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venerdì 17 ottobre 2014

SOMMERSI DALLE CHIACCHIERE

Immagine tratta da educalcio.it e modificata su befunky.com
Help.
Sommersi dalle chiacchiere. Dalle parole, dalle dichiarazioni. E' un'ondata inarrestabile. 
Balotelli che accusa Prandelli di non essere un vero uomo, e dà ragione a Conte sulla sua non convocazione, poi De Sanctis che indica come il "Sistema Juve" sia imbattibile, appoggiandosi alle dichiarazioni di Totti, che aveva suggerito ai bianconeri di giocare un torneo a parte, dato lo smaccato favoritismo arbitrale. E ancora la moglie di Andrea Agnelli, che a sua volta invitava Totti a emigrare, con Buffon che indicava la strada del "non inveire contro il direttore di gara", mentre su Twitter Bonucci invitava i romanisti a "sciacquarsi la bocca". E Garcia che si accorgeva che l'area di rigore della Juve è di 17 metri, mentre Allegri scopriva come la Juve avesse tutti contro.
Basta!
E' una gara a chi la spara più grossa, a chi riesce a ottenere il titolone in prima pagina. Tutti fomentati da televisioni e giornali che altro non aspettano che sbattere a otto colonne polemiche, liti a distanza e frasi ad effetto.
Tutto è distruttivo, bianco o nero (senza riferimenti alla Juventus), di qua o di là. L'obiettività è da tempo accantonata a favore di una continua "guerra tra poveri", che al solito fa sempre il gioco dei ricchi.
Come al tempo dei romani (senza riferimento ai romanisti), con l'Imperatore bello tronfio in tribuna che si divertiva a veder scannare tra di loro i gladiatori.
Insomma, quello che succede la domenica sul terreno di gioco oramai è diventato solo un pretesto per poi parlare, polemizzare e avere altro materiale su cui scontrarsi e fomentare odi e rivalità per i successivi giorni della settimana.
Ogni evento in campo è finalizzato allo scoop. Un infortunio fa già partire il toto sostituto sul mercato, una larga sconfitta reca sempre in fondo all'articolo l'insinuazione del prossimo esonero e i nomi dei sostituti (anche senza avere avuto imbeccate certe). Un'espulsione o un'ammonizione in più per un giocatore in diffida, manda già all'erta i complottisti.
E i gesti tecnici sono usa e getta. Sono belli da rivedere e da consumare entro 4-5 ore da quando accadono, poi stop, e via al più redditizio vociare indistinto di giocatori, ex giocatori, espertoni e dirigenti fomentati da giornalisti con la bava alla bocca.
E l'amore verso il calcio si trasforma in una tensione continua, in un contrapporsi esasperato e nauseante. 
Così è troppo. Siamo sommersi dalle chiacchiere. 
Più campo, meno polemiche. Più gesti tecnici, meno interviste.
Magari si venderà qualche copia in meno, ma si crescerà una generazione più interessata al divertimento in campo, che all'odio, alle polemiche e alle contrapposizioni fuori dal rettangolo di gioco.

venerdì 5 settembre 2014

PRANDELLI E' NUDO

Immagine tratta da tuttosport.com e modificata su befunky.com
E' bastata una partita amichevole. Sono bastati dieci minuti di Antonio Conte sulla panchina della Nazionale italiana. 
Prandelli è stato spazzato via, mostrato in tutti i suoi limiti tattici e caratteriali.
Ma Cesare che aveva capito dell'Italia che ha portato al naufragio in Brasile?
Sono bastati sei allenamenti di Conte. Lo si ami o lo si odi, la differenza è netta, palese, solare. La difesa ha giocato alta, altissima, aprendo il gioco sulle fasce che era un piacere, anticipando in ogni giocata gli avversari. I terzini fluidificavano: sulla linea d'attacco nelle azioni offensive, e ripiegamenti difensivi in quelle in cui la palla l'aveva l'Olanda. Le punte erano vicine e cercavano gli scambi stretti, sempre pronte ad eludere il fuorigioco in caso di lanci del difensore che impostava o del regista. Il centrocampo era composto da un regista, anima della squadra e da due incursori, pronti a supportare il gioco d'attacco e tornare indietro al momento del bisogno. E un approccio mentale diretta conseguenza della "fame" di chi era seduto in panchina.
Ognuno sapeva cosa fare. E l'ha fatto quasi a memoria. 
Rete di Immobile su lancio di Bonucci, 1-0. Replay con rigore e annessa espulsione di Martins Indi, nella fuga di Zaza su suggerimento di De Rossi, per il 2-0. Nei 10 minuti iniziali.
Semplice ed efficace. 
Poi controllo, pressing, tanta aggressività, un buon giro palla e Olanda non pervenuta, chiusa in difesa con la speranza di evitare la figuraccia.
Questa prestazione nient'altro è che una conferma della pochezza e della confusione del lavoro prandelliano prodotto nel ritiro di Mangaratiba.
Servivano pochi concetti, e chiari. Un giusto approccio e un'adeguata concentrazione. Un'organizzazione in cui ognuno sapeva esattamente cosa fare. Avere le idee chiare.
E invece no. Si cambiava modulo di continuo, i giocatori cambiavano ruolo da una partita all'altra. Non ci capivano nulla, basti ricordare le prestazioni indecorose di Thiago Motta o Paletta.
Il 3-5-2 era il modulo che andava per la maggiore in Campionato, il modulo di Conte, della Juve che ha fatto tris di Scudetti. Bisognava usare quello e replicarlo. L'ossatura base c'era: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Marchisio, Pirlo. E se vogliamo pure Ogbonna, Giaccherini, Giovinco e Quagliarella. Era tutto molto semplice. Studiarsi le gare della Juve e riproporle. E infatti Conte da qui è ripartito.
Prandelli ha osato e si è perso, e la prestazione azzurra di ieri sera, per giunta in amichevole, mette a nudo il suo fallimento tecnico-tattico prima di tutto. Le amichevoli di Prandelli erano quelle della svogliatezza, dell' 1-1 con il Lussemburgo, 0-0 e 0-2 con l'Irlanda, 2-2 con Haiti, 0-3 con la Russia, 0-1 con gli Usa, 0-1 con la Costa d'Avorio. Quelle dell'imbarazzo e delle scuse. Conte batte l'Olanda, terza ai Mondiali solo due mesi fa.
Ora si che Prandelli è nudo.

venerdì 4 luglio 2014

MONDIARIO DIA 23

Immagine tratta dalla Gazzetta del 4/7/2014
Diario Mondiale. Giorno 23.
Il 24 Giugno si è giocata Italia-Uruguay, e Prandelli parlava di sentimenti patriottici e quant'altro. Tutto condito dalla famosa moralità e dal codice etico tanto sbandierato in questi anni da commissario tecnico della Nazionale.
Dimissioni in diretta tv: “Mi assumo tutte le responsabilità del progetto tecnico: ho già parlato con i responsabili della Figc e ho rassegnato le mie dimissioni. Ci hanno fatto sentire come ladri. Non ho mai rubato i soldi ai contribuenti, ho sempre pagato le tasse, possono andare a testa alta”.
E tutti a lodare il coraggio di dimettersi, di prendersi la colpa del fallimento e di farsi da parte in un Paese in cui tutti sono incollati alle poltrone. Bene. 
Ma nessuno a storcere il naso sulla storia del "farci sentire ladri", del "rubare i soldi ai contribuenti" e del "pagare le tasse". Frasi assolutamente sconnesse, o quantomeno inadatte a far da corredo a lodevoli dimissioni, specie nell'immediato dopo gara.
E siamo qui, 13 giorni dopo. A leggere di un Prandelli già lunedì in Turchia ad allenare il Galatasaray, di cifre astronomiche di ingaggio (4 milioni e mezzo più bonus per 3 anni) con tasse pagate dal suo nuovo club.
Ora, qualcosa continua a stridere.
Ma come? La storia del patriottismo, dell'essere attaccati alla maglia, e in due settimane sei già in Turchia ad allenare? E di certo non per un progetto tecnico affascinante e balle varie, ma piuttosto per un ingaggio notevole a fronte di un fallimento mondiale fresco, freschissimo.
E in più ti fai pagare le tasse, le famose tasse evocate nella conferenza stampa di dimissioni, dal tuo club? 
E' come se tutto il discorso attaccamento alla maglia-moralità-codice etico fosse andato a farsi benedire in meno di due settimane. 
Non ti porre come paladino della correttezza e dei valori, se 13 giorni dopo sei ad allenare il Galatasaray come il rappresentante numero uno dei mercenari della panchina.
In questa spedizione mondiale tutto strideva. E forse i valori tanto sbandierati erano solo un fatto di opportunità, di facciata. Di predicare bene e razzolare male, malissimo. Basta leggere come se la spassavano gli azzurri nel resort di Mangaratiba. E' tutto da accartocciare e buttare in un cestino. 
Come fossimo stati protagonisti di una grossa presa in giro.
Vabbè. Mondiali, quelli reali. Oggi i quarti. Francia-Germania: il 90% dei pronostici pende sui francesi. Io vedo Germania. Per me faranno una gran partita. Nei novanta regolamentari. 0-2 con Klose e Schweinsteiger. Faranno toreare i francesi, mostrando più carattere e un bel gioco offensivo. 
Brasile-Colombia. Passa il Brasile, anche se la Colombia è più forte. Del come non ho idea, ma penso tipo 1-1 (Martinez, Hulk) e nuova vittoria verdeoro ai rigori.
Il Polpopol parlò. E aspetta Brasile-Germania in semifinale.

