sabato 22 agosto 2015

BAR F1 - 11, QUALIFICHE DAL BELGIO

Immagine tratta dall'account Twitter @Formula1
CHI C'E'
Sembrava essere una lotta sul filo dei millesimi tra Hamilton e Rosberg, ma poi Lewis è sceso di quasi un secondo tra Q2 e Q3 e Nico è costretto ancora a guardare. 10 pole su 11 qualifiche: e dire che nel 2014 la pole era il tallone d'Achille del signor Rihanna. 
Un trittico di allegri furfanti da Gran Premio: Grosjean (che partirà 9° causa penalty), Perez e Maldonado, si piazza di prepotenza nella top ten. E con la partenza più manuale del solito, al via ne vedremo delle belle. Occhio soprattutto a Sergione Perez, dal Messico con furore, in versione Speedy Gonzales con velocità di punta capaci di rabbrividire chiunque. Domani sarà come il tonno: insuperabile.
Mercedes, nei primi otto ci sono sette motorizzati dalla casa di Stoccarda. Formula 1 o Formula Mercedes?
Fresca di rinnovo di contratto, la sfiga di Raikkonen fa capolino anche a Spa. Ammirevole per come si è nascosta per tutte le prove libere, salvo poi spuntare quando tutti se l'erano dimenticata. Prestazione top, si è meritata il rinnovo. 
CHI NON C'E'
Ferrari altalena rossa. Vettel 9° e Raikkonen 14°: e dire che in Ungheria Seb ha vinto e Kimi gli ha fatto da scudiero finchè la benedetta sfiga glielo ha concesso. Ma domani è un altro giorno, si vedrà. I punti si fanno la domenica (e la jella di Raikkonen si sfrega già le mani).
Va bene le 55 (!) posizioni di penalità accumulate per Spa, ma la McLaren è in versione balneare. Riesce a mettersi dietro solo la Manor. E Nando si becca mezzo secondino da Button. Ma il meglio deve ancora venire, dobbiamo tenerlo sempre a mente.
L'EXPLOIT 
Una Bottas di vita. L'aringa Valtteri riemerge dai fumi inebrianti del fantomatico sedile Ferrari e si piazza terzo. Dal nulla, dopo aver latitato per gare e gare, finalmente un segnale di vita. 
LA PREVISIONE
Hamilton pialla tutti senza pietà. Ma in partenza qualcuno farà confusione e scatterà alla moviola, e con tanti pericoli pubblici là davanti, sarà spettacolo. Gran lotta per il terzo gradino del podio: 1°Hamilton, 2°Rosberg, 3°Perez, 4°Vettel, 5°Raikkonen.

domenica 26 luglio 2015

BAR F1 - 10, GARA UNGHERESE

Immagine tratta dal profilo Twitter @Formula1
MAN OF THE RACE
Stop. Fermi tutti. A causa di un'avaria al motore elettrico Kimi Raikkonen è costretto al ritiro, buttando alle ortiche un 2° posto molto più che probabile. Si presenta alle interviste, si trova di fronte Stella Bruno. Non sembra molto rabbuiato, al che la nostra Stellona nazionale gli chiede: "Non sembri molto triste per il tuo ritiro", Kimi fa la solita smorfia poco convinta e fa: "Beeeeeh, le birre mi hanno aiutato...". Man of the race, hai vinto. Jackpot. Chapeau.
GLI SPUNTI 
Onore a tutti e 20 i piloti in pista. Ognuno di loro ha dato il massimo oggi, tutti fenomenali. Hanno tenuto sempre giù il piede, tra corpo a corpo, contatti, staccate, botti, e piloti che hanno spinto la propria macchina quando si è fermata, si è visto tutto ciò che la Formula Uno può e potrebbe offrire. Una gara d'altri tempi. Il miglior modo per ricordare Jules.
La partenza è stata qualcosa di clamoroso da parte delle Ferrari. Due piloti fantastici, grandiosi. Seb e Kimi hanno fatto vedere di che pasta sono fatti, al via e per tutta la gara. Vettel ha vinto la sua seconda gara stagionale, di forza, senza mai rischiare di perderla. Raikkonen avrebbe fatto secondo, meritatamente. Ma la sfortuna ha cercato di metterlo k.o. prima facendogli saltare la videocamera dal musetto, e poi, non paga, ha mandato al macello il motore elettrico. Per Vettel 25 punti e lo champagne, per Kimi 0 punti e le birre. C'est la vie. 
Verstappen a 17 anni ha fatto quarto. Non c'è molto da aggiungere, clamoroso.
Così come Alonso che chiude 5° con la sfortunata Mp4_30, mettendosi alle spalle entrambe le Mercedes! Roba da raccontare ai nipotini. Forse quelle spinte il sabato pomeriggio hanno intenerito la vettura, al punto da non avere alcun problema per tutta la gara. Forse la McLaren Honda aveva solo bisogno di un po' d'affetto. 
Pastorone Maldonado è il miglior casinista della storia delle Formula Uno. Oggi è riuscito a prendere un drive through a causa di un eccesso di velocità nella pit-lane mentre scontava un drive through precedente. Qua si scrive la storia delle penalità, ragazzi! Leggenda.
GLI ABBACCHIATI
Lewis Hamilton ha corso con la vena tappata. Sembrava il protagonista, un po' isterico, di un videogioco di Formula Uno. Ha fatto di tutto, partito male, quasi tamponato il compagno di box, andato lungo, rimontato, sorpassato, altri contatti e via di penalizzazione. E in tutto questo, riesce ad arrivare davanti a Rosberg. Alla fine, non è poi così abbacchiato.
Nico Rosberg formichina sapeva che Lewis navigava nelle retrovie, e stava portando a casina il 2° posto. Ma un duello ravvicinato con Ricciardo gli ha rovinato tutto a pochi giri dalla fine. Dal quasi pari in classifica, a -21. 
Poi c'è anche Valtteri Bottas, l'incombente ombra alle spalle di Kimi Raikkonen per il sedile Ferrari. Chiude 14°. Non si vede mai. Piatto, come al solito. Una partenza come quella di Kimi oggi, Valtteri non l'avrebbe mai fatta.

