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lunedì 6 agosto 2012

PUNTO OLIMPICO N. 9

Immagine tratta da ibtimes.co.uk
Siamo arrivati alla nona giornata di questi Giochi Olimpici di Londra 2012, tante competizioni si sono concluse oggi e oltre metà del programma olimpico è stato svolto. Vediamo quali sono i personaggi che oggi si sono messi in evidenza in positivo e in negativo.
I MIGLIORI
Valeria Straneo (atletica): Un ottavo posto in una gara non vale sicuramente una medaglia, ma quando viene ottenuto a trentasei anni dopo una carriera da perfetta sconosciuta merita sicuramente una citazione. Madre di due bambini, laureata in lingue, la maratoneta di Alessandria ha vissuto un periodo non felicissimo nel 2010, quando ha subito l'asportazione della milza per una sferocistosi. Da allora però Valeria ha iniziato la sua incredibile storia, ha realizzato il primato italiano ad aprile 2012 nella maratona di Rotterdam e si è guadagnata un posto in queste Olimpiadi. Oggi contro le africane non c'era nulla da fare, lei ha disputato una gara giudiziosa e grintosa, prendendosi un meritato ottavo posto, prima delle azzurre. Le sue "compagne" hanno storto il naso alla sua presenza, accusandola di doping per le sostanze che assume come terapia post operatoria, lei non ha battuto ciglio ed è andata avanti per la sua strada, come sempre.
Andy Murray (tennis): Quella di oggi doveva essere la giornata della consacrazione di Roger Federer, è stato invece il momento di gloria per il tennista britannico, che quando perde è scozzese di nascita e quando vince è inglese di formazione. Un mese dopo la dura sconfitta contro il campione svizzero a Wimbledon, si è preso una grande rivincita sulla stessa superficie, dominando questa finale dall'inizio alla fine, non concedendo nemmeno un set all'avversario e prendendosi un oro che sa di storia. Accusato tante volte di essere un giocatore incompleto, incapace di gestire la pressione nei momenti che contano davvero, oggi ha fatto vedere a tutti che la sua definitiva maturazione, se non è ancora arrivata, è quanto meno molto prossima. Ora lo attendono gli U.S. Open per dimostrare che il brutto anatroccolo si è trasformato finalmente in un bel cigno.
La squadra maschile (scherma): Dopo le ragazze, applausi a scena aperta anche per la squadra maschile di fioretto, che era chiamata a dimostrare qualcosa dopo aver fallito nell'individuale e non si è fatta trovare impreparata. Un oro vinto con merito da Andrea Baldini, che riscatta l'Olimpiadi persa 4 anni fa per un presunto caso di doping, Andrea Cassarà, numero 1 del ranking mondiale di specialità non per caso, Giorgio Avola, chiamato in causa dopo essere partito riserva e dimostratosi prontissimo, e Valerio Aspromonte, che forse ha sentito un po' troppo la pressione nella gara d'esordio e ha assistito al trionfo da spettatore. Un successo importante per Stefano Cerioni, allenatore del fioretto maschile e femminile, che è stato la mente di questa grande spedizione, che ha fruttato all'Italia tre ori, un argento e un bronzo, più di un terzo delle medaglie vinte finora. Chapeau.
Usain Bolt (atletica): Il campione è in crisi, si diceva prima di questa finale. Il successo lo ha appagato, non è in forma, non sarà più l'atleta di Pechino. La squalifica ai Mondiali 2011 sembrava un segnale ulteriore che qualcosa si era rotto, che l'uomo più veloce del Mondo non era più imbattibile. Poi è partito lo sparo, e Usain Bolt è tornato quello di sempre, una freccia nera che vola più veloce del vento e nessuno riesce a raggiungere e tanto meno superare; 9.36, record olimpico e seconda prestazione mondiale di tutti i tempi con una temperatura bassa e poco favorevole, concorrenza spazzata via e secondo oro consecutivo nei 100 metri, unico a riuscirci insieme a Carl Lewis. L'americano però ci riuscì dopo la squalifica per doping di Ben Johnson, Bolt invece non ha avuto bisogno di alcun aiuto, ha fatto tutto da solo, e oggi come quattro anni fa le prime pagine mondiali sono tutte per lui.
