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lunedì 18 novembre 2013

CHI LOTTAVA E CHI...L'OTTAVA!

Immagine tratta da f1grandprix.motorionline.com e modificata su befunky.com
Nella noiosissima gara monososta di Austin vince Seb Vettel. 
La miglior notizia di tutto il carrozzone è che siamo finalmente alla penultima corsa, dopo che ci siamo incantati da oramai 8 Gp sullo stesso andazzo. Una serie impressionante di corse clamorosamente uguali, di fughe solitarie, di domini schiaccianti, di gare decise alla prima curva. Ne beneficiano la vettura più forte (impressionante come riesca ad aprire prima degli avversari il gas in uscita di curva) e il pilota più forte, in uno stato di grazia clamoroso. Red Bull- Vettel è un binomio perfetto. Seb sembra l'unico in pista che non debba preservare le gomme, tira come e quando vuole, ed è talmente perfetto che spara il giro veloce sempre nelle ultime due tornate di ogni gara. L'ottava di Vettel entra nella storia, nessuno prima di lui ne vinse otto di fila. E domenica in Brasile è atteso per la nona. Aggiorniamo i numeri, imbarazzanti: 119 Gp disputati, 38 vittorie, 44 pole position, 61 podi, 22 giri veloci. Chapeau.
E mentre Vettel piazzava l'ottava, c'era chi semplicemente lottava.
Lottava Grosjean, forse alla miglior gara in carriera, nel tener dietro il vecchio cangurotto Webber, arrivando meritatamente secondo. E lottava Webber, contro i segni dell'età sempre più evidenti nelle sue partenze fallaci e ancora senza una vittoria stagionale (contro le 12 di Seb). La partenza-bradipo probabilmente rimarrà negli annali come la sua cifra distintiva.
Immagine tratta da formula1.com
Lottava Hamilton, in versione autista di gomme, che durante i suoi team radio chiedeva sempre e solo del degrado pneumatici, se potesse o meno spingere. Una pena vedere uno dei più talentuosi driver castrato dalle gomme di marzapane. Ma queste son gare di durata o di velocità, verrebbe da chiedersi.
Lottava Alonso, con una Ferrarina sbiadita, che dopo un garone gli consegna solo un 5° posto, segno che proprio non ci siamo. E lottava contro Hulkenberg, tornato l'incredibile Hulk quando la Pirelli è tornata alle gomme con la costruzione del 2012. Un caso?
Lottavano come leoni Perez e Bottas, rispettivamente 7° e 8°. Il messicano, con un camion di soldi forniti da Slim, l'uomo più ricco del mondo, è alla ricerca di un sedile 2014, dopo l'appiedamento dalla McLaren. Il finlandesino dimostra di andare molto più del raccomandato Maldonado (che probabilmente si accaserà addirittura in Lotus!) e non fa dormire sonni tranquilli a Massa.
Ah già. Massa. No, Massa non lottava, finendo 13° portato a spasso dalla sua Ferrari. E con lui Kovalainen, il sostituto di Kimi, portato a spasso dalla sconosciuta per lui Lotus e miseramente 15°.
E non illudiamoci, Valsecchi avrebbe rimediato la stessa magra figura.
Finalmente domenica si chiude. E speriamo si chiuda un'era. Un'era di noia, di Vettel, di gomme ridicole, di piloti costretti ad andar piano e risparmiarsi. Non se ne può più.

