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sabato 21 settembre 2013

VETTEL FORTUNA IUVAT

Immagine tratta da f1grandpix.com e modificata su befunky.com
La fortuna aiuta Vettel. Che poi si tinge di biondo platino sul ciuffo per farsi riconoscere ancora meglio sotto i riflettori. Nella notte singaporegna con la pista di Marina Bay illuminata a giorno, Vettel si prende, al solito, la pole position. E' la numero 41, record che continuamente si aggiornano senza tregua, tanto per dare l'idea del dominio continuato del quadriennio bibitaro.
Si diceva la fortuna, beh, in parte. Intanto chiariamo che il tedeschino ha guidato senza una minima sbavatura, in questo suo stato di grazia perenne, per tutto il weekend, e si è permesso nella Q3 di infilare un gran giro e di sfilarsi il casco a un minuto dal termine della sessione. 
E se l'è vista brutta. Non aveva calcolato Rosberg e Grosjean, che infilano due giri pazzeschi e arrivano ad un soffio da Seb. A 0'091 si ferma la Mercedes di Nico, mentre la Lotus di Romain a 0'217. Brivido finale in una storia già scritta sin dalle prime libere del venerdì, che strappa a Vettel un'attesa a respiro trattenuto e occhi sgranati manco fosse la prima partenza al palo della carriera.
Immagine tratta da formula1.com
Quindi Vettel, Rosberg e Grosjean, per la serie se non sei biondino con gli occhietti chiari non ti vogliamo qui a Singapore. In realtà ci sarebbe un altro biondino, tale Kimi Raikkonen, che non riesce a fare meglio di 13°, a 1 secondo e 6 dal compagno di box francese. Kimi soffre di un problema alla schiena, e non è in perfetta forma, ma si deve riconoscere che da quando ha firmato per la Rossa più affascinante del lotto, non ne ha fatta una giusta. In gara è reduce da due zeri, e in qualifica (prima di questa) da un 11°, un 8° e un 6°, con Grosjean che gli è stato davanti in 3 delle ultime 4 prove ufficiali. Urge una sveglia, anche in ottica Ferrari.
E la sveglia in casa Ferrari è stata ormai archiviata, come la stagione 2013. La Scuderia di Maranello ha una macchina che non va, che non fa meglio di 6a con Massa e 7a con Alonso. E ha lo spagnolo che in qualifica non riesce ancora ad avere il guizzo del campione, è il suo tallone d'Achille, oltre che della vettura. 
In chiave 2014 si è scelto di avere i piloti più esperti del circus (assieme a Button), Alonso andrà per i 33 e Kimi per i 35. Ma entrambi hanno perso smalto nelle qualifiche, rispetto ai loro anni giovanili. Già da ora questo si palesa come un punto interrogativo per la stagione dell'ennesimo annunciato riscatto. Alonso non fa una pole dalla Germania 2012, e Raikkonen addirittura dalla Francia 2008!
E se Alonso e Kimi avessero davvero perso velocità sul giro secco, al di là delle loro vetture? 
Per la gara, domani, non ci sono storie. Vince Vettel. E tutti a sbuffare in attesa del 2014.

lunedì 24 settembre 2012

E' VETTEL?