I PEGGIORI
Roger Federer (tennis): Oggi sull'erba di Wimbledon tutti erano pronti a sentire la frase: "Game, set, match, history!" Il campione svizzero, sette volte vincitore sull'erba londinese, l'ultima proprio un mese fa, partiva con i favori del pronostico per vincere l'oro olimpico ed entrare nella leggenda. L'assenza del suo grande rivale Rafa Nadal e l'eliminazione in semifinale di Nole Djokovic sembravano averlo favorito, e tutti già parlavano del suo ennesimo successo. Invece Re Roger per una volta ha dovuto cedere lo scettro, complice una partita non all'altezza contro un avversario che, al contrario, si è esaltato e ha dato davvero il meglio di sé. Il match-maratona in semifinale contro Del Potro ha sicuramente influito, ma la sensazione è che oggi per Federer non ci fosse proprio nulla da fare. Peccato, questa era l'ultima occasione per lo svizzero per assicurarsi la medaglia d'oro olimpica, vista l'età non più verde e la concorrenza sempre più spietata dei giovani campioni emergenti.
Il Setterosa (pallanuoto): Otto anni fa la gioia per l'oro olimpico, oggi l'amarezza per un'eliminazione netta, senza grandi discussioni, anche se contro delle avversarie sicuramente molto forti e tra le candidate alla vittoria. Le azzurre ce l'hanno messa tutta, hanno provato a gettare il cuore oltre l'ostacolo e a regalare a tutti ancora una volta un sogno olimpico. Non c'è stato niente da fare, dopo una grande partenza le nostre hanno subito il ritorno delle americane e alla fine si sono arrese alla loro netta superiorità, dicendo addio ai sogni di medaglia. Oggi si poteva fare poco meglio, gli errori sono stati commessi in girone, con una sola vittoria contro le britanniche e due nette sconfitte contro russe e australiane che hanno compromesso il cammino del Setterosa. Dopo la vittoria agli Europei di quest'anno ci aspettavamo di più, urge continuare il rinnovamento e ripartire con maggiori certezze e più determinazione.
I giudici (tuffi): Chiariamolo subito, oggi la nostra Cagnotto non ha disputato la sua miglior gara di sempre, ha commesso alcuni piccoli errori che le hanno tolto punti preziosi per la corsa verso una medaglia. Detto questo, abbiamo delle enormi perplessità per quello che stanno facendo i giudici dei tuffi in queste Olimpiadi. Nella finale del trampolino 3 metri sincro, in tanti hanno criticato i punteggi assegnati alle atlete canadesi, non penalizzate a sufficienza nel loro ultimo tuffo nonostante un errore evidente, e alla fine terze davanti alle nostre Cagnotto e Dallapé per soli due punti. Oggi la storia si è tristemente ripetuta, con una beffa ancora più crudele: la nostra Tania ha perso il bronzo per appena venti centesimi di punto, con un ultimo tuffo semi perfetto che a detta di molti non ha ricevuto la giusta valutazione. Quattro anni di duro lavoro non possono essere decisi in modo tanto crudele per una decisione così arbitraria e personale, occorre cambiare qualcosa perché così, francamente, si rischia solo di far perdere credibilità ad una disciplina fantastica, che merita i migliori palcoscenici del Mondo.
Asafa Powell (atletica): Sicuramente non era lui l'uomo più atteso questa sera, e vista la concorrenza sempre più agguerrita degli ultimi anni era difficile pensare che il giamaicano avrebbe potuto competere per la vittoria finale. Detto questo, vedere il velocista quasi trentenne ancora una volta a terra dopo l'arrivo, con le lacrime agli occhi per la delusione, mette una certa tristezza. La sua carriera sembra quella di un eterno incompiuto: primatista del Mondo dei 100 metri dal 2005 al 2007, spesso ritenuto il favorito per la vittoria, ma mai in grado di piazzare la zampata giusta nel momento decisivo. Quinto ad Atene 2004 e Pechino 2008, due bronzi ai Mondiali 2007 e 2009, ha conquistato l'oro olimpico e mondiale solo nella staffetta 4x100, troppo poco per un atleta con il suo potenziale.Oggi è finito amaramente all'ultimo posto, penalizzato da un infortunio, ma era già abbondantemente fuori dalla lotta per le medaglie. Un modo davvero triste di concludere quella che molto probabilmente è stata la sua ultima Olimpiade.

