giovedì 4 settembre 2014

GLI ITALIANI IN SERIE A: UN PROBLEMA DI NESSUNO

Immagine tratta da udine20.it e modificata su befunky.com
Chievo-Juventus 4-4 (5-4)
Roma-Fiorentina 4-0 (5-1)
Milan-Lazio 4-2 (4-3)
Atalanta-Verona 5-2 (7-2)
Udinese-Empoli 3-7 (3-8)
Torino-Inter 7-1 (8-3)
Sassuolo-Cagliari 11-8 (12-11)
Palermo-Sampdoria 5-8 (7-8)
Genoa-Napoli 4-3 (5-3)
Cesena-Parma 10-7 (12-9)
Ecco i risultati della prima giornata di campionato. No, non è fantacalcio, è solamente il conto degli italiani in campo per ogni gara disputata. Il dato iniziale indica quanti sono stati tra gli undici titolari e, tra parentesi, la somma considerando i subentrati.
Nei titolari sono scesi in campo 99 italiani su 220 calciatori possibili, il 45%. Dei 60 subentrati, solo 21 sono nostrani, il 35%. Per arrivare a un totale di 120 su 280, il 42%.
Hanno debuttato in Serie A 43 giocatori. 13 sono gli azzurri: Zappacosta ('92), Spinazzola ('93), Croce ('82), Rugani ('94), Tonelli ('90), Valdifiori ('86), Pucciarelli ('91), Colombi ('91), Ceppitelli ('89), Crisetig ('93), Ragusa ('90), Renzetti ('88), DeFeudis ('83), a fronte di 30 stranieri: Edenilson ('89), Rincon ('88), DeGuzman ('87), Michu ('86), IagoFalque ('90), Mussis ('92), N'Goyi ('88), Sanchez Mino ('90), Medel ('87), M'vila ('90), Karnezis ('85), Guilherme ('91), Hysaj ('94), Laurini ('89), Rui ('91), Signorelli ('91), RafaMarquez ('79), Martic ('90), Obbadi ('83), Ionita ('90), Alex ('82), DiegoLopez ('81), DeVrji ('92), Djordjevic ('87), Cole ('80), Manolas ('91), Keita ('80), Brillante ('93), Mangani ('87), Coman ('96).
Tra gli esordienti, da notare come un quinto degli stranieri (il 16%), hanno tra i 32 e i 35 anni. E sono (tranne Rafa Marquez), gli esordienti delle grandi squadre. 
Tra gli italiani, gli under 21 al debutto sono 4, il 30% degli azzurri alla prima presenza in A. Allargando la percentuale, si scende al 9% di Under 21 azzurri nel computo totale dei novizi della 1a giornata.
Una marea di numeri per dire che ci stiamo estinguendo. La batosta mondiale e il cambio al vertice della Figc nulla ha modificato. Il prodotto italiano in Italia non è valorizzato. Emblematico il caso Karnezis-Scuffet a Udine. Dove, trincerandosi dietro la solita scusa del "non bruciare il ragazzo", si preferisce schierare un greco di 29 anni piuttosto di un talentuoso italiano di 18. 
E la Fiorentina in rosa ha 25 stranieri. 22 Verona, Lazio e Udinese. 21 Roma, 20 Inter, 19 Palermo e Napoli.
Talmente tanti che quando bisogna consegnare la lista Uefa per Champions ed Europa League, non si possono includere MatiFernandez e Joaquin, Brillante, Radosevic e Emanuelson. Che senso ha?
Come suggerisce Sky, forse la prima cosa da fare a livello di Federazione sarebbe di utilizzare le restrizioni della rosa dell'Uefa (25 giocatori, 8 italiani, 4 provenienti dal vivaio) anche per la nostra Serie A. 
Bisogna fare qualcosa, ma farla per davvero. A meno che. 
A meno che in questa situazione ci mangiano e continuano a mangiare un po' tutti. Perchè in pubblico si lamentano e si dichiarano disponibili, e poi in privato eleggono compatti Tavecchio.
Perchè tutti forse ci guadagnano comprando stranieri. 
Daniele Delli Carri, ex ds di Pescara e Genoa, qualche mese fa rilasciò un'intervista, passata sottotraccia, in cui spiegava perchè nel Genoa di Preziosi andò a prendere una marea di calciatori stranieri. Questo il passaggio più significativo: "In rossoblù sono stato 'forzato' a prendere calciatori stranieri, non avevamo la possibilità di fare le fidejussioni necessarie per acquistare calciatori in Italia. Per operare all'estero non serve la fidejussione bancaria".
E allora, se il sistema va così, che speranze ci sono di cambiare le cose? Con un Presidente super protetto dalla Lega di Serie A?
E' un problema di cui lamentarsi in pubblico e battersi per non cambiar nulla in privato. 
Gli italiani in Serie A: un problema di nessuno.