domenica 15 giugno 2014

AZZURRO MONDIALE: LE PAGELLE DI ITALIA-INGHILTERRA

Immagine tratta da maidirecalcio.com
Le formazioni: Nel caldo torrido di Manaus scendono in campo Italia e Inghilterra, nella prima sfida di un girone D che si annuncia più equilibrato del previsto dopo il successo della Costa Rica sull'Uruguay. Gli azzurri confermano la squadra annunciata da tempo, con quel modulo 4-1-3-1-1 così brutto da scrivere che si trasforma in 4-5-1 in fase difensiva, e l'unica novità di Sirigu titolare tra i pali per l'infortunio dell'ultima ora di capitan Buffon. Inglesi che confermano anche loro il 4-2-3-1 annunciato con una sola novità, ovvero la rinuncia a Lallana e l'inserimento di Sterling, con di fatto quattro giocatori d'attacco davanti e l'intenzione, almeno a parole, di fare la partita e mettere in costante difficoltà la difesa azzurra.
La chiave tattica: La mossa di Hodgson si rivela un clamoroso autogol, poiché la fascia sinistra inglese è terribilmente sguarnita, con Rooney poco utile in copertura e Darmian che, in spinta, crea un pericoloso 2 contro 1 insieme a Candreva. E' da quella parte, non a caso, che nasce il gol del definitivo vantaggio azzurro.
Italia: Esordio molto più positivo di quanto ipotizzato per il gruppo di Prandelli, che mantiene i suoi piani di gioco ed è brava a leggere i punti deboli dell'avversario per sfruttarli a suo vantaggio. Controllo del palleggio, verticalizzazioni e imbucate improvvise a sorprendere la difesa, raddoppi e spinta continua sulle fasce. Molto positiva la prova di Sirigu, che non fa rimpiangere Buffon e difende la porta azzurra con la sicurezza del veterano, bene anche Darmian a destra, una spina costante nel fianco della formazione britannica. Molto bravo Candreva, che parte da destra ed è ovunque, prende un palo e poi inventa la rete del 2-1, ottimo anche Marchisio che segna e corre per 90 minuti senza pause. Elogi anche per Balotelli, finalmente positivo come centravanti unico, per il gol e per il lavoro che fa in favore dei compagni, anche se a tratti appare troppo solo. Convince in parte la scelta di Pirlo e Verratti insieme, il secondo in particolare sembra un po' soffocato e non esprime al massimo il suo potenziale, discutibile anche la presenza di Chiellini esterno sinistro, vista l'evidente disabitudine dello juventino al ruolo. Meno felice di tutte la scelta di Paletta, in assoluto il vero anello debole della squadra, saltato spesso e con facilità dagli sguscianti attaccanti inglesi. In sintesi, Italia promossa ma con qualche materia da approfondire un po' meglio.
Voti: Sirigu 7; Darmian 7, Barzagli 6,5, Paletta 5, Chiellini 5,5; De Rossi 6; Candreva 7 (Parolo s.v.), Pirlo 7, Verratti 6 (T. Motta 6), Marchisio 7; Balotelli 6,5 (Immobile 6). Prandelli 6,5.
Inghilterra: In potenza, la squadra potrebbe essere una delle più forti in questo Mondiale, ma in campo mostra alcuni limiti preoccupanti, soprattutto in fase difensiva. Buona partenza, grande abilità quando si tratta di ripartire e puntare la difesa, ma grande ingenuità in copertura e troppi spazi concessi agli azzurri, soprattutto dal lato sinistro. Incerto il portiere Hart, gravemente insufficienti Cahill e Baines, sottotono anche Gerrard in mediana. Si salvano i peperini Sterling e Sturridge davanti, Rooney è meno appariscente e lucido del solito. Occorrerà qualche aggiustamento in quella che, contro l'Uruguay, sembra già una sfida da dentro e fuori.
Voti: Hart 5,5; Johnson 6, Jagielka 6, Cahill 5, Baines 5,5; Gerrard 5,5, Henderson 6 (Wilshere s.v.); Wellbeck 5,5 (Barkley 6), Sterling 7, Rooney 6; Sturridge 6,5 (Lallana s.v.). Hodgson 5,5.
Curiosità: Pur essendo due nobili del calcio mondiale, questa è appena la seconda volta che Inghilterra e Italia si incontrano in una Coppa del Mondo. L'unico precedente nel 1990, quando le formazioni si sfidarono per il terzo posto nel torneo: anche allora, vinse l'Italia 2-1, con reti di Roby Baggio, Platt e Totò Schillaci su rigore.

domenica 1 giugno 2014

ITALIA 2014: ELETTI ED ESCLUSI

Immagine tratta da 9worldcup.com
Il tempo delle scelte e delle decisioni è finito. Le chiacchiere da bar si sono concluse, l'elenco dei 23 convocati è stilato, i posti per il Brasile sono assegnati. Il Ct Prandelli ha finalmente sciolto gli ultimi dubbi e deciso chi sono gli "eletti" che rappresenteranno la nostra Nazionale ai prossimi Mondiali di calcio. Facciamo una panoramica dei 23 azzurri in base ai ruoli e confrontandoli con le precedenti scelte del tecnico azzurro tra Europei 2012 e Confederations Cup dello scorso anno.
PORTIERI: Due le certezze inamovibili del gruppo italiano, ovvero il capitano Buffon e il suo vice Sirigu. Il primo si è messo in luce con una grande stagione, ribadendo a tutti che l'unico 1 è solo lui, senza discussioni, il secondo si è guadagnato il ruolo di sostituto principale maturando e acquisendo esperienza in un gruppo forte come quello del Paris Saint Germain. Come terzo portiere, dopo l'addio di De Sanctis e la stagione tribolata di Marchetti, è stato chiamato Perin, reduce da una buona stagione al Genoa e lasciando più di un mistero sul perché in Under 21 gli venga costantemente preferito Bardi, ultimo e retrocesso con il Livorno...tutto sommato questo era, dei quattro, il reparto con meno dubbi.
DIFENSORI: Confermato il terzetto bianconero Barzagli-Bonucci-Chiellini, per gli altri quattro posti disponibili ha regnato fino alla fine l'incertezza. Tra gli altri protagonisti di Europeo e Confederations è rimasto solo Abate, con Maggio escluso dopo un campionato con troppi infortuni. Conferma per il giovane De Sciglio, già convocato lo scorso anno, non ha convinto invece Astori, rimasto a casa insieme ad Ogbonna e Balzaretti, presenti invece due anni fa. In Brasile vanno, alla fine, l'oriundo Paletta e la rivelazione Darmian, il primo ritenuto uno dei pochi "stopper" vecchia scuola da Prandelli, il secondo polivalente (può giocare a destra, a sinistra, in extremis anche al centro) e in grande spolvero al Torino. Ranocchia rimane con il gruppo come riserva, visti gli acciacchi di Barzagli e dello stesso Paletta, fuori all'ultimo l'eterno Pasqual. La duttilità e l'esperienza sono la ricetta principale del reparto arretrato, uno dei più fragili nelle ultime partite.
CENTROCAMPO: Pirlo, De Rossi e Marchisio sono gli inamovibili reduci dell'Europeo, Thiago Motta torna da avversario nel suo Paese natale dopo aver saltato la Confederations. Montolivo era l'altro certo del posto, prima del doloroso crac di ieri sera che lo costringerà a vedere il torneo dal divano di casa. Tra gli altri, Candreva si è confermato dopo una buona stagione e Aquilani, anche grazie all'infortunio di Montolivo, si è conquistato l'ennesima occasione per dimostrare se è un campione o una promessa mai diventata realtà. Sparito dai radar Nocerino, autoesclusosi Diamanti con il suo trasferimento in Cina, è rimasto fuori anche il duttile Giaccherini, che paga un'opaca stagione al Sunderland. Promosse la qualità di Verratti e l'ottima annata di Parolo, mentre i problemi fisici escludono il terzo oriundo voluto dal Ct, Romulo. Nel complesso tanto fioretto e poca spada, almeno in apparenza, e se da un lato i piedi buoni possono significare bel gioco e qualità, dall'altro la ruvidezza e i polmoni che avevano i Gattuso e i Perrotta di un tempo potrebbero essere tristemente rimpianti.
ATTACCO: SuperMario c'è, ed era l'unica certezza in quello che da sempre è uno dei reparti più incerti nelle scelte degli allenatori. Balotelli vuole continuare a lasciare il segno dopo Europei e Confederations, e nei piani di Prandelli è il faro di un attacco ricco di talento, velocità e gioventù. Cassano, dopo due anni, si è riconquistato sul campo la maglia azzurra, Cerci è stato confermato dopo aver fatto parte del gruppo della Confederations, Immobile e Insigne hanno visto certificato il loro salto di qualità dopo essere stati, la scorsa estate, pedine fondamentali dell'Under 21. Tantissimi i delusi e gli esclusi, su tutti due pallini del tecnico azzurro, Gilardino e Pepito Rossi, con il primo poco convincente in campionato, e il secondo che ancora una volta manca un appuntamento importante per i troppi guai fisici degli ultimi anni. Esclusi, ma qui c'erano meno dubbi, i vari Toni, Di Natale, El Shaarawy e Giovinco, troppo in là con gli anni il primo, discontinui gli altri per guadagnarsi il viaggio oltreoceano. Ultimo tagliato Destro, a cui non è bastata una media gol strepitosa per salire sull'aereo diretto in Brasile. Nel complesso sembriamo mancare di fisicità, mentre abbondiamo di tecnica e freschezza. Contro difese schierate e lente possiamo far bene, ma una prima punta di peso forse sarebbe servita lo stesso, visto che né Balotelli né Immobile sembrano avere le caratteristiche per far salire la squadra.
Comunque vada, attendiamo con ansia che sia il campo a darci un giudizio sulle scelte di Prandelli, e facciamo un grosso in bocca al lupo ai nostri azzurri!

