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martedì 28 maggio 2013

PAGELLINE SERIE A

Immagine tratta da theracionalpie.com
Con la finale di Coppa Italia di domenica pomeriggio si è ufficialmente conclusa la stagione di serie A 2012-13, un'annata come sempre avvincente e ricca di sorprese, piacevoli novità e qualche delusione. Diamo i voti al rendimento delle squadre secondo il nostro personale giudizio.
ATALANTA: Confermarsi dopo l'ottima stagione dello scorso anno, con tanto di penalizzazione recuperata in breve, non era facile. I ragazzi di Colantuono ce l'hanno fatta con un'altra bella stagione, facendo a meno di pedine come Schelotto e Peluso, ceduti a gennaio, e appoggiandosi ancora su un ottimo Denis. La conferma che il progetto c'è e va sostenuto fino in fondo. Voto 6,5.
BOLOGNA: Ceduti alcuni pezzi importanti come Ramirez e Di Vaio, la squadra felsinea si è appoggiata sull'estro di Diamanti, sui gol del nuovo arrivato Gilardino e sulle capacità del tecnico Pioli. E' arrivata un'altra salvezza piuttosto tranquilla, senza eccessive sofferenze, anche se alcune sconfitte sono state pesanti. In generale, una stagione più che sufficiente. Voto 6+.
CAGLIARI: Molto bravi i sardi, partiti male e costretti al cambio di allenatore in corsa, con la strana coppia Lopez-Pulga a prendere in mano la squadra. L'esperienza di alcuni pezzi pregiati e l'appoggio su un gruppo di ragazzi cresciuti in casa come Cossu, Pisano, Murru e la sorpresa Sau hanno fruttato una grande rimonta coronata da una salvezza tranquilla. Il tutto nonostante il problema dello stadio che li ha costretti a giocare quasi sempre fuori casa. Chapeau. Voto 7-.
CATANIA: Riuscire a ripetersi ad alti livelli dopo una grande stagione come quella passata, o addirittura a far meglio, sembrava un'utopia. Maran non ha fatto rimpiangere Montella, confermare i pezzi pregiati della rosa ha aiutato a non snaturare il gioco, il resto l'hanno fatto l'innesto di qualche nuovo talento e il calore del pubblico di casa. A lungo in zona Europa, i siciliani hanno meritato i complimenti di tutti. Voto 7+.
CHIEVOVERONA: La squadra veronese si conferma una delle realtà di questo campionato, riuscendo a ottenere sempre la salvezza nonostante il gruppo non appaia mai tra i più competitivi. Il cambio di allenatore e la stagione no di Pellissier non hanno inciso troppo sui clivensi, che con il loro gioco magari poco spettacolare ma estremamente pratico hanno centrato l'ennesima salvezza. Bravi loro. Voto 6.
FIORENTINA: In estate, vedendo il mercato fatto dai viola, molti avevano ipotizzato una stagione positiva per loro. Le aspettative sono state superate, per gioco i ragazzi di Montella sono stati a tratti i migliori d'Italia, la mancata qualificazione in Champions sa di beffa per quanto fatto vedere, ma l'Europa è comunque un grandissimo traguardo. Se i pezzi pregiati rimarranno, si potrà solo migliorare. Voto 8.
GENOA: Del progetto iniziato qualche anno fa da Gasperini e Preziosi ormai non è rimasto più nulla. Squadra costruita senza alcuna idea seria, stravolta in corsa e con tre tecnici che hanno cercato di prendere in mano la situazione. Annata pessima, per un po' la retrocessione sembrava inevitabile, poi la salvezza è arrivata in qualche modo, per il secondo anno di fila. Meglio evitare un tris il prossimo anno. Voto 5.
INTERNAZIONALE: A novembre sembrava la rivelazione dell'anno, ha concluso la stagione come la vera delusione della stagione. Tanti fattori hanno inciso, dalle strategie di mercato poco chiare agli infortuni a catena, dalla preparazione iniziata presto alle idee confuse dell'allenatore, che ha cambiato moduli e uomini troppe volte. Fuori dall'Europa, con il progetto Stramaccioni finito dopo appena un anno, ora arriva Mazzarri per dare una scossa a una squadra svuotata e in piena ricostruzione. Voto 4,5.
JUVENTUS: Vincere lo scorso anno è stata una sorpresa per alcuni aspetti, confermarsi è sembrato il minimo vista la rosa a disposizione. Conte ha rinforzato il gruppo con pedine importanti come Pogba e Asamoah, tenendo in pugno il torneo dalla prima all'ultima partita. Buona anche la stagione del ritorno in Europa, ora serve un campione vero per dare la svolta e puntare davvero alla Champions. Voto 8,5.
LAZIO: Per buona parte della stagione ai vertici del torneo, calata nella seconda parte per la cronica assenza di seconde linee in grado di sopperire all'assenza e al calo di forma dei titolari. La squadra di Petkovic ha comunque ottenuto una meritata qualificazione europea con la Coppa Italia, ora dovrà tenere alcune pedine importanti e lavorare bene sul mercato per fare un ulteriore salto di qualità. Voto 6,5.
MILAN: Partenza da zona retrocessione, girone di ritorno da scudetto. I rossoneri hanno ricostruito tutto dalle macerie di un'estate di fuoco, l'esplosione di El Shaarawy e l'aggiunta di Balotelli a gennaio hanno ricreato un gruppo competitivo che ha strappato la qualificazione alla Champions all'ultimo respiro. Allegri ha tante qualità e meriterebbe una riconferma, per tornare davvero ai vertici però ci vorranno altre manovre in sede di mercato. Voto 7+.
NAPOLI: Accreditata come una delle favorite per lo scudetto, la squadra di Mazzarri si è in effetti dimostrata la vera rivale della Juve in tutta la stagione. Alcuni punti persi per strada e il calo di rendimento nel finale hanno allontanato il titolo, ma gli uomini di Mazzarri hanno concluso con un ottimo secondo posto, nonostante l'addio a un campione come Lavezzi e con Cavani versione monster per il terzo anno di fila. Al mercato e al nuovo allenatore il compito di fare l'ultimo passo verso la gloria. Voto 8-.
PALERMO: L'altra grande delusione della stagione, non tanto per la rosa perché evidentemente inferiore rispetto a quella degli scorsi anni, quanto per la scarsa o pressoché inesistente programmazione e chiarezza della società. Allenatori assunti e cacciati come niente, una squadra stravolta completamente a gennaio in cerca del miracolo, in sintesi poco da salvare in un'annata pessima, conclusa con la retrocessione. Voto 4+.
PARMA: Positiva la stagione degli emiliani, che hanno dato continuità al lavoro di Donadoni continuando sulla falsa riga dell'anno scorso. Partito Giovinco, sono stati il rientrante Amauri e il nucleo già consolidato a fare la differenza, portando presto la squadra in una posizione di classifica tranquilla. Salvezza brillantemente raggiunta, e buone aspettative per la prossima stagione. Voto 6,5.
PESCARA: Alzi la mano chi ha visto una squadra peggiore in serie A negli ultimi anni. Pochissime idee, giocatori chiaramente di categoria inferiore, e soprattutto zero voglia e zero grinta, elementi fondamentali per chi si vuole salvare. Andata quasi sorprendente per certi versi, ritorno da dimenticare e condito da sconfitte e umiliazioni in serie. La B sembra la dimensione migliore per una squadra così. Voto 3.
ROMA: Altra stagione deludente per la formazione giallorossa, che da due anni cambia in corsa piani e idee per il suo progetto ma continua a mancare la qualificazione in Europa. La scommessa Zeman non ha pagato, il suo sostituto Andreazzoli ha fatto del suo meglio ma perdendo la finale di Coppa Italia il saldo rimane negativo. I giovani e i soldi per il futuro ci sono, bisogna farli fruttare nel modo giusto. Unica certezza, intramontabile: Francesco Totti. Voto 5-.
SAMPDORIA: Inizio di stagione balbettante, poi l'arrivo di Delio Rossi ha cambiato il volto della squadra e l'ha guidata verso un bel campionato, condito dalla salvezza e tante giovani promesse lanciate nel panorama italiano. Icardi è sicuramente il nome più altisonante, anche Poli è tornato ad alti livelli, sarà difficile tenere questi ragazzi, ma il progetto di Garrone Jr. ha buone basi. Voto 6,5.
SIENA: Lottare per la salvezza fino alla fine pur partendo penalizzati, e con un mercato di gennaio che stravolge completamente la squadra, è un comportamento che merita i nostri applausi. E' mancata un po' la brillantezza dello scorso anno, sono mancati i gol delle punte e alcuni risultati nelle partite chiave, nel complesso è la squadra che si è comportata meglio tra le tre retrocesse. Voto 5,5.
TORINO: Annata interlocutoria per la formazione di Ventura, che alla fine chiude un torneo senza infamia e senza lode, dimostrandosi una squadra quadrata e con un'idea di gioco ma incline a troppi cali che hanno rallentato la corsa alla salvezza. Cerci è stata la rivelazione positiva, Ogbonna è l'obiettivo di tutti i grandi club, occorrerà lavorare molto sul mercato per confermarsi il prossimo anno. Voto 6.
UDINESE: Applausi e solo applausi per questa squadra, che ancora una volta perde pezzi in estate ma riesce a sostituirli e, con un brillante finale di stagione, si conquista nuovamente l'Europa a discapito delle grandi o presunte tali. Di Natale è l'eterno leader, Muriel la sua valida spalla, Guidolin il condottiero perfetto per un gruppo modello di progettazione e investimenti mirati. Davvero complimenti. Voto 7-.

