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domenica 26 gennaio 2014

INOPINATO, DISASTROSO, DISGRAZIATO, DANNOSO...

Immagine tratta da cagliaricalcio.net e modificata su befunky.com
Il match: il Cagliari ospita il Milan, che non batte dal lontano 1998/99, reduce da due sconfitte consecutive (Juventus ed Atalanta). Il trend è molto negativo, contando le 5 partite senza un successo (3 pari e 2 sconfitte). Il Milan del nuovo corso Seedorf, è reduce dalla vittoria contro il Verona e dalla sconfitta interna di Coppa Italia contro l'Udinese. Il Cagliari non può schierare lo squalificato Ibarbo e l'infortunato Nenè. Pinilla viene graziato dal Giudice Sportivo e può scendere in campo. Solito 4-3-1-2, senza sorprese. Il Milan si presenta con il nuovo 4-2-3-1 e senza gli infortunati El Shaarawy, Zapata, Silvestre, Petagna, Abbiati, Poli e Zaccardo. Kakà Honda e Robinho dietro Balotelli.
La cronaca: bel primo tempo, Milan sciupone e Cagliari concreto. Match equilibrato e sardi in vantaggio al 29' con una grande giocata di Sau su assist di Pinilla, dopo una svirgolata clamorosa di Amelia. Nella ripresa il Cagliari pare gestire molto bene le velleità di rincorsa rossonere. A cambiare il canovaccio della partita ci pensa un colpo di mano di Cabrera, che regala la punizione dal limite per il pareggio di Balotelli al minuto 86. Palla al centro, Milan avanti, calcio d'angolo e 1-2 di Pazzini. Milan premiato oltre i suoi meriti in campo e Cagliari nuovamente a bocca asciutta.
La chiave tattica: le sostituzioni di Diego Lopez indirizzano malauguratamente la gara. Tra il 69' e il 75' il mister uruguaiano fa uscire due tra i migliori, Sau ed Ekdal, per sostituirli con Cabrera ed Eriksson, due tra gli oggetti misteriosi della squadra. Risultato: Cabrera dà il là alla rimonta del Diavolo, Eriksson trotterella a vuoto, come vittima designata del torello avversario.
L'uomo partita: Marco Sau esce dal campo lasciando la squadra in vantaggio. Sua la rete dell' 1-0, quinta rete stagionale, dopo una sontuosa giocata su Bonera ed Amelia.
La sorpresa: Albin Ekdal, l'altro sostituito. Non fa un errore, grinta, recuperi e buone giocate palla al piede. Dopo l'addio di Nainggolan sta prendendo in mano il centrocampo cagliaritano.
La delusione: Matias Cabrera ed il suo insensato fallo di mano. Colpa di chi lo schiera, colpa di chi lo ha visionato prima ed acquistato poi. Inopinato, disastroso, rovinoso, disgraziato, dannoso, fallimentare, controproducente, fuori luogo, inopportuno. Tutti aggettivi dedicati a lui e a loro.
La conferma: Daniele Conti dà la solita quantità di passaggi di classe, visione di gioco e grinta. E la solita ammonizione.
La classifica: la graduatoria piange. 14° il Cagliari, 21 i punti frutto di 4 vittorie, 9 pareggi e 8 sconfitte. 20 reti fatte e 31 subite. Zona B sempre a 4 punti.
Prossime gare: 2 febbraio Cagliari-Fiorentina, 9 febbraio Sampdoria-Cagliari, 16 febbraio Cagliari-Livorno.

lunedì 20 gennaio 2014

MANCA L'ISTINTO DEL KILLER

Immagine tratta da cagliaricalcio.net e modificata su befunky.com
Il match: il Cagliari si presenta a Bergamo, campo tradizionalmente ostico (3 sole vittorie su 24 incontri tra Serie A e B), reduce dalla sconfitta interna patita contro la super Juventus, con una serie di 4 partite senza vittorie (3 pari e 1 persa). L'Atalanta in casa ha uno score di 5 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte ed è reduce dalla vittoria casalinga contro il Catania. Nel Cagliari fuori Pinilla, appiedato per 2 turni dopo l'espulsione contro la Juve, Nenè rotto e Agazzi sempre non convocato. Nell'Atalanta la varicella blocca ancora Consigli, indisponibile assieme a Scaloni e il lungodegente Bellini. 4-3-1-2 per il Cagliari, che preferisce Avramov ad Adan, e coppia d'attacco obbligata Sau-Ibarbo. 4-4-1-1 per i bergamaschi, con Brienza e Migliaccio dal primo minuto. 
La cronaca: ottimo primo tempo dei sardi, tengono il pallino del gioco e trovano ben 3 legni nei primi 45', due volte con Ibarbo, particolarmente ispirato e una con Conti. Il costante pressing sull'inizio dell'azione nerazzurra dà i suoi frutti, Atalanta pericolosa solo con Brivio al 26'. Nel secondo tempo il Cagliari va progressivamente spegnendosi. E ne approfitta Brienza che pesca il cross vincente al 68' per un Bonaventura colpevolmente dimenticato in area da Pisano. L'assalto finale dei rossoblù è sterile, complici gli ingressi degli impalpabili Ibraimi e Cabrera e del giovanissimo Solinas (classe '96). Nelle ultime trasferte si denota l'incapacità di sfruttare l'episodio giusto: 0-0 con il Parma e il palo di Sau, 0-0 con il Chievo e il rigore sbagliato da Pinilla, 1-0 e sconfitta con l'Atalanta ed i tre pali. Manca l'istinto del killer.
La chiave tattica: nel primo tempo Ibarbo ha due spunti solitari potenzialmente letali. Un bolide dalla distanza e un dribbling in area di rigore. Colantuono corre sapientemente ai ripari e mette sul colombiano una marcatura a due e a tre nella ripresa. Risultato: Ibarbo scompare dal campo.
L'uomo partita: in casa Cagliari è dura trovare un migliore, ma segnaliamo comunque Ibarbo. Il colombiano dopo l'infortunio muscolare che l'ha tenuto fuori un mese, ritrova la maglia da titolare e si carica sulle spalle una squadra che in fase conclusiva è nulla (2 reti nelle ultime 5 gare), costruendosi le azioni in solitaria. Si fa espellere per una sbracciata su Raimondi, ingenuo.
La sorpresa: Dessena, dopo un periodo di scarsa forma (per usare un eufemismo: per molte partite non ha mai azzeccato un passaggio), con la continuità della maglia da titolare sta dando buone prove di grinta e fisicità in mezzo al campo.
La delusione: Andrea Cossu invece dell'uomo in più, sta trasformandosi nell'uomo in meno di questa squadra. Con la palla tra i piedi dovrebbe velocizzare e accendere la manovra rossoblù, e invece spesso rallenta il gioco, sbaglia passaggi e non mette mai le punte davanti al portiere. Non avendo più lo scatto dei tempi migliori, è una zavorra.
La conferma: Astori non perde il duello con Denis, che viene annullato. Sembra in un periodo di buona forma, ieri impeccabile. Nessun errore.
La classifica: inizia a farsi preoccupante la graduatoria. Il Cagliari ora è 14° a 21 punti, derivanti da sole 4 vittorie, 9 pareggi e 7 sconfitte. 19 reti fatte e 29 subite in 20 gare. Zona B a 4 punti.
Prossime gare: 26 gennaio Cagliari-Milan, 2 febbraio Cagliari-Fiorentina, 9 febbraio Sampdoria-Cagliari.

