Visualizzazione post con etichetta vettel. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vettel. Mostra tutti i post

sabato 10 ottobre 2015

BAR F1 - 15, QUALIFICHE RUSSE

Immagine tratta dall'account Twitter @Formula1
CHI C'E'
C'è la sicurezza. Il botto di Sainz è stato notevole, le gomme son rimaste ancorate alla vettura, la cellula di sopravvivenza ha resistito in maniera encomiabile, il collare Hans ha fatto il suo dovere, le barriere hanno assorbito al meglio. Il livello di sicurezza delle vetture è da sottolineare. Detto questo, mai abbassare la guardia, in questa stagione abbiamo visto due capottamenti (Perez e Kvyat) e questo crash di Carlos. Qualche campanello d'allarme sta suonando ancora. Bisogna prevedere ancor meglio l'imprevedibile.
Una domanda però sorge spontanea, ma il board della Formula 1 che in tema di sicurezza ha fatto progressi importanti, è lo stesso organo direttivo che partorisce i regolamenti assurdi di queste ultime stagioni? Davvero?
Nico Paggetto Rosberg è ancora in pole. Ed è record: appaia ora Arnoux a quota 18 pole al primo posto tra i piloti che sono partiti più volte al palo senza mai aver vinto il Mondiale. Anche questi sono record. 
Valtteri dà un'altra Bottas di vita. Ancora terzo in qualifica dopo il Giappone, il freddo finlandese che non entusiasma è un serio candidato al terzo gradino del podio. Come lo scorso anno. 
La Force India mostra progressi e fa sesta con Hulk e settima con Perez. Mica male. Magari con qualche tattica più conservativa di gomme in gara, potrebbero diventare un'interessante variabile.
Bravo anche a Nasr e Button, che si qualificano molto bene rispetto ai loro compagni di box. 
Giusto dire poi che dopo due Gp torna Mehri. Che ha rilevato Rossi. Ovviamente ve ne eravate accorti tutti, no?
CHI NON C'E'
In terra russa Kvyat è di casa. Ma oggi è non pervenuto, undicesimo. Come la Red Bull tutta, letteralmente sparita dai radar dopo Singapore. Con Ricciardo decimo si piazza dietro pure alla sorellina Toro Rosso del neo maggiorenne Verstappen. Impensabile una Red Bull dietro alla Toro Rosso sino a qualche anno fa.
Tre delusioni: Maldonado, Massa e Alonso. Il venezuelano nelle qualifiche è stato bastonato da Grosjean, beccandosi 7 decimi in Q1 e 1 secondo e 1 in Q2. Probabilmente è una tattica studiata appositamente per la Russia, dove la pista è insidiosa e tutti han fatto molti errori: fare il taxista e vedere se arriva a punti, come in Giappone. Forza Pastor! Voler combattere il proprio istinto teppista è ammirevole. Paperino Massa scatterà 15°, con il compagno Bottas 3°, un k.o. totale. Felipe trova traffico ad ogni tentativo di giro, suona il clacson, ma nessuno lo sente. Triste. E Nando, beh Nando a Sochi festeggia i 250 Gp in carriera. Con una fascetta da Samurai in testa, uscendo in Q1, partendo poi domani con 35 posizioni di penalità. Preferiamo ricordarlo vestito di azzurro Renault e di rosso Ferrari, quando i motori di GP2 ancora non esistevano.
L' EXPLOIT
Lewis Hamilton nel post qualifica, parcheggia la vettura e poi cappellino in testa e mani dietro la schiena, si atteggia da rapper nonnetto curioso che sbircia la Ferrari in tutte le sue curve. Ricordava tantissimo i classici nonnini che passeggiano nei parchi. Grandioso. Oscar al miglior attore nonno non protagonista. 
Imm.tratta da @Formula1 su Twitter
Imm:gabbiani2008.iobloggo.com












LA PREVISIONE
E' un fine settimana strano, su una pista strana e senza aderenza. Forse ne vedremo delle belle, o forse no. Diamo la vittoria a Nico, davanti a Bottas e Lewis, che non ha mai sorriso in tutto il weekend. A seguire le due Ferrari. 

domenica 20 settembre 2015

BAR F1 - 13, GARA SINGAPOREGNA

Immagine tratta dal profilo Twitter @Formula1
MAN OF THE RACE
Max Brufolo Kid Verstappen in partenza vanifica l'ottavo posto in griglia addormentandosi allo start. Viene spinto in corsia box e riparte con un giro di ritardo. Le due safety car lo riportano nel giro del battistrada, e con una strategia azzeccata infila un sorpasso dopo l'altro, chiudendo 8°. E risponde uno squillante "No!", quando dai box gli dicono di cedere la posizione nei giri finali a Sainz. Il ragazzo non si farà, è già fatto, anche caratterialmente. Ed è nato nel 1997.
Ex aequo Seb Vettel. Grandioso, sbrilluccicante, a Marina Bay ha fatto ciò che voleva. Ha allungato e gestito quando gli pareva. Senza mai rischiare nulla. Terza vittoria stagionale, senza Adrian Newey. Ora tutti sul suo carro, a scoprire che Vettel è un fenomeno, come se i 4 titoli e 39 vittorie pre-Ferrari fossero finiti sul suo curriculum per grazia divina.
GLI SPUNTI 
"A 'bbelllo de notteeee", ecco perchè Raikkonen è salito sul podio solo in Bahrain e a Singapore! Erano le uniche due gare in notturna! E allora la teoria del vecchietto non mi regge, si sa che i nonnetti appena vedono il buio cadono in letargo. E' proprio strano questo finlandese. Ma con la Ferrari di oggi anche Pluto, Topolino e Minni sarebbero saliti sul podio, no?
Sarà pure un circuito dove i sorpassi sono impossibili, ma sto catino del sud-est asiatico grazie alle safety car, ai muretti e alle interferenze, ci consegna sempre gare lunghe e complesse, dove emergono valori in pista particolari. Sei piloti ritirati, roba che si vede due volte l'anno. Viva Sing Sing.
GLI ABBACCHIATI
La Mercedes di Singapore è desaparecida. Per fortuna, aggiungiamo. Gomme, assetto, motore, pista indigesta? Nessuno sa cosa abbia spinto le Frecce d'Argento a 1 secondo e mezzo dalle Ferrari. E Hamilton riesce a ritirarsi per problemi al motore, su una pista dove il propulsore è appena solleticato. Mistero. Non urliamo al gomblottooo, racchiudiamoci nell'ambito dell'inspiegabile e attendiamo il sabato di Suzuka per formulare un giudizio.
L'invasore di pista. Triste, solitario y final. Cammina in pista, tutto da un lato, quasi come capitasse là per caso, e senza tradire alcuna emozione, ritorna da dove è venuto. Un'apparizione. Ora la butto lì, qualcuno si è accorto che ogni volta che abbiamo visto un tizio in pista, ha vinto una Ferrari? A Hockenheim 2000 con l'uomo con la mantella e a Siilverstone 2003 con il prete pazzerello vinse Barrichello, a Barcellona nel 2004 con Jimmy Jump nel giro di ricognizione vinse Schumi, e qui a Marina Bay ha vinto Seb. Quattro indizi fanno una prova, è l'"Invasore Gate"! La Rossa è colpevole!