venerdì 8 marzo 2013

PAGELLE EUROPEE: NONA GIORNATA

Immagine tratta da tvblog.it
Ritorna direttamente dalla Spagna la nostra rubrica settimanale dedicata alle squadre italiane impegnate nelle Coppe Europee. In attesa del Milan, che giocherà settimana prossima, vediamo come si sono comportate le altre nostre formazioni in quest'occasione.
PROMOSSI
Lazio: Voto migliore del giorno senza ombra di dubbio per la squadra di Petkovic, impegnata su un campo non facile come quello dello Stuttgard ma capace di uscirne con un ottimo 2-0 che da moltissime chance di passaggio del turno. Dopo un buon inizio dei tedeschi, la formazione biancoceleste riesce a sbloccare la gara su un errore degli avversari e poi la controlla, andando ancora a segno a inizio ripresa per poi difendere il doppio vantaggio con discreta sicurezza nel finale di gara. Il migliore in campo è ancora il brasiliano Ederson, che segna il primo gol e sembra trovarsi davvero a suo agio in Europa League; ottima anche la prova del giovane nigeriano Onazi, rientrato dopo una bella Coppa d'Africa e a segno con una leggendaria galoppata di trenta metri. Dietro, la difesa balla un po' in qualche occasione, e Cana per una volta non rende granché come centrale, lasciandosi scappare il veloce Okazaki; per fortuna che tra i pali c'è ancora super Marchetti, che sullo 0-0 con un balzo felino nega un gol che sembrava fatto al giapponese. Ora il ritorno in casa (molto probabilmente a porte chiuse, a meno di ricorsi dell'ultima ora) si prospetta meno problematico, anche se non bisognerà abbassare la guardia. Un eventuale successo, il secondo consecutivo contro formazioni tedesche, proietterebbe la Lazio tra le migliori otto del torneo, e aprirebbe nuovi scenari in vista del finale di stagione. Voto 7,5.
Juventus: Una formalità doveva essere, e tale è stata per gli uomini di Conte, che dopo il convincente 3-0 esterno dell'andata avevano più di un piede nei quarti della Champions League. I Celtic si dimostrano quello che sono, una squadra grintosa e tenace che in casa ha una spinta in più, ma che non ha le caratteristiche tecniche per andare avanti nella competizione. I bianconeri fanno un po' di turnover e affrontano la sfida con la giusta tranquillità, trovando il gol alla prima occasione utile e controllando il match senza eccessivi patemi, chiudendo con un 2-0 sereno e che vuol dire quinta partita consecutiva senza subire gol in coppa. Bene la coppia di attaccanti di riserva Matri-Quagliarella, entrambi a segno e con una discreta intesa, soprattutto il secondo fa vedere al suo allenatore di essere pronto a sfruttare le opportunità che gli vengono concesse. Bene il centrocampo, con Pirlo che non spinge molto ma appena ha l'occasione fa vedere la sua classe, come quando lancia Vidal sul 2-0; in difesa bene ancora Barzagli, una sicurezza ormai nella retroguardia, e bene anche Buffon nelle poche occasioni in cui viene sollecitato. Ora tutti aspettano con ansia il sorteggio dei quarti di finale, per conoscere quale sarà il prossimo avversario nella corsa alla coppa dalle grandi orecchie. Di certo, essere tra le migliori otto d'Europa al primo tentativo è già molto positivo. Voto 6,5.
BOCCIATI
Inter: La nota negativa della settimana viene dalla squadra di Stramaccioni, che esce dalla durissima sfida contro gli inglesi del Tottenham con le ossa rotte e un pesante 3-0 da rimontare che richiederà una vera e propria impresa a San Siro. Gli avversari sono stati superiori ai nerazzurri per tutta la durata dell'incontro, sbloccando quasi subito la gara e gestendo tutta la partita al loro ritmo, con il solito Bale a fare il bello e il cattivo tempo sulla sinistra. Malissimo la linea mediana interista, con il duo Cambiasso-Gargano che è completamente in balia degli avversari, e ne soffre anche la difesa, lenta e distratta nelle marcature. Il modulo con Cassano prima punta non funziona, i tre alle sue spalle faticano a creare, Alvarez spreca la grande occasione di riaprire la gara sullo 0-2, Kovacic è ancora troppo acerbo per riuscire a dare la qualità giusta alla squadra. I tentativi di Stramaccioni di cambiare le carte a partita in corso come contro il Catania stavolta non produce risultati, e adesso il ritorno si annuncia come un vero e proprio Everest da scalare senza bombole. Unica nota positiva è l'assenza per squalifica dello spauracchio Bale, ma gli inglesi di Villas-Boas hanno dimostrato di essere una signora squadra, che non prescinde da un singolo elemento. Per il ritorno serviranno una grinta e una faccia diversa, e magari un San Siro molto caldo, per provare a dare un'ulteriore spinta a questa Inter. Voto 4,5.

giovedì 10 gennaio 2013

JUVE - MILAN: PAGELLINE DI COPPA

Immagine tratta da ecodellosport.it
Ecco le nostre pagelle su alcuni dei protagonisti della sfida di ieri tra Juventus e Milan in Coppa Italia.
Marrone, voto 6,5: Mettetevi voi nei panni di un ragazzo a cui viene detto che oggi, al posto di un certo Andrea Pirlo, tocca a lui prendere in mano le redini del centrocampo. Inizia un po' timido, e bada di più a contenere gli avversari che a creare, poi con il passare dei minuti prende sicurezza e fa vedere alcune buone giocate e passaggi interessanti per i compagni. Sfinito, lascia il campo al maestro poco prima dei supplementari. Centrale nella difesa a tre o in mezzo al campo, di sicuro è l'uomo del futuro per Conte. Promettente.
Ambrosini, voto 6,5: Essere il capitano del Milan non è cosa da poco, lui dimostra ancora una volta di avere le qualità e il carisma per meritarsi quella fascia. Vecchietto in mezzo ai giovani con i suoi 36 anni e rotti, Ambro si carica sulle spalle il centrocampo quando vede che la pressione bianconera rischia di mandare in tilt i compagni. Si piazza davanti alla linea difensiva e fa scudo, bloccando più di un'azione e cercando di far ripartire la squadra. Vittima dei crampi, deve lasciare il campo poco prima dei supplementari. Anima.
Vucinic, voto 7: C'è poco da fare, quando il montenegrino decide di scendere in campo con le scarpette anziché in pantofole è davvero un signor giocatore. Entra al posto di Giovinco e fa subito capire di essere in palla con alcune ottime giocate per i compagni e cercando con insistenza l'azione da gol. Poi, proprio come un anno fa si fa trovare pronto durante i supplementari, nell'occasione che decide la sfida per i bianconeri. Della serie "ancora tu, ma non dovevamo vederci più?". Killer.
Mexes-Acerbi, voto 5: E pensare che questi due ragazzi dovrebbero essere rispettivamente il presente e il futuro della retroguardia rossonera. Il francese cerca in tutti i modi di andare sotto la doccia in anticipo, prima con un'entrataccia su Giovinco, poi con una carica al portiere assolutamente inutile. Dulcis in fundo, manca il pallone che manda in porta Vucinic. Il suo compagno di reparto non è da meno, visto che procura ingenuamente la punizione del pareggio bianconero, e che nel confronto con la Formica Atomica vede più volte i sorci verdi. Insomma, se loro due sono i pilastri su cui costruire la squadra, ci vorrà un architetto da premio Nobel. Giganti d'argilla.
Matri, voto 5: La sua partita sembra tutta un "vorrei, ma non posso." Il centravanti si impegna, si sbatte, lotta, ma a conti fatti non indovina mai la giocata giusta. Si mangia un gol quando Giovinco gli pennella sulla testa un pallone d'oro in piena area di rigore, appare sempre in ritardo o in anticipo nei movimenti rispetto alle idee dei compagni, e con stanchezza e nervosismo non fa che perdere di lucidità. L'anno scorso segnava gol pesanti, ed era stato decisivo per portare lo scudetto a Torino, adesso sembra veramente un corpo estraneo a questa squadra. Fuori dal coro.
El Shaarawy, voto 6,5: Un anno fa, era una promessa per un futuro lontano e non ben definito, oggi è una delle poche certezze di questo Milan in continuo rinnovamento. In attacco è l'uomo più pericoloso della squadra, non solo per il gol segnato, ma per il continuo movimento con cui tiene in apprensione la difesa bianconera. Quando poi lo vedi nella sua area, a chiudere su Lichtsteiner solo davanti al portiere, non puoi far altro che alzarti in piedi ed applaudirlo. Cala nel finale, quando gli avversari per fermarlo lo raddoppiano e i compagni non riescono più ad aiutarlo. Faraonico.
Bonucci, voto 6: Con questo ragazzo non sai proprio come comportarti, una volta vorresti stringergli la mano per la bravura, un attimo dopo vorresti mandarlo a quel paese senza rimpianti. Il centrale della difesa bianconera fa un'ottima partita in fase difensiva, annullando prima Pazzini e poi il suo sostituto Niang. Allo stesso tempo, però, è sempre lui che spesso da il là ai contropiedi rossoneri sbagliando l'appoggio con i centrocampisti, e che proprio a tempo scaduto regala una punizione al limite con un fallo piuttosto ingenuo. Il ragazzo è così, prendere o lasciare. Due facce.
Traoré, voto 6: Da assoluta meteora, a quasi eroe per una notte. Il centrocampista maliano, che doveva essere uno dei rinforzi a parametro zero dell'estate rossonera, finora aveva visto il campo solo una volta in campionato, e secondo molti ha già le valigie pronte. Nondimeno, Allegri decide di mandarlo in campo quando capitan Ambrosini alza bandiera bianca. Il ragazzo non si tira indietro, gioca discretamente durante i tempi supplementari, e ha addirittura sui piedi la palla del clamoroso pareggio. Peccato per lui che Storari gli neghi il gol che, forse, gli avrebbe permesso di lasciare un piccolo segno negli annali del Milan. Carneade.