domenica 5 gennaio 2014

A RIGOR DI LOGICA

Immagine tratta da gazzetta.it e modificata su befunky.com
Il match: il Cagliari va a Verona, ospite del Chievo, dove non ha mai vinto. I clivensi, rigenerati dalla cura Corini, sono reduci da due sconfitte consecutive, mentre il Cagliari da un filotto di 6 risultati utili (2 vittorie e 4 pari), anche se non ha ancora vinto in trasferta. Nel Chievo gli indisponibili sono Calello e Claiton, più Guana fuori rosa. Nel Cagliari Eriksson, Nenè (peraltro anche squalificato) e il fuori rosa Agazzi. Si rivede in panchina Ibarbo dopo un mese di stop. Ariaudo saluta e si trasferisce al Sassuolo. Corini preferisce Capitan Pellissier e Bentivoglio a Paloschi ed Estigarribia, schierandosi con un prudente 5-3-2. Nei rossoblù sardi esordio in Serie A per Adan, portiere spagnolo classe '87, che viene preferito ad Avramov, vittima di un'influenza (fonte ufficiale). Solito 4-3-1-2 con Cossu dietro a Pinilla e Sau.
La cronaca: partita fiacca sin dall'avvio. In pratica a referto non si consegnano tiri in porta. Asfittico il Chievo, che si affida perlopiù al gioco fisico e a soluzioni estemporanee (punizioni e angoli), lento e compassato il Cagliari. Entrambe le squadre con i terzini bloccati, e gioco intruppato nella zona centrale del campo. La svolta potrebbe avvenire al minuto 65: bravo Pinilla a procurarsi il rigore, ma asino a calciarlo alle stelle. Uno 0-0 giusto, a rigor di logica.
La chiave tattica: in una partita bloccata e senza tiri in porta, fanno un figurone le difese. Dunque come chiave tattica segnaliamo la linea difensiva del Cagliari sulle punizioni avversarie, andata sempre a mettere in fuorigioco gli avversari. Contro una squadra balbettante, la difesa del Cagliari riesce a restare imbattuta per la terza partita in stagione.
L'uomo partita: Astori è impeccabile, non si fa superare una volta, gioca d'anticipo e guida con sicurezza la difesa ad alzarsi sui fuorigioco. Quando l'avversario non è un top club, la presenza di Astori fa la differenza.
La sorpresa: Adan Garrido, già secondo portiere del Real Madrid di Mourinho, gioca con sicurezza. Coraggioso nelle uscite, compie una gran parata a gioco fermo e chiude imbattuto all'esordio in A. Con 5 partite, come da contratto, avrà il rinnovo automatico. Tornerà in panchina?
La delusione: Andrea Cossu è il giocatore di maggior talento in campo, ma non accende mai la luce. Il tempo passa anche per lui e a Maggio le primavere saran 34. Non ha più lo scatto che gli permette di superare l'uomo e lanciarsi nelle sue serpentine. Spesso non vede il gioco, rallentando e sprecando buone situazioni.
La conferma: ironizzando potremmo segnalare il cartellino giallo di Conti, data la pochezza generale. Calciatore più ammonito nell'anno solare 2013, e primo ammonito della Serie A 2014.
La classifica: dopo 18 partite, il Cagliari ha 21 punti, frutto di 4 sole vittorie, 9 pareggi e 5 sconfitte. In attesa degli altri match, si issa all' ottavo posto in classifica, +7 sul Sassuolo.
Prossime gare: 12 Gennaio Cagliari-Juventus, 19 Gennaio Atalanta-Cagliari, 26 Gennaio Cagliari-Milan.

domenica 1 settembre 2013

PILLOLE ROSSOBLU' /2°T.

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Come accade dal lontano 1998, il Cagliari fa da starring partner alla ormai consueta vittoria del Milan. 
Questa sera a San Siro, il pallottoliere si ferma sul 3-1. Qualche occasione mancata per il Cagliari e Milan bravo a sfruttare ingenuità difensive piuttosto banali. 
Ecco le dieci pillole di Milan-Cagliari.
- Le ingenuità difensive. Sul primo gol la palla danza nell'area piccola con i difensori imbambolati ad attendere che Robinho appoggiasse in rete. Pessimo. Sul secondo gol Ariaudo permette a Balotelli di mettere in mezzo, Pinilla liscia, Agazzi respinge male, e comodo tap-in di Mexes. Il terzo gol invece è generato da una indecisione totale tra i difensori ed il portiere rossoblù. Forse il fatto di giocare in un palcoscenico come San Siro, ha favorito questi svarioni.
- Capitan Conti è fortissimo. In interdizione e impostazione. Ma a battere angoli e punizioni, proprio no. Non si realizza una rete da azione d'angolo o punizione da tempo immemore. Urge rimedio.
- Dessena crossava benissimo. Solo questa sera, eh. Deve essersi allenato sul fondamentale. Avrà buttato tre o quattro ottimi cross in mezzo, per il nulla ovviamente. Però li ha buttati. Se poi si calasse meglio nei panni del terzino, come quando s'è perso Robinho per il primo gol, sarebbe meglio.
- Ekdal ha giocato male. Peccato. Non ha iniziato bene la stagione, ma avrà tutto il tempo di rifarsi. Anche perchè chi si alza dalla panchina come prima riserva a centrocampo risponde al nome di Eriksson. Ovvero, un calciatore di livello nettamente inferiore.
- Cabrera è leggerino per la Serie A. Ok il gol contro l'Atalanta, ma non passa bene la palla, è poco utile nel marcare i portatori di palla avversari. Si potrebbe dire che il ragazzo si farà. Purtroppo ha già 27 anni.
- Agazzi. Premessa. In Serie A il livello dei portieri è proprio basso e in progressiva discesa. Basti vedere le papere di questo weekend, in ordine sparso, Reina, Buffon, Rosati, Perin, Curci, DaCosta. Questo significa che probabilmente il nostro è medio-alto per questa Serie A. Però. Oggi ha respinto molle e ha consentito a Mexes di segnare facile facile, e sul terzo gol passettino avanti, passettino indietro, indecisione a fisarmonica che mette ansia a tutta la difesa. Poteva risolverla con un'uscita di pugno. Ma le uscite e le respinte non sono il suo forte. 5 milioni eran oro forse. E chi ce li ridarà in futuro?
- 30 milioni in panca. Astori e Ibarbo. Ora, Ariaudo anche oggi così e cosà. Si dirà ha bisogno di giocare e palle varie. Ma Astori è un nazionale italiano, valutato 15 milioni. E' il caso di farlo accomodare in panca per 2 partite di fila? Allora lo vendi. Ma se non lo vendi, gli stai facendo girare le scatole. Attenzione. Gli altri 15 milioni sono quelli di Ibarbo. Che è una scheggia. Fortissimo. Però, in questo scorcio di stagione, è alternativo a Sau. E come si fa? 
- Italia no. Astori 0 minuti in Serie A quest'anno, va in Nazionale. Sau, con due prestazioni maiuscole e una rete bellissima oggi, e Murru (per l'Under21) no. Questi sono misteri. Specie per Murru, espressamente escluso per scelta tecnica da DiBiagio. Bah.
- Il Milan vince. E vincerà molte partite di riffa o di raffa. Ma quel centrocampo, mamma mia. De Jong, Muntari, Poli, Montolivo. Per carità. Montolivo è sopravvalutato, Poli ha disputato una partita pessima. Muntari e DeJong hanno conclamati limiti tecnici. Conti e Nainggolan son più forti di tutti questi. E Kakà, se tornasse pure al 40% di quello ammirato negli anni d'oro, in questo Milan farebbe un figurone. Poi si comprano mezze punte e punte e si va in giro con quel centrocampo, e con Zapata ed Emanuelson in difesa. Occorre equilibrio. Pare il mercato delle prime Inter di Moratti.
-Pagelline. Agazzi 5,5; Dessena 5,5, Rossettini 6, Ariaudo 5,5, Murru 6,5; Ekdal 5, Conti 6,5, Nainggolan 6; Cabrera 5 (58'Ibarbo 6); Sau 7 (77'Eriksson 5,5), Pinilla 5,5 (70'Nenè 5). Lopez 6.