sabato 25 luglio 2015

BAR F1 - 10, PROVE UNGHERESI

Immagine tratta dal profilo Twitter @Formula1
CHI C'E'
Hamilton c'è, tantissimo. Nel simil kartodromo tortuoso di Budapest segna la quinta pole in terra magiara, dominando ogni sessione sin da ieri. E' primo pure a finire la colazione, il pranzo e la cena. E Nico Rosberg non sa dove sbattere la testa, non c'è trippa per gatti a sto giro.
Vettel, come per magia, risolve i suoi problemi nelle libere del sabato e artiglia il "solito" terzo posto. Domani sarà lotta vera con le Red Bull. Ma più del terzo gradino del podio non si può sognare. E non è comunque poco, ricordando quel cetriolo della F14T.
Max Verstappen non aveva mai corso su questa pista e si piazza nella Top10, nono. Ed è bravo. E ha sempre 17 anni. 
Fernando Alonso nelle prove libere si è visto. E anche nelle qualifiche, perchè supera la Q1 e poi nella Q2 lo vediamo spingere stoicamente la sua McLaren nei box. Sul più bello, infatti, la vettura non ha retto l'emozione e ha sventolato bandiera bianca. 
CHI NON C'E'
La Williams nelle piste tortuose, di trazione, balbetta. E anche qui, non vanno oltre un 6° e un 8° posto, con poche prospettive di migliorare domani.
L'EXPLOIT
La Red Bull rimette le ali, dove l'aerodinamica la fa da padrone. Ricciardo può lottare per il podio per la prima volta in stagione, mentre Kvyat, molto positivo nelle libere, con il ritmo gara potrebbe dire la sua.
LA PREVISIONE
Cosa accadrà a Raikkonen domani? 60% foratura, 25% ancora un problema di cordoli e conseguente disintegrazione dell'ala anteriore, 15% scontro in partenza con una delle due lattine. 
Per la gara invece 1°Hamilton, 2°Rosberg, 3°Vettel, 4°Ricciardo, 5°Kvyat.

domenica 5 luglio 2015

BAR F1 - 9, GARA INGLESE

Immagine tratta dall'account Twitter @Formula1
MAN OF THE RACE
Lewis Hamilton le ha provate tutte: ha sbagliato sia in partenza che nella ripartenza dalla Safety Car, non ha mai attaccato le Williams che guidavano il gruppo, ma niente. E' bastata la chiamata al box nel momento giusto per montare le intermedie, et voilà, ha vinto di nuovo. Un weekend così e cosà, raddrizzato con le intuizioni della pole e del cambio gomme.
GLI SPUNTI
Maurizio Arrivabene non perde occasione per scaricare davanti ai microfoni Kimi Raikkonen. Roba da team principal di terzo livello. Stavolta si scarica al 100% sul finlandese la colpa della chiamata ai box anticipata, rivelatasi poi errata, come se il muretto e gli ingegneri non contassero nulla. Proprio come se non si vedesse l'ora di sottolineare con la matita blu gli errori dell'alunno. Facile giudicare dopo, e gettargli la croce addosso.
Ma se la Ferrari non sta progredendo (sull'asciutto avrebbero fatto non più di quinta e sesta), allora non dovrebbe essere sul banco degli imputati anche il Team Principal? Lo stesso signore che sta mantenendo una strategia con i media di volgare fucilazione nei confronti di Raikkonen da ormai 2/3 mesi per giustificarne la cacciata? O questo signore è intoccabile? Kimi è in discussione, ok. Ma che lo sia anche Arrivabene. 
Sparare su Kimi per nascondere le pecche dello sviluppo è proprio triste.
Seb Vettel è un gran pilota, la sua sensibilità oggi sull'umido/bagnato è stata notevole, notevolissima. Tale da mascherare la peggior Ferrari del 2015 e una partenza imbarazzante che l'ha piazzato 9° dopo poche curve. Si capisca però che questo atteggiamento mediatico di Arrivabene alla lunga lo sta mettendo in cattiva luce. E' sempre quello bello, bravo, che non fa mai errori anche quando li fa. E il pilota che sta guidando la Ferrari quest'anno non lo merita. 
Nando Alonso arriva a punti con una McLaren inguardabile, che fa 10a solo per tutti i ritiri visti oggi in quel di Silverstone. Ma Nando lingua lunga, che scintille avrebbe fatto con Arrivabene? 
GLI ABBACCHIATI
Ora, cacciamo pure Raikkonen. Perchè è vecchio, perchè puzza, perchè sbaglia sempre lui e perchè a priori va denigrato e trattato come un ferro vecchio. Ma davvero si vuol prendere Bottas? Sul serio? Ma l'avete visto oggi? Imbarazzante. Ha preso 1 minuto di ritardo in dieci giri, a momenti lo passava pure Kvyat. E le sta prendendo da Massa. E per liberarlo bisogna pure pagare una penale? Ma scherziamo? 

sabato 20 giugno 2015

BAR F1 - 8, PROVE AUSTRIACHE

Immagine tratta da formulapassion.it

CHI C'E'
Ogni gara ci si illude che la Ferrari possa mettere le sue ruote davanti alla Mercedes, e puntualmente c'è la doppietta della casa di Stoccarda.
Anche sotto pressione, non mancano di colorare la prima fila di grigio. Belle le fantasie, ma la realtà è sempre la stessa: potenzialmente sono da 1-2 a ogni qualifica e a ogni Gp.
Vettel c'è sempre e timbra il suo cartellino con il 3° posto d'ufficio.
Verstappen è 7°, conferma di avere stoffa. Consistente per tutto il weekend, spericolato e aggressivo. Ah, beata gioventù...
CHI NON C'E'
Kimi, Kimi, Kimi, ma che diavolo combini? Già da tempo non sei un fulmine in prova, poi alle prime parole fuori dalle righe di Arrivabene, te ne vai in pappa totale? E prima il testacoda canadese, e oggi prima ti piazzi dietro un trenino suicida formato da Alonsino e Perez, e poi sbagli a fare 2+2 e vai a prendere spazio nell'ultimo giro disponibile, convinto ce ne fosse ancora un altro e via che fai 18°. Aiuto. Ci stai mettendo tantissimo del tuo per farti cacciare! La pressione lo scioglie, non lo tiene per nulla sveglio! Che disastro! Ah, la vecchiaia...
Per chi invoca al suo posto il sorriso a 54 denti di Daniel Ricciardo, beh, il cangurotto australiano sta cominciando ad adagiarsi dietro al buon Kvyat, che ha cominciato a far sul serio. Fa 14°, sei posizioni dietro il compagno di box, anche se causa penalizzazione partirà dal fondo. E il fenomeno dell'anno scorso è preso a martellate dal ridimensionamento.
E un candidatone al sedile di Raikkonen è pure il piatto, piattissimo Bottas. Che, tanto per gradire oggi chiude sesto, con il bollito, lento e complessato teammate Massa (sì, quello di ferrarista/alonsiana memoria) che è quarto. Come per dire, se non stacca manco Felipe...
E la Fia.
Cioè, ma possiamo all'ottavo Gp usare la calcolatrice per stilare la griglia di partenza causa penalizzazioni al 20% della griglia? Ci sono Kvyat e Ricciardo castrati dall'utilizzo di un motore in più del consentito, e addirittura Alonso e Button che devono scontare qualcosa come 20/25 posizioni di penalità, che si traducono nell'essere ultimi + un drive trough e 10 secondi di stop and go. Ma che è? E all'ultima gara che si fa? Mezza griglia penalizzata? E che si fanno a fare le prove? Forse sarebbe stato più intelligente togliere punti nella classifica costruttori alle squadre!
L'EXPLOIT
Il piccolo Hulk dopo aver vinto a Le Mans, riesce a piazzare un clamoroso 5° in griglia per domani. Deve sfruttare la scia della vittoria nella classica delle corse di durata per agguantare un volante più prestigioso di quello della Force India. E' la sua ultima occasione, e l'unico sedile traballante valido è colorato di rosso Ferrari. Ce la farà? No, ma è bello che ci provi.
LA PREVISIONE
Qualche lungo ininfluente, il sole. 1 Hamilton 2 Rosberg 3 Vettel 4 Massa 5 Bottas. Senza fantasia.