sabato 25 luglio 2015

BAR F1 - 10, PROVE UNGHERESI

Immagine tratta dal profilo Twitter @Formula1
CHI C'E'
Hamilton c'è, tantissimo. Nel simil kartodromo tortuoso di Budapest segna la quinta pole in terra magiara, dominando ogni sessione sin da ieri. E' primo pure a finire la colazione, il pranzo e la cena. E Nico Rosberg non sa dove sbattere la testa, non c'è trippa per gatti a sto giro.
Vettel, come per magia, risolve i suoi problemi nelle libere del sabato e artiglia il "solito" terzo posto. Domani sarà lotta vera con le Red Bull. Ma più del terzo gradino del podio non si può sognare. E non è comunque poco, ricordando quel cetriolo della F14T.
Max Verstappen non aveva mai corso su questa pista e si piazza nella Top10, nono. Ed è bravo. E ha sempre 17 anni. 
Fernando Alonso nelle prove libere si è visto. E anche nelle qualifiche, perchè supera la Q1 e poi nella Q2 lo vediamo spingere stoicamente la sua McLaren nei box. Sul più bello, infatti, la vettura non ha retto l'emozione e ha sventolato bandiera bianca. 
CHI NON C'E'
La Williams nelle piste tortuose, di trazione, balbetta. E anche qui, non vanno oltre un 6° e un 8° posto, con poche prospettive di migliorare domani.
L'EXPLOIT
La Red Bull rimette le ali, dove l'aerodinamica la fa da padrone. Ricciardo può lottare per il podio per la prima volta in stagione, mentre Kvyat, molto positivo nelle libere, con il ritmo gara potrebbe dire la sua.
LA PREVISIONE
Cosa accadrà a Raikkonen domani? 60% foratura, 25% ancora un problema di cordoli e conseguente disintegrazione dell'ala anteriore, 15% scontro in partenza con una delle due lattine. 
Per la gara invece 1°Hamilton, 2°Rosberg, 3°Vettel, 4°Ricciardo, 5°Kvyat.

domenica 5 luglio 2015

BAR F1 - 9, GARA INGLESE

Immagine tratta dall'account Twitter @Formula1
MAN OF THE RACE
Lewis Hamilton le ha provate tutte: ha sbagliato sia in partenza che nella ripartenza dalla Safety Car, non ha mai attaccato le Williams che guidavano il gruppo, ma niente. E' bastata la chiamata al box nel momento giusto per montare le intermedie, et voilà, ha vinto di nuovo. Un weekend così e cosà, raddrizzato con le intuizioni della pole e del cambio gomme.
GLI SPUNTI
Maurizio Arrivabene non perde occasione per scaricare davanti ai microfoni Kimi Raikkonen. Roba da team principal di terzo livello. Stavolta si scarica al 100% sul finlandese la colpa della chiamata ai box anticipata, rivelatasi poi errata, come se il muretto e gli ingegneri non contassero nulla. Proprio come se non si vedesse l'ora di sottolineare con la matita blu gli errori dell'alunno. Facile giudicare dopo, e gettargli la croce addosso.
Ma se la Ferrari non sta progredendo (sull'asciutto avrebbero fatto non più di quinta e sesta), allora non dovrebbe essere sul banco degli imputati anche il Team Principal? Lo stesso signore che sta mantenendo una strategia con i media di volgare fucilazione nei confronti di Raikkonen da ormai 2/3 mesi per giustificarne la cacciata? O questo signore è intoccabile? Kimi è in discussione, ok. Ma che lo sia anche Arrivabene. 
Sparare su Kimi per nascondere le pecche dello sviluppo è proprio triste.
Seb Vettel è un gran pilota, la sua sensibilità oggi sull'umido/bagnato è stata notevole, notevolissima. Tale da mascherare la peggior Ferrari del 2015 e una partenza imbarazzante che l'ha piazzato 9° dopo poche curve. Si capisca però che questo atteggiamento mediatico di Arrivabene alla lunga lo sta mettendo in cattiva luce. E' sempre quello bello, bravo, che non fa mai errori anche quando li fa. E il pilota che sta guidando la Ferrari quest'anno non lo merita. 
Nando Alonso arriva a punti con una McLaren inguardabile, che fa 10a solo per tutti i ritiri visti oggi in quel di Silverstone. Ma Nando lingua lunga, che scintille avrebbe fatto con Arrivabene? 
GLI ABBACCHIATI
Ora, cacciamo pure Raikkonen. Perchè è vecchio, perchè puzza, perchè sbaglia sempre lui e perchè a priori va denigrato e trattato come un ferro vecchio. Ma davvero si vuol prendere Bottas? Sul serio? Ma l'avete visto oggi? Imbarazzante. Ha preso 1 minuto di ritardo in dieci giri, a momenti lo passava pure Kvyat. E le sta prendendo da Massa. E per liberarlo bisogna pure pagare una penale? Ma scherziamo? 