lunedì 3 settembre 2012

PAGELLARIO SERIE A: SECONDA GIORNATA

Immagine tratta da affarando.it
Eccoci al nostro secondo appuntamento con la rubrica che premia i buoni e i cattivi di ogni giornata di Serie A. Vediamo quali sono i giocatori che hanno meritato una citazione.
I MIGLIORI
Giampaolo Pazzini: Se Allegri può tirare un sospiro di sollievo e godersi due settimane di pace in vista della sosta per le Nazionali lo deve soprattutto al bomber toscano. Fin dai suoi esordi, il Pazzo ha sempre fatto vedere di essere pronto per i grandi debutti, visto che era andato a segno praticamente ogni volta che aveva indossato una nuova maglia: era successo con Atalanta, Sampdoria, Inter, Nazionale Under21 e Nazionale maggiore. Quella di ieri era la sua prima gara da titolare in rossonero, e lui l'ha onorata con una tripletta, in cui ha mostrato tutto il suo repertorio e la sua versatilità sotto porta: un rigore procurato con mestiere e realizzato, una zampata da opportunista sul gentile omaggio di Agliardi, una deviazione fortunata ma voluta sul tiro sbagliato di Nocerino. Non è Ibrahimovic, ma se assistito a dovere ha già dimostrato di poter segnare molto, e può essere l'arma in più di questo nuovo Milan. Voto 8.
Sebastian Giovinco: Parlando di giocatori in cerca di rivincite, eccone un altro che ha intenzione di dimostrare tutto il suo valore. Dopo tutto quello che ha fatto di bene in due stagioni a Parma, la Formica Atomica è tornata alla squadra che l'ha lanciato, la Juventus, con l'importante compito di non far rimpiangere un campione come Del Piero e dimostrare che ha compiuto il definitivo salto di qualità. Rischiava di non essere in campo per il recente infortunio, invece ha recuperato a tempo di record ed è stato decisivo nella sfida di Udine, procurandosi il rigore del vantaggio e realizzando la doppietta che ha chiuso la partita. Gode dei favori di Conte e Carrera, se trova la continuità può diventare davvero l'uomo che fa la differenza, non solo in Italia. Voto 7,5.
Andrea Consigli: Parare un rigore in una partita è sempre una grande soddisfazione per un portiere, neutralizzarne due nella stessa gara è qualcosa di strepitoso. Oggi è toccato all'estremo difensore dell'Atalanta rendersi protagonista di questa impresa, respingendo uno dopo l'altro i rigori di Larrivey e Conti e blindando di fatto la sua porta dagli attacchi del Cagliari. Talento fatto in casa, Consigli è da anni parte del progetto bergamasco, ha attraversato stagioni un po' deludenti ma con Colantuono sembra aver ritrovato la fiducia e le qualità che l'avevano portato a vestire la maglia dell'Under 21, ottenendo anche una chiamata nella Nazionale di Prandelli, anche se non ha giocato. Oltre ai due rigori parati, un'impresa che non accadeva dal 2007 con Sereni che respinse due rigori a Maccarone in Siena-Torino, tante parate importanti che hanno tenuto in gioco la sua squadra. Peccato per il suo infortunio, gli auguriamo di riprendersi presto. Voto 7,5.
Francesco Totti: Chi l'ha visto questa sera a San Siro si è stropicciato gli occhi nel trovarlo spesso a dare una mano ai compagni in difesa, o a pressare gli avversari che tentavano di ripartire. A quasi trentasei anni, il capitano della Roma sfodera una prestazione fantastica, da far vedere e rivedere ai tanti ragazzini che amano il calcio e, perché no, a coloro che lo hanno dato mille volte per finito. Tanta qualità, sempre nel vivo dell'azione, due splendidi assist per Florenzi e Osvaldo che sostanzialmente decidono la gara. Zeman sembra averlo rigenerato, Totti corre con la grinta e la voglia di un ragazzino, si adatta a giocare a tutto campo senza mai una smorfia o un lamento. Dopo oltre 500 partite e 215 reti in Serie A, il Pupone sembra lontano dal ritiro dai campi, e ha tutta l'intenzione di ritornare grande con la sua Roma. Se la voglia e la forma fisica sono queste, nella Capitale possono ricominciare a sognare. Voto 8.
I PEGGIORI
Federico Agliardi: Al suo esordio tra i professionisti, una decina di stagioni fa, era considerato uno dei portieri più promettenti nel panorama italiano. Le aspettative non sono mai state soddisfatte del tutto, visto che il quasi trentenne bresciano ha spesso alternato buone prestazioni a incertezze ed errori grossolani, che gli hanno fatto perdere il ruolo da titolare in quasi tutte le squadre con cui ha giocato. Con la partenza di Gillet da Bologna, per Agliardi si è presentata una nuova chance per dimostrare tutte le sue qualità e ottenere finalmente un ruolo da titolare nella massima serie. Occasione sfruttata abbastanza male finora, vista la leggerezza con cui ha regalato a Pazzini il gol che ha praticamente deciso la sfida contro il Milan. La sua fortuna è che Pioli sembra avere molta fiducia in lui, ma Curci in panchina scalpita, e il Bologna non può perdere altri punti per errori del genere. Voto 4,5.
Il regolamento: L'abbiamo detto mille volte in passato, questa regola dell'espulsione diretta per il portiere che commette fallo da ultimo uomo sull'attaccante non ci piace e non ci piacerà mai. Abbiamo assistito a tante, troppe partite decise spesso da occasioni di questo genere, con squadre ridotte in dieci uomini e sostanzialmente in balia degli avversari di turno. Possiamo capire il cartellino rosso se un portiere stoppa il pallone con le mani o commette fallo da ultimo uomo fuori dalla propria area, ma infliggergli l'espulsione dopo che gli è stato decretato anche il rigore contro è decisamente troppo. Oggi è toccato a Brkic, che si è visto sventolare in faccia il cartellino dall'arbitro per un fallo che tra l'altro non era nemmeno suo, perché Giovinco gli finisce addosso dopo aver subito una spinta dai difensori avversari. Risultato della decisione: portiere fuori, Udinese in 10, rigore realizzato e partita che prende una direzione precisa. Bisogna rivedere qualcosa, su questo non c'è dubbio. Voto 3.
Federico Peluso: Lo scorso anno è stato una delle sorprese positive dell'ottima Atalanta di Colantuono che, pur con la penalizzazione, ha disputato un ottimo campionato e si è guadagnata presto la salvezza. Le prestazioni continue e sempre più positive sono valse a terzino l'interesse di alcuni grandi club, come la Juventus, e l'esordio in Nazionale quest'estate. Normale quindi che da lui ci si aspetti sempre una partita di un certo livello, invece stasera a Cagliari Peluso è stato protagonista in negativo della serata. Due gialli ingenui in meno di mezz'ora ed espulsione inevitabile per lui, che nell'occasione provoca anche il secondo rigore della gara, sventato dal compagno Consigli. Le voci di mercato forse gli hanno tolto un po' di tranquillità, deve ritrovare al più presto il suo smalto perché l'Atalanta ha bisogno di lui per un'altra salvezza. Voto 5.
Il San Paolo: Purtroppo non siamo nuovi ad assistere a queste scene, con giocatori che si contendono il pallone non tra verdi zolle d'erba, ma su un terreno di sabbia e buche, che provoca rimbalzi irregolari, devia la traiettoria dei tiri e spesso causa infortuni seri. I tifosi del Napoli questa sera avranno stentato a riconoscere il loro amato San Paolo, trasformato dal caldo afoso, dalle troppe partite estive e da un fastidioso parassita in una specie di campo di patate, con il marrone a prevalere sul verde. Ne ha risentito la partita, bloccata e poco divertente da vedere, e la vittoria finale dei padroni di casa non ha spento il disappunto di Mazzarri e dei suoi giocatori, per nulla soddisfatti di giocare in una condizione simile. 
A San Siro hanno cercato di risolvere il problema del degrado del terreno di gioco creando un nuovo mix tra erba e sintetico, in altre città come Cesena e Novara hanno optato per un campo completamente in sintetico. Di certo, bisogna trovare una soluzione, perché giocare a calcio su un terreno che sembra buono solo per il beach soccer non è uno spot positivo per lo sport italiano. Voto 4.