mercoledì 3 settembre 2014

LA CRITICA ROSSOBLU DEL MARTEDI' / 1

Immagine tratta da cagliaricalcio.net e modificata su befunky.com
E parte anche la critica rossoblu del martedì, slittata di un giorno per la chiusura del calciomercato. Sassuolo-Cagliari 1-1 (42' Zaza, 44' Sau).
- E' molto positivo il risultato. Non si è perso, si è riusciti a resistere e restare in partita nel primo tempo, dove le sbandate sono state piuttosto frequenti. Preparazione pesante e tre esordienti assoluti in Serie A (Colombi, Ceppitelli, Crisetig) a parziale scusante.
- Qualche sprazzo del gioco di Zeman c'è stato. Terzini che fluidificavano come non si vedevano da tempo in maglia cagliaritana, idee (rimaste solo tali) di scambi rapidi tra i piccoletti d'attacco, centrocampo aggressivo volto a recuperare palla e scaricarla velocemente in proiezione offensiva. Serve affinare l'intesa.
- La difesa alta ha ballato per un tempo, roba da spaventi ogni cinque minuti. E' mancata sicurezza, capacità di leggere bene le situazioni di gioco e coraggio di spazzare o metter in fallo laterale la sfera per non rischiare. Ceppitelli e Rossettini sono da rivedere. Il primo è andato benino, ma sono suoi i due errori che hanno concesso la rete a Zaza: ha prolungato all' indietro di testa la sfera sul rilancio di Pomini, lanciando l'azione del Sassuolo, e sul cross al centro ha perso la marcatura sull'ariete di Policoro. Poteva "sentire" l'avversario con la mano, con un po' di malizia, per non distanziarsi troppo da lui. Che, con lo spazio gentilmente concessogli, ha avuto tempo di coordinarsi e colpire al volo, siglando una rete molto bella.
- Colombi bene tra i pali, e da rivedere quando è uscito al limite dell'area. Anche qua il difetto sta nella sicurezza da acquisire. Esser sicuri nella lettura dell'azione e uscire senza balbettii o timidezze è fondamentale. Un'uscitaccia stava per consentire a Zaza la rete, poi annullata da Valeri. Ma tra i pali è sembrato un veterano. 
- Ave Avelar. Dopo due stagioni abuliche, nè carne nè pesce, e una semi-partenza a Leeds, finalmente piazza una partita convincente. Forse la migliore da quando è in Sardegna. Fluidifica come dovrebbe, tira, taglia in area, e riesce anche a difendere efficacemente. 
- Balzano a destra è un treno. Da una sua iniziativa è venuta la rete di Sau. Sembra più completo di Pisano: una piacevole scoperta. 
- Capitolo attacco: Sau si sblocca subito, senza dover fare chissà cosa. Cossu un po' spaesato e Farias ha sbagliato tutto ciò che poteva sbagliare. Da rivedere i movimenti, Ibarbo sarà fondamentale per eludere le marcature avversarie.
- Lode a Conti, che è uscito alla distanza, dimostrando fisico, classe e carisma. Ha dominato il centrocampo. Crisetig è un classe '93. La rete di Sau è nata da un suo recupero palla. Anche in Coppa Italia sul gol di Farias è stato decisivo nel pressing e nel passaggio. Il ragazzo si farà. Ha fisico, pressa bene e ha qualità. C'è ancora qualche imprecisione e mancanza di continuità nei '90, ma è un ottimo acquisto.

martedì 2 settembre 2014

LA CRITICA DEL LUNEDI' / 1

Immagine tratta da angolodellamicizia.forumfree.it e modificata su befunky.com
Parte la critica del lunedì, eccezionalmente di martedì per aspettare la chiusura del mercato di ieri notte.
- Il campionato riparte da dove si era interrotto. La Juve e la Roma ripartono a mille. Domano e dominano Chievo e Fiorentina, forse frenate più da una sorta di "sudditanza psicologica" che altro. Fanno già capire di essere le squadre da battere.
- Il Napoli sembra, a una prima occhiata, lo stesso Napoli dell'anno passato. Grandi spaventi, gran gioco offensivo, sciupone in Insigne, più concreto in Mertens. E con le amnesie difensive troppo frequenti, come la marcatura larga di Koulibaly su Pinilla nella rete genoana. Insomma, il solito Napoli da montagne russe con partite esteticamente molto godibili.
- Il Milan è umile e gioca in contropiede. E' conscio di evidenti limiti nella costruzione del gioco a centrocampo, e cerca di essere il più concreto possibile. Molto sveglio Pippo Inzaghi a costruire un impianto di gioco che pare adatto alle caratteristiche dei suoi uomini. 
- Senza Balotelli, El Shaarawy torna fenomeno. Tutto corsa e tecnica, si lancia dalla sinistra per accentrarsi, senza l'ingombrante presenza priva di un ruolo definito di Super Mario. L'ambiguità tattica di Balo (il vagare per il campo senza una posizione precisa), mandava a monte le sue giocate. E ora, appena il 45 è andato a Liverpool, è rinato.
- Il Cesena fa simpatia. Bisoli dovrà arrabattarsi con due centravanti del calibro di Alejandro Rodriguez e Milan Djuric. Ma intanto ha vinto contro un Parma abulico e imbolsito, dando l'anima dal 1' al 90'. Mantenendo questa intensità, potrà sopperire alle carenze tecniche. Forse.
- In una domenica dove tutti hanno notato i tanti stranieri in campo, un plauso va a Sassuolo-Cagliari. Sui 22 che hanno iniziato la gara, solo tre erano gli stranieri: Avelar, Ekdal e Farias. E di questo trittico, Ekdal è in Italia dal 2008, e Farias dal 2005. Belle anche le intenzioni di DiFrancesco e Zeman e dei loro 4-3-3. Entrambe le squadre sono da seguire.
- L'Inter ha steccato a Torino. 0-0 e un rigore parato da Handanovic. Mazzarri recrimina sull'arbitraggio e cose varie, come al solito. Sta il fatto che già insegue. Poche parole, testa bassa e molto lavoro. 

sabato 30 agosto 2014

PRONOSTICANDO LA 1A GIORNATA

Immagine tratta da snai.it 
CHIEVO-JUVENTUS: i clivensi hanno cambiato molto in estate, e in Coppa Italia hanno rimediato una brutta figura contro il Pescara. La Juve ha cambiato allenatore e modulo. Allegri parte sempre male, ma guida una squadra abituata a vincere. 2 (1,57).

ROMA-FIORENTINA: queste due squadre hanno offerto sempre belle partite. Alla Roma manca tutta la difesa dello scorso anno (Maicon, Benatia, Castan e Balzaretti), alla Viola Cuadrado e Rossi. GOAL (1,75).

