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domenica 14 aprile 2013
UN ANNO DOPO, CIAO PIERMARIO!
giovedì 30 agosto 2012
TANTI AUGURI, FURIA CECA!
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| Immagine tratta da tuttosport.com |
Giovane di talento, centrocampista offensivo con il vizio del gol, Pavel tira i primi calci a pallone nelle giovanili del Dukla Praga, con cui debutta nel massimo campionato ceco a nemmeno vent'anni. Ragazzo dalla straordinaria forza di volontà ma dal fisico piuttosto gracile, si dedica fin da piccolo alla corsa per potenziarsi e aumentare la sua resistenza, una dote che caratterizzerà tutta la sua carriera da calciatore. Passato nell'estate del 1992 allo Sparta Praga, vi rimane per quattro stagioni, segnalandosi come uno dei migliori prospetti del calcio ceco; pur essendo un centrocampista, nel suo ultimo anno a Praga supera la doppia cifra di gol, dimostrandosi anche un ottimo finalizzatore sotto porta. Nell'estate del 1996 sale alla ribalta del calcio europeo, raggiungendo insieme ai suoi compagni una storica finale del Campionato Europeo, persa solo ai supplementari contro la Germania di Klinsmann e Bierhoff; Nedved è uno dei tanti talenti emergenti della giovane generazione di campioni cechi, che comprende anche Smicer, Koller e Poborsky.
La vetrina europea gli vale una chiamata alla Lazio di Zeman, con cui fa subito vedere tutte le sue qualità, andando a segno ben sette volte in campionato e conquistando l'affetto dei tifosi biancocelesti per l'impegno e la dedizione con cui gioca. L'anno successivo arriva addirittura a 11 reti in campionato, il suo record assoluto in serie A, e contribuisce alla vittoria del primo trofeo dell'era Cragnotti, la Coppa Italia. Dopo aver vinto la Supercoppa Italiana contro la Juventus, segnando nell'occasione, Pavel vive la sua stagione più difficile per un lungo infortunio, e non riesce a dare il suo contributo alla squadra di Eriksson, che sfiora lo scudetto arrivando a un punto dal Milan. Si toglie comunque una grande soddisfazione realizzando il gol decisivo nella finale di Coppa delle Coppe contro il Maiorca, e la sua sarà l'ultima rete in assoluto nella storia della competizione, che da quell'anno non viene più assegnata. L'anno successivo però Nedved torna al massimo della forma, e la sua presenza in campo si fa sentire nella Lazio che finalmente, proprio nell'anno del centenario, arriva al secondo titolo della sua storia dopo una straordinaria rimonta sulla Juventus; segna cinque volte, i due gol più importante li realizza in casa contro il Bologna, nella gara del Centenario del club, e nel derby di ritorno contro la Roma. La grande annata biancoceleste si completa con le vittorie in Supercoppa Europea contro il Manchester United e in Coppa Italia contro l'Inter.
Il 2000-01 è l'ultimo anno di Nedved con la maglia della Lazio: al termine di un'altra grande stagione, con reti importanti come la doppietta alla Juventus e il gol che avvia la rimonta nel derby con la Roma, viene ceduto proprio ai bianconeri di Torino a causa della crisi economica che sta colpendo la squadra di Cragnotti. Alla Juventus non sembra ambientarsi molto, il suo primo anno non inizia al meglio, poi il ceco migliora con il passare dei mesi e alla fine si rivela decisivo nella rimonta scudetto, segnando un gol importantissimo a Piacenza nella terzultima giornata. L'anno dopo, il 2003, è quello in cui Pavel raggiunge la sua piena maturità da calciatore, e l'apice della sua carriera. In campionato è il leader e il trascinatore della Juventus, con gol pesanti e prestazioni strepitose, con cui porta i bianconeri di Lippi al secondo scudetto consecutivo. In campo europeo fa altrettanto bene, in Champions segna gol come quello al Nou Camp di Barcellona nei Quarti di finale, e quello indimenticabile nella fantastica semifinale di ritorno contro il Real Madrid. Proprio in quella partita, purtroppo, prende un'ammonizione che gli costa la finale della coppa, e la sua assenza contribuisce alla sconfitta ai rigori della Juventus contro il Milan. L'annata di Nedved viene premiata dalla conquista del Pallone d'Oro, primo calciatore ceco a riuscire nell'impresa dai tempi del leggendario Masopust.