lunedì 12 agosto 2013

PAGELLE PRESTAGIONALI

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Con la vittoriosa esibizione di Olbia contro il Catania (3-2), il Cagliari chiude la serie di amichevoli pre-stagionali e si prepara all'esordio in Coppa Italia di sabato prossimo contro il Frosinone, e quello in campionato contro l'Atalanta. Entrambe le partite verranno disputate nell'impianto "casalingo" di Trieste.
Sono 7 le amichevoli disputate in questa fase di ritiro: dopo le poco impegnative partite contro Sappada (13-0) e Rappresentativa Friuli (12-1), si è saliti di livello e si è superato prima il Tamai (4-0) e poi l'Olbia (1-0), compagini di Serie D, ed infine il CF Ajaccio (terza serie francese, 1-0). I test probanti di pari livello contro lo spagnolo Real Valladolid (0-0) e Catania (3-2) hanno chiuso un precampionato molto soddisfacente in casa sarda.
Pagelle per tutti.
Portieri: Agazzi (6,5) dimostra di essere già in palla, specie nella partita con il Valladolid. Avramov (5) cicca clamorosamente la partita con il Catania, paperando sulla punizione di Bergessio prima e sul raddoppio sempre del puntero argentino poi. L'inattività si fa sentire. Una buona riserva, cocco dello spogliatoio, ma nulla più.
Terzini: Avelar (5) piazza una bella punizione contro i dilettanti, ma sembra sempre il solito terzino timido che fa il compitino, senza risultare determinante. Murru (6,5) è in rampa di lancio per soffiargli il posto, con le sue sgroppate più incisive.
Sull'out di destra, Pisano (sv) starà fuori ancora qualche mese, e si giocano il posto Dessena (6,5) e Perico (6). Dessena è stato provato più volte come terzino destro e ha convinto, buon senso della posizione, ma pochissima propensione ad appoggiare il gioco. Perico poteva avere la grande occasione da quando è in Sardegna, ma complici le voci di mercato, è un elemento sul quale il giudizio è sempre sospeso, nè carne nè pesce. 
Astori (5) è rimasto e, in ritardo di preparazione contro Valladolid e Catania ha avuto più di qualche amnesia, la speranza è che non siano i suoi soliti blackout visti nella scorsa stagione. Rossettini (6,5) è una garanzia, sempre puntuale e non commette errori. Ariaudo (6) si è visto poco, probabilmente verrà ceduto per giocare titolare. Più di lui è stato schierato Oikonomou (7) il greco, fisico da granatiere, ottimo colpo di testa e buoni piedi, dovrà migliorare nella marcatura stretta, ma è un buon prospetto. Del Fabro (6) gioca solo i match meno impegnativi.
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Centrocampo: Conti (7) sempre maestoso, smista palloni con estrema facilità contro ogni avversario, è indispensabile a dispetto dei 34 anni. Nainggolan (7) è già in forma, superlativa la prestazione contro il Valladolid, con inserimenti finalmente efficaci e persino qualche dribbling. Ekdal (6) bel gol contro i dilettanti, ma cede spesso la maglia da titolare a varie prove effettuate da Lopez, al solito comunque è una sicurezza. Ricordando che c'è sempre Dessena come prima alternativa in mediana, torna la meteora Rui Sampaio (6,5), che dimostra anche lui un gran fisico e buoni inserimenti e tecnica, ma il fatto che non venga più schierato nei match con squadre di pari livello, sa di bocciatura. Eriksson (5) è schierato come prima alternativa sempre più frequentemente, ma non convince mai. Quest'anno dovrà dimostrare che i soldi spesi e l'anno ad aspettarlo dall'infortunio non sono stati vani.
Trequartisti: Cossu (8) sembra tornato quello di qualche anno fa. Fonte inesauribile di gioco, serpentine e dribbling, quanto stitico in zona gol. Se non si infortunerà, sarà la fortuna della squadra. Cabrera (5) sfigura di fronte a cotanto giocatore, si limita ai passaggini semplici e retropassaggi, in un ruolo che esige i cambi di marcia.
Punte: Nenè (8) è stato il mattatore dell'estate, 9 gol, è l'alba di una rinascita o sta raccogliendo lo scettro di Larrivey, che segnava solo quando i punti non contavano? Pinilla (7) si dimostra sul pezzo e risponde con 6 reti, con tanto di doppietta al Catania. Sarà probabilmente lui il titolare, ma con un Nenè così dovrà rimanere sempre concentrato.
Come seconde punte, Ibarbo (7,5) è al solito determinante. Dribbling, fughe, rigori e cartellini procurati, è indispensabile. Sau (6) è partito un po' in sordina, con sole 2 reti realizzate. La sensazione è che parta dietro il colombiano nei primi match della stagione.
Diego Lopez (7), la tranquillità della squadra e l'idea di gioco è lampante rispetto al precampionato scorso targato Ficcadenti, dove si vedeva spesso e volentieri Pinilla buttato all'ala a crossare. Questa sorta di auto-gestione dello spogliatoio, con il vecchio Capitano, sembra avere ottime basi e solidi risultati.

martedì 7 maggio 2013

IL MIO CAGLIARI/ 35°T.

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IL NOIOSO FINALE DI CAMPIONATO

Lo stanco e stiracchiato 0-0 con il Chievo, ripropone ancora l'annosa questione del Cagliari che raggiunta quota 40, comincia a inanellare una serie di non-prestazioni impressionanti, al servizio di questa o quella squadra bisognosa di punti.
Contro il Chievo Verona non si è da meno, in 90 minuti si creano un'occasione nitida con Sau ad inizio match, e poi due misere conclusioni dalla distanza di Nainggolan ed Eriksson.
Poi, il nulla.
Il nulla rappresentato da un avversario super difensivo, monotono, senza idee. Capire come questo Chievo abbia infilato quota 40, è un mistero.
Difesa a 5, cinque difensori puri, tre mediani a centrocampo, di quelli legnosi e picchiatutto, e due punte disperse in avanti. L'unica trama offensiva possibile è qualche cross di Frey o Dramè, se non qualche calcio piazzato estemporaneo.
Passa la definizione che il Chievo fa giocare male gli avversari, e con cinque difensori e tre mediani, non potrebbe essere altrimenti.
Il molle Cagliari di fine stagione si adagia benissimo nel lento, lentissimo valzer veronese.
La squadra schierata è sempre la stessa, senza nessun nuovo innesto voglioso di mettersi in mostra. In teoria ci sarebbe Nenè, in cerca del rinnovo contrattuale, ma solo in teoria, visto che, data la partita, avrà toccato si e no dieci palloni, e pure maluccio. Perico ormai sostituto designato di Pisano in questo finale, palesa limiti clamorosi, sia difensivi che tecnici di base, mai un passaggio giusto a destinazione. Diventa uno strazio vedergli fare quei lanci alla viva il parroco in avanti. Si potrebbe provare qualcuno della Primavera, sulla falsariga dell'utilizzo di Murru a sinistra, dato il rendimento Perico-loso del bergamasco.
Solo 25 minuti per ThiagoRibeiro. In settimana si becca il titolone sulla Gazzetta: "Le big d'Europa cercano ThiagoRibeiro". Ai tifosi del Cagliari e non, ha strappato più di un sorriso questo titolo così avventuroso. 
Anche perchè, se le big d'Europa cercano ThiagoRibeiro, possiamo indicargli facilmente dove e come venirselo a prendere. Anzi, penso che in molti possano sposare l'ipotesi della colletta per il viaggio d'addio.
Qui a Cagliari cerchiamo invano questo ThiagoRibeiro ormai da due stagioni.

