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lunedì 30 giugno 2014

MONDIARIO DIA 19

Immagine tratta da worldsoccertalk.com e modificata su befunky.com
Diario Mondiale. Giorno 19.
E' la fame. La fame che fa la differenza. Lo spettacolo offerto da Colombia e Cile sabato, da Olanda e Messico, Costa Rica e Grecia domenica ci spiega che è la voglia di vincere questo Mondiale, di prenderlo come un'occasione unica nella vita, ciò che sta mettendo le ali a queste Nazionali. E non è un caso che nessuna di queste si sia mai issata sul tetto del mondo. Come non è un caso che le due peggiori squadre delle 8 viste sinora negli ottavi di finale siano state le uniche che un Mondiale lo hanno già vinto, il Brasile e l'Uruguay.
Poi c'è anche il fenomeno. Il fenomeno, quel giocatore che in partite di lotta ti piazza il colpo di classe e si vince da solo la partita. Sta succedendo in tantissime partite. Ieri l'Olanda ne ha avuti due. Sneijder che ha fatto una pessima partita e a due minuti dalla fine coglie il pareggio orange, e Robben, che al minuto 92 parte da centrocampo e se la va a vincere da solo. Imprendibile. E si procura (foto) il rigore della vittoria poi insaccato da Huntelaar.
Chi ha la fame e i fenomeni vincerà. E i fenomeni sono 3: Messi, Robben e James Rodriguez. Per continuità e capacità di essere decisivi. In ogni partita. 
In Costa Rica-Grecia c'era solo fame. E sonno. Il fenomeno lo faceva Christodoulopoulos del Bologna (il che è esemplificativo) e dall'altra parte Keylor Navas, portiere del Levante. Partita modesta modestissima sul piano tecnico, accesa su quello del pathos, belli i supplementari. E' passata la Costa Rica ai rigori, ma non avrà scampo contro l'Olanda. 
A chi si chiede come facesse la Costa Rica a essere arrivata là e l'Italia no, basta notare come gli azzurri non abbiano avuto nè fame e nè fenomeni. Ed è bastata la fame della Costa Rica per passare il turno, il remare nella stessa direzione, sentire che il Mondiale è l'occasione di una vita. Non un'altra partita per presunti campioni che non vedono l'ora di andare in vacanza.
Stasera le europee torneranno sugli scudi: le due squadre più squadre di tutti forse, Francia e Germania incontreranno rispettivamente Nigeria e Algeria. Non ci saranno sorprese, Francia-Nigeria 2-0 (Benzema, Giroud) e Germania-Algeria 3-0 (Muller, Muller, Kroos).

