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venerdì 3 aprile 2015

PRONOSTICANDO LA 29A

Immagine tratta da snai.it
ROMA-NAPOLI: dopo aver rotto l'incantesimo della pareggite con il successo esterno di Cesena, la Roma deve infrangere anche il tabù Olimpico (ultima vittoria in campionato il 30 novembre). Il Napoli ha vinto per l'ultima volta il 23 febbraio, e fuori perde da tre gare di fila. OVER (1,90). OK: Ibarbo, Ljajic, Higuain, Callejon. NO: Holebas, Ghoulam.
CAGLIARI-LAZIO: Zeman non ha mai vinto in casa in questa stagione, il Cagliari non vince dal 24 gennaio e ha solo 2 vittorie nelle ultime 20 gare. E' agonizzante. La lanciatissima Lazio è reduce da 6 vittorie consecutive, e incalza la Roma per il 2° posto. Ma ogni tanto ha avuto battute a vuoto clamorose lontane dall'Olimpico (k.o. con Cesena e Empoli e pareggi con Chievo e Verona). 1 (4,25). OK: Joao Pedro, Sau, F.Anderson, Klose. NO: Cossu, Braafheid.
INTER-PARMA: i nerazzurri non vincono dal 23 febbraio, da allora 2 pareggi e 2 sconfitte. In casa ha il 12° rendimento della Serie A. Per contro il Parma gioca da settimane solo per onor di firma. 1 (1,20). OK: Podolski, Shaqiri, Nocerino, J.Mauri. NO: J.Jesus, Lila.
SASSUOLO-CHIEVO: entrambe le squadre a +11 sulla zona B, potranno giocare senza particolari assilli di classifica. Il Sassuolo nelle ultime 5 partite ne ha però perse ben 4, il Chievo non subisce gol da 4 turni (in cui, ovviamente, non ha mai perso). X (3,00). OK: Sansone, Berardi, Paloschi, Schelotto. NO: Biondini, Hetemaj.
GENOA-UDINESE: il Grifone ha smarrito la vittoria da 4 turni (2 soli punti), e in casa va decisamente male: 13° rendimento del campionato. L'Udinese ne ha vinte 2 delle ultime 13, e ha il terzultimo attacco esterno della A con sole 10 reti all'attivo. 1 (2,00). OK: Borriello, Perotti, Di Natale, Widmer. NO: Edenilson, Guilherme.
VERONA-CESENA: una sola sconfitta per gli scaligeri nelle ultime cinque partite casalinghe. 11 punti sulla zona B sono tanti, ma una vittoria chiuderebbe definitivamente il discorso per gli uomini di Mandorlini. Il Cesena ha davanti l'ormai consueta ultima spiaggia, ma fuori casa zoppica parecchio (6 punti su 13 gare). 1 (1,85). OK: Toni, Jankovic, Brienza, Defrel. NO: Obbadi, Magnusson.
PALERMO-MILAN: il Palermo di Iachini ha imboccato una fase calante, con 2 punti nelle ultime 5 esibizioni. Ultima vittoria casalinga il 14 febbraio. Il Milan è un continuo saliscendi, e l'ultima volta che ha vinto in trasferta è stato quasi sei mesi fa, il 18 ottobre. GOAL (1,80). OK: Vazquez, Dybala, Menez, Destro. NO: Rispoli, Van Ginkel.
ATALANTA-TORINO: Reja non ha dato una netta scossa all'anonima stagione della Dea. L'Atalanta non vince dal 1 febbraio, e in casa ha vinto solamente 3 partite su 13, pur conservando 5 punti di vantaggio sulla zona retrocessione. Il Toro di Ventura è 7° ed è sempre un avversario ostico da affrontare. 2 (2,65). OK: Pinilla, Zappacosta, Maxi Lopez, Quagliarella. NO: Bellini, Vives.
FIORENTINA-SAMPDORIA: bella sfida al Franchi tra la 6a e la 4a forza del campionato. Bisogna vincere per restare ancorati al treno Champions. La Viola ha un solo k.o. nelle ultime 11, la Samp viene da 4 vittorie consecutive. OVER (1,90). OK: Salah, Gomez, Eto'o, Eder. NO: Richards, Regini.
JUVENTUS-EMPOLI: i 14 punti di vantaggio della Juve sulla Roma fanno dormire sonni tranquilli alla banda di Allegri, così come i 12 punti di vantaggio dell'Empoli sulla zona B. I bianconeri non perdono da 19 partite, e l'Empoli da 8. X (4,75). OK: Lichtsteiner, Tevez, Saponara, Rugani, NO: Padoin, Croce.

sabato 7 marzo 2015

PRONOSTICANDO LA 26A GIORNATA

Immagine tratta da snai.it
SAMPDORIA-CAGLIARI: contro l'Atalanta la squadra di Mihajlovic ha ritrovato la vittoria, ora l'obiettivo è di tornare a guadagnarsi i tre punti (che mancano dall'11 gennaio) anche tra le mura amiche. Contro i blucerchiati c'è un Cagliari che cola a picco, con Zola sempre più traballante, a causa di 1 solo punto nelle ultime 5 e un totale di 18 reti subite nelle 9 partite da lui dirette. 1 (1,80). OK: Muriel, Eto'o, Mpoku, Husbauer. NO: De Silvestri, Murru.
MILAN-VERONA: Inzaghi nelle ultime 10 ha battuto solo Parma e Cesena, e le 4 sconfitte interne sinora non possono far dormire sonni tranquilli, il Verona dopo aver espugnato Cagliari, è in acque tranquille con un rassicurante +8 sulla zona B. 1 (1,63). OK: Cerci, Menez, Agostini, Sala. NO: Poli, Tachtsidis.
CESENA-PALERMO: Di Carlo sta costruendo le speranze di rimonta in casa, e tra Udinese, Lazio e Juve, ha fatto ben 7 punti, mentre il Palermo esternamente è in media retrocessione, con 8 punti su 12 gare, e 1 sola vittoria, ottenuta il 1 novembre. 1 (3,00). OK: Brienza, Defrel, Vazquez, Dybala. NO: Perico, Terzi.
PARMA-ATALANTA: come potrà scendere in campo il Parma senza stipendi e con 20 giorni di inattività? Sulla carta ci son tre punti facili per Reja, all'esordio sulla panchina dell'Atalanta, anche se la Dea ha il peggior attacco esterno della A (8 gol su 13 gare). 2 (2,05). OK: Lucarelli, Cassani, Denis, Emanuelson. NO: Rodriguez, Bellini.
EMPOLI-GENOA: l'Empoli in casa è reduce da due vittorie consecutive (Chievo e Cesena), ma il Genoa fuori ha il quinto rendimento della Serie A, con 19 punti in 12 partite. GOAL (1,83). OK: Maccarone, Saponara, Perotti, Bergdich. NO: Laurini, Rincon.
UDINESE-TORINO: Strama è in crisi, con 1 vittoria nelle ultime dieci, e i tre punti casalinghi mancano addirittura dal 25 ottobre. Il Toro vola, con 12 partite senza sconfitte. X (3,10). OK: Di Natale, Allan, Maxi Lopez, Bruno Peres. NO: Wague, Moretti.
CHIEVO-ROMA: sono 5 i punti di vantaggio dei clivensi sulla zona retrocessione, tra l'altro imbattuti da due gare casalinghe. La Roma ha una conclamata pareggite: nelle ultime 8 gare, 1 vittoria (contro il Cagliari) e ben 7 "X". 2 (1,85). OK: Mattiello, Schelotto, Gervinho, Ljajic. NO: Radovanovic, De Rossi.
NAPOLI-INTER: i partenopei hanno vinto le ultime 3 gare in casa, e al San Paolo tra gol fatti e subiti sono arrivati 45 segnature in 12 partite. L'Inter naviga a metà classifica, seppure abbia vinto le ultime due trasferte a Bergamo e Cagliari. OVER (1,78). OK: Higuain, Gabbiadini, Icardi, Podolski. NO: Mesto, Brozovic. 
LAZIO-FIORENTINA: le due vere inseguitrici del Napoli nella corsa al 3° posto si incontrano lunedì all'Olimpico. La Lazio vince da 3 partite, la Fiorentina non perde da 8. GOAL (1,73). OK: Felipe Anderson, Klose, Diamanti, Gilardino. NO: Onazi, Ilicic.
JUVENTUS-SASSUOLO: la Juve in casa ha 10 vittorie, 2 pareggi, 0 sconfitte, 32 gol fatti e 7 subiti. Inarrestabile. Il Sassuolo balbetta con 1 sola vittoria nelle ultime 8. 1 (1,23). OK: Morata, Vidal, Berardi, Zaza. NO: Pereyra, Longhi.