sabato 23 maggio 2015

BAR F1 - 6, PROVE MONEGASCHE

Immagine tratta dall'account Twitter @F1
CHI C'E'
C'è Hamilton, che sigla la sua prima pole sul Principato. E' rimasto freddo (come il meteo), concentrato e determinato. Altro tassello sul Mondiale 2015. Domani dovrà solo portare a casa il lavoro, come han fatto 10 poleman nelle ultime 11 edizioni.
La Red Bull in una pista dove la velocità sul lento conta e non poco, riesce a piazzare il sorriso a 52 denti di Ricciardo al 4° posto, e il visetto adolescenziale di Kvyat al 5°. Vanno a caccia di punti pesanti, per la prima volta in stagione.
Los gringos Perez e Maldonado, direttamente dai peggior bar di Messico e Colombia, surclassano i rispettivi compagni di box issandosi al 7° e 9° posto. La prudenza non è mai stata il loro forte, e nelle viuzze anguste di Monaco, potrebbero dar spettacolo. In un senso o nell'altro.
CHI NON C'E'
Raikkonen ha l'ansia da prestazione da Q3. E' sempre nei paraggi di Vettel per tutto il venerdì e il sabato, salvo avere il braccino nell'ultima fase della qualifica. E si becca un netto 6-0 dal tedeschino. Domani sarà 6°, con il solito primo giro forsennato in cui deve recuperare i danni da qualifica. Altro che Iceman, in Q3 è Braccinoman!
La Williams gambereggia. Domani settima e nona fila per Massa e Bottas. Ok non adattarsi a queste strade cittadine, ma andare così piano...
Alonso. La McLaren (stranamente) si rompe e parte 15°, dopo aver passato tutto il weekend dietro Button. Ma il meglio deve ancora venire, no?
L'EXPLOIT
Renault piazza 4 dei suoi motoracci tanto bistrattati nei primi 10 posti. Uhm, ma data la pista è merito del motore o del telaio Red Bull/Toro Rosso? Mi sa che la risposta non risiede in Francia.
LA PREVISIONE
Trenino, trenino, safety, trenino. 1Hamilton, 2Rosberg, 3Vettel, 4Ricciardo, 5Raikkonen.
MENZIONE D'ONORE
Gianfranco Mazzoni. Professione telecronista Rai. Pesco alla rinfusa tra i suoi svarioni odierni: "Hamilton e Rosberg giovedì hanno fatto più di 100 km in due: più di un Gran Premio" (peccato che i Gp siano notoriamente di 400 km), "Hamilton segna un 1.16.7, mentre giovedì aveva fatto 1.17.1, quindi si è migliorato di 1.4 secondi" (quando la matematica è un'opinione, il miglioramento era di 4 decimi), "Hamilton balza in prima posizione con 1 primo, 16 secondi e 884 metri" (il noto sistema di cronometraggio metà a tempo e metà a distanza), "Bottas esce in Q1. Il finlandese non si adatta bene a Montecarlo al pari di altri grandi campioni come Clark e Piquet" (qua stona l'aver dato del campione al buon Valtteri) e per chiudere, a trenta secondi dalla fine della Q2, la direzione gara sventola le bandiere gialle per un dritto alla prima curva, e Mazzoni rassicura tutti: "Ecco le bandiere gialle, per le classiche simulazioni della federazione" (simulazioni che ovviamente si fanno in qualifica, giusto per creare random del panico). Un cordiale saluto.

domenica 10 maggio 2015

BAR F1 - 5, GARA SPAGNOLA

Immagine tratta da corrieredellosport.it

MAN OF THE RACE
Nico Rosberg fa pole e vittoria, e si porta a -20 da Hamilton nella classifica iridata. Non sbaglia nulla, e il primo posto in gara non è stato mai messo in discussione. Tra due settimane si va a Montecarlo, dove lo scorso anno con una pole (con giallo) e vittoria, lanciò ufficialmente il guanto della sfida ad Hamilton. E con tanti punti di ritardo, ha un solo risultato a disposizione: vincere.
GLI SPUNTI
La Ferrari arriva per la quinta volta in cinque gare a podio. Il risultato è grandioso, considerando la base di partenza. Ma il sorriso è a metà, c'è un broncio latente, segno che il podio non basta più. Si vorrebbe insidiare sempre la Mercedes. Ma le Frecce d'Argento sono di un altro pianeta: Vettel è arrivato 45 secondi dopo il vincitore, Raikkonen a 1 minuto. La cosa non è fattibile. Bisogna sorridere e basta, perchè il podio nel 2014 si vedeva col binocolo.
Dopo 50 giri dei 66 previsti, tutte le vetture tranne Ferrari e Williams, erano state doppiate dalle Mercedes. Segno che è una F1 a due velocità.
Kimi Raikkonen mette in pista un primo giro, al solito, pazzesco. Dopo la prima curva era 8°, ma poi passa Massa, Verstappen e Sainz. Regala emozioni. Ma sta arrivando sempre dietro Vettel, specie perchè non azzecca un'ottima qualifica da tempo immemore. Forse gli alti stati di Maranello preferirebbero partire quarti ed arrivare quarti, regolari e senza emozioni. E il rinnovo tarda ancora ad arrivare.
GLI ABBACCHIATI
La McLaren cambia colore, ma l'ordine degli addendi non cambia. Alonso frigge i freni, con tanto di strike dimostrativo ai box, Button tristemente ultimo degli umani (escludiamo ovviamente le Manor). E dopo 5 gare, i punti sono zero. Nono posto. #IlMeglioDeveAncoraVenire, ha scritto per tutto l'inverno Nando. Beh, ha ragione, sotto zero non si può andare.
Pastor Maldonado stava facendo una gara strepitosa, navigando attorno alla 7a/8a posizione. Peccato che in un contatto ravvicinato con il compagno Grosjean, una parte dell'alettone posteriore si sia sfasciata. Dove c'è Pastor, c'è spettacolo. Sempre. E' una garanzia. Come si fa a non volergli bene?