sabato 4 luglio 2015

BAR F1 - 9, PROVE INGLESI

Imm. tratta da autosprint.corrieredellosport.it
CHI C'E'
Hamilton ha lasciato illudere Rosberg sino al sabato mattina, poi si è preso la pole senza troppi complimenti. La numero 46. E domani proverà a invertire la tendenza che ha visto negli ultimi 10 anni trionfare solo 2 poleman qua a Silverstone.
C'è Kimi davanti a Vettel. Anche se, secondo i media nostrani, è il pilota più amato dai fans perchè hanno votato in pochi, perchè il sondaggio della GPDA non conta, perchè sì sarà pure il più tifato, ma la sua popolarità sta innegabilmente calando (Pino Allievi dixit oggi sulla Gazzetta), perchè è un gomblottooo. Insomma, sì vabbè, sarà pure 5°, ma avrebbe dovuto fare 1°. E comunque c'è sempre domani, e la speranza di accanirsi è dura a morire. Sennò che si scrive sui giornali da qui al 24 luglio?
Il piccolo Kvyat, criticatissimo dopo i primi Gp, sta mettendo in riga il sorriso di Ricciardo. A suon di tempi e prestazioni sta meritandosi il sedile Red Bull. Il tempo è galantuomo. E non giornalista, difatti.
CHI NON C'E'
La Ferrari ha architettato tutto, è chiarissimo: dare la peggior macchina della stagione a Raikkonen, proprio nel weekend in cui riesce a mettersi dietro in tutte le prove il fenomeno Seb. E' una tattica per non far risaltare il finnico. Così si arriverà alla scadenza naturale del contratto e gli si potrà dire grazie e arrivederci perchè non è arrivato nella Top 1 nella Classifica iridata e perchè non ha staccato il teammate di quegli 80/90 punti richiesti. 
La McLaren, secondo il sondaggio globale online, è la 2a squadra più tifata della F1, e ha il 2° e il 3° pilota con più fans (Alonso e Button), e nel Gp di casa chiude in penultima fila. Triste y solitaria. 
Più passano i Gp e sia la Ferrari che la McLaren non migliorano. E dire che una volta lo sviluppo durante la stagione, era il fiore all'occhiello per entrambe. Ah, l'epoca dei test.
Gianfranco Mazzoni non c'è. Lo storico telecronista Rai accoglie i telespettatori localizzando Silverstone "80 km a nord di Roma", dunque non si ha bene l'idea del luogo preciso da cui il nostro eroe stesse assistendo alle qualifiche. Dai miei calcoli potrebbe trovarsi in zona Orte o Rieti. O probabilmente stava commentando già dal futuro, all'incirca nel 2043, dato che ieri ha salutato il compleanno di Vettel con un "auguri a Vettel, oggi 28 anni con la Ferrari".
L'EXPLOIT
Felipe Massa, perde il capello ma non il vizio. In barba alla spelatura evidente, il buon Felipe, si, sempre lui, quello lento, complessato, demotivato e citrullo che guidava la Ferrari al fianco di Alonso, si piazza 3°. Ancora davanti al nuovo fenomeno Bottas, promesso sposo di Maranello, che è pompatissimo da tutti, ma che di mettersi dietro il vecchio Massa non ne vuole proprio sapere. E, tanto per gradire, è la prima volta in cui a Silverstone, in tutta la carriera in F1, Massa riesce a mettersi alle spalle il compagno di box in qualifica. Tanto per dare un'idea del giustificatissimo entusiasmo della stampa italiana verso Bottas.
LA PREVISIONE
Noia a palate. O a patate. 1°Hamilton, 2°Rosberg, 3°Massa, 4°Vettel, 5°Bottas.