venerdì 20 febbraio 2015

PRONOSTICANDO LA 24A

Immagine tratta da snai.it
JUVENTUS-ATALANTA: la Juve viaggia tranquilla grazie alle defaillances in serie della Roma, e, anche con il turnover, in casa è imbattibile. L'Atalanta è desolatamente quart'ultima e fuori ne ha vinta solo una delle ultime undici. NO GOAL (1,53). OK: Tevez, Marchisio, Zappacosta, Emanuelson. NO: Pereyra, Bellini.
SAMPDORIA-GENOA: la Samp è in astinenza dai tre punti da quando è arrivato Eto'o, 4 partite, il Genoa invece si è ripreso con le ultime due vittorie, e attraversa una striscia di 1 sconfitta nelle ultime 5. X (3,10). OK: Eder, Silvestre, Perotti, Niang. NO: Mesbah, Roncaglia.
LAZIO-PALERMO: gli uomini di Pioli hanno perso 2 delle ultime 3 gare in casa, e hanno un andamento piuttosto altalenante negli ultimi due mesi, il Palermo invece in casa è un leone, mentre fuori lascia molto a desiderare, con 8 punti su 11 trasferte. 1 (1,63). OK: Klose, Mauri, Vazquez, Dybala. NO: De Vrij, Terzi.
MILAN-CESENA: se Inzaghi fallisce questa, è preannunciato un terremoto sotto la sua panchina, e lo score di 1 vinta nelle ultime 8 non lo aiuterà di certo. Di Carlo ha rivitalizzato un Cesena ai minimi termini, ma fuori casa ha fatto solo 5 punti in 11 partite. 1 (1,40). OK: Menez, Destro, Brienza, Defrel. NO: Bonera, Nica.
PARMA-UDINESE: il Parma è alla canna del gas, anche se scende in campo sempre in maniera dignitosa, ma le ultime 3 tra le mura amiche le ha sempre perse. L'Udinese di Strama è in crisi con 1 vittoria sola nelle ultime 9. 2 (2,30). OK: Nocerino, Varela, Di Natale, Thereau. NO: Costa, Piris.
EMPOLI-CHIEVO: si incontrano al Castellani due squadre in salute: da una parte l'Empoli che ne ha persa solo una delle ultime cinque, dall'altra il Chievo reduce da due vittorie di fila che l'hanno portato a +4 sulla zona B. X (3,15). OK: Verdi, Maccarone, Botta, Meggiorini. NO: Mario Rui, Mattiello.
VERONA-ROMA: l'ombra lunga della crisi si staglia al Bentegodi, dove sia l'Hellas (che perde da 3 giornate di fila), che la Roma (una vittoria nelle ultime 6 gare) cercheranno di dare una sferzata al periodaccio che le attanaglia. UNDER (1,85). OK: Toni, Ionita, Gervinho, Nainggolan. NO: J.Gomez, Holebas.
FIORENTINA-TORINO: entrambe reduci dal giovedì in Europa League, la Viola non perde da sei turni, e il Toro ha fatto ancora meglio, con una serie di 10 gare senza sconfitte. 1 (1,80). OK: Salah, Diamanti, B.Peres, Benassi. NO: Richards, Farnerud.
NAPOLI-SASSUOLO: il Napoli preso a pallate a Palermo ha perso una ghiotta occasione per avvicinarsi in classifica alla Roma, il Sassuolo accusa una leggera flessione (1 successo nelle ultime sei partite). OVER (1,65). OK: Callejon, Zapata, Berardi, Zaza. NO: Albiol, Longhi.
CAGLIARI-INTER: gli uomini di Zola sono a -3 dalla salvezza, e con il nuovo tecnico non è arrivata la scossa attesa (8 punti in 7 giornate), Mancini invece pare aver iniziato una buona serie positiva (2 vittorie e un pari tra Atalanta, Palermo e Celtic). OVER (1,90). OK: Donsah, Sau, Icardi, Podolski. NO: Cop, Brozovic.

sabato 14 febbraio 2015

PRONOSTICANDO LA 23A

Immagine tratta da snai.it
SASSUOLO-FIORENTINA: lieve flessione degli uomini di Di Francesco, con una sola vittoria nelle ultime 5 partite, ma in casa ne ha persa solo una, il 27 settembre. Montella e la sua Viola vogliono consolidare il quarto posto, e in trasferta hanno un buon rendimento, con 5 vinte su 11. GOAL (1,68). OK: Berardi, Zaza, Diamanti, Salah. NO: Brighi, Kurtic.
PALERMO-NAPOLI: il Palermo in casa è una macchina da guerra, è la terza forza della Serie A, con 22 punti in 11 partite, perdendo solo il 27 settembre. Il Napoli, di contro, è reduce da un poker di vittorie totali, e un tris di bottini pieni in trasferta. GOAL (1,65). OK: Vazquez, Dybala, Higuain, Callejon. NO: Daprela, Gargano. 
MILAN-EMPOLI: il Milan di Inzaghi è 11° e ne ha vinta una delle ultime sette, deve darsi una svegliata insomma. L'Empoli è tornato alla vittoria domenica scorsa, ma fuori ne ha vinta una (a Parma) su dieci. OVER (1,92). OK: Destro, Menez, Verdi, Rugani. NO: Rami, Hysaj. 
GENOA-VERONA: Gasp non vince in casa dal 7 dicembre, ma la vittoria contro la Lazio l'ha rilanciato in 7a posizione. Il Verona continua a balbettare, e fuori non vince da due mesi (14 dicembre). 1 (1,90). OK: Perotti, Iago, Greco, Toni. NO: Bergdich, Moras. 
ATALANTA-INTER: Colantuono in casa ha un filotto di 2 vinte e 2 pari, e vuol continuare a mettere punti tra sè e la zona B. L'Inter fuori ne ha vinta solo una delle ultime 7 e naviga tristemente decima. UNDER (1,73). OK: Moralez, Pinilla, Shaqiri, Icardi. NO: Masiello, Medel.
ROMA-PARMA: l'ultima vittoria casalinga della Roma risale al 30 novembre, una vita fa. Ma incontra un Parma a -12 dalla salvezza e che fuori ne ha perse 9 su 10. Pronostico a senso unico. 1 (1,22). OK: Gervinho, Ljajic, Nocerino, Varela. NO: Astori, Santacroce.
UDINESE-LAZIO: l'Udinese in casa è in grave crisi, non vince da 6 giornate, dal 25 ottobre. La Lazio ultimamente zoppica, e fuori ne ha vinta solo una delle ultime sette. UNDER (1,73). OK: Thereau, Di Natale, Klose, Felipe Anderson. NO: Badu, Cataldi.
TORINO-CAGLIARI: 9 partite senza sconfitte per il Toro, che non si ferma più. E in più in casa ha la terza miglior difesa (8 presi su 11 gare). Il Cagliari di Zola fuori ha fatto 1 punto in 3 partite, subendo ben 9 gol. 1 (1,77). OK: Bruno Peres, Quagliarella, Mpoku, Donsah. NO: Farnerud, Avelar.
CHIEVO-SAMPDORIA: il Chievo ha appena ritrovato l'ossigeno, mettendo 2 punti tra sè e la B, ma in casa non vince da 5 turni. La Samp non vince da tre partite, e in trasferta ne ha perse solo 3 su 11. X (3,10). OK: Schelotto, Paloschi, Eder, Correa. NO: Dainelli, Wszolek.
CESENA-JUVENTUS: tecnicamente siamo a un Davide contro Golia (come dimostra la vittoria cesenate quotata a 15). Senso unico totale. NO GOAL (1,57). OK: Defrel, Brienza, Buffon, Llorente. NO: Magnusson, Pereyra.

