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martedì 4 novembre 2014

LA CRITICA DEL MARTEDI' /10

Immagine tratta da corrieredellosport.it e modificata su befunky.com
- Genova in paradiso. La Samp del vulcanico Presidente Ferrero è terza e continua la sua marcia trionfale. Batte la Fiorentina, ma soprattutto cambia modulo e fa un bel turnover. Proprio come una grande, o aspirante tale. Mihajlovic ha costruito un giocattolo perfetto, motiva alla grande i suoi uomini ed è tatticamente preparato. Il Genoa continua la sua serie positiva dando spettacolo a Udine: poche balle, il laboratorio rossoblu è l'ambiente ideale di Gasp. Che pare non essersene mai andato. C'è molto di suo in questo quinto posto con vista europea, e il 3-4-3 così criticato nel periodo interista è la sua marcia in più.
- Milano affonda. La crisi di Milan e Inter va al di là delle gare perse, male, contro Palermo e Parma. Restando al rettangolo verde, non c'è uno straccio di gioco da nessuna delle due parti del Naviglio. Tutto è affidato ad azioni estemporanee dei calciatori più talentuosi, e spesso non basta. Il Milan è totalmente in confusione, non si sa cosa vuol fare, tatticamente, da grande: se il contropiede, se un calcio fisico, se un calcio offensivo, se usare una prima punta o un falso nueve. Si brancola nel buio, Inzaghi non pare avere le idee molto chiare. Certo è che quel centrocampo lì, non lo aiuta. Mazzarri deve fare i conti, 7-0 con il Sassuolo a parte, con 2 reti su azione nelle restanti 9 gare. Una miseria. E non piace ai propri tifosi, che lo vedono troppo provinciale. WM è in difficoltà, non sa come dare una svolta e un gioco ai suoi. L'Inter è lenta, avanza lentamente, è macchinosa. E Mazzarri pare un po' rassegnato, forse ha troppa pressione addosso e non riesce a gestirla positivamente.
- Napoli in festa. Se il Napoli è questo, tutto dinamismo, corsa, concentrazione difensiva, allora è possibile la rimonta per i primissimi posti. Ma deve riuscire a proporre calcio anche in trasferta. Con convinzione e determinazione il Napoli può battere chiunque, compresa la Juve meno affamata di Allegri e la Roma stanca di Garcia.
- Si muove la parte bassa della classifica. Delle ultime dieci in graduatoria perdono solo Cagliari e Empoli. Sono vittorie che possono dare un grosso slancio quelle del Parma e Palermo. Il pareggino brutto da vedere di Chievo e Sassuolo, serve più ai neroverdi che ai clivensi, l'Atalanta con lo 0-0 di Torino fa un buon punto, ma accentua una stitichezza imbarazzante (4 gol in 10 gare). Il Cesena pareggia in casa, e prosegue la sua preoccupante astinenza da vittoria che va avanti dal 30 agosto.

lunedì 20 ottobre 2014

LA CRITICA DEL MARTEDI' /7

Immagine tratta da daringtodo.com e modificata su befunky.com
- Allegri legge male la gara contro il Sassuolo: il 4-3-3 proposto nella ripresa dal tecnico livornese è il momento chiave, in negativo, del match. Nel momento in cui i neroverdi padroni di casa crollano fisicamente, alla Juve mancano le certezze di posizioni e movimenti del suo solito 3-5-2, e va in confusione. Risultato: 1-1 e Roma tritatutto che si avvicina a -1.
- Salta la prima panca, Corini al Chievo. Ok, han perso male, dopo mezz'ora erano già sotto di 3 gol a Roma, ma si giocava contro una squadra di un altro pianeta. E' pretestuoso esonerarlo per una sconfitta all'Olimpico, tanto valeva cacciarlo prima della sosta, dando a Maran due settimane in più per ambientarsi con la rosa a disposizione. Negli ultimi 3 anni il Chievo ha sempre cambiato allenatore a campionato in corso, Campedelli sta prendendo la via del mangia-allenatori. Non arrivare a mangiare il pandoro sta diventando un'abitudine. Comunque, tutto molto strano, specie perchè solo questa estate Corini aveva firmato un triennale.
- Inter e Napoli. La partita è stata indecente per 79', con due squadre timide che parevano aver paura di segnare. Poi scatta qualcosa, e la sarabanda di gol è servita. Finisce addirittura 2-2. Le difese qualcosa di inguardabile, la sagra della perdita delle marcature. Finisce con un pareggino-brodino che lascia entrambe le squadre sulla graticola. Da notare come sui 28 giocatori entrati in campo, gli italiani siano stati solo due: Ranocchia e Insigne. 
- Lazio, Atalanta e Torino puntellano la classifica con i tre punti. Laziali e granata stanno trovando continuità e buone trame di gioco, specie nel caso dei biancocelesti nel primo tempo di Firenze. I bergamaschi vincono all'ultimo respiro contro il Parma, ma potrebbe essere la classica vittoria che dà tranquillità a giocatori e ambiente.
- Il Milan va. E va in contropiede. Subisce parecchio (il referto conterà 22 tiri, 8 in porta per il Verona e solo 12, 5 in porta, per i rossoneri), ma quando lancia i suoi nelle ripartenze è micidiale. La natura della creatura di Inzaghi è questa: chiudersi e ripartire. Quando prova a fare la partita, si incarta. 
- La Fiorentina continua a non convincere. Perde in casa, approccia la gara nel modo sbagliato, regala il primo tempo alla Lazio. Montella non sta riuscendo a trovare qualcosa di diverso, la squadra sembra giocare troppo lontano dalla porta, anche Babacar dà il meglio di sè rientrando e tirando dal limite dell'area. Domenica ha fatto il 59% di possesso per 2 soli tiri in porta. Molti ricami, poca concretezza, e le 5 reti in 7 partite sono lì a dimostrarlo.

giovedì 25 settembre 2014

LA CRITICA DEL VENERDI' /4

Immagine tratta da football365.com e modificata su befunky.com
- E ci eravamo dimenticati di Vidal, arrivato a 30 gol in Serie A in 99 presenze. La sua doppietta stende il Cesena e si riprende la scena. Ancora immacolata la voce reti subite, la Juventus viaggia spedita in testa, affiancata dalla Roma, corsara a Parma. Le terze (Inter, Samp e Verona) hanno già 4 punti di ritardo in 4 partite. Sembra già evidente la direzione che sta prendendo il Campionato per quanto riguarda la testa.
- Affoga il Napoli, incapace di condurre in porto una vittoria per 2-0 in casa contro il Palermo dopo 11 minuti. Benitez ha solo 4 punti, e in casa non ha ancora vinto. Il futuro si fa nebbioso, e i chiacchiericci su Mancini cominciano a farsi sempre più insistenti. Come il silenzio di DeLaurentiis un flop dopo l'altro.
- Che bello l'Empoli del primo tempo contro il Milan. Un calcio verticale, con difesa alta, coraggioso e propositivo. Due reti al Diavolo, originate da calcio piazzato, ma almeno altre 2-3 chiare occasioni da rete. Nel secondo tempo ha pagato inesperienza e tenuta atletica, ma il laboratorio Sarri, nonostante i 2 punti in graduatoria, ha buone chance di diventare una bella realtà di questa Serie A. Gioca bene anche il Palermo, che come l'Empoli ancora non vince una gara. Giocano bene e non vincono, bel problema.
- Mihajlovic e Mandorlini stanno ricalcando l'ottima stagione passata. Nonostante un ampio turnover la Samp affonda il Chievo giocando pure bene, segno che il mister tiene tutti sulla corda. E l'Hellas rimonta 2 gol al Genoa, restando imbattuta e recuperando una gara che si era fatta difficile.
- Chapeau per l'Udinese di Strama. Che sbanca l'Olimpico sponda laziale e fa 3 vittorie e 3 gare a porta imbattuta su 4 (l'unico match perso contro la Juve). Il tecnico non ha una rosa di primissimo piano e non è nuovo a partenze sprint. Resta da vedere la tenuta. Piccola nota di biasimo i 65' con undici stranieri in campo.
- La Fiorentina si sta afflosciando sui propri difetti. Ok le assenza di Rossi e Gomez (ormai croniche), ma il 73% di possesso palla contro il Sassuolo si traduce in 18 tiri, di cui però solo 2 nello specchio della porta. Forse un calcio più frizzante e verticale, a dispetto di uno compassato e di possesso, potrebbe rivitalizzare i Viola nel loro lento avvio di stagione (1 rete realizzata su 4 match).
- Zeman è ultimo. Meritatamente. Due dati: il Cagliari ha segnato solo una volta su azione (Sau a Sassuolo, perchè quello di ieri è un gol regalato da Padelli), mentre Sassuolo, Atalanta e Torino in 4 gare di campionato, hanno segnato solamente contro i sardi. Sintomo evidente che sta girando male. La mentalità e il calcio del boemo, veloce e di aggressione degli spazi, mal si adatta agli imborghesiti reduci rossoblu delle passate stagioni. Che si ostinano a toccare la palla mille volte, senza verticalizzare e lanciare negli spazi. Se la squadra e il boemo non si capiscono per nulla, sarà ancora più difficile capirsi dopo una lunga serie di sconfitte. Che continuerà.