domenica 21 giugno 2015

BAR F1 - 8, GARA AUSTRIACA

Immagine tratta dal profilo Twitter @Formula1


MAN OF THE RACE
Nico Zitto Zitto Rosberg. Oramai non se lo filava più nessuno, specie partendo dietro a Hamilton. E invece, clamoroso sorpasso in partenza, roba che non si vedeva da anni. E via a vincere, terza gara vinta delle ultime quattro e si porta a -10 da Lewis. Beh, mica male.
Uomo della gara anche Toto Wolff, che tutto serio prima della gara dichiarava che la Ferrari era più veloce della Mercedes sul passo gara. Bella battuta!
GLI SPUNTI
Arriva terzo Felipe Massa. Lo stesso Massa che era bollito, che alla Ferrari era un pensionato, che era vecchio, rinco e che puzzava pure. E va a podio. Il tempo è galantuomo.
Marchionne infallibile: fa due su due. Due presenze ai box e due volte la Rossa scende dal podio. Con l'arrivo della stagione europea, la Ferrari invece di progredire, sta gamberizzandosi. Da notare, poi, che da quando la Mercedes ha fatto uno step motore anche sulle auto clienti, la Rossa si avvicina alle Williams, ma non riesce più a sopravanzarle.
Maldonado è stato l'unico a tenerci svegli in una gara monososta e soporifera. Dei traversi clamorosi, e un sorpasso mentre stava scodando da tutte le parti sul rettilineo. Mitico!
Verstappen ha sempre 17 anni, e si classifica 8°, miglior pilota motorizzato Renault. Bello grintoso e, finalmente, efficace.
GLI ABBACCHIATI
Dio li fa e poi li accoppia. E Kimi e Nando finiscono uno sopra all'altro dopo due curve. Il destino ci mette lo zampino in questa loro stagione infelice. Colpa di chi? Kimi che perde la Ferrari in rettilineo causa pattinamento? Nando che tocca la Rossa? Problema tecnico? Non si sa, ma intanto via alla gogna totale contro Raikkonen. Stampa a tutto spiano, fucili puntati e cacciata dietro l'angolo. Quel sedile da secondo pilota rosso è una maledizione, ma sia Barrichello con la Brawn, che Massa sulla Williams, hanno dimostrato che non erano proprio così cotti come sembravano a Maranello.
Bottas due domeniche fa doveva salire sulla Ferrari 2016, e oggi arriva 5°, con un Massa sul podio e 36 secondi davanti a lui. 
La McLaren non arriva neppure a fare dieci giri, con i ritiri di Alonso e Button. Gare 8, punti 4.

sabato 20 giugno 2015

BAR F1 - 8, PROVE AUSTRIACHE

Immagine tratta da formulapassion.it

CHI C'E'
Ogni gara ci si illude che la Ferrari possa mettere le sue ruote davanti alla Mercedes, e puntualmente c'è la doppietta della casa di Stoccarda.
Anche sotto pressione, non mancano di colorare la prima fila di grigio. Belle le fantasie, ma la realtà è sempre la stessa: potenzialmente sono da 1-2 a ogni qualifica e a ogni Gp.
Vettel c'è sempre e timbra il suo cartellino con il 3° posto d'ufficio.
Verstappen è 7°, conferma di avere stoffa. Consistente per tutto il weekend, spericolato e aggressivo. Ah, beata gioventù...
CHI NON C'E'
Kimi, Kimi, Kimi, ma che diavolo combini? Già da tempo non sei un fulmine in prova, poi alle prime parole fuori dalle righe di Arrivabene, te ne vai in pappa totale? E prima il testacoda canadese, e oggi prima ti piazzi dietro un trenino suicida formato da Alonsino e Perez, e poi sbagli a fare 2+2 e vai a prendere spazio nell'ultimo giro disponibile, convinto ce ne fosse ancora un altro e via che fai 18°. Aiuto. Ci stai mettendo tantissimo del tuo per farti cacciare! La pressione lo scioglie, non lo tiene per nulla sveglio! Che disastro! Ah, la vecchiaia...
Per chi invoca al suo posto il sorriso a 54 denti di Daniel Ricciardo, beh, il cangurotto australiano sta cominciando ad adagiarsi dietro al buon Kvyat, che ha cominciato a far sul serio. Fa 14°, sei posizioni dietro il compagno di box, anche se causa penalizzazione partirà dal fondo. E il fenomeno dell'anno scorso è preso a martellate dal ridimensionamento.
E un candidatone al sedile di Raikkonen è pure il piatto, piattissimo Bottas. Che, tanto per gradire oggi chiude sesto, con il bollito, lento e complessato teammate Massa (sì, quello di ferrarista/alonsiana memoria) che è quarto. Come per dire, se non stacca manco Felipe...
E la Fia.
Cioè, ma possiamo all'ottavo Gp usare la calcolatrice per stilare la griglia di partenza causa penalizzazioni al 20% della griglia? Ci sono Kvyat e Ricciardo castrati dall'utilizzo di un motore in più del consentito, e addirittura Alonso e Button che devono scontare qualcosa come 20/25 posizioni di penalità, che si traducono nell'essere ultimi + un drive trough e 10 secondi di stop and go. Ma che è? E all'ultima gara che si fa? Mezza griglia penalizzata? E che si fanno a fare le prove? Forse sarebbe stato più intelligente togliere punti nella classifica costruttori alle squadre!
L'EXPLOIT
Il piccolo Hulk dopo aver vinto a Le Mans, riesce a piazzare un clamoroso 5° in griglia per domani. Deve sfruttare la scia della vittoria nella classica delle corse di durata per agguantare un volante più prestigioso di quello della Force India. E' la sua ultima occasione, e l'unico sedile traballante valido è colorato di rosso Ferrari. Ce la farà? No, ma è bello che ci provi.
LA PREVISIONE
Qualche lungo ininfluente, il sole. 1 Hamilton 2 Rosberg 3 Vettel 4 Massa 5 Bottas. Senza fantasia.