sabato 1 settembre 2012

SUPERPAGELLE DI COPPA

Immagine tratta da sport.sky.it
Vi proponiamo il nostro giudizio sulla partita di Supercoppa Europea di ieri sera tra Chelsea e Atletico Madrid, che ha visto il largo successo dei "colchoneros" spagnoli sui "blues" inglesi. Vediamo chi sono stati i protagonisti di questa sfida, in positivo e in negativo.
Radamel Falcao: Avevamo già parlato di lui, con enfasi, appena tre mesi fa, quando con una doppietta aveva messo la firma sul successo dell'Atletico in Europa League ai danni del Bilbao di Bielsa. Ieri si è confermato uno dei bomber più prolifici del panorama europeo, e uno dei giocatori meno marcabili in una gara secca. Tre reti, tutte diverse per come sono state costruite e realizzate con il piede teoricamente meno nobile per lui, il sinistro, più una traversa e un palo: il tutto nel solo primo tempo. El Tigre continua a ritoccare i suoi numeri da record, che parlano di trenta reti e due titoli di capocannoniere nelle ultime due edizioni di Europa League, e in generale di 42 gol in 53 partite da quando è a Madrid. Costato quaranta milioni di euro e il sacrificio di due pezzi da novanta come Forlan e Aguero, ha ampiamente ripagato il suo presidente a suon di reti, e adesso il suo valore sul mercato è alle stelle. Le squadre, anche italiane, che cercano un top player e hanno molti soldi da spendere adesso sanno chi cercare. Matador. Voto 9.
Fernando Torres: Sembra quasi una cattiveria fare il paragone tra il bomber del Chelsea, vecchio simbolo dell'Atletico Madrid e suo grande tifoso ancora oggi, e il suo sostituto Falcao. Al di là dei numeri, che parlano già da soli, resta negli occhi la prestazione a dir poco impalpabile del Nino, annullato dalla difesa dei colchoneros e mai in grado di creare problemi alla porta di Courtois. Non certo la partita sognata da Torres, cresciuto nella cantera del club madrileno e diventato in pochi anni il simbolo e il capitano della squadra, il tutto ad appena ventitre anni. Poi la partenza per Liverpool nell'estate del 2007, le stagioni positive con la maglia dei reds, e infine il trasferimento alla corte di Abramovic per una definitiva consacrazione, che però stenta ad arrivare. Anche in questo caso parlano i numeri: appena 15 gol in 71 partite con la maglia dei blues. Con la partenza di Drogba, il peso dell'attacco è tutto sulle sue spalle, ma il Nino sembra sempre la controfigura del bomber di qualche anno fa, e questa stagione potrebbe rappresentare la sua ultima chance per ritornare grande. Nino triste. Voto 4,5.
Arda Turan: Se Simeone gli ha assegnato la maglia numero 10 vuol dire che ha grande fiducia nelle sue qualità, e il giovane turco ha ripagato il suo tecnico con una prestazione molto convincente, fatta di corsa, dribbling e assist illuminanti per i compagni. Insieme a Koke e Adrian Lopez, fa letteralmente impazzire la lenta difesa del Chelsea, disegna passaggi illuminanti per tutti, non smette di correre nemmeno per un minuto, e riesce spesso a smarcare il bomber Falcao, come in occasione della terza rete dei colchoneros. Turan non è una sorpresa, già nel 2008 si era messo in luce con la sua Turchia durante gli Europei, arrivando ad una incredibile semifinale persa all'ultimo minuto contro la Germania; all'epoca aveva appena 21 anni, ma già si parlava di lui come di un talento nascente, che dopo alcuni anni un po' discontinui al Galatasaray sta definitivamente esplodendo a Madrid. Personalità da vendere, visione di gioco illuminata e piedi molto buoni, dimostra che quel numero 10 sulle spalle non gli pesa per niente. Genietto. Voto 7,5.
David Luiz: Vedendolo giocare ci siamo posti più di una domanda: come ha fatto il Chelsea a vincere la Champions League lo scorso anno con lui al centro della difesa? Quale demone si è impadronito di Abramovic quando lo ha comprato dal Benfica spendendo circa venticinque milioni di euro e rendendolo il secondo difensore più caro nella storia della Premier League dopo Rio Ferdinand? Come fa il nostro Di Matteo a dargli ancora una maglia da titolare, nonostante le molte assenze della sua squadra? Interrogativi che probabilmente non hanno una risposta. Resta il fatto che il venticinquenne brasiliano ieri non ne ha indovinata una: infilato a piacimento da Falcao e dai trequartisti dell'Atletico, colpevole sui primi due gol degli spagnoli, a fine gara rischia quasi l'autorete per evitare il quinto gol degli avversari. Il palo lo salva da quest'ultima umiliazione, ma rimane la sua pessima prestazione, oltre alle tante domande su di lui. Groviera. Voto 4.
Diego Pablo Simeone: Sognava questa vittoria per completare una specie di tripletta, visto che si era già aggiudicato il trofeo da calciatore con la Lazio nel 1999 e da "tifoso" nel 2010, quando l'Atletico aveva battuto l'Inter. Ieri ha vinto anche come allenatore, dimostrando ancora una volta tutte le sue qualità come tecnico e riconfermandosi un vincente. Secondo titolo portato a casa in pochi mesi dopo la conquista dell'Europa League a marzo, squadra schierata in modo quasi perfetto e con un ottimo gioco corale, fatto di velocità e possesso di palla, con verticalizzazioni rapide e improvvise e tanto movimento negli spazi. Il tecnico argentino ha deciso di costruire il gruppo intorno al bomber Falcao, puntando su molti giovani di talento e su alcuni elementi esperti che possono dare equilibrio e solidità nei momenti difficili. Dal suo arrivo l'Atletico ha cambiato marcia, è diventato una squadra molto concreta e competitiva, soprattutto in campo europeo, visto che ha vinto tutte le partite disputate dall'arrivo del Cholo. Lo scorso anno ha sfiorato la Champions League, quest'anno può fare ancora meglio, Barcellona e Real faranno bene a preoccuparsi e a non sottovalutare i colchoneros. Condottiero. Voto 8.
Roberto Di Matteo: Dopo la bellissima favola dello scorso anno, con un'avventura in panchina iniziata a febbraio quasi per caso e terminata con la conquista di F.A. Cup e Champions League, un brusco risveglio per il tecnico italiano. Dopo aver già perso il Community Shield, l'equivalente inglese della Supercoppa nazionale, contro il City di Roberto Mancini, arriva un'altra sconfitta per lui contro un altro ex giocatore della Lazio, Simeone, ma questa fa decisamente più male. Ha perso un pezzo importante come Drogba durante l'estate, ma ha rinforzato la rosa con giovani talentuosi come Azpilicueta, Oscar, Hazard, Moses e Marin, il che rendeva la sua squadra favorita per l'assegnazione di questo trofeo. Invece non c'è stata partita, l'Atletico ha dominato in lungo e in largo mettendo in luce tutti i limiti della squadra di Di Matteo: gioco lento e prevedibile, difesa statica e perforabile, pochissima fantasia in fase di costruzione e attacco spuntato, mai incisivo. L'anno scorso vinse con un gioco molto semplice, fatto di catenaccio e ripartenze, quest'anno sta provando a dare una mentalità più offensiva e propositiva ai suoi, ma i risultati non sembrano dargli ragione: chissà che non decida di tornare sui suoi passi...Disorientato. Voto 4.

lunedì 27 agosto 2012

PAGELLARIO SERIE A: PRIMA GIORNATA

Immagine tratta da goal.com
Con il ritorno in campo delle squadre per l'inizio della Serie A 2012-13, e dopo il successo dei nostri "punti olimpici", inauguriamo questa nuova rubrica. In ogni giornata di campionato segnaliamo chi sono stati i protagonisti in positivo e in negativo delle partite che sono state disputate; non ci limiteremo solo ai giocatori, prenderemo in considerazione anche allenatori, arbitri, guardalinee, giudici di porta e tifosi. Cominciamo allora con questa prima giornata.
I MIGLIORI
Stevan Jovetic: E' sua la prima doppietta di questo campionato, ed è suo il merito se la Fiorentina inaugura la stagione con una vittoria. JoJo è il giocatore di maggior talento della squadra viola, e forse uno dei pochi campioni veri che sono rimasti nella Serie A italiana. E' un vero leader, non si arrende mai e anche quando i compagni non lo assistono a dovere lui riesce comunque a creare grattacapi alla difesa avversaria. Contro l'Udinese segna in due modi completamente diversi: sul primo gol deve ringraziare la sorte, per la deviazione che rende imparabile il suo tiro; il secondo, invece, è solo merito della sua classe, che gli permette di essere freddo e preciso con il suo sinistro in pieno recupero. Un esordio davvero con il botto. Voto 7,5.
I giudici di porta: Sono la grande novità di questa stagione, dopo le polemiche feroci dello scorso anni per quel gol di Muntari clamorosamente sfuggito al guardalinee e i numerosi casi simili del passato. Il loro debutto non poteva essere più positivo, visto che già nella seconda partita in programma, Juventus-Parma, dimostrano la loro utilità. Nel primo tempo, è il primo giudice Russo a segnalare all'arbitro il fallo da rigore del portiere Mirante su Lichtsteiner, senza avere ovviamente colpe sul fuorigioco di inizio azione. Nella ripresa, il vero capolavoro lo fa Ciampi, che si prende una grande responsabilità concedendo il gol a Pirlo dopo che il pallone, secondo lui, ha varcato la linea di porta sulla parata di Mirante. Un episodio visto benissimo in tempo reale, mentre con la moviola ci sono voluti mille replay per chiarirne la dinamica. Una bella risposta a Platini che non li ritiene indispensabili. Voto 8.
Pablo Daniel Osvaldo: L'esultanza gli era rimasta in gola, non aveva dimenticato quella prodezza che gli avevano annullato contro il Lecce per gioco pericoloso, e aveva una gran voglia di rifarsi. Ieri sera il bomber della Roma ha fatto vedere che ha una voglia matta di segnare, e magari di riconquistare la maglia della Nazionale azzurra, già vestita un paio di volte lo scorso anno. Un'ottima prestazione, sempre alla ricerca del gol, sfiorato con un colpo di testa che ha colpito il palo e infine realizzato con una spettacolare sforbiciata, al volo su un pallone spiovente. Un gesto atletico sensazionale, una prodezza a cui Daniel non è nuovo: nel 2008, ad appena ventidue anni, fu proprio lui a mandare la Fiorentina in Champions League con uno splendido gol in rovesciata. Con il suo primo maestro Zeman alla guida, Osvaldo ha tutta l'intenzione di segnare e continuare a stupire con le sue giocate. Voto 7.
Marek Hamsik: E' stato uno dei primi a firmare il prolungamento di contratto con la maglia del Napoli, senza troppi tentennamenti, e con la partenza di Lavezzi e Gargano quanto sia importante il suo ruolo all'interno dello spogliatoio partenopeo. "Marechiaro", come lo chiamano affettuosamente i suoi tifosi, si è adattato perfettamente al nuovo ruolo che gli ha dato Mazzarri, arretrando la sua posizione da trequartista a mezzala e illuminando così il gioco delle due punte del Napoli. Ieri ha disputato una gran gara, ha segnato il gol che l'ha sbloccata a fine primo tempo, e nella ripresa ha mandato in porta il compagno Maggio per il raddoppio. Padrone del centrocampo azzurro, sa di essere con Cavani la stella della squadra e l'uomo che più di tutti può riportarla lì, in quella straordinaria competizione che è la Champions League, e magari chissà, anche in vetta alla classifica di Serie A...Voto 7,5.
I PEGGIORI
Stephan El Shaarawy: Vista la diaspora di talenti e soprattutto di attaccanti dalla corte di Allegri, con le partenze recenti di Ibrahimovic e Cassano, e stante l'assenza di Pato, è lui una delle speranze rossonere in vista di questa stagione di ricostruzione. L'allenatore gli ha dato fiducia fin dallo scorso campionato, e nella prima di quest'anno contro la Sampdoria l'ha inserito tra i titolari, confidando nelle sue giocate e, perché no, nel suo passato genoano, sperando che l'aria di derby lo stimolasse ulteriormente. Invece il Faraone ha nettamente steccato l'esordio, disputando una partita decisamente impalpabile e al di sotto delle sue possibilità. Avulso dal gioco, quasi mai pericoloso e incisivo, ha lasciato il campo a inizio ripresa al neo arrivato Pazzini. Peccato per lui, ma ha solo vent'anni, e la stagione è ancora molto lunga. Voto 5.
Davide Astori: Saranno state le voci di mercato, che lo danno continuamente in partenza dalla Sardegna verso la Russia, anche se lui dice di voler rimanere. Sarà stato il peso della fascia da capitano, che ieri era sul suo braccio per l'assenza di Daniele Conti, squalificato. Qualunque sia stata la vera ragione, quella di ieri è stata davvero una brutta serata per il centrale difensivo dei gialloblù, autore di una prova decisamente sottotono contro il Genoa. Nel primo tempo trattiene Jankovic e insieme al portiere Agazzi provoca il rigore che poi Jorquera calcia sul fondo, nella ripresa fa anche peggio scivolando sul gol del vantaggio di Merkel e bucando l'anticipo sul raddoppio di Immobile. Una serataccia per Astori, che per fortuna è abituato a sbagliare solo un paio di gare all'anno, per cui i sardi sperano che dalla prossima tornerà il baluardo di sempre. Voto 4,5.
La difesa del Palermo: E' cambiato l'allenatore, Sannino ha preso il posto di Mutti, ma la squadra siciliana non comincia nel modo migliore nemmeno questa stagione, superata nettamente in casa dal Napoli. A non convincere è soprattutto la difesa, schierata a tre per l'occasione, che si è dimostrata tutt'altro che imperforabile. Cetto, ceduto già durante la scorsa stagione, non ha convinto nel suo ritorno alla base, anche se è stato il migliore dei tre e ha anche sfiorato il gol. Von Bergen ha l'attenuante di essere arrivato da poco e di non conoscere ancora i movimenti del nuovo modulo, anche se ieri si è fatto saltare spesso come un birillo. Munoz è il vero mistero della squadra, sempre titolare per mancanza di alternative nonostante continui a commettere errori su errori, come ieri quando si è reso protagonista in negativo in tutti i gol del Napoli. Occorrono rinforzi, perché così non si va da nessuna parte. Voto 4,5.
I guardalinee: Se l'esordio dei giudici di porta si è rivelato più che positivo, non possiamo dire altrettanto degli assistenti di linea, che cominciano la stagione con alcuni errori piuttosto grossolani. Nell'anticipo di sabato sera, come detto, il rigore assegnato alla Juve nasce da un netto fuorigioco di Lichtsteiner, non rilevato dal guardalinee Petrella nonostante lo svizzero sia chiaramente davanti a tutti sul tocco di Vucinic. Per fortuna Vidal fallisce il penalty, risparmiando un po' di critiche all'assistente, ma l'errore rimane. Poi, ieri sera all'Olimpico, ecco un'altra sbavatura da parte di un guardalinee, questa volta è Viazzi il colpevole: sul tiro di Almiron deviato da Castan, Marchese realizza la rete del vantaggio del Catania in netto fuorigioco. La deviazione del difensore della Roma è involontaria, non rimette di certo in gioco l'avversario, quindi il gol andava annullato. Dubbi anche sulla seconda rete catanese, perché Gomez è in posizione regolare, ma Lodi che lo lancia sembra in offside, e stavolta l'errore sarebbe dell'altro guardalinee Liberti. Insomma, giudici promossi a pieni voti, guardalinee rimandati e da rivedere. Voto 5.

