta un affondo, il primo, per capir tutto. Lancio dalla retroguardia, gli avanti rossoblù si lanciano in un 4 contro 3 degno del miglior manuale del contropiedista, dove Sau con un paio di finte fa capire a Marquinhos che non sarà serata, e appoggia un comodo assist a Nainggolan che insacca senza pietà. Minuto 4.
Da qui si capisce già tutto. Roma che giochicchia senza convinzione e tirando pochissimo, e Cagliari lanciato in contropiede sul filo del fuorigioco.
I sardi riescono anche a farsi male da soli, con Sau che tira fuori a tu per tu con Goicoechea e prendendo il classico gol su calcio da fermo: stavolta è Totti che uccella un Agazzi non proprio reattivo, eludendo la barriera che sbaglia il piazzamento. Si va al riposo sul 1-1. Il 4-3-3 di Pulga-Lopez è più un tutti dietro a recuperar palla per lanciare subito i tre attaccanti. Come al solito Thiago Ribeiro sforna la sua prestazione anonima, ma riuscirà nella ripresa a strappare la sufficienza grazie agli ampi spazi lasciati dalla derelitta squadra capitolina. Grazie alla querelle Sabatini-Zeman della settimana scorsa, la squadra è psicologicamente a terra, e al 1' della ripresa succede una cosa mai vista. 
Da ufficio indagini: il buon Goicoechea va per bloccare un cross senza pretese di Avelar, ma riesce nell' incredibile impresa di mettere il pallone in rete. Da solo. Senza nessun cagliaritano nel raggio di km. 1-2. Giù di fischi. Roma in bambola.
Al 52' Sau grazia ancora il portiere uruguayano in un tu per tu, e al 53' insacca (di testa!) su un assist meraviglioso di Ibarbo. Il colombiano sarà pure discontinuo, ma è determinante appena si accende. Il pallone che recapita sulla testa del piccolo sardo sarebbe andato fuori al 90% dei calciatori. Grazie alle sue leve e alla tecnica riesce a tenerlo in campo. Chapeau. 1-3.
Il monologo rossoblù continua. Al 69' palo con un tiro formidabile di Thiago Ribeiro da casa sua (clamoroso!) e al 71' Sau fa la giocata del giorno: dribbling secco su un birillo romanista e tiro a giro che prende il palo. Ma l' azione non si conclude così. L' ultima di Zeman con la Roma si conclude con l' impresa di far siglare il primo gol in carriera a Francesco Pisano. Il selargino riprende la sfera dopo il palo di Sau e di sinistro (assurdo!) infila il tramortito Goicoechea.
Grande festa con la panchina per l'imprevedibile evento.
Partita finita, la Roma attaccherà e siglerà il 2-4 finale con Marquinho su colossale dormita di Astori, ma va bene così. E' bastato attendere e ripartire ogni tanto per siglare 4 reti e prendere 2 pali. Senza fare una partita strabiliante, si sono sfruttate le debolezze avversarie in modo chirurgico. Dispiace concedere solo 2 minuti a Cossu a fronte di 88 di Thiago Ribeiro, che per azzeccare un lancio doveva farne almeno 4. Ma tant'è. Finchè si vince si è felici.
La cuccagna di ieri sera non deve però illudere. Cossu e Pinilla, i bocciati eccellenti di questa partita e di questa stagione, restano tra i giocatori più forti che si hanno in rosa. Necessario sfruttarli al meglio. E Cossu non merita un trattamento del genere.
Nel prossimo match saranno squalificati Avelar e soprattutto Nainggolan, vera stella della squadra, sarà dura sostituirlo.
I punti sono 24 e all' Is Arenas arriverà un Milan, con un Balotelli in più, alla ricerca di punti Champions, tradizionalmente corsaro in terra sarda. Ma a questo ci si penserà da domani.

Pagelline: Agazzi 5,5; Pisano 7, Astori 6, Rossettini 6,5 (78'Perico 6), Avelar 6; Ekdal 6, Conti 7 (81'Casarini 6), Nainggolan 8; ThiagoRibeiro 6 (88'Cossu sv.), Sau 8, Ibarbo 7.
Pulga-Lopez 7.

lunedì 24 dicembre 2012

IL MIO CAGLIARI/18°T.