Pagelline: Agazzi 6,5; Perico 5, Rossettini 6, Astori 6, Murru 6; Dessena 6 (65'ThiagoRibeiro 6), Conti 5,5, Ekdal 6; Nainggolan 5,5; Nenè 5,5 (74'Ibarbo 5,5), Sau 5,5 (89'Eriksson sv).
Pulga-Lopez 5,5.

lunedì 29 aprile 2013

IL MIO CAGLIARI/ 34°T.

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IN RISERVA

Nella partita casalinga più esterna del campionato del Cagliari (Trieste è a 74 km da Udine), i rossoblù hanno perso 0-1 contro una buona Udinese, compatta ed aggressiva.
I sardi, sin dall'avvio erano in riserva, sia negli uomini che nell'impatto al match, che nella voglia di vincere. Mancavano Pisano, Cossu e Rossettini per infortuni ed acciacchi vari, Dessena ed Ekdal per squalifica: mezza squadra.
Ed una squadra dimezzata è quella che si presenta in campo, con i vari Perico, Casarini e ThiagoRibeiro che dimostrano tutti i loro limiti e spiegano meglio di ogni parola il loro status di riserva.
Una sola occasione da gol, vagamente da gol, con una girata di Astori su calcio d'angolo, in una partita facilmente condotta, dominata e portata a casa dall'Udinese, in formazione tipo.
0-1 che sta anche stretto ai friulani, data la traversa colpita con l'autore del gol, l'instancabile e velocissimo Pereyra, ed un'occasione colossale fallita da Di Natale.
Sul piano tattico, poche novità, se non sul finale, con un tentativo di 4-4-2/ 4-2-4 attuato da Diego Lopez, Pinilla e Nenè davanti, con Ibarbo e Avelar sulle fasce. Esperimento fallito, perchè la mediana formata da Conti e Nainggolan era troppo scollata dal quartetto offensivo ed in pratica non arrivavano mai palloni, se non alti, alle punte. 
Quando manca Cossu, produrre gioco diventa difficilissimo.
Pessima anche l'espulsione di Pinilla, meritata, per un eccesso di foga, probabilmente desideroso di assaporare in anticipo grazie alla squalifica, qualche domenica al mare.
Sconfitta consecutiva numero due, sconfitta indolore consecutiva numero due.
Si spera sabato, nell'anticipo veneto contro il Chievo, di invertire la tendenza, anche un pareggio basterebbe a spezzare questo andazzo, sinistramente simile a quello di tutte le ultime stagioni, con il Cagliari che alla fatidica quota 40 staccava la spina e si presentava in campo fornendo molli prestazioni balneari, che han fatto tanta beneficenza tra squadre bisognose di punti per scudetti, ingressi in Europa e permanenze in Serie A.

Pagelline: Agazzi 6; Perico 5, Ariaudo 5,5, Astori 5,5, Murru 6; Casarini 5,5 (57'Ibarbo 5), Conti 6, Nainggolan 6; ThiagoRibeiro 5 (68'Avelar 5); Pinilla 5, Sau 6 (78'Nenè 5).
Pulga-Lopez 5.

mercoledì 24 aprile 2013

IL MIO CAGLIARI/ 33°T.

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ZERO PUNTI E DUE PUNTI
Bentornati al tempo delle pacche sulle spalle, dei complimenti e zero punti.
Ma stavolta è indolore. I 42 punti in classifica autorizzano a prendere con filosofia e senza troppa rabbia, la sconfitta del San Paolo contro i rivali storici del Napoli.
Una sconfitta che arriva al 92', con una palombella dello scugnizzo Insigne aiutata dalla deviazione di Perico, reo di marcarlo a due metri di distanza, il che è stata poi la causa della sventurata deviazione.
Le considerazioni principali da fare sono due, al netto dell'ottima partita disputata dal Cagliari.
Due punti, al netto degli zero rimediati in terra partenopea.
Uno. Astori. Si legge che Astori vale dai 10 ai 15 milioni. Ragioniamo obiettivamente: non li vale. Ha eleganza, è forte, fa degli anticipi e delle chiusure degne di un grande difensore.
Ma ha una pecca, gigantesca. Ed è incredibile come non se ne sia accorto nessuno.
Nelle partite importanti, sul finire delle gare, va in totale agitazione e panico. Specie contro le big, possiamo ricordare a spanne l'autogol all'andata contro l'Inter, o questo contro il Napoli, o l'espulsione contro la Juventus o il rigore procurato su Balotelli contro il Milan. Per non parlare il rigore del momentaneo 3-3 al 90' e oltre procurato contro il Torino, in quella rocambolesca partita poi vinta 4-3.
Sarà una mancanza di concentrazione o di freddezza, ma crea più danni che altro. Inaccettabile dopo oltre 130 match nella massima serie.
Il sottoscritto lo stima, è uno dei difensori più eleganti e puliti visti in maglia rossoblù, ma oramai ha il terrore delle sue ormai abituali disattenzioni nei minuti finali.
10 milioni o 12 o addirittura 15 sono tanti soldini. Una valutazione serena, sarebbe giusto farla.
Rossettini, valutato molto meno, dimostra di non essere assolutamente inferiore al collega e l'anno venturo potrebbe essere il leader della difesa sarda senza sfigurare.
Punto numero due. L'unica spiegazione che si dà della costante, assidua, sfibrante presenza in campo di Thiago Ribeiro è il tentativo di fargli segnare qualche gol, al fine di recuperare in estate almeno la metà dei 5 milioni gettati al vento per acquistarlo.
E' inguardabile, non ce la fa proprio, ha dei limiti enormi, giganteschi. E vederlo in campo nell'ultimo mese, a discapito del fortissimo Sau (meravigliosa la sua rete al Napoli, alla Zola), relegato sempre tra le riserve, è un insulto a chi capisce di calcio. Si spaccia la sua presenza in campo in virtù della duttilità tattica, in quanto può fare l'ala sinistra, il trequartista o la seconda punta. Ma il nocciolo è che fa tutto male, che poi non gioca neanche male o svogliato, pare proprio non esser bravo. Si vede che si impegna, ma ha dei limiti colossali. Fa quasi rimpiangere Larrivey. E qui mi fermo.

Pagelline: Agazzi 6; Perico 5,5, Rossettini 6 (46'Ariaudo 5,5), Astori 5,5, Murru 6,5; Dessena 6, Nainggolan 6, Ekdal 5,5; Nenè 5,5 (57'Cabrera 6), Ibarbo 7, ThiagoRibeiro 5 (69'Sau 7).
Pulga-Lopez 6.

lunedì 15 aprile 2013

IL MIO CAGLIARI/ 32°T.