martedì 24 giugno 2014

MONDIARIO DIA 13

Immagini tratte da chud.com (a sx) e express.co.uk (a dx), modificate con Paint e befunky.com
Diario Mondiale. Giorno 13.
Chiudono i battenti il Gruppo A e il Gruppo B. Escono i primi due ottavi di finale, che saranno Brasile-Cile e Olanda-Messico. Salutano la competizione Croazia, Camerun, Spagna e Australia. Ultime gare dei gironi al solito con una girandola di gol (14 in 4 gare), nella partita più interessante e decisiva, il Messico di Fred Flintstones Miguel Herrera pialla allegramente la Croazia (3-1), senza far nulla di eccezionale, eccetto aspettare per 72 minuti la cottura nel caldo di Recife dei croati, che crollano clamorosamente incassando tre reti in dieci minuti. Il fattore fisico si sta rivelando veramente penalizzante per le squadre europee, maggiormente per le più tecniche che tentano di imporre il proprio gioco contro quelle del continente americano. 
Astuta la mossa del maestro Van Gaal, che schiera un'Olanda da attesa in contropiede contro il Cile, non tenta di imporre il proprio gioco, ma aspetta che i cileni scoprano il fianco. Un 3-5-2 atipico quello degli orange, con il vecchio Dirk Kuyt a fare l'esterno sinistro e due velocisti come Robben e Lens in attacco pronti a essere innescati. il 2-0 finale è frutto di questa tattica, specie nell'azione del raddoppio. Attenzione all'Olanda: Robben è in una forma strepitosa, per distacco il miglior calciatore visto sinora e Van Gaal con 3 vittorie su 3 sta ben rispondendo alle critiche ricevute in patria per la difesa a 3 / a 5.
La vittoria del Brasile (4-1) non deve esaltare. Il Camerun è tatticamente la peggior squadra vista ai Mondiali, basta vedersi la rete dell'1-0 di Neymar, con una difesa piazzata come in terza categoria. E immancabile anche il dodicesimo uomo in campo, al minuto 49 riappare Aiutinho, l'unico in grado di far segnare baffetto Fred. Preoccupante piuttosto aver preso un gol dagli africani, l'unico realizzato in questa manifestazione, e il continuo ostracismo a Hernanes. Si congeda dal Mondiale finalmente con una vittoria la Spagna, con la vecchia guardia capitanata da Fernando Torres e David Villa che passeggia allegramente sui cangurotti australiani. Un 3-0 che sa di addio per molti protagonisti del ciclo vincente, Del Bosque compreso.
Oggi è il giorno dell'Italia. Considerando che con quella dell'Olanda salgono a 3 su 11 partite le vittorie delle squadre europee sulle americane, bisognerà fare molta attenzione. Il bottino europeo sulle americane è 3 vinte (una oltre il 90' della Svizzera sull'Ecuador) e un pari (il Portogallo al 95' contro gli Usa) e ben 7 sconfitte. L'Uruguay in sè a parte le due bocche di fuoco Cavani e Suarez è battibile, ma è necessario reggere fisicamente e usare il 3-5-2 in senso italico, in contropiede, lasciando ai sudamericani l'onere di fare la partita. Un dato curioso: l'Italia e l'Uruguay si sono già confrontate l'anno scorso in Confederation Cup, con un 2-2 e vittoria azzurra ai rigori, ma di quella gara è rimasto nulla. Prandelli schierò un 4-2-3-1 con ben 6 degli 11 in campo non convocati per questi Mondiali (Maggio, Astori, Montolivo, Diamanti, El Shaarawy, Gilardino), sembra una vita fa. 
Se l'Italia non dovesse passare il turno, Prandelli ha pronto un biglietto sola andata per il Costa Rica. 
Polpopol usato come pendolino: Costa Rica-Inghilterra 1-1 (Campbell, Sturridge), Italia-Uruguay 0-0, Grecia-Costa d'Avorio 0-3 (Bony, Yaya Tourè, Bony), Giappone-Colombia 0-2 (Ibarbo, Gutierrez).