MILAN-LAZIO: c'è curiosità attorno al Milan da contropiede e alla Lazio ben rinforzata sul mercato. Due tridenti contro, Honda-Menez-ElShaarawy vs. Candreva-Klose-Keita. Partita aperta. OVER (1,92).

ATALANTA-VERONA: i bergamaschi in casa sono una garanzia. Gioco collaudato e solite facce. Il Verona potrebbe faticare in Martic e Obbadi, all'esordio in Serie A. E pagare il risveglio da una stagione stellare. 1 (2,10).

CESENA-PARMA: nel derby emiliano, il Cesena presenta un 11 da combattimento, ma per nulla a livello delle rivali per la salvezza; il Parma ha la grana Cassano (fuori rosa) e potrebbe faticare. UNDER (1,60).

GENOA-NAPOLI: l'incognita sono i partenopei. Come si risveglieranno dalla batosta di Bilbao? Daranno tutto in campionato? Entrambe le squadre sono offensive, non ci si annoierà. Il Genoa in casa dà filo da torcere a tutti. GOAL (1,70).

PALERMO-SAMPDORIA: i rosanero hanno una rosa inadatta, hanno floppato in Coppa Italia in casa contro il Modena, e già scricchiola la panchina di Iachini. La Samp ha un motivatore eccezionale in Mihajlovic, e vuole mettere punti al sicuro da subito. 2 (3,20).

SASSUOLO-CAGLIARI: arriva Zeman e si va sicuro sull'over. Ma anche DiFrancesco, suo allievo, non scherza. Squadre votate all'attacco. Ma il boemo potrebbe pagare lo scotto di una rosa rinnovata e di una condizione non al top. 1 (2,30).

TORINO-INTER: entrambe le squadre già rodate dagli impegni di Europa League. Nell'Inter Osvaldo e Kovacic in grande spolvero, nel Toro Immobile e Cerci sono solo sbiaditi ricordi. Potrebbero spuntarla i nerazzurri. 2 (2,35).

UDINESE-EMPOLI: l'Udinese in Coppa Italia ha passeggiato, con un DiNatale stellare. Pronta a ripetersi in campionato, dove il giovane Empoli potrebbe essere la vittima sacrificale designata. 1 (1,80).

venerdì 29 agosto 2014

COME PARTE LA SERIE A

Immagine tratta da pronosticicalcioscommesse.com. CLICCANDO SULL'IMMAGINE E' POSSIBILE INGRANDIRLA:
Da domani via alla Serie A. Ecco come si schierano sulla griglia le squadre, con il mercato che, ricordiamo, chiude lunedì:
1a FILA: Juventus. Via Conte e il 3-5-2, dentro Allegri e il 4-3-1-2. Una scommessa, ma la rosa è la stessa dello scorso anno, con Evra, Romulo, Pereyra e Morata in più. Pogba può essere la stella nel nuovo schema.
Napoli. L'uscita di scena preliminare dalla Champions, potrebbe rendere l'obiettivo Scudetto più concreto. Benitez perde Reina e Behrami e inserisce Koulibaly, DeGuzman e Michu. Migliorando di poco può vincere. Se si tengono i nervi saldi dopo Bilbao. Mertens esploderà?
2a FILA: Inter. Possibile sorpresa dell'anno. Vidic, Dodò, Medel, Mvila e Osvaldo offrono l'opportunità di un salto di qualità. Sta a Mazzarri ottenere risultati solidi. E' sulla buona strada. Kovacic nuovo crack?
Roma. Potrebbe pagare la cessione di Benatia e gli impegni di Champions, in un girone di ferro. Astori e Manolas valgono il marocchino? Iturbe si consacrerà? Se le risposte sono affermative, la Roma sarà da Scudetto. Sennò, sarà dura ripetersi per Garcia.
3a FILA: Fiorentina. Si punta alla Champions, con riti scaramantici anti infortuni. Rivedremo Rossi-Gomez con continuità? Al 100% in tutti i suoi uomini, è da podio. Montella spera e si coccola Bernardeschi, gran qualità in rampa di lancio.
Milan. A fari spenti. Ma senza Balo e Coppe, Inzaghi può essere la sorpresa stile Roma 2014. La saggezza suggerisce contropiedi a mille all'ora per esaltare El Shaarawy, che senza Mario tornerà a giocar bene. Honda e Menez potrebbero essere piacevoli riscoperte.
4a FILA: Lazio. Una mina vagante in mano a Pioli. De Vrij, Basta, Parolo e Djordjevic rafforzano le Aquile, che con il 4-3-3 potrebbero volare. Occhio a Keita, che si candida come rivelazione dell'anno.
Atalanta. Si sceglie la continuità dalle parti di Zingonia. Colantuono e il suo classico 4-4-1-1, con nuovi ragazzi da lanciare: su tutti D'Alessandro, Boakye e Zappacosta, che macina chilometri sulla fascia destra. Biava e Bianchi aggiungono esperienza.
5a FILA: Genoa. Tornato all'ovile, Gasperini è una garanzia. Con il 3-4-3 si naviga sempre in acque tranquille. Rosi e Perotti sono perfetti per il suo gioco, ma molto dipenderà dalle condizioni fisiche di Matri e Pinilla, che da anni non brillano per una stagione intera.
Parma. L'anno scorso ha stupito. Quest'anno è iniziato con le bizze di Cassano. Il solito boomerang. Tenendo in mano lo spogliatoio, gli innesti di Lodi e Belfodil compensano la partenza di Parolo. E ci si potrebbe ripetere. Se FantAntonio farà il bravo.
6a FILA: Samp. Vulcano Ferrero fa simpatia, e con Mihajlovic è in una botte di ferro. Viviano e Bergessio danno esperienza, ma le sorprese potrebbero essere Soriano, e la consacrazione di Eder o Okaka. Che nel girone di ritorno dell'anno scorso han meravigliato.
Torino. Si salutano Cerci e Immobile. Ergo, ripetersi sarà tostissima. Si dicono meraviglie di Sanchez Mino, ma le certezze saranno Molinaro, Nocerino e Quaglia. Se l'Europa non prosciugherà le forze, Ventura metterà in campo ancora un bel Toro da combattimento.
7a FILA: Udinese. Rischio Strama in panca. Strano mercato con gli arrivi stagionati di Konè e Thereau. Ma DiNatale resta una certezza assoluta, pure a 36 anni. Occhio a Widmer, Gabriel Silva e BrunoFernandes. E Muriel? Siamo sempre in attesa del suo anno buono.
Verona. Ha stupito l'anno scorso, ha rivoluzionato la rosa. Rodriguez, Rafa Marquez, Luna, Martic, Obbadi, Chrostodoulopoulos, Ionita, Valoti, Chanturia, Nenè, quasi tutti stranieri. Riuscirà Mandorlini a proporre un 4-3-3 aggressivo come l'anno passato?
8a FILA: Cagliari. Giulini porta Zeman. E Zeman porta la solita infornata di giovani. O la va, e sarà spettacolo, o la spacca, e sarà esonero. ZZ è così. Sau con il boemo non farà meno di 15 gol. Ibarbo potrà esaltare. Ceppitelli difensore da 5-6 gol di testa. Ma se Zeman non ingrana?
Chievo. Bardi, Gamberini, Biraghi, Izco, Birsa, Schelotto, Botta e MaxiLopez sono ottimi arrivi per Corini. Che dovrà trovare in fretta l'amalgama tra vecchi e nuovi. Ma la rosa sembra più competitiva del recente passato. Ed è proprio da Botta che ci si aspetta qualcosa in più.
9a FILA: Sassuolo. Restano uomini e mister della rimonta. Con Vrsaljko e Peluso in più. DiFrancesco non dovrà partir male come la scorsa stagione. Ma ha la squadra più italiana di tutte (solo tre stranieri) e un attacco Berardi-Zaza-Sansone che stuzzica e non poco.
Palermo. Cantiere aperto. La rosa attuale è nettamente sotto tutte le aspettative. Buon regista Rigoni, buon difensore il Pipo Gonzalez, ma il resto? In attacco ci sono solo Vazquez, Belotti e Dybala. Gli esterni sono Pisano e Lazaar. Ci sarà da soffrire per Iachini, o per chi lo sostituirà.
10a FILA: Empoli. Sarri è buon allenatore. Mille giovani e Moro, Tavano e Maccarone. I ragazzi son interessanti: Tonelli, Rugani, Hysaj, Verdi, Vecino, Laxalt, Aguirre. Ma saranno pronti per la A? La difesa in particolare avrebbe bisogno di almeno un uomo esperto.
Cesena. Senza un soldo, si punta tutto su Bisoli e il gruppo. La rosa non è da A. In difesa vecchi lupi di mare come Lucchini, Perico e Capelli. A centrocampo gli over30 Cascione-Coppola-DeFeudis non entusiasmano. In attacco si prega Marilungo o nonno Brienza. Aiuto.