martedì 16 settembre 2014

LA CRITICA DEL MARTEDI' /2

Immagine tratta da tuttocalcio24h.com e modificata su befunky.com
- Menez svetta nella 2a di campionato. In copertina va il suo gol di tacco, ma nella trasferta di Parma sciorina tutto il suo repertorio. Le domande sono due: 1) reggerà tutta la stagione, o vivrà di lampi come nel periodo romanista? 2) ma se questo Menez è lo stesso visto in Italia tra il 2008 e il 2011 e di colpo ci pare così forte, è merito della sua maturazione o della deriva tecnico-tattica della nostra Serie A?
- Primo non prenderle. In Italia va così. E non a caso Roma e Juve viaggiano a braccetto con 0 reti subite su due gare. E anche l'Inter è imbattuta e inviolata. Come ha notato Evra nel dopogara, rispetto alla sua esperienza inglese, in Italia si bada alla tattica a discapito dell'intensità. Roma e Juve spesso addormentano le partite una volta in vantaggio, sfruttando anche una sorta di soggezione psicologica che infondono sugli avversari. In Champions non potranno permettersi di giochicchiare senza piani a breve termine. Bisogna aumentare l'intensità. 
- Sempre relativamente alla diatriba tattica/intensità di gioco. Il modello deve essere l'Atletico Madrid. Aggressione e tattica perfetta. E come interpreti non sono richiesti fenomeni strapagati. Così si batte il Barcellona e il Real in campionato, si arriva in finale di Champions, e si batte di nuovo il Real sia in Supercoppa di Spagna che nella Liga al Bernabeu. Basta cambiare canale il sabato per notare come le partite di Premier e Liga si giochino a una velocità doppia rispetto alla nostra Serie A. Durante la Serie A puoi intavolare discorsi impegnativi, mandare sms o alzarti a prendere una birra, nelle partite degli altri campionati non puoi permettertelo. Dobbiamo lavorare sull'intensità, per essere competitivi in Europa. E l'Atletico dimostra che si può essere estremamente tattici correndo a 200 all'ora.
- Il Napoli sta per esplodere. Un'ondata di tiri rimbalza contro Bardi, e il Chievo compie l'impresa di giornata. E i malumori stanno venendo a galla, la tifoseria ha perso la pazienza, Benitez stesso pare non troppo convinto. Per lui tira un'aria stile Inter post-Mou, mercato insoddisfacente, primi risultati di stagione storti, e in più l'eliminazione dalla Champions. Giorni contati?
- Napoli, Fiorentina e Cagliari in casa tirano tanto in porta, ma non vincono. Partenopei e sardi perdono miseramente, la Viola impatta contro il Genoa. Fanno un figurone i tre portieri nostrani Bardi (Chievo), Perin (Genoa) e Sportiello (Atalanta). In gare del genere occorre analizzare a mente fredda e non fare drammi su sconfitte o pareggi. Sono le classiche gare che se giochi 10 volte così, 8 le vinci.
- Bene le milanesi. Per il Milan la prova del nove sarà la gara di sabato sera contro la Juve. I contropiedi pazzi con Honda, Menez e El Shaarawy (o Bonaventura) potranno creare imbarazzi ad Allegri? L'Inter deve mantenere equilibrio e continuità, Icardi-Osvaldo bella coppia, Kovacic sta sbocciando.
- Male male Parma e Toro, rivelazioni dell'anno passato. La squadra di Donadoni è lontana parente di quella della scorsa stagione: contro il Chievo domenica sarà importante non perdere ancora. Il gol subito da De Jong è abominevole. E così il Torino balbetta parecchio, messo completamente sotto dalla Samp. E da Okaka versione Caterpillar.

martedì 2 settembre 2014

LA CRITICA DEL LUNEDI' / 1

Immagine tratta da angolodellamicizia.forumfree.it e modificata su befunky.com
Parte la critica del lunedì, eccezionalmente di martedì per aspettare la chiusura del mercato di ieri notte.
- Il campionato riparte da dove si era interrotto. La Juve e la Roma ripartono a mille. Domano e dominano Chievo e Fiorentina, forse frenate più da una sorta di "sudditanza psicologica" che altro. Fanno già capire di essere le squadre da battere.
- Il Napoli sembra, a una prima occhiata, lo stesso Napoli dell'anno passato. Grandi spaventi, gran gioco offensivo, sciupone in Insigne, più concreto in Mertens. E con le amnesie difensive troppo frequenti, come la marcatura larga di Koulibaly su Pinilla nella rete genoana. Insomma, il solito Napoli da montagne russe con partite esteticamente molto godibili.
- Il Milan è umile e gioca in contropiede. E' conscio di evidenti limiti nella costruzione del gioco a centrocampo, e cerca di essere il più concreto possibile. Molto sveglio Pippo Inzaghi a costruire un impianto di gioco che pare adatto alle caratteristiche dei suoi uomini. 
- Senza Balotelli, El Shaarawy torna fenomeno. Tutto corsa e tecnica, si lancia dalla sinistra per accentrarsi, senza l'ingombrante presenza priva di un ruolo definito di Super Mario. L'ambiguità tattica di Balo (il vagare per il campo senza una posizione precisa), mandava a monte le sue giocate. E ora, appena il 45 è andato a Liverpool, è rinato.
- Il Cesena fa simpatia. Bisoli dovrà arrabattarsi con due centravanti del calibro di Alejandro Rodriguez e Milan Djuric. Ma intanto ha vinto contro un Parma abulico e imbolsito, dando l'anima dal 1' al 90'. Mantenendo questa intensità, potrà sopperire alle carenze tecniche. Forse.
- In una domenica dove tutti hanno notato i tanti stranieri in campo, un plauso va a Sassuolo-Cagliari. Sui 22 che hanno iniziato la gara, solo tre erano gli stranieri: Avelar, Ekdal e Farias. E di questo trittico, Ekdal è in Italia dal 2008, e Farias dal 2005. Belle anche le intenzioni di DiFrancesco e Zeman e dei loro 4-3-3. Entrambe le squadre sono da seguire.
- L'Inter ha steccato a Torino. 0-0 e un rigore parato da Handanovic. Mazzarri recrimina sull'arbitraggio e cose varie, come al solito. Sta il fatto che già insegue. Poche parole, testa bassa e molto lavoro. 

