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lunedì 14 gennaio 2013

PAGELLARIO SERIE A: VENTESIMA GIORNATA

Immagine tratta da goal.com
Inizia il girone di ritorno, con un mercato in piena attività e una classifica che è ancora tutta da definire per questo campionato di serie A 2012-13. Vediamo quali sono i giocatori che hanno meritato una citazione nel pagellario di oggi.
MIGLIORI
Alberto Gilardino: Nella roboante vittoria casalinga contro il Chievo, il Bologna ritrova finalmente il suo goleador, una pedina fondamentale nella corsa verso la salvezza. E dire che la stagione del Gila era iniziata alla grande, con 5 gol realizzati nelle prime 6 partite di campionato e il ritorno tra i convocati nella Nazionale di Prandelli. Poi, dopo un ultimo lampo a novembre contro il Palermo, sono arrivati due mesi di digiuno per l'attaccante biellese, che faticava a sbloccarsi. Ce l'ha fatta sabato, sfruttando un ottimo assist di Perez, e poi ha concesso il bis alla sua maniera, facendosi trovare pronto in una mischia all'interno dell'area. Se il violino di Gila torna a suonare, tutta l'orchestra bolognese può mettere in scena un'ottima sinfonia. Voto 7,5.
Alessio Cerci: Dopo la pesante sconfitta contro il Milan, sembrava che il giocatore fosse sul punto di lasciare Torino, criticato anche dall'allenatore Ventura, che l'aveva voluto fortemente in squadra. Da quel momento, l'ala romana ha cambiato decisamente marcia, iniziando a giocare come sa e impegnandosi sempre moltissimo in campo. Ieri contro il Siena ha fatto vedere tutto il meglio del suo repertorio, dando il via all'azione del vantaggio di Brighi e segnando il 3-1 con uno splendido coast to coast in contropiede partendo dalla sua metà campo. Visto il gioco sulle fasce che chiede il suo tecnico Ventura, se lui mantiene questa forma può rivelarsi decisamente l'uomo in più nella lotta per la salvezza del Torino. Voto 7,5.
Christian Maggio: Solo un mese fa l'avevamo inserito tra i peggiori in campo dopo la sua brutta prestazione a San Siro contro l'Inter, ultima di una serie di partite non alla sua altezza. Oggi torna a meritare una citazione, ma stavolta tra le file dei migliori di questa giornata, e non solo. Con il Palermo ha il merito di farsi trovare pronto e di sbloccare una gara che non era iniziata nel migliore dei modi per il Napoli, e che da quel momento in poi è diventata un trionfo. Terzo gol consecutivo per l'esterno partenopeo, dopo quelli realizzati a Siena e contro la Roma, e dire che in precedenza aveva segnato solo nella prima partita di questo campionato, guarda caso proprio contro il Palermo, una delle sue vittime preferite. L'esterno destro è rinato, e se lui è in forma tutta la squadra ha decisamente una marcia in più. Voto 7.
Nicola Sansone: A inizio campionato è stato una delle sorprese positive in casa Parma, ora si può iniziare a definirlo una certezza. Curiosa la storia di questo ragazzo di ventun anni, nato in Italia ma cresciuto in Germania, dove ha giocato addirittura nelle giovanili del Bayern Monaco, squadra in cui per lungo tempo è stato titolare nei vari settori giovanili. Tornato in Italia nel 2011, ha avuto la fiducia del Parma, che dopo una stagione in prestito a Crotone ha iniziato ad impiegarlo con continuità. Dopo l'Inter, Sansone porta a casa un altro scalpo prestigioso, realizzando il gol che costringe la Juventus ad uscire dal Tardini con un pari, e dimostrando di essere sempre più un giocatore decisivo. Tutte e quattro le sue reti hanno portato punti importanti in casa emiliana, se continua così può diventare davvero un punto fermo in questa squadra. Voto 7.
PEGGIORI
Alessandro Rosina: Ti aspetti la grande gara da parte in un ex cuore granata come lui, e invece l'ex talentino del vivaio del Parma tradisce il Siena proprio nel momento decisivo. Arrivato in Toscana dopo alcune stagioni trascorse in Russia nello Zenit, dove per la verità è stato spesso considerato una riserva e poco più, e alcuni mesi non proprio indimenticabili a Cesena, Rosina doveva essere una delle armi in più nella disperata corsa della squadra bianconera verso la salvezza. Contro quello che era il suo Torino disputa una gara discreta, con qualche buona giocata, ma rovina tutto nel finale, quando spreca malamente il rigore che sarebbe valso il pari e un punto prezioso per la sua squadra. Da un giocatore come lui, e in una situazione di classifica così difficile, errori del genere non sono ammessi. Voto 4,5.
Norberto Neto: Se si vuole trovare un punto debole nella squadra fino ad ora bella e convincente messa in campo da Montella, questo può essere senza dubbio il portiere. Prima era stato Viviano a dimostrare qualche incertezza di troppo, forse innervosito dalla sua grande passione per la maglia viola. A quel punto, è toccato al giovane portiere brasiliano prendere posto tra i pali, e per qualche partita è sembrato che con lui fosse arrivata una certa continuità. Ieri però, contro l'Udinese, Neto ha commesso una grave leggerezza, lasciandosi sorprendere da un tiro non irresistibile di Muriel e regalando all'avversario il gol della sicurezza. Il tutto pochi minuti dopo che Di Natale aveva portato in vantaggio i suoi, il che ha reso questo uno-due micidiale. Vedremo se sarà ancora lui il titolare nella prossima, delicata sfida contro il Napoli. Voto 4.
Martin Caceres: Per tutto il girone di andata, una delle certezze nella difesa della Juventus era stata la difesa a tre, con i suoi titolari inamovibili che concedevano poco o nulla agli avversari. Con l'infortunio di Chiellini, si è aperto un grosso buco sul settore sinistro, e i suoi sostituti fino a questo momento hanno faticato a far rimpiangere la sua assenza dal campo. Peluso contro la Samp non aveva convinto, ma aveva l'attenuante di essere alla prima gara con la maglia della Juve. Ieri, a Parma, ha deluso anche Caceres, che invece è in bianconero da quasi un anno e ormai è entrato nei meccanismi di Conte. Spesso impreciso nelle chiusure, si fa saltare con facilità troppe volte e poi non chiude su Sansone che segna il gol del pareggio. Più che in avanti, forse i veri problemi della Juventus in questo momento sono dietro. Voto 4,5.
Mattia Destro: Non è davvero il momento migliore per il giovane attaccante giallorosso, che riesce nell'impresa di finire dietro la lavagna per la seconda domenica consecutiva. L'avevamo visto poco incisivo a Napoli, incapace di partecipare al gioco corale della squadra e di interpretare al meglio il ruolo del centravanti come lo concepisce Zeman. Per l'assenza di Osvaldo e Totti, mantiene il posto da titolare anche contro il Catania, ma la scarsa tranquillità gli è ancora una volta fatale. Si impegna tantissimo, e per questo è ammirabile, ma sbaglia almeno due-tre gol sottoporta, e questi errori sullo 0-0 si rivelano decisivi, perché avrebbero potuto cambiare la storia della partita. Se non ritrova un po' di serenità, e magari un gol per sbloccarsi, rischia di tornare in panchina appena Osvaldo sarà disponibile. Voto 5.