sabato 9 maggio 2015

BAR F1 - 5, PROVE SPAGNOLE

Immagine tratta dall'account Twitter @F1
CHI C'E'
Finalmente Rosberg, firma la prima pole stagionale, sedicesima in carriera. Quasi 3 decimi dati ad Hamilton. Doveva rialzare la testa e l'ha fatto. Ma deve completare l'opera in gara, per cambiare i destini di un mondiale che pare già segnato.
Max Verstappen, che sì le prende dal compagno di box Sainz, ma ha comunque 17 anni e per la seconda volta nei suoi primi 5 Gp in carriera, partirà 6°. Per domani spera che dopo le tante rottura, la dea bendata si ricordi di lui.
CHI NON C'E'
Prima delle libere della mattina, in Ferrari si decide di usare per il weekend una macchina con gli aggiornamenti e una macchina "classica". Se la giocano con una monetina Seb e Kimi. E ovviamente Kimi pesca la "vecchia". E in Q3 ci mette molto del suo, peggiorando di 4 decimi rispetto al tempo della Q2, buscandosi 1 secondo da Vettel e 1 secondo e 7 da Rosberg. Una cosa è certa: se manca il grip, Raikkonen soffre. E partirà 7°.
La Red Bull è un mistero, strombazzano il nuovo muso e i nuovi aggiornamenti e in qualifica sia Kvyat che Ricciardo sono dietro le sorelline Toro Rosso di qualcosa come mezzo secondo. Urge una sterzata.
Felipe Massa le prende da Bottas con una certa regolarità ormai. Oggi è 9° a 1 secondo dal compagno di squadra.
La Force India sprofonda. Penultima fila, il motore Mercedes impone un telaio migliore di quello affidato sinora a Hulkenberg e Perez. Ma le finanze non sono floride.
L'EXPLOIT
A tenere alta la bandiera della Spagna del Gp di casa, date le difficoltà della McLaren Honda, c'è Carlos Sainz Jr. Qualifica maestosa e grandioso 5° posto in griglia domani. Olè.
LA PREVISIONE
Noia a palate nel caldo pomeriggio spagnolo. 1 Rosberg 2 Hamilton 3 Vettel 4 Bottas 5 Raikkonen.

domenica 19 aprile 2015

BAR F1 - 4, GARA DAL BAHRAIN

Immagine tratta dal profilo Twitter @F1
MAN OF THE RACE
Kimi Raikkonen torna sul podio per la prima volta dal 2013, segna il giro più veloce in gara (il 40° in carriera) e disputa una gara maiuscola, acciuffando un meritato 2° posto proprio sul finale. E' soddisfatto, ma non felice. Puntava alla vittoria, e magari senza quei due giri in più con le medie ormai cotte prima dell'ultimo pit-stop...
GLI SPUNTI
La Mercedes per arrivare davanti alla Ferrari non deve sbagliare nulla. Ha il fiato sul collo della Rossa. Oggi per vincere e ieri per la pole, Hamilton ha dovuto guidare al massimo, in stato di grazia.
Le gare sul podio della Ferrari sono 4 su 4, consecutive. E nella resurrezione di Raikkonen c'è il metro della resurrezione dell'intera squadra di Maranello.
Una Williams è arrivata davanti alla Ferrari, ma solo in condizioni particolari, ossia sosta imprevista di Vettel. In condizioni normali, non c'è storia. E per nessun altro: le Red Bull sono disperse, la McLaren è ancora ai margini della zona punti, il resto della truppa vede il podio con il binocolo.
GLI ABBACCHIATI
Rosberg è depressuccio. Sorpassa due volte Vettel e una volta Raikkonen, ma gli basta una sbavatura nel finale per arrivare tristemente 3°. Non ce n'è. Se non fa le cose per bene, quest'anno rischia di terminare le gare al terzo o quarto posto. E in classifica Hamilton ha già un GP di vantaggio.
Seb Vettel dopo tre gare da marziano senza neppure un errorino che fosse uno, oggi era un po' "distratto". Qualche imprecisione, un alettone danneggiato, e un Bottas che gli si è parato davanti senza concedergli nulla. E ha terminato 5°, perdendo anche il secondo posto in ottica mondiale.
Jenson Button chiude il suo weekend da incubo, senza neppure riuscire a prendere il via della gara per problemi tecnici. 

domenica 12 aprile 2015

BAR F1 - 3, GARA CINESE

Immagine tratta dall'account Twitter @F1
MAN OF THE RACE
Hamilton. Non ha sbagliato nulla, consistente, velocissimo e concentrato. Con questa fanno 35 vittorie in carriera, vince almeno un Gp da quando corre in F1, cioè 9 anni. E' nell'albo d'oro dei campionissimi. E fa pensare che Rosberg l'anno scorso gli fosse così vicino solo perchè Lewis attraversava una stagione no. 13 punti su Seb, 17 su Rosberg. Che incrementeranno a breve.
GLI SPUNTI
La Mercedes dimostra che la Malesia è stato solo un episodio, scaturito in condizioni particolari. A 2 giri dalla fine (prima dell'ingresso della Safety Car sino al traguardo), le Ferrari erano a 20 secondi. Ovvero la reale distanza tra le due vetture. La freccia d'argento si dimostra spaziale.
Terzo podio in tre Gp per Ferrari e Vettel. Per metà gara il tedeschino culla la pazza idea di puntare a qualcosa di più del 3° posto, poi le mescole medie lo mettono in difficoltà. Ha già portato a casa più podi che tutta la Ferrari nel 2014. E' già chapeau.
Menzione d'onore per Kimi Raikkonen e Max Verstappen. Il più vecchio e il più giovane sulla griglia. I migliori sorpassi hanno la loro firma. Il bistrattato Kimi durante il primo giro infila entrambe le Williams con manovre decise e grintose. Chiude 4°, ma negli scarichi dell'osannato Vettel. Peccato per le sue defezioni croniche in qualifica, perchè nel ritmo gara, in tutte e 3 le esibizioni, è stato esattamente uguale se non migliore di Vettel. Il baby olandese non sbaglia nulla e piazza tre sorpassi capolavoro su Ericsson, Nasr e Perez. Viene tradito dalla sua vettura, ma dimostra di avere un gran manico. Desta una grande impressione, dati i suoi 17 anni.
GLI ABBACCHIATI
Renault alza bandiera e fumo bianco. Oggi saltano Kvyat e Verstappen. Solo un motore francese nei punti, Ricciardo 9°. Crisi totale della casa transalpina, che si abbina a quella della Red Bull, attualmente pari, se non inferiore, alla sorellina Toro Rosso.
Il mitico Maldonado. Ce la mette tutta per auto-eliminarsi: va lungo in entrata box e deve essere aiutato dai commissari per rimettersi in carreggiata, va in testacoda in assoluta solitudine mentre è in zona punti, ma nulla. Ci pensa Button a metterlo k.o. con una tamponata assolutamente scriteriata. Dove c'è Maldonado, c'è party. Una garanzia acchiappaguai.