Nedved disputa altre stagioni importanti nella Juventus con il nuovo allenatore Fabio Capello, conquistando sul campo altri due scudetti che verranno poi cancellati dallo scandalo di Calciopoli, anche se il suo più grande sogno, vincere la Champions, non verrà mai realizzato. Nell'estate 2006, dopo aver preso parte per la prima volta con la sua Nazionale ai Mondiali di calcio, Nedved compie una scelta importante, che lo lega ancora di più ai tifosi bianconeri: resta a Torino e accetta di scendere in serie B, a differenza di altri campioni che chiedono la cessione. Non più giovanissimo, è comunque protagonista del ritorno della Juventus in serie A e di altre due ottime stagioni in massima serie, concluse con un terzo e un secondo posto. Nell'estate del 2009, a trentasette anni, decide che è arrivato il momento di dire basta, e in uno stadio stracolmo saluta il popolo bianconero, giocando la sua ultima partita proprio contro la Lazio che lo aveva lanciato tredici anni prima. Da allora Pavel non ha mai smesso di tenersi in forma, ha preso parte anche alla Maratona di Praga, e soprattutto è rimasto legato alla Juventus, tanto da diventare membro del C.d.A. bianconero nel 2010. I tanti tifosi della Vecchia Signora non hanno dimenticato i suoi riccioli biondi e la sua grinta straordinaria, e sperano di vedere nuovamente in campo qualcuno che ricordi loro la Furia Ceca, il simbolo di tante battaglie e vittorie in anni recenti, il simbolo dell'orgoglio bianconero, mai domo neanche in serie B o nelle difficoltà. Oggi intanto festeggiano con lui il traguardo dei quarant'anni, nell'attesa di rivederlo presto allo Juventus Stadium, per ricevere l'ovazione di tutti e, magari, assistere a nuove vittorie della sua ex squadra.
mercoledì 30 maggio 2012
NON TOGLIETECI LA PASSIONE PIU' BELLA...
Immagine tratta da newnotizie.it
...oggi siamo tutti incazzati col sistema...
...oggi tutti meritano la Serie B...
...oggi alcuni giocatori e allenatori, forse, andrebbero radiati...
...oggi non pagherà solo la Juventus per Calciopoli...
...oggi non ci sarà prescrizione...
...oggi Cannavaro e Grava, forse, non hanno denunciato una tentata combine...
...oggi Buffon, schietto, è mal visto, ma almeno è sincero...
...oggi Mauri, ottimo mancino di centrocampo, è rinchiuso in una cella...
...oggi Carobbio è diventato famoso dopo una carriera quasi inesistente...
...oggi Bonucci e Criscito sono due giocatori della Nazionale...
...oggi Doni non fa più regali...
...oggi Pellissier, Bobo Vieri e Beppe Signori non pensano più a fare gol...
...oggi Milanetto, bandiera del Genoa, non corre più sul campo, ma a quanto pare,ha corso sempre un pò di più alla Snai...
...oggi Sculli, forse, non merita quella maglia che non si è voluto togliere in Genoa-Siena...
...oggi il sistema è più sporco del 1982...
...oggi, magari, si tocca l'orgoglio di campioni che esistono ancora, e con loro si vince l'Europeo...
...oggi abbiamo la certezza che in fondo è un business, e forse, sotto sotto, ci sta bene così...
NON TOGLIETECI LA PASSIONE PIU' BELLA, LEVATE TUTTO IL MARCIO CHE C'E'!
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sabato 12 maggio 2012
PrOnOsTiCaNdO vol.8
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| Immagine tratta da lavergogna.blog.kataweb.it |
Un weekend dove sarà duro scommettere su partite che non offrono nulla in palio.