domenica 7 giugno 2015

BAR F1 - 7, GARA CANADESE

Immagine tratta dal profilo Twitter @Formula1
MAN OF THE RACE
Palma di migliore in pista per i due Paperini del sabato: Vettel e Massa. Chiudono rispettivamente quinto e sesto, dopo una gara tutta di rincorsa, grinta e sorpassi. Hanno tenuto alta l'attenzione in attesa di una Safety Car mai arrivata.
GLI SPUNTI
Hamilton vince e Rosberg arriva 2°. Non c'è trippa per gatti, non si scappa. "Sempre, sempre così, sarà per Lewis e Nico", si potrebbe dire scimmiottando la sigla di un noto cartone animato giapponese degli anni '80.
Arrivabene sta un po' strabordando. Va bene darsi un'immagine giovanile, va bene fare il simpatico dal linguaggio colorito, ma rappresenta la Ferrari e dovrebbe comportarsi meno da tifoso e più da uomo squadra. Getta la croce addosso a Raikkonen continuamente, pure ieri nella sua migliore qualifica dal ritorno in Rosso. Sta preparando la strada per il licenziamento del finlandese? Bene, che lo dica chiaramente. Poi vediamo se Bottas o Vergne o Hulkenberg o chiunque sarà, riuscirà a star davanti a Vettel o far meglio del 4° posto in classifica mondiale. Va bene tirare le orecchie (e oggi Raikkonen ha fatto una boiata pazzesca), ma ricordiamoci che se Vettel non è andato a podio è perchè ha ricevuto un penalty di 5 posizioni in griglia per una sua disattenzione nelle libere. Ergo, non facciamo figli e figliastri. Non evidenziamo gli errori di uno e sorvoliamo su quelli dell'altro.
Bottas è piatto, ma consistente. Quando c'è da raccogliere, raccoglie. E Massa non lo vede neppure in cartolina da quanto è, costantemente, sempre lontano.
GLI ABBACCHIATI
Doppio ritiro per la McLaren, e che ve lo dico a fa'. Honda su Honda, il mare mi porterà...alla deriva...
Raikkonen, Raikkonen, Raikkonen. Ma che diavolo mi hai combinato al tornantino? Ti sei girato come un pollo qualunque. Quando non dormi il sabato, lo fai la domenica? Perde un podio raggiungibile in ciabatte e senza sforzo, e porge su un piatto d'argento la sua testa per l'opinione pubblica e il suo team principal. Fa il giro veloce in gara, ma, ad intuito, servirà a poco.
Ricciardo un anno fa vinceva a Montreal, oggi ha chiuso tristemente 13°. La Red Bull è un gambero, va sempre peggio, ha perso Newey e la bussola. 

BAR F1 - 7, PROVE CANADESI

Immagine tratta da f1passion.it
CHI C'E'
44 pole per Hamilton, che piazza l'acuto al sabato, dopo tre turni di libere parecchio complicate. Sul giro secco non ce n'è. E' quarto nella classifica di tutti i tempi, dietro Schumi, Senna e Vettel. 
Finalmente Raikkonen è andato bene in qualifica. Unico motore Ferrari in un nugolo di propulsori Mercedes (6 nelle prime 7 posizioni). Quando non c'è Vettel, deve esserci lui. Così è stato in Bahrain, così sembra qui in Canada. 
I teppistelli Lotus Grosjean e Maldonado, dopo un duello rusticano in corsia box, si piazzano in terza fila. Con partenze da kamikaze nel curriculum, non lasciano tranquilli proprio nessuno, là davanti.
CHI NON C'E'
Seb Vettel paga problemi al motore, e un penalty causato da un sorpasso in regime di bandiera rossa nelle libere. La sua domenica parte in salita in nona fila, quindi ci vorrà una bella dose di fortuna e di safety car per finire nei primi 6. 
E pure Massa partirà dietro, 15°. Anche per lui un chiaro "no power" in Q1, ma con buone prospettive di rimonta per la zona punti.
La McLaren sta vivendo una situazione grigia. In ogni sessione c'è un problema, ad ogni gara dei ritiri per problemi tecnici. Ne fa le spese a Montreal Jenson Button, che non fa neppure un giro e partirà tristemente ultimo.
L'EXPLOIT
Diciamo Mercedes. E più precisamente Lotus e Force India, che magicamente si avvicinano alla zona alta della classifica come se fossero piovuti dal cielo 7/8 decimi. Miracoli canadesi.
LA PREVISIONE
Qualche guasto, qualche fesso, qualche safety. E qualche rimescolamento: 1 Hamilton, 2 Raikkonen, 3 Bottas, 4 Maldonado, 5 Perez.

