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lunedì 5 ottobre 2015
FMF PUB - BIRRA NUMERO 7
Un pub, due amici e due birrette. E le immancabili chiacchiere sul campionato. Vietati i non lo so e i buonismi, la regola numero uno del FMF Pub è esporsi, una risposta netta e ben motivata. Oggi rispondono alle mie domande Big_Snoop (BS) e Mancio2 (M2).
1) Scegliamo la birra. Che birra prendi?
BS: Sierra Nevada Pale Ale, ho un debole per i luppoli americani.
M2: Ovviamente un'Ichnusa, ghiacciata.
2) Milan-Napoli 0-4. In estate il Milan ha preferito prendere Mihajlovic e non Sarri. Ti svegli stamattina e sei Galliani. Un incubo in pratica. Cosa pensi? Che hai sbagliato l'allenatore o la campagna acquisti o è stata solamente una partita storta?
BS: Sono Galliani razionale, e penso: mi dimetto, in quanto il paradosso della coabitazione con la figlia del Pres è assolutamente insostenibile, perché per anni ho perso la faccia raccontando in giro delle esigenze di bilancio comprando cessi calcistici a 0 che - ovviamente - hanno fatto più pena che altro. Ed inoltre, per manifesta inadeguatezza, perché neanche coi soldi riesco a chiudere una trattativa in maniera convincente, perché non posso sbagliare scelta tecnica per 3 stagioni di fila, perché a pagare le clausole rescissorie sono bravi tutti, ma mentre gli altri fanno gli affari a 0 o poco più, io spendo 90 M per avere gli stessi problemi - abbastanza imbarazzanti - dell’anno scorso. Ma sono Galliani irrazionale, quindi mi scuso col Pres, vado a Milanello, striglio la squadra, la metto ancora più sotto pressione, non faccio scudo su Miha dando serenità all’ambiente ed esponendolo alla inutile, ennesima, improduttiva ed estenuante graticola mediatica. Il tutto perché, ovviamente, non mi rendo minimamente conto che tutto questo nasce dai miei errori.
M2: Penserei innanzitutto all'allenatore: io vedo Sarri molto più competente di Miha. Questa è stata una scelta sbagliata a mio avviso. Vado controcorrente dicendo che i soldi spesi per Romagnoli ci stanno tutti, un po' meno quelli per Bertolacci; comunque l'errore maggiore è sul mercato, costellato di trequartisti e punte e senza acquisti di spessore (escluso il sopracitato Romagnoli) in difesa. E a gennaio forse tesserano pure Boateng!
3) Il modo di stare in campo della Fiorentina e del Napoli è sorprendente. Pensi che arriveranno sino in fondo? A me della Viola entusiasma il modo di pressare, ossessivo, del Napoli la difesa alta e il giro palla, mai banale. A te?
BS: A me entusiasma come i tecnici hanno dato lustro a giocatori apparentemente persi, come Borja, Ilicic, Astori, Jorginho, Albiol, Insigne, dati frettolosamente per finiti o eterne promesse. Della Fiorentina apprezzo il sadismo, la fame, la grinta nella prima parte delle partite e la capacità di amministrare nelle seconde. Del Napoli, lo stare in campo compatto, aggressivo, corto ed espressione di una sapiente guida tecnica. Sarri con poco di più di Benitez è riuscito già a far capire quanto è superiore tecnicamente, tatticamente e - soprattutto - umanamente a livello di gestione del gruppo al Cicciobello venuto dalla Spagna. Secondo me entrambe possono arrivare in CL, vediamo poi sul resto.
M2: Della Fiorentina mi sorprende molto la condizione atletica: pressing alto dal 1' al 90' quasi senza pause: si vede la mano di Sousa qui. Del Napoli mi piacciono invece gli schemi offensivi, fatti di inserimenti alle spalle dei difensori che portano spesso al gol, e anche qui si vede la mano di Sarri. Se possono puntare allo scudetto? A mio avviso no, perlomeno allo stato attuale: la Viola ancora deve trovare bene l'amalgama, e soprattutto senza Pepito Rossi in piena forma, la paura di sbagliare è sempre dietro l'angolo; il Napoli non è intervenuto sul mercato in difesa: non si può puntare al tricolore con la coppia Albiol-Koulibaly, ma se a gennaio dovesse esserci qualche acquisto mirato, perché no?
4) Capitolo Juve. Molti la danno già fuori dal giro scudetto, per me resta la favorita. Il livello delle avversarie non pare altissimo, hanno tutte qualche problema, chi di gioco, chi in difesa, chi di personalità. Una vittoria contro il Bologna non fa primavera, ma secondo te la rimonta è possibile?
BS: Non sono d’accordo: il livello delle avversarie è nettamente più alto degli altri anni. Quest’anno oltre alla Roma, alla Lazio in ripresa e comunque terza, hai un'Inter molto più credibile e vincente, una Fiorentina tra le più pericolose in circolazione negli ultimi 20 anni, ed un Napoli che - secondo me - è al momento quella che vedo un passo avanti alle altre. Detto questo, sono di parte sulla Juve, ma tenterò d’essere obiettivo. La rimonta è possibile, ma sarà durissima e potrebbe essere la vera impresa della Juve di Allegri. La squadra c’è, nessuno schiera così tanto talento e gioventù nella metà campo avversaria, e la difesa, eccezion fatta per qualche sbavatura, è sempre la stessa. Tuttavia, perché sarà durissima: perché devi iniziare a vincere in trasferta sui campi delle contendenti. Hai già perso a Roma e Napoli. Con l’Inter a Milano capiremo chi siamo e se è lecito sognare o ridefinire - per questa stagione - gli obiettivi.
M2: La rimonta è possibile, forse non porterà al tricolore, ma al momento attuale vedo difficile che i bianconeri stiano fuori dalla lotta scudetto o dalle coppe europee. Sì, una rondine non fa primavera, ma intanto ieri ha già mangiucchiato due punti all'Inter seconda.
5) Vedere la Roma con quella sorta di 4-4-2 è stata una bella sorpresa. Del Garcia del primo anno cosa è rimasto? Se vedo questa squadra e quella di due anni fa, sinceramente non penso siano guidate dallo stesso allenatore. E' solo un fatto di interpreti cambiati, o l'atteggiamento della squadra è diverso, o Garcia è un po' confuso o semplicemente più accorto tatticamente?
BS: Non lo so, io più guardo questa Roma e più sono convinto che Garcia non sia quello che le serve per vincere. La Roma il primo anno era spavalda, sfrontata, aggressiva e non timorosa.
Il secondo anno ha messo in evidenza i limiti del tecnico e del gruppo. Il terzo anno sono arrivati grandi nomi dal mercato, e la guida tecnica non è stata cambiata. Qual è il filo conduttore del secondo e terzo anno? Grandi prestazioni accompagnate da grandi e gravi colpi a vuoto.
Penso che Garcia dopo il primo anno si sia amato troppo, convinto che la propria bravura fosse superiore alle problematiche. Le partite perse male dalla Roma, quelle che hanno aperto le varie crisi degli ultimi anni, sono state tutte propiziate da una formazione drammaticamente sbagliata dal tecnico. Non ultima, la sconfitta in Bielorussa, col tridente leggero nonostante tutto e tutti. Non lo so, non è un grande tecnico per un grande gruppo di talento, come è la Roma quest’anno. Poi magari mi sbaglio, ma non credo ci stupirà diventando quello che non è stato.
M2: Del Garcia del primo anno resta poco o nulla: le differenze di adesso (o dell'anno scorso) rispetto al primo anno sono molte, ma quella più importante è l' ''effetto sorpresa''. Appena arrivato a Roma, nessun avversario sapeva come giocava Garcia, e infatti il primo anno la squadra, pur arrivando seconda, era esplosiva. Dall'anno scorso invece le altre squadre han preso le misure, e ora non lasciano più molti spazi ai velocisti dei quali Rudi spesso abusa (Gervinho, Ibarbo, Iturbe, Salah se vogliamo prendere ad esame tutto il periodo). Al momento vedo il buon Rudi sia tatticamente accorto che confuso: ha capito che gli avversari hanno inquadrato la sua squadra, ma ancora fatica a comprendere come sorprenderli.
6) Ma l'Inter per cosa può lottare? Tutti quei muscoli, quel gioco farraginoso ma redditizio, alla lunga pagheranno o queste battute d'arresto delle ultime due gare sono il sintomo di altre difficoltà in arrivo?
BS: L’Inter farà bene, perché alla fine contano solo i 3 punti. Con la Fiorentina è stata una notte storta. Con la Samp meritavano la vittoria a mio avviso, anche per gli errori altrui. Un gioco orrendo, ma concreto, è stata già la carta vincente di Mancini al City, per quale motivo non dovrebbe riuscirci in Italia? Ed inoltre, faccio coming out, davanti hai Icardi, mio pupillo assoluto. Trovatemene uno altrettanto forte a quella età, che da solo ti cambia le partite e sta crescendo in maniera sempre più costante, credibile e spaventosa (per maggiori info, l’assist di ieri).