#CRITICHEAZZURRE

Immagine tratta da vivoazzurro.it e modificata su befunky.com

Sono sei le partite della Nazionale senza una vittoria della squadra azzurra: pareggi con Danimarca, Armenia, Germania, Nigeria e Irlanda e sconfitta contro la Spagna. Che qualcosa non giri per il verso giusto è evidente. E l'alibi dello shock per l'infortunio di Montolivo (a dirla tutta un giocatore ancora non inquadrato in un ruolo preciso, nè carne nè pesce, da anni) non regge. Si è cambiato uomini, schemi, coppie di difesa, d'attacco, ma la squadra non va.
I commentatori si consolano ridacchiando sulla rosa dell'Inghilterra e su mister Hodgson, pregustando già la qualificazione nel gruppo che comprende Uruguay e Costa Rica. Siamo sicuri di esser tanto meglio?
Come abbiamo visto nelle competizioni europee, le strade da seguire nel modo di giocare sono due: il possesso palla (il tiki-taka) o il buon vecchio catenaccio.
Chi ha buoni palleggiatori privilegia la prima opzione, chi ha a disposizione calciatori aggressivi, che pressano e di buona attitudine difensiva, opta per il modo di giocare "all'italiana". 
La tragedia è che l'Italia attuale non ha nè i calciatori per attuare il paziente possesso palla e nè quelli per una difesa granitica stile Nesta-Cannavaro-Gattuso dei tempi andati.
I piedi buoni a centrocampo ci sono, ma per la maggioranza giocano tutti nello stesso ruolo, quello di regista davanti alla difesa. Pirlo, Verratti, De Rossi, ma anche Thiago Motta. La palla infatti stagna malinconicamente sulla trequarti, senza lo spunto di un'accelerazione decisiva, di una velocizzazione dell'azione. E così il buon vecchio catenaccio è inattuabile: ieri Paletta e Bonucci hanno disputato una pessima partita. Si gioca a quattro dietro, ma tre convocati sicuri nei 23 (Barzagli, Chiellini e lo stesso Bonucci) giocano da oramai tre stagioni in una difesa a tre. Non si ha la solidità difensiva dei tempi andati. 
E il tourbillon di schemi degli ultimi tempi, non aiuta. Prima era un 4-4-2 a rombo, poi un 4-3-3, ancora un 4-5-1, ieri una sorta di 4-1-3-2. Uno dei migliori calciatori espressi nell'ultimo biennio dal calcio italiano, Alessio Cerci, sacrificato in ruoli non suoi. Anche nel Torino, dove nominalmente fa coppia d'attacco con Immobile in un attacco a due, sta largo sulla destra. Ieri da Prandelli è stato mandato allo sbaraglio a fare la punta pura. Sbagliato.
E così il ballottaggio Balotelli-Immobile ha un senso? Si deve guardare quello che si fa in campo, non le (presunte) potenzialità. Immobile merita la maglia da titolare.
In Italia poi, sino a ieri si discuteva sull'opportunità di inserire Verratti nei 23. Ma scherziamo? Ha una visione di gioco e una facilità di passaggio troppo superiore alla media per essere in dubbio. La storiella della mancanza di esperienza non regge, è un perno del Paris SG. Come si può metterlo in ballottaggio con un Aquilani (eterna promessa che non sboccia stile Montolivo) o addirittura un Romulo? 
Non possiamo far possesso, non possiamo difenderci, che almeno Prandelli si metta a tavolino e decida di schierare i giocatori più in forma e talentuosi: Cassano Immobile e Cerci assieme, Pirlo e Verratti assieme, De Rossi a fare da diga e difensore aggiunto, terzini che sappiano difendere più che attaccare e i difensori centrali più affidabili e in forma possibile.
Sennò, ad aspettare che Balotelli esploda o che Rossi torni in forma, si rischia un'altra brutta figura stile Sudafrica 2010.

mercoledì 5 marzo 2014

UN CODICE PIU' UTILE CHE ETICO

Immagine tratta da lanostratv.it e modificata su befunky.com
Per mesi gli addetti ai lavori hanno abusato del termine "codice etico", riferito alla Nazionale. Spesso un dito dietro al quale nascondersi, una frase con la quale motivare esclusioni eccellenti. Un codice applicato nella stragrande maggioranza delle occasioni, ma non in tutte. E finalmente Prandelli nella conferenza stampa di lunedì ne ha chiarito significato, metodo, applicazione e motivazione: "A novembre ho fatto una riunione con i giocatori, per spiegare il senso del codice etico, che è un nostro regolamento. Dissi che in particolare per la partita che precede una convocazione il giudice sono io e che in caso di comportamenti non in linea con quel codice, in Nazionale non si viene: i giocatori accettarono. Io non voglio e non posso rischiare di arrivare al Mondiale e ritrovarmi a giocare una partita in dieci. Punto". 
Tralasciando la tempistica dei giudizi ("..in particolare la partita che precede una convocazione..."), sono dichiarazioni condivisibili, è giusto che i calciatori che rappresentano la nazione intera abbiano un comportamento il più possibile ineccepibile, per dare un'immagine, un esempio, una morale, in un mondo del calcio spesso vacillante di valori ed esempi moralmente retti. 
Ma è nell'ultima frase che Prandelli lascia perplessi, sul non volere e poter rischiare di arrivare al Mondiale e giocare in dieci. Come se il codice etico avesse il fine di non far giocare in dieci la Nazionale e non lo scopo di dare un'immagine "pulita" alla Nazionale. Per carità, ben venga non giocare mai in inferiorità numerica, ma allora se è questa la motivazione profonda del codice etico, per favore lasciamo l'etica da parte. L'etica è un terreno sdrucciolevole, richiama definizioni filosofiche, "ciò che è giusto fare o non fare", "ricerca di ciò che è bene per l'uomo", "i doveri morali verso sè stessi e gli altri". Di etico in un allenamento per i calciatori a non essere espulsi ai Mondiali, in una punizione, non c'è molto. C'è un fine da perseguire, c'è allenamento mentale, abitudine a non fare gesti eccessivi. 
L'intenzione è lodevole, ma si lasci l'etica da parte. E' un codice più utile che etico.

