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sabato 1 novembre 2014

F1 DIARY - 17, AUSTIN, QUALIFICHE

Immagine tratta da fia.com
Dopo tre settimane di sosta, torna la F1. Rush finale di tre Gp per assegnare il Mondiale piloti 2014. A meno di cataclismi la tappa di Austin e quella di Interlagos serviranno per tenere caldo lo show in vista della lotteria a doppi punti di Abu Dhabi, in programma il prossimo 23 novembre. I punti che dividono Hamilton e Rosberg sono 17 a favore dell'inglese. Ma negli Stati Uniti è stato il buon Nico a fare la voce grossa e prendersi la pole numero 9 della stagione, in barba alle dichiarazioni da schiacciasassi di Lewis.
Il biondino ha fatto tutto bene e i quasi 4 decimi rifilati al compagno di box sono un bel gancio nell'ottica delle botte da darsi in gara.
Per gli altri spiccioli e bricioline.
Le Williams sono la seconda forza del campionato, Bottas e Massa si contenderanno il podio. Gioisce Alonso, dato che la McLaren da due Gran Premi ha ormai raggiunto il livello (basso) di competitività della Ferrari. Quando svelerà il segreto di Pulcinella della sua firma con la scuderia di Woking, potrà dire di ripartire dallo stesso livello della Rossa più amata d'Italia.
Clamorose le prestazioni in qualifica di Sutil e Maldonado: abituati a lottare per le posizioni dalla 15 in giù con le loro derelitte Sauber e Lotus, domani partiranno dalla nona (in virtù del penalty di Button) e decima piazza.
Per merito dei brillanti regolamenti stagionali, Seb Vettel in pratica non ha girato per la griglia di partenza, poichè, sostituendo la power unit per la sesta volta, sarà costretto a iniziare la corsa dalla corsia box.
E in seguito all'enorme lavoro sulla riduzione dei costi, ci siamo persi per strada Caterham e Marussia, in difficoltà economiche. E sono rimaste in 18 le vetture in pista. Ma il futuro di Force India, Sauber e Lotus non è dei più rosei. 
Devono aver avuto la calcolatrice rotta gli uomini della Federazione.
Pronostico per domani? Rosberg deve vincere, Hamilton completerà la scontata doppietta, mentre sul podio vedremo il sorriso splendente di Ricciardo. Con una bella rimonta di Vettel. E la Ferrari malinconicamente a lottare per i punti piccoli.

lunedì 18 novembre 2013

CHI LOTTAVA E CHI...L'OTTAVA!

Immagine tratta da f1grandprix.motorionline.com e modificata su befunky.com
Nella noiosissima gara monososta di Austin vince Seb Vettel. 
La miglior notizia di tutto il carrozzone è che siamo finalmente alla penultima corsa, dopo che ci siamo incantati da oramai 8 Gp sullo stesso andazzo. Una serie impressionante di corse clamorosamente uguali, di fughe solitarie, di domini schiaccianti, di gare decise alla prima curva. Ne beneficiano la vettura più forte (impressionante come riesca ad aprire prima degli avversari il gas in uscita di curva) e il pilota più forte, in uno stato di grazia clamoroso. Red Bull- Vettel è un binomio perfetto. Seb sembra l'unico in pista che non debba preservare le gomme, tira come e quando vuole, ed è talmente perfetto che spara il giro veloce sempre nelle ultime due tornate di ogni gara. L'ottava di Vettel entra nella storia, nessuno prima di lui ne vinse otto di fila. E domenica in Brasile è atteso per la nona. Aggiorniamo i numeri, imbarazzanti: 119 Gp disputati, 38 vittorie, 44 pole position, 61 podi, 22 giri veloci. Chapeau.
E mentre Vettel piazzava l'ottava, c'era chi semplicemente lottava.
Lottava Grosjean, forse alla miglior gara in carriera, nel tener dietro il vecchio cangurotto Webber, arrivando meritatamente secondo. E lottava Webber, contro i segni dell'età sempre più evidenti nelle sue partenze fallaci e ancora senza una vittoria stagionale (contro le 12 di Seb). La partenza-bradipo probabilmente rimarrà negli annali come la sua cifra distintiva.
Immagine tratta da formula1.com
Lottava Hamilton, in versione autista di gomme, che durante i suoi team radio chiedeva sempre e solo del degrado pneumatici, se potesse o meno spingere. Una pena vedere uno dei più talentuosi driver castrato dalle gomme di marzapane. Ma queste son gare di durata o di velocità, verrebbe da chiedersi.
Lottava Alonso, con una Ferrarina sbiadita, che dopo un garone gli consegna solo un 5° posto, segno che proprio non ci siamo. E lottava contro Hulkenberg, tornato l'incredibile Hulk quando la Pirelli è tornata alle gomme con la costruzione del 2012. Un caso?
Lottavano come leoni Perez e Bottas, rispettivamente 7° e 8°. Il messicano, con un camion di soldi forniti da Slim, l'uomo più ricco del mondo, è alla ricerca di un sedile 2014, dopo l'appiedamento dalla McLaren. Il finlandesino dimostra di andare molto più del raccomandato Maldonado (che probabilmente si accaserà addirittura in Lotus!) e non fa dormire sonni tranquilli a Massa.
Ah già. Massa. No, Massa non lottava, finendo 13° portato a spasso dalla sua Ferrari. E con lui Kovalainen, il sostituto di Kimi, portato a spasso dalla sconosciuta per lui Lotus e miseramente 15°.
E non illudiamoci, Valsecchi avrebbe rimediato la stessa magra figura.
Finalmente domenica si chiude. E speriamo si chiuda un'era. Un'era di noia, di Vettel, di gomme ridicole, di piloti costretti ad andar piano e risparmiarsi. Non se ne può più.