domenica 10 giugno 2012

NERO VINCE ROSSO PERDE

Immagine tratta da f1grandprix.com e modificata su cartoonize.net
Sette vincitori su sette gare: è successo. Hamilton vince, stravince e convince il Gran Premio del Canada, con la mossa azzardata del secondo cambio gomme anticipato che ha sparigliato le carte dei suoi rivali Alonso e Vettel. 
Lo spagnolo, guidato da un muretto Ferrari da censura, nelle ultime tornate lasciava 4 secondi al giro agli avversari e ha chiuso quinto.
Il tedesco della Red Bull ha temporeggiato più del lecito, ma almeno, accortisi dell' errore che gli ha fatto perdere il podio, la scuderia lo ha richiamato in tempo per completare la rimonta almeno su Alonso, chiudendo quarto.
Magnifici Grosjean e Perez, secondi e terzi clamorosamente a podio. Perez partiva 15°, il francesino 7°, ed hanno messo sul tavolo una strategia a una sosta e delle vetture gentilissime sugli pneumatici.
Immagine tratta da sportmediaset.it
Mondiale in piena bagarre: Hamilton sale primo a 88, Alonso va a 86, Vettel 85.
L' anglocaraibico ci ha consegnato una prestazione maiuscola, finalmente all' altezza del suo talento. Rientra a 15 secondi dalla vetta e riesce a 6 giri dal termine a trovarsi in prima posizione, rimontando in media 1,5 secondi al giro. Sorpassa prima Vettel e infine Alonso, non lasciandosi prendere dalla fretta e mostrando una maturità e una pazienza che sino a poco tempo fa non gli appartenevano.
La Ferrari invece fa un passo indietro, condotta da un fortissimo Alonso e finalmente prestazionale a dovere, rovina tutto una strategia suicida di gara. Domenicali e soci non dormiranno per aver regalato una seconda posizione pressochè certa agli avversari.
Capitolo depressione guidato da Schumacher, che ormai punta al titolo di Campione del Mondo della Sfortuna detenuto da un decennio da Barrichello. Autore di una prestazione grigia e anonima, decide di essere il primo pilota della storia a ritirarsi a causa dell' ala mobile che resta aperta. Comica, penosa e ingloriosa la scena dei meccanici che cercano a pugni di riassettarla.
A ruota seguono i compagni di squadra brutti e confusi Raikkonen, Massa e Button. Il finnico sta cominciando a prenderle da Grosjean (mica Alonso) in lungo e in largo e chiude ottavo, il brasiliano rovina sempre gare promettenti, stavolta una piroetta dopo 7 giri e una tattica di gara disastrosa, lo piazza decimo, sempre due vite dietro Alonso. Button da 2 mesi sta mandando in pista il gemello scemo, assurdo esser doppiati dal compagno di team, assurdo che distrugga così le gomme, assurdo che arrivi 16° senza particolari problemi.
Prossimo appuntamento nel catino anti sorpasso di Valencia tra due settimane. Karthikeyan ha già gli occhi storti e i capogiri solo al pensiero. 
Alè.

Pagelline: 1°Hamilton 10; 2°Grosjean 9,5; 3°Perez 10; 4°Vettel 6,5; 5°Alonso 6; 6°Rosberg 6; 7°Webber 5,5; 8°Raikkonen 5; 9°Kobayashi 6,5; 10°Massa 5; 11°Di Resta 5,5; 12°Hulkenberg 6; 13°Maldonado 5,5; 14°Ricciardo 6; 15°Vergne 5,5; 16°Button 4; 17°Senna 4; 18°Kovalainen 6; 19°Petrov 6; 20°Pic 6; Rit. Glock 5; Rit. Schumacher 5; Rit. De la Rosa 6; Rit. Karthikeyan 5.