sabato 14 giugno 2014

PAGELLE MONDIALI - SECONDA PUNTATA

Immagine tratta da telegraph.co.uk
Seconda giornata di questi Mondiali 2014 in Brasile, subito un match "di cartello" tra Spagna e Olanda, remake della finale 2010, e altre due sfide comunque interessanti, Messico-Camerun e Cile-Australia. Questo è il nostro commento alle partite disputate.
MESSICO - CAMERUN 1-0
Qui Messico: Nonostante il diluvio e due reti annullate erroneamente per fuorigioco, gli uomini di Herrera la spuntano alla fine, mostrando una ritrovata convinzione e buone individualità. Il palleggio veloce dei messicani stordisce il Camerun, il portiere avversario e gli errori del guardalinee tengono il punteggio in parità fino a metà ripresa, poi arriva la rete che decide la sfida. Merito di Peralta, scelta azzeccatissima del tecnico, preferito al più blasonato Hernandez ma in grado di fare la differenza con la sua rete. Proprio il Chicharito è forse l'unico a deludere in parte, quando si mangia un 2-0 facile facile a porta vuota.
Qui Camerun: I "leoni indomabili" che negli anni 90 sembravano poter stupire il mondo sono un ricordo. Gli africani del tedesco Finke sono molto confusionari, timorosi e imprecisi in difesa, e la sconfitta poteva essere decisamente peggiore vista la differenza di valori in campo. Si salva il terzino Assou-Ekotto, che spinge con continuità e regala ad Eto'o uno dei pochi palloni buoni del match, non sfruttato dal bomber camerunense. Male a centrocampo Alex Song, che dovrebbe essere uno dei migliori e invece non lascia mai il segno, se non in negativo, sul match.
Curiosità: Due giocatori, uno per squadra, hanno festeggiato con questa presenza la partecipazione al quarto Mondiale della carriera. Da una parte Rafa Marquez, che esordì già da capitano nel 2002 in Giappone, dall'altra Samuel Eto'o, in campo diciassettenne (in teoria...) a Francia '98 contro l'Italia.
SPAGNA - OLANDA 1-5
Qui Spagna: Sono davvero questi i campioni del Mondo uscenti, i candidati ad uno storico bis? Un primo tempo discreto, con il vantaggio meritato e un paio di buone chance per raddoppiare sprecate, poi il crollo inesorabile, con una difesa inguardabile e un centrocampo soffocato, non in grado di giocare come sa. Difficile salvare qualcuno dei ragazzi di Del Bosque, forse solo Xabi Alonso può meritarsi una citazione per il gol realizzato, mentre abbondano i bocciati, su tutti i centrali Pique e Ramos, inguardabili nell'applicare il fuorigioco, e il portiere Casillas, che dimostra di aver sofferto tremendamente l'anno da riserva.
Qui Olanda: Una rivincita così non l'avrebbero immaginata neanche nei sogni migliori, gli orange. La tattica di Van Gaal sembrava un incredibile azzardo, si è rivelata tremendamente azzeccata. Difesa alta a soffocare i creatori di gioco spagnoli, terzini altissimi a spingere e lanciare per scavalcare la mediana, ottimi inserimenti davanti a eludere il fuorigioco. I migliori ovviamente Robben e Van Persie, simboli di questa squadra assetata di vendetta, che hanno scherzato la difesa iberica, da rivedere forse De Guzman, non al meglio fisicamente e sempre in difficoltà finché è rimasto in campo.
Curiosità: Questa è stata la quarta volta che le due finaliste di un mondiale si sono ritrovate contro anche nel successivo. I precedenti nel 1970 (Germania Ovest-Inghilterra), 1978 (Germania Ovest-Olanda) e 1990 (Germania-Argentina). Curiosamente, in ben tre occasioni compresa quella di oggi la squadra sconfitta in finale si è poi presa la rivincita...
CILE - AUSTRALIA 3-1
Qui Cile: Missione compiuta e tre punti in cassaforte, ma qualche patema di troppo per gli uomini di Sampaoli. Squadra che non convince in difesa e soffre più del dovuto con i modesti australiani, che restano in partita fino all'ultimo nonostante l'uno-due che avrebbe dovuto mandarli al tappeto. Il meglio i sudamericani lo danno davanti, con Valdivia e soprattutto Sanchez che si trovano alla grande e fanno impazzire i difensori avversari. Nel reparto arretrato, si distingue in negativo Medel, sovrastato da Cahill sull'1-2 e mai sicuro quando capita un pallone dalle sue parti.

Qui Australia: La qualificazione in un girone come questo sembrava già un miracolo, il campo ha confermato che i "socceroos" rischiano severe lezioni di calcio in questo Mondiale. Difesa imbarazzante, centrocampo lento e legnoso, si salvano solo la buona volontà e l'impegno costante degli uomini di Postecoglou. Palma di migliore indiscutibilmente a Tim Cahill, autore del gol e di una prova più che positiva nonostante l'età non più giovanissima, male invece il capitano Jedinak, falloso e in costante difficoltà contro i fantasiosi cileni.
Curiosità: Terzo Mondiale consecutivo per Cahill, trasformato in attaccante dopo una carriera da centrocampista. In tutte e tre le occasioni, l'ex giocatore dell'Everton ha segnato almeno una rete: 2 nel 2006 contro il Giappone, 1 nel 2010 contro la Serbia, e appunto 1 stanotte contro il Cile.