sabato 11 aprile 2015

BAR F1 - 3, QUALIFICHE CINESI

Immagine tratta dall'account Twitter @F1
CHI C'E'
Hamilton sta mettendo in fila numeri importanti a livello di albo d'oro. 41esima pole. Ancora primo, ancora davanti a Rosberg (seppur di un soffio). E' lui la prima guida. E' lui il favoritissimo per il Mondiale.
La Mercedes. Le illusioni sono durate 15 giorni. A Stoccarda hanno sempre e comunque la macchina migliore. 9 decimi all'immediato inseguitore ferrarista. E addio sogni di gloria degli altri.
Vettel raccoglie il massimo e parte terzo. Al solito, massimizza il pacchetto a disposizione. E in caso di defaillances Mercedes, sarà pronto a sfruttare le occasioni.
Il Kimi Raikkonen nelle interviste con Stella Bruno. Domanda (ma è poi una domanda?): "Kimi, un errore nel giro buono". KR: "Quindi?". Nuova domanda: "Non sei felice del risultato?". Risposta: "Pensi che potrei esser felice?". Certo, la verve di Raikkonen è quella che è, ma ti ci metti pure tu Stella?
CHI NON C'E'
Il Raikkonen che va in pista, specialmente in sabato. Nelle qualifiche nel giro buono, capita sempre qualcosa. E poi parte dietro, nei casini. Anche domani in zona tamponamento Sauber. Ok il passo gara, ma Kimi in qualifica è veramente deficitario.
Alonso che è stufo di arrivare 2°. E che ha sempre sognato di guidare la McLaren. E che sarà la sua ultima scuderia. Che parla sempre un sacco. E che, Manor a parte, scatterà ultimo. Per la seconda volta dietro Button, che a suoi tempi il suo mentore Briatore definì "un paracarro".
L'EXPLOIT
La Lotus e la Sauber. Rispetto a dove navigavano nella scorsa stagione, c'è stato un miglioramento di 8/9 posizioni. Grosjean torna ad affacciarsi nei quartieri alti, dopo una stagione di purgatorio. Maldonado dovrà cercare di non sprecare ogni chances con i suoi soliti black-out. I due alfieri della Sauber non hanno nulla da perdere, Nasr sarà 9° e Ericsson 10°: vedono punti buoni, e dovranno cercare (specialmente il brasiliano) di non tamponare Raikkonen come nelle prime due gare.
LA PREVISIONE
Noia a palate. 1 Hamilton 2 Rosberg 3 Vettel 4 Raikkonen 5 Bottas. Senza fantasia nè romanticismo.

sabato 28 marzo 2015

BAR F1 - 2, QUALIFICHE MALESI

Immagine tratta da Twitter (@F1)
CHI C'E'
C'è Lewis Hamilton, alla pole numero 40 in carriera. Ha rischiato in Q2, l'ha spuntata col fiatone di 74 millesimi in Q3, ma l'ha presa. Il terzo mondiale appare già in discesa. In barba a Nicole che l'ha mollato. Il Re Nero è cresciuto e non sbaglia un colpo da mesi.
Seb Vettel sotto la pioggia corre come un pazzo. Lo faceva in Toro Rosso, lo faceva in Red Bull, lo fa in Ferrari. Una prima fila con una Rossa mancava da gare 38. Una vita. E lui sta massimizzando tutto il pacchetto a disposizione: podio in Australia, prima fila in Malesia. E un sorrisone sornione che va da un'orecchio all'altro. Il manico c'è ancora, c'è sempre stato.
CHI NON C'E'
Nico Rosberg, che si sta trasformando in Nico Ros-Berger. Ovvero Gerhard Berger, fedele scudiero meno dotato di Ayrton Senna. Il Mondiale è già indirizzato per il bis di Ham, e lui non pare avere la forza mentale e il talento necessario neppure per competere. E forse l'anno passato era in un anno di grazia. Il che significa noia a palate quest'anno.
Kimi Raikkonen. Per sfiga, perchè si è addormentato, perchè ha fatto la figura del pollo nell'elastico Ericsson-Hamilton in Q2. E' il paladino della Legge di Murphy applicata alla F1: se c'è qualcosa che può andare storto, di sicuro busserà al pilota numero 7. Partirà 11°, si prende una tirata d'orecchie dal capo, e da due gare Vettel è issato da tutti come il Messia, mentre lui è Paperinizzato/Barrichelizzato/Massizzato. Reagirà? O sarà preda dello sconforto? Forza nonno Kimi, il più vecchio in griglia!
La McLaren sorride per aver dimezzato il distacco dai primi, che passa da secondi 5 a secondi 2.4. Ma domani parte sempre ultima. Anzi ultimo ci parte Alonso. Dietro Button. "Il meglio deve ancora venire", ripeteva per tutto l'inverno l'asturiano. Beh, qualcosa peggio di tutto quello che gli è capitato da quando ha poggiato le terga sulla vettura anglo-nipponica, è proprio difficile.
Poi la Manor. Chi?
L' EXPLOIT
Max Sbarbatell Verstappen, a 17 anni, sotto i monsoni malesi, con la pista mezza allagata e mezza asciutta, piazza un mostruoso 6° posto. Davanti alle Williams, a un soffio dalla Red Bull di Kvyat. Il ragazzo non si farà, si è già fatto. Occhio al talento, da punto esclamativo.
LA PREVISIONE
Si partirà asciutti, poi monsona, poi safety, poi bandiera rossa, poi si asciuga. 1 Hamilton 2 Raikkonen 3 Vettel 4 Verstappen 5 Rosberg.

domenica 15 marzo 2015

BAR F1 - 1, GARA AUSTRALIANA

Immagine tratta da f1passion.it

MAN OF THE RACE
Felipe Nasr all'esordio in F1 arriva ottimamente 5°. In barba all'etichetta di pilota pagante. Ora si capisce tutto il casotto montato da Van der Garde per il sedile della scuderia elvetica: la macchina va. Il motore Ferrari 2015 ha messo le ali anche a loro. E Nasr ha piazzato una prestazione da punto esclamativo.
GLI SPUNTI
Hamilton non lascia neppure una briciola a Rosberg, sempre tenuto a distanza di sicurezza. Sarà una lotta a due, o forse neppure, perchè Nico è plafonato da mesi sullo standard da scudiero. Un po' noioso.
Deprimente vedere schierarsi in griglia solo 15 vetture, date le defezioni di Manor, di Bottas causa mal di schiena e Kvyat e Magnussen andati k.o. addirittura prima della partenza.
Vettel ottimo terzo. Gara consistente e regolare. Non è piaciuto in partenza, dove non è stato "pulitissimo" nei confronti di Raikkonen, tirandogli la staccata e cacciandolo in mezzo al gruppo. Ha voglia da cannibale. E la Ferrari ha piazzato un recupero pazzesco, inaspettato.
GLI ABBACCHIATI
Detto di Rosberg-paggetto, c'è Kimi. Incasinato in partenza, dove ha dovuto alzare il piede per non toccare Seb, riesce ad avere un grandissimo ritmo di gara (migliore rispetto al tedesco), ma sul più bello una doppia esitazione al box, prima gli crea difficoltà gratuite e poi lo mette k.o.. La fortuna non dimora in Finlandia.
La RedBull è totalmente scornata. Kvyat non riesce a partire, Ricciardo finisce doppiato e per tutta la gara dietro gli scarichi della Sauber. La PU Renault è pessima, è addirittura peggiorata rispetto al 2014. 
Alonso, Button, Magnussen, ma anche Mazinga Zeta o Superman. Nessun pilota può far nulla su questa McLaren Honda. Jenson fa gara da formichina-ina-ina, arrivando a 2 giri dal vincitore e sempre ultimo. Non c'è velocità, la Honda deve darsi una svegliata.  Due campioni del mondo come Nando e Jenson meritano qualcosa di meglio, quantomeno lottare per i punti. Detto questo, Alonso può prendersela comoda nel recupero, non vale la pena rischiare per un catorcio del genere.
E Maldonado è il solito pirla che va a sbattere. Passano le stagioni, ma Pastor resta una garanzia.