giovedì 24 maggio 2012

PROMESSE DA MARINAI

Immagine tratta da motorsportblog.it e modificata su cartoonize.net
Ecco le prime dichiarazioni provenienti dal Principato di Monaco, sede del Gp numero 6 della F1 2012. Saranno promesse da marinai?
  • Livello 1. Pastor Maldonado. "A Monaco potremmo essere competitivi". Per la serie, dato che tutto può succedere, possibile che Venezuela Kid offra il bis. 
  • Livello 2. Sergio Perez: " A Monaco il pilota fa la differenza". Verissimo, differenza nel senso di sottrazione, Perez tirò un botto micidiale alla chicane l' anno passato in qualifica e non disputò la gara. Più differenza, nel senso di sottrazione, di quella non esiste.
  • Livello 3. Montezemolo: "Il Mondiale dipende da noi". Come dire, abbiamo la macchina più forte e solo noi possiamo perderlo. Forse è una dichiarazione del 2002. Anzi no. Mah! Beata sicurezza.
  • Livello 4. Jenson Button: "Mi piacerebbe vincere a Montecarlo". Penso che 23 colleghi in griglia la pensino uguale. Forse Karthikeyan no, ma tant'è.
  • Livello 5. Felipe Massa: "Spero che il mio Mondiale 2012 inizi a Monaco". Beh, allo stato attuale delle cose è più probabile che a Monaco il suo Mondiale finisca, piuttosto che rinasca dalle sue ceneri.
  • Livello 6. Sebastian Vettel: "Confuso dalle prestazioni altalenanti della Red Bull". Certo, perchè sulle prestazioni delle altre vetture è tutto molto chiaro no?
  • Livello 7. Ross Brawn: "Schumi tornerà sul podio". Si, senza dubbio, ma in che sport?
  • Livello 8. Bruno Senna: "Arriverà anche il mio momento". Un Senna, a Montecarlo, reduce da super bastonata multipla e carpiata da Maldonado, deve fare bene. La storia lo obbliga.
  • Livello 9. Mark Webber: "I team principali emergeranno a fine stagione". Quando il Mondiale sarà ormai lontano 100 punti. Utile.
  • Livello 10. Pedro De la Rosa: "A Montecarlo guadagneremo terreno". Qualche donazione di latifondi in vista?
  • Livello 11. Lucas Di Grassi: "A Monaco può succedere di tutto". Ok che fai il test driver Pirelli, ma renditi conto che è impossibile: 1)Vedere il suddetto Di Grassi in pista 2)Una vittoria di Massa 3)Un podio di Schumacher 4)Una partenza della Safety Car in prima fila 5)Vedere un Senna sul podio premiato dal Principe Alberto.
  • Livello 12. Pat Fry (team principal Mercedes): "Abbiamo Di Resta nel mirino". Aiuto! Dopo la tamponata epocale ultra-power di Schumi al Senna finto, si annuncia un altro autoscontro del Kaiser. Di Resta è avvertito. Si salvi chi può!

mercoledì 28 marzo 2012

IL PESO DI MASSA O UNA MASSA DI PESOS?