M2: Il nostro obiettivo dichiarato è il 3° posto, e penso che i nostri stiano lottando per quello: ovviamente quello che vien dopo è tutto di guadagnato. Questo gioco farraginoso a me piace: se pagherà, a mio avviso, dipende dall'eventuale contraccolpo psicologico dettato dal punto guadagnato in queste ultime due gare. Il gruppo mi pare molto forte mentalmente (Melo è sicuramente il migliore in questo), però dopo due soli ''stop'' non si può dare un giudizio.
7) Torno su Mihajlovic. Questo Milan, di Mihajlovic cos'ha? Non ha grinta, non ha personalità, tira in porta in pratica mai. Secondo te l'atteggiamento da "sergente di ferro" sta creando qualche casino nello spogliatoio? Li vedo davvero troppo "morti" in campo...
BS: E’ una squadra con un grande potenziale inespresso che deve vincere in poco tempo, non adatta per un progetto di lunga durata, perché l’ambiente logora più di ogni altra cosa. Se mi permetti, faccio un parallelo con la Juve di Conte. il CT per 3 anni è stato un sergente di ferro estremamente pesante. Voci di corridoio riferiscono che - nonostante le vittorie - al momento delle dimissioni, più di un giocatore abbia abbondantemente esultato. Ma con un atteggiamento molto simile ha vinto. Perché? Dov’è la differenza? Perché la Juve del primo Conte era un gruppo di per sè forte ma drammaticamente inespresso, a cui vennero aggiunti - verissimo - alcuni top (Pirlo e Licht) e vinte alcune scommesse di mercato (Vidal e Pogba). Era un gruppo di giocatori con due cojones enormi che poteva reggere una pressione del genere, ovviamente per poco tempo. Il Milan in cui è arrivato Miha è un ambiente depresso, che vive da anni uno stato semicomatoso ai limiti del fallimento, che sogna d’estate e alle idi d’ottobre vuol buttare tutto a mare. A questo sono stati aggiunti alcuni validissimi calciatori, ma non ancora pronti per diverse ragioni al palcoscenico di Milano. Aggiungiamoci una società che da ormai troppo tempo non dà certezze, comprando a metà stagione mezzi giocatori (Boateng? Siamo seri?) destabilizzando i nuovi. Logicamente, questi non sono pronti, non hanno serenità né fiducia, e non credono in loro stessi e nelle potenzialità della squadra. E uno che li bastona ancora di più, che risultati vuoi che possa produrre? Purtroppo, i grandi tecnici sanno anche capire i gruppi e interpretarli. Miha non sembra in grado di farlo, continuando a somministrare medicine inutili ad un paziente sempre più grave. Detto questo lui almeno un’idea ce l’ha, mentre Inzaghi non aveva neanche quella.
M2: Di Mihajlovic non ha nulla questo Milan: mi pare la squadra anonima di Inzaghi dello scorso anno.
8) Nazionale. Guardo il centrocampo e scuoto la testa. Non mi entusiasmano gli oriundi, ma ieri ad esempio tra Jorginho e Montolivo non c'era partita. E Saponara? Soriano e Bertolacci son davvero più forti di lui?
BS: Calma. Non facciamo come al solito gli italiani che si innamorano e disinnamorano nell’arco di un mese. Jorginho arriva da due anni di morte, ha fatto bene due mesi. Se si confermerà sarà un grandissimo passo e tornerà utile, ma non abbiamo bisogno di improvvisare convocazioni ora. Montolivo non lo amo, ma è un membro storico del gruppo, e ciò serve a dare stabilità e maturità ad una squadra nella quale - ad esempio - non abbiamo ancora visto il vero Verratti. Un calcio perdente è una costante accozzaglia di talenti senza una spina dorsale solida. Montolivo serve più a quello che ad altro. Saponara lo amo, ma non è semplicemente ancora pronto. Soriano gli è superiore perché più maturo, meno elegante, ma sicuramente con un rendimento molto vicino. Bertolacci è, volente o nolente, uno dei migliori centrocampisti di prospettiva italiani, che deve maturare in gruppo per poter non interrompere la sua crescita (mettici che gioca nel Milan, e non sarà facile quest’anno…). Saponara avrà le sue possibilità, ma non bisogna aver fretta.
M2: Neanche a me piace la storia degli oriundi, ma li utilizzano tante Nazionali, dunque per non essere svantaggiati dobbiamo farlo pure noi. Il centrocampo non mi convince per niente: mi spiace non vedere un Baselli, un Bonaventura, un Saponara, che lasciano il posto a Pirlo in pre-pensionamento, Soriano che non ha brillato molto in queste ultime uscite e Montolivo che è semplicemente scandaloso.
9) Il conto oggi lo lasciamo alla peggiore squadra vista sinora in Serie A. La mia parte la mollo volentieri a Delio Rossi, ha fatto il suo tempo...e tu?
BS: Il mio personale ballottaggio è tra Milan e Bologna, ma lo vince il Milan. Il Bologna paga una squadra assemblata in fretta, all’ultimo, ma non così male. Non servono tanti “se” perché possa risollevarsi: se Destro si sblocca, se Giaccherini rientra. E attenzione, questi fino al 70' hanno difeso e lottato contro la migliore Juve vista quest’anno in campionato. Diamogli tempo, Rossi non è uno sprovveduto. Il Milan però è molto peggio: penultima difesa del campionato, una montagna di soldi spesi, una guida tecnica sbagliata, una società ai limiti del farsesco, una squadra spompata, priva di idee e di personalità. E attenzione, lo dico da Gobbo vero, a me manca più di ogni altra squadra il vero Milan.
M2: Anche io mollo il conto a Rossi, allenatore che non mi è mai piaciuto. Mi chiedo se la situazione sarebbe potuta essere diversa con Diego Lopez in panchina...
In collaborazione con FMF - Football Manager Forum.
domenica 30 novembre 2014
LA CRITICA ROSSOBLU DELLA DOMENICA /13
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| Immagine tratta da cagliaricalcio.net e modificata su befunky.com |
Cagliari-Fiorentina 0-4 (17'Fernandez, 55'Fernandez, 69'Gomez, 74'Cuadrado).
Se Farias in carriera ha segnato 24 gol su 135 partite, se Cossu ne ha fatti 12 su 234 gare, se Ibarbo ne ha messi dentro 21 su 215 apparizioni, se Longo ha messo 3 volte il suo nome a referto nelle 36 da professionista, vorrà pur dire qualcosa.
La matematica non è un'opinione, Farias la butta dentro ogni 5,6 partite, Cossu ogni 19,5, Ibarbo ogni 10,2 e Longo ogni 12.
Quindi ci sta che in una giornata vadano a sbagliare di tutto e di più.
E si perde, e amen. E si prendono gol a ripetizione in contropiede. E quattro gol di scarto.
Farias si è mangiato l'inverosimile, Ibarbo si addormenta davanti al portiere, Cossu e i tiri in porta parlano due lingue diverse, e Longo ha preso un palo da zero metri. Le occasioni ci sono state e sono state buttate tutte al vento.
Poi.
Poi abbiamo Cragno, che sarà pure bravo con i piedi, ma qualcuno gli ha mai visto fare una parata che sia una? Per davvero. E perchè ogni tiro da lontano è magicamente gol? Sono più di una le reti incassate che fanno storcere la bocca, come la punizione odierna di Mati Fernandez. Forse è il caso di riprovare Colombi.
E Cossu è troppo innamorato del pallone. Rallenta il gioco e manda tutti in fuorigioco e si perde il tempo della giocata.
Nel primo tempo è stato sbagliato spesso l'ultimo passaggio, e i tagli di Cossu e Farias sono stati in continuazione errati.
La situazione è preoccupante.
La zona B si avvicina sempre più e questo non è una cosa buona. Specie perchè c'è un deficit di personalità evidente, emerso anche oggi dopo la seconda rete viola. L'emblema è Ibarbo, che sullo 0-2 ha spedito in campo il suo solito gemello diverso. Quello che prende palla senza mai passarla e va a sbattere contro i difensori avversari. E la Fiorentina è andata a nozze.
E comunque senza che stiamo a raccontarci balle. La squadra non è forte. Diventa forte nel momento in cui riesce a giocare, a indovinare la partita e mettere la palla in rete. Sennò, per cambiare le cose chi si fa alzare dalla panchina? Longo? Farias? Donsah? Dessena? Caio Rangel? Capello? Mah.
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lunedì 20 ottobre 2014
LA CRITICA DEL MARTEDI' /7
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- Allegri legge male la gara contro il Sassuolo: il 4-3-3 proposto nella ripresa dal tecnico livornese è il momento chiave, in negativo, del match. Nel momento in cui i neroverdi padroni di casa crollano fisicamente, alla Juve mancano le certezze di posizioni e movimenti del suo solito 3-5-2, e va in confusione. Risultato: 1-1 e Roma tritatutto che si avvicina a -1.