domenica 30 novembre 2014

LA FINE E IL NUOVO INIZIO

Immagine tratta da corriere.it e modificata su befunky.com
E Nando se ne va. E Seb gira a Fiorano con una vecchia Ferrari del 2012, di quelle che facevano ancora un rombo degno di una F1.
Tanta gente assiepata sui cavalcavia, tra le recinzioni. Tutti a spiare il nuovo arrivato.
Un Vettel che per passione e dedizione al lavoro è già entrato nel cuore dei tifosi ferraristi, quelli veri. Quelli che non si fanno condizionare dalla stampa e dai giochini da bar.
La stampa ha steso tappeti rossi per Nando, più di quanto abbia fatto lo zoccolo duro dei sostenitori della Scuderia di Maranello. E sono stati sempre i giornali a eleggere Alonso ultra iper mega fenomeno, in una sorta di collettivo rito messianico, sempre rivolto ad idolatrare la sua figura. 
Si chieda a un ferrarista se Alonso sia o meno nel novero dei piloti migliori di sempre o tra i migliori che abbiano guidato una Rossa, e non ci saranno dubbi. Non viene prima di Schumi, non viene prima di Lauda, non viene prima di Gilles.
I giornali in questo lustro lo hanno esaltato oltremodo. Appoggiando la tesi alonsiana che Vettel abbia vinto 4 Mondiali senza meritarli, solo per meriti "meccanici" e "aerodinamici". Passando la teoria che tra Alonso e Vettel non ci fosse paragone.
Apriamo e aprite gli occhi. Qui si parla di un predestinato. Di un fenomeno vero. Parliamo di un ragazzo che ha fatto pole e vittoria con la Toro Rosso (!!!), al suo primo anno completo in F1, ancor prima che la Red Bull vincesse un Gp. A 21 anni. Parliamo di un ragazzo che ha vinto in Red Bull al suo terzo Gp con le lattine. Il confronto con Ricciardo? Daniel è un altro fenomeno vero, è stato davanti a Seb facendo miracoli, andate a vedere i sorpassi che ha buttato giù in pista in questo 2014. Ricciardo non è e non sarà uno qualunque. Come non lo fu quell'Hamilton appena arrivato in McLaren che mise in difficoltà il bi-campione Alonso.
E saranno gli stessi giornalisti che tempo qualche mese, o più verosimilmente qualche anno, saliranno tutti sul carro del tedeschino al grido di "Alonso chi?", fomentando la superficialità del tifoso da bar, pronto a giurare fedeltà alla moda del momento.
Non è un caso che la Gazzetta oggi apra con "Vettel va più veloce di Alonso", come fosse una notizia sorprendente e si parlasse di un novellino che sale per la prima volta su una F1.
Il vero ferrarista sa capire, sa scegliere chi amare. E i tanti tifosi andati a spiare Vettel lo dimostrano. E' un discorso che riguarda la pista, ma non solo. Schumi entrò nel cuore dei fans mostrando il suo lato "latino" e più umano, Lauda lanciando il cuore oltre l'ostacolo tornando in macchina 40 giorni dopo l'inferno del Nurburgring e Gilles, beh, Gilles entrò nell'elite dei migliori di tutti i tempi per il coraggio, la fantasia e la sua voglia di provarci sempre e comunque. E Seb ha già colpito il primo giorno non per i tempi sul giro, ma per passione, dedizione al lavoro, umiltà e per quella scritta rossa in italiano sul casco bianco "Il mio primo giorno in Ferrari". Frase perfetta per un nuovo inizio. E per colpire il cuore dei ferraristi.

domenica 9 novembre 2014

F1 DIARY - 18, INTERLAGOS, GARA

Immagine tratta da fia.com
Il filo conduttore di questo bel Gran Premio brasiliano è stato l'orgoglio. 
Ed è un filo che lega i grandi "bastonati" di questo 2014: Rosberg, Massa, Vettel e Raikkonen.
Nico ha battuto Lewis. In qualifica e in gara, ha amministrato e non ha fatto un errore, a differenza di Hamilton che si è girato nella foga di recuperare il gap prima della sosta ai box. Ora si gioca il jolly di Abu Dhabi: può vincere il Mondiale con una vittoria e un terzo posto del compagno di squadra. Difficile. Ma è ancora lì, Rosberg sta disputando la miglior stagione in carriera. E tiene botta a un manico globalmente riconosciuto come Hamilton.
Massa. Felipe va sul podio nella gara di casa, bissando l'altro piazzamento nella top3 di Monza. Nel corso dell'anno è stato bersagliato dalla sfortuna (al solito) e offuscato dall'escalation di Valtteri Bottas. Ma oggi è stato fortissimo, è arrivato tranquillamente terzo nonostante un penalty di 5 secondi e sbagliando box al pit stop. Chapeau.
Vettel ha fatto il Vettel per tutto il weekend. Ha tenuto dietro Ricciardo sia ieri che oggi. Ha sorpassato, ha avuto ritmo, ha spremuto al massimo la sua lattina. Il sorridente Daniel non s'è mai visto e una volta tanto le rogne tecniche han riguardato solo la sua vettura.
Kimi ha fatto il Kimi della Lotus. Una sosta in meno degli altri, magistrale gestione degli pneumatici. E si è concesso il lusso di battagliare a lungo per tenere dietro un Alonso con una quindicina di giri in meno sulle gomme. Un duello corretto, leale, malizioso. C'era l'orgoglio e l'occhietto vispo del finlandese nel resistere in una condizione di inferiorità tecnica del pneumatico. E' stato un bel vedere. Kimi non era un brocco bollito sette giorni fa, e non è un fenomeno oggi. Semplicemente alcune modifiche sull'anteriore della vettura gli han dato più fiducia alla guida. Meglio tardi che mai.
Infine, nota di merito per Jenson Button. Un vero signore, un gran pilota. E' corretto e duro nei corpo a corpo, e in queste ultime gare in cui la McLaren è progredita sta portando a casa ottimi risultati. Il 4° posto di oggi è un punto esclamativo sulla ventilata decisione della scuderia di Woking di appiedarlo e tenere l'acerbo Magnussen. Merita un volante, è un Campione del Mondo ed è una garanzia. Perchè mai gli si dovrebbe preferire il danese?