lunedì 7 gennaio 2013

PAGELLARIO SERIA A: DICIANNOVESIMA GIORNATA

Immagine tratta da vivoazzurro.it
Ultima giornata di andata di questo appassionante campionato di serie A, e primo pagellario del 2013 per noi. Vediamo chi sono stati i protagonisti in positivo e in negativo di questa domenica.
MIGLIORI
Antonio Di Natale: Anno nuovo, vecchie abitudini in casa Udinese. Ci saranno anche tanti talenti giovani e pronti ad esplodere, ma il punto di riferimento della squadra è e rimane sempre l'esperto numero 10, un giocatore che sembra migliorare con il passare delle stagioni, come il vino. Contro l'Inter, Totò inizia abbastanza in sordina, anche se timbra una traversa incredibile su punizione; ma è nel secondo tempo che spacca in due la partita, capitalizzando al meglio un lancio in profondità e realizzando il gol che, di fatto, indirizza la sfida. Non contento, si rende pericoloso in almeno altre due occasioni, prima di chiudere definitivamente la gara con la seconda rete personale, la dodicesima in campionato. E' stato il miglior attaccante italiano del 2012 per gol segnati, e a Udine è ormai in cantiere una statua con il suo volto. Voto 7,5.
Mattia Perin: In molti a Firenze devono essersi chiesti se quello che difendeva la porta del Pescara ieri pomeriggio fosse davvero lui, oppure Superman travestito da Perin. Il giovanissimo portiere di scuola Genoa è stato, fino a questo momento, una delle note più liete della stagione degli abruzzesi, segnalandosi sempre con prestazioni di alto livello nonostante i molteplici gol incassati. Contro la Fiorentina, Perin è stato decisivo in più di un'occasione, rendendosi protagonista di almeno cinque parate decisive nel solo primo tempo, e risultando fondamentale per la vittoria della sua squadra, che nel secondo tempo ha clamorosamente espugnato il Franchi. Agile e reattivo tra i pali, con un po' di esperienza questo ragazzo può davvero diventare il portiere del futuro per l'Italia. Voto 8.
Mauro Icardi: Sembrava in procinto di partire per disputare il Campionato sudamericano Under 20 con la sua Argentina, invece è rimasto a Genova ed è diventato l'eroe del giorno. Talentino cresciuto nel vivaio del Barcellona, molto apprezzato anche dal tecnico Guardiola, è arrivato alla Sampdoria nel 2011, e da allora in tanti stavano aspettando la sua esplosione ad alti livelli. Già a segno una volta in serie B nella scorsa stagione, quest'anno Icardi era già entrato nel cuore dei tifosi con un'ottima prestazione nel derby con il Genoa, condita anche dal suo primo gol in A. Ieri è stata la sua apoteosi: doppietta di carattere e grinta sul campo della Juventus campione d'Italia, decisiva per regalare il successo alla sua squadra, che era anche in 10. Restando in tema di giovani interessanti, eccone un altro di cui sentiremo parlare a lungo in futuro. Voto 7,5.
Edinson Cavani: Tra tante giovani promesse di questo campionato, ecco un giocatore che ormai è diventato una certezza, anche in questo pagellario. Se in Spagna Messi, Ronaldo e Falcao segnano gol a raffica, in Italia c'è lui, il Matador, che non perde mai il vizio di buttarla dentro. Contro la Roma, Cavani è il protagonista assoluto della partita, realizza una tripletta e sfiora più volte il poker personale, oltre a creare spazi per i compagni e aiutare sempre in fase difensiva. Con quelli di ieri è arrivato a venticinque centri in ventitré partite stagionali, complessivamente è già a 91 gol con la maglia del Napoli, il tutto in appena due stagioni e mezza. Si parla tanto di top player che giocano all'estero, di sicuro lui è miglior giocatore del campionato italiano in questo momento, e tutta una città continua a sognare grazie a lui. Voto 9.
PEGGIORI
Francesco Lodi: Non è stato un sabato da ricordare per il centrocampista del Catania, che di sicuro sperava di fare ben altra impressione alle tante squadre, Inter in testa, che lo tengono in considerazione per questo mercato di gennaio. Nato come trequartista ed esterno offensivo, l'anno scorso è stato inventato da Montella nel ruolo di regista, e con il suo rendimento è arrivato a sfiorare la convocazione in Nazionale. Quest'anno, Lodi sta disputando un'altra buona stagione insieme alla squadra siciliana, ed è sempre oggetto di indiscrezioni per un suo trasferimento in una grande squadra. Saranno state queste voci a infastidirlo, fatto sta che il ragazzo sabato contro il Torino ha mostrato un nervosismo eccessivo, reagendo con un pugno al fallo di un avversario e ricevendo un cartellino rosso dopo appena un quarto d'ora di gioco. Un brutto gesto, che di sicuro ha fatto scendere la sua valutazione, ora starà a lui dimostrare sul campo che si è trattato solo di un brutto momento. Voto 4.
Jonathan: Ieri, dopo la partita con l'Udinese, qualcuno in casa nerazzura dev'essersi chiesto se ci sia una maledizione che impedisca ai giocatori di realizzare i gol facili. Dopo l'incredibile palo a porta vuota di Livaja contro il Genoa, è stata la volta dell'esterno brasiliano, che a inizio secondo tempo al Friuli si è mangiato un gol incredibile, calciando fuori da pochi passi il pallone che avrebbe potuto cambiare il corso della gara. Non è davvero un buon periodo per il giocatore, arrivato in Italia per non far rimpiangere Maicon e finito presto tra le riserve dell'organico di Stramaccioni. Pochissime le sue apparizioni in campionato, poco convincenti le partite che ha disputato in Europa League, per Jonathan il futuro a Milano è sempre più incerto. E dopo un errore come quello di ieri, difficilmente troverà un'altra maglia da titolare in campionato. Voto 4,5.
Gianluigi Buffon: Per una volta, anche il numero 1 dell'Italia finisce dietro la lavagna. Nel giorno in cui il suo giovane erede Perin fa il fenomeno a Firenze, il portierone azzurro si rende protagonista in negativo nella sorprendente sconfitta interna della Juventus contro la Sampdoria. E' evidente il suo errore sul primo gol di Icardi, quando è posizionato male e si lascia sorprendere su un tiro che non appare irresistibile, e anche sulla seconda rete ha qualche colpa, visto che lascia scoperto il suo palo. Per una squadra che concede pochissimo grazie alla sua difesa, il ruolo del portiere è sempre fondamentale, perché deve farsi trovare sempre pronto nelle rare occasioni in cui viene chiamato in causa. Ieri Buffon non è stato all'altezza della sua fama, ma siamo certi che saprà riscattarsi presto. Voto 4,5.
Mattia Destro: Nella sfida dei bomber tra lui e Cavani, il risultato finale è piuttosto deciso e impietoso: tre gol e tanti pericoli creati dal Matador, un paio di tiri imprecisi e poco pericolosi per l'attaccante di scuola Inter. Arrivato alla Roma in estate dopo una grande stagione a Siena, Destro è sempre stato considerato uno degli elementi fondamentali nel progetto giovani della squadra di Zeman, e nell'ultima parte della stagione si è guadagnato la fiducia del tecnico e una maglia da titolare, iniziando a trovare anche una discreta continuità in zona gol. Ieri non è stata decisamente la sua partita, ha dialogato poco e male con i compagni, e non ha sfruttato a dovere le poche occasioni avute per fare gol. Per di più, il suo sostituto Osvaldo è riuscito a segnare dopo pochi minuti dal suo ingresso in campo, più beffa di così...Voto 5.

domenica 23 dicembre 2012

PAGELLARIO SERIE A: DICIOTTESIMA GIORNATA

Immagine tratta da epicfootball.org
La serie A è quasi arrivata al giro di boa, con le partite di ieri si chiude ufficialmente l'anno solare 2012, e nella ripresa di gennaio si giocherà l'ultima partita di questo interessante girone di andata. Vediamo un po' chi sono i migliori e i peggiori di quest'ultima giornata di campionato.
MIGLIORI
Romulo Eugenio Togni: Da perfetto Carneade, ad eroe per una notte. Il brasiliano del Pescara è l'autore del gol che decide la sfida contro il Catania a tempo ampiamente scaduto, e che regala tre punti preziosissimi alla formazione abruzzese. Non più giovanissimo visti i suoi trent'anni da poco compiuti, Togni ha giocato a lungo nelle serie minori del calcio italiano, con una brevissima puntata in serie B ad Arezzo, senza successo. L'anno scorso, Zeman l'ha portato a Pescara per farlo diventare il regista del suo centrocampo, ma l'esplosione di Verratti l'ha relegato in secondo piano. Questa stagione era iniziata male, Stroppa non lo vedeva e lo mandava regolarmente in tribuna, la cessione nel mercato di gennaio sembrava più che una certezza. Poi, con l'arrivo di Bergodi è diventato titolare inamovibile del centrocampo biancoazzurro, e dopo il gol di sabato sera difficilmente lascerà il suo posto. Voto 7.
Alessandro Matri: Nel valzer delle punte bianconere, stavolta tocca al centravanti di scuola Milan prendersi il proscenio per una notte e diventare il protagonista della vittoriosa rimonta della Juve sul Cagliari, sua ex squadra. Lo scorso anno, anche se con prestazioni altalenanti e con un lungo digiuno nella seconda parte di stagione, era stato il capocannoniere dei torinesi in campionato, e aveva segnato gol pesanti nella vittoria dello scudetto. In questa stagione, con il ritorno di Giovinco e le buone prestazioni di Quagliarella, è diventato di fatto la quarta punta della formazione di Conte, e si è accontentato di poche apparizioni, spesso deludenti. Sabato sera, con il suo ingresso in campo ha dato in qualche modo la scossa alla squadra, e con la sua doppietta ha ribaltato il risultato, regalando altri tre punti alla capolista. Qualcuno dice che a gennaio potrebbe partire, ma se recupera fiducia e continuità è probabile che la Juve decida di tenerlo e dargli ancora qualche opportunità. Voto 8.
Stevan Jovetic: Era da un po' che il talento montenegrino non si meritava una citazione nel nostro pagellario, anche per via di alcuni infortuni che lo avevano tenuto lontano dal campo di gioco. JoJo è la stella indiscussa di una squadra che a ogni partita regala gol e spettacolo ai suoi tifosi, esempio perfetto di un mercato equilibrato e giudizioso e di un calcio che cerca il risultato attraverso il bel gioco. A Palermo, Jovetic ha fatto vedere di essere molto vicino alla forma migliore, giocando un'ottima partita e impreziosendola con due gol, il secondo con un preciso "cucchiaio" su calcio di rigore. Oltre alle reti, colpisce il grande lavoro che il ragazzo fa per la sua squadra, con movimenti e giocate che creano sempre pericoli alle difese avversarie e propiziano  le reti dei suoi compagni. Con lui, la Fiorentina si mantiene tra le grandi di questo campionato, e lo fa con pieno merito. Voto 7,5.
Daniele De Rossi: Dopo tante polemiche in questi ultimi mesi, con panchine mai digerite e prestazioni in campo poco convincenti, il centrocampista della Roma torna finalmente protagonista nel suo stadio. Il suo rapporto con Zeman non è stato idilliaco in questa stagione, con il giocatore che non si è adattato facilmente ai dettami tattici del boemo, che per contro gli ha spesso preferito il giovane Tachtsidis o Bradley. Le voci di mercato sul conto di Capitan Futuro si sono sprecate, nonostante un rinnovo di contratto appena firmato e l'amore incondizionato dei suoi tifosi, ma la risposta migliore poteva arrivare solo dal campo. Finalmente titolare contro il Milan, De Rossi ha giocato una partita solida e concreta, con tanto lavoro in copertura e ottime verticalizzazioni in attacco, come quella che ha regalato il 3-0 a Lamela. Se rimane a questi livelli può essere la ciliegina sulla torta di una squadra che sta diventando sempre più sicura e concreta. Voto 7,5.
PEGGIORI
Marko Livaja:
Dopo le buone prestazioni in Europa League, che gli sono valse in qualche modo il ruolo di vice-Milito, difficilmente il giovane attaccante croato dell'Inter dimenticherà la partita contro il Genoa. Ragazzo di ottime prospettive, che ha fatto vedere più volte di avere buone qualità e un ottimo fiuto del gol, Marko si è messo in luce già nella scorsa stagione, quando ha conquistato il Campionato Primavera e la NextGen Series, una sorta di Coppa dei Campioni per Under 19, con la squadra giovanile dei nerazzurri. Promosso in prima squadra da Stramaccioni, ha dato buone risposte in Europa League, quando ha spesso giocato da titolare, ma in campionato non ha ancora trovato la gioia del suo primo gol. Contro il Genoa ha avuto sui piedi il pallone della vittoria, ma ha clamorosamente fallito l'occasione colpendo il palo a pochi passi dalla porta sguarnita. Se vuole diventare un grande attaccante, dovrà evitare di ripetere simili errori. Voto 5.
Anselmo: Nella stessa partita in cui Livaja fallisce il più clamoroso dei gol, un altro giocatore sale alla ribalta per una prestazione non certo memorabile. Il centrocampista brasiliano del Genoa, infatti, riesce nella difficile impresa di entrare in campo, farsi ammonire dopo pochi secondi per una goffa simulazione, e giocare poi talmente male da essere sostituito prima della fine. Primo colpo di mercato nella breve esperienza ligure di Lo Monaco, che lo aveva notato in Brasile già quando lavorava a Catania, Anselmo viene dal Palmeiras, anche se non è mai stato un titolare di questa squadra e viene da due stagioni in prestito in formazioni minori. A Genova non ha lasciato grandi tracce della sua presenza fino a questo momento, con De Canio ha trovato poco spazio e spesso da subentrante, con Delneri i suoi minuti si sono ulteriormente ridotti. Il mercato di gennaio potrebbe sancire la fine della sua esperienza italiana, tutt'altro che memorabile. Voto 4,5.
Emanuele Calaiò: Le grandi prestazioni della scorsa stagione sembrano un lontano ricordo per il centravanti palermitano del Siena, che sta vivendo un periodo piuttosto difficile. Alla sua quinta stagione con la formazione toscana, l'attaccante ha con il tempo conquistato la fiducia e il rispetto dei suoi tifosi a suon di gol e prestazioni di cuore e grinta, confermando quanto di buono aveva fatto vedere a Pescara e a Napoli. Lo scorso anno formava una temibile coppia d'attacco con Mattia Destro, ed è stato a lungo capocannoniere della squadra prima di fermarsi per infortunio. Quest'anno non sta vivendo un grande momento, poche le reti messe a segno, e soprattutto una lunga astinenza che dura ormai da otto partite consecutive. Nell'ultima partita, contro il Napoli, è rimasto ancora una volta a secco, con pochissimi palloni giocabili, e ha completato la pessima giornata rimediando un'espulsione evitabilissima. Senza i suoi gol, la salvezza sarà un miraggio per questo Siena. Voto 5.
Mario Yepes: I ragazzini terribili della Roma di Zeman fanno girare la testa all'esperto difensore del Milan, che trascorre una vera e propria serata da incubo. Schierato al centro della difesa con Mexes, in quella che Allegri ritiene la coppia più affidabile di centrali vista l'assenza dell'infortunato Bonera, il colombiano non risponde nel modo migliore alle aspettative del suo tecnico. C'è il suo zampino praticamente in tutti i gol subit dai rossoneri: perde Burdisso su calcio d'angolo, si fa sovrastare da Osvaldo, tiene in gioco Lamela sul passaggio di De Rossi e infine concede ancora troppa libertà al giovane argentino. Se si pensa che fino alla scorsa stagione al centro della difesa milanista giganteggiavano Nesta e Thiago Silva, il confronto è davvero impietoso. Se la difesa non da sicurezza, i sogni di rimonta in campionato rischiano di rimanere tali. Voto 4.
Auguri di un felice Natale e di un buon inizio di 2013 a tutti i lettori!