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CORRERE COME MAYA NON BASTA, QUINTO K.O. CONSECUTIVO

Venerdì 23 Dicembre, in concomitanza con la fine del mondo preannunciata dai Maya, il Titanic rossoblù di fine anno incassa la quinta sconfitta consecutiva, ammarando malinconicamente in solitudine al quartultimo posto in classifica.
Ma c'è una buona notizia: la grinta
E per ritrovare la grinta è servito il misterioso esilio a Parma, in quanto il sindaco Contini di Quartu (capro espiatorio di Cagliari, Juve e Lega Calcio per questa vicenda) avrebbe firmato i documenti di agibilità fuori tempo massimo.
Tutti a Parma quindi, tutti si fa per dire, si passa dall' annunciato pienone di Is Arenas a 48 tifosi sardi a fronte di 2800 biglietti venduti, scherniti per tutto il match della tifoseria bianconera, con tanto di fischi all' ingresso in campo della squadra di "casa".
Il particolare comico è che la Roma (in quello 0-3 a tavolino) e la Juventus venerdì si son dichiarati parte lesa e son state leste a trarre vantaggio da una situazione molto particolare. I media sono subito pronti a parlare di campionato falsato per Scudetto e zona Champions.
E questo è un particolare buffo, perchè la squadra più danneggiata è proprio il Cagliari, costretta già su 9 incontri casalinghi a giocarne in casa effettivamente solo 7, e tra questi 7 incontri annoveriamo un Cagliari-Atalanta a porte chiuse e solo 3 match a piena agibilità dello stadio. Regalare 2 partite e mezzo (quella a porte chiuse), per una squadra che lotta per la permanenza in Serie A, è davvero troppo. La classifica che si sta falsando è quella della zona retrocessione, altro che storie.
Sorge un dubbio: perchè proprio con Roma e Juventus, le squadre di maggior blasone, si è arrivati a soluzioni estreme? E perchè l' Atalanta a inizio stagione è venuta a Is Arenas a giocare una partita a porte chiuse con una tribuna in costruzione e la Lega non ha imposto campo neutro o regalato 3 punti ai nerazzurri?
Effettivamente la Lega sta facendo figli e figliastri in questa vicenda.
La partita: arriva la Juve lanciatissima in campionato e incontra un Cagliari lanciatissimo verso il basso. Pulga e Lopez ci mettono del loro: si comincia con Thiago Ribeiro in campo e Cossu in panca. Cossu contro la Juventus ha disputato le migliori partite della sua carriera, ma i tecnici lo escludono a favore del brasiliano fantasma, che marcherà Pirlo per tutto il primo tempo (nel secondo non lo vede mai e non lo si vede mai), lavoro ben svolto anche da Cossu la passata stagione nell' 1-1 di Torino.
Il Cagliari stavolta almeno lotta, coltello tra i denti e in campo come se fosse la finale di Champions. Pressing alto e contrasti decisi. Risultato: la Juve nel primo tempo corre di meno e non tira mai dalle parti di Agazzi, ma 3/4 della difesa è già ammonita al 45'.
I rossoblù chiudono clamorosamente in vantaggio, con un rigore procurato da Sau e realizzato da Pinilla, nell' unica sortita pericolosa.
Poi nel secondo tempo succede il finimondo, ad un certo punto se fosse entrato un Maya in campo non avrebbe destato scalpore: Cagliari pesantemente in trincea (per non dire in un catenaccio d' altri tempi), con un Nainggolan maestoso, che fa i miracoli per non subire reti.
Al 64' resta in dieci per l' espulsione di Astori, poi la mossa di Pulga-Lopez assolutamente incomprensibile, affossa definitivamente la squadra: entra Del Fabro, esordiente in A, classe 1995, al posto dell' unico uomo pericoloso, Sau. Mossa incredibile, avendo Rossettini in panchina in piena efficienza fisica, che vanta 85 presenze in Serie A.
Il povero Del Fabro appena capita nei paraggi di Giovinco, causa un rigore che Vidal calcia alto. Arrivano tiri da tutte le parti, Agazzi fa il gatto un paio di volte e la papera quando non blocca un tiro di Pirlo e respinge centrale che più centrale non si può sui piedi di Matri che ringrazia e insacca. A 15 dalla fine.
La Juventus attacca con tutti i suoi effettivi ed il Cagliari già in inferiorità numerica, ha Ekdal in campo solo per onor di firma, spedito in avanti solo per far numero, a sostituzioni terminate.
Arrivano tiri da ogni dove e al 90' si resiste (clamorosamente) sull' 1-1. 
Ma il signor Damato, probabilmente dispiaciuto per il mancato arrivo dei Maya, decide di aspettarli ancora un pò, dando mezzo tempo supplementare di recupero: 6 minuti.
In questi 6 minuti la Juventus segnerà 2 reti e fisserà l' 1-3 finale e si scopre che il vero Maya in campo era il brasiliano Nenè, che volendo spazzare la propria area, spazza proprio contro Vidal che si proteggeva e consegna la sfera a Matri, smarcato davanti ad Agazzi, che al 91' sigla il vantaggio bianconero. Solo per la cronaca l' 1-3 di Vucinic al 94'.

Pagelline: Agazzi 6; Pisano 5, Ariaudo 5,5, Astori 5, Murru 5,5 (53'Perico 5,5); Dessena 6, Nainggolan 7,5, Ekdal 6,5; Thiago Ribeiro 5; Sau 6,5 (67'Del Fabro 5); Pinilla 6 (75'Nenè 5).
Pulga-Lopez 5.

giovedì 27 settembre 2012

IL MIO CAGLIARI / 5°T.