lunedì 2 luglio 2012

EURO 2012: PAGELLE FINALI

Immagine tratta da europei-di-calcio-2012.com

Ecco le nostre ultime pagelle, quelle della Finale di questo Europeo tra Spagna e Italia.
ITALIA
Tattica: Rispetto alle semifinali, Prandelli cambia solo il terzino destro, ma stavolta la gara non è mai nelle sue mani. Contro una squadra aggressiva e che gira a mille, l'Italia non riesce a impostare il suo gioco e finisce per essere a lungo dominata e umiliata nel finale. Infortuni e stanchezza hanno inciso senza dubbio, però un po' di grinta e personalità in più sono necessarie per fare il definitivo salto di qualità.
Buffon: Un intervento su Fabregas, un altro su un colpo di tacco irridente di Ramos, sui gol incassati non ha colpe. Sognavamo di vederlo alzare la coppa, non è andata così. Voto 6.
Abate: Preferito a Balzaretti, non è al meglio per i problemi fisici. Ci aggiunge tanto del suo con qualche imprecisione e un'eccessiva timidezza, lasciando troppo campo agli spagnoli. Voto 5.
Barzagli: Anche lui balla per tutta la partita, soffre la pressione e gli inserimenti continui degli attaccanti spagnoli, anche se tra i difensori è il meno in difficoltà. Voto 5,5.
Bonucci (il peggiore): Dopo due ottime gare, la roccia diventa un colosso d'argilla. Non fa il fuorigioco sui due gol spagnoli, è incerto quando ha la palla, il suo "mani" in area sarebbe da rigore. Voto 4,5.
Chiellini: Ha la colpa di perdere Fabregas in occasione del vantaggio spagnolo. Stringe i denti e si vede, lascia il campo dopo 20 minuti non indimenticabili. Voto 5.
Balzaretti: Si fa trovare pronto appena viene chiamato in causa, difende meglio e prova a spingere. Poche possibilità per incidere, stoico quando resta in campo zoppicando nel finale. Voto 6.
De Rossi: Insieme a Pirlo è il giocatore più temuto dagli spagnoli, che lo soffocano senza dargli spazio e tempo per ragionare. La stanchezza fa il resto, non è la sua finale. Voto 5,5.
Pirlo: Con tutti gli elogi che ha ricevuto, ovvio che gli avversari cerchino di cancellarlo subito. Attaccato fin dentro l'area di rigore, ha pochi lampi di classe e non riesce a lasciare il segno. Voto 5,5.
Marchisio: Il peggiore dei centrocampisti italiani, non entra mai in partita e sul piano atletico è in evidente debito d'ossigeno. Forse Prandelli avrebbe dovuto sostituire lui e non Montolivo. Voto 5.
Montolivo (il migliore): Dopo un inizio timido diventa l'Azzurro più in forma e più pericoloso, con buoni movimenti e un tiro insidioso. Sostituito, meritava di rimanere in campo. Voto 6.
Thiago Motta: Entra e dopo pochi minuti si fa male, lasciando la sua squadra in 10 per mezz'ora. S.v.
Cassano: Cerca di farsi vedere e gioca qualche buon pallone, spaventando un paio di volte la difesa spagnola. Poca roba, dopo l'intervallo non torna in campo. Voto 5,5.
Di Natale: Entra in campo con grinta e impegno, cerca di spronare i compagni e si procura due buoni occasioni, che purtroppo non finalizza. Voto 6.
Balotelli: La volontà non gli manca, tira spesso in porta e cerca di creare problemi agli avversari con i suoi movimenti. Troppo solo e un po' appannato, il cuore stavolta non basta. Voto 5,5.
Prandelli: Sotto 0-2 poteva osare qualcosa in più, ma la sensazione è che in queste condizioni fisiche non ci sarebbe stato nulla da fare. Un triste epilogo, che però non deve cancellare quanto costruito di buono in questo torneo, è lui l'uomo giusto per arrivare a Brasile 2014. Voto 5,5.
SPAGNA
Tattica: Stessi uomini della sfida in girone, ma una mentalità completamente diversa. Pressing asfissiante sui creatori del gioco azzurro, poca profondità ma una serie di inserimenti micidiali a tagliare la difesa italiana, con i mille piedi buoni del centrocampo a illuminare continuamente la gara. Una finale dominata, Del Bosque senza il suo Villa fa comunque l'impresa, e la Spagna merita di entrare nella leggenda del calcio.
Pagelle: 
Casillas 6,5; Arbeloa 6, Piqué 6,5, Ramos 6,5, Alba 7; Xavi 8 (il migliore), Busquets 6, Xabi Alonso 6,5; Iniesta 7 (Mata 6), Fabregas 6,5 (Torres 6,5), Silva 7 (Pedro 6). Del Bosque 8.
Curiosità:
-Il 4-0 di quest'anno rappresenta il più ampio margine in una Finale di un Europeo. Il precedente è un 3-0 della Germania Ovest contro l'URSS nel 1972, con doppietta di Gerd Muller e in mezzo il gol di Wimmer.
-La Spagna è la prima Nazione a confermarsi campione di questo torneo, e con questo successo raggiunge la Germania a quota 3 vittorie.
-Nelle partite a eliminazione diretta, la Spagna non prende gol dagli ottavi di Finale del Mondiale 2006, con l'1-3 firmato Zidane. Da allora, 10 partite senza subire reti tra Mondiale 2010 ed Europei 2008 e 2012.
-Con la rete segnata in questa partita, Fernando Torres diventa il primo calciatore ad andare in gol in due Finali diverse di un Europeo. Aveva deciso il torneo nel 2008 contro la Germania.
Grazie a tutti per averci seguito sempre con interesse, appuntamento ad agosto con l'inizio del Campionato e della Champions League!

