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lunedì 8 ottobre 2012

PAGELLARIO SERIE A: SETTIMA GIORNATA

Immagine tratta da vivoazzurro.it
Settimo appuntamento con la nostra rubrica sui migliori e i peggiori in ogni giornata della serie A. Vediamo chi sono i prescelti in quest'occasione.
I MIGLIORI
Erik Lamela: Le bizze tra l'allenatore e Osvaldo lasciano all'argentino una maglia da titolare, e lui si fa trovare pronto con una bella prestazione, coronata dal gol che porta in vantaggio i giallorossi. Lo scorso anno era arrivato a Roma con grandissime aspettative ed un futuro che sembrava roseo, me le cose non sono andate nel modo migliore finora. Pochi lampi, prestazioni spesso altalenanti che a inizio anno l'hanno relegato in panchina, con il tridente titolare formato da Destro, Osvaldo e Totti. Ora il Coco ha ottenuto più spazio da Zeman, e sta cercando di conquistarsi tutta la sua fiducia con partite finalmente all'altezza del suo talento. Contro l'Atalanta, oltre al gol, si è vista una grande abilità nel duettare con i compagni, soprattutto Totti e Destro, e una grande capacità nel far ripartire l'azione. Se mantiene questo livello, sarà difficile mandarlo ancora in panchina. Voto 7,5.
Miroslav Klose: Il suo digiuno di ben quattro gare cominciava a farsi preoccupante, anche perché era coinciso con il piccolo calo della Lazio. Ieri il panzer è tornato quello di sempre, un killer spietato sotto porta che sa toccare pochi palloni e trasformarli in gol. Complice una difesa del Pescara decisamente distratta e spaesata, lui si è divertito a fare il bello e il cattivo tempo, chiudendo in pratica la partita già nel primo tempo. Due reti per Klose, una di piede con un taglio perfetto negli spazi, e la seconda di testa, prendendo ottimamente il tempo alla difesa avversaria. Con lui e con Candreva, Hernanes e Ledesma in condizione, la Lazio di Petkovic resta nelle zone nobili della classifica, e può ambire seriamente ad un piazzamento importante nella corsa alla Champions. Voto 8.
Borja Valero: Il suo arrivo in Italia, durante il mercato estivo, non è stato molto pubblicizzato nonostante venisse dal Villarreal di Pepito Rossi che aveva stupito tutti arrivando in Champions League. Del suo talento, però, si è subito accorto Vincenzo Montella, che l'ha inserito immediatamente nella formazione titolare e non ha la minima intenzione di lasciarlo fuori. Lo spagnolo sta conquistando sempre più il popolo fiorentino con il suo impegno e la sua determinazione in mezzo al campo, oltre che con il suo indiscutibile talento. Prestazione sontuosa quella contro il Bologna, in cui non ha fatto rimpiangere l'assente Pizarro, aiutando molto in fase di impostazione e correndo per due a tutto campo. Insieme a Roncaglia è una delle sorprese più positive della squadra viola, che sta mettendo in mostra un ottimo gioco, soprattutto in casa, e può ambire legittimamente alle zone di vertice della classifica. Voto 7.
Walter Samuel: Tutti aspettavano i grandi attaccanti per decidere il derby, invece è stato determinante il solidissimo difensore argentino, che dopo un inizio di stagione difficile si sta riprendendo di prepotenza il ruolo da titolare e leader della difesa. Oltre al gol, decisivo per il risultato finale e per l'andamento della partita, Samuel si è confermato uno dei più in forma nel reparto arretrato dei nerazzurri, un "muro" come il suo soprannome. Si è aiutato qualche volta con il mestiere correndo dei rischi, ma alla fine ha guidato con sicurezza i giovani compagni Ranocchia e Jesus. Si è confermato anche un autentico talismano nei derby: con lui in campo, 10 vittorie su 10 nelle stracittadine in serie A, senza di lui 5 sconfitte su 5 per l'Inter. In una squadra che fa della solidità difensiva e delle ripartenze veloci il suo sistema di gioco, una roccia come lui può essere fondamentale. Voto 7,5.
I PEGGIORI
Sergio Romero: E' risaputo che in Argentina, se i talenti offensivi e gli uomini di qualità non mancano (vedi i vari Messi, Di Maria, Aguero, Tevez, Pastore), al contrario difensori e portieri di livello internazionale scarseggiano. La prova di questo è che il titolare tra i pali dell'albiceleste è Romero, portiere dalle prestazioni altalenanti e non sempre convincente. Contro il Chievo è stato il protagonista in negativo della partita, perché si è fatto sorprendere da una conclusione centrale e senza pretese di Di Michele, che di fatto è costata la sconfitta alla sua Samp. Grave errore quello dell'argentino, frutto probabilmente di un'eccessiva sicurezza, e che macchia una prestazione fino a quel momento buona, anche senza grandi squilli. La Sampdoria ha fondato buona parte dei suoi punti sulla solidità difensiva, ha bisogno di ritrovare presto il miglior Romero se vuole mantenere l'ottimo rendimento di queste prime giornate. Voto 4.
Christian Terlizzi: La settimana scorsa, a Cagliari, era stato un vero e proprio baluardo nella retroguardia del Pescara, dando sicurezza a tutto il reparto e riuscendo anche a segnare il gol che aveva sbloccato la gara.  Ieri invece ha vissuto una giornata a dir poco da incubo, coinvolgendo in questo anche i suoi compagni di reparto, che contro la Lazio non ne hanno indovinata una. Mal posizionato sul primo gol di Klose, fa peggio in seguito quando perde il tedesco in occasione dello 0-3 laziale. Dopo alcune partite che avevano fatto ben sperare i tifosi abruzzesi, una nuova batosta con tre reti di scarto, lo stesso che aveva tristemente caratterizzato le prime giornate del campionato. Il Pescara ha bisogno di un Terlizzi sempre ai massimi livelli, perché la sua esperienza è fondamentale per tenere in piedi una difesa inesperta e facilmente battibile. Voto 4,5.
Alessandro Rosina: Sentiva parecchio la sfida con la Juventus per via del suo passato come capitano e leader del Torino, ma la sua voglia di far bene non si è tradotta in una buona prestazione sul campo. Arrivato a Siena per dare qualità alla squadra e rilanciarsi dopo tante panchine e pochissime soddisfazioni a San Pietroburgo nello Zenit di Spalletti, il centrocampista finora non è riuscito a lasciare il segno nella stagione. Contro la capolista ha fallito alcune occasioni importanti in fase d'attacco, mancando il gol che avrebbe portato la sua squadra in vantaggio, e in generale non ha brillato per qualità e lucidità nelle giocate. Considerato un buon talento da giovane, ha ancora tempo per tornare su alti livelli, ma deve cambiare decisamente passo, a partire dalle prossime partite. Voto 5.
Christian Abbiati: Nella vittoriosa trasferta di Russia era stato a dir poco fondamentale, salvando a più riprese la squadra con le sue parate e dando sicurezza a tutto il reparto difensivo. Ieri nel derby è sceso in campo con la fascia di capitano e tante responsabilità sulle spalle, ma non è stato all'altezza delle aspettative di compagni e squadra. E' grave la sua incertezza sul gol partita di Samuel, quando abbozza l'uscita e poi rimane nella terra di nessuno, e ancora più grave il pallone regalato a Milito, che per poco non costa l'immediato 0-2. Non fa altri interventi nella gara fino al 90', con l'Inter tutta in difesa che non arriva mai dalle sue parti, ma gli errori iniziali macchiano inevitabilmente la sua prestazione. Una squadra in cerca di certezze ha bisogno di sicurezza e continuità soprattutto dai suoi leader, Abbiati è chiamato a riscattarsi il prima possibile. Voto 4,5.