lunedì 1 luglio 2013

CONFEDERATIONS CUP 2013: PAGELLE DECIMA GIORNATA

Immagine tratta da calcioblog.it
Si chiude con le due finali per terzo e primo posto questa Confederations Cup, anteprima dei Mondiali del prossimo anno. Diamo ancora una volta i voti ai nostri azzurri nella "finalina" contro l'Uruguay e ovviamente non dimentichiamo la sfida decisiva del torneo tra Spagna e Brasile.
ITALIA
Buffon: Non sembra esplosivo sulla punizione di Cavani, ma si riscatta prima con un gran intervento di piede su Forlan e poi neutralizzando tre rigori, alla faccia di chi diceva che non sapeva pararli. Voto 6,5.
Maggio: "Retrocesso" ancora una volta a terzino, torna a faticare. Sbaglia il disimpegno sul primo gol uruguaiano e non spinge quanto potrebbe sulle fasce nonostante un Forlan abulico. Voto 5,5.
Astori: Alla prima presenza in Confederations si toglie lo sfizio di buttare dentro il pallone del vantaggio. Gara attenta e solida del centrale del Cagliari, esce con i crampi nel supplementare. Voto 6.
Bonucci: Il rigore sbagliato contro la Spagna sembra pesare ancora su di lui. Entra a freddo ma non sembra concentrato, facendosi infilare da alcune pericolose verticalizzazioni avversarie. Voto 5,5.
Chiellini: Partita di grinta e sostanza, fa a sportellate dal primo all'ultimo minuto con Suarez, rischiando anche il rigore. Sbaglia anche sul primo gol di Cavani non facendo il fuorigioco. Voto 6.
De Sciglio: Peccato per il rigore sbagliato, perché il ragazzino gioca una partita ordinata e di ottima personalità. Spinge molto sulla sua fascia dal primo all'ultimo minuto, come un veterano. Voto 6,5.
De Rossi: Dimentica problemi fisici e stanchezza, lotta e corre in mezzo al campo finché le forze lo sostengono. Esce stremato, ma altra prestazione positiva dopo quella contro la Spagna. Voto 6,5.
Aquilani: Entra e cerca di aiutare Montolivo nel gestire la palla, oltre a sacrificarsi molto in fase difensivo. Rischia un po' trattenendo Godin in area, segna bene il primo rigore della serie. Voto 6.
Montolivo (il peggiore): Responsabilizzato ancora dall'assenza di Pirlo, continua a non convincere del tutto. Non da il giusto cambio di passo a centrocampo, mentre sull'espulsione ha responsabilità relative. Voto 5,5.
Candreva: Più indietro rispetto alle altre gare e poi centrale d'emergenza nei supplementari, gioca ancora una buona partita. Lascia meno il segno in attacco, anche se quando accelera si fa sentire. Voto 6,5.
Diamanti (il migliore): Il suo sinistro è una vera disgrazia per l'Uruguay. Propizia il gol del vantaggio con un a punizione velenosa, segna nel secondo tempo con una pennellata nell'angolo. Forse meritava più spazio. Voto 7.
Giaccherini: Entra anche se non sembra al massimo, cerca di dare una mano ai compagni stanchi e chiude la sua ottima Confederations segnando bene il rigore. Voto 6.
El Shaarawy: Schierato dopo tante voci e dubbi, parte piano e commette qualche imprecisione, poi cresce e riesce a lasciare il segno risultando il più pericoloso nel finale di gara. Segna con freddezza il suo rigore. Voto 6.
Gilardino: Cerca di fare gioco di sponda e di aprire varchi per l'inserimento dei compagni, guadagnando punizioni con esperienza. A parte questo, non è mai pericoloso e gli avversari lo tengono con facilità. Voto 5,5.
Prandelli: Torna al modulo precedente, combatte con assenze e stanchezza e ottiene un bel terzo posto. Concede spazio ad alcune riserve ottenendo risposte più positive che negative, forse poteva dare una chance anche a Cerci e al secondo portiere. Confederations istruttiva per i prossimi Mondiali. Voto 6,5.
URUGUAY
Tattica: Rispetto alla sfida contro il Brasile, Tabarez cambia un solo uomo e mantiene modulo e idea di gioco: squadra corta e solida in difesa, pronta a ripartire in contropiede. Tradito da Suarez e soprattutto Forlan, forse l'Uruguay poteva approfittare di più della stanchezza degli azzurri e dell'uomo in più nel finale.
Il migliore: Aveva iniziato il torneo in sordina, lo finisce alla grande con una doppietta. Cavani torna Matador e si migliora ancora rispetto alla sfida con il Brasile segnando due volte, più una terza annullata per giusto fuorigioco. Perderlo potrebbe essere un vero peccato per il nostro campionato. Voto 7,5.
Il peggiore: Doveva riscattarsi dopo la brutta prestazione contro il Brasile, invece Forlan conferma di non essere lo stesso di qualche anno fa. Corre molto ma si rende pericoloso solo una volta in tutta la partita, inoltre sbaglia nuovamente un rigore come nella sfida precedente. In decisa involuzione. Voto 5.
Curiosità: L'Italia riesce a sfatare un tabù e vince per la prima volta una sfida ai rigori contro una squadra sudamericana. I due precedenti sono purtroppo sconfitte molto dolorose: la prima nella Semifinale del Mondiale 1990 contro l'Argentina, la seconda nella Finale del Mondiale 1994 contro il Brasile.
BRASILE
Tattica: Scolari conferma ancora una volta gli 11 a cui ha sempre dato fiducia e vince la partita fin da subito,  pressando in modo feroce la Spagna e dando sempre grande velocità alla manovra. Cosa fondamentale, il Brasile sblocca subito la gara, cosa non riuscita all'Italia, controllando di fatto il match dall'inizio alla fine.
Il migliore: La Confederations doveva essere il suo trampolino di lancio tra i grandi, e così è stato. Fred segna due gol ma Neymar è il protagonista della gara e di gran lunga il miglior giocatore del torneo. Un gol fantastico e tanta classe, con giocate da vero fenomeno. Se solo si tuffasse un po' di meno...Voto 7,5.
Il peggiore: Non è semplice trovare una nota negativa in una prestazione quasi perfetta come quella del Brasile. Si può forse fare un appunto a Marcelo, che spinge e gioca bene sulla fascia, ma a volte sembra troppo nervoso e poi regala alla Spagna il rigore che potrebbe riaprire la sfida con eccessiva ingenuità. Voto 5,5.
SPAGNA
Tattica: Nonostante i 120 minuti giocati contro l'Italia e qualche giocatore poco convincente, Del Bosque cambia solo Villa con Mata e prova a giocarsela. I suoi sono stanchi, in più il gol subito a freddo e l'atmosfera avversa del Maracanà fanno il resto. Questa volta ha vinto il Brasile, tra un anno nel Mondiale si vedrà.
Il migliore: Nella disfatta spagnola spicca per l'ennesima volta la prestazione di Iniesta, uno dei pochissimi a salvarsi tra i suoi. Nel primo tempo cerca di dare una scossa ai compagni e a riportarli in carreggiata, poi si adegua al grigiore dei compagni e sparisce di fatto dal campo come tutta la Spagna. Voto 6.
Il peggiore: La difesa iberica è stata un vero e proprio colabrodo, e c'è l'imbarazzo della scelta nello scegliere il peggiore. Diciamo che l'espulsione fa pendere l'ago della bilancia verso Piqué, già fuori posizione sul primo gol di Fred e costantemente in difficoltà contro i veloci e aggressivi attaccanti brasiliani. Voto 4.
Curiosità: Per la prima volta dalla creazione di questo trofeo, una squadra europea viene sconfitta in finale. Nei precedenti, tre vittorie su tre con la Danimarca nel 1995 e la Francia nel 2001 e 2003. Proprio la Francia è stata anche l'ultima squadra a trionfare in casa prima del Brasile (1-0 al Camerun nel 2003).