domenica 23 giugno 2013

CONFEDERATIONS CUP 2013: PAGELLE SESTA GIORNATA

Immagine tratta da vivoazzurro.it
Si conclude il girone A della Confederations Cup con la sfida stellare tra i nostri azzurri e i padroni di casa del Brasile e l'altro incontro, ormai inutile per la classifica, tra Messico e Giappone. Vediamo qual è il nostro giudizio sull'Italia e in generale sulle due partite.
ITALIA
Buffon: Se la difesa prende troppi gol stavolta non si può dire che il portiere non sia colpevole. Impreciso sul gol di Neymar e sul secondo di Fred, dopo alcune buone parate nel primo tempo. Voto 5,5.
Abate: Non inizia bene la partita, timido e in difficoltà contro Marcelo. Quando migliora un po' subisce l'intervento killer di Neymar e deve dire addio a partita e Confederations. Voto 5,5.
Maggio: Entra a freddo ma fa vedere di non avere paura. Tiene bene la fascia e di testa in mischia sfiora il gol del 3-3 centrando in pieno la traversa. Voto 6.
Bonucci (il peggiore): Sostituisce Barzagli ma non riesce a fare meglio di lui, anzi. Perennemente fuori posizione, scavalcato dal lancio del 3-1, non riesce a dare sicurezza al reparto. Voto 5.
Chiellini: Il gol gli da mezzo voto in più, ma anche la sua prestazione non è sufficiente. Bruciato da Fred, in difficoltà contro gli attaccanti brasiliani, usa l'esperienza ma non basta. Voto 5,5.
De Sciglio: Riscatta la prestazione opaca contro il Giappone giocando con personalità e tenendo bene la sua fascia, unico neo lascia da solo Dante in occasione del primo gol. Voto 6.
Aquilani: C'è poco da fare, in Nazionale non riesce proprio ad essere protagonista. Partita in sofferenza, sbaglia molti palloni e non fa girare a dovere la squadra. Inevitabilmente bocciato. Voto 5.
Montolivo: Non convince come vice di Pirlo, sbaglia anche lui passaggi facili e soffre sul pressing degli avversari. Sostituito per un colpo alla testa, senza di lui paradossalmente le cose migliorano. Voto 5,5.
Giaccherini (il migliore): Entra e segna il gol del momentaneo pareggio con un gran diagonale. Ci mette l'anima e si rivela ancora una volta il migliore dell'Italia, meritandosi forse la maglia da titolare contro la Spagna. Voto 6,5.
Candreva: Buona partita per il trequartista azzurro, che tiene bene Marcelo e fa un gran lavoro sulla fascia destra. E' più in condizione di alcuni compagni, meriterebbe più spazio. Voto 6.
Diamanti: Dopo due gare in panchina ha finalmente l'occasione di mettersi in mostra, per di più contro il Brasile. Fallisce la missione, non riesce mai ad entrare nel vivo del gioco e ad incidere sulla gara. Voto 5,5.
El Shaarawy: Subentra a Diamanti e non riesce a fare meglio di lui. Dal suo ingresso in campo non si fa mai vedere, confermando di non essere al meglio e di non essere lo stesso di inizio stagione. Voto 5,5.
Marchisio: Prima esterno avanzato, poi interno di centrocampo, gioca comunque al di sotto dei suoi livelli. Resta l'impressione di un giocatore stanco e lontano dalla miglior condizione. Voto 5,5.
Balotelli: Sempre solo là davanti, cerca di fare qualcosa ma non riesce ad incidere come in altre partite. L'assist di tacco per Giaccherini però è da applausi a scena aperta. Voto 6.
Prandelli: Cerca una soluzione all'assenza di Pirlo e cambia modulo, ma non ha le risposte sperate. Il primo tempo in sofferenza e la difesa troppo perforabile sono due delle cose da rivedere nella squadra. Voto 5,5.
BRASILE