lunedì 25 agosto 2014

ANCORA SU HAMILTON E ROSBERG


Ancora su Hamilton e Rosberg.
Lewis: "Nel meeting post gara Nico ha detto che avrebbe potuto evitare il contatto, ma che lo ha fatto apposta, per "dimostrare la tesi". E non chiedete solo a me, andate da Toto, Paddy e tutti quelli che sono arrabbiati con lui".
Toto Wolff: "Nico ha ritenuto di mantenere la linea. Voleva dimostrare una tesi, e, per Lewis, era chiaro che non poteva sapere cosa avrebbe pensato Nico. Lui non si è tirato indietro. Pensava che Lewis gli avrebbe lasciato spazio, cosa che Lewis non ha fatto. (Nico) Lo ha fatto anche per far vedere che non aveva intenzione di cedere. (...) Nico non era disposto a mollare, e questo ha causato la collisione. E' un qualcosa che non vogliamo più vedere".
Ragionando. Rosberg si presentava in Belgio a +11 su Hamilton, forte di 4 vittorie e 10 podi in 11 gare. Perchè mai Nico si sentiva minacciato a tal punto da dover "dimostrare la tesi" e rimarcare che non era disposto a mollare? 
Perchè avrebbe dovuto forzare l'azione, sentendosi quasi obbligato a dare una prova di forza in mondovisione? E quale era questa tesi? Sente la squadra dalla parte di Lewis?
Probabilmente questo atteggiamento è figlio di Budapest, dove all'ultimo giro Lewis ha "gentilmente" spinto fuori traiettoria Nico nel tentativo (riuscito) di resistere al sorpasso e dove lo stesso Hamilton si è opposto all'ordine di scuderia (un po' forzato), che gli intimava di lasciar passare il compagno di box a metà gara, in virtù di una diversa strategia. Ordine al quale Hamilton si è opposto.
Rosberg probabilmente si è sentito poco tutelato dalla Mercedes, al punto da dover dimostrare qualcosa in termini di grinta e di coraggio. Il sorpasso subito al via gli ha fatto tappare la vena, e poi al giro 2 c'è stato il contatto.
Probabilmente, dopo varie rotture colpa di Mercedes, e qualche furbata di troppo di Nico (vedi qualifiche di Monaco), Hamilton ha davvero fatto la voce grossa in squadra. Che l'ha spalleggiato, mettendo in una sorta di disagio Rosberg. Lewis si aspettava di essere la prima guida, quando arrivò nel 2013. Mercedes pensava che Lewis sarebbe stato la prima guida. E questo probabilmente sta influendo nel box, dato questo scagliarsi oltremodo contro Rosberg.
Ricordiamo un precedente. Sepang 2013. Secondo Gp della coppia Hamilton-Rosberg. Lotta per il 3°/4° posto. Rosberg molto più veloce arriva in coda a Lewis. Il biondino chiede strada via box, che gliela nega. Gli viene intimato di non tentare il sorpasso. Nico, infuriato, si accoda e lascia il podio a Lewis.
Evidentemente l'idea iniziale di Mercedes era quella di supportare più Hamilton di Rosberg. E ora Nico si sente attaccato. Platealmente. Nonostante sia il leader del Mondiale.
E allora le tenterà tutte per portare a casa l'iride. E poi la coppia scoppierà.
Ma, per me, sarà Nico a lasciare il team.

