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lunedì 9 luglio 2012

L' ACQUA CHETA CHE INSEGUE

Immagine tratta da f1granprix.motorionline.com e modificata su cartoonize.net
Ed ecco che quasi a metà stagione dei Mondiali di F1 e di MotoGp, troviamo all' inseguimento dei capoclassifica Fernando Alonso e Jorge Lorenzo, due personaggi che non ti aspetti.
Mark Webber e Dani Pedrosa. Classifica alla mano, entrambi sono al secondo posto, davanti ai loro ben più quotati compagni di box Vettel e Stoner.
Per loro niente proclami, niente frasi ad effetto, entrambi precari ed in scadenza di contratto, con i propri team principal che stanno ancora valutando se il rinnovo è la strada migliore.
Due anti-personaggi in due mondi già in carenza di personaggi di carattere.
Ma si pongono all' attenzione per la loro regolarità, linearità, che in questo periodo della stagione li sta premiando.
Mark Webber in Red Bull, dopo la delusione del 2010 in cui vide sfumare un Mondiale a causa delle ultime gare totalmente anonime, nel 2011 era da più parti indicato come sul viale del tramonto, una seconda guida designata.  Con l' onta di una vittoria regalata nell' ultima gara stagionale del 2011. Un buon paggetto per Sebastian Vettel, insomma.
Ma già dalle prime gare della stagione è riuscito ad avere una buona confidenza con la vettura e mettere le proprie Pirelli davanti a quelle del bi-campioncino cocco Red Bull.
A quasi 36 primavere, coglie il 2° successo stagionale, portandosi a 9 vittorie in carriera. Un bottino niente male. 
Quest' anno la sua regolarità è impressionante: 4°,4°,4°,4°,11°,1°,7°,4°,1°, sempre a punti tranne che a Barcellona.
E così anche Dani Pedrosa, che ieri al Sachsenring coglie il primo alloro stagionale, e supera in classifica Casey Stoner caduto nel rush finale. 
Vittoria numero 16 in MotoGp per il pupillo Hrc, che nelle ultime stagioni non è riuscito a lottare sino in fondo per il Mondiale a causa degli infortuni frequenti che minano il suo esile fisico.
Questa settima stagione dev' essere quella che convincerà Honda a puntare su di lui come prima guida nel 2013 al ritiro di Stoner. Sempre un pò promessa inespressa, lo spagnolo va ormai per i 27 anni, ed è ora che dia una svolta alla carriera.
Sul piatto anche lui una regolarità spaventosa: 2°,3°,3°,4°,2°,3°,2°,1°, solo a Le Mans non è salito sul podio.
Immagine tratta da sportmediaset.it e modificata su cartoonize.net
Dunque Webber e Pedrosa sono la classica acqua cheta che sta logorando le certezze mentali di Vettel e Stoner, loro compagni di team.
Basterà la regolarità a carburare una rincorsa al vertice della classifica iridata, con compagni di box super talentuosi pronti a prendersi lo scettro di sfidanti ufficiali alla corona alla prima occasione?
Vedremo, ma intanto i riflettori sono su di loro. Mark e Dani.

LA ROSSA E LA RED BULL

Immagine tratta da f1grandprix.motorionline.com e modificata su cartoonize.net

Fernando Alonso non riesce a vincere il Gp d'Inghilterra per soli 5 giri.
Infatti è al giro 47 dei 52 previsti che Mark Webber, dopo un recupero favorito dalla differente strategia dell' utilizzo delle gomme, supera l' asturiano e va a vincere la sua nona gara in carriera. E numeri alla mano rafforza il secondo posto nella graduatoria iridata portandosi a -13 dal ferrarista. Terzo in gara e terzo in classifica Sebastian Vettel, il candidato più credibile della Red Bull, nonostante il -29 che lo separa dal primo.
Il campionato, almeno da un paio di gare, si è delineato. 
C'è soddisfazione a Maranello per il notevole recupero da inizio stagione. 
Ma il contemporaneo inabissamento di McLaren e Mercedes, e la mancanza nel riuscire a cogliere il bersaglio grosso da parte della Lotus, velocissima in ogni gara e condizione, non è una così buona notizia come si sta strombazzando da più parti.
Ora c'è una gerarchia, la Red Bull è la più forte. In condizioni normali il sabato, le lattine probabilmente avrebbero monopolizzato la prima fila, e in gara Webber ha tenuto il passo di Alonso senza grandi difficoltà. Vettel è arrivato 3° ad un soffio, solamente perchè in partenza è rimasto imbottigliato nel trenino capeggiato da Schumacher.
Hanno un passo più veloce, gomme gialle blu o silver. E dopo la Red Bull c'è la Ferrari. Questo vuol dire che ora, potenzialmente, da qui a fine stagione, le lattine austriache, possono piazzare sempre due vetture nei primi tre/quattro.
Il segreto della forza della Red Bull ora è il passo, montando ogni tipo di pneumatico.
Ora la Ferrari è al livello della Lotus, complessivamente. Ma l' esperienza al muretto, fa in modo che la Ferrari, generalmente solo sulla vettura di Alonso, non sbagli nulla e prenda sempre le migliori decisioni nel momento perfetto. La Lotus invece no, muretto confuso, Grosjean che sportella una partenza su due, e così a fine gara le vetture più performanti sono spesso loro, ma non riescono mai a cogliere la vittoria.
La Mc Laren e la Mercedes son cadute in una crisi grigia, Button e Rosberg si sono spenti, Hamilton e Schumacher lottano finchè possono e tentano strategie alternative, ma senza guizzi da podio a meno di cataclismi (incidenti, safety car, gomme che si sciolgono).
Che i valori ora si siano chiariti è un' arma a doppio taglio per la Ferrari, perchè l' exploit di turno è stato quello che ha consentito ad Alonso di essere in testa al campionato.
Una Red Bull dominante, o una lotta ristretta a due squadre, con la Rossa un gradino sotto, non deve spingere a facili trionfalismi.
Il duello non è una bella notizia.

Pagelline: 1°Webber 9,5; 2°Alonso 9; 3°Vettel 7; 4°Massa 7,5; 5°Raikkonen 6; 6°Grosjean 6,5; 7°Schumacher 6,5; 8°Hamilton 6; 9°Senna 7; 10°Button 5; 11°Kobayashi 5; 12°Hulkenberg 6; 13°Vergne 6; 14°Ricciardo 5,5; 15°Rosberg 4,5; 16°Maldonado 5; 17°Kovalainen 6; 18°Glock 6; 19°Pic 6; 20°De la Rosa 6; 21°Karthikeyan 6; RIT.Di Resta 6; RIT.Perez 5; RIT.Petrov 6.