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LA SICUREZZA DI SAPER COSA FARE

Un Cagliari coriaceo e concreto ha la meglio su un'Inter che di grande squadra ha solo più il blasone del suo nome. 2-0, e a poco servono le recriminazioni sul rigore dubbio concesso a Pinilla dal sig. Celi. L'Inter infatti, una volta subita la rete del vantaggio sardo, si squaglia come neve al sole, nessuna reazione anzi, un crollo verticale che poteva portare un passivo ben più ampio. E far passare questa sconfitta come "un dominio per un'ora", o "partita condizionata da un errore arbitrale", come sta avvenendo, è sempre il solito tentativo mediatico di togliere le colpe (evidenti) di un allenatore totalmente nel pallone.
L'Inter non esiste, basta un Cagliari sottoritmo e attento per vincere a mani basse, dominando la ripresa.
L'inesperto e arrogante Stramaccioni dà sempre la colpa gli infortuni, agli arbitri, ai pali, alla sfortuna e mai a sè stesso. L'Inter non ha lo straccio di un gioco, difende malissimo e attacca solo con sortite singole e giocate estemporanee dei suoi giocatori migliori.
E Stramaccioni sembra stia giocando a Football Manager, il gioco manageriale di calcio più famoso, cambiando schema ogni due partite e mettendo Samuel centravanti nella mezz'ora finale. E un ex allenatore della Primavera che preferisce schierare in attacco Walter Samuel a discapito di un giocatore di ruolo delle giovanili nerazzurre, deve far riflettere sulla confusione che attanaglia l'incerottata e mal costruita squadra nerazzurra.
Lopez, al confronto con il più reclamizzato tecnico romano, sembra di un altro pianeta. Plasma l'undici che manda in campo sulla squadra avversaria, e con la mossa di Pinilla per Dessena, dà più profondità al tridente, che sfonda al cospetto di una difesa immobile e poco reattiva.
L'Inter piange e conquista i titoloni per il rigore su Pinilla, ribadiamo molto generoso, ma dovrebbe piangere e piangersi addosso per il secondo gol. Roba da scapoli contro ammogliati: a difesa schierata, Pinilla avanza entrando letteralmente in porta, senza trovare un avversario che gli si fa incontro. Ed Ibarbo ha ridicolizzato i vari Juan Jesus, Silvestre ed Alvaro Pereira, gente acquistata per decine di milioni complessivi, che sembra ora gente inadatta alla Serie A.
E dire che la formazione titolare schierata dal Cagliari, sembrava partorita da Stramaccioni stesso. Sedevano in panchina, infatti, Sau e Pinilla, e dopo 5 minuti si è rotto Cossu.
Nainggolan, poi, era squalificato.
Tre tra i migliori uomini offensivi della squadra isolana, che andavano così a pareggiare le defezioni di Milito, Cassano e Palacio dell'Inter. ThiagoRibeiro- Cabrera- Ibarbo, questi i tre uomini più avanzati del Cagliari, a dispetto dei tanto reclamizzati Guarin- Alvarez- Rocchi, non hanno sfigurato. E così Cambiasso- Gargano- Kovacic non sono sembrati tanto migliori di Dessena- Conti- Ekdal. In difesa poi, si schierava Murru, classe '94, e Perico, che non giocava da mesi.
Contro questo Cagliari, l'Inter senza 3-4 titolari, avrebbe comunque potuto e dovuto vincere, dominare, chiudere gli avversari. Come avrebbe sicuramente fatto la Juve, o il Milan.  Specie perchè non si giocava neppure a Cagliari, ma al solito in giro per l'Italia. Ricordiamoci anche come il 4-2-3-1 di Spalletti alla Roma, uno dei migliori sistemi di gioco degli ultimi dieci anni italiani, con Totti centravanti, nacque dalle defezioni offensive della squadra giallorossa. 
La serenità e la mentalità fanno la differenza, la sicurezza di saper cosa fare, come giocare. Senza improvvisare di partita in partita.

Pagelline: Agazzi 6; Perico 6, Rossettini 6,5, Astori 6,5, Murru 7; Dessena 6,5 (57'Pinilla 7,5), Conti 5,5, Ekdal 6 (86'Casarini sv); Cossu sv (7'Cabrera 7); ThiagoRibeiro 5,5, Ibarbo 6,5.
Pulga-Lopez 7.

martedì 9 aprile 2013

IL MIO CAGLIARI/ 31°T.

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THIAGO RIBREZZO

Ormai il Cagliari ci ha abituato troppo bene.
Con una sola sconfitta nelle ultime 12 partite, si ha pure l'amaro in bocca per un pareggio esterno al Cibali di Catania.
Contro la rivelazione del torneo, che in casa prima del match contro il Cagliari ha totalizzato 10 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte, si impatta 0-0.
E l'amaro in bocca è dato dall'occasionissima sprecata da Thiago Ribeiro nel finale di match, con un contropiede alla disperata che lo porta a tu per tu con l'estremo difensore etneo Andujar.
Il prode brasiliano si ricorda della proverbiale fantasia carioca nel modo più assurdo possibile. 
A tu per tu con il portiere poteva piazzarla all'angolo, saltare il portiere con un morbido tocco sotto, o anche tirare di potenza. Ma lui no, lui è fantasioso.
Davanti al portiere decide di usarlo come birillo, palla a destra, Thiago che passa a sinistra e birillo-portiere in mezzo. Bella idea, divertente, peccato che appena alle spalle Ribeiro avesse un difensore catanese, che seguendo la traiettoria della palla, sceglie di andare a destra, facendo meno strada del brasiliano, ed anticipandolo facilmente. Con birillo Andujar che si gustava la scena.
Da brividi. Da imprecazioni. Da chiedersi come diavolo si possa sempre scegliere di presentarlo in campo. E questo errore talmente brutto e assurdo, arriva quasi ad offuscare un pareggio esterno al Cibali che è un risultato assolutamente positivo.
L'altro osservato speciale, Cabrera, gioca un'ora nè carne nè pesce, bravino, leggerino, ma niente più. A 26 anni ci si aspettava un giocatore già pronto, ed invece sembra un ragazzino della Primavera con qualche spunto appena catapultato in prima squadra.
Ora a 39 punti, con una squadra collaudata, non sarebbe il caso di provare qualche giovane di casa invece di dar fiducia ai soliti noti? 
Difficile trovare un calciatore peggiore di Thiago Ribrezzo, dopo due anni possiamo dirlo.
Bisognava andare sino in Brasile a prenderlo? Memori dei fiaschi stranieri degli ultimi anni, non sarebbe stato meglio pescare dei giovani dalla B, come ai tempi di Matri dal Rimini e di Acquafresca dal Treviso?
Critiche a parte, è evidente come lo 0-0 di Catania sia un risultato molto buono e che i 39 punti ad Aprile fanno entrare di diritto questo Cagliari sofferente per la vicenda stadio, nel cuore dei tifosi come quello di Ballardini o di Allegri. 
Ricordiamo che abbiamo girato a Natale a 16 punti, terz'ultimi.

Pagelline: Agazzi 6; Pisano 6 (31'Cabrera 5,5), Rossettini 6,5, Astori 6,5, Avelar 6; Dessena 5,5, Conti 6,5, Nainggolan 6; Ibarbo 5,5 (57'Ekdal 5,5), Pinilla 6, Sau 5 (77'ThiagoRibeiro 4).
Pulga-Lopez 6,5.

mercoledì 13 febbraio 2013

IL MIO CAGLIARI/24°T.