sabato 7 febbraio 2015

PRONOSTICANDO LA 22A

Immagine tratta da snai.it
VERONA-TORINO: l'Hellas ha 6 confortevoli punti di vantaggio sulla zona B, ed è reduce da 2 vittorie consecutive in casa; di contro il Toro ha imboccato una serie positiva di 8 partite e fuori casa non perde dal derby del 30 novembre. X (3,00). OK: Greco, Saviola, Quagliarella, B.Peres. NO: Martic, Vives.
JUVENTUS-MILAN: basta un dato: la Juve non perde in casa dal 6 gennaio 2013, un'eternità, mentre il Milan in questo campionato non coglie i tre punti esterni dal 18 ottobre. 1 (1,37). OK: Pogba, Tevez, Menez, Antonelli. NO: Padoin, Essien. 
FIORENTINA-ATALANTA: in casa la Viola non va benissimo, ne ha vinta 1 delle ultime 5, ma l'Atalanta in trasferta fa le barricate, come dimostrano le sole 5 reti realizzate su 11 incontri. 1 (1,50). OK: M.Gomez, Tatarusanu, Zappacosta, Denis. NO: Tomovic, Benalouane.
SAMPDORIA-SASSUOLO: Mihajlovic è furente dopo la scoppola del 5-1 contro il Toro, e in più si è aggiunta la grana Eto'o: è necessario un buon risultato per non subire i contraccolpi di un mercato molto chiacchierato. In casa è imbattuta. Il Sassuolo fuori ha uno dei migliori attacchi: 15 reti in 11 trasferte, ma il trio Berardi-Zaza-Sansone è out per squalifica. GOAL (1,92). OK: Eder, Duncan, Lazarevic, Floro Flores. NO: Palombo, Biondini.
CAGLIARI-ROMA: Zola viene da due gare in casa vittoriose, mentre Garcia è in crisi e non vince dal 6 gennaio (trasferta di Udine). Sarà una partita imbottita di giocatori offensivi, ma ben poche punte. La difesa del Cagliari post-Zeman non si è sistemata per nulla. 2 (2,00). OK: Donsah, Ekdal, Ljajic, Totti. NO: Longo, Keita.
PARMA-CHIEVO: gli uomini (rimasti) di Donadoni sono alla deriva, e il nuovo cambio presidenziale a una cordata ancora una volta ignota, non aiuta. Il Chievo però perde da 3 partite consecutive e si è adagiato terzultimo. X (3,25). OK: Rodriguez, Belfodil, Paloschi, Pellissier. NO: Cassani, Zukanovic.
EMPOLI-CESENA: Sarri è alla ricerca della vittoria perduta il 22 novembre, il Cesena invece è reduce da due vittorie consecutive che lo pongono nel suo miglior momento stagionale, a soli 4 punti dalla salvezza. 1 (1,55). OK: Verdi, Pucciarelli, Defrel, Brienza. NO: Signorelli, De Feudis.
NAPOLI-UDINESE: da tre partite i partenopei vincono, e sono più vicini al secondo (-4) che al quarto posto (+5). L'Udinese di Strama è imbattuta da 4 trasferte, e può essere una rivale insidiosa, specie se Benitez si rischierà il turnover. 1 (1,37). OK: Hamsik, Higuain, Allan, Widmer. NO: Ghoulam, Hallberg.
INTER-PALERMO: Mancini sta sprofondando in classifica, è 13° e in casa ne ha vinta 1 sola delle ultime 5. Il Palermo si presenta a San Siro 7° e spensierato, anche se lo score di 8 punti in 10 trasferte è il terzultimo della Serie A. UNDER (1,92). OK: Kovacic, Shaqiri, Dybala, Vazquez. NO: Ranocchia, Daprela.
LAZIO-GENOA: con 1 sola vittoria nelle ultime 4, la Lazio vede il terzo posto già volato a -5, ma ritroverà Felipe Anderson, e questo potrebbe rimetterle il turbo. Il Genoa di Gasp è stato ancora una volta stravolto dal mercato, e sono 7 giornate totali che non vince e in trasferta dal 30 novembre. 1 (1,57). OK: Candreva, F.Anderson, Perotti, Iago. NO: Basta, Edenilson.

lunedì 5 gennaio 2015

PRONOSTICANDO LA 17A

Immagine tratta da snai.it
LAZIO-SAMPDORIA: è uno scontro-Champions: la Lazio di Pioli è in striscia positiva da 4 giornate, e in casa ha eretto un fortino da 5 vittorie su 7 partite. Per contro la Samp non perde da 7 e lontano da Marassi ha maturato l'unica sconfitta della propria sfolgorante stagione. Senza Gabbiadini, Mihajlovic virerà dritto sul 4-3-1-2. OK: Felipe Anderson, Djordjevic, Okaka, Rizzo. NO: Cana, Cacciatore. X (3,30).
UDINESE-ROMA: il rendimento dell'Udinese di Stramaccioni è altalenante negli ultimi mesi, e in casa non vince dal 26 ottobre. La Roma ha messo nel mirino la Juve e non vuole altri passi falsi, anche se il rendimento esterno (13 punti in 7 partite) non è da top class e ha perso Gervinho e Keita per la Coppa d'Africa. OK: Widmer, Di Natale, Nainggolan, Destro. NO: Piris, De Rossi. X (3,30).
PALERMO-CAGLIARI: sono 8 le partite senza k.o. del Palermo, che non perde dal 25 ottobre, il Cagliari è passato da Zeman a Zola e non vince esattamente dalla stessa data. Senza Sau, sarà sempre dura andare in rete. OK: Vazquez, Dybala, Avelar, Ibarbo. NO: Morganella, Cragno. 1 (1,95).
EMPOLI-VERONA: gli uomini di Sarri non perdono da 6 partite, ma nelle ultime 4 hanno sempre pareggiato. Il Verona di Mandorlini ne ha vinta 1 delle ultime 10, ed è in odore acre di crisi. E le assenze di Toni e Marquez peggiorano ulteriormente le cose. OK: Rugani, Tavano, Nico Lopez, Hallfredsson. NO: Croce, Martic. 1 (2,10).
CHIEVO-TORINO: Maran ha fatto rinascere il Chievo, portandolo a un rassicurante +4 sulla zona B, anche se in casa ha vinta solo una su 8, il Toro nelle ultime 3 partite senza sconfitte si è risollevato, ma lontano dall'Olimpico ha segnato solo 4 punti in 8 gare. OK: Paloschi, Birsa, Quagliarella, El Kaddouri. NO: Zukanovic, Gaston Silva. X (3,00).
MILAN-SASSUOLO: dopo essere uscito indenne dai match con Napoli e Roma, il Milan prosegue nell'operazione rilancio, ulteriormente fomentata dal clamoroso scambio Cerci-Pacco Torres. Il Sassuolo naviga tranquillo a metà classifica e ha perso solo una delle ultime 10. OK: Menez, El Shaarawy, Berardi, Zaza. NO: Zapata, Biondini. 1 (1,60).
GENOA-ATALANTA: il Genoa è reduce da 2 sconfitte, ma l'Atalanta fuori casa è un pianto, con 2 reti realizzate a Cagliari e poi nessuna nelle altre 7 trasferte. Il trasferimento di Pinilla proprio da Genova a Bergamo potrà incidere sul match? OK: Bertolacci, Matri, Moralez, Denis. NO: Rincon, Bellini. 1 (1,95).
PARMA-FIORENTINA: anno nuovo e vita nuova per Donadoni: nuovo presidente e l'atteso ritorno di Cassani e Paletta in una difesa da 36 reti subite in 16 partite. Montella e la Viola, archiviato l'ingrato Neto, nelle ultime 5 non hanno mai perso, e si sono affacciati all'8° posto. OK: Cassano, De Ceglie, Cuadrado, Gomez. NO: Rispoli, Kurtic. 1 (4,00).
CESENA-NAPOLI: Di Carlo prosegue ancora senza rinforzi nella sua mission impossible di tentare di salvare il Cesena. Benitez dovrebbe fare a fette i romagnoli, ma con le piccole i partenopei rischiano sempre brutte figure. OK: Carbonero, Brienza, Callejon, Higuain. NO: Leali, Britos. 2 (1,37).
JUVENTUS-INTER: prima della facile vittoria di Cagliari, la Juve aveva rallentato con i pareggi contro Sampdoria e Fiorentina, ma l'Inter ha fatto peggio, con 1 vittoria nelle ultime 7. Potrebbe essere una partita divertente. OK: Tevez, Pogba, Icardi, Kovacic. NO: Evra, Campagnaro. GOAL (1,87).

