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lunedì 24 settembre 2012

PAGELLARIO SERIE A: QUARTA GIORNATA

Immagine tratta da goal.com
Dopo il grande spettacolo della Champions League e dell'Europa League, torna il campionato di Serie A, e con lui il nostro pagellario sui migliori e i peggiori di ogni giornata. Vediamo chi abbiamo scelto in questo quarto turno.
I MIGLIORI
Fabio Quagliarella: Passare in pochi giorni da quinta punta della rosa ad attaccante titolare e decisivo della squadra: è proprio quello che è successo al centravanti della Juventus, che dopo il gol al Chelsea si è ripetuto sabato con la doppietta che ha steso il Chievo. Dato per partente in estate, poco considerato da Conte e Carrera, teoricamente chiuso dai vari Giovinco, Vucinic e Matri e dal nuovo arrivato Bendtner, Fabio alla fine è rimasto a Torino e ha deciso di giocarsi le sue carte sul campo. Chiamato in causa, ha risposto a modo suo, ovvero con due gol da campione, tanto movimento e una presenza costante in fase d'attacco, il che sicuramente gli ha fatto guadagnare punti nelle gerarchie della squadra. Chissà che il top player tanto cercato dalla Juve, alla fine, non possa essere proprio lui...Voto 8.
Ivan Pelizzoli: Essere chiamato in causa all'improvviso e diventare il protagonista della giornata con una sola parata, ma decisiva. Il rigore neutralizzato nella trasferta del Pescara a Bologna, oltre a regalare il primo punto del torneo agli abruzzesi, riporta tra i protagonisti una ex promessa del calcio italiano, considerato a inizio carriera un portiere molto promettente. Poi, per Pelizzoli era iniziato un lento ma inesorabile declino, che ormai l'aveva trasformato in una riserva d'esperienza, utile più a scaldare la panchina che a compiere parate in campo. Oggi ha avuto la sua grande chance e l'ha sfruttata, entrando a freddo dopo l'espulsione del collega Perin e respingendo il tiro dal dischetto di Diamanti. Nella prossima partita sarà ancora titolare, e chissà che un'altra buona prestazione non gli possa valere una conferma tra i pali anche per il resto della stagione. Voto 7,5.
Mathias Ranegie: Quando è stato acquistato dall'Udinese, nelle ultime ore del mercato estivo, in tanti hanno pensato a lui come ad uno dei tanti stranieri semisconosciuti che arrivano in serie A, giocano un paio di spezzoni di partita e vengono presto rispediti a casa, senza lasciare traccia. Invece questo ragazzo svedese di origine guadalupense ha dimostrato di poter essere un buon attaccante anche in Italia, dopo il buon numero di reti realizzate in patria nelle ultime stagioni. Non più giovanissimo visti i suoi ventotto anni compiuti, Ranegie è esploso piuttosto tardi come realizzatore, ma in questa settimana ha fatto vedere le sue qualità e si è candidato a giocarsi un ruolo da titolare con le altre punte della rosa. Ieri contro il Milan ha realizzato un gol da opportunista e si è procurato il rigore che ha deciso la sfida, meritandosi gli applausi del Friuli. Qualcuno ha azzardato un paragone piuttosto improbabile con il suo illustre connazionale Ibrahimovic, a lui va già bene non essere avvicinato a Goitom, un altro svedese che non ha lasciato un gran ricordo dalle parti di Udine. Voto 7,5.
Gianluca Pegolo: Parlando di portieri che sembravano avviati ad una brillante carriera ma non sono mai esplosi davvero, merita senza dubbio una citazione l'estremo difensore del Siena. Considerato una grande promessa quando era a Verona, questo portiere sembrava aver perso l'occasione dopo tanti anni trascorsi in serie B senza mai compiere il vero salto di qualità. In Toscana era arrivato per fare la riserva, ma il buon girone di ritorno disputato lo scorso anno gli è valso una maglia da titolare in questa stagione, e lui sta rispondendo bene. Ieri a San Siro ha letteralmente stregato gli attaccanti dell'Inter, compiendo alcune parate importantissime e decisive per la vittoria della sua squadra. La strada per la salvezza è ancora durissima, anche a causa della penalizzazione per il calcio-scommesse, ma Pegolo e il Siena hanno dimostrato di esserci e di voler lottare fino alla fine. Voto 8.