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LA SERIE POSITIVA CONTINUA

Il Cagliari di Pulga e Lopez non ha mezze misure. O si è in un periodo nero o in serie positiva. Vie di mezzo mai. 4 vittorie consecutive, poi in 9 partite soli 2 punti e 6 sconfitte consecutive e ora nuova serie positiva, che dopo l'1-1 interno contro il Milan arriva a 5 match: 2 vittorie e 3 pareggi.
Sino all' 80' minuto il Cagliari ha sfiorato il colpaccio casalingo, che contro i diavoli rossoneri manca addirittura dal 1998. La squadra rossoblù c'è ed è in salute e riesce bene ad imbrigliare un Milan che, privo di un regista come Montolivo, e con molti giocatori affaticati dall'infrasettimanale con le rispettive Nazionali, riesce a premere con insistenza e trovare il pareggio solo sul finale di gara, complice un'ingenuità di Astori che cintura vistosamente Balotelli che regala a SuperMario il rigore dell'1-1.
Quando il Cagliari si trova di fronte una big del campionato si trasforma: niente più inutili passaggini al piccolo trotto, ma una squadra che mette grinta e fisico, che pressa alto, che è tesa ad innescare le frecce Ibarbo (in crescita esponenziale pur non avendo un ruolo ben definito) e Sau. E fa sempre bella figura.
Mancavano anche Avelar e soprattutto Nainggolan, ma Murru e Dessena si son fatti rispettare più fisicamente che tecnicamente. C'è da riconoscere che i 18 anni appena compiuti da Nicola Murru si son visti sia in un improvvido intervento su Niang che su una fascia destra spesso sguarnita per via di alcuni accentramenti eccessivi.
Il resto della squadra ha lottato ed è piaciuta. La rete di Ibarbo al 44' arriva su schema (!) da una punizione calciata da capitan Conti e insaccata con una splendida girata di testa dal colombiano. Sorprende che sia Astori a commettere l'ingenuità del rigore, e come già accaduto contro la Juventus, viene espulso per doppio giallo. Dalla guida del reparto difensivo rossoblù ci si aspetterebbe più sangue freddo e capacità di valutare meglio le situazioni concitate in area.
Poi c'è il solito mistero. Thiago Ribeiro da Pontes Gestal. Anche domenica schierato titolare per interminabili 56 minuti. Schierare trequartista un brasiliano potrebbe essere anche una buona idea. Ma se il brasiliano in questione quando cerca di stoppare un pallone lo spedisce 3 metri più avanti e quando cerca di aprire il gioco la dà sempre fuori misura, l'idea diventa disastrosa. Alla decima da titolare ancora non convince e i suoi numeri sono imbarazzanti: 54 presenze e 6 reti. Una ogni 9 partite. 
Chissà cosa pensa Cossu prima di andare a dormire, conscio di essere la riserva del brasileiro triste, e che ha giocato solo 7 gare dall'inizio e non parte negli undici titolare dal 16 dicembre.
+4 sulla zona B, ora occupata da Pescara, Siena e Palermo (queste ultime a -7). E proprio i biancazzurri abruzzesi saranno i rivali della 24a giornata. Partita importantissima, che vale il doppio dei punti, il cui esito influenzerà direttamente il distacco sulla zona calda.
Partita da affrontare senza Conti, Dessena e Astori fermati dal giudice sportivo, tre pilastri della squadra, ma con un Cabrera in più, che si è presentato oggi ai tifosi. Uruguagio di Montevideo, 26 anni, maglia 22 e mezzala mancina come ruolo preferito. Sperando che non sia un nuovo Ceppelini, Horacio Peralta o Tejera, tutte meteore trequartiste offensive provenienti dall'Uruguay che hanno lascito tracce solo negli almanacchi.

Pagelline: Agazzi 6; Pisano 6,5, Rossettini 6,5, Astori 5,5, Murru 6 (70'Ariaudo 6); Dessena 6, Conti 6,5, Ekdal 6,5; ThiagoRibeiro 5 (56'Cossu 6); Sau 5,5 (75'Pinilla 5,5), Ibarbo 7.
Pulga-Lopez 6,5.

lunedì 24 dicembre 2012

IL MIO CAGLIARI/18°T.

Immagine tratta da cagliacalcio.net e modificata su cartoonize.net
CORRERE COME MAYA NON BASTA, QUINTO K.O. CONSECUTIVO

Venerdì 23 Dicembre, in concomitanza con la fine del mondo preannunciata dai Maya, il Titanic rossoblù di fine anno incassa la quinta sconfitta consecutiva, ammarando malinconicamente in solitudine al quartultimo posto in classifica.
Ma c'è una buona notizia: la grinta
E per ritrovare la grinta è servito il misterioso esilio a Parma, in quanto il sindaco Contini di Quartu (capro espiatorio di Cagliari, Juve e Lega Calcio per questa vicenda) avrebbe firmato i documenti di agibilità fuori tempo massimo.
Tutti a Parma quindi, tutti si fa per dire, si passa dall' annunciato pienone di Is Arenas a 48 tifosi sardi a fronte di 2800 biglietti venduti, scherniti per tutto il match della tifoseria bianconera, con tanto di fischi all' ingresso in campo della squadra di "casa".
Il particolare comico è che la Roma (in quello 0-3 a tavolino) e la Juventus venerdì si son dichiarati parte lesa e son state leste a trarre vantaggio da una situazione molto particolare. I media sono subito pronti a parlare di campionato falsato per Scudetto e zona Champions.
E questo è un particolare buffo, perchè la squadra più danneggiata è proprio il Cagliari, costretta già su 9 incontri casalinghi a giocarne in casa effettivamente solo 7, e tra questi 7 incontri annoveriamo un Cagliari-Atalanta a porte chiuse e solo 3 match a piena agibilità dello stadio. Regalare 2 partite e mezzo (quella a porte chiuse), per una squadra che lotta per la permanenza in Serie A, è davvero troppo. La classifica che si sta falsando è quella della zona retrocessione, altro che storie.
Sorge un dubbio: perchè proprio con Roma e Juventus, le squadre di maggior blasone, si è arrivati a soluzioni estreme? E perchè l' Atalanta a inizio stagione è venuta a Is Arenas a giocare una partita a porte chiuse con una tribuna in costruzione e la Lega non ha imposto campo neutro o regalato 3 punti ai nerazzurri?
Effettivamente la Lega sta facendo figli e figliastri in questa vicenda.
La partita: arriva la Juve lanciatissima in campionato e incontra un Cagliari lanciatissimo verso il basso. Pulga e Lopez ci mettono del loro: si comincia con Thiago Ribeiro in campo e Cossu in panca. Cossu contro la Juventus ha disputato le migliori partite della sua carriera, ma i tecnici lo escludono a favore del brasiliano fantasma, che marcherà Pirlo per tutto il primo tempo (nel secondo non lo vede mai e non lo si vede mai), lavoro ben svolto anche da Cossu la passata stagione nell' 1-1 di Torino.
Il Cagliari stavolta almeno lotta, coltello tra i denti e in campo come se fosse la finale di Champions. Pressing alto e contrasti decisi. Risultato: la Juve nel primo tempo corre di meno e non tira mai dalle parti di Agazzi, ma 3/4 della difesa è già ammonita al 45'.
I rossoblù chiudono clamorosamente in vantaggio, con un rigore procurato da Sau e realizzato da Pinilla, nell' unica sortita pericolosa.
Poi nel secondo tempo succede il finimondo, ad un certo punto se fosse entrato un Maya in campo non avrebbe destato scalpore: Cagliari pesantemente in trincea (per non dire in un catenaccio d' altri tempi), con un Nainggolan maestoso, che fa i miracoli per non subire reti.
Al 64' resta in dieci per l' espulsione di Astori, poi la mossa di Pulga-Lopez assolutamente incomprensibile, affossa definitivamente la squadra: entra Del Fabro, esordiente in A, classe 1995, al posto dell' unico uomo pericoloso, Sau. Mossa incredibile, avendo Rossettini in panchina in piena efficienza fisica, che vanta 85 presenze in Serie A.
Il povero Del Fabro appena capita nei paraggi di Giovinco, causa un rigore che Vidal calcia alto. Arrivano tiri da tutte le parti, Agazzi fa il gatto un paio di volte e la papera quando non blocca un tiro di Pirlo e respinge centrale che più centrale non si può sui piedi di Matri che ringrazia e insacca. A 15 dalla fine.
La Juventus attacca con tutti i suoi effettivi ed il Cagliari già in inferiorità numerica, ha Ekdal in campo solo per onor di firma, spedito in avanti solo per far numero, a sostituzioni terminate.
Arrivano tiri da ogni dove e al 90' si resiste (clamorosamente) sull' 1-1. 
Ma il signor Damato, probabilmente dispiaciuto per il mancato arrivo dei Maya, decide di aspettarli ancora un pò, dando mezzo tempo supplementare di recupero: 6 minuti.
In questi 6 minuti la Juventus segnerà 2 reti e fisserà l' 1-3 finale e si scopre che il vero Maya in campo era il brasiliano Nenè, che volendo spazzare la propria area, spazza proprio contro Vidal che si proteggeva e consegna la sfera a Matri, smarcato davanti ad Agazzi, che al 91' sigla il vantaggio bianconero. Solo per la cronaca l' 1-3 di Vucinic al 94'.