sabato 8 novembre 2014

F1 DIARY - 18, INTERLAGOS, QUALIFICHE

Immagine tratta da fia.com
Quando la pista è bella e ha fascino e storia, i piloti ci mettono qualcosa in più, e osano, ci provano.
Così è stato anche in queste qualifiche brasiliane.
Ci ha provato Rosberg, e gli è andata bene. E' stato ancora una volta più veloce in prova di Hamilton, portando il confronto a 10-7. Tutto sommato è inaspettato questo primeggiare nel giro secco del biondino, accreditato di una tacca di talento in meno rispetto a Lewis. Sarà una bella lotta, con Ham che potrà anche accontentarsi di arrivare 2° in virtù del +24 in graduatoria.
Ci ha provato Massa, senza riuscirci, spinto dalla torcida che ha fatto tremare le tribune di Interlagos. Ha finito a 2 decimi dalle super Mercedes, e per domani sogna un Gp da ricordare. Tra l'altro la sua ultima vittoria in F1 è stata proprio su questa pista, anno 2008, con quel sogno Mondiale svanito 40 secondi dopo aver tagliato il traguardo da Campione.
Ci ha provato Seb Vettel a stare davanti a Ricciardo, riuscendoci per 137 millesimi con un 6° posto a fronte di un 9° del suo sorridente antagonista sulle lattine. Ha spezzato la serie negativa di 4 qualifiche alle spalle del compagno di box. Ora resta da ripetersi in gara. Col naso all'insù pregando la pioggia, per accomiatarsi dalla Red Bull con un risultato prestigioso.
E ci ha provato persino Kimi Raikkonen a mettere le proprie ruote davanti a quelle di Nando Alonso. E' stato davanti in FP2, FP3, Q1, Q2, ma si è sciolto sul più bello. Nella manche decisiva Fernando ha trovato un bel giro, rifilandogli 122 millesimi. Una lotta appassionante. Peccato che le due Ferrari stessero lottando per la quarta e la quinta fila. Alonso scatterà 8° e Raikkonen 10°. In una pista in cui i motori Mercedes han trovato picchi di velocità di punta sui 340 kmh, la Ferrari avrà zero possibilità di sorpasso. Quindi lotterà per i punti piccoli. 
Domani? Ma speriamo in qualche scroscio di pioggia, e diciamo Rosberg primo, Ricciardo secondo e Massa terzo. Ma non giocateci su una schedina eh!

domenica 21 settembre 2014

F1 DIARY - 14, SINGAPORE, GARA

Immagine tratta da fia.com
Hamilton 25, Rosberg 0. E Lewis vola a +3 su Nico. 
E' solo l'affidabilità il tallone d'Achille di queste super Mercedes. Rosberg non riesce a partire, ha l'elettronica in panne. Cambia tre volanti, ma niente. Macchina che fa le bizze e mesto ritiro. Hamilton passeggia in pista, permettendosi anche il rischio di tenere le super soft dietro la Safety Car e facendo una sosta in più degli avversari.
Lo spettacolo promesso dalle serrate qualifiche svanisce. Sbadigli. Poche emozioni date dalla tattica. 
E trenini. Solo trenini. 
Con la Ferrari che nel 2014 nei trenini è sempre l'ultima della fila. Manca di trazione in uscita di curva e di velocità in rettilineo. Non si riesce a fare un sorpasso manco a pagarlo.
Chiedere ad Alonso, che chiude 4°, costretto ad accodarsi sia a Ricciardo (3°) con problemi al motore che a Vettel (2°) in crisi di gomme.
E chiedere a Raikkonen, che termina 8°, dopo una gara negli scarichi di Massa prima e di Bottas poi, grazie alla strategia modello kamikaze ideata dal muretto box che ha vanificato il 5° posto dopo la prima curva.
La Rossa ha anche un buon ritmo, tutto sommato, in queste ultime gare (Monza a parte). Ma riuscire a sopravanzare le Red Bull o le Williams senza defaillances di queste ultime non si riesce.
Ed è anche umiliante. Perchè Nando e Kimi fanno pure la figura di quelli scarsi, che non ci provano e che si accodano come taxisti alla stazione. 
La colpa non è loro.
E se l'anno prossimo la Mercedes, come si sussurra, avrà altri 50-60 cavalli in più nel motore, il futuro si preannuncia già da ora grigio, grigissimo.
Aggiungendo poi che probabilmente i top team schiereranno 3 vetture ciascuno, e chi lo vedrà più il podio?
Singapore è affascinante perchè in notturna, perchè si suda, perchè i fuochi d'artificio alla fine. Ma non è un circuito. Chi è più lento di 2/3 secondi riesce a tenersi dietro gli altri. Questo non è spettacolo. E' ostruzionismo puro.
Vabbè, comunque Hamilton è il nuovo leader di questa sinfonia Mercedes. Dopo il fattaccio ungherese, magicamente la sorte gli sta sorridendo. E magicamente Nico ha problemi di ogni sorta. Forse quell'episodio è stato realmente lo spartiacque stagionale. Rosberg ha capito chi comanda in Mercedes. E la classifica glielo sta spiegando.

sabato 20 settembre 2014

F1 DIARY - 14, SINGAPORE, QUALIFICHE

Immagine tratta da fia.com
Ma sì, le più belle qualifiche dell'anno! Tutti vicinissimi, tre sessioni in cui Red Bull, Williams e Ferrari si sono illuse di poter defenestrare finalmente le Mercedes.
E invece no. Alla fine la griglia è sempre quella. La solita solfa.
Due Mercedes, due Red Bull, Ferrari e Williams a mischiarsi. 
Alla fine è sempre la casa di Stoccarda a portarsi a casa la prima fila. Stavolta è Hamilton a beffare Rosberg per 7 millesimi. "Damn it!" (trad. "Dannazione!") sbotta Nico via radio appena saputo di essere stato beffato. 
Soliti sorrisetti e strettine di mano di cartone a fine prove. Domani botte vere, sin dalla prima curva. Rosberg non correrà da ragioniere, e se ci sarà la possibilità, renderà la vita dura a Lewis. 
Però gli altri ci sono. Il fenomeno Ricciardo è 3° a meno di due decimi e dichiara di voler puntare al bersaglio grosso. Ha un gran ritmo gara, è da tenere sott'occhio, perchè è uno che sa gestire bene le gomme. Poi quel sorriso con i riflettori splende che manco la pubblicità del dentifricio.
Il duo Vettel-Alonso è 4° e 5°, vicini vicini, come vorrebbero le voci di mercato che tanto fanno infuriare lo spagnolo. Tanto da sgridare pubblicamente la stampa italiana. Pare sceso dalle nuvole, sei alla Ferrari baby, la pressione fa parte del gioco! Nando vuole puntare al podio. Ma se non fa mirabilie al via, sarà tosta: superare chi sta davanti è un dramma da inizio anno per la Rossa, pure attivando il Drs. Anche perchè la Red Bull può mettere le ali e la Mercedes i cavalli.
Ferrari che aveva anche un Raikkonen in palla, in pallissima, per tutte le qualifiche. Kimi e Nando finalmente separati da un soffio, come nel progetto iniziale di Domenicali: 204 millesimi per il finlandese nella Q1, 31 per lo spagnolo in Q2, e meno di un decimo anche nel primo tentativo della Q3. Poi il motore di Raikkonen ha fatto le bizze e addio secondo run. Sarà 7°, con la magra consolazione della partenza dal lato pulito della pista. Ma per la prima volta è andato veramente bene anche nelle prove. "Tutte le volte che la macchina mi dà delle buone sensazioni, capitano dei problemi", il suo amaro commento. L'importante è che il pilota dimostri, come da qualche gara a questa parte, di aver trovato il feeling giusto con la macchina e il box. Che riesca a modificare in meglio gli assetti, e che stia vicino ai tempi di Alonso. Dimostrando di non essere bollito. 
Beh chi vince domani? Classica vittoria di Ricciardo, quello la sa lunga. Anzi, doppietta Red Bull con Vettel 2°. Con il sorrisone super di Ric che convincerà il tedesco a cambiare aria. E Alonso 3° davanti a Raikkonen. Per farlo stare tranquillo e rivendicare le sue vittorie di Pirro contro Kimi alle prime interviste possibili. Alè.