Tattica: Scolari continua sulla sua strada, con una squadra offensiva e puntando tutto sulla classe di Neymar. Il primo tempo è molto positivo e il Brasile va meritatamente in vantaggio, nella ripresa soffre di più ma riesce ugualmente a strappare la vittoria. Anche se lentamente, sta costruendo la squadra per il Mondiale.
Il migliore: Dopo esser stato lontano dalla Nazionale per quattro anni, Fred sta ricompensando la fiducia ricevuta da Scolari con buone prestazioni. Contro gli azzurri costringe Buffon alla respinta sul primo gol e poi lo batte due volte, con fisico e intelligenza. L'attaccante giusto per questo Brasile potrebbe essere lui. Voto 7.
Il peggiore: Sembra quasi che vogliamo infierire, ma il peggiore resta sempre lui: Oscar. Un tacco per Neymar e nulla più in un'altra partita anonima, la terza su tre in questa Confederations. Scolari continua a puntare su di lui, i risultati non lo premiano, non sarebbe meglio affidarsi a Lucas? Voto 5.
Curiosità: Con oggi sono quasi trentun'anni che l'Italia non batte il Brasile. Negli ultimi sette incontri due pareggi e cinque sconfitte, di cui una ai rigori nella finale del Mondiale 1994. L'ultima vittoria, dolcissima, risale al 5 luglio 1982, il leggendario 3-2 con tripletta di Paolo Rossi che aprì la strada al terzo mondiale azzurro.
MESSICO
Tattica: In una gara inutile per il passaggio del turno, De la Torre conferma il 4-4-2 schierato contro il Brasile cambiando alcuni uomini ma puntando sulle sue stelle in attacco. La risposta è positiva, la vittoria arriva ed è più netta di quanto dica il punteggio, resta l'impressione di una squadra in crescita ma ancora incompleta.
Il migliore: Dopo una gara da spettatore contro i verdeoro, Javier Hernandez torna a farsi vedere con una doppietta e una partita di grande sostanza. Dopo un primo tempo abulico, si sveglia nella ripresa mostrando freddezza e grande qualità. Unico neo, il rigore sbagliato che gli nega la tripletta. Voto 7.
Il peggiore: Il tecnico gli concede una maglia da titolare, ma Raul Jimenez non sfrutta l'occasione. Tanta corsa per tutta la partita, ma non riesce mai a rendersi utile o pericoloso, rimanendo spesso fuori dal gioco. E' un attaccante giovane, avrà altre occasioni per rifarsi in futuro. Voto 5,5.
GIAPPONE
Tattica: Dopo l'eliminazione, Zaccheroni prova a cambiare qualcosa in difesa e ad ottenere la vittoria dell'onore puntando sullo stesso modulo. La squadra gioca un primo tempo ordinato, poi si scioglie e va incontro alla terza sconfitta su tre, ma per l'impegno e la gran gara contro l'Italia merita comunque applausi.
Il migliore: Ancora una buona prestazione per Okazaki, che si conferma dopo la bella prova con l'Italia. Attaccante mobile e volenteroso, segna una primo gol di tacco ma gli viene ingiustamente annullato, poi ne fa un secondo (irregolare) e gli viene convalidato. Di gran lunga il migliore dei suoi. Voto 6.
Il peggiore: Rispetto alla sfida con l'Italia sono in molti i giocatori al di sotto della sufficienza, su tutti spicca probabilmente Maeda. Dovrebbe essere il centravanti della squadra, si rivela tutto fuorché utile alla squadra. Poco movimento, mai pericoloso, davvero un pesce fuor d'acqua. Voto 5.
Curiosità: Strano a dirsi, eppure Messico e Giappone saranno due delle protagoniste della Copa America 2015. Entrambe le squadre sono state invitate a prender parte alla competizione, come già accaduto nel 1999. I nipponici dovevano esserci già nel 2011, ma rinunciarono a causa dello tsunami e furono sostituiti dalla Costa Rica.