martedì 31 luglio 2012

PUNTO OLIMPICO N. 4

Immagine tratta da fullwist.net
Eccoci al nostro ormai consueto appuntamento con i Giochi Olimpici di Londra 2012. Vediamo chi sono stati i migliori e i peggiori di questa quarta, amara giornata di gare.
I MIGLIORI
Nasser Al-Attiyah (tiro a volo): Merita una citazione questo atleta polivalente che viene dal lontano Qatar. Giunto alla sua quinta Olimpiade, e dopo aver avuto anche l'onore di essere portabandiera a Pechino 2008, si toglie la soddisfazione di vincere finalmente una medaglia con il bronzo nello Skeet. Non sembra un cecchino se si giudica il modo in cui trema la sua carabina durante ogni tiro, ma le apparenze possono ingannare, e infatti il qatariota si dimostra freddo a sufficienza nello spareggio contro il russo Shomin, centrando tutti i piattelli e ottenendo il gradino più basso del podio. La sua carriera però non si ferma al tiro a volo: l'altra sua grande passione sono i rally, e anche lì i risultati importanti non sono mancati, visto il successo al Rally Dakar appena un anno fa. Quello che si dice essere polivalenti...
Alaaeldin Abdouelkassem (scherma): Alzi la mano chi, all'inizio degli incontri di oggi, avrebbe puntato un centesimo su questo giovanissimo fiorettista egiziano come protagonista del torneo. Una scalata a dir poco improbabile, una serie di vittorie del tutto non pronosticate e non pronosticabili, compresa quella sul nostro Andrea Cassarà ai quarti, fino a sfiorare il sogno nella finale, persa con onore contro il cinese Lei. Forse è un po' grezzo come stile, e non ha proprio il fisico del grande schermidore, ma alla fine il risultato è quello che conta e per questo ragazzo oggi ci sono solo applausi. Primo africano a disputare una finale olimpica nella scherma, in Egitto probabilmente è già diventato un eroe nazionale dopo questo argento. Insomma, una di quelle storie incredibili, belle, quasi impossibili, che solo un grande evento come le Olimpiadi possono regalare.
Ye Shiwen (nuoto): Parlando di giovani promesse e baby sorprese del nuoto, non si può non citare questa ragazzina cinese, che ad appena sedici anni ha stupito il Mondo. Pochi giorni fa, ha lasciato tutti a bocca aperta imponendosi nei 400 metri misti con un tempo stratosferico, che ha cancellato il precedente record del Mondo in quella distanza. Oggi si è confermata, vincendo l'oro nei 200 misti con un'altra grande prestazione e diventando di fatto uno dei personaggi di questa Olimpiade. Su di lei si sono sprecati fiumi e fiumi d'inchiostro, soprattutto dopo che gli americani hanno sollevato alcuni dubbi sui suoi tempi a dir poco esagerati e hanno ipotizzato il ricorso addirittura al doping genetico. La Ye non si è lasciata distrarre da tutte queste voci, ha mantenuto la lucidità necessaria e in vasca ha zittito tutti i critici, dimostrando che il carattere non le manca di certo.
Michael Phelps (nuoto): Vista l'età media dei suoi rivali più agguerriti in vasca, con i suoi 27 anni bisognerebbe quasi considerarlo un veterano del nuoto. Autentico cannibale e uomo-copertina quattro anni fa a Pechino con le sue 8 medaglie d'oro, in queste Olimpiadi non stava facendo grandi cose: sconfitto da Lochte e fuori dal podio nei 200 stile, secondo nella staffetta 4x100 stile dietro la Francia, oggi battuto in volata dal sudafricano Le Clos nei 200 farfalla. Poi, nell'ultima gara di giornata, è arrivato il guizzo del campione, che gli è valso l'oro nella staffetta 4x200 stile e un posto d'onore nella storia. Con questa vittoria diventa l'atleta con il maggior numero di medaglie olimpiche nella storia: 19, di cui ben 15 d'oro. Un record straordinario, che cancella in parte le delusioni degli ultimi tempi e lo consacra come uno dei più grandi nuotatori di sempre. Ed è anche un messaggio per i suoi giovani rivali: il re non vuole abdicare, almeno non così facilmente.