domenica 24 maggio 2015

BAR F1 - 6, GARA MONEGASCA

Immagine tratta dall'account Twitter @F1
MAN OF THE RACE
Poche balle, l'uomo del giorno è Max Verstappen, 17 anni da Hasselt, Olanda. E' uno dei pochissimi a combinare qualcosa di emozionante nelle soporifere stradine del Principato. Infila tre sorpassi, uno su Maldonado (handicappato da problemi ai freni) a inizio gara, e due a metà gara accucciandosi dietro i doppiaggi di Vettel e beffando Sainz e Bottas. E poi l'episodio che cambia la gara, il ciocco pauroso contro il didietro di Grosjean. Roba da videogioco, dove l'altro ti si pianta davanti e tu lo tamponi come se non ci fosse un domani. Da qui la safety car e tutto il pastrocchio che rimescola il podio. Tutto originato da Max. Grazie Max!
GLI SPUNTI
Tris consecutivo di Rosberg a Montecarlo. Roba da raccontare ai nipotini. Ma stavolta lo zampino della dea bendata è corposo. E si riporta zitto zitto a -10 da Hamilton, senza fare nulla di eccezionale è lì. 
La Mercedes che combina? Insensato cambio gomme a Hamilton in regime di Safety Car, in una pista dove non si supera neppure con le ali (anche quelle non mobili). Si pensava a una finta per ingannare gli altri, e invece ci cascano a piè pari loro stessi. Mah!
Vettel è un orologio tedesco, sempre pronto a infilarsi nelle defaillances altrui. Un po' il ruolo di Ricciardo nel 2014. Quinto podio su sei gare. E' regolarissimo e son tutti felici.
GLI ABBACCHIATI
Hamilton è nero. Bel regalo per il rinnovo che gli ha impacchettato la Mercedes! Da primo a terzo in un weekend dominato, per una boiata pazzesca del box. 
Raikkonen è più di là che di qua. Arrivabene lo bacchetta ieri si e oggi pure, e tira aria di separazione. Avrebbe finito 5°, ma la manovra impunita di Ricciardo (che gli pianta una ruotata che quasi lo fa finire a muro) lo relega sesto. Il suo team principal gli ha dato la colpa di essersi allargato troppo, ma qua la colpa è tutta del sorridente bulletto Red Bull. Ma i passivi contro Vettel si fanno funesti, 6-0 in qualifica e 5-1 in gara. Senza una netta svolta, a fine stagione leverà le tende.
La Williams non è pervenuta, un 14° e un 15° sa di disastro su tutta la linea.

sabato 23 maggio 2015

BAR F1 - 6, PROVE MONEGASCHE

Immagine tratta dall'account Twitter @F1
CHI C'E'
C'è Hamilton, che sigla la sua prima pole sul Principato. E' rimasto freddo (come il meteo), concentrato e determinato. Altro tassello sul Mondiale 2015. Domani dovrà solo portare a casa il lavoro, come han fatto 10 poleman nelle ultime 11 edizioni.
La Red Bull in una pista dove la velocità sul lento conta e non poco, riesce a piazzare il sorriso a 52 denti di Ricciardo al 4° posto, e il visetto adolescenziale di Kvyat al 5°. Vanno a caccia di punti pesanti, per la prima volta in stagione.
Los gringos Perez e Maldonado, direttamente dai peggior bar di Messico e Colombia, surclassano i rispettivi compagni di box issandosi al 7° e 9° posto. La prudenza non è mai stata il loro forte, e nelle viuzze anguste di Monaco, potrebbero dar spettacolo. In un senso o nell'altro.
CHI NON C'E'
Raikkonen ha l'ansia da prestazione da Q3. E' sempre nei paraggi di Vettel per tutto il venerdì e il sabato, salvo avere il braccino nell'ultima fase della qualifica. E si becca un netto 6-0 dal tedeschino. Domani sarà 6°, con il solito primo giro forsennato in cui deve recuperare i danni da qualifica. Altro che Iceman, in Q3 è Braccinoman!
La Williams gambereggia. Domani settima e nona fila per Massa e Bottas. Ok non adattarsi a queste strade cittadine, ma andare così piano...
Alonso. La McLaren (stranamente) si rompe e parte 15°, dopo aver passato tutto il weekend dietro Button. Ma il meglio deve ancora venire, no?
L'EXPLOIT
Renault piazza 4 dei suoi motoracci tanto bistrattati nei primi 10 posti. Uhm, ma data la pista è merito del motore o del telaio Red Bull/Toro Rosso? Mi sa che la risposta non risiede in Francia.
LA PREVISIONE
Trenino, trenino, safety, trenino. 1Hamilton, 2Rosberg, 3Vettel, 4Ricciardo, 5Raikkonen.
MENZIONE D'ONORE
Gianfranco Mazzoni. Professione telecronista Rai. Pesco alla rinfusa tra i suoi svarioni odierni: "Hamilton e Rosberg giovedì hanno fatto più di 100 km in due: più di un Gran Premio" (peccato che i Gp siano notoriamente di 400 km), "Hamilton segna un 1.16.7, mentre giovedì aveva fatto 1.17.1, quindi si è migliorato di 1.4 secondi" (quando la matematica è un'opinione, il miglioramento era di 4 decimi), "Hamilton balza in prima posizione con 1 primo, 16 secondi e 884 metri" (il noto sistema di cronometraggio metà a tempo e metà a distanza), "Bottas esce in Q1. Il finlandese non si adatta bene a Montecarlo al pari di altri grandi campioni come Clark e Piquet" (qua stona l'aver dato del campione al buon Valtteri) e per chiudere, a trenta secondi dalla fine della Q2, la direzione gara sventola le bandiere gialle per un dritto alla prima curva, e Mazzoni rassicura tutti: "Ecco le bandiere gialle, per le classiche simulazioni della federazione" (simulazioni che ovviamente si fanno in qualifica, giusto per creare random del panico). Un cordiale saluto.