I PEGGIORI
Stevan Jovetic: Per una volta, dopo un inizio di stagione scoppiettante e in grande spolvero, il giovane talento montenegrino finisce dietro la lavagna dei cattivi. A Parma è scesa in campo la brutta copia del talento viola, che in tutta la partita non è mai riuscito a lasciare il segno con una giocata degna di nota. Per di più, sul suo giudizio pesa l'errore commesso dal dischetto, quando si è fatto respingere da Mirante il rigore che avrebbe di certo chiuso la partita, tirando male e senza la giusta convinzione. Risultato: in pieno recupero il Parma ha trovato il pareggio e ha tolto due punti che sembravano ormai certi alla Fiorentina. Una giornata storta può capitare a tutti, martedì ci sarà la grande sfida contro la Juventus per reagire subito e dimostrare che questa squadra ha i numeri e il talento per essere la vera rivelazione di questa stagione. Voto 4,5.
Massimo Cellino: Per una volta, siamo costretti a dare un brutto voto al protagonista di una partita che non è stata nemmeno disputata. La querelle del presidente del Cagliari con la Federcalcio sta diventando una vicenda grottesca, a tratti ridicola, visto che il problema dello stadio nel capoluogo sardo è una questione che già da molti anni andava risolta. Dopo l'ennesimo intervento della Prefettura, che obbligava i sardi a disputare la loro seconda partita casalinga consecutiva a porte chiuse, Cellino ha deciso di rifiutarsi di obbedire,  invitando i tifosi di casa a recarsi ugualmente allo stadio. Così, lo stesso Prefetto si è visto costretto a rinviare la sfida per evitare disordini, e adesso il Cagliari rischia anche la sconfitta a tavolino e una penalizzazione. Capiamo la rabbia di Cellino per questa situazione paradossale, ma sfidare la FIGC in questo modo e prendere tanto alla leggera la sicurezza delle persone ci sembra una mossa davvero sconsiderata. Speriamo che per la prossima sfida interna con il Pescara tutto sia finalmente a posto. Voto 3.
Kamil Glik: Domenica a dir poco difficile per il roccioso difensore polacco del Toro, che probabilmente cercherà di dimenticarsi della sfida contro la Sampdoria al più presto. Sarà stato l'orario insolito della partita, disputata alle dodici e mezza, sarà stata semplicemente una giornata storta, fatto sta che il povero Kamil non ne ha indovinata neanche una. Nel primo tempo ha perso un banalissimo pallone mentre era ultimo uomo, e solo una prodezza del portiere Gillet ha impedito il peggio. Nella ripresa poi, con la squadra in vantaggio, Glik ha pensato bene di stendere in area Eder e provocare il rigore del pareggio avversario. Insomma, una partita davvero insufficiente per lui, che già normalmente fatica a mettersi in mostra visto che gioca in coppia con un fenomeno come Ogbonna. Mercoledì a Torino arriverà l'Udinese, e tutti sperano che il polacco non ripeta la prestazione di ieri. Voto 5.
Le due milanesi: Vedere le due tifoserie che esultavano più per i gol di Udinese e Siena che per la prestazione delle rispettive squadre fa un po' tristezza. Abituata a dominare il calcio negli ultimi anni, prima con i nerazzurri e recentemente con i rossoneri, quest'anno Milano rischia davvero di rimanere a bocca asciutta. Due squadre con problemi piuttosto evidenti e con tanti dubbi ancora irrisolti: quella di Stramaccioni  cerca il modulo e gli uomini giusti e un po' di concretezza in più sotto porta, quella di Allegri ha bisogno di nuove idee e grinta per non far rimpiangere le partenze illustri dell'estate e restare grande. Una brutta domenica per entrambe le squadre meneghine, e non basta parlare di "maledizione San Siro" o di cattiva sorte per nascondere la realtà dei fatti: servono tempo e lavoro per rendere nuovamente competitive queste due formazioni, così diverse eppure così uguali in questi momenti di difficoltà. Insomma, come ha fatto giustamente notare qualcuno, se Atene piange Sparta di certo non ride. Voto 4.

mercoledì 4 aprile 2012

COM'E' TRI(e)STE CAGLIARI...