venerdì 29 agosto 2014

COME PARTE LA SERIE A

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Da domani via alla Serie A. Ecco come si schierano sulla griglia le squadre, con il mercato che, ricordiamo, chiude lunedì:
1a FILA: Juventus. Via Conte e il 3-5-2, dentro Allegri e il 4-3-1-2. Una scommessa, ma la rosa è la stessa dello scorso anno, con Evra, Romulo, Pereyra e Morata in più. Pogba può essere la stella nel nuovo schema.
Napoli. L'uscita di scena preliminare dalla Champions, potrebbe rendere l'obiettivo Scudetto più concreto. Benitez perde Reina e Behrami e inserisce Koulibaly, DeGuzman e Michu. Migliorando di poco può vincere. Se si tengono i nervi saldi dopo Bilbao. Mertens esploderà?
2a FILA: Inter. Possibile sorpresa dell'anno. Vidic, Dodò, Medel, Mvila e Osvaldo offrono l'opportunità di un salto di qualità. Sta a Mazzarri ottenere risultati solidi. E' sulla buona strada. Kovacic nuovo crack?
Roma. Potrebbe pagare la cessione di Benatia e gli impegni di Champions, in un girone di ferro. Astori e Manolas valgono il marocchino? Iturbe si consacrerà? Se le risposte sono affermative, la Roma sarà da Scudetto. Sennò, sarà dura ripetersi per Garcia.
3a FILA: Fiorentina. Si punta alla Champions, con riti scaramantici anti infortuni. Rivedremo Rossi-Gomez con continuità? Al 100% in tutti i suoi uomini, è da podio. Montella spera e si coccola Bernardeschi, gran qualità in rampa di lancio.
Milan. A fari spenti. Ma senza Balo e Coppe, Inzaghi può essere la sorpresa stile Roma 2014. La saggezza suggerisce contropiedi a mille all'ora per esaltare El Shaarawy, che senza Mario tornerà a giocar bene. Honda e Menez potrebbero essere piacevoli riscoperte.
4a FILA: Lazio. Una mina vagante in mano a Pioli. De Vrij, Basta, Parolo e Djordjevic rafforzano le Aquile, che con il 4-3-3 potrebbero volare. Occhio a Keita, che si candida come rivelazione dell'anno.
Atalanta. Si sceglie la continuità dalle parti di Zingonia. Colantuono e il suo classico 4-4-1-1, con nuovi ragazzi da lanciare: su tutti D'Alessandro, Boakye e Zappacosta, che macina chilometri sulla fascia destra. Biava e Bianchi aggiungono esperienza.
5a FILA: Genoa. Tornato all'ovile, Gasperini è una garanzia. Con il 3-4-3 si naviga sempre in acque tranquille. Rosi e Perotti sono perfetti per il suo gioco, ma molto dipenderà dalle condizioni fisiche di Matri e Pinilla, che da anni non brillano per una stagione intera.
Parma. L'anno scorso ha stupito. Quest'anno è iniziato con le bizze di Cassano. Il solito boomerang. Tenendo in mano lo spogliatoio, gli innesti di Lodi e Belfodil compensano la partenza di Parolo. E ci si potrebbe ripetere. Se FantAntonio farà il bravo.
6a FILA: Samp. Vulcano Ferrero fa simpatia, e con Mihajlovic è in una botte di ferro. Viviano e Bergessio danno esperienza, ma le sorprese potrebbero essere Soriano, e la consacrazione di Eder o Okaka. Che nel girone di ritorno dell'anno scorso han meravigliato.
Torino. Si salutano Cerci e Immobile. Ergo, ripetersi sarà tostissima. Si dicono meraviglie di Sanchez Mino, ma le certezze saranno Molinaro, Nocerino e Quaglia. Se l'Europa non prosciugherà le forze, Ventura metterà in campo ancora un bel Toro da combattimento.
7a FILA: Udinese. Rischio Strama in panca. Strano mercato con gli arrivi stagionati di Konè e Thereau. Ma DiNatale resta una certezza assoluta, pure a 36 anni. Occhio a Widmer, Gabriel Silva e BrunoFernandes. E Muriel? Siamo sempre in attesa del suo anno buono.
Verona. Ha stupito l'anno scorso, ha rivoluzionato la rosa. Rodriguez, Rafa Marquez, Luna, Martic, Obbadi, Chrostodoulopoulos, Ionita, Valoti, Chanturia, Nenè, quasi tutti stranieri. Riuscirà Mandorlini a proporre un 4-3-3 aggressivo come l'anno passato?
8a FILA: Cagliari. Giulini porta Zeman. E Zeman porta la solita infornata di giovani. O la va, e sarà spettacolo, o la spacca, e sarà esonero. ZZ è così. Sau con il boemo non farà meno di 15 gol. Ibarbo potrà esaltare. Ceppitelli difensore da 5-6 gol di testa. Ma se Zeman non ingrana?
Chievo. Bardi, Gamberini, Biraghi, Izco, Birsa, Schelotto, Botta e MaxiLopez sono ottimi arrivi per Corini. Che dovrà trovare in fretta l'amalgama tra vecchi e nuovi. Ma la rosa sembra più competitiva del recente passato. Ed è proprio da Botta che ci si aspetta qualcosa in più.
9a FILA: Sassuolo. Restano uomini e mister della rimonta. Con Vrsaljko e Peluso in più. DiFrancesco non dovrà partir male come la scorsa stagione. Ma ha la squadra più italiana di tutte (solo tre stranieri) e un attacco Berardi-Zaza-Sansone che stuzzica e non poco.
Palermo. Cantiere aperto. La rosa attuale è nettamente sotto tutte le aspettative. Buon regista Rigoni, buon difensore il Pipo Gonzalez, ma il resto? In attacco ci sono solo Vazquez, Belotti e Dybala. Gli esterni sono Pisano e Lazaar. Ci sarà da soffrire per Iachini, o per chi lo sostituirà.
10a FILA: Empoli. Sarri è buon allenatore. Mille giovani e Moro, Tavano e Maccarone. I ragazzi son interessanti: Tonelli, Rugani, Hysaj, Verdi, Vecino, Laxalt, Aguirre. Ma saranno pronti per la A? La difesa in particolare avrebbe bisogno di almeno un uomo esperto.
Cesena. Senza un soldo, si punta tutto su Bisoli e il gruppo. La rosa non è da A. In difesa vecchi lupi di mare come Lucchini, Perico e Capelli. A centrocampo gli over30 Cascione-Coppola-DeFeudis non entusiasmano. In attacco si prega Marilungo o nonno Brienza. Aiuto.

lunedì 4 agosto 2014

PER QUEST'ANNO NON CAMBIARE...

Immagine tratta da napolipuntonews.it e modificata su befunky.com
Non è che investire soldi nel calciomercato e fare incetta di giocatori, sia poi garanzia certa di miglioramenti nella rosa e di risultati.
Tutte queste critiche e criticucce sul mercato del Napoli sino alla prima settimana di agosto, sono piuttosto sterili e anche ingiuste.
Mi spiego: forse quest'anno è proprio quello giusto per cambiare il meno possibile tra le squadre di testa.
Fondamentalmente per due ragioni, la prima è che alla Juventus è cambiato molto, tutto. Mancherà Conte, forse Vidal, probabilmente si proporrà la difesa a quattro, e l'irraggiungibile quota 102 dello scorso campionato andrà sicuramente ad abbassarsi. La seconda è che gli 85 punti della Roma, ottenuti senza alcuna competizione continentale durante la settimana, potrebbero anch'essi ridursi in virtù proprio della partecipazione alla Champions, pagando le scorie di stanchezza e turnover la domenica.
E così un Napoli da 78 punti nello scorso campionato potrebbe puntare al bersaglio grosso migliorandosi di 7-8 punti. Non tantissimi. La quota 78 del 2013/14 è stata ottenuta partecipando per metà stagione alla Champions e per metà all'Europa League, avendo dunque l'abitudine di disputare 3 match a settimana.
Inoltre le altre, Fiorentina, Inter e Milan, dovrebbero appianare un gap molto importante e migliorare di 25-30 punti per poter lottare per il primato. Troppi, a una prima occhiata.
E' arrivato Koulibaly in difesa e Michu in attacco, sono partiti Reina, Reveillere e Behrami. Alla voce acquisti si aggiungerà certamente un mediano di livello.
Il 4-2-3-1 di Benitez, corretto nelle sue (frequenti) amnesie difensive, con un anno di lavoro alle spalle, gli stessi uomini per la seconda stagione consecutiva e recuperando elementi del calibro di Maggio e Zuniga, a lungo infortunati, potrebbe finalmente sbocciare.
L'anno scorso gli azzurri pagarono un periodo di apprendistato di tattica e di amalgama tra vecchi e nuovi. Per questo la stagione corrente sarà fondamentale per cementare i concetti appresi, dopo quello che per molti è stato l'anno d'esordio in Serie A.
Cambiare tanto non è garanzia di miglioramento. E potrebbe essere la chiave vincente, a sorpresa, del Napoli.

lunedì 19 maggio 2014

TIRIAMO LE SOMME - PUNTATA FINALE

Immagine tratta da nerazzurriworld.com
Ora che anche l'ultimo verdetto, ovvero l'assegnazione del sesto posto con conseguente ultimo pass per l'Europa, è stato emesso, possiamo cimentarci nel dare il voto finale a questa Serie A 2013-14 e a tutte le sue protagoniste.
LA STAGIONE: Oltre che per i record della Juve e la grande annata di Roma e Napoli, questa Serie A 2013-14 sarà ricordata come la prima che non porta squadre di Milano in Champions dopo 13 anni. Livello medio migliore dello scorso anno, ma resta il problema degli stadi e l'impressione che le altre leghe europee siano ancora troppo distanti da noi. Voto finale 7.