I PEGGIORI
Filippo Magnini (nuoto): Due giorni fa la sfuriata contro i compagni di squadra dopo la qualificazione alla finale di staffetta conquistata all'ultimo respiro, oggi le critiche e le polemiche per una prestazione che non fa felice nessuno, lui in primis. Re Magno non è più lui, dopo la vittoria agli Europei che aveva illuso tutti è arrivato un desolante diciannovesimo posto nelle batterie dei 100 stile, in quella che è sempre stata la sua gara. I 30 anni compiuti possono incidere di certo nelle prestazioni del pesarese, che si confronta con avversari sempre più giovani e affamati di successi, ma dal capitano della squadra di nuoto azzurro ci si aspetta sempre di più. Soprattutto, non sono piaciute le accuse contro tutto e tutti per la preparazione atletica, che forse è stata sbagliata. I panni sporchi bisognerebbe sempre lavarli in famiglia, e un atleta così esperto dovrebbe saperlo bene.
Squadra russa (ginnastica artistica): Sia chiaro, vincere la medaglia d'oro contro la temibile e fortissima formazione statunitense era un'impresa più che difficile per chiunque, e in queste condizioni si può parlare a ragione di un argento vinto. Bisogna anche dire, però, che le giovani atlete russe sono state in gara per tutta la competizione, rispondendo colpo su colpo alle prestazioni delle americane e dando anche l'impressione di poter fare il miracolo. Tutto vanificato nell'ultimo esercizio, il corpo libero, quando prima la Grishina e poi la Afanaseva hanno commesso degli errori che, seppur poco penalizzati dalla giuria, hanno cancellato i sogni d'oro delle russe. Il loro pianto, al momento del verdetto finale, la dice lunga su quanto la vittoria fosse, come mai prima d'ora, alla loro portata.
Fioretto maschile (scherma): Per un po' abbiamo sperato che i nostri portacolori potessero eguagliare la tripletta delle loro colleghe. Sogno svanito troppo presto, che anzi si è tramutato in un incubo con il passare delle ore. Prima l'eliminazione di Valerio Aspromonte e di Andrea Cassarà, rispettivamente numeri 2 e 1 al Mondo nella specialità, nei quarti, poi la doppia sconfitta di Andrea Baldini, che ha perso sia la semifinale sia la finale per il bronzo. Una grande delusione per la scherma azzurra, che sperava di rimpinguare il suo medagliere e invece si ritrova con un pugno di mosche in mano. La stanchezza per i match ravvicinati ha inciso di certo, ma non si può imputare a questo la sconfitta dei nostri contro avversari che apparivano decisamente alla portata. Speriamo che la prova a squadre rimetta a posto le cose.
Federica Pellegrini (nuoto): Spiace inserire per la seconda volta quella che è la nostra indiscussa regina del nuoto tra i peggiori di giornata. Ci aspettavamo una reazione d'orgoglio e di grinta dopo i 400 stile conclusi al quinto posto, sognavamo una vittoria in quella che è da sempre la sua gara, i 200 stile. Forse ci siamo illusi, abbiamo dimenticato che nello sport niente si ottiene per caso, che il talento non basta quando la forma fisica e la testa non girano a dovere. Per Federica è arrivato un altro amarissimo quinto posto, e questo fa male davvero, perché ci toglie una grossa speranza di vittoria e ridimensiona un po' le nostre pretese di essere una grande potenza del nuoto. La scarsa forma mostrata da quasi tutti gli atleti in vasca può essere un alibi, ma certo non ci si può attaccare solo a questo, e anche gli attacchi alla vita privata della Pellegrini e del suo fidanzato Magnini sono solo chiacchiere inutili. Ora forse si prenderà un anno di pausa, speriamo che serva per farla tornare la campionessa che conosciamo.