giovedì 20 giugno 2013

CONFEDERATIONS CUP 2013: PAGELLE QUARTA GIORNATA

Immagine tratta da giornalettismo.com
Arriva la seconda giornata di incontri nel gruppo A, con la sfida tra i padroni di casa del Brasile e il Messico e i nostri azzurri che se la sono vista con il Giappone di Zaccheroni. Ecco i nostri voti, come sempre con un occhio di riguardo per la partita dell'Italia.
ITALIA
Buffon: Punito oltre misura in occasione del rigore, non può fare nulla sugli altri gol. Con un paio di buoni interventi tiene in piedi la squadra quando rischia di affondare. Voto 6.
Maggio: Lanciato titolare da Prandelli, non sfrutta a dovere l'occasione, soffrendo tremendamente Kagawa e spingendo poco. Il ruolo di terzino non fa proprio per lui. Voto 5.
Abate: Entra e fa un po' meglio del suo compagno di reparto. Voto 5,5.
Barzagli: Altra serata difficile per il centrale italiano, messo in crisi come tutti i difensori azzurri dai veloci avversari. Se la cava con esperienza in alcune situazioni ma non basta. Voto 5,5.
Chiellini: Spostato con eccessiva facilità da Kagawa in occasione del raddoppio nipponico, appare più volte in difficoltà contro gli ostici avversari. Deve migliorare come tutta la difesa. Voto 5,5.
De Sciglio (il peggiore): Dopo gli elogi della partita precedente, un brutto passo indietro per lui. Sbaglia il retropassaggio costringendo Buffon al fallo da rigore e soffre gli avversari tutta la partita. Dottor Jekyll e Mister Hyde. Voto 5.
De Rossi: Segna il gol che riapre la partita, fa legna in mezzo al campo e innesca l'azione del definitivo vantaggio. Pur non giocando la sua miglior partita fa la differenza. Ammonito, salterà il Brasile. Voto 6,5.
Pirlo: Rispetto alla sfida con il Messico sembra che in campo ci sia il suo gemello scarso. Sbaglia passaggi anche elementari e non riesce mai a far cambiare passo alla squadra. Voto 5,5.
Montolivo: Aiuta poco e male Pirlo in fase di impostazione, non riesce a dare ordine al centrocampo. Si perde Okazaki in occasione del pareggio giapponese, in generale non è la sua serata. Voto 5.
Aquilani: Sostituisce Marchisio in tutti i sensi, compreso il pessimo rendimento in campo. Spaesato e fuori posizione, sostituito per scelta tecnica dopo mezz'ora di nulla. Voto 5.
Giovinco: Da sempre l'idea di essere un po' troppo leggero per questo livello, ma si procura il generoso rigore del pari e segna il gol che decide la sfida, oltre a rendersi pericoloso in altre occasioni. Voto 6,5.
Giaccherini (il migliore): Inizia in sordina, poi come contro il Messico cresce e si rivela importante. Palo a fine primo tempo, nella ripresa costringe all'autogol Uchida e non molla un pallone. Caparbio. Voto 6,5.
Marchisio: Entra e non si vede molto, ma indovina il corridoio giusto per mandare in rete Giovinco. Voto 6.
Balotelli: Passo indietro rispetto alla prestazione precedente. Assistito poco e male dalla squadra, si perde a volte in dribbling e giocate eccessive. Il gol su rigore conferma la sua infallibilità dal dischetto. Voto 6.
Prandelli: Riesce a riprendere per i capelli e vincere una partita che sembrava persa, e che forse meritavamo di perdere. Questo modulo continua a non convincere, dovrà rivedere qualcosa contro il Brasile e in futuro. Voto 5,5.
GIAPPONE