ATALANTA: Dopo l'inizio altalenante, un girone di ritorno alla grande, sfiorando perfino il sogno Europa. Terza salvezza consecutiva mai in discussione per Colantuono e i suoi, a modo suo anche la Dea ha vinto per tre volte di fila il suo personalissimo scudetto. Voto 6,5.
BOLOGNA: La cessione di Diamanti è stata la cessione definitiva per un organico debole e addirittura peggiorato dopo gennaio. Solo 8 gol dalla partenza di Alino, la retrocessione è più che meritata, ora toccherà raccogliere i cocci per cercare di ricostruire qualcosa di buono. Voto 4,5.
CAGLIARI: Stagione senza infamia e senza lode, nonostante l'addio ad Agazzi e Nainggolan e la solita querelle stadio i sardi si guadagnano la permanenza in A con un torneo tutto sommato regolare. L'anno prossimo, senza il presidentissimo Cellino, è ancora tutto da pianificare. Voto 6.
CATANIA: Dal sogno europeo sfiorato ad una retrocessione meritata. La squadra etnea ha reagito tardi per sperare di recuperare una classifica difficile, con un ruolino esterno da brividi (appena 5 punti su 57). La speranza è di tenere i migliori e ripartire subito alla grande, seguendo l'esempio dei "cugini" palermitani. Voto 5.
CHIEVOVERONA: Pur tra mille difficoltà, i clivensi anche quest'anno strappano il pass per restare tra i migliori, soffrendo più del passato e rischiando fino alla fine. Occorreranno un po' di qualità e gioventù per migliorare un gruppo che sembra ormai aver dato tutto. Voto 5,5.
FIORENTINA: Esistesse un premio alla sfortuna, i viola lo meriterebbero a pieni voti. Se i tuoi attaccanti di punta, Rossi e Gomez, passano più tempo infortunati che in campo, arrivare quarti è già un ottimo risultato. Occorrerà tenere Cuadrado, vero fiore all'occhiello di quest'annata. Voto 7.
GENOA: Il cavallo di ritorno Gasperini e i gol di Gilardino hanno regalato una stagione finalmente tranquilla ai genoani dopo i patemi dello scorso anno. Se Preziosi non farà la sua solita rivoluzione estiva, ci saranno buone basi da cui ripartire a settembre. Voto 6,5.
INTER: Partenza sprint, rallentamento a metà anno e conclusione incerta di stagione, almeno l'obiettivo europeo per Mazzarri è stato centrato. Con il saluto agli ultimi eroi del "triplete" si riparte quasi da 0, ci vorrà un mercato all'altezza per migliorarsi il prossimo anno. Voto 6,5.
JUVENTUS: 102 punti in classifica, 19 vittorie su 19 in casa, miglior attacco e miglior difesa, 17 punti di vantaggio sulla seconda. Possono bastare i numeri per far capire che stagione è stata per Conte e i suoi. L'estate porterà chiarezza sulla permanenza del tecnico e i cambiamenti in rosa, ma quest'annata resterà per sempre nei libri di storia del calcio italiano. Voto 9,5.
LAZIO: Neanche il passaggio di consegna da Petkovic a Reja ha salvato i biancolesti da una stagione brutta e incolore. Candreva è la nota lieta dopo l'addio ad Hernanes, il giovane Keita può essere l'investimento futuro visto il calo di Klose, ma ci vorrà un mercato di livello. Voto 5,5.
LIVORNO: Dopo qualche illusione iniziale, il mesto ritorno alla realtà, con un ultimo posto che rispecchia il livello di una rosa inadatta alla categoria. Paulinho è stata l'unica vera nota lieta, la sua cessione può essere fondamentale per ricostruire il gruppo e cercare una pronta risalita. Voto 5.
MILAN: Dopo 15 anni, i rossoneri saranno costretti a guardare l'Europa dalla TV. Risultato inevitabile alla luce di una stagione contraddittoria e difficile di cui si è già detto e scritto tanto, anche troppo. La palla adesso passa alla società, che deve dare un segnale per avviare la rinascita e cancellare presto questo torneo dalla memoria. Voto 4,5.
NAPOLI: Contro questa Juve il sogno scudetto è apparso presto un miraggio, tuttavia qualcosa in più ci si poteva aspettare da una rosa migliorata molto e decisamente qualitativa. La Coppa Italia corona una stagione comunque importante e positiva, ora a Benitez si chiede di coronare quel sogno scudetto a lungo inseguito. Voto 7,5.
PARMA: Dopo otto anni, i ducali riassaporeranno il gusto dell'Europa, seppur partendo prestissimo con i preliminari. Cassano, Parolo e Paletta sono stati i migliori nei vari ruoli in campo, ma il merito di questo risultato va soprattutto a un tecnico come Donadoni, rivalutato dopo qualche insuccesso di troppo. Voto 7.
ROMA: Tenere vivo un campionato così è il merito maggiore dei giallorossi, che hanno giocato un gran calcio risorgendo dalle ceneri di due stagioni disgraziate. Garcia ha portato idee, convinzione e un mercato mirato e preciso nelle scelte. La Champions costringerà a rinforzare la rosa, ma le premesse per migliorare ancora e arrivare al successo ci sono tutte. Voto 8,5.
SAMPDORIA: Il condottiero Mihajlovic ha dato una scossa ad un gruppo abulico e poco sereno, ottenendo un piazzamento tranquillo in classifica. La permanenza del serbo sarà la chiave per un gruppo con giovani interessanti ma che necessita di rinforzi per ambire a traguardi migliori. Voto 6.
SASSUOLO: Non è sbagliato dire che, senza la sciagurata parentesi Malesani, la salvezze sarebbe potuta arrivare prima. Dopo il disastroso avvio di campionato, la squadra ha reagito benissimo e si è meritata la permanenza nella massima serie, con i giovani Berardi, Zaza e Sansone sugli scudi. Voto 6.
TORINO: La beffa del rigore fallito da Cerci nel recupero dell'ultima giornata non cancella una grande stagione, con i granata splendidi protagonisti. Immobile, capocannoniere, e lo stesso Cerci hanno esaltato al massimo il modulo di Ventura, se resteranno entrambi il sogno Europa potrà continuare anche l'anno prossimo. Voto 7.
UDINESE: Niente Europa stavolta per i ragazzi di Guidolin, che per una volta disputano un campionato normale senza particolari talenti messi in mostra. A parte uno forse, quel Di Natale che a 37 anni sa ancora regalare magie. Voto 6.
VERONA: Una neopromossa che sfiora l'Europa non si vede tutti i giorni. Onore ai ragazzi di Mandorlini, calati nel girone di ritorno ma che meritano solo applausi per quanto mostrato. Toni a Verona ha vissuto una seconda giovinezza, è lui il punto fermo da cui ripartire. Voto 7.

lunedì 31 marzo 2014

POCHE GAMBE, ZERO GRINTA

Immagine tratta da gazzetta.it
Alla fine, la sconfitta è arrivata. Oltre un girone dopo, su un campo ostico e ostile, e con un vantaggio in classifica che permette di non preoccuparsi più di tanto. Ma è arrivata, ed è stata alla fine dei conti meritata e ineccepibile.
Al San Paolo di Napoli, la Juventus ha ufficialmente confermato il suo netto calo di rendimento e di tenuta atletica, mostrando limiti che qualche piccola preoccupazione devono destare in vista di questo finale di stagione. La squadra ha sofferto tremendamente contro un avversario che correva il doppio, pressava sempre e dovunque e in generale è apparso più affamato e più desideroso di vincere. L'assenza di Tevez è stata molto più pesante del previsto per l'attacco bianconero, con Llorente che ha evidente bisogno di tirare il fiato e Osvaldo vivace ma poco concreto. I veri segnali di debolezza sono arrivati però a centrocampo, con i tre interni incapaci di fare la differenza e di inventare una singola giocata importante e gli esterni, in particolare Asamoah, in sofferenza sui tagli e le accelerazioni improvvise degli avversari. Bisogna anche dire grazie a Gigi Buffon, più che mai in stato di grazia in questo periodo, autore di un paio di interventi davvero da applausi, decisivi per mantenere in equilibrio il punteggio più di quanto non abbia detto il campo.
Si era capito dall'inizio della partita che le premesse non erano buone, la rilassatezza e le sofferenze di fronte al pressing e alle ripartenze immediate dell'avversario ricordavano sinistramente il Quarto di Coppa Italia a Roma. Nell'ultimo mese, la Juve aveva già mostrato qualche segnale di calo, almeno per quanto riguarda la forma fisica ed il rendimento in campo. Sono arrivate vittorie importanti, seppur di misura, ma sempre soffrendo tremendamente e riuscendo ad avere la meglio grazie alla giocata del campione o con un po' di fortuna, o con entrambe le due cose. Contro Milan, Fiorentina, Genoa e Parma è andata bene, contro questo Napoli in versione monstre decisamente no. I partenopei, va detto, hanno fatto la gara della vita, una delle migliori da molti mesi a questa parte, e se anche si può discutere sul millimetrico fuorigioco di Callejon sul gol del vantaggio non si può negare che il loro successo è stato meritatissimo. Va anche aggiunto che un calo ci sta e che il ritmo imposto dai bianconeri a questo campionato (solo 9 punti persi in tutto il campionato per stasera) porta inevitabilmente a periodi in cui è necessario tirare maggiormente il fiato. Ciò detto, è difficile ricordare una Juve così molle ed incapace di mostrare una vera reazione in tutta la partita, se si eccettuano un maggior possesso palla e il baricentro più alto nel secondo tempo. Anche Conte ha lasciato un po' perplessi con i suoi cambi, visto che Pogba e Osvaldo non avevano certo giocato la loro miglior partita, ma Vidal e Llorente sembravano molto più meritevoli di una sostituzione.
Forse è il caso per un po' di dimenticare i tanti elogi ricevuti, i record possibili o già ottenuti e questi famosi 100 punti da conquistare, e tornare a concentrarsi seriamente su questi ultimi due mesi che concluderanno la stagione. Non c'è molto tempo per rifiatare e riordinare le idee, giovedì si va a Lione a giocarsi un importantissimo Quarto di Finale di Europa League. La Juve ha sempre tirato fuori il carattere dopo una brutta sconfitta, dimostrando che si trattava solo di un incidente di percorso e riprendendo la sua marcia verso il successo. Vedremo se anche in questo caso sarà così.

lunedì 13 gennaio 2014

+/- 5

Immagine tratta da it.eurosport.yahoo.com

Grande intensità. Si può riassumere così l'anticipo della mattinata di ieri allo Stadio Olimpico di Torino. Fiorentina e Toro hanno dato spettacolo, praticando un gioco simile con intenti però diversi: i Viola infatti premevano col consueto possesso palla, mentre gli uomini di Ventura preferivano difendersi lanciando poi Cerci in velocità. Risultato? 0-0, in un match giocato soprattutto da metà campo alla trequarti granata. E' la prova che non si può stare senza un vero punto di riferimento in avanti, cosa che di sicuro non è nelle corde di Ilicic, e che bisogna muoversi rapidamente sul mercato; chi può arrivare? I nomi sono tanti: da Cassano ad Hernandez del Palermo, passando per un Di Natale in rotta con la società. L'importante però adesso è non buttare via tutto il lavoro fatto finora. +5 sul Verona e -5 dal Napoli, esattamente a metà strada. Starà alla squadra far vedere qual'è realmente il suo valore! 