Abbiamo scelto infatti di pronosticare senza commenti particolari, vista l'inutilità di alcune partite non solo in Serie A. I pronostici riportati, quindi, saranno per un'unica quota, quella che più ci pare possibile da pronosticare ad oggi, ed una da azzardare, quindi più difficile.
PESCARA - TORINO: gol AZZARDO 1 fisso
FENERBACHE - GALATASARAY: gol AZZARDO 2 fisso
BORUSSIA DORTMUND - BAYERN MONACO ( finale di coppa ): gol AZZARDO 1 fisso
JUVENTUS - ATALANTA: over 2,5 AZZARDO X
MILAN - NOVARA: over 2,5 AZZARDO 1h
CATANIA - UDINESE: gol AZZARDO X
GENOA - PALERMO: over AZZARDO X2
CHIEVO - LECCE: gol AZZARDO 2
PARMA - BOLOGNA: 1 AZZARDO over 3,5
LAZIO - INTER: gol AZZARDO 2 fisso
NAPOLI - SIENA: 1 AZZARDO under 1,5
CELTA VIGO - ALCORCON: 1 AZZARDO over 2,5
BRUGES - KORTRIJK: 1 AZZARDO over 3,5
MANCHESTER CITY - QPR: 1h AZZARDO over 3,5
SUNDERLAND - M.UTD: 2 AZZARDO over 3,5
PSG - RENNES: 1 AZZARDO gol
MONTPELLIER - LILLE: over 1,5 AZZARDO X2
TOTTHENAM - FULHAM: over 2,5 AZZARDO 1h
WEST BROMWICH - ARSENAL: over 2,5 AZZARDO 2
SANDNES - ROSENBORG :2 AZZARDO over 2,5
sabato 5 maggio 2012
IO STO CLAMOROSAMENTE CON LUIS ENRIQUE
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| Immagine tratta da lastampa.it e modificata su cartoonize.net |
La Roma con il pareggio interno con il Catania, porta a cinque partite l' astinenza dalla vittoria e vede sfumare matematicamente la qualificazione alla prossima Champions League.
Anche l' Europa League si allontana.
Ma la Roma è divertente! Me ne sono accorto oggi, e me ne sono accorto contro il Napoli, ovunque giochino i giallorossi, la partita è gradevole.
A tratti è la squadra più divertente, assieme alla Juve, al Catania e poche altre.
Vuoi per le amnesie difensive gigantesche, vuoi per il gioco offensivo altissimo che propone Luis Enrique. Il problema si racchiude in un dato: 52 reti subite in 37 partite.
Se la Roma investisse 15-20 milioni in due difensori centrali buoni, ottimi nelle chiusure e negli anticipi e soprattutto veloci, la squadra diventerebbe di primo livello.
I giocatori sono con il mister, i giovani e la vecchia guardia. Il tecnico di Gijon ha dimostrato di non guardare in faccia nessuno, di essere coraggioso nel lanciare giovani della Primavera nel momento del bisogno, e di lasciar fuori squadra chi sgarrava, sia nei battibecchi interni e sia nell' infrazione delle regole del gruppo.
Il personaggio Luis Enrique inoltre, non dice cose mai banali, è franco e realista, a livello comunicativo è il più interessante di quelli presenti in Serie A, probabilmente uno dei migliori comunicatori del post-Mourinho.
Siamo sicuri che i nomi che si fanno per la sostituzione, Villas-Boas, che comunque dovrà imparare a conoscere il calcio italiano, o Montella, già allontanato alla fine della stagione passata, o Zeman, siano meglio di Luis Enrique?
Cos' ha Lucho in meno di Zeman stesso?
Le sue partite sono sempre divertenti, e la difesa incassa e subisce tantissimo, ma anche il boemo, con questa difesa cosa avrebbe fatto? Con quel Kjaer, con Juan e Burdisso sempre rotti, il 90% degli allenatori avrebbero avuto simili difficoltà. E la batteria di terzini Taddei, Rosi, Josè Angel, Cicinho e Cassetti? Chi avrebbe fatto meglio?