venerdì 28 giugno 2013

CONFEDERATIONS CUP 2013: PAGELLE NONA GIORNATA

Immagine tratta da focuscalcio.it
Si è giocata anche la seconda semifinale della Confederations Cup, che ha visto purtroppo la sconfitta ai rigori degli azzurri contro la Spagna. Vediamo nel dettaglio il nostro giudizio sulla partita, con le pagelle degli italiani e degli spagnoli, le tattiche e le consuete curiosità.
ITALIA
Tattica: Cambio di modulo e di passo per l’Italia. Difesa a tre e maggiore densità a centrocampo, che unita ad una ritrovata forma fisica blocca la temibile mediana spagnola e spaventa più volte, soprattutto nel primo tempo, i campioni d’Europa e del Mondo. Partita giocata alla grande, la lotteria dei rigori non ci premia, ma la reazione di carattere c’è stata.
Buffon: Incredibile a dirsi, ma il capitano azzurro vive una serata relativamente tranquilla. Non è sicurissimo nel respingere il tiro di Xavi, e ai rigori ne intuisce pochi e non ne prende nessuno. Voto 6.
Barzagli: Non è in forma e si vede dal modo in cui si fa scappare Torres in una delle poche azioni pericolose della Spagna. Sostituito all’intervallo, non è quello ammirato in stagione. Voto 5,5.
Montolivo: Entra e si piazza al fianco di Pirlo, aiutandolo nella costruzione del gioco. A volte è impreciso, ma svolge bene il suo compito e segna il suo rigore. Voto 6.
Bonucci: Prima centrale, poi esterno destro della fatica a tre, gioca una partita discreta, meglio di sicuro rispetto alla gara con il Brasile. Il rigore sbagliato però pesa in maniera decisiva sulla sua partita. Voto 5,5.
Chiellini: Con la difesa a tre si trova davvero a suo agio, copre bene e non lascia mai scappare le punte spagnole. E’ il meno fine della difesa con i piedi, ma per fisico e senso della posizione è il migliore. Voto 6,5.
Maggio: Da terzino sembra un pesce fuor d’acqua, come esterno di centrocampo è tutta un’altra musica. E’ il più pericoloso dei nostri, si vede respingere da Casillas due grandi occasioni, sulla seconda poteva fare meglio. Voto 6,5.
De Rossi (il migliore): Prima supporto di Pirlo, poi centrale di difesa per necessità. Come un anno scorso fa una gran partita contro la Spagna, copre e aiuta a far ripartire l’azione. Segna anche il suo rigore. Voto 7.
Pirlo: Recuperato a tempo di record dai suoi problemi fisici, fa qualche bella giocata ma non è al suo meglio. Rimane comunque il riferimento del centrocampo azzurro, e dal dischetto è freddo e preciso. Voto 6.
Giaccherini: Quello atterrato in Brasile è davvero un giocatore decisivo. Da un gran pallone a Maggio, corre tanto sulla sua fascia e colpisce un palo clamoroso. Il migliore della spedizione finora. Voto 6,5.
Candreva: Schierato titolare da Prandelli, ripaga la sua fiducia con una partita di qualità e di sostanza. Crea molti problemi alla difesa spagnola, e inaugura la serie dei rigori con un bel cucchiaio. Voto 6,5.
Marchisio: Meglio rispetto alle partite precedenti, si muove di più sfruttando gli spazi e in un inserimento sfiora anche la rete. Resta comunque un giocatore in affanno rispetto ad altre occasioni. Voto 6.
Aquilani: Non lascia particolari segni dal suo ingresso in campo, svolge il compitino e ha il merito di realizzare il suo rigore. Voto 6.
Gilardino (il peggiore): Non è Balotelli e si vede, purtroppo per l’Italia. Lotta e si batte con grinta, per carità, ma non riesce mai a pungere davvero la difesa avversaria, bruciandosi la sua chance. Voto 5.
Giovinco: Rigore a parte, dal suo ingresso non si vede molto, stritolato com’è dai due rocciosi centrali avversari. Voto 6.
Prandelli: Cambia modulo per scelta e uomini per necessità, i suoi lo ripagano con una grande partita, rimangono dubbi sulla scelta di portare solo due prime punte in Brasile. Voto 6,5.
SPAGNA
Tattica:
Nonostante l’assenza di Fabregas, non al meglio, Del Bosque ripropone il modulo con due esterni offensivi e sceglie Torres come riferimento d’area. I suoi rischiano di affondare nel primo tempo, con qualche buon innesto la partita rimane equilibrata, poi i rigori gli danno ragione.
I migliori:
-Sarà un caso, ma dall’ingresso in campo di Jesus Navas la musica cambia sulle fasce. Veloce e sgusciante, crea molto più di Silva costringendo ad un maggior lavoro i difensori azzurri. Ha anche il merito di realizzare il rigore che manda la Spagna in finale contro il Brasile. Voto 6,5.
-L’annata a Madrid è stata molto travagliata, ma Del Bosque continua a dargli fiducia e Casillas lo ripaga con una prestazione solida e sicura. Respinge alla meglio le due conclusioni di Maggio, risultando decisivo per il successo della sua squadra, anche se non para nemmeno un rigore. Voto 6,5.
-Dopo tanti anni passati come esterno destro, Sergio Ramos conferma a tutti che il suo ruolo migliore è quello di centrale difensivo. In coppia con Piqué tiene benissimo Gilardino e in generale chiude molto meglio del compagno di reparto sugli assalti italiani. In più segna un gran rigore. Voto 6,5.
I peggiori:
-Dopo essere rimasto spesso in panchina, Silva ha avuto la grande occasione di partire titolare vista l’assenza di Fabregas. Non ha sfruttato minimamente l’occasione, spingendo pochissimo e risultando quasi inesistente. Il suo sostituto Jesus Navas ha stravinto il confronto con lui. Voto 5.
-Lo si dice già da qualche tempo, il punto debole di questa Spagna è il terzino destro Arbeloa. In difficoltà contro Giaccherini, viene spesso saltato dall’esterno azzurro e non riesce mai a spingere in modo continuo. Facile pensare che il suo posto in Nazionale sia uno dei meno sicuri. Voto 5.
-L’anno scorso fece un partitone contro gli azzurri, stavolta invece Jordi Alba è sembrato un giocatore molto più normale. Bravo in fase di spinta, soffre tremendamente quella difensiva, che non è poco per un terzino. Lascia due volte Maggio contro Casillas, per sua fortuna l’azzurro non ne approfitta. Voto 5,5.
Del Bosque: Da fiducia a Silva e Torres e conferma il modulo che è ormai il marchio di fabbrica spagnolo. Indovina il cambio inserendo Navas e finisce la partita giocando con Martinez come “falso nueve”. Qualche crepa nella squadra che ha vinto tutto si vede, ma la vittoria alla fine è ancora sua. Voto 6.
Curiosità: Una volta gli spagnoli avevano una sorta di complesso d’inferiorità verso l’Italia, adesso sembra l’opposto. Una sola vittoria negli ultimi nove scontri con gli iberici, a fronte di cinque pari e tre sconfitte. In competizioni ufficiali non battiamo la Spagna dal 1994, 2-1 nei Quarti di Finale del Mondiale americano.