Il recente Gran Premio della Malesia ha contribuito ad ingigantire la ridda di voci attorno a Felipe Massa ed una sua possibile sostituzione a stagione in corso, colpevole di un 2010 e 2011 sottotono e un inizio 2012 addirittura disastroso.
Non ci sono giustificazioni se dopo due appuntamenti iridati il tuo compagno di box è in testa al mondiale con 35 punti e tu sei miseramente a 0, con un palmares che conta un 15esimo posto in Malesia ed un ritiro quando ti trovavi fuori dalla zona punti.
Se a questo aggiungiamo che nella scorsa stagione le sue migliori prestazioni in gara son stati sei quinti posti, ci rendiamo conto che il buon Felipe proprio non riesce a regalare più prestazioni all' altezza del team di Maranello.
Per trovare l' ultimo podio dobbiamo risalire alla Corea 2010, è chiaro che la situazione è critica.
Eppure parliamo di un pilota che ha i numeri dalla sua parte: 11 vittorie, 15 pole position, 33 podi, 14 giri veloci in gara. Nel 2008 Campione del Mondo sino a 3 curve dalla fine.
Ed è proprio quel 2 Novembre 2008 in cui muoiono i sogni iridati del brasiliano per il sorpasso in extremis di Hamilton sulla Toyota-bradipo di Glock, che segna uno dei tre punti di svolta, in negativo, del driver di San Paolo.
Infatti il Gp di Interlagos 2008 è l' ultima vittoria in carriera di Massa, che si ritrova a chiudere il mondiale in seconda posizione ad 1 solo punto dall' anglo-caraibico. E' uno dei punti di svolta della carriera, Massa liberatosi dell' ingombrante presenza di Michael Schumacher, nel 2007 si gioca il ruolo di prima guida con Raikkonen, con quest' ultimo che la spunta diventando campione all' ultima gara, ma nel 2008 ha la meglio sul discontinuo finlandese e si merita i galloni di prima guida. Dopo aver sfiorato il mondiale, affronta il 2009 con l' ambizione di riprovarci.
Ma il 2009 è l' anno delle Brawn Gp, e la Ferrari produce una monoposto non competitiva, ed arriva, dopo il buon podio della Germania, la maledetta molla dell' Ungheria. 26 Luglio 2009. Il brasiliano è vittima della molla del connazionale Barrichello, che lo colpisce sul casco. Il pilota riesce a riprendersi dall' infortunio e dopo una lunga convalescenza, nel 2010 è pronto a scendere nell' abitacolo della sua Rossa.
Secondo punto di svolta: la Ferrari ingaggia l' ingombrante Alonso, e deve scegliere chi affiancargli tra il Campione 2007 Kimi Raikkonen e il convalescente Felipe Massa.
La Ferrari opta per pagare un' esosa buonuscita al finnico pur di confermare Felipe, a cui è legata da un rapporto pluriennale (sin dagli esordi del 2001 in Sauber e dal 2003 dapprima come collaudatore e due stagioni dopo come pilota ufficiale) e per preservare la propria immagine, data l' impossibilità di mettere alla porta un pilota dopo un incidente così grave.
Ma il Felipe Massa che torna nel 2010 è diverso, e chiude con due secondi posti e un sesto posto nel mondiale, subisce oltremodo il compagno Alonso e non riesce quasi mai ad essere un uomo squadra.
Terzo punto di svolta: 6 Febbraio 2011, Robert Kubica, alfiere della Lotus, rimane ferito in un gravissimo incidente rallystico che lo costringe tuttora ad una lunghissima riabilitazione.
Da più parti il pilota polacco è considerato il favorito al sedile del brasiliano nella stagione successiva, ma Kubica, grande amico di Alonso, si salva per miracolo, e ad oggi non sa ancora quando potrà riprendere a guidare una monoposto di F1. Nel 2011 Massa arriva sesto nel mondiale ad una siderale distanza di oltre 100 punti da Alonso. Più per mancanza di alternative che per i risultati dunque, Massa affronta anche il 2012 come driver Ferrari. Le uniche alternative sarebbero i piloti del Ferrari Driver Accademy, con Sergio Perez e Jules Bianchi sugli scudi, ma sono ancora acerbi.
Inoltre Massa ha una positiva rendita per l' immagine Fiat in Sud America.
Ma al Gp della Malesia accade qualcosa che spariglia le carte: l' esplosione del giovane messicano Perez, che sfiora la vittoria sotto le condizioni meteo incerte, con la modesta Sauber. Massa annaspa, Perez brilla.
Perez è giovane, aggressivo, affamato, talentuoso, è sostenuto economicamente dai pesos di Carlos Slim, messicano, tra gli uomini più ricchi del mondo.
Non gli manca niente.
Siamo alle sliding doors, Massa diventa un peso, la massa di pesos di Perez un' alternativa allettante.
Le occasioni per Felipe diminuiscono sempre più, e la figura di Perez è sempre più minacciosa alle sue spalle.
11 vittorie, 15 pole position, 33 podi, 14 giri veloci: sono un anno e mezzo che Massa non rinverdisce questi dati. Ma sono dati importanti, che non possono esser svaniti per una sorpasso su Glock, una molla o una demoralizzazione.
Ci sono ancora 18 occasioni per dimostrare chi è stato per la Rossa Felipe Massa, anche con una vettura non all' altezza, anche con il fiato di Perez sul collo, che con tutto il rispetto, non è ancora nè Schumacher nè Raikkonen, ai quali Massa è riuscito a dar la paga numerose volte in qualifica e un pò meno in gara. 
Massa non era un fermo, non era un peso.
Sta a lui, perchè questa sua copia sbiadita faticherà a trovare un sedile in F1 nel 2013, e quei dati lo meriterebbero.
Qualunque opinione si abbia di lui, sono dati oggettivi, che a 30 anni, non dicono che sei un fermo o sei finito.



domenica 25 marzo 2012

PAGELLINE PIOGGERELLINE MALESI OLE'