martedì 10 aprile 2012

USA E (PRO)GETTA?


E' un Luis Enrique deciso e che fa scudo ai propri giocatori, quello che si è presentato alla conferenza stampa pre Roma-Udinese.
Ergendosi da parafulmine per l' ennesima volta contro una stampa capitolina sempre pronta a creare bufere attorno alla squadra e sempre pronta a far trapelare ogni dissidio interno alla spogliatoio giallorosso, si è dichiarato unico colpevole dell' incostanza di rendimento della sua Roma.
La stampa romana non protegge i giocatori, è troppo esigente con una squadra che si sta rinnovando, attraverso giovani che non conoscono ancora bene il campionato italiano, e che ovviamente faticano a sostenere una pressione come quella che si crea attorno alla Roma.
Bisogna dar tempo a Luis Enrique, che sì farà i suoi errori, ma ha mostrato idee concrete e sprazzi di bel gioco. La tappa successiva per l' allenatore di Gijon, sarà rendere la squadra non senatori-dipendente. Infatti gli ultimi tonfi clamorosi, quello di Bergamo con l' Atalanta e quello di Lecce, sono arrivati appena la Roma era orfana rispettivamente di De Rossi (per dissidi col mister) e di Totti (per infortunio).
Evidentemente il progetto di Luis Enrique ha bisogno di una correzione, in fase difensiva è deficitario, due difensori centrali più De Rossi per contenere il contropiede avversario sono troppo pochi, a meno che essi non siano formidabili, come i Nesta e Cannavaro della Nazionale di qualche tempo fa. 
Devono essere veloci, affiatati, concentrati e con un ottimo senso della posizione.
Juan e Burdisso prima ed Heinze e Kjaer poi, non hanno assolutamente risposto a questi requisiti.
Inoltre ci vuole un' attenzione particolare ai calci piazzati e soprattutto ai calci d' angolo, altro tallone d' Achille dei giallorossi.
E la fase offensiva dovrà essere più veloce e più incisiva, ma questo si otterrà soprattutto con la conoscenza tra i calciatori stessi e con il tempo.
E il futuro potrà essere dalla parte di Luis Enrique, che comunque ha 42 anni, di Lamela (20), di Bojan (21), Josè Angel (22), Pjanic (22), Borini (21), Viviani (20), che comunque hanno fatto vedere ottime cose per la loro età. Ed alcuni di loro come Lamela, Bojan, Pjanic e Borini potranno essere dei crack futuri senza ombra di dubbio.
In Italia si parla tanto che non si punta sui giovani,ed appena una squadra lo fa, con scontati risultati altalenanti, non si fa che sparargli addosso.
La Roma è in corsa per un piazzamento europeo, è davanti all' Inter, che partiva per vincere.
E' a 1 punto dal Napoli. La stagione è più che buona, e un piazzamento anche in Europa League sarebbe un ottimo risultato. 
Ci vuole pazienza, le basi ci sono, il gioco c'è. Serve tranquillità, ciò che spesso a Roma è mancato, e dar tempo all' allenatore, senza chiederne le dimissioni ad ogni rovescio.
Serve tempo per verificare se questo progetto made-in-Usa non sia un altro progetto usa-e-getta Italian style.