- Salta la prima panca, Corini al Chievo. Ok, han perso male, dopo mezz'ora erano già sotto di 3 gol a Roma, ma si giocava contro una squadra di un altro pianeta. E' pretestuoso esonerarlo per una sconfitta all'Olimpico, tanto valeva cacciarlo prima della sosta, dando a Maran due settimane in più per ambientarsi con la rosa a disposizione. Negli ultimi 3 anni il Chievo ha sempre cambiato allenatore a campionato in corso, Campedelli sta prendendo la via del mangia-allenatori. Non arrivare a mangiare il pandoro sta diventando un'abitudine. Comunque, tutto molto strano, specie perchè solo questa estate Corini aveva firmato un triennale.
- Inter e Napoli. La partita è stata indecente per 79', con due squadre timide che parevano aver paura di segnare. Poi scatta qualcosa, e la sarabanda di gol è servita. Finisce addirittura 2-2. Le difese qualcosa di inguardabile, la sagra della perdita delle marcature. Finisce con un pareggino-brodino che lascia entrambe le squadre sulla graticola. Da notare come sui 28 giocatori entrati in campo, gli italiani siano stati solo due: Ranocchia e Insigne.
- Lazio, Atalanta e Torino puntellano la classifica con i tre punti. Laziali e granata stanno trovando continuità e buone trame di gioco, specie nel caso dei biancocelesti nel primo tempo di Firenze. I bergamaschi vincono all'ultimo respiro contro il Parma, ma potrebbe essere la classica vittoria che dà tranquillità a giocatori e ambiente.
- Il Milan va. E va in contropiede. Subisce parecchio (il referto conterà 22 tiri, 8 in porta per il Verona e solo 12, 5 in porta, per i rossoneri), ma quando lancia i suoi nelle ripartenze è micidiale. La natura della creatura di Inzaghi è questa: chiudersi e ripartire. Quando prova a fare la partita, si incarta.
- La Fiorentina continua a non convincere. Perde in casa, approccia la gara nel modo sbagliato, regala il primo tempo alla Lazio. Montella non sta riuscendo a trovare qualcosa di diverso, la squadra sembra giocare troppo lontano dalla porta, anche Babacar dà il meglio di sè rientrando e tirando dal limite dell'area. Domenica ha fatto il 59% di possesso per 2 soli tiri in porta. Molti ricami, poca concretezza, e le 5 reti in 7 partite sono lì a dimostrarlo.
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giovedì 25 settembre 2014
LA CRITICA DEL VENERDI' /4
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| Immagine tratta da football365.com e modificata su befunky.com |
- Affoga il Napoli, incapace di condurre in porto una vittoria per 2-0 in casa contro il Palermo dopo 11 minuti. Benitez ha solo 4 punti, e in casa non ha ancora vinto. Il futuro si fa nebbioso, e i chiacchiericci su Mancini cominciano a farsi sempre più insistenti. Come il silenzio di DeLaurentiis un flop dopo l'altro.
- Che bello l'Empoli del primo tempo contro il Milan. Un calcio verticale, con difesa alta, coraggioso e propositivo. Due reti al Diavolo, originate da calcio piazzato, ma almeno altre 2-3 chiare occasioni da rete. Nel secondo tempo ha pagato inesperienza e tenuta atletica, ma il laboratorio Sarri, nonostante i 2 punti in graduatoria, ha buone chance di diventare una bella realtà di questa Serie A. Gioca bene anche il Palermo, che come l'Empoli ancora non vince una gara. Giocano bene e non vincono, bel problema.
- Mihajlovic e Mandorlini stanno ricalcando l'ottima stagione passata. Nonostante un ampio turnover la Samp affonda il Chievo giocando pure bene, segno che il mister tiene tutti sulla corda. E l'Hellas rimonta 2 gol al Genoa, restando imbattuta e recuperando una gara che si era fatta difficile.
- Chapeau per l'Udinese di Strama. Che sbanca l'Olimpico sponda laziale e fa 3 vittorie e 3 gare a porta imbattuta su 4 (l'unico match perso contro la Juve). Il tecnico non ha una rosa di primissimo piano e non è nuovo a partenze sprint. Resta da vedere la tenuta. Piccola nota di biasimo i 65' con undici stranieri in campo.
- La Fiorentina si sta afflosciando sui propri difetti. Ok le assenza di Rossi e Gomez (ormai croniche), ma il 73% di possesso palla contro il Sassuolo si traduce in 18 tiri, di cui però solo 2 nello specchio della porta. Forse un calcio più frizzante e verticale, a dispetto di uno compassato e di possesso, potrebbe rivitalizzare i Viola nel loro lento avvio di stagione (1 rete realizzata su 4 match).
- Zeman è ultimo. Meritatamente. Due dati: il Cagliari ha segnato solo una volta su azione (Sau a Sassuolo, perchè quello di ieri è un gol regalato da Padelli), mentre Sassuolo, Atalanta e Torino in 4 gare di campionato, hanno segnato solamente contro i sardi. Sintomo evidente che sta girando male. La mentalità e il calcio del boemo, veloce e di aggressione degli spazi, mal si adatta agli imborghesiti reduci rossoblu delle passate stagioni. Che si ostinano a toccare la palla mille volte, senza verticalizzare e lanciare negli spazi. Se la squadra e il boemo non si capiscono per nulla, sarà ancora più difficile capirsi dopo una lunga serie di sconfitte. Che continuerà.
venerdì 29 agosto 2014
COME PARTE LA SERIE A
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Da domani via alla Serie A. Ecco come si schierano sulla griglia le squadre, con il mercato che, ricordiamo, chiude lunedì:
1a FILA: Juventus. Via Conte e il 3-5-2, dentro Allegri e il 4-3-1-2. Una scommessa, ma la rosa è la stessa dello scorso anno, con Evra, Romulo, Pereyra e Morata in più. Pogba può essere la stella nel nuovo schema.
Napoli. L'uscita di scena preliminare dalla Champions, potrebbe rendere l'obiettivo Scudetto più concreto. Benitez perde Reina e Behrami e inserisce Koulibaly, DeGuzman e Michu. Migliorando di poco può vincere. Se si tengono i nervi saldi dopo Bilbao. Mertens esploderà?
2a FILA: Inter. Possibile sorpresa dell'anno. Vidic, Dodò, Medel, Mvila e Osvaldo offrono l'opportunità di un salto di qualità. Sta a Mazzarri ottenere risultati solidi. E' sulla buona strada. Kovacic nuovo crack?
Roma. Potrebbe pagare la cessione di Benatia e gli impegni di Champions, in un girone di ferro. Astori e Manolas valgono il marocchino? Iturbe si consacrerà? Se le risposte sono affermative, la Roma sarà da Scudetto. Sennò, sarà dura ripetersi per Garcia.
3a FILA: Fiorentina. Si punta alla Champions, con riti scaramantici anti infortuni. Rivedremo Rossi-Gomez con continuità? Al 100% in tutti i suoi uomini, è da podio. Montella spera e si coccola Bernardeschi, gran qualità in rampa di lancio.
Milan. A fari spenti. Ma senza Balo e Coppe, Inzaghi può essere la sorpresa stile Roma 2014. La saggezza suggerisce contropiedi a mille all'ora per esaltare El Shaarawy, che senza Mario tornerà a giocar bene. Honda e Menez potrebbero essere piacevoli riscoperte.
4a FILA: Lazio. Una mina vagante in mano a Pioli. De Vrij, Basta, Parolo e Djordjevic rafforzano le Aquile, che con il 4-3-3 potrebbero volare. Occhio a Keita, che si candida come rivelazione dell'anno.
Atalanta. Si sceglie la continuità dalle parti di Zingonia. Colantuono e il suo classico 4-4-1-1, con nuovi ragazzi da lanciare: su tutti D'Alessandro, Boakye e Zappacosta, che macina chilometri sulla fascia destra. Biava e Bianchi aggiungono esperienza.
5a FILA: Genoa. Tornato all'ovile, Gasperini è una garanzia. Con il 3-4-3 si naviga sempre in acque tranquille. Rosi e Perotti sono perfetti per il suo gioco, ma molto dipenderà dalle condizioni fisiche di Matri e Pinilla, che da anni non brillano per una stagione intera.
Parma. L'anno scorso ha stupito. Quest'anno è iniziato con le bizze di Cassano. Il solito boomerang. Tenendo in mano lo spogliatoio, gli innesti di Lodi e Belfodil compensano la partenza di Parolo. E ci si potrebbe ripetere. Se FantAntonio farà il bravo.
6a FILA: Samp. Vulcano Ferrero fa simpatia, e con Mihajlovic è in una botte di ferro. Viviano e Bergessio danno esperienza, ma le sorprese potrebbero essere Soriano, e la consacrazione di Eder o Okaka. Che nel girone di ritorno dell'anno scorso han meravigliato.
Torino. Si salutano Cerci e Immobile. Ergo, ripetersi sarà tostissima. Si dicono meraviglie di Sanchez Mino, ma le certezze saranno Molinaro, Nocerino e Quaglia. Se l'Europa non prosciugherà le forze, Ventura metterà in campo ancora un bel Toro da combattimento.
7a FILA: Udinese. Rischio Strama in panca. Strano mercato con gli arrivi stagionati di Konè e Thereau. Ma DiNatale resta una certezza assoluta, pure a 36 anni. Occhio a Widmer, Gabriel Silva e BrunoFernandes. E Muriel? Siamo sempre in attesa del suo anno buono.