venerdì 29 giugno 2012

EURO 2012: PAGELLE SEMIFINALI/2

Immagine tratta da europei-di-calcio-2012.com

Ecco le pagelle della semifinale di ieri sera, con l'ennesimo capitolo della sfida infinita tra Italia e Germania.
ITALIA
Tattica: Contro una squadra che macina gioco e in attacco fa paura, l'Italia bada al sodo, riduce il possesso palla ma in compenso è pronta a sfruttare la velocità dei suoi attaccanti contro i centrali tedeschi e a ripartire con veloci contropiedi. Con il doppio vantaggio controlla bene la gara, sfiora più volte il gol della sicurezza, soffre solo nel recupero dopo il rigore di Ozil. Un'altra impresa contro la Germania, e il sogno continua.
Buffon: Qualche incertezza di troppo nei primi minuti, quando rischia l'autorete con Barzagli, poi interventi importanti per salvare il risultato. Incolpevole sul rigore. Voto 6.
Balzaretti: Spostato a destra per necessità, non si tira indietro e fa il suo. Meno spinta, ma in copertura gioca alla grande, con alcune ottime diagonali, e nel finale attacca con più convinzione. Voto 6,5.
Barzagli: Il suo recupero è stato fondamentale, con lui la difesa è di un'altra pasta. Gomez prima e Klose poi non trovano spazi, chiude su tutti con sicurezza mostruosa, un baluardo. Voto 6,5.
Bonucci: Criticato alla vigilia del torneo, sta smentendo tutti a suon di grandi prestazioni. Alcuni salvataggi incredibili, una sicurezza mai vista, merita la maglia da titolare. Voto 6,5.
Chiellini: Schierato a sinistra, è un po' impacciato in alcune occasioni e fisicamente non al top, ma si sapeva. Gara diligente, chiude bene e sulle palle alte è sempre prezioso. Voto 6.
De Rossi: Anche lui non al meglio, ma la sua classe va oltre ogni difficoltà. Chiude bene a centrocampo, riparte sempre con classe, guida tutti con esempio e autorità. Voto 6,5.
Pirlo: Dopo il cucchiaio agli inglesi, una grande prestazione anche contro i tedeschi. Inventa gioco, smarca i compagni con facilità irrisoria, e fa anche un gran lavoro nel recuperare palloni. Da Pallone d'Oro. Voto 7.
Marchisio: I due gol sbagliati nel finale, soprattutto il secondo con il compagno libero, valgono un voto in meno. Per il resto, corre per tre ed è una spina nel fianco della difesa tedesca con i suoi movimenti. Voto 6.
Montolivo: Meglio della precedente partita, sembra essersi adattato al ruolo. Gioca con personalità, e inventa il lancio per il raddoppio di Balotelli. In crescita, ottima notizia. Voto 6,5.
Thiago Motta: Subentra per coprire e dare una mano dietro, lo fa con impegno e dedizione. Prezioso per reggere gli assalti finali dei tedeschi. Voto 6.
Cassano: Irride Hummels e consegna a Balotelli la palla del vantaggio, distribuisce assist per i compagni e con le sue giocate manda in crisi i difensori tedeschi. Una partita all'altezza della sua fama. Voto 7.
Diamanti: Non lascia il segno come nella precedente partita, anche perché stavolta deve soprattutto aiutare i compagni in copertura. Accetta il sacrificio, e in generale merita la sufficienza. Voto 6.
Balotelli (il migliore): Tutto il suo repertorio nei due gol segnati. Opportunista e scaltro sul primo, potente e letale sul secondo. Solo applausi per lui, nuovo eroe di una squadra che sta diventando grande. Voto 8.
Di Natale (il peggiore): Spiace dare un'insufficienza in una serata così, ma il gol che si mangia da solo davanti al portiere grida vendetta. Da uno come lui errori simili non sono accettabili. Voto 5,5.
Prandelli: Non abbandona il suo credo e soprattutto da sempre fiducia ai suoi ragazzi. La scelta è vincente, sono proprio i più criticati a dargli le risposte che cerca. Una vittoria strameritata, soprattutto per lui. Voto 7.
GERMANIA
Tattica: Rispetto alla sfida precedente, Low sorprende tutti preferendo Kroos, più difensivo, agli offensivi Schurrle, Reus e Muller, e riproponendo Podolski e Gomez. Le scelte non pagano, la sua difesa è troppo fragile contro i veloci e tecnici attaccanti azzurri, e in attacco la Germania non decolla. Cambia qualcosa nella ripresa, ma non abbastanza per meritare il pareggio e l'accesso alla finale.
I Migliori:
-Il rigore finale è un premio all'impegno e alla costanza. Ozil è stato il migliore in campo per i suoi, un lottatore instancabile per tutta la partita. Dai suoi piedi nascono i pericoli più grandi per la difesa azzurra, i compagni non lo supportano a dovere. Voto 6,5.
-Il lottatore del centrocampo tedesco è sempre lui, Khedira. Molto movimento, copre e riparte dovunque è necessario, e sfiora il gol con una bordata da fuori. Uno degli ultimi a mollare tra i teutonici, anche se il centrocampo azzurro lo mette talvolta in difficoltà. Voto 6.
-Vedendolo in campo nei primi minuti della ripresa, ci si chiede perché sia entrato così tardi. Reus crea subito alcuni pericoli con i suoi movimenti, è decisamente più incisivo di Podolski, nonostante la giovane età gioca con sicurezza da veterano. Si spegne un po' col passare dei minuti. Voto 6.
I Peggiori:
-L'attacco è sicuramente il reparto peggiore dei tedeschi, lo dimostra la pessima prova di Podolski. Timido, impreciso, si lascia anticipare da Balzaretti in più occasioni, e dopo appena un tempo viene sostituito. La bruttissima copia del talento acquistato dall'Arsenal. Voto 4,5.
-Insieme al collega di reparto, Gomez è un altro giocatore decisamente sottotono. Cercato poco e male dai compagni, ci mette del suo non riuscendo a tenere su la palla e finendo stritolato nella morsa dei centrali italiani per la sua estrema staticità. Anche lui dura appena un tempo. Voto 5.
-Tutta la difesa tedesca è censurabile, ma il peggiore in assoluto si dimostra Badstuber. Sbaglia nettamente posizione sul primo gol, quando Balotelli lo anticipa con estrema facilità, non è mai sicuro nei disimpegni e quando viene attaccato va sempre in difficoltà. Rimandato alla prossima occasione. Voto 5.
Curiosità: Pur essendo alla terza finale, quelli di Balotelli sono solo i primi due gol dell'Italia in una semifinale degli Europei. Nelle precedenti occasioni, gli Azzurri superarono infatti l'Urss grazie al sorteggio nel 1968 e l'Olanda ai rigori nel 2000, in entrambi i casi dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari.

giovedì 28 giugno 2012

EURO 2012: PAGELLE SEMIFINALI/1

Immagine tratta da europei-di-calcio-2012.com

Ecco il nostro giudizio sulla prima delle due semifinali di questo Europeo, il non certo irresistibile derby iberico tra Portogallo e Spagna.
PORTOGALLO
Tattica: Se fai ragionare i palleggiatori spagnoli è la fine, avrà pensato Paulo Bento. Così la sua scelta è quella di attaccare costantemente i portatori di palla con il pressing, cercando di togliere loro spazio e capacità di impostazione. La sua idea è giusta, l'avversario è bloccato, ma i portoghesi pagano lo sforzo in attacco, rendendosi pericolosi con il contagocce e sperando, invano, nella lotteria dei rigori.
I Migliori:
-In una partita sonnolenta, senza vere e proprie occasioni da gol, anche una singola parata può fare la differenza. Rui Patricio fa un vero e proprio miracolo su Iniesta durante i supplementari, tenendo in piedi la sua squadra. Para il rigore di Alonso, non può nulla sugli altri. Voto 7.
-La difesa portoghese è sembrata sempre più sicura e difficile da penetrare. Merito di Pepe, che in coppia con Bruno Alves si rivela uno scoglio insuperabile per tutti gli avversari. Bravo su tutti i palloni, meno "isterico" del giocatore visto a Madrid, tra i migliori della sua squadra nel torneo. Voto 6,5.
-Spiace per il rigore sbagliato per primo, perché per il resto Joao Moutinho aveva disputato un'ottima partita. E' il giocatore con più qualità tra i centrocampisti portoghesi, quello che cerca maggiormente la giocata vincente, e il suo lavoro in copertura è sempre encomiabile. Voto 6,5.
I Peggiori:
-Nel tridente offensivo disegnato da Bento, il meno attivo dei tre è sicuramente Nani. L'esterno del Manchester non riesce mai ad essere davvero incisivo, si fa vedere raramente con le sue accelerazioni. Poteva fare la differenza, è mancato proprio nel momento decisivo. Voto 5.
-Quando hai di fronte un signore del calcio come Iniesta, far fatica è normale. Joao Pereira ha provato a tenere il passo dell'avversario, ma si è fatto spesso puntare e saltare con facilità dal centrocampista spagnolo. Meglio nel secondo tempo, ma meno sicuro delle precedenti partite. Voto 5,5.
-Spiace gettargli la croce sulle spalle, ma da Cristiano Ronaldo ci si aspetta sempre la giocata decisiva. Il capitano portoghese merita la sufficienza perché è l'unico dei suoi a rendersi davvero pericoloso, ma non trova la zampata vincente, e assiste impotente alla sconfitta dal dischetto. Addio Pallone d'Oro? Voto 6.
SPAGNA
Tattica: C'è un po' di confusione nella mente di Del Bosque, che ha mischiato ancora le carte proponendo Negredo titolare al posto di Torres e Fabregas. Esperimento non riuscito, con il ritorno al finto centravanti la squadra ha giocato meglio, ma la continua pressione portoghese ha evidenziato la stanchezza e la poca incisività della Roja. Per sua fortuna la lotteria dei rigori lo premia.
I Migliori:
-Con il suo acquisto, il Barcellona potrebbe aver fatto un grande colpo in difesa. Jordi Alba continua a far bene, anche ieri tanti affondi e una grande sicurezza sulla sinistra. Dalla sua parte, il Portogallo non sfonda mai, e nascono invece molte delle occasioni per gli spagnoli. Voto 7.
-Altro che Xavi o Xabi Alonso, il re del centrocampo della Roja è solo lui, Iniesta. Ancora una volta è l'unico ad accendere davvero la luce e creare le occasioni migliori, tutte le azioni pericolose passano dai suoi piedi. Rischia il bis ai supplementari dopo la finale del 2010, il portiere glielo nega. Voto 6,5.
-Paradossale, ma con l'ingresso di Fabregas e senza un vero centravanti la Spagna gioca un po' meglio e crea le occasioni migliori durante i supplementari. Tanto movimento e molti palloni giocati, riesce ad allargare la difesa avversaria e crea i presupposti per qualche inserimento pericoloso. Voto 6,5.
I Peggiori:
-Continuiamo a ripeterlo, il punto debole di questa Spagna è sicuramente il suo terzino destro. Arbeloa prova a spingere, ma lo fa sempre con scarsa sicurezza, e in difesa va spesso in difficoltà quando viene affrontato. Se la cava solo con l'aiuto dei compagni, rivedibile. Voto 5.
-Incredibile a dirsi, ma per una volta Xavi ha deluso molto. Tantissimi palloni giocati, ma senza costrutto, anche a causa dello scarso movimento dei compagni. Lento, soffre molto il pressing asfissiante degli avversari, e quando viene sostituito la squadra ne trae beneficio. Voto 5.
-Ha l'occasione della vita, se la gioca piuttosto, anche se la colpa non è tutta sua. Negredo non è Torres, nemmeno adesso che il Nino si presenta in versione sbiadita. Tocca pochissimi palloni, i centrali avversari lo cancellano, la sua sostituzione è la conseguenza più naturale. Voto 5.
Curiosità: Per la terza volta nella storia degli Europei, la squadra campione uscente avrà la possibilità di difendere il titolo in Finale. E' successo nel 1964 con l'URSS e nel 1976 con la Germania Ovest. In entrambi i casi, la difesa del titolo non è riuscita: una buona notizia per l'Italia o per la Germania?