Con qualche ora legale di ritardo causa connessione Internet da italiano medio, tornano le pagelline di F1, round 2: Malesia.
Andiamo in ordine inverso oggi, un pò com'è stata la gara, cioè sottosopra!
3,5 Grosjean: il francesino della Lotus azzecca solo la partenza, che lo porta immediatamente nelle posizioni nobili della classifica, ma tre secondi dopo perde il navigatore: prima prende in pieno la Mercedes di Schumacher e poi decide di fare una sabbiatura poche curve dopo. Morale: giri completati in due gp, zero! Annegato.
4 Kobayashi: 47 giri per il giapponese, compagno di squadra di Perez. Ma di tutt' altro spessore rispetto al messicano. Peccato, perchè si scioglie sotto l' acqua proprio quando la sua vettura sembrava truccata da quanto volava oggi! Nippo dalle polveri bagnate.
3 De la Rosa: riesce ad arrivare in fondo a 2 giri da Alonso, ma riesce anche ad arrivare dietro al compagno di squadra, impresa titanica, dato l' autoscontro a cui Kathikeyan ha deciso di dar vita oggi. Acqua cheta, ma anche stagnante.
8-4+ = Karthikeyan: il suo voto è una media tra il divertente decimo posto di gara uno e la disastrosa gara 2, dov'è coinvolto senza colpe nell'ala rotta da Button, e dove fa scendere imprecazioni a più non posso a Vettel per averlo tamponato e forato la posteriore. Ma arriva davanti a De la Rosa, nonostante tutto. E' il massimo a cui può aspirare. Bicchiere (di pioggia) mezzo vuoto.
5 Pic: non si vede mai, chiude a 2 giri, mentre il suo compagno, unico metro di giudizio realistico ne prende solo uno. Annacquato.
5,5 Maldonado: il venezuelano nel turbillon acquatico si perde un pò, naviga sempre dietro a Senna e puntuale come un orologio subacqueo malese, a un giro dalla fine sventola fumata bianca. Motore alle cozze, e seconda gara sfumata, peccato perchè era comunque risalito sino all' undicesimo posto. Riuscirà a finire la prossima gara? Piove ancora sul bagnato.
5 Kovalainen: senza infamia nè lode, chiude 18esimo dietro una Marussia ed anche al suo compagno di box, poteva far meglio. Come un pesce fuor d'acqua. Piovana.
6,5 Glock: per la stessa motivazione, in condizioni estreme riesce a sopravanzare una Caterham. E non è poco. Bravo. Tira l' acqua al suo mulino.
6,5 Petrov: si posiziona nella miglior casella possibile con questa vettura. Ottimo, anche se pagante. Quando piove alla buon' ora, prendi i bovi, va e lavora...
2 Massa: pessima gara del ferrarista, che riesce a tenere dietro solo Caterham, Marussia, Hrt, prende 1 minuto e 39 di distacco dal compagno di team, senza apparentemente nessun problema, uscita di pista o incidenti, monta pure gli pneumatici al momento più opportuno. Inspiegabile lentezza. Ha l'acqua alla gola.
5 Button: si rovina da solo rompendosi il muso sul posteriore di Karthikeyan. E non è uno scherzo. Tenta un recupero ma non va oltre il 14esimo posto, attardato dalla sosta supplementare, perde punti preziosi. Per tutta la gara in cattive acque.
5 Rosberg: ad un certo punto si trova quarto, ma la Mercedes in ogni condizione inspiegabilmente distrugge le gomme, wet, intermedie e slick che siano. Poche colpe del pilota, se non quella di finire dietro a Schumacher. Per la seconda gara consecutiva è un autista della propria vettura, che non riesce a farlo esprimere da pilota come meriterebbe. Chiude 13esimo. Piove sul bagnato.
6 Ricciardo: di lui ricordiamo la perfetta tempistica del cambio gomme slick, e l' immancabile sorpasso a Massa, chiude negli scarichi di Vettel, nella gara sbagliata però. Deve passare ancora tanta pioggia sotto i ponti.
6 Vettel: gara giudiziosa del tedesco, che nella confusione, mirava a raccogliere punti preziosi non disponendo di una vettura granchè performante. Ci pensa Karthikeyan a saggiare il suo proverbiale posteriore, con esiti disastrosi. Simpatico vederlo gesticolare come un italiano al semaforo. Gavettonato dall' indiano.