|| Pagellino ||


Difesa Granata: indistruttibile. Cuadrado sempre fermato, anche nel primo dribbling in cui è spesso letale; Glik si prende tutti i tiri da fuori (4 pallonate ndr) e le palle alte; Darmian non concede nulla. Qualche brivido di troppo su Borja Valero non concede loro un 8 pieno. Voto: 7.5

Borja Valero: e dello spagnolo parliamo. Aveva voglia di riscatto e l'ha ottenuto, seppur non segnando: dirige bene il reparto avanzato, lamentandosi spesso per i mancati movimenti dei compagni ed in mancanza della punta su cui appoggiarsi, spesso tenta l'azione personale; vicino al goal in diverse occasioni. Voto: 7.5

Cerci: l'unico vero problema per la difesa Viola. Tutte le azioni granata partono da lui; stesso discorso di Borja Valero, gli è mancato solamente il goal. Voto: 7.5

Montella: incredibile vederlo tra i flop, ma le sue decisioni hanno influito pesantemente in negativo sul match: la scelta di inserire Iakovenko, demotivato e non pronto, come punta in un momento difficile della gara, in particolare, è stata sbagliata. Voto: 5

Maksimovicnon brutta la sua prestazione, se non fosse per i numerosi errori causati dal terreno in brutte condizioni, che hanno consegnato alla Fiorentina diverse occasioni da goal. Voto: 5

Iakovenko: come citato sopra, l'ucraino entra a partita in corso senza cambiare le sorti della gara; si mangia anche un goal. Voto: 4

lunedì 23 dicembre 2013

SERIE A 2014: TIRIAMO LE SOMME - SECONDA PUNTATA

Immagine tratta da hdtimes.it
Il derby della Madonnina ha chiuso ufficialmente il 2013 calcistico, con appena due partite per sancire il titolo di campione d'Inverno e il giro di boa ufficiale del campionato. Noi approfittiamo di questa sosta per fare un primo bilancio della situazione e dare i nostri voti alle squadre.
ATALANTA: Stagione fino a questo momento altalenante per i nerazzurri di Bergamo, in calo soprattutto nelle ultime partite. Denis è sempre il punto di riferimento, l'impressione è che qualche rinforzo sia più che necessario per gennaio. Voto 6.
BOLOGNA: Resta l'impressione di inizio anno, Diamanti è l'unica luce in una squadra con pochissima qualità e ancor meno idee. Pioli è in bilico, il nome di Baggio è sempre più insistente, ma la vera svolta deve arrivare anche dal mercato. Voto 5.
CAGLIARI: Dopo le peregrinazioni di inizio anno, il ritorno sofferto al Sant'Elia ha portato qualche punto e un po' di morale in più. Il gioco è un po' alterno, il mercato rischia di portar via qualche pezzo pregiato, la forza in più può venire da un vivaio sempre produttivo. Voto 6,5.
CATANIA: La vera delusione di inizio campionato. Delle due ottime annate precedenti non è rimasto quasi nulla, il cambio Maran-De Canio non ha portato miglioramenti, mancano geometria a centrocampo e solidità in difesa. Urgono rinforzi per ribaltare la difficile situazione. Voto 4,5.
CHIEVOVERONA: Il ritorno di Corini ha dato un po' di respiro dopo la deludente gestione Sannino, ma la strada verso la salvezza è lunghissima. Attacco arido, solo quello del Catania segna meno, e centrocampo poco solido, tutte cose su cui lavorare a gennaio. Voto 5.
FIORENTINA: L'acquisto di Gomez non ha avuto impatto, ma Giuseppe Rossi ci ha messo poco a diventare il nuovo idolo della Fiesole. Gioco e qualità non mancano, la corsa a quella Champions sfuggita lo scorso anno stavolta potrebbe concretizzarsi. Voto 7.
GENOA: Il ritorno di Gasperini ha rivitalizzato la squadra, portando punti e un po' di gioco al gruppo, oltre ad un'importante risalita in classifica. Con degli adeguamenti in rosa a gennaio la salvezza può essere meno sofferta delle ultime stagioni. Voto 6.
INTER: Il derby vinto ha rilanciato il gruppo di Mazzarri, un po' in calo nelle ultime uscite. Difesa da perfezionare visti i troppi gol subiti di recente, Thoir porterà soldi e idee per crescere, in attesa di Milito la vera arma in più in attacco è Palacio. Basterà per agguantare la Champions? Voto 6,5.
JUVENTUS: Capolista non per caso, i numeri parlano per lei. 15 vittorie su 17 partite, dalla sconfitta a Firenze nove successi di fila e un solo gol subito. Tevez-Llorente è una coppia d'attacco micidiale, che innestata in un gruppo solido e rodato può guidare i bianconeri al terzo scudetto di fila. Voto 8.
LAZIO: Se si guarda la sua classifica dello scorso anno non si può che rimanere delusi. L'effetto Petkovic sembra essersi esaurito, il gioco latita, Hernanes sembra un fantasma e Klose da solo non può bastare. Urgono rinforzi e immediati cambi di rotta, anche al timone se necessario. Voto 5.
LIVORNO: Dopo un buon inizio, i toscani stanno vivendo un periodo di calo preoccupante, che li ha riportati pericolosamente in zona retrocessione. La rosa va migliorata soprattutto in difesa e nel gioco, perché Paulinho e Siligardi non possono bastare per la salvezza. Voto 5,5.
MILAN: Il derby perso è la ciliegina sulla torta amara di questo inizio stagione. Gioco deficitario, difesa troppo leggera e centrocampo senza qualità che non supporta bene l'attacco. Rami e Honda daranno una mano in questi settori, ma per ripetere il miracolo dello scorso anno servirà molto di più. Voto 5,5.
NAPOLI: Per la rosa e il gioco espresso è ancora una pretendente allo scudetto, ma deve migliorare contro le piccole e magari adattare di più il modulo alle esigenze delle partite. Per gennaio sono annunciati rinforzi in difesa e a centrocampo, basteranno per cercare la rimonta-scudetto? Voto 7.
PARMA: Avvio stentato e lenta ripresa per i ragazzi di Donadoni, con un ottimo Parolo e un Cassano in forma per centrare finalmente un Mondiale. Il potenziale per salvarsi subito c'è, bisogna dare continuità al gioco e ritrovare i veri Amauri e Biabiany. Voto 6,5.
ROMA: Dopo i pareggi sono tornate le vittorie pesanti, il ritorno di Totti e Destro può aiutare una squadra che continua a far bene e resta l'unica imbattuta del campionato. A gennaio si aprirà con la sfida alla Juve a Torino, un risultato positivo riaprirebbe tutto in chiave scudetto. Voto 7,5.
SAMPDORIA: La cura Mihajlovic sta funzionando, sono tornate grinta e voglia di lottare, anche se si ha ancora l'impressione che manchi un vero bomber in squadra. Natale potrebbe portare una punta in regalo sotto l'albero, e magari qualche rinforzo di qualità a centrocampo. Voto 5,5.
SASSUOLO: L'inizio disastroso sembra un ricordo lontano, ma la strada per la salvezza è ancora molto lunga per la squadra emiliana. La fase difensiva va ancora registrata, contro le grandi si soffre sempre tanto, ma con le vittorie negli scontri diretti si può centrare l'obiettivo. Voto 6.
TORINO: La vera sorpresa del torneo insieme al Verona. I granata giocano bene e rendono soprattutto in casa, dopo Cerci anche Immobile sta esplodendo e convincendo sempre di più. Il gruppo c'è, e sembra lecito puntare a qualcosa di più della semplice salvezza. Voto 6,5.
UDINESE: L'impressione è che rispetto agli anni passati manchi qualcosa, e che il miracolo Europa questa volta non si possa ripetere. Di Natale non è eterno, la rosa sembra inferiore a quelle precedenti, sembra più realistico puntare alla salvezza che ad altro. Voto 5,5.
VERONA: Essere al sesto posto da neopromossa è un risultato strepitoso. Mandorlini sta rivitalizzando Toni e ha scoperto giocatori interessanti come Iturbe e Jorginho. Forse calerà nell'anno nuovo, ma finora è la rivelazione di questo campionato. Voto 7.