lunedì 17 dicembre 2012

PAGELLARIO SERIE A: DICIASSETTESIMA GIORNATA

Immagine tratta da calcioshop.it
Siamo arrivati al penultimo turno di questo 2012, la serie A si avvia ad osservare il meritato riposo in vista delle festività natalizie (e noi con lei). Vediamo ancora una volta i migliori e i peggiori di questa diciassettesima giornata di campionato.
MIGLIORI
Miroslav Klose: Un rigore reclamato ma poco probabile, un'occasione clamorosamente sciupata a tu per tu con il portiere, e poi il guizzo che decide una partita. E' questa, in sintesi, la fotografia del match del centravanti della Lazio, che contro l'Inter sembra a lungo appannato e poco incisivo, ma al momento decisivo dimostra ancora una volta tutta la sua classe e si fa trovare pronto per regalare tre punti pesantissimi alla sua squadra. Attaccante di razza purissima, Miro è il punto fermo dell'attacco biancoceleste, l'uomo intorno a cui ruota tutto il resto della squadra, che mette corsa e fantasia al servizio dei suoi gol. Con buona pace dei vari Floccari, Kozak, Rocchi e Zarate, con lui in campo non c'è spazio per nessuno di loro, e se qualcuno ha parlato di un'eccessiva Klose-dipendenza per la squadra di Petkovic, di certo è una dipendenza che per ora vale un posto in Champions League. Voto 7.
David Pizarro: Torna in campo lui, e la Fiorentina ritrova la vittoria dopo tre partite, e soprattutto torna a mostrare a tutti lo splendido calcio con cui ha incantato in questa prima parte di stagione. Metronomo e uomo indispensabile in mezzo al campo per la squadra Viola, il cileno disegna geometrie perfette durante il match contro il Siena, meritandosi tanti applausi ad ogni tocco di palla. Un ritorno indimenticabile per lui, colpito da un grave dubbio famigliare (la perdita di una sorella) e accolto con grandissimo affetto da tifosi e compagni di squadra. A suggellare la partita, il rigore trasformato e le successive lacrime, oltre ad una meritata standing ovation alla sua uscita dal campo. Voto 7,5.
Ishak Belfodil: In assenza di Amauri, i tifosi del Parma possono dirsi contenti di aver trovato in questo giovanissimo attaccante franco-algerino il suo degno sostituto. Cresciuto nelle giovanili del Lione, e paragonato a tratti a Benzema per caratteristiche tecniche e struttura fisica, il ragazzo è considerato una buona promessa per il calcio francese, anche se finora non aveva lasciato tracce memorabili nel nostro campionato. Nessun gol lo scorso anno nella sua parentesi bolognese, quest'anno invece sta mostrando notevoli miglioramenti sotto la gestione di Donadoni. La partita contro il Cagliari ne è la prova: due gol realizzati, una gran giocata che da origine alla rete di Biabiany, e in sintesi un'ottima gara per lui. Ad appena vent'anni, ha tutto il potenziale per diventare un buon attaccante. Voto 8.
Daniele Portanova: Tornare in campo dopo quattro mesi di tribunali, processi e accuse, con la fascia di capitano al braccio, e realizzare il gol decisivo al San Paolo. Quella del difensore del Bologna è la seconda favola di giornata, anche se di certo non possiamo avvicinare la spinosa questione del calcioscommesse al dramma familiare di Pizarro. Al rientro da titolare dopo una lunga squalifica, l'esperto giocatore dimostra di non aver dimenticato il suo mestiere, e dopo essersi tolto di dosso un po' di ruggine sfodera una prestazione di grande sostanza. Buona la prova dietro a contenere Cavani e gli altri attaccanti del Napoli, decisivo il suo inserimento a pochi minuti dalla fine, quando di testa realizza il gol che regala tre punti alla formazione di Pioli. Un ritorno migliore non si poteva davvero immaginare. Voto 7.
PEGGIORI
Massimo Paci: Nella sua partita, pessima e decisamente sottotono, si può fotografare il pessimo momento del Siena, che dopo aver recuperato in fretta i punti di penalità sembra essersi arenato in maniera preoccupante. E' l'uomo di maggior esperienza nel reparto arretrato della squadra di Cosmi, eppure è quello che più di tutti va in difficoltà di fronte allo strapotere dell'attacco della Fiorentina. In ritardo nelle chiusure, si fa sistematicamente beffare da Luca Toni, che grazie a lui sembra quello dei 31 gol del 2006, e non contento procura un rigore più che evitabile, che gli costa anche l'espulsione. Brutta prestazione davvero, per lui e per tutta la retroguardia dei bianconeri di toscana, che stanno vivendo il periodo più difficile della loro stagione. Per ora ha pagato l'allenatore con l'esonero, vedremo se qualche giocatore lo seguirà nel mercato. Voto 4.
Elvis Abbruscato: Di solito, un grande attaccante si fa notare per la sua capacità di inquadrare la porta anche in situazioni difficili, a patto ovviamente che si tratti la porta avversaria, non la propria. La pessima gara del centravanti del Pescara è racchiusa proprio nel goffo colpo di testa con cui regala al Milan il raddoppio, infilando l'incolpevole Perin, ormai abituato a raccogliere palloni dal fondo della retina. In generale, l'attaccante non sta certo vivendo una grande stagione in Abruzzo, viste le sue difficoltà ad andare a segno e la scarsa qualità offensiva della squadra. Il guaio per i pescaresi è che anche il suo sostituto, Jonathas, è riuscito nella poco nobile impresa di infilare il suo stesso portiere. Se anche i tuoi centravanti segnano contro di te, davvero le speranze di salvezza si riducono al lumicino...Voto 4,5.
Jonathan Rossini: A dispetto del cognome illustre, dai piedi di questo difensore svizzero non arriva nessuna sinfonia, ma solo un paio di preoccupanti stonature. Titolare in questa stagione al fianco del più esperto Gastaldello, il suo rendimento è uno specchio piuttosto fedele della stagione altalenante che sta vivendo la Sampdoria: sicuro e molto affidabile nella prima parte dell'anno, in netta involuzione e continuamente in difficoltà nelle ultime partite. Contro il Catania, orfano del suo compagno di reparto e capitano, fatica in modo particolare, e si macchia di un paio di disattenzioni da brividi, soprattutto il liscio con cui regala a Castro il gol che chiude la partita. E' vero che Ferrara crede molto in lui e nei tantissimi giovani che compongono la sua rosa, ma c'è bisogno di una maggiore maturità, altrimenti la situazione in classifica potrebbe tornare a farsi preoccupante per i doriani. Voto 4,5.
Ciro Immobile: Parlando di attaccanti del Pescara in difficoltà, è inevitabile rivolgere un pensiero a quello che solo un anno fa, proprio in riva all'Adriatico, aveva vinto il titolo di capocannoniere della serie B, trascinando a suon di gol la squadra allora di Zeman. Dopo un buon esordio, la stagione di Ciro Immobile al Genoa si sta rivelando estremamente deludente, con poche luci e tantissime ombre, che l'hanno portato anche in panchina in qualcuna delle ultime partite. Anche nell'ultima sfida, contro il Torino, il giovane centravanti non ha vissuto una gran giornata, non sfruttando le pochissime occasioni a disposizione e venendo inevitabilmente sostituito prima della fine. Forse è disturbato dalle tante voci di mercato che lo accostano a diverse squadre, deve rimanere calmo e concentrato, perché ha tutto il potenziale per far bene anche in serie A. Voto 5.