sabato 16 maggio 2015

PRONOSTICANDO LA 36A

Immagine tratta da snai.it
INTER-JUVENTUS: l'Inter è a soli 2 punti dalla zona Europa League, e ormai non perde dal 22 marzo, ben 7 partite. La Juve in vista della prima finale, quella di Coppa Italia, lascerà molti big a riposo. X (3,35). OK: Icardi, Shaqiri, Morata, Pereyra. NO: Brozovic, Padoin.
SAMPDORIA-LAZIO: la Samp è finalmente tornata alla vittoria a Udine e resta aggrappata al 6° posto. In casa però non vince dal 22 marzo. La Lazio ha collezionato solo 5 punti nelle ultime 5 partite, vincendone una sola. 2 (2,35). OK: Soriano, Muriel, F.Anderson, Klose. NO: Regini, Ledesma.
SASSUOLO-MILAN: entrambe le squadre navigano nella mediocrità del centro classifica. Il Sassuolo in casa non vince dal 4 aprile, e ne ha vinte solo 5 su 17 in tutto l'anno. Fuori casa peggio del Milan hanno fatto solo 5 squadre, 17 punti in 17 incontri. 2 (2,30). OK: Sansone, Berardi, Destro, Honda. NO: Acerbi, Bocchetti.
VERONA-EMPOLI: entrambe a 41, entrambe solo una sconfitta nelle ultime 5. Entrambe giocheranno a mente libera, solo per divertirsi. GOAL (1,45). OK: Toni, J.Gomez, Saponara, Maccarone. NO: Pisano, Barba.
ATALANTA-GENOA: agli uomini di Reja manca solo un punticino per essere matematicamente salvi. E sono in una clamorosa serie di 10 partite e una sola sconfitta. Di contro il Genoa è a 1 punto dall'Europa League, anche se lontano da Marassi ne ha perse 3 delle ultime 4. X (3,10). OK: Pinilla, A.Gomez, Borriello, Iago. NO: Migliaccio, Rincon.
TORINO-CHIEVO: il Toro ha mollato, una vittoria nelle ultime 6 e due sconfitte consecutive. Il Chievo continua a stupire a quota 42, con 1 sconfitta nelle ultime 11 partite. X (3,50). OK: Molinaro, Martinez, Paloschi, Pellissier. NO: Maksimovic, Biraghi.
CAGLIARI-PALERMO: al Cagliari manca un punto dell'Atalanta per andare matematicamente in B, nonostante 2 vittorie e 1 pareggio nelle 4 partite sotto la guida di Festa. Il Palermo ha sbaraccato da un po' e farà ancora volontariamente a meno di Dybala. In trasferta hanno il 18° rendimento della Serie A, con 2 vittorie in tutto l'anno. 1 (2,05). OK: Mpoku, Cop, Rigoni, Belotti. NO: Crisetig, G.Gonzalez.
ROMA-UDINESE: la Roma è ancora seconda, a +1 sulla Lazio. E in casa, nonostante tutto, ne ha persa solo una. L'Udinese non ha più nulla da chiedere al campionato, ed è piuttosto imprevedibile. 1 (1,28). OK: Ibarbo, Totti, Widmer, Thereau. NO: Torosidis, Perica.
FIORENTINA-PARMA: la Viola sta affondando nelle critiche, ma resta quinta e in campionato è reduce da due vittorie consecutive: Montella non può che vincere. Il Parma gioca per onorare il campionato, anche se esternamente ha raccolto la miseria di 6 punti in 17 partite. 1 (1,18). OK: Gomez, Salah, Varela, Palladino. NO: Tomovic, Mendes.
NAPOLI-CESENA: Benitez dopo le eliminazioni in Coppa Italia e in Europa League è rimasto con un pugno di mosche in mano, ma a -3 e con lo scontro diretto contro la Lazio ancora da disputare, potrebbe clamorosamente rientrare in corsa Champions. Il Cesena è già ufficialmente in B, non vince da 10 giornate e fuori ha fatto solo 8 punti in tutto il campionato. 1 (1,15). OK: Insigne, Higuain, Brienza, Defrel. NO: Ghoulam, Capelli.