giovedì 12 dicembre 2013

QUESTIONE DI...DNA

Immagine tratta da mirror.co.uk
L'avventura in Champions League della Juventus in questo 2013-14 è già finita. L'anno che era stato indicato da molti come quello giusto in cui puntare alla Coppa dalle grandi orecchie si è rivelato molto meno felice di quello passato, dove complice un sorteggio favorevole si era arrivati tra le prime otto d'Europa. Stavolta invece la corsa al trono continentale si è interrotta al primo step, impantanata nel campo innevato e fangoso di Istambul, che tanto ha fatto e farà discutere, in un freddo pomeriggio di dicembre.
Un'eliminazione dura da digerire, una retrocessione in Europa League che di certo fa rabbia a tanti, dai giocatori alla dirigenza fino ovviamente all'allenatore, ma che deve far riflettere tutto l'ambiente su una cosa: la Juve non è una squadra da Champions, non lo era quando metteva in mostra campioni del calibro di Zoff, Platini, Boniek, Scirea e Paolo Rossi, figurarsi adesso che le grandi stelle del calcio mondiale giocano in altri campionati. Si è spesso detto che il club torinese, abituato a primeggiare e a recitare la parte del leone in Italia, fatichi troppo e troppo stesso a trovare la sua dimensione nel panorama europeo. Mai come ieri questa frase, per molti falsa e priva di fondamento, è sembrata vera, alla luce poi della contemporanea qualificazione del Milan, che paga ben 22 punti di ritardo dalla Veccha Signora in serie A e sta attraversando una complessa fase di transizione, una delle più difficili nella sua recente storia. Entrambe le squadre si trovavano in una situazione simile: due risultati su tre a favore, un punto in casa e una sconfitta onorevole in trasferta contro l'avversaria più ostica del girone (Real per i piemontesi, Barça per i rossoneri), e altre rivali temibili ma sulla carta inferiori e battibili. 
Certo, si può dire che il Milan aveva il vantaggio di giocare in casa, con un campo in ottime condizioni, e contro un gruppo talentuoso ma ancora giovane e "acerbo" per questa competizione, ma non sembrano differenze così rilevanti, soprattutto con i milanesi costretti a giocare in dieci quasi tutta la gara. Inoltre, la squadra di Allegri la qualificazione se l'era guadagnata prima, indovinando l'approccio alle gare sulla carta più "facili" del girone, portando a casa 6 punti su 6 contro il Celtic, una dote che insieme al pari conquistato all'ultimo minuto in Olanda contro l'Ajax all'andata ha dato più confidenza e fiducia al gruppo. La Juventus, invece, ha giocato da squadra di alto livello solo le sfide contro il Real Madrid, mentre ha steccato in tutte le altre sfide: 1 punto su 6 contro i turchi, con un pareggio casalingo subito un minuto dopo essere passati in vantaggio, e 4 su 6 contro il modesto Copenaghen, assediato senza lucidità in Danimarca e battuto più con cinismo ed episodi che con il gioco in casa. A conti fatti, chi può maggiormente e giustamente recriminare per una qualificazione che sarebbe stata ampiamente meritata è il Napoli, terzo con 12 punti in un girone estremamente duro, condannato dalla differenza reti ma uscito dal torneo a testa altissima, a differenza proprio dei bianconeri. A raccontarci di una coppa indigesta alla Signora torinese sono anche i numeri: su 28 partecipazioni, in ben 13 occasioni la Juve è stata eliminata tra primo e secondo turno, vale a dire circa la metà dei casi, si trattasse di gironi o di scontri andata e ritorno, vincendo il trofeo solo 2 volte (con 5 finali perse, record condiviso con il Benfica). Tanto per dare un'idea, il Milan ha disputato lo stesso numero di volte la coppa, con solo 10 eliminazioni nei primi due turni e ben 7 vittorie su 11 finali disputate, e l'Inter in 17 partecipazioni ha 12 piazzamenti dai Quarti di finale in su e 3 successi su 5 finali giocate.
Al di là dei numeri, sono i risultati e l'atteggiamento mostrato in campo che lasciano perplessi da sempre i tifosi bianconeri, scoraggiati e a tratti sconcertati dalla clamorosa involuzione mostrata tra una partita di campionato e quella successiva in Coppa. La Juve sembra quasi svuotarsi, perdere sicurezza e concentrazione, bloccarsi davanti alla paura di rimediare una brutta figura in Europa, incapace di risolvere e chiudere con tranquillità sfide sulla carta facili. Al di là di tecnici, dirigenti e giocatori, la vera mancanza della squadra sembra proprio caratteriale, storica, verrebbe quasi da dire che i bianconeri non hanno nel DNA la "fame" giusta per imporsi nel palcoscenico internazionale, e in particolare in quella che è la Coppa più desiderata e voluta da tutti a livello di club. La stagione 2014 non è di certo finita con la sconfitta di ieri, il campionato è ancora lunghissimo e ad anno nuovo inizieranno anche la Coppa Italia e l'Europa League, con la finale che si disputerà proprio a Torino. Un'ottima occasione insomma per restare competitivi e magari vincere un trofeo in Europa, impresa che non riesce ai bianconeri dal 1996, anno della Champions conquistata sotto la guida di Marcello Lippi. Con una coppa in più in bacheca, magari, si riuscirà a programmare meglio il mercato e il prossimo futuro, con l'ennesimo assalto da portare al trono d'Europa, in cerca di quel DNA da vincenti che continua a mancare alla Veccha Signora nei momenti decisivi.


martedì 8 ottobre 2013

SERIE A 2014: TIRIAMO LE SOMME - PRIMA PUNTATA

Immagine tratta da juventiknows.com
Con la pausa dovuta agli impegni delle Nazionali ci concediamo di dare un primo voto alle squadre di questa serie A 2013-14. E' vero, siamo a mala pena al secondo mese di questa stagione, ma si può già dare qualche giudizio per quanto visto finora.
ATALANTA: Malino all'inizio, in risalita nelle ultime partite. Squadra praticamente identica allo scorso anno, se anche i suoi leader (Denis, Cigarini, Bonaventura) si confermano la salvezza è più che alla portata. Voto 6,5.
BOLOGNA: Il genio di Diamanti e la barba del nuovo idolo del web Moscardelli non sembrano sufficienti a questa squadra, colabrodo in difesa e alla disperata ricerca di un vero bomber. Gilardino aveva lasciato il segno lo scorso anno, Bianchi lo sta facendo molto di meno. Voto 4,5.
CAGLIARI: Meriterebbe 10 di stima per quello che sta passando da un anno e mezzo per la querelle sullo stadio, in campo la squadra è un po' altalenante (una sola vittoria alla prima di campionato) ma ha i margini per migliorare. Voto 6.
CATANIA: Ripetersi per tre anni di fila avrebbe del miracoloso, gli addii di Lodi e Gomez hanno inciso in questo avvio poco convincente, anche se le ultime partite fanno vedere una reazione. Voto 5,5.
CHIEVOVERONA: Il successo contro l'Udinese è l'unico lampo di un inizio di stagione pessimo, con un attacco stitico e una difesa poco attenta, due cose assolutamente inconciliabili per una squadra sempre votata alla solidità e alla concretezza. Voto 4,5.
FIORENTINA: Discreto inizio per i viola, colpiti dagli infortuni nel reparto offensivo e in cerca del salto di qualità dopo la Champions sfiorata, con il rientro di Gomez e un Rossi così le premesse per fare bene ci sono tutte. Voto 6,5.
GENOA: L'avventura di Liverani è durata poco e ha portato solo alla gioia del derby vinto, il ritorno di Gasperini è una scommessa ma la squadra deve ancora ritrovarsi dopo l'ennesima rivoluzione estiva, e prepararsi ad un'altra stagione di passione. Voto 5.
INTER: La batosta appena subita contro la Roma non cancella i netti progressi rispetto allo scorso anno, Mazzarri sta rigenerando giocatori come Jonathan e Alvarez e l'assenza dalle Coppe può far bene a questa squadra in cerca di riscatto. Voto 7.
JUVENTUS: Confermarsi in vetta non è mai facile, in casa bianconera qualche partenza non è stata ben gradita e la grinta dei due anni passati a volte sembra mancare, ma la voglia di vincere è intatta, e Tevez e Pogba possono essere i valori aggiunti per il tris. Voto 7,5.
LAZIO: Un anno fa Petkovic era la sorpresa, ora la squadra sembra decisamente più in difficoltà, con Klose ancora a secco e il peso di un derby perso sulle spalle, forse il mercato non ha portato i rinforzi che ci si aspettava. Voto 5,5.
LIVORNO: Per essere una neopromossa non se la passa male, squadra solida che non gioca male e porta a casa punti pesanti, magari subisce troppo contro le grandi ma se vince le partite giuste salvarsi non è un'utopia. Voto 6.
MILAN: Va bene i tanti infortuni, ma il gioco non può dipendere solo dalla vena di Balotelli e da qualche episodio, squadra con limiti evidenti in difesa e anche a centrocampo, si spera nella sosta per recuperare idee e uomini. Voto 5.
NAPOLI: Via Cavani, dentro Mertens, Albiol, Reina, Callejon e soprattutto Higuain, un affare che può garantire il definitivo salto di qualità, Benitez punta sulla serenità e sulle idee per vincere, l'Europa può essere croce e delizia, staremo a vedere. Voto 7,5.
PARMA: Inizio poco positivo, poi la netta ripresa nelle ultime giornate anche se i margini per migliorare ancora ci sono, Cassano in provincia si è spesso esaltato e di certo farà di tutto per conquistarsi il suo primo Mondiale. Voto 6.
ROMA: Dopo due anni di passione, Garcia sembra aver cambiato finalmente qualcosa nella Capitale, Totti sembra tornato un ragazzino, i nuovi acquisti funzionano e la squadra gioca bene e diverte, in più dopo 7 vittorie su 7 sognare è più che lecito. Voto 8.
SAMPDORIA: Il progetto di Rossi sembra già arrivato al capolinea, squadra con poche idee ed evidenti limiti nella costruzione del gioco, con un centrocampo senza fantasia e un attacco che ancora rimpiange il pupillo Icardi. Voto 4,5.
SASSUOLO: Dopo le goleade subite nelle prime partite c'è stato qualche passo avanti, il duo di giovani punte Zaza-Berardi è promettente, ma la difesa e il centrocampo devono migliorare parecchio per sperare in una salvezza. Voto 5.
TORINO: Buon inizio per la squadra di Ventura, che però ancora rimpiange le due vittorie sfumate negli ultimi secondi di partita, Cerci si sta confermando il faro della squadra, Ogbonna e Bianchi sono un ricordo, le premesse per far bene ci sono tutte. Voto 6,5.
UDINESE: Partenza così così per i friulani, che finora mettono fieno in cascina in casa e vanno in bianco in trasferta, Di Natale è l'eterna luce la davanti, Muriel e gli altri giovani le speranze per continuare questo incredibile progetto vincente. Voto 6.
VERONA: Se la parte di città clivense piange, quella di sponda Hellas gongola per l'incredibile inizio di stagione, belle prestazioni e punti importanti portati a casa, Toni e Iturbe sono il mix di esperienza e novità che ben rappresentano questa squadra. Voto 7.