martedì 11 dicembre 2012

PAGELLARIO SERIE A: SEDICESIMA GIORNATA

Immagine tratta da jbfl.blogspot.com
Le vacanze di Natale si avvicinano, e con loro la fine del girone di andata. Siamo arrivati alla sedicesima giornata di campionato, vediamo chi sono stati i migliori e i peggiori di questo turno.
MIGLIORI
Zdenek Zeman: Dopo alcune critiche a inizio stagione e qualche dubbio sulla reale efficacia del suo modulo, oltre alle grandi perplessità per il suo rapporto non proprio idilliaco con De Rossi, ora il tecnico boemo si sta prendendo ampiamente la sua rivincita. Il tempo degli esperimenti sembra finito, i ruoli dei titolari sono quasi tutti definiti, e soprattutto il gruppo sembra compatto nel seguire il credo calcistico di Zeman, che ha in Totti il suo primo e più accanito sostenitore. Dopo la sconfitta nel derby, i giallorossi hanno inanellato quattro vittorie consecutive, risalendo nelle zone alte della classifica, perfezionando la fase difensiva e soprattutto regalando momenti di ottimo calcio ai propri tifosi. L'ultima vittoria contro la Fiorentina dell'amato ex Montella è stata un vero e proprio inno al calcio, una partita con continui capovolgimenti di fronte, tanti gol ed emozioni. Come nello stile di Zeman, che adesso non ha intenzione di fermarsi. Voto 8.
Stefano Sorrentino: E' da anni ormai un punto di riferimento per la retroguardia del Chievo, che anche grazie alle sue straordinarie parate è riuscito a strappare spesso la salvezza senza grandi patemi. Figlio d'arte, con una buona esperienza nei campionati esteri e una particolare abilità nel parare i calci di rigore (l'anno scorso ne respinse quattro), Stefano ha scelto di restare a Verona nonostante le molte voci di mercato, una scelta di cuore. A inizio stagione non era sembrato perfetto in qualche occasione, ma nelle ultime partite il suo rendimento è tornato a crescere. A Cagliari gran merito della vittoria va alle sue parate: nel momento di massima difficoltà della sua squadra, con un paio di ottimi interventi ha salvato il risultato, permettendo poi ai suoi compagni di segnare e vincere. Con un estremo difensore così in forma, sarà certamente più facile per Corini e i suoi ragazzi compiere l'ennesima impresa e ottenere la salvezza. Voto 7,5.
Gonzalo Bergessio: C'è poco da fare, la sua presenza in campo cambia la fisionomia dell'attacco catanese. Senza di lui, la squadra ha mostrato notevoli difficoltà in fase realizzativa, e i suoi gol erano indispensabili per rialzare la testa dopo le due sconfitte consecutive nel derby contro il Palermo e in casa contro il Milan. Dopo aver già lasciato il segno con una doppietta contro il Cittadella in Coppa Italia, Gonzalo si è ripetuto anche a Siena, segnando i due gol che hanno ribaltato il risultato e regalato i tre punti alla sua squadra. Attaccante molto solido e tecnicamente ben dotato, Bergessio è il centravanti ideale per la formazione catanese, l'uomo giusto per finalizzare il lavoro del centrocampo e degli esterni. Montella, suo allenatore lo scorso anno, lo vorrebbe a Firenze, ma lui per il momento sta bene sotto l'Etna, dove spera di continuare a lasciare il segno a suon di gol. Voto 7,5.
Fredy Guarin: E' arrivato in Italia da quasi un anno, ma la sua prima stagione è stata piuttosto travagliata per un lungo infortunio, che l'ha fatto esordire solo nelle ultime partite. In estate, l'Inter ha creduto in lui e ne ha confermato l'acquisto dal Porto, e adesso Fredy sta facendo vedere che i soldi per lui sono stati spesi più che bene. Centrocampista fisicamente molto dotato, con una grande abilità negli inserimenti e un tiro molto potente, è un'arma tattica preziosa per mister Stramaccioni, sia che parta dalla panchina, sia che venga schierato come titolare. La vittoria contro il Napoli è in gran parte merito suo: splendido l'inserimento su schema da calcio d'angolo con cui ha segnato il vantaggio, ottima la giocata con assist per Milito in occasione del raddoppio. Elemento sempre più importante nel centrocampo dell'Inter, è un giocatore che sta crescendo sempre di più, e che può diventare una colonna di questa squadra, per il presente e per il futuro. Voto 8.
PEGGIORI
Ruben Olivera: In una partita che è stata un vero e proprio spot per il calcio, l'unica nota stonata arriva del centrocampista viola, schierato titolare per sostituire lo sfortunato Pizarro. Occasione sprecata dall'uruguaiano, che non solo gioca una partita sottotono, ma si macchia anche di un bruttissimo gesto: al ventesimo del primo tempo, dopo aver commesso un duro fallo su Pjanic, pesta volontariamente il polpaccio dell'avversario. Il suo comportamento scatena una piccola rissa, ma l'arbitro non si accorge del fattaccio e gli da solo il cartellino giallo, permettendogli di terminare almeno il primo tempo, poi ci pensa Montella a sostituirlo. Oggi presumibilmente arriverà la squalifica del giudice sportivo, che tende a non lasciare impunite simili azioni, così il giocatore avrà modo di riflettere sulla sua pessima condotta. Voto 4.
Jean Francois Gillet: Non è sicuramente il periodo migliore per il portiere belga del Torino, che già nel derby contro la Juventus aveva mostrato qualche incertezza, anche se poi non aveva avuto particolari colpe sul risultato finale. Contro il Milan, invece, parte delle responsabilità della sconfitta ricade soprattutto sulle sue spalle. Non è perfetto sul tiro-cross da cui nasce il gol del vantaggio di Nocerino, fa ancora peggio quando si lascia sfuggire un pallone innocuo e lo regala a El Shaarawy per la rete che chiude definitivamente la gara. Voluto da Ventura che già lo aveva allenato al Bari, fino a questo momento Gillet si era comportato bene, ma nelle ultime giornate è apparso molto insicuro e impreciso, e una squadra che lotta per arrivare alla salvezza ha bisogno di un portiere sempre affidabile. Da ritrovare al più presto. Voto 4,5.
Christian Maggio: Ma che fine ha fatto il calciatore che fino a un anno fa arava la fascia destra, sfornava assist preziosi per i compagni e con i suoi inserimenti metteva in crisi le difese avversarie? L'annata dell'esterno difensivo del Napoli e della Nazionale non sta andando molto bene, Maggio non ha reso come suo solito in questo inizio di stagione, e la sua assenza sulla fascia destra si fa sentire. Contro l'Inter ha responsabilità su entrambi i gol, chiudendo in ritardo su Guarin prima e poi facendosi saltare con facilità da Pereira nell'azione che porta al raddoppio, ma soprattutto si divora letteralmente il gol del pari, appoggiando di fatto la palla ad Handanovic da ottima posizione. L'anno scorso a San Siro aveva mandato in crisi la difesa nerazzurra, stavolta è stato lui ad uscire con le ossa rotte da questa sfida. Voto 4.
Nicola Pozzi: L'attacco della Sampdoria è stato letteralmente martoriato dagli infortuni in questo inizio di campionato, con il solo Icardi che sta sostenendo nelle ultime gare il peso offensivo della squadra. Il suo rientro contro l'Udinese è sembrato un'ottima notizia, ma il giocatore ha dimostrato di essere ancora molto lontano dalla sua forma migliore. In un tempo, non riesce quasi mai a rendersi pericoloso, e soprattutto ha la grave responsabilità di fallire il rigore che avrebbe potuto riaprire la partita. L'anno scorso la sua presenza in squadra era stata fondamentale, con i suoi venti gol complessivi tra campionato e playoff aveva trascinato la Samp all'immediata promozione dopo un solo anno di serie B. La squadra di Ferrara si aspetta molto di più da lui, soprattutto ora che Maxi Lopez ed Eder sono infortunati. Voto 4,5.

lunedì 3 dicembre 2012

PAGELLARIO SERIE A: QUINDICESIMA GIORNATA

Immagine tratta da laprovinciadivarese.it
Torna, dopo una settimana di assenza, la nostra rubrica dedicata ai giocatori che si sono messi in luce in positivo e in negativo in ogni turno di serie A. Vediamo chi sono i migliori e i peggiori di questo quindicesimo turno di campionato.
MIGLIORI
Claudio Marchisio: Aveva detto di sentire questa partita in modo particolare, lui che è nato e cresciuto a Torino ed ha da sempre indossato i colori bianconeri. Un gol nel derby gli mancava, ne aveva segnati nelle giovanili e in primavera ma mai in serie A. Sabato sera si è tolto anche questa soddisfazione, sbloccando la gara di testa con uno dei suoi inserimenti e chiudendola con un perfetto sinistro a incrociare. Dopo alcune prove un po' opache e sottotono, il Principino si riprende d'autorità il palcoscenico, dimostrandosi di gran lunga il migliore nel centrocampo juventino e non facendo pesare la brutta giornata di Pirlo. Fondamentale in mezzo al campo, leader del presente e del futuro bianconero, se torna quello della scorsa stagione tutta la squadra avrà una marcia in più, in campionato e nelle coppe. Voto 8.
Gokhan Inler: Si era presentato lo scorso anno con una maschera da leone e grandi aspettative, ma non sempre le sue prestazioni in campo avevano convinto il pubblico di Napoli e il tecnico Mazzarri. Il regista svizzero di origine turca si è lentamente guadagnato la fiducia di tutti, e soprattutto in questa seconda stagione è diventato un intoccabile nel centrocampo partenopeo. La gara contro il Pescara è stata un esempio delle grandi qualità, tecniche e fisiche, di questo giocatore: corsa e recuperi tutta la partita, ottima gestione dei tempi di gioco, e due gol con altrettante bordate da fuori area, uno più bello dell'altro. Se il suo regista mantiene questo livello di gioco, il Napoli può davvero sognare quello scudetto tanto desiderato e atteso dai tempi di Maradona. Voto 7,5.
Alberto Paloschi: All'esordio in serie A con il Milan nel 2008, ci aveva messo una manciata di secondi a trovare il gol, e tutti avevano previsto un luminoso futuro per questo attaccante, che a molti ricordava per caratteristiche e senso del gol un certo Pippo Inzaghi. Gli infortuni e alcune annate poco positive hanno rallentato notevolmente la sua carriera e non gli hanno permesso di giocare con regolarità ad alti livelli. Con il Chievo sta cercando di ritrovare un posto da titolare in attacco e la continuità sotto porta, e le ultime prestazioni in questo senso sono state incoraggianti. In casa del Genoa ha realizzato la sua prima tripletta in serie A, mettendo in mostra tutto il suo repertorio e regalando tre punti preziosissimi alla sua squadra. A ventidue anni è ancora considerato una promessa, se fisico e fiducia lo sostengono può diventare un bomber interessante nel campionato italiano. Voto 8.
Simone Perrotta: Destro è stato sicuramente decisivo nella vittoria della Roma a Siena con la sua doppietta, ma noi vogliamo premiare un simbolo della squadra, uno dei pochi superstiti del gruppo che con Spalletti e Ranieri ha sfiorato almeno due volte lo scudetto. Non più titolare inamovibile nella squadra giallorossa, in calo di prestazioni negli ultimi anni, Perrotta si è adattato al ruolo di riserva, pronto ad entrare e dare una mano quando viene chiamato in causa. Il gol segnato a Siena è stato decisivo per indirizzare definitivamente la gara, e dare continuità alla serie positiva della squadra di Zeman, lanciata nella sua rincorsa alla Champions League. E in questa rincorsa, due grandi vecchi come lui e Totti possono essere fondamentali per guidare e motivare un gruppo pieno di giovani e nuovi arrivati. Voto 7.
PEGGIORI
Kamil Glik: Questo derby della Mole resterà certamente nella memoria come quello della sua folle espulsione, che ha decisamente indirizzato una gara che sembrava incerta e combattuta. Il robusto difensore polacco si era distinto spesso per essere un marcatore arcigno, talvolta un po' duro e deciso nei suoi interventi, ma comunque corretto. Contro la Juve però, dopo un buon inizio di partita, si è macchiato di un errore gravissimo, con un'entrata killer su Giaccherini, per di più a metà campo, che gli è costata l'espulsione e ha inevitabilmente condizionato la gara del Toro. La foga agonistica e la grinta c'entrano poco con interventi del genere, falli del genere possono anche rovinare una carriera, e meritano di essere sanzionati con punizioni pesanti. Speriamo che impari presto la lezione. Voto 4.
Gli striscioni offensivi: La scorsa settimana erano stati i "tifosi" del Milan a scatenare le polemiche con uno striscione di pessimo gusto su Pessotto, sabato sera i bianconeri non sono stati da meno con un riferimento a dir poco fuori posto e immotivato al Grande Torino, scomparso in un tragico disastro aereo. Questi sono solo gli ultimi due casi in cui lo sfottò e la provocazione sportiva vengono confusi con ignoranza, cattivo gusto e assenza di rispetto per avversari e amanti dello sport. Il rispetto, appunto, una delle componenti fondamentali del calcio e dello sport in genere, un valore che troppe volte viene messo in secondo piano. E' ora che la Lega e le società intervengano in modo deciso contro questa gentaglia, che infliggano punizioni esemplari e applichino maggiori controlli, perché scene del genere sono indegni del mondo sportivo, e un pessimo esempio per tutti. Voto 2.
Mario Sampirisi: In una difesa, quella genoana, che già in altre occasioni ha ricevuto citazioni in negativo nella nostra rubrica, oggi spicca per demeriti questo ragazzo del '92, che nonostante la giovane età sta giocando con grande continuità in questa stagione. Considerato una buona promessa, non solo per la squadra del Grifone ma anche per la Nazionale azzurra del futuro, ha alternato prestazioni molto positive ad altre decisamente meno convincenti, in cui la sua inesperienza è apparsa piuttosto palese. L'ultima gara contro il Chievo rientra proprio in questa categoria: sempre incerto e in ritardo, ha provocato il rigore del vantaggio ospite e sbagliato il fuorigioco sul successivo raddoppio dei veronesi. Bisogna essere pazienti con lui, è giovane e può ancora crescere molto, anche se il momento difficile del Genoa non concede molto tempo e altri errori. Voto 4,5.
Santiago Garcia: Appena sei mesi fa, in quella stessa porta, il difensore argentino che all'epoca giocava nel Novara si era tolto la soddisfazione di segnare il suo primo gol in serie A, tra l'altro contro un avversario di prestigio come il Milan. Ieri, nella sfida del suo Palermo contro l'Inter, Garcia è andato ancora a segno, ma questa volta non ricorderà certo con piacere la rete, visto che l'ha realizzata nella porta sbagliata. E dire che fino a quel momento si era reso protagonista di una buona partita, insieme a tutti i suoi compagni, imbrigliando la manovra della squadra di Stramaccioni e concedendo pochissime occasioni. Poi, su un cross innocuo da destra, ha realizzato il clamoroso autogol che ha deciso la sfida con un intervento goffo e per nulla necessario. Peccato per la squadra e per lui, che dopo un errore simile finisce inevitabilmente tra i cattivi della settimana. Voto 4.