6 Schumacher: gara abbastanza ingiudicabile del tedesco. Parte malino, nelle prime curve finisce speronato da Grosjean, costretto a ripartire dal fondo, deve anche lottare con il degrado delle sue Pirelli, chiude 30 secondi davanti a Rosberg, unico dato positivo. Grazie al ritiro di Maldonado artiglia il primo punto iridato. Tenace, ma il terzo posto delle prove è uno specchio per le allodole. Urge far gruppo e trovare una spiegazione a questo problema. I panni sporchi di pioggia si lavano in famiglia.
7 Hulkenberg: bravo il tedesco a marcare i primi 2 punti della stagione, battagliero e consistente, chiude però dietro Di Resta. Facile come bere un bicchier d'acqua.
7,5 Vergne: ottavo posto frutto della decisione in Gara 1 di rimanere fuori con le intermedie mentre tutti avevano le wet, sperando nell' interruzione, puntualmente arrivata. Consistente, segna i primi punti in carriera. Talentuoso. A goccia a goccia si scava la pietra.
8 Di Resta: nessun numero particolare per lui, ordinato e veloce per tutto il gp, meritatissimo settimo posto. Scende la pioggia, ma che fa...
8,5 Senna: parte in sordina ma pian piano risale la china, mettendo in mostra sensibilità di guida, molta concentrazione (dote che ha difettato in gare passate), bei sorpassi e centra la miglior posizione in carriera. Sul bagnato è bravo, come nella qualifica del Belgio 2011. Gara soprendente. Ora deve essere più continuo. Buon sangue non mente, soprattutto nella pioggia.
8 Raikkonen: seconda gara molto solida del finlandese, marca il giro più veloce in gara come ai bei tempi. Splendida gara, però dalla prossimo vogliamo vederlo partire più avanti in griglia. Per niente appannato dal rally. Nell' acqua ordine, nel vino disordine.
6,5 Webber: anche lui si accontenta di portare a termine una gara strana senza prendersi particolari rischi. Va bene così, nel mondiale è davanti a Vettel. Formichina acquatica.
6 Hamilton: per la seconda gara terzo partendo dalla pole. E' un Hamilton diverso, per certi versi più maturo, che si prende meno rischi e ci appare più giudizioso, quasi ragioniere. I corpo a corpo li lascia ora agli altri. E' un bene? Se ne lava le mani (con acqua piovana si intende).
9 Perez: impressionante, aveva la miglior macchina in pista, sembrava spinto da un ardore soprannaturale, allo stop di Gara 1 si ritrova terzo, ma non per caso, perchè quando scala al secondo posto recupera la bellezza di 7 secondi ad Alonso, ritarda il momento di montare le slick ed è costretto a risalire di altri 5 secondi per tornare negli scarichi dell' asturiano. Arrivato a 1 secondo dallo spagnolo commette l'errore decisivo a 5 giri dalla fine che lo esclude dalla lotta per una vittoria incredibile. Farsi notare nelle situazioni estreme è una dote dei campioni veri, ultimo in ordine di tempo il Vettel a Monza con la Toro Rosso. Sposo (rosso) bagnato, sposo fortunato.
10 Alonso: mette in pista un vero capolavoro. Da campione vero. Domina la gara, è fortunato quando Perez si autodisinnesca. E' incredibilmente in testa al mondiale con una vettura che è 1,5 secondi dietro alle Mc Laren. E' il miglior Alonso della sua carriera, in uno stato di grazia che prosegue dal 2011, però non ha una vettura all' altezza. Butta l' acqua (piovana) sul fuoco (della critica).


Citazioni speciali: un ringraziamento speciale alla Rai tutta, che riesce in un salto triplo degno di un' Olimpiade, iniziamo su Raiuno, ci spostiamo su Raidue e interviste dal podio su Raitre, roba mai vista. Per la serie valorizziamo il prodotto.
Però, il commento è all' altezza, considerando la pioggia: confondere i piloti meno di 10 volte è stato un ottimo risultato, così come parlare nel frattempo dei team radio è una scelta tattica, tanto nessuno sa l' inglese.
E' fondamentale poi, sapere che Button, tra Gara1 e Gara2, ha mangiato un piatto di pennette al pomodoro. 
Sarebbe stato meglio se i commentatori avessero seguito un pò di più il detto....acqua in bocca!!!


Ps. e se vi ho annacquato i cosiddetti, perdonatemi!