martedì 11 novembre 2014

LA CRITICA DEL MARTEDI' /11

Immagine tratta da ilgiorno.it e modificata su befunky.com
- Prosegue la marcia di testa di Juventus e Roma, che passeggiano allegramente su quel che resta del ricordo del Parma e del Toro della scorsa stagione. Avversari impauriti, arrendevoli e sempre più rassegnati ad ogni rete subita. E le big di casa nostra ne approfittano. Interessante il cambio di modulo di Allegri, che pare aver rivitalizzato le punte bianconere: da verificare con avversari più probanti. La retroguardia parmigiana è sembrata realmente troppo molle per essere vera.
- Il Napoli ha ingranato. La vittoria a Firenze può lanciare con forza le ambizioni partenopee per il terzo posto. Non perde da 8 partite, ma rimane a -4 dalla Roma e a -7 dalla Juve, distanze ancora proibitive per coltivare speranze tricolori. E' la squadra più forte alle spalle del duo di testa, l'unica ad aver vinto nel gruppetto degli inseguitori.
- Milano anche in questa 11a giornata resta incompiuta. Sulla sponda rossonera si esulta per il 2-2 ottenuto con la Sampdoria, si sono esaltati progressi di gioco rispetto alla disfatta del k.o. contro il Palermo. La realtà è distante, anche nel match di Genova si è segnato in contropiede e senza dimostrare "pulizia" o chiarezza di gioco. Bisogna trovare qualcosa di diverso, un'idea che renda più compatti e più squadra gli undici di Inzaghi. A Mazzarrilandia invece si è sempre sulle montagne russe. Ormai il barometro è impostato sul rosso di "esonero", e galleggia ogni gara un po' di più e un po' di meno, ma sempre su quella fascia. Nessuno riuscirebbe a lavorare in una situazione del genere, e men che meno Mazzarri, che soffre la pressione e lo stress più del normale. O lo si tenga, esponendosi pubblicamente in tal senso, senza ultimatum, o lo si mandi via, ma subito. Probabilmente riuscire bene o male a tenere questa situazione a galla, veleggiando comunque in zona europea, è una nota di merito per l'allenatore. Che avrà grandi colpe, magari tattiche e di gestione degli uomini, ma che almeno da un mese e mezzo sembra abbandonato alla deriva anche dalla sua dirigenza.
- Si legge che il Cesena pensa di sostituire Bisoli. Va bene che non vince dal 30 agosto, e che la squadra romagnola si è adagiata in zona B a -3 dalla salvezza, ma non penso che qualsiasi altro allenatore possa far meglio di così. La squadra c'è, lotta, riesce a rimontare dagli svantaggi, è tatticamente accorta e preparata. Paga un deficit di uomini: è una squadra da Serie B. La società la scorsa estate era sull'orlo del fallimento, e in questa stagione è riuscita a chiudere solo prestiti e parametri zero discretamente vecchiotti. Questo è il materiale a disposizione, e con Bisoli sta lottando, vende cara la pelle a ogni gara e non ha mai preso imbarcate, segno che lo spogliatoio è compatto e sul pezzo. Hai voglia di dare la scossa in panchina, ma se la rosa è questa, anche Guardiola non riuscirebbe a fare miracoli.

sabato 1 novembre 2014

I CINQUANT'ANNI DI MARCO VAN BASTEN, IL CIGNO DI UTRECHT

Immagine tratta da Wikipedia.it
"E' stato il più grande attaccante che io abbia mai allenato. Il suo ritiro è stata una tremenda sfortuna per tutti: lui stesso, il Milan, il calcio." Basterebbero queste parole, pronunciate da un guru del calcio come Fabio Capello, per spiegare a tanti giovani tifosi chi è stato Marco Van Basten, e cosa ha rappresentato nello mondo dello sport in assoluto. Oggi, nel giorno del suo cinquantesimo compleanno, è giusto e doveroso rendere omaggio ad uno dei più grandi e forti giocatori di sempre nella storia del calcio. Un talento purissimo, un mix strepitoso di potenza, intelligenza e tecnica individuato, una macchina da gol letale, che si è inceppata troppo presto, tra sfortuna e infortuni vari.
Che Van Basten fosse una sorta di predestinato si intuì fin dal suo esordio con l'Ajax: a nemmeno diciotto anni, entrò in campo al posto di un mito vivente come Johann Cruyff, e nella stessa partita si tolse la soddisfazione di mettere subito a segno il suo primo gol. Il primo di una lunghissima serie, che in breve tempo portò il "cigno di Utrecht" a diventare uno dei bomber più prolifici del panorama europeo e mondiale, e uno dei talenti più ambiti dalle grandi squadre. Il colpo lo realizzò il Milan di Sacchi e Berlusconi, che inserendo lui e il connazionale Ruud Gullit in un ottimo nucleo di talenti italiani diede vita ad una delle squadre più forti di sempre nella storia del calcio. A Milano vivrà gli anni più sfolgoranti della sua carriera, con medie realizzative altissime ed un numero impressionante di trofei, individuali e di squadra, portati a casa in Italia e in Europa. Giusto per citarne qualcuno, ricordiamo i tre Scudetti, le due Coppe dei Campioni e le altrettante Coppe Intercontinentali, i due titoli di capocannoniere della Serie A e, soprattutto, i tre Palloni d'Oro conquistati in appena cinque stagioni e mezza in maglia rossonera.
Per moltissimi difensori del nostro campionato Van Basten rappresentò un enigma irrisolvibile, un avversario impossibile da marcare. Possente fisicamente, e al tempo stesso delicato e raffinato tecnicamente, in campo a volte assomigliava ad un ballerino per le movenze felpate, e a queste doti abbinava una precisione ed una rapidità incredibile nel finalizzare ogni giocata, oltre ad un istinto spietato davanti alla porta. Presto tutto il mondo iniziò a conoscere il suo enorme talento, e il suo apice lo raggiunse nel memorabile Campionato Europeo del 1988, in cui i suoi gol trascinarono l'Olanda alla sua prima e tuttora unica affermazione a livello continentale. Memorabile, in questo senso, la rete del 2-0 nella finale contro l'Unione Sovietica, una delle più belle di sempre nella storia del calcio: un destro al volo, spettacolare e preciso, dal lato esterno dell'area di rigore, un gesto tecnico impensabile per un giocatore "normale", che ancora oggi sembra una poesia ogni volta che viene riproposto.
Una perfetta macchina da gol, insomma, se non fosse stato per quella maledetta caviglia, autentico punto debole del gigante olandese. Già reduce da due infortuni seri e ormai abituato a convivere con il dolore, nel dicembre del 1992 Van Basten decise di sottoporsi ad una operazione, con la speranza di risolvere finalmente il problema. Fu l'inizio del suo calvario, con un breve ed illusorio ritorno a fine stagione, una finale di Champions League persa con il Marsiglia e giocata nonostante il dolore ancora molto forte, quindi un nuovo ritorno sotto i ferri e la lunga, disperata rincorsa ad una forma che ormai sembrava perduta. Lottò per due anni, senza più vedere il campo, e alla fine capì che non c'era più nulla da fare e gettò la spugna: la sua carriera finì ufficialmente nell'agosto del 1995, quando aveva trent'anni, ma realmente si era conclusa due anni prima, con quella sfortunata finale di Champions League.
Dopo alcuni anni Van Basten ha cercato di ripercorrere, da allenatore, gli stessi successi ottenuti da giocatore, sia come allenatore di club che in Nazionale, ma i risultati sono stati altalenanti e non sempre positivi, ben distanti da quelli ottenuti sul campo. Anche per questo, noi nostalgici e amanti di questo sport continuiamo a ricordarlo per quel fenomeno che era con il pallone tra i piedi, quando faceva impazzire i difensori avversari e segnava tanti, bellissimi gol, in quella che è stata una carriera breve e folgorante, unica nel suo genere, per un uomo che si è sempre definito "un giocatore normale, che ogni tanto fa cose normale". Tanti auguri Marco, e grazie di tutto.

lunedì 13 ottobre 2014

UN MAZZARRI PICCOLO PICCOLO

Immagine tratta da meltybuzz.it e modificata su befunky.com
Il curriculum di Walter Mazzarri parla chiaro, mai un esonero in tredici stagioni da allenatore. Ottimi risultati raggiunti con le squadre guidate: dalla promozione in A con il Livorno, al trittico di salvezze con la Reggina (di cui una con la zavorra del -11), al biennio alla Sampdoria dove "mata" Cassano e ottiene un 6° posto da qualificazione europea, ai successi napoletani, quattro anni in cui la squadra fa il salto di qualità, stazionando sempre nei primissimi posti di classifica, cominciando a ottenere buoni risultati anche in Europa.
Ma ora Mazzarri è in crisi. Forse la prima crisi della sua (ottima) carriera. Con l'Inter il feeling è stato traballante sin dal principio, il 5° posto della stagione scorsa è stato un risultato onesto, considerato il valore della squadra, ma non ha soddisfatto appieno. 
E l'esordio di questo campionato parla di 8 punti in 6 partite e due brutte sconfitte, larghe, con Cagliari in casa e Fiorentina fuori. 
Ha un po' perso la bussola, Mazzarri. La rosa messagli a disposizione dal duo Thohir-Ausilio è oggettivamente migliore dell'anno passato, ma manca di gioco e, soprattutto, convinzione nei propri mezzi.
E qui sta la difficoltà dell'allenatore. Trasferire la propria mentalità ai calciatori, che non dovrebbero sciogliersi come neve al sole alle prime difficoltà. 
WM è fragile. Come psicologia e motivazione. 
E' celebre il suo modo di "piangere" sempre e comunque sulle decisioni arbitrali, e il costante autoincensamento della sua carriera, del suo passato, della sua gavetta e delle sue origini.
E questo, paradossalmente, non è sintomo di forza ed egocentrismo, ma piuttosto di una certa insicurezza. Spiego meglio: Mazzarri ha sempre bisogno del riconoscimento "esterno" del suo lavoro, come una sorta di pacca sulle spalle per ricordargli che è bravo. E da qui trae la sua forza: si motiva, e motiva tutti quelli che ha attorno. Spesso per ammettere le sue sconfitte o tanti pareggi, ha invocato le decisioni arbitrali che hanno cambiato l'esito di una gara. E così quando gli si domanda se sia o meno un allenatore da "grande", comincia a sciorinare il suo curriculum, con i miracoli reggini su tutti. 
Per trovare gli stimoli, ha bisogno che tutti quelli attorno a lui gli dicano che è bravo, che fa miracoli, che fa sempre il meglio possibile. 
E probabilmente il corto circuito interista, ora, sta in queste pieghe. Una nuova dirigenza che non l'ha mai sostenuto "a priori", ma che ha pensato, e forse sta pensando tuttora, anche di sostituirlo. E WM sta soffrendo questa situazione, trasmettendo tali sensazioni ai calciatori. Che manifestano insicurezza e vanno nel pallone alle prime difficoltà.
Calciatori che, per inciso, dato il basso livello di questa Serie A, possono ancora disputare un'ottima annata, se convinti e ben guidati. 
Ora la critica sta cominciando a farlo friggere, sui giornali si legge di Zenga, di Mancini, di Thohir che chiama Moratti per un parere, e Mazzarri deve avere il colpo di reni decisivo, credere in se stesso e nel suo lavoro, senza bisogno di riconoscimenti esterni, e dare una scossa a questa stagione e alla sua carriera. Sennò rimarrà un allenatore di basso profilo, un Mazzarri piccolo piccolo.