martedì 20 novembre 2012

PAGELLARIO SERIE A: TREDICESIMA GIORNATA

Immagine tratta da it.wikipedia.org
Giornata di serie A estremamente allungata con il posticipo del lunedì, così anche il nostro pagellario arriva con un giorno di ritardo. Vediamo chi sono stati i migliori e i peggiori di questo tredicesimo turno di andata.
I MIGLIORI
Federico Marchetti: Vedendo le sue splendide parate in quel di Torino, qualcuno deve aver pensato che questo portiere abbia qualche stimolo particolare quando affronta la Juve. Già una volta, nel lontano 2007, Marchetti aveva giocato una gara splendida contro i bianconeri: si era in serie B, lui militava nell'Albinoleffe, e con i suoi interventi portò i suoi ad un incredibile 1-1. Poi sono arrivati il Cagliari, la Nazionale, e dopo un anno di inattività forzata è arrivata la Lazio, con cui sta cercando di tornare uno dei migliori portieri italiani, anche se la concorrenza non manca. Se i biancocelesti hanno strappato un punto da Torino lo devono anche a lui e alle sue parate, su tutte l'incredibile riflesso sulla deviazione ravvicinata di Quagliarella. Con un po' di continuità in più, anche l'azzurro potrebbe tornare realtà per lui. Voto 8.
Stephan El Shaarawy: Non è la prima volta che facciamo il suo nome nella nostra rubrica, a volte pensiamo quasi di essere ripetitivi, ma diteci voi come si fa a non mettere questo ragazzo stabilmente tra i top viste le sue prestazioni e i suoi numeri. Dopo un inizio in sordina, il piccolo Faraone si è letteralmente trasformato in uomo-simbolo e baluardo di questo Milan in piena rifondazione e in cerca di una nuova identità. Al di là della doppietta di sabato sera a Napoli, colpiscono la grinta e la determinazione con cui ha giocato dopo il doppio vantaggio dei partenopei, guidando di fatto i compagni al pareggio. Con dieci reti già all'attivo, è primo nella classifica marcatori pur non essendo una vera prima punta, e viaggia ad una media gol addirittura migliore di quella di un certo Ibrahimovic. Dopo Massaro, forse il Milan ha trovato il nuovo Provvidenza. Voto 8,5.
Vincenzo Montella: Nelle scorse settimane abbiamo più volte elogiato vari giocatori della Fiorentina, questa volta ci sentiamo di rivolgere il nostro applauso al suo splendido condottiero. L'ex Aeroplanino si sta dimostrando davvero un ottimo tecnico, che ama far giocare alle sue squadre un gioco aggressivo e molto tecnico, oltre che vincente. Dopo Catania, ora anche a Firenze Montella sta facendo cose egregie: con l'Atalanta è arrivata la quinta vittoria consecutiva per la sua Viola, che ora è nelle zone alte della classifica e potrebbe iniziare a sognare in grande. Certo, gli interpreti sono di alto livello, e ancora più bravi sono stati gli operatori di mercato che li hanno portati in Toscana, ma neanche l'orchestra migliore suona grandi sinfonie senza un degno direttore d'orchestra. E Vincenzo sta davvero dimostrando di esserlo. Voto 9.
Marco Sau: Il Cagliari ha sempre amato creare i suoi campioni in casa, come dimostra il vivaio composto esclusivamente da ragazzi sardi. Dopo aver fatto bene prima in Lega Pro a Foggia e poi in serie B nella Juve Stabia, questo giovane attaccante è tornato a casa con grandissime aspettative da parte di tutto l'ambiente. L'inizio è stato un po' altalenante, visto anche il cammino accidentato del Cagliari, ma con l'arrivo della coppia Pulga-Lopez tutta la squadra si è trasformata, e anche Sau ha iniziato a far vedere i suoi numeri migliori. A San Siro contro l'Inter ha realizzato una doppietta da vero attaccante, consentendo ai sardi di tornare a casa con un punto più che meritato, al di là delle polemiche. Tantissimi, non solo in Sardegna, vedono in lui un futuro campione, sarà la storia a dirci se avranno avuto ragione. Voto 8.
I PEGGIORI
Christian Abbiati: Se un giovane come El Shaarawy è una delle sorprese più liete in casa Milan, è uno dei "vecchi" e più esperti a rappresentare una delusione in questa stagione. Dopo alcuni anni di alto livello, il portiere rossonero sta collezionando più incertezze che parate di alto livello, e questo è un problema per i suoi visto quanto sia delicato il suo ruolo nell'economia di una partita. A Napoli si è letteralmente addormentato sul tiro di Inler, per nulla irresistibile, e poi è intervenuto goffamente nel raddoppio a Insigne, lasciandosi passare il pallone tra le gambe. Anche Galliani, che è sempre stato un suo grande estimatore, l'ha mandato a quel paese dalla tribuna senza mezzi termini. Per tornare in alto, il Milan ha bisogno di tornare solido in fase difensiva, e di ritrovare il vero Abbiati, non la brutta copia che si è vista fino ad ora. Voto 4,5.
Massimo Donati: Sulla disastrosa partita dei rosanero a Bologna pesa senza dubbio la pessima giornata di uno dei giocatori più tecnici della squadra siciliana, che per una volta fa la differenza in negativo per i suoi. Reinventato da Gasperini in questo nuovo ruolo di centrale nella difesa a 3, l'esperto centrocampista aveva già dimostrato di non essere del tutto a suo agio in questa nuova posizione, anche se le ultime partite erano sembrate confortanti. Con il Bologna invece ha fatto solo danni: marcatura blanda su Gilardino che si inventa il primo gol, fallo di mano inspiegabile che causa il rigore del raddoppio, retropassaggio lento che costringe Ujkani al fallo da rigore e all'espulsione. A quel punto, forse impietosito, Gasperini lo toglie dal campo e gli risparmia ulteriori disastri. Davvero un pesce fuor d'acqua. Voto 4.
Ante Vukusic: Quest'estate, quando ancora giocava nell'Hajduk Spalato, si era presentato al calcio italiano con giocate interessanti e un gol a San Siro contro l'Inter. A Pescara hanno subito puntato su di lui per cercare di rinforzare un attacco orfano di Insigne, Immobile e Sansovini e centrare una difficile salvezza, ma finora le prestazioni del giovane croato non sono state all'altezza delle premesse. La sua partita a Siena è stato lo specchio perfetto della squadra di Stroppa: molle, svogliata, quasi mai pericolosa e concreta. Non si è visto praticamente mai, l'unica fiammata gli ha consentito di procurarsi un rigore, ma ha sciupato tutto calciando debolmente e facendosi parare il tiro da Pegolo. Rischia di essere una delle tante, troppe scommesse perse del Pescara di questa stagione. Voto 4,5.
Cesare Bovo: Ma che fine ha fatto il bel difensore che, appena un paio di anni fa, giocava con grande sicurezza e precisione a Palermo e si era addirittura conquistato la convocazione in azzurro con Prandelli? E' vero che per via degli infortuni ha visto più volte la tribuna che il campo da gioco, ma questo non può giustificare le prestazioni sempre meno convincenti di questo giocatore con la maglia del Genoa. Impiegato sempre meno e spesso contestato dai suoi tifosi per il suo scarso rendimento, Bovo probabilmente si è giocato la permanenza nella città ligure dopo il derby contro la Sampdoria di domenica sera; il suo goffo autogol ha rappresentato il momento più basso di un pessimo primo tempo, che lo ha visto spesso in affanno. Del Neri lo lascia negli spogliatoi durante l'intervallo, e difficilmente lo rimetterà in campo nelle prossime partite dopo una prestazione del genere. Voto 4.