domenica 24 agosto 2014

F1 DIARY- TAPPA 12, GARA

Immagine tratta da twitter.com e modificata su befunky.com
Il casus belli: Hamilton scatta meglio di Rosberg al via. Alla prima curva a guidare il gruppo è l'inglese. Al giro 2 Rosberg tenta una manovra all'esterno e tocca con l'ala la posteriore di Lewis. A Nico vola via un'appendice laterale, a Lewis vola via la gara. Foratura, fondo della vettura rovinata, 0 punti. Il biondino ne incassa 18, arrivando secondo. +29.
In coro Wolff e Lauda a difendere Hamilton: "E' inaccettabile. Succederà molto nei prossimi giorni". E tutti a criticare la tempistica di tale attacco. 
A inizio gran premio la Mercedes ritiene inaccettabile un attacco del genere. Perchè ha trasformato una sicura doppietta in un flop clamoroso. Vero.
Per carità, Ham non c'entra nulla.
Ma è palese come Nico non l'abbia fatto apposta, non essendo affiancato o non avendo spinto fuori pista Lewis. Ha fatto un errore di valutazione. Di misura. Di centimetri. Che è costato la gara a Hamilton, ma che ha danneggiato anche la sua. Teniamo presente che il 90% di toccatine lievi del genere rompono le ali, ma non afflosciano le gomme.
E' stata una cattiva valutazione, un tamponamento impercettibile. Gettare la croce addosso a Rosberg è eccessivo. Nessuna convenienza aveva Rosberg ad andare a uno scontro del genere, atto a mettere k.o. il compagno di box.
Ora la Mercedes promette fuoco e fiamme. "Succederà molto", hanno anticipato.
E cosa vogliono fare? Dare l'ordine che chi parte davanti non può essere mai attaccato? Oppure far vincere una gara a Hamilton rallentando Rosberg? 
Non si sa. La ragione consiglia di gestirla diversamente. Senza fare piazzate. Sono troppo più forti degli altri. Ma non sembra questo il caso.
A meno che.
A meno che in Mercedes Hamilton non stia cominciando a fare la voce grossa. Rosberg sta usando tutte le armi a sua disposizione, basta ricordare il pasticcio delle qualifiche di Montecarlo. La Mercedes ha steso tappeti rossi a Lewis per convincerlo a lasciare la McLaren due anni fa, e probabilmente vedere Rosberg vincere tra i due, a livello di investimenti fatti, non è ciò che si aspettavano. E allora la squadra potrebbe clamorosamente pendere per Hamilton, e "isolare" Nico il furbetto.
Che magari pure pure, nonostante un recente rinnovo, sarebbe invitato a cambiare aria in vista del 2015.
E scatenare un effetto domino. Con il quadricampione Vettel, premio paggetto 2014 del fenomeno Ricciardo, che sbuffa rabbia sotto la visiera. Con Alonso sempre scontento di una Ferrari che arriva sempre mezzo minuto dopo i vincitori. Con un arrembante Bottas, uomo Mercedes di Toto Wolff, che potrebbe diventare appetibile sul mercato. 
Cova fuoco sotto le ceneri in quel di Spa.
Dove Ricciardo ha dimostrato di essere un campione, perchè 3 vittorie in una stagione monocolore Mercedes sono da punto esclamativo. Dove Kimi ha messo la firma in calce ad una gara maiuscola, finalmente assistito da una strategia azzeccata, chiudendo 4° e di più non poteva. A Monaco e a Spa, dove il pilota conta, Kimi ha dato segno di esserci, in una stagione melmosa, e non è male. Dove Bottas 3° svergogna Massa, che si appella alla paperinite, ma che sta facendo una figura magra, magrissima in confronto al finnico. 
Che podio oggi, Ricciardo, Rosberg e Bottas. Quando tutti pensavano che i più forti in quelle squadre fossero Vettel, Hamilton e Massa. Che roba.