lunedì 22 settembre 2014

LA CRITICA DEL LUNEDI' /3

Immagine tratta da repubblica.it e modificata su befunky.com
- La copertina va al Verona, un Hellas di lotta di sofferenza, che dopo 3 gare è terzo in solitudine. Non fa le bollicine come la passata stagione, ma si difende in maniera veramente efficace, sfruttando tutta l'esperienza e la leadership di Rafa Marquez. La squadra non si è imbolsita, e dà battaglia su ogni pallone sprizzando umiltà da tutti i pori, nonostante un 2013/14 esaltante. E' anche matura nell'approfittare di una "Padellata" e di un rigore sbagliato dal Toro. Bravo Mandorlini, che a Verona ha trovato la sua dimensione.
- Juve e Roma viaggiano a braccetto, 9 punti, 0 gol subiti. Continuando la saga del "primo, non prenderle". Incontrano un Milan e un Cagliari ugualmente intimoriti psicologicamente dalla forza degli avversari. Quest'anno va così in Campionato. Gli avversari hanno paura, e bianconeri e giallorossi vanno sul velluto. La Roma sta vincendo anche con il turnover, la Juve pare un gradino più autoritaria e consapevole rispetto all'era Conte. Pare questo il merito di Allegri: la Vecchia Signora quest'anno sa di essere forte, e non ha bisogno di dimostrarlo correndo impazzita al 110%. Gestisce, subisce meno, si diverte. E tutto senza Pirlo, Barzagli e Vidal.
- Capitolo Milan. Pippo Inzaghi è uno che in carriera ha sempre vissuto per il gol, per segnare. Ma il suo Diavolo è senza punte, gioca con un tridente mascherato (El Shaarawy-Menez-Honda) e contro la Juve si è difeso senza pudore a tutto spiano. Nel suo Milan lui non avrebbe trovato spazio. E avrebbe detestato un tecnico così "difensivista". Come mai questa metamorfosi da tecnico? Ok la coscienza dei propri limiti e il voler giocare in contropiede, ma contro i rossoneri sembravano una squadra che si difendeva senza alcun piano a breve termine. Mal congegnate le ripartenze, si soffre moltissimo il centrocampo muscolare e poco creativo. Servirebbe un piede educato per lanciare le tre frecce offensive. Ora Pippo non deve perdere la bussola, nè farsi prendere dall'ansia. E continuare a costruire, e a crescere lui stesso, per osare ogni partita un po' di più.
- L'Inter in trasferta non vince. Pari a Torino e pari a Palermo. Le prime due fanno un Campionato a parte, quindi l'Inter è in media punti perfetta per il terzo posto. Niente allarmismi. Probabilmente si è risentito delle fatiche europee di giovedì, specie in alcuni uomini (Icardi e D'Ambrosio in primis). Nei nerazzurri è esploso Kovacic, per la gioia dell'ego di Mazzarri, ma allo stesso tempo Hernanes sembra vivere la parabola implosiva di Guarin. Il brasiliano, come il colombiano, è atteso partita dopo partita, e si sta dimostrando uno che "potrebbe, ma...". Peccato, perchè nelle prime stagioni italiane sembrava un giocatore veramente bravo. Ma si sa, i brasiliani all'improvviso diventano svogliati.  
- Benitez ricorda Tafazzi, l'autolesionista protagonista di Mai dire Gol di qualche anno fa. Il turnover non ha mai funzionato da quando siede sulla panchina del Napoli. Ieri presenta un terzetto dietro Higuain francamente impresentabile: Zuniga (fuori ruolo), Michu (un fantasma) e Insigne. 2 sconfitte con Chievo e Udinese su 3 gare. E capolinea in vista.
- Ventura e Zeman sono i decani della Serie A (66 e 67 anni) e viaggiano insieme sul fondo della classifica. In attesa di Cagliari-Torino di mercoledì. Potrebbe essere già un primo crocevia stagionale. Il problema è il gol: per il Toro sono 0 su 3 partite, con 2 rigori sbagliati e uno 0-0 in Europa League; per il Cagliari 1 rete su azione in 3 gare. I due predicano calma, ma a Torino già si sentono i primi fischi, e a Cagliari il boemo sta constatando che "i giocatori non lo capiscono". In bocca al lupo!

sabato 20 settembre 2014

PRONOSTICANDO LA 3A GIORNATA

Immagine tratta da snai.it
CESENA-EMPOLI: direttamente dalla B dello scorso anno, ecco il match tra i romagnoli e i toscani. L'anno scorso in cadetteria uno 0-0 e un 1-0 casalingo dei cesenati. I padroni di casa tutti grinta e tattica, potrebbero rendere il Manuzzi un fortino. Marilungo e Tavano da tenere d'occhio. NO GOAL (1,80).
MILAN-JUVENTUS: il patron Berlusconi da buon portafortuna si è presentato nuovamente a Milanello. Basterà? Contropiede contro sicurezza da vittorie. Ma la difesa del Milan è bucherellata. Menez, Honda, Tevez in formissima. Occhio a Pogba. 2 (2,25).
CHIEVO-PARMA: il Parma sbanda, ha fuori Biabiany, Paletta e Cassani. In difesa fa acqua. Olezzo di crisi. Il Chievo può puntare al bersaglio grosso dopo la sorprendente vittoria di Napoli. Paloschi in odore di gol. 1 (2,70).
GENOA-LAZIO: i padroni di casa hanno avuto un inizio non semplice, contro Napoli e Fiorentina. I laziali sono reduci dalla vittoria contro il Cesena. Ma in casa il Genoa ha un gran gioco offensivo, e la Lazio da trasferta potrebbe patirlo oltremisura. Pinilla in rampa di lancio. 1 (2,80).
ROMA-CAGLIARI: partita a senso unico. Con una difesa alta e balbettante, affrontare la Roma di Garcia è un suicidio. Zeman si prepari a una sonora sconfitta. Outsider del gol Florenzi o Ljajic, ma anche Pjanic o nuovamente Nainggolan. 1 (1,30).
SASSUOLO-SAMPDORIA: la Samp di Mihajlovic e Okaka (in forma Nazionale) si sta confermando dopo l'ottima seconda parte della scorsa stagione. Il Sassuolo offensivo, in casa cercherà di farsi rispettare. N.Sansone e Eder, tra i due uno si sbloccherà! GOAL (1,73).
ATALANTA-FIORENTINA: in casa i bergamaschi sono stopacchiosi, la Viola cerca ancora il primo gol in campionato. Il pragmatismo di Colantuono di solito balbetta contro Montella. Con la Dea che tira poco in porta, fanta-occasione per Neto? UNDER (1,70).
UDINESE-NAPOLI: Strama contro Rafa. Potrebbe uscirne un match imprevedibile. L'Udinese pare però più provinciale e arroccata rispetto alle ultime stagioni. Puntiamo sulla rinascita partenopea, con super Mertens e il solito Callejon. 2 (2,25).
PALERMO-INTER: Iachini già traballa, nonostante due belle prestazioni contro Samp e Verona. Mazzarri ha la fiducia di tutti e viaggia con il vento in poppa. Ma il Barbera potrebbe essere indigesto come nel 2011 e nel 2013. Handanovic in odore di +1 di imbattibilità. UNDER (1,80).
TORINO-VERONA: si addensano le prime critiche sulla difficoltà di far gol del Toro. Il Verona è imbattuto, pur non giocando come l'anno passato. Ma i granata devono dar risposte e non rimanere impelagati nelle zone basse. Molinaro e Quagliarella da schierare. 1 (1,90).