Verona. Ha stupito l'anno scorso, ha rivoluzionato la rosa. Rodriguez, Rafa Marquez, Luna, Martic, Obbadi, Chrostodoulopoulos, Ionita, Valoti, Chanturia, Nenè, quasi tutti stranieri. Riuscirà Mandorlini a proporre un 4-3-3 aggressivo come l'anno passato?
8a FILA: Cagliari. Giulini porta Zeman. E Zeman porta la solita infornata di giovani. O la va, e sarà spettacolo, o la spacca, e sarà esonero. ZZ è così. Sau con il boemo non farà meno di 15 gol. Ibarbo potrà esaltare. Ceppitelli difensore da 5-6 gol di testa. Ma se Zeman non ingrana?
Chievo. Bardi, Gamberini, Biraghi, Izco, Birsa, Schelotto, Botta e MaxiLopez sono ottimi arrivi per Corini. Che dovrà trovare in fretta l'amalgama tra vecchi e nuovi. Ma la rosa sembra più competitiva del recente passato. Ed è proprio da Botta che ci si aspetta qualcosa in più.
9a FILA: Sassuolo. Restano uomini e mister della rimonta. Con Vrsaljko e Peluso in più. DiFrancesco non dovrà partir male come la scorsa stagione. Ma ha la squadra più italiana di tutte (solo tre stranieri) e un attacco Berardi-Zaza-Sansone che stuzzica e non poco.
Palermo. Cantiere aperto. La rosa attuale è nettamente sotto tutte le aspettative. Buon regista Rigoni, buon difensore il Pipo Gonzalez, ma il resto? In attacco ci sono solo Vazquez, Belotti e Dybala. Gli esterni sono Pisano e Lazaar. Ci sarà da soffrire per Iachini, o per chi lo sostituirà.
10a FILA: Empoli. Sarri è buon allenatore. Mille giovani e Moro, Tavano e Maccarone. I ragazzi son interessanti: Tonelli, Rugani, Hysaj, Verdi, Vecino, Laxalt, Aguirre. Ma saranno pronti per la A? La difesa in particolare avrebbe bisogno di almeno un uomo esperto.
Cesena. Senza un soldo, si punta tutto su Bisoli e il gruppo. La rosa non è da A. In difesa vecchi lupi di mare come Lucchini, Perico e Capelli. A centrocampo gli over30 Cascione-Coppola-DeFeudis non entusiasmano. In attacco si prega Marilungo o nonno Brienza. Aiuto.
domenica 9 marzo 2014
TANTO C'HA RAGIONE CHI FA GOL...
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| Immagine tratta da calciomercato.com |
Va detto che tutto sommato un pareggio sarebbe stato forse il risultato più giusto per questa che è stata la prima di tre sfide tra torinesi e toscani, visto anche il doppio impegno negli Ottavi di Europa League. La Fiorentina ha riscattato un primo tempo brutto e poco incisivo con un forcing finale da squadra matura e tenace, come vuole il suo allenatore, costringendo la Juve a coprirsi e rinunciare ad una punta pur di mantenere il risultato. Gli eroi dell'incredibile rimonta dell'andata (da 0-2 a 4-2 in un quarto d'ora) non sono in campo, Joaquin è malinconicamente in panchina, Pepito Rossi è ko da un paio di mesi, alla loro assenza si aggiunge anche quella pesante di Borja Valero, squalificato. A fare la differenza in negativo però è la giornata storta della linea mediana, con Pizarro che soffre terribilmente il pressing delle punte avversarie e perde palloni sanguinosi, Aquilani altrettanto impreciso e Anderson in ritardo di condizione e in debito di ossigeno già a fine primo tempo. La sfortuna ci ha sicuramente messo lo zampino, ma la reazione rimane troppo tardiva, perché regalare un tempo ad un'avversaria come la Juve è un lusso che a questi livelli non ci si può permettere.
I bianconeri centrano il quattordicesimo successo consecutivo in casa, un record che eguaglia quello del Torino del '76, che pareggiò solo l'ultima gara interna. In una giornata in cui Tevez e Llorente brillano poco, Pogba gioca una sfida "normale" e Vidal risulta troppo impreciso, basta la giocata di Asamoah, il migliore dei suoi con Marchisio (sempre più a suo agio nel ruolo "alla Pirlo"), a regalare tre punti preziosissimi alla capolista, sempre più in fuga verso il terzo scudetto consecutivo. Come domenica scorsa contro il Milan, la Juve si dimostra una volta di più pratica e spietata nello sfruttare le occasioni che le vengono concesse e a trasformarle in oro. Lo Scudetto, per ammissione dello stesso Conte, è al 50% cucito sul petto dei bianconeri, ora la vera sfida è la scalata all'Europa, a cominciare proprio dal doppio confronto con i viola. Perché vincere e scrivere nuovi record in Italia è una gran cosa, ma tornare ad alzare un trofeo internazionale può valere molto di più.
domenica 19 gennaio 2014
La Fiorentina dei Rinvigoriti
| Immagine tratta da multimedia.quotidiano.net |
Gonzalo Rodriguez, Borja Valero, Pizarro, Vargas ed ora anche Matri. Tutti calciatori che non erano più protagonisti, ma lo sono tornati sotto l'ala di Montella; e lo 0-3 odierno non è un caso. Parliamo di Matri: 1 solo goal con la maglia del Milan, dopo che in estate erano stati spesi ben 11 milioni per lui; neanche questo è un caso ed il calciatore l'ha dimostrato: doppietta più assist per il goal di Mati Fernandez. In pratica ha chiuso la partita da solo, in mezzora. Segno, questo, che la squadra sta bene e che chiunque può adattarsi al suo gioco, facile e divertente. Nulla ha potuto quest'oggi quindi il Catania di Maran, sempre più in crisi, mentalmente e caratterialmente.
|| Pagellino ||
Matri: grande protagonista preannunciato, non ha tradito le attese, anzi, ha risposto a tutti i dubbi e critiche che erano usciti nei suoi confronti; esce nell'intervallo per un problema al polpaccio, ma la gara è ormai chiusa. Voto: 8
Pizarro: questo giocatore è ormai un enigma: sembra felice, poi scontento, poi in partenza. Oggi, contro ogni aspettativa, ha dichiarato di stare bene a Firenze, dopo una grandissima partita in cui si trovava dappertutto; cala nel finale, con qualche errore di troppo. Voto: 7.5
Pasqual: il Capitano sembrava avere 20 anni: spingeva continuamente, mettendo in crisi la difesa avversaria. Suo l'assist per il primo goal in maglia viola di Matri; nel finale si fa sentire l'età e cala anche lui. Voto: 7.5
Borja Valero: non un partitone il suo, ma non ha neanche giocato male; certo, da lui ci si aspetta di più in queste partite. Voto: 6
Cuadrado: stesso discorso di Borja Valero; non riesce mai a sfondare e man mano che la partita va avanti, lui retrocede. Voto: 5.5
Catania: non si salva nessuno, neanche l'allenatore. Per dare l'idea della situazione, ad un certo punto del match i tifosi si sono messi a tifare gli avversari, fischiando i propri giocatori. Voto: 3
lunedì 13 gennaio 2014
+/- 5
| Immagine tratta da it.eurosport.yahoo.com |
Grande intensità. Si può riassumere così l'anticipo della mattinata di ieri allo Stadio Olimpico di Torino. Fiorentina e Toro hanno dato spettacolo, praticando un gioco simile con intenti però diversi: i Viola infatti premevano col consueto possesso palla, mentre gli uomini di Ventura preferivano difendersi lanciando poi Cerci in velocità. Risultato? 0-0, in un match giocato soprattutto da metà campo alla trequarti granata. E' la prova che non si può stare senza un vero punto di riferimento in avanti, cosa che di sicuro non è nelle corde di Ilicic, e che bisogna muoversi rapidamente sul mercato; chi può arrivare? I nomi sono tanti: da Cassano ad Hernandez del Palermo, passando per un Di Natale in rotta con la società. L'importante però adesso è non buttare via tutto il lavoro fatto finora. +5 sul Verona e -5 dal Napoli, esattamente a metà strada. Starà alla squadra far vedere qual'è realmente il suo valore!