sabato 23 agosto 2014

F1 DIARY- TAPPA 12, QUALIFICHE

Immagine tratta da bbc.co.uk e modificata su befunky.com
Spa. Piove. Qualifiche.
Ci sono botte da orbi in Mercedes. Il resto è sfondo, che si perde negli aquaplaning e nelle chiacchiere da bar per stabilire il Campione e la pippa all'interno di ogni squadra.
In Mercedes è il delirio. Una qualifica tiratissima, due bambini capricciosi, Nico e Lewis, desiderosi di menare pugni a ogni curva. A dimostrare chi è più furbo dell'altro. In ogni sessione giri impiccati dei due alfieri delle Frecce d'Argento. 
Sul filo dei decimi per tutte le sessioni, la spunta Rosberg. Hamilton incassa i due decimi, un parziale di 4 pole a 7 per il tedesco e ha bisogno di uno strizzacervelli.
Under pressure.
Lewis ha avuto un'ottima carriera sinora. Enfant prodige, all'esordio in F1 ha buttato via un Mondiale che aveva in tasca per inesperienza. Ma ha saputo tenere testa ad Alonso. Ha vinto l'iride l'anno dopo contro Massa. Negli anni successivi è stato appresso a una McLaren ondivaga di competitività. Ma ha dato segni di talento purissimo, nel paddock è indicato come il pilota più talentuoso e veloce sul giro secco. E ora? Con la migliore vettura del lotto che fa?
Le sta prendendo con una regolarità stupefacente. Da Rosberg. 
Uno che si è fatto la gavetta in Williams per togliersi l'etichetta di snob figlio di papà. E che poi è passato in Mercedes a fianco dello Schumacher di ritorno. Risultati importanti contro il sette volte Campione del Mondo, ma sottovalutati dalla critica che sopravvalutava, alla luce dei fatti attuali, il rincoglionimento da 40enne di Michael. E via alle chiacchiere da bar e alle equazioni improbabili.
Michael andava, e forte, perchè a 43anni teneva testa a Rosberg in qualifica, con Nico che ora fa più pole di Hamilton a parità di macchina, con Hamilton che quando correva in McLaren si equivaleva con Alonso, che ora in Ferrari ridicolizza Raikkonen, con Kimi che contro Nando riesce a far peggio addirittura di Massa, che le prende sempre da Bottas. Un cane che si morde la coda insomma per dimostrare che Rosberg, con le equazioni, metterebbe in riga chiunque, avendo battuto Schumi e Hamilton.
E comunque, Alonso il Campione oggi fa 4° e dà 1 secondo a Kimi la pippa, 8°. Con Raikkonen che riesce a peggiorare il suo tempo in Q2 quando tutti han migliorato di 7 decimi/1 secondo. Misteri della fede. Bottas è Campione perchè è sempre davanti a Massa la pippa. Anche oggi uno sesto e l'altro nono, 1 secondo dietro. Campione per un giorno, dopo una stagione di stenti, è Vettel, terzo, due decimi davanti a Ricciardo, 5°, e adesso è lui a poter sorridere.
Ma comunque parliamo di lotte per la gloria e non per la vittoria. Al massimo per il terzo e poco importante gradino del podio. La lotta, quella vera, è tra Nico e Lewis. Con un Rosberg super gasato e un Hamilton sull'orlo di una crisi di nervi. 
Domani chi vince? Ah beh, Hamilton, che compirà una manovra da censura alla prima curva e si vincerà il Gp. Rosberg farà il paggetto sul podio, assieme a Bottas. 

IL 5-5-5 DI ORONZO SIMEONE


Immagine tratta da ilpallonegonfiato.com e modificata su befunky.com
"In che cosa consiste questa bizona: voi sapete che le norme generali di tutti gli allenatori del mondo, più o meno, usano sempre le stesse formazioni. C'è il 4-5-1 o il 4-4-2. Io invece uso una cosa diversa. 5-5-5. "Ma mister, che si gioca, in 15?" (...) Allora dicevo 15. Non è vero 15, perchè sono 16. Perchè ti sei dimenticato il portiere. Io ho detto 15 perchè mentre 5 per esempio della difesa vanno in avanti, i 5 attaccanti retrocedono e così viceversa. E allora la gente pensa: "Questo che c'ha 5 giocatori in più?" Invece no, è perchè mentre i 5 vanno avanti gli altri 5 vanno indietro. Durante questa confusione generale le squadre avversarie si diranno "Ah ah, che sta succedendo?" e non ci capiscono niente". (Oronzo Canà, L'allenatore nel pallone, film del 1984)
Diego Pablo Simeone è il nuovo vate del 5-5-5 a bizona. L'Atletico Madrid che nelle due gare di Supercoppa di Spagna contro il Real esce con il trofeo in tasca, è chiara derivazione del celebre modulo dello strampalato Oronzo Canà di un noto film degli anni '80.
Erano ovunque i colchoneros. Attaccavano mai in meno di cinque. Difendevano sempre undici dietro la palla. Quando perdevano palla in attacco, tempo tre secondi, e gli stessi interpreti li ritrovavamo in difesa a ripiegare.
Un modulo asfissiante, sfinente, che ha steso e stretto in una morsa gli acclamati galacticos del Real. 
Una condizione atletica straripante, giocatori universali pronti a pressare tuttocampo. Nuovi arrivi subito integrati con la vecchia guardia. Persi Courtois, Filipe Luis, Diego, Sosa, Adrian Lopez e Diego Costa, la squadra è rimasta la stessa. Nel gioco, nella grinta, nella voglia e nell'applicazione. Se non persino rafforzata. Moya, Oblak, Ansaldi, Siqueira, Griezmann, Raul Jimenez e Mandzukic pare che giochino al Calderon da anni.
La squadra è piena espressione del modo di giocare del guerriero Simeone, che in Italia abbiamo avuto modo di ammirare tra Pisa, Lazio e Inter. 
La chiave è l'umiltà. E' una squadra che sa difendersi. E sa farlo contro le squadre migliori del mondo, Real e Barcellona in testa. A cui ha soffiato la Liga dopo 9 anni di trionfi di monologhi. E che ha sfiorato la Champions, vincendo la finale sino al 93', momento del pareggio di Sergio Ramos.
Il Cholo Simeone ha costruito una squadra clamorosa. Clamorosa nell'umiltà, nell'atteggiamento, nella cattiveria agonistica. Nell'ottenere risultati anche oltre i propri mezzi tecnici. Forse la squadra più clamorosa d'Europa. 
E' un nuovo catenaccio? Sarà, ma è tremendamente efficace. 
Il 5-5-5 di Oronzo Simeone.