martedì 2 settembre 2014

LA CRITICA DEL LUNEDI' / 1

Immagine tratta da angolodellamicizia.forumfree.it e modificata su befunky.com
Parte la critica del lunedì, eccezionalmente di martedì per aspettare la chiusura del mercato di ieri notte.
- Il campionato riparte da dove si era interrotto. La Juve e la Roma ripartono a mille. Domano e dominano Chievo e Fiorentina, forse frenate più da una sorta di "sudditanza psicologica" che altro. Fanno già capire di essere le squadre da battere.
- Il Napoli sembra, a una prima occhiata, lo stesso Napoli dell'anno passato. Grandi spaventi, gran gioco offensivo, sciupone in Insigne, più concreto in Mertens. E con le amnesie difensive troppo frequenti, come la marcatura larga di Koulibaly su Pinilla nella rete genoana. Insomma, il solito Napoli da montagne russe con partite esteticamente molto godibili.
- Il Milan è umile e gioca in contropiede. E' conscio di evidenti limiti nella costruzione del gioco a centrocampo, e cerca di essere il più concreto possibile. Molto sveglio Pippo Inzaghi a costruire un impianto di gioco che pare adatto alle caratteristiche dei suoi uomini. 
- Senza Balotelli, El Shaarawy torna fenomeno. Tutto corsa e tecnica, si lancia dalla sinistra per accentrarsi, senza l'ingombrante presenza priva di un ruolo definito di Super Mario. L'ambiguità tattica di Balo (il vagare per il campo senza una posizione precisa), mandava a monte le sue giocate. E ora, appena il 45 è andato a Liverpool, è rinato.
- Il Cesena fa simpatia. Bisoli dovrà arrabattarsi con due centravanti del calibro di Alejandro Rodriguez e Milan Djuric. Ma intanto ha vinto contro un Parma abulico e imbolsito, dando l'anima dal 1' al 90'. Mantenendo questa intensità, potrà sopperire alle carenze tecniche. Forse.
- In una domenica dove tutti hanno notato i tanti stranieri in campo, un plauso va a Sassuolo-Cagliari. Sui 22 che hanno iniziato la gara, solo tre erano gli stranieri: Avelar, Ekdal e Farias. E di questo trittico, Ekdal è in Italia dal 2008, e Farias dal 2005. Belle anche le intenzioni di DiFrancesco e Zeman e dei loro 4-3-3. Entrambe le squadre sono da seguire.
- L'Inter ha steccato a Torino. 0-0 e un rigore parato da Handanovic. Mazzarri recrimina sull'arbitraggio e cose varie, come al solito. Sta il fatto che già insegue. Poche parole, testa bassa e molto lavoro. 

giovedì 24 luglio 2014

DENARI E ATTACCAMENTO ALLA MAGLIA

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Perchè il calcio è attaccamento alla maglia e passione dei tifosi.
No.
Il calcio è soldi. 
Fiorentina, Inter, Juventus, Milan e Roma dopo la breve fase iniziale di ritiro estivo vanno in giro per il mondo a raggranellare gettoni di presenza qua e là.
Amichevoli improbabili, location improvvisate di tornei inventati.
Tutto per far cassa. 
Il Milan, secondo quanto riportato nei giorni scorsi dalla Gazzetta, per la tournèe americana incasserà 3,5 milioni, 2 e mezzo per l'Inter, la Roma quasi un milione, la Fiorentina per il tour in Sudamerica un milioncino tondo tondo.
Competizioni prestigiose come la Guinness Cup e la Copa Euramericana. E la Juve che vola in Indonesia, Australia e Singapore per fare show.
Spesso si incontrano squadre che inizieranno il campionato un mese prima, con differenze di preparazione anche importanti. Con il rischio di batoste e figuracce dietro l'angolo.
Ha senso durante la preparazione estiva, nel momento in cui si mette più carburante per poter correre tutta la stagione, fare voli transoceanici e giocare partite con avversari con un diverso livello di forma?
Ha ragione, ragionissima, Van Gaal, che coinvolto in questi giri con il suo Manchester United ha tuonato: "Bisogna viaggiare molto, ci sono troppi voli, i giocatori devono adeguarsi al fuso orario. Non è l'ideale nel corso di una preparazione".
Ma a comandare è solo il dio denaro, per qualche milioncino si va anche in capo al mondo. Si pensa a costruire in modo sensato una squadra vincente, allenarla bene e promuoverla a forza di vittorie, o a far cassa il più possibile? Evidente la risposta.
E' chiaro che vale più un guadagno ora, che un successo domani. 
E' tutto marketing. L'Inter ha cambiato i colori sociali, con una nuova prima maglia più nera che nerazzurra, il Napoli ha una strana maglia di riserva mimetica, il Milan nella seconda ha uno stemma che non ha più il logo storico della società. In Spagna il Cultural Leonesa ha disegnato lo smoking sulla divisa e il Lugo non ha una maglietta in pratica, ma un grosso boccale di birra. In onore allo sponsor.
Ah, e la Serie A ha recentemente aperto al quarto sponsor sulla maglietta. Quello da piazzare dietro, sotto il numero. Tanto per gradire. 
Questo è il nuovo attaccamento alla maglia. L'attaccarci sopra colori e sponsor senza rispettare la tradizione. 
E ci dicono pure che i tifosi apprezzano, che dietro ci sono studi di brand, marketing, gusti e quant'altro. Alè. 

domenica 20 luglio 2014

LA CARTA ZEMAN

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E' l'anno giusto per calare la carta Zeman.
Vuoi per il nuovo corso targato Giulini, vuoi perchè il livello della Serie A sta clamorosamente calando, specie dalla decima posizione in giù. Lo scorso campionato è stato una pena, guardando al calcio giocato dalle cosiddette "pericolanti". E facciamo pure i nomi: Livorno, Bologna, Catania, Chievo, Cagliari. E' bastato poco per salvarsi, il Sassuolo ha giocato un po' bene dal ritorno di Di Francesco e tanto ha consentito di mantenere la categoria. 33 punti erano sufficienti per restare in A.
Il Cagliari si è salvato esprimendo un calcio brutto. Lento, orizzontale. Per svariate partite non si è tirato in porta. Si partiva battuti, non si è mai sfruttato il potenziale offensivo dei vari Sau, Ibarbo e Pinilla. 
I "grandi vecchi" dello spogliatoio sardo son sembrati vivere di rendita rispetto agli anni precedenti. Il 4-3-1-2 ben sfruttato da Ballardini, Allegri e Donadoni è scemato via via passando nelle mani di Ficcadenti, poi Lopez e ancora Pulga. Senza nerbo, si è giochicchiato, imboccando serie positive e serie negative di risultati, senza un preciso senso o merito. In balìa del vento e degli eventi. 
Il rischio Zeman si può correre. Il 4-3-1-2 stava morendo di morte naturale, spegnendosi man mano. Sempre peggio. Rischiando sempre di più la Serie B.
E se di morte naturale tristi e rassegnati si doveva morire, allora meglio un infarto quando si sta sorridendo, magari dato proprio dal modo di giocare del boemo.
Si giocherà per fare un gol, per fare una rete più degli avversari. Finalmente, perchè nell'ultimo biennio si entrava in campo e si aspettava. Non si sa bene cosa.
Vedremo giocatori che correranno (incredibile ripensando alle ultime gestioni), che verticalizzeranno, che attaccheranno all'arma bianca e che subiranno un bel po'. Se devi salvarti, tanto vale farlo con i fuochi d'artificio e risultati eclatanti, in bene e in male. Meglio degli sbadigli e della noia atroce, tristi compagni di viaggio degli ultimi campionati.
E ben vengano i giovani. Zeman potrà essere criticato e potrà stare antipatico, ma di certo gli si riconoscerà che non ha paura di lanciare ragazzi. Abbiamo visto Larrivey, Cabrera, Nenè, Oikonomou, Avelar, Eriksson, ThiagoRibeiro, Ibraimi. 
Peggio di così non sarà di certo. 
E tre squadre che ti arrivano dietro in questa povera Serie A si possono trovare, pure con Zeman e il suo integralismo.

lunedì 13 gennaio 2014

+/- 5

Immagine tratta da it.eurosport.yahoo.com

Grande intensità. Si può riassumere così l'anticipo della mattinata di ieri allo Stadio Olimpico di Torino. Fiorentina e Toro hanno dato spettacolo, praticando un gioco simile con intenti però diversi: i Viola infatti premevano col consueto possesso palla, mentre gli uomini di Ventura preferivano difendersi lanciando poi Cerci in velocità. Risultato? 0-0, in un match giocato soprattutto da metà campo alla trequarti granata. E' la prova che non si può stare senza un vero punto di riferimento in avanti, cosa che di sicuro non è nelle corde di Ilicic, e che bisogna muoversi rapidamente sul mercato; chi può arrivare? I nomi sono tanti: da Cassano ad Hernandez del Palermo, passando per un Di Natale in rotta con la società. L'importante però adesso è non buttare via tutto il lavoro fatto finora. +5 sul Verona e -5 dal Napoli, esattamente a metà strada. Starà alla squadra far vedere qual'è realmente il suo valore! 