La perdita di Luis Enrique, o anche le sue dimissioni a fine anno, sarebbero una sconfitta, un lavoro lasciato a metà.
Sarebbe facile salire sul carro da vincitori con i risultati di rilievo in mano.
Sarebbe facile salire sul carro da vincitori con i risultati di rilievo in mano.
Proviamo in Italia, una volta tanto, a portare a termine un progetto.
Note speciali del sabato:
-Di Matteo vince la FA Cup con il suo Chelsea contro il Liverpool, che risultato spettacolare per il mister che ha raccolto i cocci del pompatissimo Villas-Boas!
-Messi-Espanyol 4-0. 72 reti stagionali, 50 nella Liga. Record su record, serve dire altro? Si, ricordare che è il più forte di sempre. Senza storie.
-Il Lecce perde con la Fiorentina e al 90% scenderà in B, ha messo grinta e coraggio, ma la rimonta si è sciolta sul più bello, da qualche partita faticava a tirare in porta. Un plauso ai tifosi di Lecce, Novara e Cesena, che non hanno contestato, ma applaudito i giocatori.
Chapeau per tutti.
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giovedì 3 maggio 2012
SQUADRE DI SERIE A E SQUADRE DI SERIE B
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| Immagine tratta da datasport.it e modificata su cartoonize.net |
La Lega Calcio accoglie la richiesta della Juventus di giocare in contemporaneità rispetto al Milan, e i bianconeri giocheranno domenica alle 20:30 insieme ai rossoneri.
Parimenti la stessa Lega, boccia la medesima richiesta del Lecce, che proponeva di giocare insieme al Genoa.
Il Lecce infatti affronterà la Fiorentina sabato alle 18, mentre il Genoa andrà in trasferta ad Udine domenica alle 15.
Dunque per la lotta Scudetto è stato riservato un trattamento, mentre per quella per la permanenza in Serie A uno diverso.
E' ammissibile? Siamo in balia di una Lega Calcio inesistente, che bada agli interessi dei grandi e delle televisioni e trascura le piccole squadre. Il Lecce ha pieno diritto di contemporaneità come la Juventus.
Le richieste dovevano essere accolte oppure declinate entrambe.
Non ha senso dar la possibilità al Genoa di andare in campo conoscendo già il risultato del Lecce. Infatti in caso di sconfitta o pareggio dei giallorossi salentini, il Genoa potrebbe anche non giocare per la vittoria ed accontentarsi di pareggiare, o addirittura perdere in caso di clamorosa sconfitta del Lecce il giorno prima. E in questo modo anche la lotta Champions ne risentirebbe, dato che i rossoblù giocheranno proprio con l' Udinese.
Tutti contribuiscono nella medesima percentuale al prodotto Serie A, quindi hanno tutti ugual diritto a chiedere la contemporaneità per le gare decisive, almeno in queste gare di fine stagione.
Riportiamo la contemporaneità almeno per le ultime 4 giornate, come accadeva sino a due stagioni fa.
E' giusto stare dalla parte della Juventus, ma anche dalla parte del Lecce, ed indignarsi.
Perchè la Lega, in questo modo, ha fatto già una distinzione tra squadre di Serie A e squadre di Serie B.
domenica 29 aprile 2012
GILA GAME OVER
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Ma Gila, dov'è?
In panchina per 90 minuti a Bologna, idem a Milano contro il Milan, gli viene preferito come subentrante, addirittura il tristissimo Ze Eduardo.
8 milioni di investimento per scaldare un posto in panchina. Possibile che un giocatore, a 30 anni ancora da compiere, sia già ai titoli di coda?
-No. Gilardino è un signor attaccante, parlano i numeri per lui: ha sempre giocato in Serie A, 145 reti in campionato, 9 in Champions, 18 in Coppa Italia, è lui il miglior marcatore in attività in Nazionale, 17 gol in 47 apparizioni, ed è lui il miglior cannoniere della storia dell' Under 21, 30 partite per 19 segnature, è Campione del Mondo. Il declino delle ultime stagioni è dato solamente dalla crisi profonda della Fiorentina prima e del Genoa poi, e lui che è un terminale offensivo, ne risente più di tutti.