lunedì 12 novembre 2012

PAGELLARIO SERIE A: DODICESIMA GIORNATA

Immagine tratta da affarando.it
Siamo arrivati alla dodicesima giornata di serie A 2012-13, e non poteva mancare il nostro appuntamento con la rubrica che premia i migliori e i peggiori del giorno. Vediamo chi abbiamo scelto per quest'occasione.
MIGLIORI
Fabio Quagliarella: Il suo pezzo forte sono sempre stati i gol difficili, in acrobazia, e l'esperto attaccante napoletano se n'è ricordato anche a Pescara, dove ha fatto vedere tutta la sua qualità. Ottima partita per Quagliarella, che sfrutta l'occasione da titolare per mettere a segno una tripletta, a cui aggiunge anche l'assist per Giovinco e l'intervento, comunque decisivo, sulla rete di Asamoah. Spettacolare in particolare la terza e ultima rete, una fantastica sforbiciata in spazi davvero ristretti, un pezzo di bravura assoluto che ha strappato applausi a tutto lo stadio. Dopo la scorsa stagione tribolata e un inizio d'anno con poca considerazione, il bomber ha riguadagnato fiducia personale e nelle scelte di Conte, che lo considera un ottimo partner per l'inamovibile Vucinic. Se continua a segnare con questi ritmi, sarà difficile rimandarlo in panchina. Voto 8,5.
Paulo Dybala: Quando in molti facevano notare al presidente Zamparini l'assenza di qualità nella sua squadra, lui rispondeva: "Abbiamo Dybala!" Arrivato con grandi aspettative dalla serie B argentina, questo ragazzo nemmeno diciannovenne aveva avuto poco spazio finora e sembrava faticare ad abituarsi al calcio italiano. Ieri, l'assenza di Miccoli gli ha consentito di indossare la maglia da titolare contro la Sampdoria, e lui ha risposto alla grande: una doppietta, almeno altre due occasioni importanti mancate e tante giocate interessanti. Con una buona gestione e l'appoggio di giocatori esperti come Miccoli e Brienza può crescere tanto e diventare l'ennesima grande scoperta di Zamparini e dei suoi esperti di mercato. Voto 8.
Borja Valero: L'avevamo già elogiato in precedenza, e non possiamo far altro che tornare a tessere le lodi di questo centrocampista spagnolo, arrivato in Italia un po' in sordina ma che si sta dimostrando un valore aggiunto per la Fiorentina di Montella. L'ex giocatore del Villarreal sta diventando un punto fermo nella linea mediana della viola, non solo per la grinta e la determinazione con cui lotta su ogni pallone, ma anche e soprattutto per le indubbie qualità di palleggio e di gioco. Straripante a livello fisico, Valero ha dato un'altra dimostrazione di forza nella sfida di San Siro contro il Milan, dominando il centrocampo e realizzando un gol che è un misto di tecnica, determinazione e lucidità. Se la Fiorentina sogna un piazzamento importante in questo campionato lo deve anche a lui. Voto 7,5.
Gabriele Angella: Per una volta, l'eroe in casa Udinese non è il solito Totò Di Natale, ma questo giovane difensore di appena ventitre anni, che per un giorno si traveste da bomber e realizza addirittura una doppietta. Cresciuto nel fertile vivaio dell'Empoli, finora aveva trovato pochissimo spazio in due stagioni di serie A, e anche quest'anno le occasioni di mettersi in mostra erano state poche per lui. Titolare contro il Chievo per le assenze di Domizzi e Benatia, ieri Angella ha giocato bene in difesa, ma è stato decisivo soprattutto in attacco, segnando le due reti che hanno permesso ai suoi di portare a casa un punto prezioso. Bellissima anche la dedica finale ad un amico speciale: lo sfortunato Morosini, scomparso tragicamente nemmeno un anno fa. Davvero una domenica perfetta per lui. Voto 7,5.
PEGGIORI
Giovanni Stroppa: Serata estremamente negativa per l'ex fantasista e pupillo di Zeman, che con il suo Pescara incassa un pesante 1-6 in casa contro la Juventus. La differenza di valori tra le due squadre si conosceva, ma un passivo così duro deve sicuramente far riflettere qualcuno, in primis il tecnico degli abruzzesi, che sta cercando ancora il modulo e gli uomini giusti per arrivare alla salvezza. La difesa a 3 ha lasciato molti dubbi, rivelandosi un handicap più che un vantaggio, e uomini tecnici come Weiss e Caprari avrebbero forse meritato più spazio. Ma Stroppa deve lavorare soprattutto sul carattere dei suoi ragazzi, apparsi molli e troppo fragili mentalmente per cercare di competere con i bianconeri. Senza un po' di grinta e di voglia di lottare, la salvezza sarà davvero un'impresa. Voto 4.
Alexandre Pato: In settimana tutti l'avevano dato per rinato, dopo il gol realizzato contro il Malaga, accompagnato da una prestazione piuttosto confortante. Tutti al Milan aspettavano la sfida contro la Fiorentina per avere altre risposte positive dal Papero, a secco di gol in campionato da quasi un anno. Lui però ha tradito le attese, disputando una partita estremamente negativa e mostrando ancora una volta i preoccupanti limiti degli ultimi tempi. Pochi spunti, pochissime giocate tentate, grinta sotto i tacchi, e a completare l'opera un rigore sparato malamente in curva. Inevitabile la sostituzione durante l'intervallo, e inevitabile continuare a chiedersi che fine abbia fatto il promettente attaccante su cui si fondavano le speranze di rinascita rossonere. Voto 4.
Mauro Goicoechea-Ivan Piris: Meritano una citazione negativa ex-aequo i due giocatori della Roma, assolutamente decisivi in negativo in questo derby della capitale. Il giovane portiere, titolare per l'infortunio di Stekelenburg ma in netta ascesa nelle preferenze di Zeman, regala a Candreva il pareggio con un intervento goffo e grossolano, non giustificabile solo con la pioggia. Il terzino destro paraguaiano fa un deciso passo indietro dopo le ultime partite ben giocate, fornendo di fatto l'assist a Mauri sul terzo gol della Lazio, e mostrando in generale parecchi limiti in fase difensiva. La fase difensiva è sempre stata un problema per le squadre di Zeman, ma in questo caso è difficile dare colpe al boemo. I due giocatori sono molto giovani e alla prima esperienza in Europa, devono ancora maturare molto per diventare protagonisti nella nostra serie A. Voto 4,5 per entrambi. 
Daniele De Rossi: Nella storia di questo derby è giusto riservare un capitolo a parte per il campione giallorosso, che diventa uno dei protagonisti della partita ma non lo fa certamente nel modo che sperava. Rispetto ai suoi compagni di squadra, lui disputa una buona partita nel primo tempo, e sembra deciso a sfruttare al massimo l'opportunità da titolare che Zeman gli concede. Poi, proprio nel recupero del primo tempo, Capitan Futuro si macchia di un gesto bruttissimo, colpendo Mauri con un pugno e meritandosi una sacrosanta espulsione. Un comportamento simile non è degno di un giocatore del suo livello, nessuna giustificazione regge di fronte a un'azione che c'entra poco con lo sport. L'esclusione dalla Nazionale e una lunga squalifica potrebbero giovare a De Rossi per ritrovare la tranquillità e lasciarsi alle spalle questa brutta domenica. Voto 3.