lunedì 25 giugno 2012

EURO 2012: PAGELLE QUARTI DI FINALE/4

Immagine tratta da europei-di-calcio-2012.com

Eccoci ai voti dell'ultima, emozionante partita di questi Quarti di Finale. Questo il nostro giudizio sugli Azzurri e sulla loro sofferta ma meritatissima vittoria contro l'Inghilterra.
ITALIA
Tattica: Tanto possesso palla, in stile spagnolo, con accelerazioni sulle fasce e giocate strette per liberare al tiro il compagno di turno. L'Italia parte timida, ma poi schiaccia gli inglesi nella loro metà campo, mostrando un bel gioco e meritando la vittoria già nei tempi regolamentari. Manca solo un finalizzatore di questa manovra, ma nonostante tutto il successo arriva ed è il minimo, in una gara dominata in lungo e in largo.
Buffon: Due sole parate, decisive. Su Johnson da pochi passi, a inizio partita, e sul rigore di Cole. Carica i compagni, li guida in campo, un vero capitano. Voto 6,5.
Abate: Un po' timido nel primo tempo, in cui copre soprattutto, nella ripresa spinge molto e propone cross interessanti. Buona partita, esce stremato. Voto 6,5.
Maggio: Cerca di mantenere alta la spinta sulla destra, ma i suoi inserimenti non sono abbastanza incisivi. Ammonito, salterà la semifinale. Voto 6.
Barzagli: Il suo rientro ha dato sicurezza al reparto difensivo. Presidia l'area con autorità, non teme le accelerazioni avversarie, e se serve ricorre alle cattive. Voto 6,5.
Bonucci: Partita solida, non ha cali di concentrazione sia in copertura che in disimpegno. Non soffre gli scatti di Rooney e non teme la fisicità di Carroll, davvero positivo. Voto 6,5.
Balzaretti: Spinge tanto soprattutto nel primo tempo, anche se qualche volta si fa sorprendere dal fraseggio inglese. Meno attivo nella ripresa, ma in difesa non concede nulla. Voto 6.
De Rossi: Rischia di segnare il gol più bello del torneo, il palo glielo nega. Ne sbaglia uno facile nella ripresa, ma è l'unico errore di una grandissima partita. Serve all'Italia come il pane. Voto 7.
Nocerino: Entra nei minuti finali e gioca con grinta e cuore, rendendosi pericoloso con i suoi inserimenti. Dopo il gol annullato per fuorigioco, si prende la rivincita dal dischetto. Voto 6,5.
Pirlo: Il metronomo del centrocampo azzurro a volte sembra lento e affaticato, ma non sbaglia un pallone e dirige tutti con sicurezza. Mezzo voto in più per il cucchiaio, a dir poco coraggioso. Voto 7.
Marchisio: Non una prestazione scintillante, pochi inserimenti. Ha comunque il merito di essere sempre concentrato e di aiutare molto in copertura. Voto 6.
Montolivo (il peggiore): Trequartista al posto di Thiago Motta, non convince del tutto. Gioca molti palloni, ma non sempre in modo lucido. Partita sufficiente, fino al rigore sbagliato. Voto 5,5. 
Cassano: Ancora una volta parte bene, con tanti palloni toccati e giocate intelligenti nel primo tempo. Poi il solito calo, principalmente fisico, e l'inevitabile sostituzione. Voto 6.
Diamanti (il migliore): Segna il rigore decisivo e non solo. Da nuova vivacità in attacco, si vede molto soprattutto nei supplementari. Convince tutti, forse merita una chance da titolare. Voto 7.
Balotelli: A volte è troppo macchinoso, in altre arriva in ritardo sugli assist dei compagni. Resta però il più pericoloso in attacco, e l'unico che faccia salire la squadra. Rompe il ghiaccio dal dischetto. Voto 6,5.
Prandelli: Il suo calcio meritava questa vittoria. Contro i "maestri" inglesi, da lezioni di possesso palla e gioco d'attacco, tenendo quasi sotto assedio gli avversari per buona parte della gara. Comunque vada a finire, il suo lavoro sul gioco azzurro è più che positivo. Voto 6,5.
INGHILTERRA
Tattica: Tanti nomi importanti in squadra, ma nessun sistema di gioco valido. Hodgson si affida soprattutto alle ripartenze veloci dei suoi, sperando di sorprendere l'Italia con il contropiede. La differenza di tiri in porta e possesso palla tra le due squadre è imbarazzante, nemmeno i cambi riescono a modificare l'andamento della partita. Sconfitta meritata, anche se arriva solo dopo 120 minuti e dal dischetto.
I Migliori:
-Pericoloso in attacco e allo stesso tempo decisivo in difesa. Johnson ha sui piedi l'occasione che potrebbe cambiare subito la partita, Buffon lo ipnotizza. Poi corre e si sacrifica molto in difesa, con la ciliegina finale quando chiude la diagonale sul taglio di Nocerino. Il migliore, poco da aggiungere. Voto 6,5.
-Anche quando non è in giornata, il migliore del centrocampo inglese rimane sempre lui. Gerrard cerca di illuminare i compagni con le sue giocate, non tira mai indietro la gamba. Corre fino allo stremo, e questo lo penalizza un po' nell'ultima parte di gara. Voto 6,5.
-Alle sue notevoli doti fisiche, Carroll unisce tanta grinta e corsa per i compagni. Gioca spesso dietro Rooney, si muove molto e da una mano in copertura, anche con entrate un po' oltre il limite. Certo, con il suo ingresso era lecito attendersi qualche cross in più per sfruttare la sua altezza. Voto 6.
I Peggiori:
-Il rigore sbagliato è la conclusione degna di una partita giocata davvero male. Cole va costantemente in difficoltà sulla sua fascia, soprattutto quando Abate avanza il suo raggio d'azione, e non aiuta quasi mai Young nelle ripartenze. Non una gara degna delle sue qualità. Voto 5.
-Entra e dovrebbe spaccare il mondo, ma è solo fumo senza arrosto. Walcott non sfrutta mai a dovere il suo scatto bruciante e la sua velocità, restando a lungo fuori dalla manovra e facendosi chiudere con facilità dagli Azzurri nei rari contropiede. Doveva essere l'arma in più, ha fallito nel suo scopo. Voto 5.
-Era l'avversario più temuto, ma alla fine dei conti Rooney ha giocato decisamente al di sotto dei suoi standard. Fa salire la squadra, cerca di dare qualità all'attacco, ma in fase conclusiva è quasi assente. Prova qualche soluzione acrobatica, ma in definitiva non riesce proprio a incidere. Voto 5,5.
Curiosità: Sfida dal dischetto tra due squadre che, proprio ai rigori, erano state entrambe eliminate nella loro ultima partecipazione agli Europei. L'Inghilterra perse contro il Portogallo nel 2004, l'Italia contro la Spagna nel 2008. Stavolta, almeno per una delle due, la storia non si è ripetuta...