Immagine tratta da f1grandprix.motorionline.com e modificata su cartoonize.net
Due ore di Gp ci consegnano il rivale iridato del prode e fortunato Alonso: è Seb Vettel.
A Singapore si svela l' arcano: Vettel vince, Alonso fa la formichina giudiziosa e arriva . Hamilton totalizza uno 0 pesantissimo, frutto del cambio McLaren che si cuoce al giro 23.
Alonso 194, Vettel 165, Raikkonen 149, Hamilton 142.
Con la seconda vittoria stagionale Vettel (23sima in carriera) è l' unico rivale credibile, numeri alla mano, del rosso spagnolo. E la sua Red Bull nella classifica a squadre arriva a 297, con McLaren a 261, Ferrari a 245 e Lotus a 231.
Questi sono i freddi numeri. Ma la sensazione è un' altra. Senza il problema Hamilton avrebbe sicuramente vinto, e la McLaren è performante su ogni tracciato. La coppia Hamilton-McLaren è senza ombra di dubbio la migliore in termini di performance da qualche mese.
C'è un rischio. Enorme. Grande come una casa. Che Alonso, conscio di avere una macchina in difficoltà, ribadito anche dalle dichiarazioni post-gara odierne, faccia le sue restanti sei gare su Vettel. E così pure il biondino, che si accontenti di tenere negli scarichi il buon Nando. 
Se la mania del calcolo sfrenato colpirà Alonso e Vettel, considereranno piuttosto indolori le vittorie McLaren. Dando il via ad una escalation difficilmente arrestabile. Ora anche Button è tornato in palla e le frecce d'argento non potranno rompersi ad ogni Gp. 
Si continua ad avere la sensazione che i bei facciotti inglesi di Hamilton e Button possano piazzarsi da qui a fine anno sempre sul podio. E tirando le somme, potrebbe essere un problema.
E c'è un caso in casa McLaren, in quanto si legge da più parti che il box fosse al corrente delle noie al cambio di Hamilton sin da sabato, ma a rinunciato a sostituirlo per non incorrere in 5 posizioni di penalty. Pessima mossa.
Qui la Red Bull ha beneficiato di un tracciato atipico, con curve a bassa velocità e chicane, molto tortuoso. Ma solitamente è in difficoltà. Esce alla distanza dopo qualifiche solitamente insoddisfacenti.
E la Ferrari? Non sembra abbia pronte grandi evoluzioni del pacchetto aerodinamico o di motore, per cui dà la sensazione di dover sempre e comunque correre in difesa, con una costanza di punti che è la ragione che tiene Nando lassù.
La Lotus qui ha alzato bandiera bianca. Raikkonen raccimola un 6° posto più per grazia ricevuta che per meriti suoi e di vettura. La giallonera ha mancato lo step evolutivo proprio nel momento clou della stagione. Ed è sparita. 
Il resto? Miglior piazzamento in carriera per Di Resta (4°) e la Marussia (Glock 12°). Poi come da previsione doppia Safety Car e botte da orbi tra Massa e Senna, Webber e Kobayashi, Perez contro tutti, Schumacher versione tamponatore notturno su Vergne, e muro per Karthikeyan e Senna. In più Maldonado, più agnellino del solito, vittima di un cambio gomme di troppo e un problema idraulico che gli regala l' ormai consueto 0 nella casella punti.
Menzione d' onore per la manovra di Massa su Senna. Il sorpasso più spettacolare dell' anno, in sbandata controllata ed effetto pendolo annesso. Col rischio di produrre marmellata di F1. Peccato fosse per il fondo della zona punti. Come al solito.
Però bravo. E' stato fantasioso. Il suo 2012 lo ricorderemo così (anche se qua tira aria di svogliata riconferma).
E menzione anche per la direzione gara in versione penalizzatore pazzo: 10 posizioni in griglia in meno per zio Schumi (per la felicità dei commentatori Rai) per Suzuka e 20 secondi di penalità per Webber, per un sorpasso fuori pista a Kobayashi. Inoltre per tutta la gara e il post gara ha indagato mezza griglia al fine di ravvisare comportamenti scorretti, col suo ineffabile metro di giudizio variabile, come al solito.

Pagelline: 1°Vettel 8,5; 2°Button 6,5; 3°Alonso 6,5; 4°Di Resta 9; 5°Rosberg 7; 6°Raikkonen 5; 7°Grosjean 5; 8°Massa 6,5; 9°Ricciardo 7; 10°Perez 6; 11°Webber 4; 12°Glock 10; 13°Kobayashi 5; 14°Hulkenberg 5; 15°Kovalainen 6; 16°Pic 5; 17°De la Rosa 6; 18°Senna 5; 19°Petrov 5,5; RIT.Vergne 8; RIT.M.Schumacher 4 (?); RIT.Maldonado 6,5; RIT.Karthikeyan 5; RIT.Hamilton 8.