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martedì 13 agosto 2013

ITALIA - ARGENTINA: TANTI RICORDI E UNO SGUARDO AL FUTURO

Immagine tratta da calcio.fanpage.it
La sfida di domani sera tra Italia e Argentina non può essere un'amichevole come tutte le altre, e non solo perché organizzata in onore di Papa Francesco. Quando scendono in campo due squadre che da sempre si considerano profondamente legate, soprattutto per la notevole emigrazione di italiani nella nazione sudamericana nel corso degli anni passati, si ha sempre la sensazione che si tratti di una specie di scontro in famiglia, tra due anime molto simili l'una all'altra. E ad alimentare l'atmosfera e il prestigio di questo confronto, si inseriscono le tante sfide che nel passato hanno messo di fronte le due formazioni, e i numerosi campioni che dall'Argentina sono giunti in Italia a impreziosire il nostro campionato, su tutti Diego Armando Maradona.
La prima sfida tra gli azzurri e i loro "cugini" sudamericani risale al secondo dopoguerra, quando nel dicembre del 1954 le due squadre si affrontano in amichevole. L'Italia viene da un deludente Mondianle disputato in Svizzera, gli argentini stanno anche peggio, perché non disputano la rassegna più importante da vent'anni, la loro ultima presenza risale al 1934. La sfida la vincono i padroni di casa per 2-0, con una rete per tempo di Frignani e Carlo Galli, ma l'Argentina si prende la rivincita un anno e mezzo dopo, quando restituisce ospitalità e risultato agli azzurri, vincendo a Buenos Aires per 1-0. Interessante la successiva sfida del giugno 1961, vinta 4-1 a Firenze dall'Italia, perché a segnare tre dei gol azzurri sono Ramon Lojacono e Omar Sivori, due argentini che ora vestono la maglia del Paese in cui giocano. Un altro netto successo arriva nel giugno del 1966, poco prima del Mondiale inglese, con un 3-0 secco firmato dalla doppietta di Pascutti e dal gol del compianto Gigi Meroni. Dopo questi primi incontri amichevoli, la sfida tra le due Nazionali diventa una sorta di abitudine anche a livello internazionale: per cinque Mondiali consecutivi, dal 1974 al 1990, Italia e Argentina si trovano sempre di fronte. La prima sfida si gioca in Germania, nel primo turno, e fa registrare il primo pareggio tra le due formazioni. I sudamericani passano in vantaggio con Houseman, poi vengono raggiunti da un'autorete del capitano Perfumo, ma alla fine saranno loro a festeggiare, perché la successiva sconfitta azzurra contro la Polonia gli permetterà di accedere alla seconda fase del torneo, proprio a spese di Rivera, Mazzola e compagni. Nel 1978, durante il Mondiale che si disputa proprio in Argentina, gli organizzatori fanno in modo che entrambe le squadre finiscano nello stesso girone per un preciso scopo: vogliono far confrontare le due anime del Paese, e in caso farle rincontrare solo in finale. Le due formazioni sono a punteggio pieno, ma non fanno turnover e si affrontano a viso aperto, in un match bellissimo. Vince l'Italia di Bearzot, con un guizzo di Bettega, ma ancora una volta è l'Argentina a ridere per ultima, perché per la prima volta si laureerà Campione del Mondo, mentre gli azzurri saranno quarti nonostante l'ottimo gioco espresso.