E' di queste ultime ore la notizia della guerra mossa dal comune di Cagliari, e in particolare dal suo primo cittadino Massimo Zedda, al presidentissimo del Cagliari Massimo Cellino.
Ricapitoliamo i fatti, per avere una visione più chiara della situazione.
L' impianto Sant' Elia è stato approntato nell' estate del 1970, a seguito dell' unica vittoria dello Scudetto da parte di Gigi Riva e soci, e costò al comune di Cagliari 1,9 miliardi delle vecchie lire, un quarto dei quali coperti dal Credito Sportivo rilasciato dal CONI.
Poteva contenere circa 60 mila posti a sedere e 70 mila contando anche quelli in piedi.
A meno di vent'anni dalla sua costruzione, fu ristrutturato per Italia '90. I lavori durarono 2 anni, costarono molto più del preventivato, circa 24 miliardi di lire, e subì il ridimensionamento della sua capienza iniziale ad un terzo, arrivando a contenere circa 40 mila spettatori.
I problemi gravi iniziano nel 2002, con il Cagliari in Serie B, con il niet della Lega Calcio all' agibilità a causa di crolli possibili nei settori dei distinti e delle curve.
La società, con il consenso del Comune che strinse un patto di 11 anni con Cellino, investì a tempo di record 3 milioni di euro per la costruzione di tribune posticce in tubi Innocenti, che tuttora sono a ridosso delle porte dello stadio, al fine di mettere in sicurezza le curve e avvicinare il pubblico al campo, diminuendo la distanza dovuta al campo d' atletica.
In quel periodo i rossoblù migrarono a Tempio Pausania per alcune partite.
La capienza si ridusse ulteriormente a 23mila posti, e il presidente del Cagliari iniziò a cullare il sogno di costruire uno stadio di proprietà.
E' datato addirittura 2007 il primo progetto dello stadio, 25mila posti a sedere, pannelli solari, spazi esterni per jogging, beach tennis e volley, ristoranti, negozi e museo della squadra.
I lavori dovevano iniziare nel 2009 e terminare nell' agosto 2010, interamente a carico della società. E qui parte il braccio di ferro con il Comune del capoluogo sardo, che non trova un' area da destinare alla nuova casa della squadra.
Dapprima Cellino strizzò l' occhio ad Assemini (dove si allena la squadra), poi Quartu Sant' Elena ed infine Elmas, alla ricerca di terreni edificabili.
Compra ad Elmas nel 2010 i terreni prescelti, ma il progetto approvato dal Comune, è bloccato dall' Enac, la società aeroportuale, poichè troppo vicino al piano espansionistico previsto dello scalo aeroportuale.
E nel 2012, notizia recente, arriva la dichiarazione di inagibilità della Lega Calcio, per colpa della fatiscenza della struttura, e il Cagliari è costretto a giocare in uno scenario surreale, con i settori dei Distinti e della Curva Sud chiusi. La capienza scende a 14mila, sotto il minimo richiesto dalla Lega di 20mila, per cui la società è costretta a chiedere una deroga, e successivamente, a traslocare a Trieste per le ultime gare di questa stagione, per evitare di incorrere in penalizzazioni.
Preso atto del trasloco, il sindaco di Cagliari, Zedda, decide di presentare in Lega la richiesta del pignoramento di 2,5 milioni di euro dai diritti televisivi spettanti al sodalizio rossoblù, come rimborso dei canoni d' affitto in arretrato che Cellino deve al Comune. Ribadendo che il presidente del Cagliari non potrà ricevere gratis l' area del Sant' Elia.
Intanto il Coni boccia lo stadio ad Elmas, indicando nel motivo principe di rifiuto, la non ottimale vista dalla tribuna principale e per le telecamere principali.
Cellino viene iscritto nel registro degli indagati per abuso d' ufficio e tentata estorsione per l' acquisto dei terreni dello stadio.
Insomma, quel che pare chiaro è che ognuno cerchi di tirar l' acqua al suo mulino: il Comune, cercando di impedire l' esodo fuori città della squadra, ma nel contempo ricavando qualcosa dalla cessione dei terreni atti alla costruzione, e il Cagliari, nel cercare testardamente la costruzione di questo nuovo stadio, esasperando al massimo la questione della fatiscenza del Sant' Elia.
Tirando le somme, non è altro che la riproposizione del classico tran-tran italiano in salsa sarda, dove le istituzioni sono indecise e sono nient'altro che colossi burocratici lenti ed ingombranti, e gli imprenditori recitano il ruolo dei classici furbetti che farebbero di tutto pur di andare incontro ai loro interessi e realizzare i loro progetti.