venerdì 22 febbraio 2013

PAGELLE EUROPEE: OTTAVA GIORNATA

Immagine tratta da thehouseofblog.com
Completata l'andata degli Ottavi di Finale della Champions League, e terminati i Sedicesimi di Europa League. Altra giornata molto positiva per le squadre italiane, anche più del previsto, e fiducia rinnovata nelle possibilità di arrivare fino in fondo nelle coppe. Vediamo nel dettaglio i nostri giudizi.
PROMOSSI
Milan: L'impresa della settimana, forse della stagione, è senza dubbio quella dei ragazzi di Allegri, che tutti davano per spacciati nella durissima sfida contro il Barcellona di Leo Messi, e invece sfoderano una prestazione d'altri tempi e strappano una meritatissima vittoria per 2-0. Ottima la disposizione in campo dei rossoneri, corti, raccolti nella sua metà campo ad aspettare gli spagnoli e poi pronti nelle ripartenze in contropiede, forse la tattica migliore contro questi avversari. Brilla il centrocampo milanista, con Ambrosini e Muntari super, Boateng torna quello dei momenti migliori e guida la squadra, in difesa Mexes giganteggia sui piccoli palleggiatori del Barça. E' la vittoria di Allegri, che si era trovato in mano un gruppo quasi nuovo e molto giovane in estate e lentamente lo sta plasmando come vuole lui, con una grande rimonta in campionato e rinnovata fiducia in Europa. Il tiki-taka dei blaugrana è stato sterile e del tutto inutile, un solo tiro pericoloso in tutta la partita, Messi non pervenuto, catalani nervosi e che si appellano al campo e si dicono sicuri di ribaltare il risultato: un segnale di nervosismo evidente. Al ritorno tra tre settimana sarà una bolgia, ma il Milan ha dimostrato di ricordare ancora cos'è una serata da Champions. Voto 9.
Lazio: Missione compiuta per i biancocelesti di Petkovic, che capitalizzano al massimo il pareggio della scorsa settimana contro il Borussia Monchengladbach e chiudono il discorso in casa, guadagnandosi gli Ottavi di Europa League. Partita chiusa già nel primo tempo, con due reti e una grande dimostrazione di forza sui tedeschi, che poi hanno tentato inutilmente l'assalto finale nella ripresa, con pochi risultati a dirla tutta. Decisivo di certo Candreva, che sfrutta un errore degli avversari per realizzare il gol che spiana la strada ai romani, buona anche la prova di Gonzalez, che si sbatte molto a centrocampo e trova la rete del raddoppio, bene Cana nel ruolo di centrale di difesa, meno positivi l'attacco con Floccari che lotta molto ma non incide e Marchetti che mostra qualche incertezza e viene salvato dai compagni. Ora arriva un'altra formazione teutonica, lo Stoccarda, che sta disputando una buona stagione e sembra sullo stesso livello del Borussia, il che rende la sfida non impossibile. Appuntamento in Germania tra due settimane, per vedere dove può arrivare questa Lazio. Voto 7,5.
Inter: L'obiettivo degli uomini di Stramaccioni era quello di chiudere il discorso qualificazione contro il Cluj al più presto per poi iniziare a pensare al derby di domenica contro i "cugini" del Milan. Tutto fatto già nel primo tempo, con due reti segnate e la partita già in ghiaccio, che nel secondo tempo ha avuto davvero poco da regalare ai tifosi. Eroe della serata è sicuramente Guarin, che firma una doppietta e dimostra ancora una volta la sua utilità in questa squadra, buona anche la prova dei due attaccanti Cassano e Palacio, che fanno un gran lavoro di assistenza per i compagni. Positivo Alvarez che sembra aver ritrovato un po' di fiducia, difesa ancora un po' da registrare anche se Handanovic conferma le sue sicurezze, gloria anche per il baby Benassi che entra, fa espellere un avversario e segna. Superato questo primo ostacolo, adesso per l'Inter arriva una rivale decisamente più ostica: gli inglesi del Tottenham, guidati da Villas Boas in panchina e trascinati da uno strepitoso Bale in campo. Un'avversaria tosta, tra le più forti tra quelle rimaste in questa competizione, ma i nerazzurri con la giusta concentrazione non partono battuti. Voto 6,5.
BOCCIATI
Napoli: Più che per la qualificazione, estremamente difficile da ottenere dopo lo 0-3 interno della settimana scorsa, i partenopei giocavano per riscattare il loro onore in Europa e chiudere degnamente il loro torneo. Invece, la trasferta contro il Viktoria Plzen ha riservato altre amarezze per la formazione di Mazzarri, che pure ha schierato molti titolari per onorare al meglio la partita. Gli azzurri non hanno la stessa grinta del campionato e si vede, il centrocampo soffre l'assenza di Hamsik e si rivela povero di idee, e i cechi tengono senza troppi problemi, colpendo poi a inizio ripresa e chiudendo di fatto il discorso qualificazione, per poi raddoppiare nel finale e rendere il parziale complessivo ancora più pesante. Male De Sanctis, che sbaglia sulla rete che di fatto condanna i suoi, malissimo il centrocampo che non riesce a creare gioco e ad accompagnare le punte, con Donadel e il suo sostituto Inler completamente fuori partita, scarsa la spinta di Zuniga e Maggio sugli esterni, davanti Pandev e Insigne non riescono ad incidere come dovrebbero. La doppia sfida con i cechi si chiude dunque con l'eliminazione e un pesante 0-5 complessivo che non rispecchia affatto le potenzialità di questo Napoli. Unica consolazione, ora tutte le forze si potranno concentrare sullo scudetto, vero obiettivo di questa stagione. Voto 5.