-Si. Gilardino ha già dato, è arrivato. La grande squadra, il Milan, l' ha raggiunta a 23 anni, la Champions l'ha vinta, il Mondiale per Club anche, il Mondiale con la Nazionale idem, per anni ha segnato almeno dieci gol in Serie A. Non ha la fame di un tempo, si è imbolsito, fisicamente non è più in forma come qualche anno fa, le motivazioni non possono essere le stesse.
L' hanno tagliato prima Mihajlovic, poi Delio Rossi, ora De Canio, allenatori esperti, per tacere di Ancelotti al Milan, che l' ha lasciato partire senza troppi problemi.
A 29 anni hai avuto tutto, sportivamente e non, soldi, fama, grandi vittorie, grandi partite, e ora devi dare l' anima per evitare la B, categoria in cui non hai mai giocato. La tua esperienza e il tuo carisma dovrebbero guidare i compagni ed invece, scaldi la panca assieme a gente come Ze Eduardo.
Come mai non ce la fai?
E' game over.
giovedì 12 aprile 2012
TUTTI IN B
Ecco perchè, tutte le squadre dal 13esimo posto in poi, meriterebbero di retrocedere:
20°CESENA 21: Beh, il Cesena va in Serie B perchè il progetto estivo di una squadra tutta tecnica e grandi giocate, è miseramente naufragato. Mister Giampaolo voleva un piccolo Barca, e ha creato una barchetta che ha fatto acqua da tutte le parti, e le toppe invernali Santana e Iaquinta sono state invisibili, così come i 3 allenatori che si sono succeduti al suo timone.
19°NOVARA 25: Il Novara merita di scendere per k.o. tecnico. La squadra ha corsa e grinta, ma la tecnica della Serie A proprio no. E difendere a 5 non nasconde enormi pecche strutturali.
18°LECCE 34: Il Lecce retrocede perchè ha buttato troppe partite all' ultimo minuto, e la grinta che ha mostrato nella gestione Cosmi, non l' ha mostrata con continuità. Muriel per mezza stagione è stato un giocatore in attesa di sbocciare, così come Cuadrado, e Di Michele troppo ai box per infortunio.
17°GENOA 36: il Genoa ha fatto la fine della Sampdoria perchè nonostante una rosa da metà classifica, non ha un gioco, è una squadra timorosa e poco propositiva. I mister Malesani e Marino han portato più confusione che idee, e Preziosi non smette di cambiar giocatori come figurine.
16°BOLOGNA 37 (1p. in meno): il Bologna è andato in B perchè ha fatto troppi pochi punti all' inizio del campionato nella gestione Bisoli, ed è andato in crisi di complimenti a fine stagione con Pioli. L' attacco è stato troppo Di Vaio-dipendente e Ramirez s'è spento man mano.
15°FIORENTINA 37: la Fiorentina è scesa clamorosamente in Serie B e ha rimediato una magrissima figura in questa stagione. Un' organizzazione di gioco nulla, sia con Mihajlovic che con Rossi, personalità imbarazzante, grinta mai uscita fuori in una stagione assolutamente discontinua. Con la paura della retrocessione poi, la squadra non ha saputo più vincere in casa.
14°PARMA 38: la squadra emiliana non ha convinto nè col 442 di Colomba che con il 352 di Donadoni, non è mai riuscita a coprire bene il campo, e in attacco è stata troppo dipendente dalle lune e i gol di Giovinco. Anche lei è andata in affanno con la classifica che è si è accorciata sempre più, e si è trovata terzultima proprio quando si credeva salva.
13°CAGLIARI 38 (1p. in meno): il sodalizio rossoblù ha pagato con la Serie B nell' ordine: la scelleratezza dei 4 cambi di allenatore stagionali, la mancanza di punte da Serie A per il girone di andata, l' esser troppo Pinilla-dipendente nel girone di ritorno, ed aver giocato le ultime partite della stagione tutte in trasferta per la querelle stadio. Basta?
Scommessopoli permettendo...che poi finisce che retrocedono tutte per davvero!
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