|| Pagellino ||
Difesa Granata: indistruttibile. Cuadrado sempre fermato, anche nel primo dribbling in cui è spesso letale; Glik si prende tutti i tiri da fuori (4 pallonate ndr) e le palle alte; Darmian non concede nulla. Qualche brivido di troppo su Borja Valero non concede loro un 8 pieno. Voto: 7.5
Borja Valero: e dello spagnolo parliamo. Aveva voglia di riscatto e l'ha ottenuto, seppur non segnando: dirige bene il reparto avanzato, lamentandosi spesso per i mancati movimenti dei compagni ed in mancanza della punta su cui appoggiarsi, spesso tenta l'azione personale; vicino al goal in diverse occasioni. Voto: 7.5
Cerci: l'unico vero problema per la difesa Viola. Tutte le azioni granata partono da lui; stesso discorso di Borja Valero, gli è mancato solamente il goal. Voto: 7.5
Montella: incredibile vederlo tra i flop, ma le sue decisioni hanno influito pesantemente in negativo sul match: la scelta di inserire Iakovenko, demotivato e non pronto, come punta in un momento difficile della gara, in particolare, è stata sbagliata. Voto: 5
Maksimovic: non brutta la sua prestazione, se non fosse per i numerosi errori causati dal terreno in brutte condizioni, che hanno consegnato alla Fiorentina diverse occasioni da goal. Voto: 5
Iakovenko: come citato sopra, l'ucraino entra a partita in corso senza cambiare le sorti della gara; si mangia anche un goal. Voto: 4
lunedì 6 gennaio 2014
Terza di Testa
| Immagine tratta da canaleroma.it |
La cronaca: fin dai primi minuti è la squadra di Vincenzo Montella a fare la partita, con il Livorno che attacca soprattutto grazie alle ripartenze, rare nel primo tempo, ma molteplici nel secondo, quando la Fiorentina si scopre per cercare il vantaggio. Nel primo parziale, infatti, si registra un gran possesso palla Viola, ma poco incisivo e con numerosi errori, principalmente di Pizarro. Al rientro dagli spogliatoi il ritmo si alza e gli spazi si aprono. Grazie a ciò entrambe le squadre vanno molto vicine al goal: Vargas sbaglia malamente da pochi metri al 61', mentre alcuni minuti dopo tocca a Mbaye schiacciare di testa sulla parte superiore della traversa. Il goal è ora nell'aria e infatti arriva: Borja Valero da corner trova Gonzalo Rodriguez, che salta indisturbato ed insacca. Qualche minuto dopo il Livorno ha la palla del pareggio, con Paulinho che salta Neto uscito male, ma anche qui si fa trovare pronto Gonzalo, che salva di petto a porta vuota; sul successivo tiro di Greco, Neto è già tornato in porta e non ha problemi a parare. Passano i minuti e Rinaudo, in preda al nervosismo, compie un intervento da vero macellaio su Rossi, rimediando solamente un giallo; per l'italo-americano si parla di distorsione del ginocchio destro, domani la risonanza. Da quel momento è semplice amministrazione, nonostante vengano estratti un giallo dietro l'altro a causa di tutto il nervosismo accumulato.
La chiave tattica: senza dubbio la pazienza che ha avuto la Fiorentina nel gestire il possesso palla e colpire gli avversari nel momento di stanchezza, cosa che negli ultimi tempi sta diventando il punto di forza di questa squadra, che ricordo essere l'unica ad averne avuto almeno il 50% in ogni partita disputata fino ad ora.
L'uomo partita: se la giocano Neto e Rodriguez. Il secondo, in particolare, è il solito muro invalicabile: spicca su tutti i corner, in attacco e in difesa ed interviene su ogni pallone, talvolta anche su quelli dei compagni.
La sorpresa: quest'oggi Roncaglia come terzino non ha deluso, anzi, molto positivo sia dietro che davanti.
La delusione: ultimamente Borja Valero è irriconoscibile. Per quanto non si possa dirgli niente quando fa la giocata, come quest'oggi l'assist per Gonzalo, quando ci sono i passaggi semplici si complica la vita e spesso perde palla; si spera che sia soltanto una cosa passeggera e che il calciatore non ci dia peso.
La conferma: Neto, trasmette sempre più sicurezza al reparto arretrato.
La classifica: la Fiorentina raggiunge momentaneamente il Napoli a quota 36 punti, aspettando il match dei Partenopei contro la Samp di Mihajlovic ed avvicina sempre più anche la Roma, che con la sconfitta ad opera della Juve, è a soli 5 punti.
Prossime gare: 12 Gennaio Torino-Fiorentina, 19 Gennaio Catania-Fiorentina, 26 Gennaio Fiorentina-Genoa.
martedì 31 dicembre 2013
Il Pagellone Viola di fine 2013
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| Immagine tratta da Sportmediaset.it |
Neto: Dopo la conferma dell'ultimo minuto, molto criticata, ha alternato prestazioni di alto livello ad indecisioni incredibili, come ad esempio nel 4-3 contro il Verona. La tecnica c'è, la testa un po' meno; bisogna dargli fiduca. Voto: 6
Munua: Poche uscite per lui, che però dimostra di essere un'ottima riserva, vista la sua grande esperienza; Neto potrebbe imparare molto da lui. Voto: 6
Gonzalo Rodríguez: E' incredibile come un difensore del suo calibro sia stato ceduto per così poco dal Villarreal (1,5 milioni): dirige con maestria la difesa, quando un compagno non arriva su un pallone, c'è sempre lui a dargli una mano e se aggiungiamo che ha saltato solamente una partita, per squalifica, si può dire che è veramente indispensabile per questa squadra. Voto: 8
Roncaglia: Si parla di un suo possibile trasferimento: fatica a trovare spazio con Tomovic e Savic a chiuderlo e come terzino non rende al massimo delle sue capacità; a volte troppo aggressivo. Voto: 5.5
Compper: Per lui vale lo stesso discorso di Roncaglia; quando gioca alterna buone prestazioni ad altre inconsistenti, ma dal primo sostituto di Gonzalo, ci si aspetta di più. Voto: 5.5
Savic: Dopo un precampionato scandaloso, c'era già chi insinuava che potesse dimostrarsi un flop totale, ma lui non ha tradito le attese ed è infatti l'unico, assieme a Rodríguez, a poter considerarsi un titolarissimo della difesa. Voto: 7
Tomovic: Al momento è il terzino destro titolare, ma si vede che non è il suo ruolo: inguardabile nei cross e talvolta in ritardo nel gioco offensivo; prestazioni comunque discrete, anche se Pradè e Macia si stanno già muovendo per rinforzare questo ruolo. Voto: 6.5
Marcos Alonso: Impiegato spesso come vice di Pasqual, nella difesa a 4 offre sempre ottime prestazioni, mentre come esterno nel centrocampo a 5 fa molta fatica; è stato ceduto in prestito al Sunderland perchè Montella ha fiducia in lui, è molto giovane e le capacità ci sono. Voto: 6
Pasqual: Come ogni Capitano che si rispetti, mette anima e cuore in ogni partita e, difesa a 3 o 4 che sia, ci mette sempre qualità ed esperienza; non più imprescindibile, vista la rinascita di Vargas. Voto: 7
Ambrosini: In risposta a quelli che lo davano per finito o per eterno panchinaro alla Viola, lui ha saputo conquistarsi il posto a suon di prestazioni di cuore e grinta, grazie alle quali ha spinto verso la panchina il Pek; si sente l'età, però. Voto: 6.5
Pizarro: Come detto sopra, il Pek ha pian piano perso il suo posto in questa squadra: troppi mal di pancia, un Ambrosini battagliero ed alcuni errori non da lui, senza dimenticare il gesto delle manette alla Mourinho, che ha fatto infuriare Montella... Sembra essere anche lui con le valigie in mano, quando solamente 4 mesi fa era intoccabile. Voto: 5
Aquilani: Più altalenante della scorsa stagione, ma la duttilità e la tecnica che possiede lo rendono comunque importantissimo sia nel 3-5-2 che nel 4-3-3; forse dovrebbe imparare a tirare meno dalla distanza. Voto: 6.5
Borja Valero: Chi non lo ama a Firenze? E non solo per il figlio Alvaro che intona l'inno della squadra, ma per un insieme di cose: continuità, tecnica, geometrie... E se inizia anche a segnare... Gli manca soltanto una cosa: la Nazionale. Voto: 8.5
Vargas: Quello che non ti aspetti. Confermato quasi a sorpresa, dopo che si era ipotizzato un suo ritorno in Perù, in lui viene riposta un'enorme fiducia da parte di Montella, che lo fa giocare con discreta continuità ed il calciatore ripaga questa fiducia con velocità, goal e prestazioni sublimi, che fanno sognare i tifosi Viola, a cui tornano in mente i bei tempi de El Loco. Voto: 7.5
Bakic: Qualche apparizione sporadica non è sufficiente per valutarlo, ma si può dire che nonostante la giovinezza, dimostra un'ottima tecnica; completamente errata la decisione di Montella di schierarlo come vice Pizarro, come ha potuto appurare lui stesso. Un prestito sarebbe l'ideale. Voto: nc
Mati Fernández: Ci si continua a chiedere se mai esploderà: alterna partite da campione ed altre in cui non sembra neanche esserci. Voto: 5.5
Wolski: Altro giovane che necessiterebbe del prestito, anche se alcune indiscrezioni recenti parlano di cessione... E' andato anche a segno, giocando come seconda punta, dimostrando di avere un ottimo potenziale; il suo futuro è un'incognita. Voto: nc
Ryder Matos: Montella si è subito innamorato di questo attaccante brasiliano, rinominato dai media "il Bomber di Coppa" viste le sue ottime prestazioni in Europa League coronate spesso dal goal; ultimamente sta anche trovando spazio in campionato, segno che è in crescita... Ed ha solo 21 anni. Voto: 7
Ilicic: Partenza da dimenticare per l'ex Palermo, soprattutto fisicamente. Montella ha aspettato prima di fargli assaggiare il campo, gli ha dato il tempo giusto ed ora è tornato, subito in goal... E se il buon giorno si vede dal mattino... Voto: 6.5 (con fiducia)
Iakovenko: Un vero flop, finito prestissimo fuori squadra; presenta limiti evidenti e sembra non essere da Viola. Voto: 4
Joaquin: E' un vero peccato non vederlo sempre in campo, perchè quando c'è fa spesso la differenza sulla sua fascia... Ma d'altronde ha davanti un certo Cuadrado... Voto: 6.5
Rebic: Per il talento croato molti problemi fisici che ne hanno limitato il rendimento, per lui solo spezzoni di partita: da rivedere. Voto: nc
Cuadrado: Il colombiano è esploso definitivamente: con lui la squadra ha un punto di riferimento importante sulla fascia destra. Quando manca si sente e la Viola è molto meno fantasiosa; da rimproverargli solo qualche numero inutile e di troppo, ma a Firenze si spera possa rimanere a lungo... Voto: 8.5
Mario Gomez: Il tanto agognato panzer tedesco è durato poco: subito out per infortunio. Il suo rientro fortunatamente è molto vicino, sperando che faccia valere i 15 milioni spesi. Voto: nc
Rossi: Chi si sarebbe mai aspettato che Pepito, dopo due anni di grave infortunio, sarebbe tornato così devastante? Nessuno, neanche i più ottimisti... Ma ora è lassù, Capocannoniere, con una storica tripletta alla Juve alle spalle e con la Nazionale riconquistata. E' lui il Re di Firenze! Voto: 10 e lode
All. Montella: Questa è la SUA Fiorentina, che ragiona come lui vuole e mette in pratica tutti i suoi insegnamenti; in pochi anni è diventato un grande allenatore, che in molti vorrebbero, ma al momento ha affidato il suo futuro a Firenze, come testimonia il nuovo contratto firmato... Non si potrebbe voler di meglio. Voto: 9
lunedì 23 dicembre 2013
SERIE A 2014: TIRIAMO LE SOMME - SECONDA PUNTATA
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| Immagine tratta da hdtimes.it |
ATALANTA: Stagione fino a questo momento altalenante per i nerazzurri di Bergamo, in calo soprattutto nelle ultime partite. Denis è sempre il punto di riferimento, l'impressione è che qualche rinforzo sia più che necessario per gennaio. Voto 6.