venerdì 15 febbraio 2013

PAGELLE EUROPEE: SETTIMA PUNTATA

Immagine tratta da tvblog.it
Torna finalmente l'Europa, e tornano con lei le nostre pagelle sulle partite delle squadre italiane impegnate in Champions League e in Europa League. Tra martedì e giovedì sono scese in campo quattro delle nostre cinque squadre (il Milan giocherà la prossima settimana), e possiamo dire che è stato un turno piuttosto positivo. Vediamo nel dettaglio i nostri giudizi.
PROMOSSI
Juventus: Il voto migliore non può che andare alla formazione di Conte, che si è lasciata definitivamente alle spalle il mese nero di gennaio e si è fatta trovare pronta in questi Ottavi di Champions League. Va detto che gli avversari, gli scozzesi del Celtic Glasgow, nonostante i proclami si sono rivelati una squadra grintosa ma confusionaria e poco tecnica, motivata soprattutto dalla spinta dei suoi instancabili tifosi. Alla prima occasione, la Juve ha sbloccato la partita, soffrendo poi il pressing e la fisicità degli avversari ma gestendo la gara con discreta serenità, prima di chiudere la sfida e probabilmente anche il discorso qualificazione con due reti nel finale. Migliore in campo sicuramente Marchisio, autore del secondo gol e dell'assist per la terza segnatura, molto bene Matri che va ancora a segno e fa un gran lavoro per la squadra, positiva la difesa che per la quarta gara consecutiva in Europa non prende gol, con Peluso che si sta integrando con i compagni, un po' a sprazzi Vucinic che però la firma sulla gara la mette sempre. Il passaggio del turno sembra cosa fatta, il morale è alto, ma per vedere davvero dove può arrivare questa squadra ci sarà forse bisogno di un'avversaria di altro livello. Voto 8.
Inter: Serviva una risposta, dopo il brutto periodo in campionato e le troppe incertezze che circondavano la squadra, e il gruppo di Stramaccioni ha provveduto a rispondere in Europa. Contro un'avversaria di buon livello come i rumeni del Cluj, arrivati dai gironi di Champions, l'Inter ha giocato una bella partita, controllata per lunghi tratti e vinta con merito. Palacio si conferma bomber di questa Europa League con una doppietta, e un secondo gol di fattura davvero pregevole, Guarin dimostra ancora una volta di essere inarrestabile quando è in forma, bravo anche Kovacic alla sua prima da titolare. Difesa rimaneggiata ma comunque positiva, visto che è solo la seconda partita che non prende gol in casa durante questa Europa League, con Handanovic a bloccare i pochi pericoli creati dalla squadra rumena. Nota stonata, il brutto infortunio di Milito, che purtroppo per lui deve chiudere in anticipo la stagione e secondo alcuni rischia anche la fine della carriera: in bocca al lupo di cuore a lui. In vista del ritorno, i nerazzurri hanno ottime possibilità di passare il turno, e a quel punto se la vedrebbero con la vincente di Tottenham-Lione, un'avversaria difficile ma che un'Inter concentrata può sperare di battere. Voto 7.
Lazio: Si sapeva che la sfida per gli uomini di Petkovic sarebbe stata difficile, quindi il pareggio portato a casa nel finale è un risultato più che positivo in chiave qualificazione. Sul campo dell'ostico Borussia Monchengladbach, i biancocelesti hanno iniziato la sfida un po' contratti, ma si sono sciolti con il passare del tempo, e dopo aver sprecato qualcosa nel primo tempo si sono rifatti nella ripresa, reagendo alla grande e sfiorando anche il colpaccio esterno. Alla fine, il roboante 3-3 è un risultato più che soddisfacente, soprattutto perché ottenuto in 10 uomini e con tre rigori fischiati contro (anche se ci potevano stare tutti). Eroe a sorpresa Kozak, che in Europa da il meglio di sé ed è decisivo con una doppietta e soprattutto quel gol nel recupero che è valso il pareggio, bene con lui anche Floccari, ancora a segno e in un ottimo periodo di forma. Discreto il centrocampo, tradito però dal leader Ledesma, che infatti è rimasto in campo solo un tempo, mentre preoccupa la prestazione della difesa e soprattutto di André Dias, che ha causato due rigori e si è fatto anche espellere, ma il solito Marchetti ha contribuito a tenere su la squadra. Ora c'è il ritorno all'Olimpico, con buone possibilità di chiudere il discorso e andare avanti contro la vincente di Stoccarda-Genk, una sfida decisamente alla portata. Voto 6,5.
BOCCIATI
Napoli: A rovinare una giornata molto positiva per le italiane, purtroppo, arriva il brutto scivolone interno della squadra di Mazzarri, che a detta del suo stesso tecnico ha affrontato la sfida di Europa League come un'amichevole estiva. I cechi del Viktoria Plzen sembravano più che alla portata, soprattutto al San Paolo, invece gli azzurri tornano a casa con tre reti sul groppone e la sensazione che la qualificazione sia ormai compromessa. La pecca più grande del Napoli è stata regalare di fatto il primo tempo agli avversari, con una rete subita e poche occasioni create, e quando si è provato a raddrizzare la sfida nel secondo tempo è mancata la precisione, mentre i cechi hanno cinicamente sfruttato le occasioni avute per chiudere il match. Si è salvato dal naufragio il solito Hamsik, entrato in campo nella ripresa e subito in grado di dare una minima scossa al gruppo, un po' in ombra Cavani e soprattutto Pandev, che spesso manca l'ultimo passaggio. Ancora male Donadel, che sembra un pesce fuor d'acqua in questa squadra, delude anche Zuniga che sbaglia sul raddoppio avversario, difficile da giudicare l'esordio di Rolando, che ha qualità ma soffre con tutta la squadra. Al ritorno servirà un vero e proprio miracolo, ma soprattutto servirà entrare in campo con la testa giusta, almeno per onorare fino in fondo questa competizione. Voto 4.

venerdì 7 dicembre 2012

PAGELLE EUROPEE: QUINTO EPISODIO

Immagine tratta da corrieredellosport.it
La fase a gironi è terminata sia in Champions sia in Europa League, ora la parola ripassa al sorteggio per decidere gli accoppiamenti dei turni ad eliminazione diretta. Vediamo come si sono comportate le squadre italiane in quest'ultimo turno di coppa.
PROMOSSI
Juventus: Era l'unica squadra che doveva ancora conoscere il suo destino, e gli uomini dell'ormai rientrante Conte non ci hanno messo molto a chiarire che volevano restare tra le grandi d'Europa. In casa del temibile Shakhtar di Lucescu, che finora aveva sorpreso tutti in positivo, i bianconeri strappano vittoria e primo posto nel girone, che significa avversari sulla carta più abbordabili e gara di ritorno in casa negli ottavi. Buona prova della difesa, che tiene bene gli attaccanti avversari, in ripresa Lichtsteiner e confortante Pogba che sostituisce degnamente lo squalificato Marchisio, in crescita anche la coppia d'attacco con Giovinco che provoca l'autorete decisiva e Vucinic che, se è in giornata, può creare grattacapi a chiunque. Ora il sorteggio: lo spauracchio è il Real Madrid di Mourinho, le rivali più abbordabili in teoria i Celtic Glasgow e il Galatasaray. Per ora, la Juve si gode il passaggio del turno e il ritorno in panchina del suo allenatore. Voto 7.
Lazio: Partita inutile ai fini della qualificazione per gli uomini di Petkovic, che pure regalano una prestazione molto convincente sul campo del Maribor, un avversario non proprio morbido. Quattro gol segnati in poco più di un tempo, con Floccari sugli scudi con una doppietta e Kozak che finalmente infila la porta anziché mancarla. Bene in difesa Radu e Ciani, in continua crescita, e Ederson convince ancora in coppa, stavolta nel ruolo di esterno d'attacco. Il modulo della serata, un 3-4-3, convince a tratti e può essere un'ulteriore soluzione anche in campionato. Primo posto assicurato, ora il sorteggio dirà qual è il prossimo ostacolo: i più ostici Newcastle, Atletico Madrid, Anzhi e Leverkusen, Basilea e Bate Borisov potrebbero essere ben gradite. Comunque, biancocelesti promossi a pieni voti. Voto 7.
RIMANDATI
Inter: La linea giovane è ancora protagonista in coppa, visto che contro il Nefci Baku schiera tanti ragazzi interessanti come Benassi, Romanò, Pasa, Garritano, Belec e Bandini. Il migliore tra loro è ancora Livaja, che sta diventando il vero attaccante di coppa della squadra di Stramaccioni: una bella doppietta per lui, e un terzo gol non visto dal giudice di porta (che è lì per questo...), in totale 4 gol per lui. Buona prova di Jonathan, finora deludente, ottimo l'ingresso di Nagatomo che prende anche una traversa, Cambiasso continua a far bene come centrale e guida della difesa. L'unico neo, in una partita stradominata, è stato non chiuderla prima, così che gli azeri sono riusciti a pareggiare nelle uniche due azioni avute in tutta la gara. Al sorteggio si spera di evitare Liverpool, Chelsea, Zenit e Benfica, più abbordabili Steaua Bucarest, Genk e Viktoria Plzen. Con qualche titolare in più, nessuna di queste squadre sarà imbattibile. Voto 6.
BOCCIATI
Milan: Niente da fare, i rossoneri proprio non riescono a esorcizzare la maledizione dell'ultima sfida del girone, che li ha visti più volte sconfitti. Contro lo Zenit di Spalletti, Allegri schiera molte riserve e alcuni titolari squalificati in campionato o al rientro da infortuni, e in fondo meriterebbe almeno un pareggio per quanto fatto vedere. Buona prova dei centrali difensivi di riserva Zapata e Acerbi, rimandato ancora l'attacco con Bojan e Pazzini a secco nonostante l'impegno, all'ultima spiaggia probabilmente Mesbah, che verosimilmente lascerà la squadra a gennaio. Sconfitta comunque indolore, il secondo posto e la qualificazione erano già in cassaforte, e ora attenzione al sorteggio. Lo Schalke sembra la squadra più debole tra le prime, Barcellona e Paris Saint Germain sarebbero di certo le avversarie più suggestive. Voto 5,5.
Udinese: Chiude la sua avventura europea la squadra di Guidolin, unica tra le italiane a non centrare il passaggio del turno in un girone che si è comunque rivelato molto duro. Contro un avversario di prestigio, il Liverpool, arriva una prestazione altalenante, con i bianconeri che perdono ma con onore e sfiorando il pareggio all'ultimo assalto. Di Natale viene risparmiato, Fabbrini è il più attivo nel cercare di non farlo rimpiangere, mentre Ranegie continua a non incidere e a lasciare molti dubbi. Ottimo il secondo portiere Padelli, che da ex dei Reds sfodera alcune ottime parate, in ombra Armero, che non somiglia nemmeno al giocatore degli ultimi anni, male Pasquale che si fa espellere ingenuamente e complica la gara dei compagni. La favola europea di Udine è finita, speriamo che possa ricominciare già nel prossimo anno. Voto 5,5.
Napoli: E' ormai assodato, tra i titolari e le riserve partenopee passa un abisso. Contro il PSV Eindhoven Mazzarri regala un'altra chance alle sue seconde linee, e tiene in campo il solo Cavani, che ha fame di gol europei. Il Matador è la nota lieta, con il suo settimo centro che lo colloca in testa alla classifica marcatori di Europa League, meno bene i suoi compagni. Delude ancora Vargas, a secco nonostante alcune buone occasioni, non convincono Dossena e Fernandez, ma più di tutti fa male Rosati, che regala due gol agli avversari e non da la minima sicurezza alla difesa. Curiosità: l'autore dei tre gol, Matavz, era stato a lungo inseguito dal Napoli un paio di anni fa, che si sia voluto vendicare per il mancato acquisto? Ora sotto con i prossimi, con il Chelsea ci potrebbe essere la rivincita dello scorso anno, ma ci vorrà in campo un'altra squadra per sperare di andare avanti. Voto 5.