domenica 24 giugno 2012

EURO 2012: PAGELLE QUARTI DI FINALE/3

Immagine tratta da europei-di-calcio-2012.com

Ecco i nostri giudizi sulla sfida tra Spagna e Francia, terza partita dei Quarti di Finale di questi Europei.
SPAGNA
Tattica: Il solito possesso di palla per mantenere sempre il controllo del gioco, e le giocate dei suoi talentuosi centrocampisti per inventare la giocata che decide la sfida. Del Bosque rinuncia ancora una volta al centravanti per inserire Fabregas, la sua squadra non convince del tutto, ma la pochezza e l'eccessivo timore degli avversari gli consentono di portare a casa la vittoria senza troppi patemi.
I Migliori:
-Nel giorno della sua centesima partita con la Spagna, Xabi Alonso si prende meritatamente il proscenio. Gestisce alla grande il centrocampo, corre e copre più di tutti, e ha il merito di sbloccare la gara con un perfetto colpo di testa, prima di togliersi lo sfizio della doppietta dal dischetto. La perfezione. Voto 8.
-L'assist per la rete di Alonso e una spinta costante sulla sua corsia. Jordi Alba sta convincendo sempre di più in questo torneo. Partita di grande sostanza per il terzino sinistro spagnolo, che gioca sempre in pressione e quando viene attaccato non va mai in difficoltà. Voto 7.
-Tra i tanti piedi buoni del centrocampo spagnolo, i suoi sanno sempre fare una giocata più degli altri. Iniesta è sempre nel vivo della manovra iberica, avvia tutte le azioni pericolose e con i suoi inserimenti sfiora anche la rete in alcune occasioni. Merita solo applausi. Voto 6,5.
I Peggiori:
-Al suo ingresso in campo si capisce perché il suo allenatore preferisca giocare senza punte. Torres continua a non convincere tecnico e tifosi, anche se il suo ingresso in campo alza il baricentro della squadra. Tanto movimento, ma spesso a vuoto, e poca incisività sotto porta. Voto 5,5.
-Veste ancora una volta i panni del finto centravanti, ma stavolta non riesce a lasciare il segno. Fabregas svolge il compito che il suo allenatore gli aveva assegnato, svariando su tutto il fronte e non dando punti di riferimento all'avversario, partecipa poco alla manovra dei compagni. Voto 5,5.
-Con le praterie che ha a disposizione, forse Arbeloa potrebbe osare qualcosa in più. Non approfitta molto dell'ampia libertà che gli viene concessa, e si fa puntare qualche volta di troppo da Ribery in fase difensiva. Forse è quello il punto debole di questa Spagna che sembra perfetta. Voto 5,5.
FRANCIA
Tattica: Tante belle parole e propositi di gioco offensivo, poi il clamoroso dietrofront. Blanc decide di coprirsi, avanza un difensore come Debuchy a centrocampo, con i suoi che in fase di non possesso sono a 5 dietro. Fa il gioco del suo avversario, che quando sblocca la gara poi controlla senza problemi. Poteva e doveva osare di più, avrà molti rimpianti per questa occasione persa.
I Migliori:
-In teoria la squalifica di Mexes rappresentava un problema, invece Koscielny non lo fa assolutamente rimpiangere. Gioca con personalità e sicurezza, tiene bene in coppia con Rami e si fa notare per alcune uscite palla al piede. Una partita senza errori, strano per uno come lui...Voto 6.
-Dopo la buona prova contro la Svezia, quando era stato praticamente l'unico a salvarsi, Lloris si merita anche oggi la sufficienza. Incolpevole sui gol spagnoli, fa quello che può per tenere in piedi la squadra, salva su Fabregas e Torres, nelle uscite è sicuro e trasmette tranquillità ai compagni. Voto 6.
-Va a corrente un po' troppo alternata, ma quando si accende diventa l'unica arma dei suoi per cambiare la partita. Ribery è il giocatore più talentuoso e incisivo dei suoi, sguscia alla marcatura degli avversari e cerca di inventare qualcosa. A volte pecca di leziosismo e tiene troppo palla. Voto 6.
I Peggiori:
-Tanti proclami, poca sostanza. Blanc dà l'addio alla Francia nel peggiore dei modi, con una partita preparata male e giocata peggio. Con una squadra senza centravanti, sceglie di coprirsi anziché attaccare, alla faccia dei tanti proclami sul calcio offensivo e spumeggiante. Voto 4.
-Più che positivo nelle altre gare da terzino, disastroso oggi nell'inedito ruolo di centrocampista esterno. Debuchy si fa sorprendere da Alba sulla rete spagnola, soffre le giocate avversarie e in fase di attacco è troppo timido. Gioca fuori ruolo, e questo lo giustifica in parte. Voto 5.
-Sul gol pesa tantissimo la sua assenza in copertura. Malouda non protegge la difesa, lascia troppi spazi ad Arbeloa e agli inserimenti dei centrocampisti, e in attacco si perde per cercare giocate difficili e senza senso. Decisamente inutile, andava sostituito molto prima. Voto 5.
Curiosità: Primo successo per gli spagnoli in 4 confronti tra Mondiali ed Europei. In precedenza, solo un pareggio e tre sconfitte per la "roja", nella finale di Euro 1984, ai quarti di Euro 2000 e agli ottavi del Mondiale 2006, in quella che rimane l'ultima eliminazione della Spagna prima dei grandi trionfi.

sabato 23 giugno 2012

EURO 2012: PAGELLE QUARTI DI FINALE/2

Immagine tratta da europei-di-calcio-2012.com

Ecco le nostre opinioni sull'attesissima partita Germania-Grecia, non tanto per la spettacolarità dell'incontro quanto per il suo particolare significato politico ed economico.
GERMANIA
Tattica: Loew dimostra di avere grande fiducia nella sua rosa e nei suoi giovani terribili; rinuncia a Podolski e Muller (non certo due Matusalemme) per Schurrle e Reus, con il chiaro intento di dare maggiore velocità sugli esterni e attaccare costantemente la difesa greca. La Germania mette sotto l'avversario più nettamente di quanto non dica il punteggio, e ribadisce il suo ruolo di favorita al successo finale.
I Migliori:
-In una serata in cui Schweinsteiger fatica e non poco, ci pensa un grande Khedira a togliere le castagne dal fuoco. Domina il centrocampo con grande sicurezza, copre tutti i buchi e si propone molto anche in fase offensiva, segnando un gol meritatissimo che scaccia via le paure. Voto 7,5.
-Ha visto la Champions sollevata da un altro capitano al posto suo e a casa sua. Lahm non ha intenzione di fare ancora secondo, e si vede. In coppia con Schurrle gioca un gran primo tempo e realizza la rete del vantaggio, poi continua a trascinare i compagni con l'esempio. Voto 7.
-Lanciato titolare dal suo allenatore, Reus dimostra che l'ottima annata in Bundesliga non è stata un caso. Svaria su tutto il fronte d'attacco, attacca con continuità l'area di rigore, aiuta in copertura e si toglie anche lo sfizio di un gol. Ha solo 23 anni, è un campione più che potenziale. Voto 6,5.
I Peggiori:
-Se il suo collega di reparto brilla, Schweinsteiger al contrario incappa in una serata decisamente storta. Impreciso nel giocare i palloni, impacciato, sembra l'ombra dello splendido metronomo del Bayern. Troppi e inusuali i suoi errori, forse non è al 100% atleticamente, ma da lui ci si attende ben altro. Voto 5.
-Sarà anche fratello di Kevin-Prince, ma con il trequartista del Milan Jerome Boateng ha in comune davvero poco. Disattento in fase di copertura, è in ritardo sul pareggio di Samaras, e nel finale è ingenuo nel causare il rigore per un fallo di mani. Può essere il punto debole di questa Germania. Voto 5,5.
-Dei quattro giocatori offensivi, il più in ombra è sembrato sicuramente Ozil. Il trequartista di origine turca si è acceso troppo ad intermittenza, alternando belle giocate a momenti di appannamento. Poco pericoloso sotto porta, più bravo nel gestire il pallone a centrocampo. Imperfetto. Voto 5,5.
GRECIA
Tattica: Contro una potenza offensiva come la Germania, l'unica tattica possibile per gli uomini di Santos è stata la difesa a oltranza, con alcuni rapidi tentativi di ripartenza in contropiede. La velocità e le giocate degli uomini di Loew sono troppo per questa Grecia, volenterosa e orgogliosa, ma assolutamente incapace di articolare una manovra convincente. Il sogno dura 6 minuti dopo il pareggio, poi Khedira risveglia tutti.
I Migliori:
-Il suo omonimo, il nuovo premier greco, era assente, lui invece ha fatto notare la sua presenza. Samaras ha coronato con la rete del pari una partita di grande lotta e sacrificio, con coperture da terzino e un gioco a tutto campo sulle fasce. L'ultimo a mollare tra i suoi, un vero guerriero. Voto 6,5.
-Con la squadra tutta sulla difensiva, è difficile fare l'attaccante e cercare gloria. Salpingidis non si è fatto intimidire, ha giocato una buona partita, sacrificandosi per i compagni e regalando a Samaras il pallone del pareggio. Nel finale, la giusta soddisfazione di una rete su rigore. Voto 6,5.
-Sostituire un leader come Karagounis non è facile, oggi Makos è riuscito a non farlo rimpiangere troppo. Tra i più positivi nel centrocampo greco, contrasta con efficacia Schweinsteiger e rende difficile la giocata a tutti coloro che lo affrontano. Gara più che positiva. Voto 6,5. 
I Peggiori:
-Arrivava imbattuto a questa partita, si è letteralmente sciolto di fronte agli assalti dei tedeschi. Sifakis è incerto sul gol di Lahm e in uscita su Klose, e in tutta la gara pecca di insicurezza. Esce spesso in modo imperfetto, e non blocca un pallone da fuori area. Da colonna di marmo a vaso di coccio. Voto 4.
-Sognerà più volte Schurrle e Lahm questa notte. Torosidis va costantemente in difficoltà sulla fascia destra, puntato con troppa facilità dai tedeschi, che spesso si propongono al cross o al tiro. Prova ad aiutarsi con l'esperienza, ma non ottiene granché di positivo. Voto 5.
-Quando Lahm lo salta e va a segnare, lui sembra quasi un turista di passaggio. Ninis dovrebbe essere una delle poche luci nel fronte offensivo greco, invece non si vede praticamente mai. Come nella gara d'esordio, la sua sostituzione all'intervallo porta solo benefici alla squadra ellenica. Voto 5.
Curiosità: Quella realizzata oggi è solo la quinta rete per Lahm in 90 presenze con la maglia della Germania. Delle quattro precedenti, una aveva inaugurato il Mondiale del 2006, un'altra aveva deciso la semifinale contro la Turchia negli Europei del 2008. Poche gemme, ma tutte di altissimo valore...