domenica 23 giugno 2013

CONFEDERATIONS CUP 2013: PAGELLE SESTA GIORNATA

Immagine tratta da vivoazzurro.it
Si conclude il girone A della Confederations Cup con la sfida stellare tra i nostri azzurri e i padroni di casa del Brasile e l'altro incontro, ormai inutile per la classifica, tra Messico e Giappone. Vediamo qual è il nostro giudizio sull'Italia e in generale sulle due partite.
ITALIA
Buffon: Se la difesa prende troppi gol stavolta non si può dire che il portiere non sia colpevole. Impreciso sul gol di Neymar e sul secondo di Fred, dopo alcune buone parate nel primo tempo. Voto 5,5.
Abate: Non inizia bene la partita, timido e in difficoltà contro Marcelo. Quando migliora un po' subisce l'intervento killer di Neymar e deve dire addio a partita e Confederations. Voto 5,5.
Maggio: Entra a freddo ma fa vedere di non avere paura. Tiene bene la fascia e di testa in mischia sfiora il gol del 3-3 centrando in pieno la traversa. Voto 6.
Bonucci (il peggiore): Sostituisce Barzagli ma non riesce a fare meglio di lui, anzi. Perennemente fuori posizione, scavalcato dal lancio del 3-1, non riesce a dare sicurezza al reparto. Voto 5.
Chiellini: Il gol gli da mezzo voto in più, ma anche la sua prestazione non è sufficiente. Bruciato da Fred, in difficoltà contro gli attaccanti brasiliani, usa l'esperienza ma non basta. Voto 5,5.
De Sciglio: Riscatta la prestazione opaca contro il Giappone giocando con personalità e tenendo bene la sua fascia, unico neo lascia da solo Dante in occasione del primo gol. Voto 6.
Aquilani: C'è poco da fare, in Nazionale non riesce proprio ad essere protagonista. Partita in sofferenza, sbaglia molti palloni e non fa girare a dovere la squadra. Inevitabilmente bocciato. Voto 5.
Montolivo: Non convince come vice di Pirlo, sbaglia anche lui passaggi facili e soffre sul pressing degli avversari. Sostituito per un colpo alla testa, senza di lui paradossalmente le cose migliorano. Voto 5,5.
Giaccherini (il migliore): Entra e segna il gol del momentaneo pareggio con un gran diagonale. Ci mette l'anima e si rivela ancora una volta il migliore dell'Italia, meritandosi forse la maglia da titolare contro la Spagna. Voto 6,5.
Candreva: Buona partita per il trequartista azzurro, che tiene bene Marcelo e fa un gran lavoro sulla fascia destra. E' più in condizione di alcuni compagni, meriterebbe più spazio. Voto 6.
Diamanti: Dopo due gare in panchina ha finalmente l'occasione di mettersi in mostra, per di più contro il Brasile. Fallisce la missione, non riesce mai ad entrare nel vivo del gioco e ad incidere sulla gara. Voto 5,5.
El Shaarawy: Subentra a Diamanti e non riesce a fare meglio di lui. Dal suo ingresso in campo non si fa mai vedere, confermando di non essere al meglio e di non essere lo stesso di inizio stagione. Voto 5,5.
Marchisio: Prima esterno avanzato, poi interno di centrocampo, gioca comunque al di sotto dei suoi livelli. Resta l'impressione di un giocatore stanco e lontano dalla miglior condizione. Voto 5,5.
Balotelli: Sempre solo là davanti, cerca di fare qualcosa ma non riesce ad incidere come in altre partite. L'assist di tacco per Giaccherini però è da applausi a scena aperta. Voto 6.
Prandelli: Cerca una soluzione all'assenza di Pirlo e cambia modulo, ma non ha le risposte sperate. Il primo tempo in sofferenza e la difesa troppo perforabile sono due delle cose da rivedere nella squadra. Voto 5,5.
BRASILE
Tattica: Scolari continua sulla sua strada, con una squadra offensiva e puntando tutto sulla classe di Neymar. Il primo tempo è molto positivo e il Brasile va meritatamente in vantaggio, nella ripresa soffre di più ma riesce ugualmente a strappare la vittoria. Anche se lentamente, sta costruendo la squadra per il Mondiale.
Il migliore: Dopo esser stato lontano dalla Nazionale per quattro anni, Fred sta ricompensando la fiducia ricevuta da Scolari con buone prestazioni. Contro gli azzurri costringe Buffon alla respinta sul primo gol e poi lo batte due volte, con fisico e intelligenza. L'attaccante giusto per questo Brasile potrebbe essere lui. Voto 7.
Il peggiore: Sembra quasi che vogliamo infierire, ma il peggiore resta sempre lui: Oscar. Un tacco per Neymar e nulla più in un'altra partita anonima, la terza su tre in questa Confederations. Scolari continua a puntare su di lui, i risultati non lo premiano, non sarebbe meglio affidarsi a Lucas? Voto 5.
Curiosità: Con oggi sono quasi trentun'anni che l'Italia non batte il Brasile. Negli ultimi sette incontri due pareggi e cinque sconfitte, di cui una ai rigori nella finale del Mondiale 1994. L'ultima vittoria, dolcissima, risale al 5 luglio 1982, il leggendario 3-2 con tripletta di Paolo Rossi che aprì la strada al terzo mondiale azzurro.
MESSICO
Tattica: In una gara inutile per il passaggio del turno, De la Torre conferma il 4-4-2 schierato contro il Brasile cambiando alcuni uomini ma puntando sulle sue stelle in attacco. La risposta è positiva, la vittoria arriva ed è più netta di quanto dica il punteggio, resta l'impressione di una squadra in crescita ma ancora incompleta.
Il migliore: Dopo una gara da spettatore contro i verdeoro, Javier Hernandez torna a farsi vedere con una doppietta e una partita di grande sostanza. Dopo un primo tempo abulico, si sveglia nella ripresa mostrando freddezza e grande qualità. Unico neo, il rigore sbagliato che gli nega la tripletta. Voto 7.
Il peggiore: Il tecnico gli concede una maglia da titolare, ma Raul Jimenez non sfrutta l'occasione. Tanta corsa per tutta la partita, ma non riesce mai a rendersi utile o pericoloso, rimanendo spesso fuori dal gioco. E' un attaccante giovane, avrà altre occasioni per rifarsi in futuro. Voto 5,5.
GIAPPONE
Tattica: Dopo l'eliminazione, Zaccheroni prova a cambiare qualcosa in difesa e ad ottenere la vittoria dell'onore puntando sullo stesso modulo. La squadra gioca un primo tempo ordinato, poi si scioglie e va incontro alla terza sconfitta su tre, ma per l'impegno e la gran gara contro l'Italia merita comunque applausi.
Il migliore: Ancora una buona prestazione per Okazaki, che si conferma dopo la bella prova con l'Italia. Attaccante mobile e volenteroso, segna una primo gol di tacco ma gli viene ingiustamente annullato, poi ne fa un secondo (irregolare) e gli viene convalidato. Di gran lunga il migliore dei suoi. Voto 6.
Il peggiore: Rispetto alla sfida con l'Italia sono in molti i giocatori al di sotto della sufficienza, su tutti spicca probabilmente Maeda. Dovrebbe essere il centravanti della squadra, si rivela tutto fuorché utile alla squadra. Poco movimento, mai pericoloso, davvero un pesce fuor d'acqua. Voto 5.
Curiosità: Strano a dirsi, eppure Messico e Giappone saranno due delle protagoniste della Copa America 2015. Entrambe le squadre sono state invitate a prender parte alla competizione, come già accaduto nel 1999. I nipponici dovevano esserci già nel 2011, ma rinunciarono a causa dello tsunami e furono sostituiti dalla Costa Rica.

giovedì 20 giugno 2013

CONFEDERATIONS CUP 2013: PAGELLE QUARTA GIORNATA

Immagine tratta da giornalettismo.com
Arriva la seconda giornata di incontri nel gruppo A, con la sfida tra i padroni di casa del Brasile e il Messico e i nostri azzurri che se la sono vista con il Giappone di Zaccheroni. Ecco i nostri voti, come sempre con un occhio di riguardo per la partita dell'Italia.
ITALIA
Buffon: Punito oltre misura in occasione del rigore, non può fare nulla sugli altri gol. Con un paio di buoni interventi tiene in piedi la squadra quando rischia di affondare. Voto 6.
Maggio: Lanciato titolare da Prandelli, non sfrutta a dovere l'occasione, soffrendo tremendamente Kagawa e spingendo poco. Il ruolo di terzino non fa proprio per lui. Voto 5.
Abate: Entra e fa un po' meglio del suo compagno di reparto. Voto 5,5.
Barzagli: Altra serata difficile per il centrale italiano, messo in crisi come tutti i difensori azzurri dai veloci avversari. Se la cava con esperienza in alcune situazioni ma non basta. Voto 5,5.
Chiellini: Spostato con eccessiva facilità da Kagawa in occasione del raddoppio nipponico, appare più volte in difficoltà contro gli ostici avversari. Deve migliorare come tutta la difesa. Voto 5,5.
De Sciglio (il peggiore): Dopo gli elogi della partita precedente, un brutto passo indietro per lui. Sbaglia il retropassaggio costringendo Buffon al fallo da rigore e soffre gli avversari tutta la partita. Dottor Jekyll e Mister Hyde. Voto 5.
De Rossi: Segna il gol che riapre la partita, fa legna in mezzo al campo e innesca l'azione del definitivo vantaggio. Pur non giocando la sua miglior partita fa la differenza. Ammonito, salterà il Brasile. Voto 6,5.
Pirlo: Rispetto alla sfida con il Messico sembra che in campo ci sia il suo gemello scarso. Sbaglia passaggi anche elementari e non riesce mai a far cambiare passo alla squadra. Voto 5,5.
Montolivo: Aiuta poco e male Pirlo in fase di impostazione, non riesce a dare ordine al centrocampo. Si perde Okazaki in occasione del pareggio giapponese, in generale non è la sua serata. Voto 5.
Aquilani: Sostituisce Marchisio in tutti i sensi, compreso il pessimo rendimento in campo. Spaesato e fuori posizione, sostituito per scelta tecnica dopo mezz'ora di nulla. Voto 5.
Giovinco: Da sempre l'idea di essere un po' troppo leggero per questo livello, ma si procura il generoso rigore del pari e segna il gol che decide la sfida, oltre a rendersi pericoloso in altre occasioni. Voto 6,5.
Giaccherini (il migliore): Inizia in sordina, poi come contro il Messico cresce e si rivela importante. Palo a fine primo tempo, nella ripresa costringe all'autogol Uchida e non molla un pallone. Caparbio. Voto 6,5.
Marchisio: Entra e non si vede molto, ma indovina il corridoio giusto per mandare in rete Giovinco. Voto 6.
Balotelli: Passo indietro rispetto alla prestazione precedente. Assistito poco e male dalla squadra, si perde a volte in dribbling e giocate eccessive. Il gol su rigore conferma la sua infallibilità dal dischetto. Voto 6.
Prandelli: Riesce a riprendere per i capelli e vincere una partita che sembrava persa, e che forse meritavamo di perdere. Questo modulo continua a non convincere, dovrà rivedere qualcosa contro il Brasile e in futuro. Voto 5,5.
GIAPPONE
Tattica: Dopo la batosta contro il Brasile, Zac decide di inserire Maeda come punta allargando Okazaki sulla destra. Ottiene un'ottima risposta dai suoi, che in attacco e in fase di palleggio a tratti danno lezione di calcio al centrocampo azzurro. Paga una difesa non all'altezza, ma alla fine gli applausi meritati sono tutti per i nipponici.
Il migliore: In settimana era stato aspramente criticato in patria, così Kagawa decide di zittire tutti con una prestazione fantastica. Segna il secondo gol e fa letteralmente ammattire Maggio con le sue giocate e la sua tecnica. Lui e Honda in coppia sembrano davvero i protagonisti di un noto anime giapponese sul calcio. Voto 7,5.
Il peggiore: L'autogol lo segna Uchida, ma l'errore è tutto del suo collega Yoshida, che commette un'ingenuità incredibile facendosi rubare palla da Giaccherini. Discontinua la prova del centrale nipponico, che quando viene attaccato va spesso in enorme difficoltà. Voto 5,5.
Curiosità: Terzo confronto e seconda vittoria per gli azzurri contro il Giappone, entrambe ottenute in campo neutro. L'altro successo risale al 1936, quando durante le Olimpiadi di Berlino l'Italia di Pozzo si impose con un sonoro 8-0. Finì pari invece la sfida in terra nipponica del 2002, con Doni a rimontare l'iniziale svantaggio.
BRASILE
Tattica: Squadra che vince non si cambia, dice il detto, e Scolari lo segue alla lettera. Mantenuto il modulo con pochi giocatori difensivi e molto talento offensivo, anche se con il Messico soffre di più rispetto alla sfida con il Giappone. Non convincono Oscar e Hulk, mentre Neymar è già un idolo della torcida.
Il migliore: Dicono che la sua crescita negli ultimi anni sia rallentata, eppure Neymar continua a regalare numeri incredibili. Tecnica sopraffina, sblocca la gara con un gran gol e poi la chiude con uno splendido assist per Jo. Per i difensori messicani è un vero incubo, aspettiamo tutti di vederlo in coppia con Messi. Voto 7,5.
Il peggiore: Da promessa per il futuro si sta trasformando in una sorta di oggetto misterioso. Oscar non convince nel ruolo di interno di centrocampo, fatica a trovare la posizione giusta e non entra mai nel vivo del gioco. Deve cambiare passo al più presto, Hernanes è già pronto a prendere il suo posto. Voto 5.
MESSICO
Tattica: Il tecnico De la Torre, sempre più in bilico, rispetto al match con l'Italia avanza un po' la posizione di Dos Santos e avanza Flores come esterno di centrocampo per coprire meglio. Anche stavolta gli va male, l'attacco combina poco e la difesa soffre le accelerazioni del Brasile, che sostanzialmente controlla la partita.
Il migliore: Forse stimolato dal palcoscenico internazionale, forse dalle sue origini (il padre è brasiliano), Giovani Dos Santos si conferma il migliore dei suoi anche contro i verdeoro. Prova a creare qualcosa e a coinvolgere i compagni, ma ancora una volta non è assistito e finisce per predicare nel nulla. Voto 6,5.
Il peggiore: Contro l'Italia era riuscito a farsi vedere segnando un rigore, stavolta Javier Hernandez non lascia mai il segno nella partita. Unico riferimento offensivo dei compagni, il Chicharito non si vede praticamente mai, annullato da David Luiz e Thiago Silva. Sfigura a confronto con Dos Santos. Voto 5.
Curiosità: Quella tra Brasile e Messico è una delle sfide che più si sono ripetute nella Confederations Cup. Questo è il quarto confronto tra le due squadre, il bilancio ora è di due vittorie a testa, l'ultimo incontro si era verificato nel 2005 in Germania, durante il girone: avevano vinto i messicani grazie ad un gol di Borgetti.