lunedì 5 novembre 2012

PAGELLARIO SERIE A: UNDICESIMA GIORNATA

Immagine tratta da ecodellosport.it
Torna dopo alcune settimane di assenza la nostra rubrica sui migliori e i peggiori in campo di ogni singola giornata di campionato. Vediamo chi sono i personaggi scelti in questa undicesima, interessantissima giornata.
I MIGLIORI
Riccardo Montolivo: Nella roboante vittoria che potrebbe segnare la fine della crisi milanista e l'inizio di una stagione diversa c'è sicuramente il suo zampino. Coinvolto insieme ai compagni dall'inizio di campionato disastroso e poco convincente, sta diventando sempre più un giocatore fondamentale nella nuova creatura di Mister Allegri. Tanti mediani in campo non hanno sortito gli effetti sperati, c'era bisogno di più fantasia a centrocampo, e lui si sta rivelando importantissimo in questo. E poi nelle ultime due gare ha messo a segno gol pesanti, prima quello che ha avviato la rimonta a Palermo, poi questo che ha definitivamente indirizzato la sfida con il Chievo. Sicuro nelle giocate, cercato dai compagni, è il giocatore giusto per orchestrare la manovra della squadra e mettere in movimento l'attacco rossonero, che si sta lentamente riscoprendo con il nuovo modulo. Lui ed El Shaarawy possono essere i giocatori decisivi per capire che ne sarà di questa tribolata stagione milanista. Voto 7,5.
Andrea Stramaccioni: In campo il migliore è stato probabilmente Milito, ma non si può negare che il merito della grande vittoria interista a Torino è tutto del suo tecnico. Criticato a inizio anno per la mancanza di gioco e per alcuni risultati negativi, soprattutto in casa, sabato Strama ha dimostrato a tutti di non essere uno di quegli allenatori giovani che hanno ottenuto una panchina prestigiosa per moda o per raccomandazione. E' innegabile che se questa squadra, che solo un anno fa navigava in zona retrocessione, oggi può sognare in grande, il merito è suo, delle sue idee e della fiducia che ha ridato al gruppo storico e ai nuovi arrivati. Aveva promesso di non accontentarsi del pari, l'ha dimostrato schierando tre punte in campo e mettendo spesso in difficoltà la Juve con pressione e gioco veloce. Forse non è il nuovo Mourinho, ma di certo rispetto ai successori del portoghese è quello che più di tutti sta riscuotendo il favore della squadra e risvegliando l'entusiasmo dei tifosi. Chapeau. Voto 9.
Alejandro Gomez: Se in estate era seguito da tante grandi squadre un motivo ci dev'essere. Il folletto rossoblu continua a far vedere partite di grande qualità e sostanza, dimostrandosi anche piuttosto continuo sotto porta. Contro la Lazio è semplicemente immarcabile per tutti, scappa via agli avversari con irrisoria facilità, segna due gol e propizia il quarto e ultimo con il perfetto assist a Barrientos. Dopo i fasti dello scorso anno con Montella, il Catania continua a dimostrarsi un'ottima squadra, con una buona organizzazione di gioco e alcuni giocatori che sanno fare la differenza. Il Papu Gomez è sicuramente uno di questi, è cresciuto tantissimo in queste tre stagioni in Italia e su di lui sono fondate le speranze per un'altra grande stagione degli etnei. Poi magari arriverà la chiamata di una squadra importante, e sarebbe qualcosa di pienamente meritato. Voto 8.
Francesco Totti: La Roma di Zeman aveva bisogno di una scossa per tornare ad ambire a qualcosa d'importante, e la prima risposta importante è arrivata proprio dal capitano. Dopo aver difeso sempre il tecnico dalle critiche, ha dato l'esempio in campo con una grande prestazione, spronando i compagni a reagire e a ritrovare qualità e gioco. Contro il Palermo ha dimostrato una volta di più di essere in una condizione fisica eccellente, come non lo si vedeva da molti anni ormai: corsa continua a tutto campo, grinta e un dialogo splendido con i compagni d'attacco Lamela e Osvaldo. Il gol realizzato inoltre lo porta a quota 219 reti, una in più dell'indimenticabile Meazza e a poche lunghezze da Nordahl, secondo nella classifica di tutti i tempi della Serie A. Un'altra gemma in una carriera invidiabile. Voto 8.
I PEGGIORI
Fabiano Preti: Come sempre, non c'è Juve-Inter senza polemiche, e anche se il risultato finale ha un po' smorzato i toni, non si possono cancellare alcune sviste clamorose in favore dei padroni di casa nel primo tempo. A sbagliare è questo giovane guardalinee, considerato da molti una promessa nel suo ruolo, ma che a Torino incappa in una serata decisamente negativa. Dopo appena venti secondi, non vede il nettissimo fuorigioco di Asamoah nell'azione che da il vantaggio alla Juventus, poi non aiuta l'arbitro restando in silenzio su un fallo duro di Lichtsteiner, già ammonito, a pochi passi da lui, infine sbaglia almeno un altro paio di fuorigioco, in particolare uno segnalato a Giovinco e del tutto inesistente. Dopo Maggiani, adesso è toccato a lui finire sulla graticola, e per fortuna l'Inter ha vinto salvandolo parzialmente dalla pubblica umiliazione. Torniamo a ripeterlo: piuttosto che mettere in campo 4 o 6 uomini, non sarebbe meglio la moviola in queste situazioni? Voto 3.
Stephan Lichtsteiner: La sua partita contro l'Inter dura soltanto 36 minuti, ma sarebbe stata anche più breve se Tagliavento e Preti non fossero stati magnanimi con lui. Nervoso e impacciato, forse non al meglio della sua condizione fisica, fatica a dialogare con i compagni del reparto avanzato, vanificando alcune ghiotte occasione di contropiede. Soprattutto, non è in grado di gestire energia e lucidità nel modo giusto, visto che si fa ammonire per un contrasto con Cambiasso e, pochi minuti dopo, stende Palacio con un intervento duro e inutile. Graziato dall'arbitro, viene sostituito subito da Alessio, che preferisce giocarsi un cambio piuttosto che rischiare di rimanere con un uomo in meno. In involuzione rispetto all'anno scorso e all'inizio di stagione, nonostante il turnover con cui è stato gestito finora, fatica a ritrovare condizione e spunto migliore. Serve il vero Lichtsteiner per tornare a volare anche sulle fasce. Voto 4,5.
Salvatore Aronica: Chissà cosa gli è passato per la testa quando, all'ultimo minuto della gara contro il Torino, ha letteralmente regalato a Sansone il pallone che è valso il pareggio definitivo. Pupillo di mister Mazzarri, che l'aveva già avuto nella sua Reggina dei miracoli e che poi se l'è portato anche a Napoli, nelle scorse stagioni aveva spesso ricoperto il ruolo di titolare, anche per via delle assenze e degli infortuni delle sue alternative, su tutti Britos. Con l'arrivo di Gamberini e per alcune prestazioni poco convincenti, si è dovuto adattare al ruolo di riserva, pronto a rispondere presente quando veniva chiamato in causa dall'allenatore. Ieri è subentrato a Dossena per coprire maggiormente la fascia, ma ha clamorosamente disatteso i compiti e anzi il suo errore è costato due punti preziosi ai partenopei. Difficilmente rivedrà il campo senza la giusta concentrazione. Voto 4.
Le genovesi: Per una domenica, il calcio unisce nello sconforto e nella tristezza le due anime di una città. A Genova dopo questo inizio di stagione non ride più nessuno, anzi qualcuno comincia a fare gli scongiuri e a temere il peggio. Il Genoa continua a balbettare, a Siena subisce una sconfitta che complica ulteriormente le cose, la terza in altrettante gare per il nuovo mister Delneri, e resta nei bassifondi della classifica. Non sta meglio la Samp di Ferrara, che con l'Atalanta perde addirittura la sesta gara consecutiva e dall'entusiasmo iniziale passa alla rabbia e allo sconforto. Un sottile filo unisce le due acerrime rivali: pochissimo gioco, tanta fragilità nel reparto arretrato, riserve non all'altezza dei titolari, attacchi abulici. Tra due partite ci sarà il derby, che ora più che mai potrebbe rivelarsi già decisivo per l'una o per l'altra squadra. Al momento, di certo, nessuna delle due può dirsi tranquilla. Voto 4.

lunedì 8 ottobre 2012

PAGELLARIO SERIE A: SETTIMA GIORNATA

Immagine tratta da vivoazzurro.it
Settimo appuntamento con la nostra rubrica sui migliori e i peggiori in ogni giornata della serie A. Vediamo chi sono i prescelti in quest'occasione.
I MIGLIORI
Erik Lamela: Le bizze tra l'allenatore e Osvaldo lasciano all'argentino una maglia da titolare, e lui si fa trovare pronto con una bella prestazione, coronata dal gol che porta in vantaggio i giallorossi. Lo scorso anno era arrivato a Roma con grandissime aspettative ed un futuro che sembrava roseo, me le cose non sono andate nel modo migliore finora. Pochi lampi, prestazioni spesso altalenanti che a inizio anno l'hanno relegato in panchina, con il tridente titolare formato da Destro, Osvaldo e Totti. Ora il Coco ha ottenuto più spazio da Zeman, e sta cercando di conquistarsi tutta la sua fiducia con partite finalmente all'altezza del suo talento. Contro l'Atalanta, oltre al gol, si è vista una grande abilità nel duettare con i compagni, soprattutto Totti e Destro, e una grande capacità nel far ripartire l'azione. Se mantiene questo livello, sarà difficile mandarlo ancora in panchina. Voto 7,5.
Miroslav Klose: Il suo digiuno di ben quattro gare cominciava a farsi preoccupante, anche perché era coinciso con il piccolo calo della Lazio. Ieri il panzer è tornato quello di sempre, un killer spietato sotto porta che sa toccare pochi palloni e trasformarli in gol. Complice una difesa del Pescara decisamente distratta e spaesata, lui si è divertito a fare il bello e il cattivo tempo, chiudendo in pratica la partita già nel primo tempo. Due reti per Klose, una di piede con un taglio perfetto negli spazi, e la seconda di testa, prendendo ottimamente il tempo alla difesa avversaria. Con lui e con Candreva, Hernanes e Ledesma in condizione, la Lazio di Petkovic resta nelle zone nobili della classifica, e può ambire seriamente ad un piazzamento importante nella corsa alla Champions. Voto 8.
Borja Valero: Il suo arrivo in Italia, durante il mercato estivo, non è stato molto pubblicizzato nonostante venisse dal Villarreal di Pepito Rossi che aveva stupito tutti arrivando in Champions League. Del suo talento, però, si è subito accorto Vincenzo Montella, che l'ha inserito immediatamente nella formazione titolare e non ha la minima intenzione di lasciarlo fuori. Lo spagnolo sta conquistando sempre più il popolo fiorentino con il suo impegno e la sua determinazione in mezzo al campo, oltre che con il suo indiscutibile talento. Prestazione sontuosa quella contro il Bologna, in cui non ha fatto rimpiangere l'assente Pizarro, aiutando molto in fase di impostazione e correndo per due a tutto campo. Insieme a Roncaglia è una delle sorprese più positive della squadra viola, che sta mettendo in mostra un ottimo gioco, soprattutto in casa, e può ambire legittimamente alle zone di vertice della classifica. Voto 7.
Walter Samuel: Tutti aspettavano i grandi attaccanti per decidere il derby, invece è stato determinante il solidissimo difensore argentino, che dopo un inizio di stagione difficile si sta riprendendo di prepotenza il ruolo da titolare e leader della difesa. Oltre al gol, decisivo per il risultato finale e per l'andamento della partita, Samuel si è confermato uno dei più in forma nel reparto arretrato dei nerazzurri, un "muro" come il suo soprannome. Si è aiutato qualche volta con il mestiere correndo dei rischi, ma alla fine ha guidato con sicurezza i giovani compagni Ranocchia e Jesus. Si è confermato anche un autentico talismano nei derby: con lui in campo, 10 vittorie su 10 nelle stracittadine in serie A, senza di lui 5 sconfitte su 5 per l'Inter. In una squadra che fa della solidità difensiva e delle ripartenze veloci il suo sistema di gioco, una roccia come lui può essere fondamentale. Voto 7,5.
I PEGGIORI
Sergio Romero: E' risaputo che in Argentina, se i talenti offensivi e gli uomini di qualità non mancano (vedi i vari Messi, Di Maria, Aguero, Tevez, Pastore), al contrario difensori e portieri di livello internazionale scarseggiano. La prova di questo è che il titolare tra i pali dell'albiceleste è Romero, portiere dalle prestazioni altalenanti e non sempre convincente. Contro il Chievo è stato il protagonista in negativo della partita, perché si è fatto sorprendere da una conclusione centrale e senza pretese di Di Michele, che di fatto è costata la sconfitta alla sua Samp. Grave errore quello dell'argentino, frutto probabilmente di un'eccessiva sicurezza, e che macchia una prestazione fino a quel momento buona, anche senza grandi squilli. La Sampdoria ha fondato buona parte dei suoi punti sulla solidità difensiva, ha bisogno di ritrovare presto il miglior Romero se vuole mantenere l'ottimo rendimento di queste prime giornate. Voto 4.
Christian Terlizzi: La settimana scorsa, a Cagliari, era stato un vero e proprio baluardo nella retroguardia del Pescara, dando sicurezza a tutto il reparto e riuscendo anche a segnare il gol che aveva sbloccato la gara.  Ieri invece ha vissuto una giornata a dir poco da incubo, coinvolgendo in questo anche i suoi compagni di reparto, che contro la Lazio non ne hanno indovinata una. Mal posizionato sul primo gol di Klose, fa peggio in seguito quando perde il tedesco in occasione dello 0-3 laziale. Dopo alcune partite che avevano fatto ben sperare i tifosi abruzzesi, una nuova batosta con tre reti di scarto, lo stesso che aveva tristemente caratterizzato le prime giornate del campionato. Il Pescara ha bisogno di un Terlizzi sempre ai massimi livelli, perché la sua esperienza è fondamentale per tenere in piedi una difesa inesperta e facilmente battibile. Voto 4,5.
Alessandro Rosina: Sentiva parecchio la sfida con la Juventus per via del suo passato come capitano e leader del Torino, ma la sua voglia di far bene non si è tradotta in una buona prestazione sul campo. Arrivato a Siena per dare qualità alla squadra e rilanciarsi dopo tante panchine e pochissime soddisfazioni a San Pietroburgo nello Zenit di Spalletti, il centrocampista finora non è riuscito a lasciare il segno nella stagione. Contro la capolista ha fallito alcune occasioni importanti in fase d'attacco, mancando il gol che avrebbe portato la sua squadra in vantaggio, e in generale non ha brillato per qualità e lucidità nelle giocate. Considerato un buon talento da giovane, ha ancora tempo per tornare su alti livelli, ma deve cambiare decisamente passo, a partire dalle prossime partite. Voto 5.
Christian Abbiati: Nella vittoriosa trasferta di Russia era stato a dir poco fondamentale, salvando a più riprese la squadra con le sue parate e dando sicurezza a tutto il reparto difensivo. Ieri nel derby è sceso in campo con la fascia di capitano e tante responsabilità sulle spalle, ma non è stato all'altezza delle aspettative di compagni e squadra. E' grave la sua incertezza sul gol partita di Samuel, quando abbozza l'uscita e poi rimane nella terra di nessuno, e ancora più grave il pallone regalato a Milito, che per poco non costa l'immediato 0-2. Non fa altri interventi nella gara fino al 90', con l'Inter tutta in difesa che non arriva mai dalle sue parti, ma gli errori iniziali macchiano inevitabilmente la sua prestazione. Una squadra in cerca di certezze ha bisogno di sicurezza e continuità soprattutto dai suoi leader, Abbiati è chiamato a riscattarsi il prima possibile. Voto 4,5.