mercoledì 28 marzo 2012

TU SEI TROPPO INTELLETTUALE PER ME


http://controcampo.sportmediaset.it/wpmu/2012/03/28/e-sempre-lora-dei-ricchi-scemi/#more-2458

Ed ecco che in una tranquilla mattina di fine marzo, mi imbatto in un articolo del signor Maurizio Pistocchi (trovate quassù il link).
Il moviolista ed opinionista di Sport Mediaset, scrive un editoriale sul sito della sua redazione, apostrofando brillantemente i presidenti calcistici come ricchi e scemi.
E fa di più, va sul personale e sullo specifico, ascrivendo in questa categoria una sorta di podio: Zamparini primo, Cellino secondo e Moratti terzo.
Zamparini è simpaticamente bollato come estemporaneo e superficiale, Cellino viene descritto erede di una fortuna, che è riuscito ad incrementare grazie ad abilità e qualche problema giudiziario, ed è descritto come esagerato e sgradevole, Moratti invece, pur indicato anche lui come erede di una grande fortuna, viene descritto come sperperatore di 1,5 miliardi di euro. Il patron nerazzurro è ondivago e Pistocchi costruisce i giudizi sul si dice. Si dice che abbia già ingaggiato Villas-Boas, si narra che scelga i giocatori di notte con il figlio maggiore, e che un calciatore entrato nel suo studio per una rescissione ne sia uscito con un triennale, si dice che voglia mollare.
Giudizi taglienti, dati dall' alto di un uomo che pare non aver rispetto dei personaggi che in fin dei conti, son grandi protagonisti dello spettacolo che gli dà da mangiare.
Pur potendo condividere a grandissime linee le critiche a questi tre presidentissimi, è assolutamente eccessivo andare sul personale, lasciandosi andare ad offese gratuite,e affidandosi a ciò che si è sentito dire, specie in un sito molto seguito come quello di Sport Mediaset.
Un Pistocchi che, andando a ritroso, non riesce a non essere sempre sgradevole ed estremo, ricordiamo che si prese un querela da Moggi, accusato dei fallimenti del Torino e del Napoli, dello scandalo coca di Maradona, della strana concomitanza tra le sue militanze laziali e toriniste e gli scandali calcioscommesse e prostitute degli anni 90.
Ma non si ferma qui, bolla Krasic con la simpatica frase non razzista "Credevo fosse serio, invece è solo serbo".
Si dice che due indizi facciano una prova, ma Pistocchi dissemina indizi un pò ovunque, come la lite con Mourinho per l' esultanza dello Special One in Siena-Inter al gol di Maicon.
Ora non sappiamo quanto sia ricco Pistocchi, ma come dice nel suo pezzo, quella definizione è ancora attuale, certo, ma prima di riferirla agli altri, avrebbe fatto bene a valutare la fattibilità di indirizzarla dapprima a sè stesso.


P.s.  mi sento di concludere apostrofando il Pistocchi come fece Mourinho durante la famosa lite su Mediaset, "Pistocchi, tu sei troppo intellettuale per me"!