lunedì 17 giugno 2013

CONFEDERATIONS CUP 2013: PAGELLE SECONDA GIORNATA

Immagine tratta da asportsnews.com
Seconda giornata del torneo ospitato dal Brasile e che funge da antipasto per i Mondiali dello scorso anno. Sono scesi in campo gli azzurri contro il Messico, diamo le pagelle di ognuno dei giocatori italiani e un giudizio sui loro avversari.
ITALIA
Buffon: Ordinaria amministrazione per il capitano azzurro, sfiora il tiro di Guardado quanto basta per mandarlo sulla traversa, incolpevole sul gol e quasi inoperoso in seguito. Voto 6.
Abate: Sembra quasi frenato a tratti, spinge poco e soffre molto la velocità di Dos Santos, ci si aspetta qualcosa di meglio da lui. Voto 5,5.
Barzagli (il peggiore): Vederlo sbagliare fa davvero notizia, e oggi l'errore è stato davvero grossolano. Si fa sorprendere da Dos Santos, lo stende e rischia anche il rosso, macchiando una partita per il resto normale. Voto 5.
Chiellini: Forse condizionato dal compagno di reparto, non mostra sempre grande sicurezza, ma in generale si disimpegna bene e tiene a bada Hernandez con fisico ed esperienza. Voto 6.
De Sciglio: Una delle sorprese positive della serata. Non ha paura, spinge in modo piuttosto continuo sulla fascia e a conti fatti è il migliore della difesa. Voto 6,5.
De Rossi: Il suo ruolo naturale è un altro, e si vede. Da interno destro fatica a trovare posizione e tempi, non riuscendo mai a incidere sulla partita. In generale strappa la sufficienza. Voto 6.
Pirlo (il migliore): Nel giorno delle 100 presenze azzurre, dirige la squadra con la solita maestria. Sua la punizione che sblocca il match, in generale gestisce tempi e palloni da maestro, per di più in un tempio del calcio come il Maracanà. Immortale. Voto 7,5.
Montolivo: Buona partita del milanista, che aiuta Pirlo nella gestione della palla e finisce in crescendo. Si mangia un gol a inizio ripresa, un errore che per fortuna non pesa sul risultato finale. Voto 6.
Marchisio: Si gioca con Barzagli la palma di peggiore in campo. Fuori dal gioco e fuori dalla condizione, non è nel suo ruolo e in generale non lo si vede mai. Da rivedere. Voto 5.
Cerci: Entra e si piazza a destra, provando a cambiare la gara con le sue accelerazioni. Fa meglio di Marchisio, e non ci voleva molto. Voto 6.
Giaccherini: Corre e lotta per due, anche se paga a volte con la lucidità e non indovina sempre i movimenti. Meglio da esterno che da seconda punta, cresce nel secondo tempo. Voto 6,5. (Aquilani s.v.).
Balotelli: Molto attivo in tutta la partita, fa a sportellate, prende botte e cerca più volte il gol. Dopo parate ed errori di precisioni, segna la rete decisiva e più che meritata. Voto 7. (Gilardino s.v.).
Prandelli: Il nuovo modulo funziona solo a tratti, meglio con due esterni a supporto dell'unica punta. Da rivedere alcuni giocatori, un po' appannati e fuori condizione, ma l'esordio è positivo. Voto 6,5.
MESSICO
Tattica: De la Torre punta su Javier Hernandez unica punta, tre giocatori tecnici e veloci alle sue spalle e una difesa esperta e fisica. Gli va male un po' ovunque: rigore a parte, l'attacco non incide molto, e dietro soffre Balotelli e la velocità azzurra. Qualcosa andrà sicuramente rivisto nelle prossime partite.
Il migliore: Una volta nel vivaio del Barcellone, oltre a quello di Messi, si faceva anche il suo nome. Giovani Dos Santos entra con classe nelle azioni pericolose dei suoi e si procura il rigore del pari. Scompare un po' nella ripresa, confermandosi un talento non ancora esploso del tutto. Voto 6,5.
Il peggiore: Dovrebbe essere il baluardo e l'esempio della squadra, invece il capitano Rodriguez fa una pessima figura. Impreciso e goffo più di una volta, si fa superare da Balotelli nel gol decisivo e lo soffre tutta la partita. Davvero un esordio da dimenticare per l'esperto "Maza". Voto 5.
Curiosità: Prima vittoria in campo neutro per l'Italia contro il Messico, dopo due pareggi (1-1 nei Mondiali 1994 e 2002) e una sconfitta (1-2 in amichevole prima del Mondiale 2010). In generale, primo successo degli azzurri sui messicani dal 1993 (2-0 in amichevole a Genova, gol di Baggio e Maldini).