Tattica: Dopo la batosta contro il Brasile, Zac decide di inserire Maeda come punta allargando Okazaki sulla destra. Ottiene un'ottima risposta dai suoi, che in attacco e in fase di palleggio a tratti danno lezione di calcio al centrocampo azzurro. Paga una difesa non all'altezza, ma alla fine gli applausi meritati sono tutti per i nipponici.
Il migliore: In settimana era stato aspramente criticato in patria, così Kagawa decide di zittire tutti con una prestazione fantastica. Segna il secondo gol e fa letteralmente ammattire Maggio con le sue giocate e la sua tecnica. Lui e Honda in coppia sembrano davvero i protagonisti di un noto anime giapponese sul calcio. Voto 7,5.
Il peggiore: L'autogol lo segna Uchida, ma l'errore è tutto del suo collega Yoshida, che commette un'ingenuità incredibile facendosi rubare palla da Giaccherini. Discontinua la prova del centrale nipponico, che quando viene attaccato va spesso in enorme difficoltà. Voto 5,5.
Curiosità: Terzo confronto e seconda vittoria per gli azzurri contro il Giappone, entrambe ottenute in campo neutro. L'altro successo risale al 1936, quando durante le Olimpiadi di Berlino l'Italia di Pozzo si impose con un sonoro 8-0. Finì pari invece la sfida in terra nipponica del 2002, con Doni a rimontare l'iniziale svantaggio.
BRASILE
Tattica: Squadra che vince non si cambia, dice il detto, e Scolari lo segue alla lettera. Mantenuto il modulo con pochi giocatori difensivi e molto talento offensivo, anche se con il Messico soffre di più rispetto alla sfida con il Giappone. Non convincono Oscar e Hulk, mentre Neymar è già un idolo della torcida.
Il migliore: Dicono che la sua crescita negli ultimi anni sia rallentata, eppure Neymar continua a regalare numeri incredibili. Tecnica sopraffina, sblocca la gara con un gran gol e poi la chiude con uno splendido assist per Jo. Per i difensori messicani è un vero incubo, aspettiamo tutti di vederlo in coppia con Messi. Voto 7,5.
Il peggiore: Da promessa per il futuro si sta trasformando in una sorta di oggetto misterioso. Oscar non convince nel ruolo di interno di centrocampo, fatica a trovare la posizione giusta e non entra mai nel vivo del gioco. Deve cambiare passo al più presto, Hernanes è già pronto a prendere il suo posto. Voto 5.
MESSICO
Tattica: Il tecnico De la Torre, sempre più in bilico, rispetto al match con l'Italia avanza un po' la posizione di Dos Santos e avanza Flores come esterno di centrocampo per coprire meglio. Anche stavolta gli va male, l'attacco combina poco e la difesa soffre le accelerazioni del Brasile, che sostanzialmente controlla la partita.
Il migliore: Forse stimolato dal palcoscenico internazionale, forse dalle sue origini (il padre è brasiliano), Giovani Dos Santos si conferma il migliore dei suoi anche contro i verdeoro. Prova a creare qualcosa e a coinvolgere i compagni, ma ancora una volta non è assistito e finisce per predicare nel nulla. Voto 6,5.
Il peggiore: Contro l'Italia era riuscito a farsi vedere segnando un rigore, stavolta Javier Hernandez non lascia mai il segno nella partita. Unico riferimento offensivo dei compagni, il Chicharito non si vede praticamente mai, annullato da David Luiz e Thiago Silva. Sfigura a confronto con Dos Santos. Voto 5.
Curiosità: Quella tra Brasile e Messico è una delle sfide che più si sono ripetute nella Confederations Cup. Questo è il quarto confronto tra le due squadre, il bilancio ora è di due vittorie a testa, l'ultimo incontro si era verificato nel 2005 in Germania, durante il girone: avevano vinto i messicani grazie ad un gol di Borgetti.