Pagelline: Agazzi 6; Pisano 5, Ariaudo 5,5, Astori 5, Murru 5,5 (53'Perico 5,5); Dessena 6, Nainggolan 7,5, Ekdal 6,5; Thiago Ribeiro 5; Sau 6,5 (67'Del Fabro 5); Pinilla 6 (75'Nenè 5).
Pulga-Lopez 5.

lunedì 10 dicembre 2012

IL MIO CAGLIARI /16°T.

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DOPO IL POKER DI VITTORIE ARRIVA IL TRIS...DI SCONFITTE

La "cura" Pulga-Lopez, come era stata ribattezzata da tutti i media nazionali, sta avendo effetti collaterali imprevisti.
Crisi di rigetto acuta, terzo k.o. consecutivo, il secondo di fila in casa, e un ruolino di marcia "ficcadentiano" di due pareggi e quattro sconfitte nelle ultime sei esibizioni.
In questi match si sono palesati problemi in ogni zona del campo, dato che, numeri alla mano, 4 reti fatte e 13 subite in questa spirale negativa, esprimono una netta fragilità arretrata e avanzata.
Ieri anche il Chievo (dopo Pescara e Napoli) espugna il nefasto Is Arenas.
Par chiaro che il nuovo impianto non sia circondato da un fascio di luce di buona sorte. Anche ieri i rossoblù hanno da recriminare, se non altro per i due pali (esterni), il 12-1 sui corner, e per le uniche due occasioni da rete dei clivensi, entrambe finalizzate. 0-2 e amen.
Il Chievo nei primi minuti pare giocarsela a viso aperto, ma è solo un' illusione. Lontani parenti di Zeman e Montella (che hanno messo in scena in Roma-Fiorentina 4-2 la migliore partita di calcio degli ultimi anni), Pulga-Lopez e Corini decidono di trotterellare in campo per la prima mezzora. Risultato: il Cagliari in possesso palla e il Chievo su un catenaccio memorabile. Qualche buona occasione, di Pinilla e due volte Sau, che esaltano i riflessi dell' ottimo Sorrentino. La ripresa è sullo stesso canovaccio, i sardi vanno al piccolo trotto, con passaggini spesso orizzontali, con i gialloblù veronesi schierati in dieci dietro la linea della palla. Arrivano i due pali tra il 53' e il 62' con i due sardi Pisano e Sau, uno con un tiro dal limite e uno su colpo di testa, ma è il Chievo a segnare, alla prima sortita offensiva. Minuto 67, cross dalla destra di Hetemaj che pesca Paloschi ultra solo in area (rete molto simile a quella dell' udinese Danilo domenica scorsa): colpo di testa che infila Agazzi, in colpevole ritardo. 
Il duo in panca, come infelice consuetudine, aspetta il quarto d'ora finale per fare i cambi: Ibarbo e Thiago Ribeiro per Sau e Casarini. Ma è un assalto sterilissimo. Tanto che all' 87' Thereau su punizione, con uno splendido destro nel sette, fissa lo 0-2.
Ok appellarsi alla cattiva sorte, ma il Cagliari di questi ultimi mesi è lento, prevedibile, offensivamente impalpabile e difensivamente poco attento. Ogni azione subita è una rete avversaria. Colpe specifiche è difficile trovarne, ma gli avversari hanno sempre un uomo solo nell' area rossoblù. Il centrocampo ieri ha perso molti contrasti, e i continui falli tattici dei veronesi, han indirizzato il match sul loro binario.
La manovra offensiva poi è lenta, non c'è un briciolo di fantasia. Cossu ieri malino, non è quell' apriscatole di qualche stagione fa, e la mediana ha i soliti difetti di costruzione e ritmo.
Ibarbo, entrato troppo tardi, è stato steso ad ogni tocco di palla. Thiago Ribeiro non ha toccato palla, al suo solito. Urgono correttivi. Domenica si va a Parma, contro una squadra che corre, aggredisce e riparte. Aiuto.
E mercoledì si va allo Juventus Stadium per la sfida secca degli ottavi di Coppa Italia.
Aiuto bis.

Pagelline: Agazzi 5; Pisano 6,5, Ariaudo 6, Astori 6, Avelar 6; Casarini 5 (74'Ibarbo 5), Conti 5, Nainggolan 6; Cossu 5; Pinilla 6, Sau 5,5 (73'Thiago Ribeiro 5).
Pulga-Lopez 4,5.

lunedì 3 dicembre 2012

IL MIO CAGLIARI / 15°T.