giovedì 21 agosto 2014

SUPER RAIOLA AI REDS

Immagine tratta da corrieredellosport.it e modificata su befunky.com
Balotelli al Liverpool. Basta una mattinata e Super Mario si trasferisce ad Anfield.
In barba alle trattative che durano settimane e mesi a cui siamo abituati in Italia e con le quali ci tediano per ore i super espertoni di mercato. Quando ci sono compratore volenteroso, acquirente danaroso e procuratore accondiscendente, si fa tutto alla velocità della luce.
Mago Raiola. Perchè di gran procuratore si tratta. E' una magia riuscire a migliorare valutazione e contratto di un Balotelli che dopo 1 anno e mezzo presenta gli stessi pregi e difetti e dubbi che lo accompagnarono al suo approdo in rossonero.
Il Milan a gennaio 2013 lo acquista a 16 milioni più bonus (chissà poi se centrati) dal City, e oggi lo rivende a 20. Il calciatore in rossonero guadagnava 4,5 milioncini netti e ne andrà a guadagnare 6.
Come se nei 19 mesi a Milanello avesse incrementato il suo valore e acquisito una sorta di consacrazione. Come se in Nazionale non fosse andato in rotta di collisione perpendicolare con i senatori.
L'occasione al Milan veniva dipinta per Super Mario come l'occasione della vita, una sorta di ultima spiaggia, un "o la va o la spacca" in cui doveva trovare maturità, continuità ed esplodere definitivamente. Ed è restato invece un punto di domanda.
I numeri, se vogliamo dirla tutta, non sono malvagi. Affatto. 43 partite e 26 gol in Serie A, 1 presenza e 1 rete in Coppa Italia, 10 gare e 3 marcature in Champions. In totale fanno 54 apparizioni e 30 segnature. 
E' tutto il contorno che è rimasto lo stesso. Risse, multe, espulsioni prima, pistole, anelli, Fanny e social oggi. E' un Mario con un anno e mezzo in più, ma che non è cresciuto.
Vittima del suo talento, messo sempre al centro dell'attenzione dai media, che sguazzano morbosamente nella sua immaturità.
Ora c'è il Liverpool, storico club inglese. Una squadra che gioca un calcio offensivo e bello da vedere. Che ha avuto in squadra cavallo pazzo Suarez, e non ha paura nel pensare di gestire Super Mario. Riuscirà Rodgers, mister dei Reds, che mette il gioco di squadra prima di tutto, ad includere Balotelli nel suo progetto tattico?
Ecco Balotelli e il dubbio che si porta dietro da sempre. Un Campione o uno svogliato talento?
Ha venduto al City, al Milan e ora al Liverpool un dubbio, Mino Raiola. Ma intanto si frega le mani. Super operazione, ancora una volta. Chapeau.

mercoledì 20 agosto 2014

SE A SPA SCHUMI CON KIMI

Immagine tratta da melty.it e modificata su befunky.com
Annata strana il 2009 in F1. Il Mondiale lo portò a casa paracarro Button con la Brawn Gp e il suo buco nel diffusore. Brawn Gp ultima iscritta al campionato, acquistata e salvata all'ultimo minuto da Ross Brawn, con 1 simbolica sterlina pagata alla Honda.
La Ferrari è quella post-Schumi, che nel 2007 vince il Mondiale con Kimi Raikkonen e nel 2008 è campione sino all'ultima curva di Interlagos con Felipe Massa. Sono battaglie vere con la McLaren. Ma nel 2009 cambia tutto. Prime gare dominate da Brawn Gp e seconda parte di stagione in cui comincia a emergere la Red Bull di un giovane Vettel. Rosse costantemente nelle retrovie.
Ci si mette poi anche l'incidente sfortunato di Massa in Ungheria a funestare una stagione nata storta. 
In Belgio, in quella strana annata, troviamo in prima fila Fisichella e Trulli, orgoglio tricolore di Force India e Toyota. Kimi a 3 decimi parte sesto, il sostituto di Massa, Luca Badoer è ultimo, mostrando tutta la ruggine di dieci anni di mancanza dalle gare.
Raikkonen a Spa, già vincitore nel 2004, 2005 e 2007, primo sino a tre giri dalla fine nel 2008, mette la firma sul suo capolavoro assoluto.
La F60 non va. Kimi il 30 agosto la fa viaggiare lo stesso. Scatta a molla, evita Button piantato in griglia, si allarga sulla via di fuga della prima curva, rientra davanti a Trulli, infila Kubica e si lancia all'inseguimento di Fisichella. Una safety car congela per due giri la corsa. E alla ripartenza, al giro 5, giusto il tempo di un respiro in apnea, che Raikkonen passa Fisichella. Primo. Per tutta la gara si terrà alle spalle l'italiano a circa 1 secondo. Senza farsi passare.
E' la sua gara più bella. Cattiva, decisa, di talento. Ha chiaramente superato i limiti della sua Ferrari. Badoer arriva ultimo a 1 minuto e 42 di distacco dal compagno di squadra.
E' l'ultima vittoria in Rosso di Raikkonen, l'ultima vittoria Ferrari a Spa.
Ma a Spa, in quello strano 2009, avrebbe potuto esserci, doveva esserci, anche il Re di Spa per eccellenza. Colui che su quella pista esordì nel 1991, vinse la sua prima gara nel 1992, e che tagliò la bandiera a scacchi per primo anche nel 1995,1996,1997,2001,2002, record assoluto. Michael Schumacher. Perchè in quel 2009 a sostituire Massa doveva essere lui. Arrivò la chiamata di Montezemolo, tornò l'entusiasmo. Si instillò nella sua mente il dubbio, la voglia di un ritorno. Quelle 7 gare sulla Rossa non potè disputarle, per via di un infortunio subito in moto e amen. Il resto è storia nota.
Cosa sarebbe potuta essere quella Spa 2009 con Kimi e Schumi sulla Rossa, insieme, in quel Gp dove il valore del pilota superò quello della scarsa monoposto?
Spa è una pista speciale. Per manici speciali. 6 volte Schumi, 5 Senna, 4 Raikkonen e Clark. Talenti purissimi.
Avrei voluto vederli insieme, a Spa, sulla Rossa, Kimi e Schumi in quel 2009.