domenica 7 luglio 2013

NON SI BATTE

Immagine tratta da f1grandprix.motorionline.com e modificata su befunky.com
Vettel non si batte. Non si batterà nel 2013. Anima in pace ed amen.
Vince sempre, rompe il tabù tedesco che non lo vedeva mai trionfante nel Gp di casa e si porta a quota 30 vittorie in 110 apparizioni in carriera. 
Dritto dritto filato e in discesa per il Mondiale numero 4 consecutivo. A 26 anni. Roba che dal divano svizzero pure il buon Schumacher inizia a preoccuparsi seriamente.
Oggi vince bene, va detto. Parte alla grande, non si fa intimidire dalla mossa di Hamilton al via, e per tutta la gara è braccato dalle Lotus, prima quella di Grosjean e poi Kimi Raikkonen, spesso sotto il secondo di distacco. Ma mai una sbavatura, un bloccaggio, nulla.
Merita. Ha un missile sotto il sedere con cui forma un tutt'uno dalla prima volta che ha messo piede in Red Bull. Il prossimo anno accetterà il confronto con Raikkonen o preferirà un compagno più "morbido" come Ricciardo? 
Il distacco in classifica sale a 34 punti su Alonso, oggi quarto e 41 su Raikkonen, secondo.
Per il quarto iride è solo questione di tempo, anche perchè la Red Bull migliora costantemente, come nella stagione passata da un punto in poi diventa imprendibile.
Sul podio si alternano gli altri: una volta le Lotus, una volta le Mercedes, un'altra le Ferrari, ma non c'è costanza, l'unica costante è Seb. Se non si fosse ritirato per il guasto idraulico in Gran Bretagna il distacco avrebbe assunto forme abissali. 
Raikkonen fa secondo, ma resta la sensazione di una vittoria sfumata: il finlandese poteva restare in pista e tentare la carta della sosta in meno, ed invece monta le morbide per i 10 giri finali, senza però riuscire a tentare il sorpasso su Vettel. Va detto che al muretto Lotus non siedono propriamente degli strateghi, come rammenta Kimi 7 giorni fa in quel di Silverstone, mal guidato dal box che, non facendo il pit stop in regime di Safety Car, gli ha fatto perdere un meritato podio.
La Ferrari arriva 4a con Alonso, con una rassegnata gara d'attesa. Con l'aggravante della mossa strategica delle gomme dure in partenza, miseramente naufragata per i troppi giri in qualifica (4) con gli pneumatici bianchi, che non sono durati più di una dozzina di tornate.
Andare avanti a macumbe non basta. Funziona una volta, ma poi stop.
L'Ungheria arriva a fine mese, la Ferrari nelle ultime due gare è sprofondata in una crisi tecnica inaspettata. La pazienza sta finendo, anche la F2013 si sta spostando verso la categoria "Vetture sbagliate". Ci vorrebbe uno di quei bei recuperi clamorosi estivi della Ferrari di Schumi-Todt e Brawn. Solo che di test a disposizione qua ne abbiamo solo uno, a Silverstone, nel luogo del boom delle gomme, basterà per risorgere?

157Vettel, 123Alonso, 116Raikkonen, 99Hamilton, 93Webber.
250Red Bull, 183Mercedes, 180Ferrari, 157Lotus, 59ForceIndia.

mercoledì 24 aprile 2013

BONUS FINITI

Immagine tratta da f1grandprix.motorionline.com e modificata su befunky.com
La sfortuna colossale, epocale, mondiale non può essere una giustificazione valida.
La Ferrari in questo 2013 ha messo in pista una gran macchina, potenzialmente se non da vittoria, da podio in ogni Gp. 
Ma su 4 appuntamenti del Mondiale, siamo già a segnare uno zero e un quasi zero (4) alla voce punti. E passi per la cavolata gigantesca della Malesia, quando con un ala strisciante non si è rientrati al box nel momento giusto, ma ora ci si mette anche l'affidabilità, come successo domenica in Bahrain, con un guasto al sistema Drs nei primi giri della gara che ha costretto Alonso a una doppia sosta ai box, senza peraltro riparare il guasto.
Il ragionamento è semplice: la scorsa stagione si è rimasti in lizza sino all'ultima gara con una vettura sì nettamente inferiore, ma le gare in cui non si è segnato punti sono state in totale due: Spa con lo strike di Grosjean ed il Giappone con la tamponata a Raikkonen. Gare su cui si è recriminato tantissimo, visto poi lo scarto finale di 3 punti dal solito Vettel.
Immagine tratta da formula1.com
Qui la Red Bull di Vettel, pure nei suoi fantomatici problemi di consumo gomme, ha vinto già la metà dei Gran Premi e negli altri due ha marcato un 3° ed un 4°.
Per chiarire, lo scorso anno la vittoria numero 2 di Seb arrivò solo in Settembre, in corrispondenza del risveglio rabbioso della Red Bull, che da lì alla fine sfoderò una vettura nettamente più veloce della concorrenza.
La Red Bull è partita subito forte, e anche la Ferrari, ma ci si trova sotto già di ben 30 punti, il che suona già come un enorme campanello d'allarme. 
L'anno scorso si era stati superlativi nel massimizzare ogni punto disponibile rispetto ai limiti evidenti della vettura messa in pista, ma quest'anno in entrambe le gare sfortunate, si poteva chiudere ad occhi chiusi sul podio.
Urge cattiveria e determinazione, la sveglia sta già squillando, i bonus sono stati già bruciati, e non bisognerà lasciare altri punti per strada, perchè questa Red Bull è diventata uno squadrone, e se arriveranno altri step evolutivi, diventerà presto imprendibile oltre che in pista, anche in classifica.

PS. Si parla di Red Bull e Ferrari intendendo le vetture di Vettel ed Alonso, perchè il buon Webber e il pallido Massa non sono proprio in lizza. Per nulla. Non si vedono mai se non nelle retrovie, quasi come fossero un peso ed un imbarazzo per entrambe le squadre.

Pagelline: 1°Vettel 10; 2°Raikkonen 9; 3°Grosjean 8,5; 4°DiResta 9; 5°Hamilton 6,5; 6°Perez 7,5; 7°Webber 5; 8°Alonso 7,5; 9°Rosberg 6; 10°Button 6; 11°Maldonado 7; 12°Hulkenberg 6; 13°Sutil 6; 14°Bottas 5,5; 15°Massa 6; 16°Ricciardo 5; 17°Pic 7,5; 18°Gutierrez 4; 19°Bianchi 6; 20°Chilton 6; 21°Van der Garde 5; RIT.Vergne 5.