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S..PROFONDO ROSSO...BLU

Sconfortante prestazione in quel di Udine della compagine rossoblù. 1-4.
Come spesso accade negli ultimi tempi, specie in trasferta, la squadra parte benino, 25-30 minuti incoraggianti, ma al primo gol subito si squaglia al sole (a dire il vero del tutto assente al Friuli), senza mostrare segnali di reazione.
Ancora privi di Pinilla e Cossu (non al meglio ed in panchina), con la defezione dell' ultima ora di Agazzi causa influenza, la coppia Pulga-Lopez presenta il classico 4-3-1-2. Avramov, all' esordio stagionale, davanti a lui il quartetto base, Pisano e Avelar sugli esterni con Astori ed Ariaudo centrali, il centrocampo con Conti mediano basso, ai suoi lati Dessena ed Ekdal, Nainggolan finto trequartista, con Sau e Nenè di punta.
L' Udinese, sin dalle prime battute, appare lontana parente delle zebrette europee delle ultime stagioni, defezioni importanti (Benatia, Domizzi, Basta, Armero, Pinzi, Lazzari, Muriel) la costringono a schierarsi con molti elementi under 21, il risultato è una manovra poco fluida e con poche idee. Ma dopo qualche buona manovra del Cagliari, l' Udinese trova la rete con Pereyra in modo quasi casuale. Conti si esibisce in uno scellerato passaggio danzante sul limite della propria area, un invito a nozze per Pereyra piazzare la sfera nel sette. Era il 33'.
Trascorrono 5 minuti, miracolo di Avramov su conclusione ravvicinatissima di Di Natale e palla in angolo. Questo corner trova la difesa sarda piazzata in modo osceno, sulla mischia conseguente nessun uomo è a centro area, tutti colpevolmente piazzati lateralmente a coprire chissà chi, e per Angella è un gioco da ragazzi insaccare il 2-0.
Squadre a riposo, ma Pulga e Lopez non infondono la grinta necessaria alla reazione, a fronte di un avversario cinico che si è affacciato solo 3 volte nell' area avversaria, ma non irresistibile.
Ma il secondo tempo è un incubo senza fine: al 3' Di Natale butta in area un cross dalla destra, e pesca Danilo, marcato da nessuno, che insacca comodamente il 3-0.
Squadra totalmente in confusione, i passaggi non arrivavano mai a buon fine, i reparti erano sfilacciati e non uno straccio di idea di gioco nei piedi della mediana. Al 20' i sardi si fanno sorprendere in un contropiede da infarto, 3 contro 1. Fabbrini la mette al centro e Pasquale ringrazia. 
Partita finita. Tempo per Dessena al 34' di siglare il definitivo 4-1 su cross di Cossu, entrato a mezz'ora dalla fine, per l' Udinese di sfiorare a più riprese la quinta segnatura, e per Thiago Ribeiro di sbagliare una rete per cui bisognerebbe solo stringergli la mano, mettendogli sull' altra un bel biglietto di sola andata per Ponte Gestal (sua città natìa).
Non si salva nessuno nel naufragio friulano, detto dell' imbarazzante Thiago Ribeiro, particolari note di demerito per Dessena, sempre più in confusione ed involuzione nelle ultime apparizioni, e Nenè, che tira in porta una partita su tre. Se serve perchè è un lottatore, che lo si mandi a fare wrestling, perchè lo scopo del calcio è indirizzare la palla verso la rete avversaria, fondamentale che il brasiliano sembra aver perso di vista.
Pulga-Lopez mostrano limiti caratteriali e motivazionali, sembrava di vedere in campo la classica squadra ficcadentiana. Senza Cossu, i centrocampisti non creano gioco, Conti è uno smistatore di palloni, ma Nainngolan o Ekdal o Dessena non sono registi. La palla alle punte non arriva mai, i terzini crossano pochissimo. Ora mercoledì il derelitto Pescara in Coppa Italia e domenica il Chievo, entrambi impegni casalinghi. Se non ci si darà la sveglia, saranno guai. Le partite senza vittorie sono già 5.

Pagelline: Avramov 6; Pisano 5, Astori 5, Ariaudo 5, Avelar 5; Dessena 4,5, Conti 4,5, Ekdal 5 (62'Cossu 6); Nainggolan 5 (85'Casarini sv); Nenè 4,5, Sau 5 (68'Thiago Ribeiro 4).
Pulga-Lopez 4,5.

PS. Ma cosa ci tocca leggere sulla descrizione di Thiago Ribeiro sulla sua pagina di Wikipedia: "Seconda punta, Thiago Ribeiro è un calciatore abile nel dribbling e nel saltare l'uomo. Proprio quest'abilità gli è valsa uno dei due soprannomi, Thiago Ribery (l'altro è el Diablo). Molto preciso nelle conclusioni, è stato limitato dagli infortuni."
Meno male che Wikipedia è gratuita, sennò valeva la pena una class action per danni morali.

martedì 6 novembre 2012

IL MIO CAGLIARI/ 11°T

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IL VIOLA PORTA MALE

E' chiaro. Si è perso perchè il viola porta male. Ha ragione Cellino. 
I numeri parlavano e parlano chiaro. La Viola non perdeva da 7 partite totali con il Cagliari. 
E il pareggio dello scorso maggio al Franchi ha interrotto una striscia impressionante di 16 vittorie casalinghe della Fiorentina sui rossoblù sardi. L' ultima volta che si è espugnato lo stadio gigliato era il lontano 1972.
Pulga e Lopez si presentano in terra toscana privi di numerosi titolari, tra defezioni causa giudice sportivo (capitan Conti e Nainggolan), scelte dettate dal turnover (fuori Avelar, Pinilla, Nenè) e da infortuni (Ariaudo).
La squadra regge per ottimi 50 minuti. Primo tempo giocato alla pari, con un ottimo pressing alto che mette in difficoltà le fonti di gioco viola.
Poi alla rete del 2-1 di Jovetic la squadra si squaglia. I cambi non aiutano una reazione che non arriva, entrano Pinilla, il fantasma di Ibarbo e l' acerbissimo Eriksson per Thiago Ribeiro, Sau e Cossu.
Il Cagliari non tocca palla per i restanti 40 minuti. E non è un' esagerazione. La Fiorentina tiki taka e affonda il coltello nella morbida retroguardia sarda per altre due reti. 4-1 finale.

Con tanto di tunnel subiti da Murru e Ibarbo e pallonetto irridente di Cuadrado.
Pochissime le note di merito: Sau molto vivace e volenteroso, Casarini autore del momentaneo pari con bel tiro al volo su assist dal corner.
Parecchie, invece, le note stonate: Agazzi poco reattivo sulle uscite nell' area piccola e infilato di pallonetto sul quarto gol, Murru molto colpevole su entrambe le reti da calcio d' angolo (d'altronde era un rischio lanciarlo titolare a 17 anni), Rossettini completamente in barca e lontano parente del difensore attento ammirato a Siena le passate stagioni, Dessena stanco, impreciso ed abominevole nell' assist a Cuadrado del 4-1, Thiago Ribeiro tornato ai suoi livelli soliti, quelli del fantasma.
I cambi presentano in campo un impresentabile Eriksson (ma come faceva ad essere nazionale svedese?), un Ibarbo in totale involuzione ed impalpabile e un Pinilla alla ricerca della forma migliore.
Quindi bicchiere mezzo pieno per 50 minuti e desolatamente vuoto, vuotissimo, bucato e rotto per gli umilianti ultimi 40'.
E se Lopez cura la fase difensiva, servirà una grossa ripassatina sui corner.
Sconfitta assolutamente meritata nel complesso. Ma sabato alle 18 con il Catania ad Is Arenas, finalmente a piena capienza, sarà necessario recuperare le forze e la formazione migliore, per continuare a lottare col coltello fra i denti. 
Anche se lo scaramantico presidente Cellino, forse, firmerebbe per il pareggio, ma solo per il gusto di non finire all' infausta quota 17 punti.

Pagelline: Agazzi 5; Pisano 5,5, Rossettini 4,5, Astori 5, Murru 5; Dessena 4,5, Ekdal 5, Casarini 6; Cossu 5 (71'Eriksson 4,5); T.Ribeiro 5 (51'Pinilla 5), Sau 6,5 (66'Ibarbo 5). 
Pulga-Lopez 5.