martedì 12 maggio 2015

JONAH LOMU, QUARANT'ANNI NELLA LEGGENDA

Immagine tratta da vogliosapere.org
Esiste da sempre, in tutti gli sport professionistici, un evento speciale, un momento inatteso, una data che viene ricordata come una sorta di spartiacque, un punto di svolta tra passato e futuro. Nel rugby, senza alcuna ombra di dubbio, la data che tutti ricordano da sempre è il 27 giugno del 1995. Coppa del Mondo in Sud Africa, semifinali, Nuova Zelanda contro Inghilterra. E' la partita che segna l'esplosione mediatica di un ragazzino, appena ventenne, che rompe tutti gli schemi di uno degli sport più antichi di sempre, e fa qualcosa che resterà per sempre nella leggenda: il suo nome è Jonah Lomu.
La storia di questo ragazzo è qualcosa di davvero speciale, un continuo mix di dolore e coraggio, un'eterna lotta contro un destino che non gli ha mai sorriso completamente, ponendolo sempre davanti a prove ardue e difficili da superare. Nato in Nuova Zelanda da una famiglia di origine tongana, Siona (questo il suo vero nome) non vive certamente una giovinezza facile, tra il quartiere pericoloso e pieno di isolani emarginati in cui cresce ed un padre alcolizzato e violento. A salvarlo dalla strada e da una vita pericolosa è l'ingresso, a quattordici anni, in un collegio di rigida disciplina anglicana, in cui il giovane si mette in mostra per il suo fisico davvero fuori dal comune: è alto quasi due metri e pesa oltre cento chili, eppure eccelle nel salto in alto ed è imbattibile sui 100 e 200 metri.
L'atletica sembra il suo futuro, ma un allenatore di rugby lo convince ad entrare nella sua squadra, e Lomu si distingue subito come uno dei migliori talenti emergenti, prima nei tornei a sette, e poi anche in quelli a quindici.
Le sue particolari doti fisiche gli permettono di cambiare ruolo, spostandosi dalla terza linea all'ala, posizione in cui la sua combinazione di potenza e rapidità si rivela strabiliante, rivoluzionando completamente il gioco. Esordiente in Nazionale ad appena diciannove anni, l'estate successiva è protagonista della Coppa del Mondo in Sud Africa. La Nuova Zelanda, in un torneo del genere, è ovviamente la grande favorita, dispone di campioni straordinari come Fitzpatrick, Zinzan Brooke, Mehrtens, Jeff Wilson, ma Lomu conquista presto l'attenzione di tutti a suon di mete. Contro l'Inghilterra, nella già citata semifinale, lascia definitivamente il segno nella storia del rugby, andando a segno quattro volte, la prima dopo aver "scavalcato" di prepotenza ben tre avversari. E' il suo momento di gloria, al quale però non seguirà la vittoria: di fronte al Sud Africa trascinato in campo da Ruan Pienaar e spiritualmente da un immenso Nelson Mandela, gli All Blacks cedono al termine di una durissima battaglia, nella quale neanche il talento di Jonah riesce a lasciare il segno.
Sembra l'inizio di una carriera lunga e strabiliante, paradossalmente rimane ad oggi il suo punto più alto, prima di un lento, sfortunato e impronosticabile declino. A fermare Lomu non è un avversario sul campo, ma un nemico subdolo, che si nasconde proprio in quel corpo che sembra fatto di un'altra materia. Già nel 1996 comincia a soffrire di problemi renali, i primi sintomi di una grave sindrome nefrosica che lentamente comincia ad indebolire e a minare il fisico del ragazzo. Riesce a giocare un'altra Coppa del Mondo, quella del 1999, in cui da ancora una volta spettacolo ma senza ottenere la sperata vittoria, poi all'inizio del 2003 la sua salute peggiora, e deve ricorrere prima alle dialisi e poi ad un trapianto. Torna in campo dopo oltre due anni, con risultati molto inferiori al periodo precedente, e alla fine annuncia per due volte il ritiro, l'ultima e definitiva nel 2010.
Da allora ad oggi, la sua lotta contro la malattia non si è mai fermata, ed è senza dubbio la sfida più difficile che un lottatore come lui potesse affrontare. Nonostante le sofferenze, però, Lomu continua ancora oggi a dimostrare grande dignità e voglia di combattere, e a quarant'anni resta una delle icone della storia del rugby e dello sport mondiale. Trentasette mete con la maglia degli All Blacks, di cui ben quindici in undici partite alla Coppa del Mondo, un record tuttora imbattuto, numeri che dicono tanto ma non raccontano abbastanza della carriera e dell'impatto di Jonah Lomu nel mondo della palla ovale. Ha portato una fisicità ed una potenza mai viste prima, è stato il mito e l'esempio di molti ragazzini che si sono avvicinati a questo sport, e ogni campione di origine isolana che nasce in Nuova Zelanda è inevitabilmente etichettato come "il nuovo Lomu". E anche oggi, quarantenne e lontano dalla gloria del campo, quasi vent'anni dopo aver sconvolto per sempre il modo di giocare a rugby, il gigante dai reni di cristallo ha ancora tanti, tantissimi tifosi che fanno il tifo per lui nella sua ultima, difficilissima battaglia.