Nell'estate del 1979 le due squadre si ritrovano in amichevole a Roma, e più del 2-2 finale ciò che interessa è l'esordio su un palcoscenico italiano di un diciottenne argentino, non molto alto, con la maglia numero 10 dietro le spalle e talento che sprizza da ogni suo tocco di palla. E' in quell'occasione che Diego Armando Maradona si presenta per la prima volta in Italia, avversario che affronterà molte altre volte in futuro, la prima nel 1982 durante il Mondiale spagnolo. Gli azzurri hanno stentato fino a quel momento, l'Argentina del Pibe non ha brillato ma sembra più forte, almeno sulla carta. Bearzot fa la mossa giusta, attacca un mastino come Gentile alle caviglie di Maradona, e l'Italia vince per 2-1, iniziando così la cavalcata che si concluderà a Madrid con la terza Coppa del Mondo nella storia azzurra. Quattro anni dopo, in Messico, le due squadre sono di nuovo di fronte, stavolta in girone. Diego è cresciuto e maturato negli anni, è già un idolo a Napoli, e ha la missione di portare al titolo la sua squadra. L'Italia va in vantaggio con Altobelli su rigore, Maradona con un tocco dei suoi ottiene il pareggio, risultato che va bene a entrambi. Il percorso degli azzurri sarà breve, stroncato dalla Francia di Platini, mentre l'Argentina arriverà al successo finale, trascinata ovviamente dalle prodezze e dai gol del suo numero 10. Maradona segnerà ancora contro l'Italia, l'anno dopo durante un'amichevole, ma stavolta uscirà sconfitto 3-1 dal contronto con il gruppo giovane e rinnovato di Vicini, che vuole inaugurare un nuovo ciclo vincente. E ancora una volta, nel Mondiale ospitato in casa nel 1990, l'Argentina si frapporrà sulla strada degli azzurri, in una semifinale memorabile giocata al San Paolo di Napoli, in quella che è la casa di Diego, con il pubblico che non sa per chi tifare. Schillaci, eroe di quel torneo, illude gli azzurri, Caniggia e un errore di Zenga mandano la partita fino ai rigori, dove il portiere Goycoechea è l'eroe e porta i sudamericani alla finale. L'Italia chiuderà terza vincendo la "finalina" con l'Inghilterra, Maradona subirà i fischi degli italiani a Roma e uscirà sconfitto dal confronto decisivo con la Germania Ovest, tra mille recriminazioni e polemiche. Dopo questo lungo ciclo di sfide, incredibilmente, Argentina e Italia si sono affrontate solo un'altra volta, nel febbraio del 2001, quando gli azzurri di Trapattoni furono sconfitti in casa 2-1 dagli uomini di Bielsa. Entrambe le formazioni, considerate due delle più serie pretendenti al Mondiale 2002, usciranno invece con le ossa rotte dal torneo, deludendo molto le aspettative.
Quella di domani sera, dunque, sarà la quattordicesima sfida tra Italia e Argentina, la prima da 12 anni a questa parte. La partita purtroppo ha già perso due grandi stelle prima ancora del calcio d'inizio, visto che Messi e Balotelli si sono infortunati e non scenderanno in campo, ma lo spettacolo non mancherà. Sarà un test che probabilmente dirà poco, come spesso accade nelle amichevoli di ferragosto, ma senza dubbio avrà già un sapore di Mondiale, quel torneo a cui entrambe le squadre guardano con fiducia per la prossima estate. Gli azzurri sognano di tornare grandi otto anni dopo la strepitosa vittoria di Berlino, gli argentini vogliono ritornare ai fasti del periodo di Maradona, con Messi che avrà la grande chance di mettere a tacere chi dice che è un fenomeno nel Barcellona e un giocatore normale in Nazionale. Prepariamoci dunque ad un'altra sfida accesa e interessante, come è sempre stato e sempre sarà tra Italia e Argentina, due Paesi molto diversi ma con un'anima e un cuore che continuano a battere molto, molto vicini.