giovedì 15 novembre 2012

CONSIDERAZIONI AZZURRE

Immagine tratta da calcio.excite.it
A voler guardare il bicchiere mezzo vuoto, è sufficiente dare un'occhiata ai numeri: quinta sconfitta consecutiva in partite amichevoli per l'Italia di Prandelli (terza consecutiva in casa), ed ennesima sfida casalinga senza vittorie contro la Francia, l'acerrima rivale che non battiamo tra le mura amiche da 50 anni (2-1 nel 1962, doppietta di Altafini). Difesa azzurra non perfetta, che ha subito gol in 11 delle 14 partite disputate in questo 2012, compresi gli Europei di giugno, segno che forse qualcosa va rivisto. Mancavano pedine importanti come Ogbonna e il ritrovato Ranocchia, il trio juventino Barzagli-Bonucci-Chiellini convince a tratti, i terzini sembrano il vero punto debole di questa retroguardia a 4 (forse si potrebbe ritentare la carta della difesa a 3 che tanto va di moda in questa serie A). L'attacco ha l'unica pecca di non riuscire a concretizzare al massimo le tante occasioni create, l'ultima amichevole con più di un gol segnato risale a un anno fa (Polonia-Italia del 2011, 0-2).
Detto questo, non possiamo fare a meno di ricordare che si tratta sempre di amichevoli, anche se di prestigio, e che nelle partite "importanti" l'Italia di Prandelli ha perso una sola volta, nella disgraziata finale degli Europei contro la Spagna, ottenendo 14 vittorie e 6 pareggi tra Qualificazioni agli Europei 2012, Europei e Qualificazioni ai Mondiali 2014. Il gioco tanto voluto dal c.t. continua a vedersi, la squadra azzurra è uscita battuta ma non ridimensionata da questa sfida, e anzi avrebbe meritato di ottenere almeno un pari viste le due traverse colpite e le occasioni create durante la partita. Soprattutto, questa squadra sta mettendo in mostra tanti giocatori giovani e di grande prospettiva, che fino a qualche anno fa avrebbero trovato spazio solo nell'Under 21. Verratti, alla prima da titolare in azzurro, ha fatto vedere buone cose nel primo tempo e ha denotato una grande personalità; deve migliorare ancora, è innegabile, ma ad appena vent'anni ha già i numeri per diventare un degno sostituto di Pirlo. Balotelli ed El Shaarawy si sono mossi bene insieme, il primo ha dimostrato di essere una punta completa che merita forse più spazio da titolare, il secondo ha timbrato la prima rete in maglia azzurra, brillando forse meno delle recenti gare con il Milan ma confermando i suoi numeri. In porta, Sirigu sta maturando in una squadra importante come il Paris Saint Germain, e un palcoscenico illustre come la Champions League servirà molto al ragazzo per confermarsi il primo sostituto del capitano Buffon, e il futuro titolare tra i pali azzurri.
In sintesi: basta con questi commenti da disfattisti, perdere una partita non fa mai piacere, figurarsi contro la Francia, ma non c'era nessuna posta in palio, e tutti sanno che l'Italia è una squadra che in amichevole si concede delle pause, ma quando inizia una competizione gioca sempre e solo per vincere. Lasciamo lavorare Prandelli, che in due anni ha già costruito un'identità di gioco e cerca sempre di ottenere il meglio dai ragazzi pur avendoli a disposizione solo per pochi giorni, visti i tantissimi impegni nei club. Se riesce a formare un gruppo completo, con la sua stessa visione del calcio e con la giusta convinzione tecnica e mentale, moduli e uomini diventeranno un problema secondario.
P.S. Tra le note negative ho dimenticato di segnalare i fischi contro l'inno francese, cancellati per fortuna dai numerosi applausi del resto del pubblico. Vogliamo smetterla una volta per tutte con questi comportamenti antisportivi e odiosi, che non hanno nulla a che fare con lo sport serio e con la vera rivalità?

lunedì 2 luglio 2012

EURO 2012: PAGELLE FINALI

Immagine tratta da europei-di-calcio-2012.com

Ecco le nostre ultime pagelle, quelle della Finale di questo Europeo tra Spagna e Italia.
ITALIA
Tattica: Rispetto alle semifinali, Prandelli cambia solo il terzino destro, ma stavolta la gara non è mai nelle sue mani. Contro una squadra aggressiva e che gira a mille, l'Italia non riesce a impostare il suo gioco e finisce per essere a lungo dominata e umiliata nel finale. Infortuni e stanchezza hanno inciso senza dubbio, però un po' di grinta e personalità in più sono necessarie per fare il definitivo salto di qualità.
Buffon: Un intervento su Fabregas, un altro su un colpo di tacco irridente di Ramos, sui gol incassati non ha colpe. Sognavamo di vederlo alzare la coppa, non è andata così. Voto 6.
Abate: Preferito a Balzaretti, non è al meglio per i problemi fisici. Ci aggiunge tanto del suo con qualche imprecisione e un'eccessiva timidezza, lasciando troppo campo agli spagnoli. Voto 5.
Barzagli: Anche lui balla per tutta la partita, soffre la pressione e gli inserimenti continui degli attaccanti spagnoli, anche se tra i difensori è il meno in difficoltà. Voto 5,5.
Bonucci (il peggiore): Dopo due ottime gare, la roccia diventa un colosso d'argilla. Non fa il fuorigioco sui due gol spagnoli, è incerto quando ha la palla, il suo "mani" in area sarebbe da rigore. Voto 4,5.
Chiellini: Ha la colpa di perdere Fabregas in occasione del vantaggio spagnolo. Stringe i denti e si vede, lascia il campo dopo 20 minuti non indimenticabili. Voto 5.
Balzaretti: Si fa trovare pronto appena viene chiamato in causa, difende meglio e prova a spingere. Poche possibilità per incidere, stoico quando resta in campo zoppicando nel finale. Voto 6.
De Rossi: Insieme a Pirlo è il giocatore più temuto dagli spagnoli, che lo soffocano senza dargli spazio e tempo per ragionare. La stanchezza fa il resto, non è la sua finale. Voto 5,5.
Pirlo: Con tutti gli elogi che ha ricevuto, ovvio che gli avversari cerchino di cancellarlo subito. Attaccato fin dentro l'area di rigore, ha pochi lampi di classe e non riesce a lasciare il segno. Voto 5,5.
Marchisio: Il peggiore dei centrocampisti italiani, non entra mai in partita e sul piano atletico è in evidente debito d'ossigeno. Forse Prandelli avrebbe dovuto sostituire lui e non Montolivo. Voto 5.
Montolivo (il migliore): Dopo un inizio timido diventa l'Azzurro più in forma e più pericoloso, con buoni movimenti e un tiro insidioso. Sostituito, meritava di rimanere in campo. Voto 6.
Thiago Motta: Entra e dopo pochi minuti si fa male, lasciando la sua squadra in 10 per mezz'ora. S.v.
Cassano: Cerca di farsi vedere e gioca qualche buon pallone, spaventando un paio di volte la difesa spagnola. Poca roba, dopo l'intervallo non torna in campo. Voto 5,5.
Di Natale: Entra in campo con grinta e impegno, cerca di spronare i compagni e si procura due buoni occasioni, che purtroppo non finalizza. Voto 6.
Balotelli: La volontà non gli manca, tira spesso in porta e cerca di creare problemi agli avversari con i suoi movimenti. Troppo solo e un po' appannato, il cuore stavolta non basta. Voto 5,5.
Prandelli: Sotto 0-2 poteva osare qualcosa in più, ma la sensazione è che in queste condizioni fisiche non ci sarebbe stato nulla da fare. Un triste epilogo, che però non deve cancellare quanto costruito di buono in questo torneo, è lui l'uomo giusto per arrivare a Brasile 2014. Voto 5,5.
SPAGNA
Tattica: Stessi uomini della sfida in girone, ma una mentalità completamente diversa. Pressing asfissiante sui creatori del gioco azzurro, poca profondità ma una serie di inserimenti micidiali a tagliare la difesa italiana, con i mille piedi buoni del centrocampo a illuminare continuamente la gara. Una finale dominata, Del Bosque senza il suo Villa fa comunque l'impresa, e la Spagna merita di entrare nella leggenda del calcio.
Pagelle: 
Casillas 6,5; Arbeloa 6, Piqué 6,5, Ramos 6,5, Alba 7; Xavi 8 (il migliore), Busquets 6, Xabi Alonso 6,5; Iniesta 7 (Mata 6), Fabregas 6,5 (Torres 6,5), Silva 7 (Pedro 6). Del Bosque 8.
Curiosità:
-Il 4-0 di quest'anno rappresenta il più ampio margine in una Finale di un Europeo. Il precedente è un 3-0 della Germania Ovest contro l'URSS nel 1972, con doppietta di Gerd Muller e in mezzo il gol di Wimmer.
-La Spagna è la prima Nazione a confermarsi campione di questo torneo, e con questo successo raggiunge la Germania a quota 3 vittorie.
-Nelle partite a eliminazione diretta, la Spagna non prende gol dagli ottavi di Finale del Mondiale 2006, con l'1-3 firmato Zidane. Da allora, 10 partite senza subire reti tra Mondiale 2010 ed Europei 2008 e 2012.
-Con la rete segnata in questa partita, Fernando Torres diventa il primo calciatore ad andare in gol in due Finali diverse di un Europeo. Aveva deciso il torneo nel 2008 contro la Germania.
Grazie a tutti per averci seguito sempre con interesse, appuntamento ad agosto con l'inizio del Campionato e della Champions League!