|| Pagellino ||


Difesa Granata: indistruttibile. Cuadrado sempre fermato, anche nel primo dribbling in cui è spesso letale; Glik si prende tutti i tiri da fuori (4 pallonate ndr) e le palle alte; Darmian non concede nulla. Qualche brivido di troppo su Borja Valero non concede loro un 8 pieno. Voto: 7.5

Borja Valero: e dello spagnolo parliamo. Aveva voglia di riscatto e l'ha ottenuto, seppur non segnando: dirige bene il reparto avanzato, lamentandosi spesso per i mancati movimenti dei compagni ed in mancanza della punta su cui appoggiarsi, spesso tenta l'azione personale; vicino al goal in diverse occasioni. Voto: 7.5

Cerci: l'unico vero problema per la difesa Viola. Tutte le azioni granata partono da lui; stesso discorso di Borja Valero, gli è mancato solamente il goal. Voto: 7.5

Montella: incredibile vederlo tra i flop, ma le sue decisioni hanno influito pesantemente in negativo sul match: la scelta di inserire Iakovenko, demotivato e non pronto, come punta in un momento difficile della gara, in particolare, è stata sbagliata. Voto: 5

Maksimovicnon brutta la sua prestazione, se non fosse per i numerosi errori causati dal terreno in brutte condizioni, che hanno consegnato alla Fiorentina diverse occasioni da goal. Voto: 5

Iakovenko: come citato sopra, l'ucraino entra a partita in corso senza cambiare le sorti della gara; si mangia anche un goal. Voto: 4

sabato 12 maggio 2012

PrOnOsTiCaNdO vol.8


Immagine tratta da lavergogna.blog.kataweb.it
Scommessine di fine stagione.

Un weekend dove sarà duro scommettere su partite che non offrono nulla in palio.
Abbiamo scelto infatti di pronosticare senza commenti particolari, vista l'inutilità di alcune partite non solo in Serie A. I pronostici riportati, quindi, saranno per un'unica quota, quella che più ci pare possibile da pronosticare ad oggi, ed una da azzardare, quindi più difficile.

PESCARA - TORINO: gol  AZZARDO 1 fisso
FENERBACHE - GALATASARAY: gol  AZZARDO 2 fisso
BORUSSIA DORTMUND - BAYERN MONACO ( finale di coppa ): gol AZZARDO 1 fisso
JUVENTUS - ATALANTA: over 2,5 AZZARDO X
MILAN - NOVARA:  over 2,5 AZZARDO 1h
CATANIA - UDINESE: gol  AZZARDO X
GENOA - PALERMO: over AZZARDO X2
CHIEVO - LECCE: gol  AZZARDO 2
PARMA - BOLOGNA: 1 AZZARDO over 3,5
LAZIO - INTER: gol  AZZARDO 2 fisso
NAPOLI - SIENA: 1 AZZARDO under 1,5
CELTA VIGO - ALCORCON: 1  AZZARDO over 2,5
BRUGES - KORTRIJK: 1 AZZARDO over 3,5
MANCHESTER CITY - QPR: 1h AZZARDO over 3,5
SUNDERLAND - M.UTD: 2  AZZARDO over 3,5
PSG - RENNES: 1 AZZARDO gol
MONTPELLIER - LILLE: over 1,5 AZZARDO X2
TOTTHENAM - FULHAM: over 2,5 AZZARDO 1h
WEST BROMWICH - ARSENAL: over 2,5 AZZARDO 2
SANDNES - ROSENBORG :2  AZZARDO over 2,5

domenica 6 maggio 2012

RITORNO AL BIANCO E NERO

Immagine tratta da theglobeandmail.com e modificata su cartoonize.net
La Juve vince il suo meritatissimo Scudetto. Ecco i 28 motivi per i quali l' ha meritato:

  1. E' stata la squadra più forte. Senza se e senza ma. E si è visto sin dalla prima giornata.
  2. Ha uno stadio che, specie all' inizio dell' anno, ha spinto la squadra come non mai.
  3. Non ha mai perso, solo nel famigerato Milan-Juventus di Muntari ha meritato di perdere.
  4. Conte, per quanto possa risultare antipatico, è stato il protagonista di questa vittoria.
  5. La Juve ha ritrovato la mentalità della Juve, quella vera.
  6. Ripartire da due fallimenti come quelli targati Ferrara-Zac e Delneri era durissima.
  7. Il 4-3-3 o il 3-5-2 ha dato sempre alla squadra il dominio del gioco. Più unico che raro.
  8. Buffon è tornato finalmente Buffon.
  9. Pirlo è tornato Pirlo, anzi Pirlo al quadrato, il doppio più forte.
  10. Ha lo stadio più bello d' Italia, lo Juventus Stadium è un capolavoro.
  11. Nello sprint decisivo ha mantenuto testa ed una fame che cresceva sempre più.
  12. Nessun giocatore escluso ha mai fatto polemica: che fosse Del Piero, Elia o Krasic.
  13. Tanto movimento, tanta aggressività, sempre un uomo libero e possesso palla.
  14. Barzagli è stato pagato 0,3 M di euro, ed è il miglior difensore italiano attualmente.
  15. Negli scontri diretti si è sempre dimostrata complessivamente superiore.
  16. Questa Juve non è la Juve dei campioni come il Dream Team del 2006, anche per questo è più bella.
  17. Ha sfruttato il vantaggio di essere l' unica a non giocare le Coppe.
  18. Potrebbe fare l' accoppiata Scudetto-Coppa Italia.
  19. L' intelaiatura della squadra è ottima e potrebbe aprire un ciclo.
  20. Anche la dirigenza s'è dimostrata compatta, Nedved-Marotta-Paratici la nuova triade?
  21. Le polemiche e i battibecchi con il Milan han fatto tornare la vera Juve.
  22. Il gruppo è stato sempre compatto, da Del Piero a Padoin.
  23. I pareggi e gli errori dei singoli sono stati assorbiti come dal migliore degli incassatori.
  24. Perchè il Milan, anche rimaneggiato, è stato un avversario fortissimo da battere.
  25. Degli 11 della partita scudetto, solo Buffon, Pirlo e Chiellini avevano già vinto in Italia.
  26. Perchè non è lo scudetto di Tiago, Poulsen, Martinez, Andrade, Stendardo, Rinaudo. E Felipe Melo.
  27. Riemergere dalla B è stata durissima, e vincere in 6 anni è un' impresa.
  28. E' stata la squadra italiana col gioco migliore dopo il Milan di Ancelotti.
(29.) Alessandro Del Piero, che è cresciuto, ha lottato, vinto tutto, perso tutto e sceso in B, risalito in A e dato l' anima per e con la Juve.
(30.) Alessandro Del Piero, che a 37 anni, ha ricevuto la meritata ricompensa per non aver mai lasciato la sua squadra. Ed è stato protagonista anche quest' anno. Il gol vittoria alla Lazio è la cartolina di questo trionfo. E della sua carriera, come calciatore e come uomo.