lunedì 17 giugno 2013

CONFEDERATIONS CUP 2013: PAGELLE SECONDA GIORNATA

Immagine tratta da asportsnews.com
Seconda giornata del torneo ospitato dal Brasile e che funge da antipasto per i Mondiali dello scorso anno. Sono scesi in campo gli azzurri contro il Messico, diamo le pagelle di ognuno dei giocatori italiani e un giudizio sui loro avversari.
ITALIA
Buffon: Ordinaria amministrazione per il capitano azzurro, sfiora il tiro di Guardado quanto basta per mandarlo sulla traversa, incolpevole sul gol e quasi inoperoso in seguito. Voto 6.
Abate: Sembra quasi frenato a tratti, spinge poco e soffre molto la velocità di Dos Santos, ci si aspetta qualcosa di meglio da lui. Voto 5,5.
Barzagli (il peggiore): Vederlo sbagliare fa davvero notizia, e oggi l'errore è stato davvero grossolano. Si fa sorprendere da Dos Santos, lo stende e rischia anche il rosso, macchiando una partita per il resto normale. Voto 5.
Chiellini: Forse condizionato dal compagno di reparto, non mostra sempre grande sicurezza, ma in generale si disimpegna bene e tiene a bada Hernandez con fisico ed esperienza. Voto 6.
De Sciglio: Una delle sorprese positive della serata. Non ha paura, spinge in modo piuttosto continuo sulla fascia e a conti fatti è il migliore della difesa. Voto 6,5.
De Rossi: Il suo ruolo naturale è un altro, e si vede. Da interno destro fatica a trovare posizione e tempi, non riuscendo mai a incidere sulla partita. In generale strappa la sufficienza. Voto 6.
Pirlo (il migliore): Nel giorno delle 100 presenze azzurre, dirige la squadra con la solita maestria. Sua la punizione che sblocca il match, in generale gestisce tempi e palloni da maestro, per di più in un tempio del calcio come il Maracanà. Immortale. Voto 7,5.
Montolivo: Buona partita del milanista, che aiuta Pirlo nella gestione della palla e finisce in crescendo. Si mangia un gol a inizio ripresa, un errore che per fortuna non pesa sul risultato finale. Voto 6.
Marchisio: Si gioca con Barzagli la palma di peggiore in campo. Fuori dal gioco e fuori dalla condizione, non è nel suo ruolo e in generale non lo si vede mai. Da rivedere. Voto 5.
Cerci: Entra e si piazza a destra, provando a cambiare la gara con le sue accelerazioni. Fa meglio di Marchisio, e non ci voleva molto. Voto 6.
Giaccherini: Corre e lotta per due, anche se paga a volte con la lucidità e non indovina sempre i movimenti. Meglio da esterno che da seconda punta, cresce nel secondo tempo. Voto 6,5. (Aquilani s.v.).
Balotelli: Molto attivo in tutta la partita, fa a sportellate, prende botte e cerca più volte il gol. Dopo parate ed errori di precisioni, segna la rete decisiva e più che meritata. Voto 7. (Gilardino s.v.).
Prandelli: Il nuovo modulo funziona solo a tratti, meglio con due esterni a supporto dell'unica punta. Da rivedere alcuni giocatori, un po' appannati e fuori condizione, ma l'esordio è positivo. Voto 6,5.
MESSICO
Tattica: De la Torre punta su Javier Hernandez unica punta, tre giocatori tecnici e veloci alle sue spalle e una difesa esperta e fisica. Gli va male un po' ovunque: rigore a parte, l'attacco non incide molto, e dietro soffre Balotelli e la velocità azzurra. Qualcosa andrà sicuramente rivisto nelle prossime partite.
Il migliore: Una volta nel vivaio del Barcellone, oltre a quello di Messi, si faceva anche il suo nome. Giovani Dos Santos entra con classe nelle azioni pericolose dei suoi e si procura il rigore del pari. Scompare un po' nella ripresa, confermandosi un talento non ancora esploso del tutto. Voto 6,5.
Il peggiore: Dovrebbe essere il baluardo e l'esempio della squadra, invece il capitano Rodriguez fa una pessima figura. Impreciso e goffo più di una volta, si fa superare da Balotelli nel gol decisivo e lo soffre tutta la partita. Davvero un esordio da dimenticare per l'esperto "Maza". Voto 5.
Curiosità: Prima vittoria in campo neutro per l'Italia contro il Messico, dopo due pareggi (1-1 nei Mondiali 1994 e 2002) e una sconfitta (1-2 in amichevole prima del Mondiale 2010). In generale, primo successo degli azzurri sui messicani dal 1993 (2-0 in amichevole a Genova, gol di Baggio e Maldini).