BOLOGNA: Resta l'impressione di inizio anno, Diamanti è l'unica luce in una squadra con pochissima qualità e ancor meno idee. Pioli è in bilico, il nome di Baggio è sempre più insistente, ma la vera svolta deve arrivare anche dal mercato. Voto 5.
CAGLIARI: Dopo le peregrinazioni di inizio anno, il ritorno sofferto al Sant'Elia ha portato qualche punto e un po' di morale in più. Il gioco è un po' alterno, il mercato rischia di portar via qualche pezzo pregiato, la forza in più può venire da un vivaio sempre produttivo. Voto 6,5.
CATANIA: La vera delusione di inizio campionato. Delle due ottime annate precedenti non è rimasto quasi nulla, il cambio Maran-De Canio non ha portato miglioramenti, mancano geometria a centrocampo e solidità in difesa. Urgono rinforzi per ribaltare la difficile situazione. Voto 4,5.
CHIEVOVERONA: Il ritorno di Corini ha dato un po' di respiro dopo la deludente gestione Sannino, ma la strada verso la salvezza è lunghissima. Attacco arido, solo quello del Catania segna meno, e centrocampo poco solido, tutte cose su cui lavorare a gennaio. Voto 5.
FIORENTINA: L'acquisto di Gomez non ha avuto impatto, ma Giuseppe Rossi ci ha messo poco a diventare il nuovo idolo della Fiesole. Gioco e qualità non mancano, la corsa a quella Champions sfuggita lo scorso anno stavolta potrebbe concretizzarsi. Voto 7.
GENOA: Il ritorno di Gasperini ha rivitalizzato la squadra, portando punti e un po' di gioco al gruppo, oltre ad un'importante risalita in classifica. Con degli adeguamenti in rosa a gennaio la salvezza può essere meno sofferta delle ultime stagioni. Voto 6.
INTER: Il derby vinto ha rilanciato il gruppo di Mazzarri, un po' in calo nelle ultime uscite. Difesa da perfezionare visti i troppi gol subiti di recente, Thoir porterà soldi e idee per crescere, in attesa di Milito la vera arma in più in attacco è Palacio. Basterà per agguantare la Champions? Voto 6,5.
JUVENTUS: Capolista non per caso, i numeri parlano per lei. 15 vittorie su 17 partite, dalla sconfitta a Firenze nove successi di fila e un solo gol subito. Tevez-Llorente è una coppia d'attacco micidiale, che innestata in un gruppo solido e rodato può guidare i bianconeri al terzo scudetto di fila. Voto 8.
LAZIO: Se si guarda la sua classifica dello scorso anno non si può che rimanere delusi. L'effetto Petkovic sembra essersi esaurito, il gioco latita, Hernanes sembra un fantasma e Klose da solo non può bastare. Urgono rinforzi e immediati cambi di rotta, anche al timone se necessario. Voto 5.
LIVORNO: Dopo un buon inizio, i toscani stanno vivendo un periodo di calo preoccupante, che li ha riportati pericolosamente in zona retrocessione. La rosa va migliorata soprattutto in difesa e nel gioco, perché Paulinho e Siligardi non possono bastare per la salvezza. Voto 5,5.
MILAN: Il derby perso è la ciliegina sulla torta amara di questo inizio stagione. Gioco deficitario, difesa troppo leggera e centrocampo senza qualità che non supporta bene l'attacco. Rami e Honda daranno una mano in questi settori, ma per ripetere il miracolo dello scorso anno servirà molto di più. Voto 5,5.
NAPOLI: Per la rosa e il gioco espresso è ancora una pretendente allo scudetto, ma deve migliorare contro le piccole e magari adattare di più il modulo alle esigenze delle partite. Per gennaio sono annunciati rinforzi in difesa e a centrocampo, basteranno per cercare la rimonta-scudetto? Voto 7.
PARMA: Avvio stentato e lenta ripresa per i ragazzi di Donadoni, con un ottimo Parolo e un Cassano in forma per centrare finalmente un Mondiale. Il potenziale per salvarsi subito c'è, bisogna dare continuità al gioco e ritrovare i veri Amauri e Biabiany. Voto 6,5.
ROMA: Dopo i pareggi sono tornate le vittorie pesanti, il ritorno di Totti e Destro può aiutare una squadra che continua a far bene e resta l'unica imbattuta del campionato. A gennaio si aprirà con la sfida alla Juve a Torino, un risultato positivo riaprirebbe tutto in chiave scudetto. Voto 7,5.
SAMPDORIA: La cura Mihajlovic sta funzionando, sono tornate grinta e voglia di lottare, anche se si ha ancora l'impressione che manchi un vero bomber in squadra. Natale potrebbe portare una punta in regalo sotto l'albero, e magari qualche rinforzo di qualità a centrocampo. Voto 5,5.
SASSUOLO: L'inizio disastroso sembra un ricordo lontano, ma la strada per la salvezza è ancora molto lunga per la squadra emiliana. La fase difensiva va ancora registrata, contro le grandi si soffre sempre tanto, ma con le vittorie negli scontri diretti si può centrare l'obiettivo. Voto 6.
TORINO: La vera sorpresa del torneo insieme al Verona. I granata giocano bene e rendono soprattutto in casa, dopo Cerci anche Immobile sta esplodendo e convincendo sempre di più. Il gruppo c'è, e sembra lecito puntare a qualcosa di più della semplice salvezza. Voto 6,5.
UDINESE: L'impressione è che rispetto agli anni passati manchi qualcosa, e che il miracolo Europa questa volta non si possa ripetere. Di Natale non è eterno, la rosa sembra inferiore a quelle precedenti, sembra più realistico puntare alla salvezza che ad altro. Voto 5,5.
VERONA: Essere al sesto posto da neopromossa è un risultato strepitoso. Mandorlini sta rivitalizzando Toni e ha scoperto giocatori interessanti come Iturbe e Jorginho. Forse calerà nell'anno nuovo, ma finora è la rivelazione di questo campionato. Voto 7.
martedì 8 ottobre 2013
SERIE A 2014: TIRIAMO LE SOMME - PRIMA PUNTATA
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| Immagine tratta da juventiknows.com |
ATALANTA: Malino all'inizio, in risalita nelle ultime partite. Squadra praticamente identica allo scorso anno, se anche i suoi leader (Denis, Cigarini, Bonaventura) si confermano la salvezza è più che alla portata. Voto 6,5.
BOLOGNA: Il genio di Diamanti e la barba del nuovo idolo del web Moscardelli non sembrano sufficienti a questa squadra, colabrodo in difesa e alla disperata ricerca di un vero bomber. Gilardino aveva lasciato il segno lo scorso anno, Bianchi lo sta facendo molto di meno. Voto 4,5.