sabato 5 maggio 2012

IO STO CLAMOROSAMENTE CON LUIS ENRIQUE

Immagine tratta da lastampa.it e modificata su cartoonize.net
La Roma con il pareggio interno con il Catania, porta a cinque partite l' astinenza dalla vittoria e vede sfumare matematicamente la qualificazione alla prossima Champions League.
Anche l' Europa League si allontana.
Ma la Roma è divertente! Me ne sono accorto oggi, e me ne sono accorto contro il Napoli, ovunque giochino i giallorossi, la partita è gradevole.
A tratti è la squadra più divertente, assieme alla Juve, al Catania e poche altre.
Vuoi per le amnesie difensive gigantesche, vuoi per il gioco offensivo altissimo che propone Luis Enrique. Il problema si racchiude in un dato: 52 reti subite in 37 partite.
Se la Roma investisse 15-20 milioni in due difensori centrali buoni, ottimi nelle chiusure e negli anticipi e soprattutto veloci, la squadra diventerebbe di primo livello.
I giocatori sono con il mister, i giovani e la vecchia guardia. Il tecnico di Gijon ha dimostrato di non guardare in faccia nessuno, di essere coraggioso nel lanciare giovani della Primavera nel momento del bisogno, e di lasciar fuori squadra chi sgarrava, sia nei battibecchi interni e sia nell' infrazione delle regole del gruppo.
Il personaggio Luis Enrique inoltre, non dice cose mai banali, è franco e realista, a livello comunicativo è il più interessante di quelli presenti in Serie A, probabilmente uno dei migliori comunicatori del post-Mourinho. 
Siamo sicuri che i nomi che si fanno per la sostituzione, Villas-Boas, che comunque dovrà imparare a conoscere il calcio italiano, o Montella, già allontanato alla fine della stagione passata, o Zeman, siano meglio di Luis Enrique?
Cos' ha Lucho in meno di Zeman stesso? 
Le sue partite sono sempre divertenti, e la difesa incassa e subisce tantissimo, ma anche il boemo, con questa difesa cosa avrebbe fatto? Con quel Kjaer, con Juan e Burdisso sempre rotti, il 90% degli allenatori avrebbero avuto simili difficoltà. E la batteria di terzini Taddei, Rosi, Josè Angel, Cicinho e Cassetti? Chi avrebbe fatto meglio?
La perdita di Luis Enrique, o anche le sue dimissioni a fine anno, sarebbero una sconfitta, un lavoro lasciato a metà.
Sarebbe facile salire sul carro da vincitori con i risultati di rilievo in mano.
Proviamo in Italia, una volta tanto, a portare a termine un progetto.
Note speciali del sabato:
-Di Matteo vince la FA Cup con il suo Chelsea contro il Liverpool, che risultato spettacolare per il mister che ha raccolto i cocci del pompatissimo Villas-Boas!
-Messi-Espanyol 4-0. 72 reti stagionali, 50 nella Liga. Record su record, serve dire altro? Si, ricordare che è il più forte di sempre. Senza storie.
-Il Lecce perde con la Fiorentina e al 90% scenderà in B, ha messo grinta e coraggio, ma la rimonta si è sciolta sul più bello, da qualche partita faticava a tirare in porta. Un plauso ai tifosi di Lecce, Novara e Cesena, che non hanno contestato, ma applaudito i giocatori.
Chapeau per tutti.

giovedì 3 maggio 2012

SQUADRE DI SERIE A E SQUADRE DI SERIE B

Immagine tratta da datasport.it e modificata su cartoonize.net
La Lega Calcio accoglie la richiesta della Juventus di giocare in contemporaneità rispetto al Milan, e i bianconeri giocheranno domenica alle 20:30 insieme ai rossoneri.
Parimenti la stessa Lega, boccia la medesima richiesta del Lecce, che proponeva di giocare insieme al Genoa.
Il Lecce infatti affronterà la Fiorentina sabato alle 18, mentre il Genoa andrà in trasferta ad Udine domenica alle 15.
Dunque per la lotta Scudetto è stato riservato un trattamento, mentre per quella per la permanenza in Serie A uno diverso.
E' ammissibile? Siamo in balia di una Lega Calcio inesistente, che bada agli interessi dei grandi e delle televisioni e trascura le piccole squadre. Il Lecce ha pieno diritto di contemporaneità come la Juventus.
Le richieste dovevano essere accolte oppure declinate entrambe.
Non ha senso dar la possibilità al Genoa di andare in campo conoscendo già il risultato del Lecce. Infatti in caso di sconfitta o pareggio dei giallorossi salentini, il Genoa potrebbe anche non giocare per la vittoria ed accontentarsi di pareggiare, o addirittura perdere in caso di clamorosa sconfitta del Lecce il giorno prima. E in questo modo anche la lotta Champions ne risentirebbe, dato che i rossoblù giocheranno proprio con l' Udinese.
Tutti contribuiscono nella medesima percentuale al prodotto Serie A, quindi hanno tutti ugual diritto a chiedere la contemporaneità per le gare decisive, almeno in queste gare di fine stagione.
Riportiamo la contemporaneità almeno per le ultime 4 giornate, come accadeva sino a due stagioni fa.
E' giusto stare dalla parte della Juventus, ma anche dalla parte del Lecce, ed indignarsi.
Perchè la Lega, in questo modo, ha fatto già una distinzione tra squadre di Serie A e squadre di Serie B.

domenica 29 aprile 2012

EROE PER CASO?

Foto tratta da juvenews.net

Il calcio è uno sport meraviglioso per tante ragioni; tra queste, la possibilità di trasformare un calciatore odiato e considerato inutile da tutti nel nuovo salvatore della Patria nel giro di poche partite. Ci sono stati moltissimi casi di questo genere, l'ultimo dei quali riguarda l'attaccante della Juventus Marco Borriello, che per tutti era un peso  appena una settimana fa e adesso, dopo due prestazioni convincenti condite da altrettante reti, si è trasformato in un'arma in più nella volata bianconera verso lo Scudetto.
L'annata dell'ex attaccante di Genoa, Milan e Roma non era iniziata nel migliore dei modi, con la scarsa considerazione del suo allenatore Luis Enrique mentre era in giallorosso e pochissime partite disputate, senza mai riuscire a lasciare il segno e a trovare la rete. A gennaio, Borriello è stato scaricato definitivamente dal club romano, il tutto dopo un solo anno di permanenza nella Capitale e dopo che già il Milan aveva rinunciato a lui per puntare su nuovi campioni come Ibrahimovic, Robinho e Cassano. Non che la nuova squadra sia inferiore alle precedenti, anzi: da Roma, l'attaccante napoletano si trasferisce a Torino, sponda bianconera, e viene inserito in un gruppo affamato di vittoria e caricato dalla grinta del nuovo allenatore Antonio Conte e dall'euforia di un campionato finalmente ai vertici dopo due stagioni buie. Il suo arrivo però non viene preso bene dai tifosi della Juve, arrabbiati perché a loro dire Borriello l'estate precedente aveva rifiutato un trasferimento sotto la Mole perché desideroso di giocare la Champions e lottare per lo scudetto nella Roma di Totti e Ranieri; un comportamento inaccettabile secondo i supporters bianconeri, che infatti lo accolgono a Lecce con uno striscione piuttosto chiaro:"Borriello mercenario senza onore e senza dignità".
Nonostante le premesse poco favorevoli, Conte lo difende da subito e gli da fiducia, mandandolo in campo già la settimana seguente contro il Cagliari e schierandolo titolare contro la sua ex-squadra, la Roma, nei Quarti di Finale della Coppa Italia. Le prestazioni di Borriello però non sono affatto all'altezza, anche perché il giocatore non è in buone condizioni fisiche e soffre per lo scarso impiego dei mesi precedenti, oltre ad aver bisogno di tempo per inserirsi negli schemi di allenatore e compagni. Neanche col passare del tempo e nelle partite successive, tuttavia, il rendimento dell'attaccante mostra segnali di miglioramento, e l'ambiente bianconero si chiede come possa essere davvero lui l'arma in più per arrivare allo Scudetto. Borriello accetta le critiche che gli piovono addosso con sempre maggiore insistenza, rimane in silenzio e continua a lavorare duramente, cercando di mettersi in mostra nei minuti che Conte gli concede e confidando di riuscire a sbloccarsi prima o poi. L'occasione del riscatto finalmente arriva: nella trasferta di Cesena, contro una squadra chiusa in difesa e con la Juve che ha bisogno di segnare per non perdere punti preziosi, l'attaccante subentra nella ripresa e a pochi minuti dalla fine del match segna la sua prima rete in bianconera, quella che vale la vittoria finale; è il 25 aprile, festa della Liberazione Italiana, il giorno giusto per liberare Borriello dalla sua maledizione. Appena quattro giorni dopo, a Novara, gioca da titolare e segna il secondo gol, stavolta non decisivo per la vittoria finale, ma comunque importantissimo per alimentare la fiducia personale del giocatore e farlo diventare l'uomo della Provvidenza, il nuovo eroe nella corsa allo Scudetto; lui stesso acquista nuovi consensi anche tra i tifosi, dedicando la rete di Cesena ad Andrea Fortunato, giovane bianconero scomparso 17 anni prima e rimasto da sempre nei cuori juventini.
Ora che ha raggiunto la forma migliore e si è sbloccato, Borriello non è più considerato una riserva inutile, gode della piena stima di Conte e dei suoi compagni, e può davvero essere l'uomo in più sotto porta nelle ultime 3 partite che separano la Juve dalla conquista del titolo.
Lui però non sembra fare una piega, è pronto a rimettersi a lavorare sodo e a correre come e più di tutti per non interrompere il suo ottimo momento e convincere la dirigenza, finora piuttosto scettica, a riscattarlo in estate; il suo infatti è solo un prestito, e per tenerlo Marotta e Agnelli dovranno sborsare 8 milioni di euro, non pochi per un giocatore vicino ai trent'anni. Ma chissà, nel calcio come detto nulla è scritto, e ci vuole davvero poco per essere amati o odiati dai propri tifosi, a volte basta un solo gol. Come quello di Amauri, un altro attaccante che gli juventini hanno sempre considerato un bidone, e che dopo la cessione alla Fiorentina ha segnato solo una volta: contro il Milan, nella partita che ha ridato ai bianconeri la vetta della classifica. I casi del calcio, appunto...