lunedì 1 ottobre 2012

PAGELLARIO SERIE A: SESTA GIORNATA

Immagine tratta da notiziefresche.info
Siamo giunti alla sesta puntata di questo nostro pagellario sui migliori e i peggiori di ogni giornata della serie A 2012-13. Vediamo chi abbiamo scelto oggi.
I MIGLIORI
Claudio Marchisio: A Firenze, nel turno infrasettimanale, lui non era in campo, e possiamo dire che questa assenza si è notevolmente sentita. Non va a segno contro la Roma come un anno fa, ma lo meriterebbe vista la sua prestazione tutta corsa, geometria e qualità. Mette sempre in difficoltà i giallorossi con il suo movimento continuo e i suoi passaggi illuminanti per i compagni, solo la traversa nel primo tempo gli nega la gioia del gol. Pirlo e Vidal sono un po' fuori forma? Tranquilli, il Principino è sempre più in grado di caricarsi il centrocampo sulle spalle e fare la differenza. In tanti dicono che assomiglia sempre di più a quel Marco Tardelli campione del Mondo 1982 e leader del centrocampo bianconero per molti anni: il tempo e le partite ci diranno quanto sia azzardato questo paragone. Voto 7,5.
Alberto Gilardino: Si è detto più volte che Bologna è sempre stata un'ottima piazza per i grandi bomber a caccia di riscatto, come hanno dimostrato in passato Roberto Baggio, Giuseppe Signori e Marco Di Vaio. Le ottime prestazioni del Gila sembrano confermare questa teoria: con la doppietta di ieri al Catania arriva a quota 5 reti in campionato, una in meno di quelle segnate in tutto lo scorso anno. Con alle spalle l'ottima regia e la fantasia del capitano Diamanti, il bomber di Biella sembra aver ritrovato la fiducia dei vecchi tempi e vuole lasciarsi alle spalle le ultime brutte stagioni, con pochi alti e troppi bassi. A trent'anni appena compiuti il Gila sa di poter dare ancora molto al calcio italiano, anche in chiave azzurra: il Mondiale brasiliano è ancora lontano, lui ha tutto il tempo per riconquistarsi un posto in Nazionale. Voto 8.
Fabrizio Miccoli: Poche discussioni: questo Palermo senza il suo leader e capitano non è la stessa squadra. Se n'è accorto presto il nuovo allenatore rosanero, Gasperini, che dopo averlo mandato in panchina nelle prime due gare della sua gestione (perse), ieri gli ha ridato la maglia da titolare e le chiavi del gioco. Fabrizio ha risposto presente con una prestazione fantastica, coronata da una tripletta che ha mostrato tutte le sue doti di attaccante. A segno su punizione, con un'ottima azione personale e con un incredibile tiro da 40 metri, decisivo anche nell'azione che ha portato alla rete di Giorgi. Il Chievo ha provato in tutti i modi ad arginarlo, ma alla fine si è dovuto arrendere allo strapotere del bomber salentino, che è arrivato a 11 reti contro i veronesi, record personale. Se il Palermo vuole salvarsi farà bene a non togliere più Miccoli dall'undici titolare, altrimenti saranno dolori. Voto 9.
Antonio Cassano: Quest'oggi la Top Four del nostro pagellario premia solo giocatori italiani. Ultimo a meritare la citazione è il Pibe de Bari, Fantantonio, l'eterno ragazzino che fuori dal campo fa ancora discutere spesso e volentieri, ma sul prato verde è sempre più indiscutibile. Arrivato a trent'anni in quell'Inter che lui dice di tifare fin da bambino, Antonio si è subito imposto per la personalità e la voglia con cui è sceso in campo, e con la crescita della forma fisica sono sempre più in crescita anche le sue prestazioni. Contro la Fiorentina è arrivato il suo quarto gol in campionato, a coronare un inizio di stagione mai così positivo. L'assenza di Sneijder potrebbe rivelarsi paradossalmente un vantaggio per l'Inter: rispetto a lui, il barese si sta dimostrando molto più utile e concreto per la squadra e per il gioco che vuole Stramaccioni. Ora arriva il derby contro quel Milan che ha lasciato in estate tra mille polemiche, e siamo sicuri che Fantantonio vorrà fare una degna partita da ex. Voto 7,5.
I PEGGIORI
Zdenek Zeman: Nel calcio bastano poche partite per diventare, da idolo indiscusso della folla, capro espiatorio per tutti i mali della propria squadra. Tornato a Roma in estate dopo tredici anni con tante speranze, Zeman non è ancora riuscito a trovare il suo gioco e a trasmettere alla squadra quello che è il suo sistema di gioco. Dopo le prestazioni altalenanti e le rimonte subite contro Bologna e Sampdoria è arrivata la fragorosa batosta contro la Juventus, con tre gol subiti in appena venti minuti e una sensazione di completa impotenza. Dopo il miracolo a Pescara dello scorso anno, tanti cominciano a pensare che sia vero quanto si dice su Zeman: da spettacolo, fa crescere tantissimo i giovani, ma quando si tratta di vincere fallisce. Nelle prossime partite dovrà smentire queste critiche, anche perché pare che a Roma qualcuno abbia iniziato a rivalutare il tanto bistrattato Luis Enrique, il che è tutto dire...Voto 4.
Luca Rossettini: Giornata decisamente sfortunata per il ventisettenne difensore cagliaritano, protagonista in negativo nella sconfitta casalinga contro il Pescara. In pochi minuti ne ha combinata una peggio dell'altra: prima si è preso un giallo per un fallo evitabile al limite dell'area, poi sulla punizione successiva ha deviato in rete il pallone in coppia con un compagno, infine dopo un paio di minuti ha falciato Weiss prendendosi la seconda ammonizione e finendo anzitempo sotto la doccia. Davvero una domenica difficile per Rossettini, che ha inevitabilmente condizionato l'andamento della sfida con la sua sciocca espulsione, rendendo difficilissima la rimonta del Cagliari. E' arrivato in Sardegna per sostituire Canini, ceduto al Genoa in estate, ma finora lo sta facendo decisamente rimpiangere. Voto 4,5.
Carlos Matheu: Da un difensore ad un altro, che curiosamente aveva già giocato in serie A un paio di stagioni fa proprio con la maglia del Cagliari, che l'ha lasciato partire senza eccessivi rimpianti. Tornato nella nostra penisola quest'estate per andare a Bergamo e dare una mano alla squadra atalantina nella rincorsa all'ennesima salvezza, l'argentino finora non aveva mai trovato spazio, nonostante i numerosi infortuni che avevano colpito la retroguardia nerazzurra. Ieri ha avuto finalmente l'occasione di giocare dopo l'ennesimo problema fisico che ha messo fuori causa Manfredini, ma il suo ingresso in campo non ha giovato alla squadra, anzi. Con lui in difesa, i bergamaschi hanno preso quattro gol in pochi minuti, e lui con tutta la difesa è andato letteralmente in bambola, concedendo troppo spazio ai granata. Un ritorno in Italia, insomma, da dimenticare al più presto. Voto 4.
Domenico Di Carlo: Parlando di allenatori in difficoltà, si merita una citazione il tecnico del ChievoVerona, alla quarta stagione sulla panchina gialloblu dopo le tre concluse ottimamente con una tranquilla salvezza. Quest'anno però le cose non stanno andando come si sperava a Verona, visto che il Chievo dopo la vittoria all'esordio con il Bologna ha perso cinque partite consecutive, mostrando soprattutto lacune preoccupanti nel gioco e nella tenuta mentale. Molle e poco grintosa, la squadra di Di Carlo ha subito fino a questo momento tredici reti, con le quattro incassate ieri a Palermo, ed è andato a segno soltanto quattro volte: numeri davvero allarmanti per una formazione che è sempre stata solida in difesa e cinica in attacco. La classifica comincia a diventare preoccupante, ma preoccupano soprattutto la mancanza di un gioco e la pochezza offensiva della squadra veronese. Il tecnico dovrà trovare al più presto una soluzione, perché la sua panchina comincia ad essere piuttosto traballante. Voto 4,5.