CAGLIARI: Meriterebbe 10 di stima per quello che sta passando da un anno e mezzo per la querelle sullo stadio, in campo la squadra è un po' altalenante (una sola vittoria alla prima di campionato) ma ha i margini per migliorare. Voto 6.
CATANIA: Ripetersi per tre anni di fila avrebbe del miracoloso, gli addii di Lodi e Gomez hanno inciso in questo avvio poco convincente, anche se le ultime partite fanno vedere una reazione. Voto 5,5.
CHIEVOVERONA: Il successo contro l'Udinese è l'unico lampo di un inizio di stagione pessimo, con un attacco stitico e una difesa poco attenta, due cose assolutamente inconciliabili per una squadra sempre votata alla solidità e alla concretezza. Voto 4,5.
FIORENTINA: Discreto inizio per i viola, colpiti dagli infortuni nel reparto offensivo e in cerca del salto di qualità dopo la Champions sfiorata, con il rientro di Gomez e un Rossi così le premesse per fare bene ci sono tutte. Voto 6,5.
GENOA: L'avventura di Liverani è durata poco e ha portato solo alla gioia del derby vinto, il ritorno di Gasperini è una scommessa ma la squadra deve ancora ritrovarsi dopo l'ennesima rivoluzione estiva, e prepararsi ad un'altra stagione di passione. Voto 5.
INTER: La batosta appena subita contro la Roma non cancella i netti progressi rispetto allo scorso anno, Mazzarri sta rigenerando giocatori come Jonathan e Alvarez e l'assenza dalle Coppe può far bene a questa squadra in cerca di riscatto. Voto 7.
JUVENTUS: Confermarsi in vetta non è mai facile, in casa bianconera qualche partenza non è stata ben gradita e la grinta dei due anni passati a volte sembra mancare, ma la voglia di vincere è intatta, e Tevez e Pogba possono essere i valori aggiunti per il tris. Voto 7,5.
LAZIO: Un anno fa Petkovic era la sorpresa, ora la squadra sembra decisamente più in difficoltà, con Klose ancora a secco e il peso di un derby perso sulle spalle, forse il mercato non ha portato i rinforzi che ci si aspettava. Voto 5,5.
LIVORNO: Per essere una neopromossa non se la passa male, squadra solida che non gioca male e porta a casa punti pesanti, magari subisce troppo contro le grandi ma se vince le partite giuste salvarsi non è un'utopia. Voto 6.
MILAN: Va bene i tanti infortuni, ma il gioco non può dipendere solo dalla vena di Balotelli e da qualche episodio, squadra con limiti evidenti in difesa e anche a centrocampo, si spera nella sosta per recuperare idee e uomini. Voto 5.
NAPOLI: Via Cavani, dentro Mertens, Albiol, Reina, Callejon e soprattutto Higuain, un affare che può garantire il definitivo salto di qualità, Benitez punta sulla serenità e sulle idee per vincere, l'Europa può essere croce e delizia, staremo a vedere. Voto 7,5.
PARMA: Inizio poco positivo, poi la netta ripresa nelle ultime giornate anche se i margini per migliorare ancora ci sono, Cassano in provincia si è spesso esaltato e di certo farà di tutto per conquistarsi il suo primo Mondiale. Voto 6.
ROMA: Dopo due anni di passione, Garcia sembra aver cambiato finalmente qualcosa nella Capitale, Totti sembra tornato un ragazzino, i nuovi acquisti funzionano e la squadra gioca bene e diverte, in più dopo 7 vittorie su 7 sognare è più che lecito. Voto 8.
SAMPDORIA: Il progetto di Rossi sembra già arrivato al capolinea, squadra con poche idee ed evidenti limiti nella costruzione del gioco, con un centrocampo senza fantasia e un attacco che ancora rimpiange il pupillo Icardi. Voto 4,5.
SASSUOLO: Dopo le goleade subite nelle prime partite c'è stato qualche passo avanti, il duo di giovani punte Zaza-Berardi è promettente, ma la difesa e il centrocampo devono migliorare parecchio per sperare in una salvezza. Voto 5.
TORINO: Buon inizio per la squadra di Ventura, che però ancora rimpiange le due vittorie sfumate negli ultimi secondi di partita, Cerci si sta confermando il faro della squadra, Ogbonna e Bianchi sono un ricordo, le premesse per far bene ci sono tutte. Voto 6,5.
UDINESE: Partenza così così per i friulani, che finora mettono fieno in cascina in casa e vanno in bianco in trasferta, Di Natale è l'eterna luce la davanti, Muriel e gli altri giovani le speranze per continuare questo incredibile progetto vincente. Voto 6.
VERONA: Se la parte di città clivense piange, quella di sponda Hellas gongola per l'incredibile inizio di stagione, belle prestazioni e punti importanti portati a casa, Toni e Iturbe sono il mix di esperienza e novità che ben rappresentano questa squadra. Voto 7.
martedì 15 maggio 2012
CONTROPAGELLONE DELLA SERIE A 2012
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| Immagine tratta da ctsnotizie.it |
Tiriamo le somme per le 20 squadre della Serie A del 2011/12:
JUVENTUS: 10-Perfetti, mai sconfitti, un gioco coinvolgente e a mille all' ora. Di più, niente. Il bello:PIRLO(10). Il brutto:ELIA e KRASIC (4).MILAN: 6,5- Potevano vincere, ma un' ecatombe di infortuni li ha fermati. Giusto confermare Allegri. Il bello:IBRAHIMOVIC (8,5). Il brutto:PATO (4,5).
UDINESE: 10- Inizia la stagione in anticipo a causa del preliminare di Champions e in Champions riesce a tornare con un finale sprint. E senza 3 titolari dell' anno passato. Il bello:DI NATALE (8,5). Il brutto:FLORO FLORES (4,5).
LAZIO: 8- A causa dell' emergenza infortuni non riesce a portare a casa un terzo posto che manteneva da mesi. Ma per tre quarti di stagione è stata sorprendente per continuità. Il bello:KLOSE (8). Il brutto:HERNANES (5).
NAPOLI: 7- Voto bassino considerando solo il campionato, a causa della sconfitta di Bologna. Ma in Champions ha fatto vedere cose straordinarie. Il bello:LAVEZZI (8). Il brutto:CAMPAGNARO (5).
INTER: 4,5- Sconvolta e sconfortata dall' anzianità dei giocatori, dalla girandola dei mister e da errori difensivi incredibili, ottiene un giustissimo sesto posto. Deludentissimo. Il bello: MILITO (8). Il brutto: LUCIO, PAZZINI, FORLAN (4).
ROMA: 5- L' impronta di gioco c'era, ma errori difensivi e scivoloni clamorosi l' hanno resa l' incompiuta numero uno di questa stagione. Colpe da dividere tra molti in società e in campo. Il bello: BORINI (7). Il brutto: KJAER (4,5).
PARMA: 7,5- Conclude in grandissima ascesa una stagione iniziata in maniera molto balbettante. Quasi in zona Europa. Incredibile qualche mese fa. Il bello:GIOVINCO (8,5). Il brutto:PALLADINO,PELLE',FLOCCARI (5).
BOLOGNA: 7,5- Ottimo per continuità dall' avvento di Pioli. Gioco non appariscente ma efficace, con due fantasisti da grande squadra. Il bello:DIAMANTI (8,5). Il brutto:ACQUAFRESCA (5).
CHIEVO: 7- Come il Bologna: continuo ed efficace, si salva in largo anticipo pure senza un vero bomber. Il bello:ACERBI, BRADLEY (7). Il brutto: PELLISSIER,PALOSCHI (5,5).
CATANIA 7- Per mesi la sorpresa del campionato, molla nelle ultime dieci partite, peccato. Organizzazione di gioco super. Il bello: LEGROTTAGLIE, LODI, BARRIENTOS, GOMEZ (7,5). Il brutto: SUAZO (sv).
ATALANTA: 7,5- Non era assolutamente facile partire da -6, dare un' impronta di gioco così buona alla squadra e salvarsi con tranquillità già ad aprile. Il bello:DENIS (8). Il brutto:BRIGHI (sv).
FIORENTINA: 4,5- Alla fine 46 punti per la disastratissima banda viola sono pure troppi. Confusione continua tra campo, panchina e scrivania. Le è andata benissimo. Il bello: JOVETIC (7,5). Il brutto:GILARDINO, AMAURI, LJAJIC (4).
SIENA: 7- Si salva con largo anticipo, con gioco convincente e ottima gestione del gruppo da parte di Sannino. Il bello:CALAIO', DESTRO (7,5). Il brutto:D'AGOSTINO, MANNINI (5).
CAGLIARI: 6= -Squadra senza gioco e un pò morta. La questione stadio, la penuria di gol. Forse il nucleo storico ha già dato tutto. Il bello:PINILLA (8). Il brutto:EL KABIR, T.RIBEIRO (4,5).
PALERMO: 5- Mai a rischio retrocessione, però una squadra che è andata in lento spegnimento, dopo le scintille iniziali. Urge una rifondazione. Il bello:MICCOLI (8). Il brutto:ILICIC, HERNANDEZ (4).