sabato 25 agosto 2012

ANCORA UNA VOLTA, JUVENTUS-PARMA...

Immagine tratta da jcmassa.it
Nel corso degli anni è diventata quasi una classica del nostro calcio, una sfida che si è ripetuta decine di volte, spesso con in palio trofei o piazzamenti importanti, negli ultimi anni soprattutto come occasione di svolta, in positivo o in negativo, per un'intera stagione. Proprio come un anno fa, la prima partita di campionato della Juventus vedrà come avversario il Parma, rivale da sempre ostica per i bianconeri, che in passato sono stati protagonisti di sfide epiche con gli emiliani, che sono entrate nella storia del calcio italiano.
Che queste due squadre avessero un particolare feeling si è visto fin dalla prima sfida tra loro, nell'ormai lontano 1990: il 9 settembre di quell'anno, il neopromosso Parma di Scala esordisce in serie A al Tardini contro la nuova Juventus di Maifredi e Roberto Baggio. Dopo la rete del terzino Napoli, è proprio il "divin codino" a mettere la sua firma alla sfida, su rigore, mentre nel finale arriva anche il primo gol nella massima serie per i parmensi, sempre dal dischetto, con il bomber Alessandro Melli. La gara di ritorno è meno combattuta, la Juve si impone con un sonoro 5-0, ma a fine stagione a sorridere è il Parma, che finisce quinto e si qualifica alla Coppa U.E.F.A., una vera impresa per un'esordiente assoluta; i bianconeri invece arrivano settimi, nonostante le grandi premesse di inizio stagione sono fuori dall'Europa, e si avviano all'ennesima rifondazione.
La sfida tra le due squadre si ripete anche negli anni successivi, con il Parma che continua a dimostrarsi un avversario durissimo per i bianconeri, battuti per la prima volta nel 1993 per 2-1, con una doppietta di Osio per i ducali a ribaltare il vantaggio iniziale del solito Roby Baggio. Gli emiliani continuano a crescere come squadra, non sono più una sorpresa, e la loro sfida con la Juventus nella stagione 1994-95 assume un'altra dimensione: in palio ci sono Scudetto, Coppa Italia e Coppa U.E.F.A. I primi due trofei vengono vinti dalla squadra di Lippi, al suo primo anno a Torino, con Ravanelli grande protagonista e a segno 5 volte tra campionato e coppa; in Europa invece il successo arride al Parma di Scala, trascinato da Dino Baggio, un ex dal dente avvelenatissimo, che segna sia nella finale di andata che in quella di ritorno. Passano un paio di anni, ma le due squadre sono ancora protagoniste di grandi incontri con lo Scudetto in palio: nel 1996-97 gli emiliani hanno un nuovo allenatore, Carlo Ancelotti, e una punta emergente, Hernan Crespo, e contendono nuovamente il titolo alla squadra di Lippi. Un gol di Chiesa decide la gara d'andata al Tardini, e rende il Parma la vera rivale della Juve nella corsa al titolo, anche se i torinesi mantengono un buon vantaggio in classifica; al ritorno, un'autorete di Zidane illude il Parma, che con un successo riaprirebbe il campionato, poi un rigore contestato di Amoruso chiude la sfida in parità e consegna di fatto lo Scudetto ai bianconeri. Altri due anni, e nel 1999 la sfida tra Parma e Juve si rivela ancora importante, anche se stavolta non per la corsa-scudetto: già battuti al Tardini per 1-0, i bianconeri subiscono nella gara di ritorno la prima sconfitta casalinga contro gli emiliani, un pesante 2-4 con tripletta di Crespo, che segna l'ultimo gol di tacco. E' la fine del primo ciclo di Lippi, che al termine della gara rassegna le dimissioni.
Nella stagione 2000, lo scontro tra le due squadre è ancora una volta avvincente, e condizionato da grandi polemiche. Nella sfida di andata, la Juve del grande ex Ancelotti va in vantaggio, sfiora più volte il raddoppio ma non chiude la partita, subendo il pari di Crespo all'ultimo minuto e prolungando l'astinenza di vittorie contro i parmensi. L'incantesimo lo rompe Del Piero, a segno nella gara di ritorno a Torino, condizionata anche dall'arbitro, che annulla in maniera misteriosa il pareggio di Fabio Cannavaro; la stagione si chiude male per entrambe, con la Juve che perde il titolo all'ultima giornata nel pantano di Perugia, e il Parma che perde la Champions nello spareggio con l'Inter, deciso ancora una volta da Roberto Baggio. Anche nel 2002 il Parma sembra condizionare i bianconeri nella loro corsa verso il titolo: a poche giornate dalla fine, i bianconeri del rientrante Lippi cedono 1-0 al Tardini e sembrano tagliati fuori dalla vittoria; alla fine, lo scudetto arriverà nel rocambolesco 5 maggio 2002, ma il Parma darà un altro dispiacere ai bianconeri, strappandogli la Coppa Italia con un'altra vittoria casalinga, sempre per 1-0.
Nelle stagioni successive, complice la crisi societaria del Parma e il ridimensionamento della squadra emiliana, le sfide con i bianconeri perdono in parte questo grande fascino, e anzi molti protagonisti del grande Parma passano proprio alla Juventus: su tutti, il portierone Buffon e i difensori Thuram e Cannavaro, che vanno a costituire le colonne della formazione di Lippi prima e di Capello poi. Entrambe le formazioni conoscono la retrocessione in serie B, i bianconeri d'ufficio nel 2006, i gialloblu sul campo nel 2008, e subiscono un notevole ridimensionamento, ma le loro sfide in serie A rimangono comunque accese, soprattutto le ultime. Nel 2010-11, con i bianconeri teoricamente ancora in corsa per il titolo, il Parma si impone con un perentorio 1-4 a Torino, aprendo la prima crisi della squadra di Del Neri; grande protagonista un altro ex, Sebastian Giovinco, che segna una doppietta e deciderà anche la gara di ritorno con un suo gol. Arriviamo così ad un anno fa, all'esordio di campionato, con i bianconeri che inaugurano lo Juventus Stadium proprio contro il Parma. Stavolta il 4-1 è in favore della squadra di Conte, con Pirlo scatenato come uomo-assist, Del Piero in campo come capitano, e Giovinco a segno ancora una volta, stavolta su rigore e a partita già finita. Al ritorno, i bianconeri sono costretti sullo 0-0 al Tardini dalla squadra di Donadoni, in un'altra partita segnata dalle polemiche per alcuni rigori non concessi ad entrambe le squadre.
Oggi dunque si riparte, e ancora una volta si rinnoverà la sfida tra queste due squadre. Rispetto a un anno fa sono cambiate molte cose in casa bianconera: stavolta la Juve si presenta all'esordio stagionale da campione in carica, anche se per la prima volta dopo 19 stagioni non avrà con sé il capitano Del Piero, che ha lasciato la squadra; a sostituirlo ci proverà proprio Giovinco, che dal Parma è tornato a Torino per dimostrare finalmente di essere un grande giocatore e affermarsi anche in Europa. Prepariamoci ad un'altra sfida avvincente, perché anche se in palio non ci sono più scudetti e trofei, Juve-Parma mantiene sempre il suo grande fascino e la sua storia importante.