martedì 19 agosto 2014

VADO AL MAX

Immagine tratta da redbull.com e modificata su befunky.com
La notizia è che Max Verstappen l'anno prossimo debutterà in F1 in Toro Rosso, al fianco di Kvyat. E sarà il primo pilota a correre nella massima categoria prima dei 19 anni (record appartenente alla meteora Alguersuari), precisamente a 17.
L'anno scorso l'olandese correva ancora nei kart, ma una clamorosa stagione in F3 con 8 vittorie su nove weekend (gare di tre manches), 13 podi, e il secondo posto in classifica, l'hanno posto all'attenzione di tutti gli appassionati.
Ha impressionato perchè è alla prima stagione extra kart, e sta correndo e vincendo contro gente (vedi il capoclassifica Ocon) che ha molta più esperienza sulle monoposto.
Prima la Mercedes e poi la Red Bull hanno messo gli occhi sul ragazzo, che ha scelto la casa austriaca. Ufficializzando il 12 agosto la firma con le lattine. E nel giro di una settimana, l'annuncio dell'approdo in F1.
Si tratta di un grandissimo prospetto. Veloce e coraggioso. Impressiona nella fame, nel cercare di sorpassare in piste e punti impossibili. Quello che ha dimostrato in F3 a 16 anni è un talento cristallino e tanta grinta.
Si ha la sensazione che possa essere un futuro crack.
Ovvio che ci si domanda se il debutto così giovane in F1 non possa essere controproducente e finire per tarpargli le ali. Alla fine chi si ricorda più di Alguersuari o Buemi, passati per la seconda squadra Red Bull. E lo stesso Vergne, chiamato a lasciargli il sedile, ha il futuro in F1 appeso a un filo. Ma è la faccia di una medaglia che dall'altra parte però ha visto transitare per Faenza sia Seb Vettel, quadricampione, che Mr.Sorriso Ricciardo, rivelazione della stagione 2014 con 2 vittorie all'attivo.
Insomma, la Toro Rosso è una sorta di "o la va, o la spacca". Senza una seconda occasione.
E per quel che ho visto da qualche gara in F3, da Verstappen mi aspetto che stupisca. 
Andrà e non la spaccherà. Per me è un futuro campione. 

P.S. La Red Bull nella prima squadra ha un 27enne (Vettel) e un 25enne (Ricciardo), e nella squadra junior, la Toro Rosso, il prossimo anno, avrà il futuro 17enne Verstappen e Kvyat, che nel 2015 andrà per i 21 anni. La Ferrari attualmente ha il 33enne Alonso e il 34enne Raikkonen piloti titolari. E come collaudatori De la Rosa, 43 primavere, Genè, 40, e Rigon, 28 tra qualche giorno. Con un Bianchi che a 25 anni è ritenuto ancora troppo giovane. Sicuri che anche sulla scelta dei piloti la strada Rossa sia quella giusta?

lunedì 18 agosto 2014

I MAGNIFICI 7 GOL DA CALCIOMERCATO

Immagine tratta da lusogolo.com e modificata su befunky.com
Con l'avvio della stagione 2014/15 tra campionato e coppe in Inghilterra, Francia, Germania e Olanda, ecco la classifica dei sette magnifici marcatori del fine settimana, valutati in base al loro profilo "da calciomercato". Scadenza, ruoli e costi sono indicativi e tratti dal sito transfermarkt.it.

7) Rodrigo Taddei (Perugia). Appena arrivato al "Curi", punta di diamante del Grifone nell'anno del ritorno in B, è autore della rete del vantaggio umbro al 78'. Età:34. Ruolo: esterno destro, regista. Scadenza: 30.6.2016. Costo: 200 mila.

6) Pato (SanPaolo). Il 24enne brasiliano sigla il vantaggio paulista nella vittoria 1-2 sul campo del Palmeiras. A lungo indiziato per un ritorno in Europa, è ancora alla ricerca di se stesso nel Brasileirao. Età:24. Ruolo: prima o seconda punta. Scadenza: 31.12.2015 (prestito dal Corinthians). Costo: 10 milioni. 

5) Adrian Ramos (BorussiaDortmund). Acquistato per 13 mln in estate dall'Hoffenheim, il colombiano sigla la sua prima rete nel Borussia, all 89' nell'1-4 contro il Kickers Stoccarda in Coppa. Età:28. Ruolo: esterno d'attacco o seconda punta. Scadenza: 30.6.2018. Costo: 13 milioni.

4) Anwar El-Ghazi (Ajax). L'olandese-marocchino sembra la nuova stellina in rampa di lancio nei lancieri. Esordio in prima squadra da subentrato, in due partite realizza un gol e un assist. Ieri prima rete da "pro" al 90' nel 1-3 dell'Ajax contro l'Az Alkmaar. Età:19. Ruolo: ala destra. Scadenza: 30.6.2016. Costo: 500 mila.

3) Gylfi Sigurdsson (Swansea). Bagna al 72', con la rete del clamoroso 1-2 finale contro lo United, il ritorno allo Swansea. Il centrocampista offensivo islandese proviene dal Tottenham. Età:24. Ruolo: trequartista, esterno offensivo. Scadenza: 30.6.2018. Costo: 10 milioni.

2) Memphis Depay (PSV). Quattro reti in due partite: è una vera e propria esplosione quella dell'esterno offensivo olandese, già apparso ai Mondiali brasiliani. Doppietta anche ieri, al 51' e al 73' nel 6-1 del suo PSV contro il NAC Breda. Futuro crack del mercato. Età:20. Ruolo: ala sinistra. Scadenza: 30.6.2017. Costo: 12 milioni. 

1) Eric Dier (Tottenham). Arrivato in sordina dallo Sporting Lisbona per 5 milioni, il difensore inglese fa esultare gli Spurs al 93' con la rete del decisivo 0-1 contro il West Ham. Pochettino ci avrà visto giusto? Età:20. Ruolo: difensore centrale. Scadenza: 30.6.2019. Costo: 4,5 milioni.