GENOA: 4- Rossoblù senza nerbo, gioco e convinzione. Si salvano per miracolo, più per demeriti leccesi sul finale che per meriti propri. Il bello:PALACIO (8). Il brutto:ZE EDUARDO, PRATTO (4).
LECCE: 6= -Rimontona spentasi proprio sul più bello nelle ultime 4 giornate, in cui quasi non ha mai tirato in porta. Peccato. Il bello:MURIEL,DI MICHELE (6,5). Il brutto:CORVIA, BOJINOV, PIATTI (4).
NOVARA: 6- Gli azzurri piemontesi danno tutto e anche oltre. Ma mancava la qualità dall' inizio. In estate ha rifiutato Muriel e Kozak. L' ha pagato. Il bello:RIGONI (8,5). Il brutto:MORIMOTO,MEGGIORINI,GRANOCHE (4,5).
CESENA: 4- Mai un accenno vero di rimonta. Qualitativamente superiore a 5-6 squadre, ma niente grinta e concentrazione. Mutu ne è il simbolo. Il bello:SANTANA (6,5). Il brutto: MUTU, IAQUINTA, VON BERGEN (5).
lunedì 14 maggio 2012
PAGELLARIO DI FINE ANNO
Immagine tratta da oleole.it
BOLOGNA: Male all'inizio con Bisoli, si è rilanciato con Pioli, che ha dato un nuovo vigore al gruppo e ha fatto esplodere definitivamente Diamanti e Ramirez, mai così efficaci e decisivi come quest'anno. Ora si apre il post-Di Vaio, ma con questa mentalità la squadra riuscirà a fare a meno del suo bomber. Voto 6,5.
CAGLIARI: Stagione altalenante, senza particolari luci, ma con l'ennesima salvezza conquistata sul campo. Indebolito in attacco rispetto al passato, ha rimediato con Pinilla a gennaio e ha scoperto un ottimo Ibarbo. Adesso bisogna risolvere una volta per tutte la questione dello stadio, e prepararsi a rimpiazzare le cessioni importanti dell'estate. Voto 6.
CATANIA: La vera rivelazione di questa stagione, su cui neanche i più ottimisti avrebbero scommesso. Montella ha dato un gioco vivace e offensivo, ha trovato la posizione giusta a Lodi, e ha saputo rinunciare al bomber Maxi Lopez per seguire il suo credo calcistico. Annata da incorniciare, anche se probabilmente molti dei protagonisti, dal mister a Lo Monaco, se ne andranno presto. Voto 7,5.
CESENA: Mutu in estate, Iaquinta e Santana a gennaio. Sulla carta, la squadra era più forte dello scorso anno, in campo ha deluso profondamente, retrocedendo presto e non mostrando mai grande convinzione in una possibile rimonta. Tutto da rifare, sperando in una pronta risalita. Voto 4,5.
CHIEVO: Solita squadra rocciosa e difficile da battere, che senza grandi nomi arriva alla salvezza con incredibile facilità. Di Carlo è stato bravo a curare la fase difensiva, a lanciare giocatori giovani come Bradley e Acerbi, e a trovare la giusta posizione a Thereau in attacco. Bella realtà. Voto 6,5.
FIORENTINA: Società nel caos, squadra spenta e senza più motivazioni. Il progetto giovani è sparito, Montolivo e Corvino hanno già le valigie in mano, la gestione tecnica non ha più né capo né coda, e l'episodio Rossi-Ljajic è stata l'amara ciliegina sulla torta. Il ritorno di Jovetic non basta, c'è molto lavoro da fare per riportare i viola nelle zone alte della classifica. Voto 4,5.
GENOA: La delusione più grande di tutte. L'ennesima rivoluzione estiva, proseguita a gennaio, ha tolto alla squadra ogni idea di gioco e di unione, e solo il caso ha salvato i rossoblu dall'emulare e raggiungere i cugini doriani in B. Davvero, tutto da rifare, magari con un po' di serietà, possibilmente senza ripetere scene come quelle con gli ultrà. Voto 4.
INTER: La fine del ciclo è arrivata, rumorosa e inesorabile. Le partenze di Eto'o e Thiago Motta, i tre cambi in panchina, il brutto gioco espresso sono il segno evidente che la squadra del triplete si è spenta, e va risistemata in estate. Stramaccioni può dare continuità al progetto giovane, ma bisogna vedere se la società gli darà fiducia. Note positive, il doppio successo nel derby e un Milito tornato grande. Voto 5,5.
JUVENTUS: La regina è lei, non ci sono dubbi. Al di là delle polemiche e dei battibecchi, Conte ha dato forma e anima a un gruppo affamato di rivincita, ha rilanciato Pirlo e Barzagli e ha saputo adattare modulo e uomini alle sue esigenze. Meritatamente campione, senza perdere nemmeno una partita, è tornata tra le grandi. Ora dovrà confermarsi, purtroppo senza il suo storico capitano Del Piero. Voto 8.
LAZIO: Agli acquisti di Klose e Lulic hanno fatto da contraltare gli infortuni, che hanno falcidiato il gruppo e hanno certamente influito sulla corsa al terzo posto. La squadra di Reja migliora di una posizione, ma come l'anno scorso chiude la stagione con l'amaro in bocca. Con meno sfortuna e una preparazione atletica più mirata e attenta, si può arrivare ancora più in alto. Voto 6,5.
LECCE: Con Di Francesco ha giocato molto e raccolto poco, con Cosmi ha mostrato più grinta e ha sfiorato una rimonta storica. Sono mancate le gambe nel finale di stagione, e forse alla lunga la scarsa qualità del gruppo ha contribuito in negativo alla retrocessione. Nota positiva, l'esplosione e la maturazione di due giovani interessanti come Cuadrado e Muriel. Voto 5,5.
MILAN: Per alcuni un fallimento, ma visti i tanti infortuni e il calendario fitto la squadra di Allegri ha avuto un gran merito a tener vivo il campionato fino all'ultimo, e con quel gol di Muntari convalidato...Ora bisogna ringiovanire e rinforzare la rosa, comprare un buon terzino sinistro e centrocampisti di qualità, ma con l'Ibra di quest'anno e meno infortuni si può tornare a vincere subito. Voto 7.
NAPOLI: Includendo Champions e Coppa Italia, la stagione sarebbe da 7,5. Conferma ad alti livelli, con Cavani ancora super, ma troppi punti persi con le piccole e passi indietro in campionato, che hanno escluso gli azzurri dall'Europa che conta. La difesa è stata il tallone d'Achille, e la partenza di Lavezzi potrebbe essere una perdita durissima per la squadra e le sue ambizioni future. Voto 6,5.
NOVARA: Gruppo volenteroso ma poco concreto, ha dimostrato presto di non essere all'altezza della Serie A. L'orgoglio dei piemontesi è stato ammirevole, ma quando sei costretto a ricorrere alla difesa a 5...Positiva la stagione di Rigoni, e i 6 punti fatti contro l'Inter sicuramente rimarranno negli almanacchi. Voto 5.
PALERMO: Doveva essere la squadra di Mutti, è diventata quella del giovane Mangia prima e dell'esperto Mutti poi. Stagione troppo altalenante, con grandi risultati in casa e pesanti sconfitte in trasferta, le cessioni importanti hanno pesato. In estate ci sarà bisogno di lavorare molto, soprattutto per tenere Miccoli. Voto 5,5.
PARMA: Inizio così così, poi il cambio di passo e il grande finale di stagione con l'arrivo di Donadoni. Squadra solida e bella da vedere, che si è affidata alla classe di un Giovinco mai così decisivo e ha chiuso il campionato in crescendo. La base è buona, con i giusti investimenti può restare in alto. Voto 7.
ROMA: Stagione difficile da interpretare, ma che presenta sicuramente dei lati positivi su cui lavorare per il futuro. Carente in difesa, troppo discontinua e disordinata se Totti e De Rossi mancano, ha un gruppo giovane e talentuoso, e con i giusti innesti può migliorare molto in futuro. Luis Enrique è durato un solo anno in panchina, vedremo se il suo successore farà meglio. Voto 6.
SIENA: Senza grandi nomi, ha stupito con la coesione del gruppo e l'efficiente sistema di gioco. L'esordiente Sannino ha avuto coraggio e sfrontatezza, ha dimostrato che sa come si allena e ha lanciato un giovane interessante come Destro. Ora attenzione al mercato estivo, e soprattutto alla Giustizia Sportiva, che con le sue sentenze potrebbe riscrivere la classifica. Voto 6,5.
UDINESE: Ha perso Sanchez, Inler e Zapata in estate, ha faticato un po' a sostituirli, ma alla fine è tornata ancora in Champions, aggrappandosi al suo totem Di Natale e mostrando per molti mesi un ottimo gioco. Società attenta, allenatore affidabile e gruppo affiatato, i bianconeri hanno tutto per rimanere tra le grandi. Vedremo come andrà con il sorteggio, e se ci saranno altre cessioni illustri. Voto 7.
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