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I COMPLIMENTI STANNO A 2


La classifica del Cagliari è deficitaria, escludendo l' incontro perso 0-3 a tavolino con la Roma, siamo a 2 pareggi e 2 sconfitte. Terzultimo posto in graduatoria.
Ulteriore considerazione. I due pareggi sono arrivati con l' Atalanta ridotta in dieci dal 27' e con il Palermo, unico pareggio per i rosanero siciliani a fronte di 4 sconfitte. Aggiungiamo che in entrambi i match la squadra è passata in svantaggio e ha recuperato nei minuti finali, al 90° con Ekdal nel match casalingo con i bergamaschi e all' 87° con Sau nell' incontro esterno con i palermitani.
Nelle 4 partite disputate, il ritornello è sempre lo stesso. "Giochiamo bene ma non finalizziamo". 
Personalmente ritengo che il "giocare bene" del Cagliari, sia più frutto della pochezza avversaria che di meriti propri. Mi spiego. Il Milan ieri non era uno squadrone, nel primo quarto d' ora della ripresa il pareggio non sarebbe stato uno scandalo, ma solo perchè il centrocampo rossonero non era assolutamente all' altezza della storia dei milanesi. Nainggolan e Conti la facevano da padrone, recuperando tantissimi palloni, e sino all' espulsione (ingenua) del Capitano si era vista una buona reazione.
Con il Palermo, invece, nell' ultima apparizione del tecnico Sannino alle dipendenze di Zamparini, le azioni erano fioccate per un' incapacità evidente dei rosanero a costruire trame di gioco, vedere tre passaggi di fila era un' utopia.
Con l' Atalanta in dieci per 65 minuti, giocoforza c'era pressione, ma sterile, si giochicchiava lenti e impacciati. E la chiave del gioco fu la superiorità numerica.
A Marassi con il Genoa nell' esordio invece, il Cagliari dopo qualche bagliore iniziale era sparito, e nella ripresa ha abbozzato una reazione favorita dall' ancora frammentaria conoscenza tra i calciatori genoani, ma il trotterellare di passaggini tra metà campo e trequarti non ha portato ad alcun gol.
Il Cagliari non gioca bene. Il Cagliari del primo Ballardini, di Allegri, di Donadoni giocava bene. 
Ritmo veloce, idea di gioco, trequartista fulcro delle azioni, sovrapposizioni dei terzini.
Il Cagliari di Ficcadenti ricorda più quello stucchevole di Bisoli, passaggini al rallentatore e idee poche. Se non c'è Cossu le punte non vengono quasi mai innescate, e sono costrette, nel caso di Thiago Ribeiro soprattutto, a venire a raddoppiare e prendersi il pallone in zone improponibili per un attaccante. Vedere nel corso degli ultimi due match Pinilla sulla destra e Ibarbo al centro è allucinante. Il mister ci vende una squadra padrona del gioco e del campo in ogni intervista, ma com'è possibile essere andati sotto in tutte e 4 le partite allora?
E sorgono le domande e le considerazioni:
1. Perchè avendo due terzini sinistri di ruolo (Ariaudo ed Avelar) si insiste su Pisano a sinistra? Essendo destro naturale, il ragazzo è un pesce fuor d' acqua. Col Palermo non è riuscito ad anticipare con il sinistro Miccoli e da lì è scaturita la marcatura di Rios, con il Milan dopo 1 minuto si è fatto ammonire e l' uno a zero è originato da un suo errore sul fuorigioco.
E i pericoli arrivano tutti dalla sua parte. Non è il suo ruolo e si insiste. Perchè?
2. Perchè la squadra in ogni partita si dedica a un possesso palla lento e sterile tra i centrocampisti? Il resto della squadra non fa i movimenti giusti, i terzini non si sovrappongono, gli esterni d' attacco ciccano spesso i movimenti per consentire al gioco di velocizzarsi. 
3. Perchè insistere per forza sul tridente? Thiago Ribeiro è una seconda punta, così Sau. Cossu un trequartista puro. Pinilla al centro prende solo botte e arriva poco lucido a concludere. Cossu sulla trequarti ha una migliore visione del gioco, diventa punto di riferimento per la mediana e sa innescare meglio di ogni altro gli avanti.
4. In 25 partite in rossoblu, Ficcadenti ne ha vinte appena 5, tutte l' anno passato, contro Novara, Lecce, Cesena (le tre retrocesse) e contro Atalanta e Catania, ormai già salve e senza motivazioni. Ne ha perse 12, la metà, e non vince da nove partite oramai. 22 reti fatte, neppure la media di una a gara, e per una squadra che gioca con il tridente è un pò strano.
Evidentemente il mister non riesce a tirar fuori il meglio da una rosa comunque discreta, perchè i vari Agazzi, Astori, Conti, Nainggolan e Pinilla sono calciatori che dovrebbero consentire una salvezza tranquilla. Ma senza il gioco non si va da nessuna parte.
Con i finti complimenti non si va da nessuna parte. I complimenti stanno a zero.
Anzi, a due.