domenica 7 settembre 2014

F1 DIARY 13 - MONZA, GARA

Immagine tratta da f1grandprix.motorionline.com e modificata su befunky.com
Il dubbio o la pressione.
Hamilton parte male, Rosberg lo infila facile, Lewis alla prima curva sfila 4°. Il destino della corsa pare segnato, a favore di Nico. Ma succede l'inaspettato.
Giro 9, circa 4 secondi di vantaggio su Massa e Ham, Rosberg va lungo alla prima variante ed è costretto a fare lo slalom per tornare in pista perdendo 2 secondi e mezzo.
Giro 29. Poche tornate dopo la sosta ai box, Nico ha la leadership, con Lewis a inseguire a un secondo e spiccioli. Stesso identico errore, bloccatina leggera, lungo, slalom, rientro in pista. Dietro a Hamilton. E a 4/5 secondi ci resta per tutta la gara, senza mai avvicinarsi.
Ecco. Rosberg è stato l'unico pilota a fare l'errorino + gincana seguente, nell'arco di tutta la gara. Strano. Non voglio urlare al "gomblottoooo", ma anche il poco entusiasmo all'arrivo di Lewis è sembrato quantomeno particolare.
Oppure è un fatto di pressione. E di reggere la pressione. E sia Lewis che Nico non sono fantastici sotto questo punto di vista. Hamilton ha cannato clamorosamente la partenza, e Nico ha commesso due errori identici che gli han sfilato dalle mani una gara che poteva solo perdere. Ma i due si detestano, è palese. E ci gusteremo il duello con piacere.
Ricciardo è tra i grandi.
Nuova conferma a Monza, nonostante un 5° posto all'apparenza misero. Alla fine dominio Mercedes a parte, questo 2014 lo ricorderemo per la sua prepotentissima ascesa. 3 vittorie e oggi scrive un'altra pagina di questo sport alla voce "Finta alla Ricciardo". Due sorpassi identici, su Perez e Sua Maestà Vettel. Finta all'esterno e infilata all'interno inaspettata. Chapeau. E' un Campione. Stop. 
Vettel è sull'orlo della depressione. Ma deve capire una cosa: il compagno di box è un Fenomeno vero. E non mettere in dubbio il proprio, di valore. Ricciardo non è uno qualunque che lo sta battendo. E' un pilota speciale.
Note a margine. 
Ci si sta accanendo su Magnussen e gli si appioppano penalità come fossero acqua fresca. E' il regolamento. E ok. Però pare che quando uno tenta il sorpasso, sto regolamento dica "prego si accomodi". E alla lunga diventa noioso. Non è uno sport da damerini. Sennò negli anni '80 si sarebbe dovuta riscrivere la classifica ad ogni arrivo.
Le Ferrari. Kaputt. Alonso motore in pappa e Kimi 9°. Prima del ritiro i due viaggiavano vicini e a braccetto verso la decima posizione. Le discussioni, sentite ancora oggi post-gara sul FenomeNando e l'addormentato Kimi, in una gara dove i due sarebbero finiti appaiati, sono patetiche. Per chi se lo fosse perso, un giro prima del ritiro dello spagnolo, Raikkonen aveva superato Alonso. Il problema è un altro ed è gigantesco. La macchina è ferma. Bisogna fare squadra e lavorare. Ora la Ferrari è la quarta squadra del campionato, dopo Mercedes, Red Bull e Williams. Nessuno fa miracoli, e fare la guerra su chi è più forte tra Fernando e Kimi quando si lotta per il nono posto, è imbarazzante. Stop.

sabato 6 settembre 2014

F1 DIARY - 13, MONZA, QUALIFICHE

Immagine tratta da f1grandprix.motorionline.com e modificata su befunky.com
Monza. Gara 1 d.c. Dove d.c. sta per dopo crash Rosberg-Hamilton di Spa. 
La pole se la cucca Lewis, dando 274 millesimi a Nico. Tra i due il gelo è evidente, appena scesi dalla super Mercedes per le foto di rito, non uno sguardo, non una parola, non un contatto fisico. E' guerra aperta. I rettilinei di Monza forniranno più di un'occasione per fare a pugni, dando per scontato che i due cercheranno di non fare papocchi alla prima chicane.
E tutte le qualifiche sono uno spot alla stella a tre punte. Mercedes piazza sei motori 1°, 2°, 3°, 4°, 5° e 6°, imbarazzando la concorrenza. 
Non c'è gara, hanno un motore ibrido spaziale. Il gioco delle coppie è servito, dietro i due litiganti ci sono Bottas e Massa, e Magnussen e Button, con una McLaren rinvigorita.
Il resto, bricioline. 
Alonso è 7° a 1 secondo e 3 decimi. Vettel e Ricciardo 8° e 9°. Raikkonen, al solito, è vittima dell'ansia da prestazione da qualifica e sprofonda 12° con due errorini nei due giri buoni in Q2. Partirà 11° per il penalty di Kvyat.
Per la Ferrari gara difficile, difficilissima. Non c'è lo spunto velocistico per poter passare i sei marziani Mercedes davanti. 
Immagine tratta da fia.com
Discutere ancora del deludente Kimi rispetto al fenomeNando Alonso non ha senso. Non ha senso semplicemente perchè parliamo di una lotta tra poveri, di uno standard fisso da 5° o 6° posto, di una Ferrari che deve recuperare. Testa bassa e tanto lavoro.
E non aiutano le parole di Briatore, manager proprio di Alonso, che definisce la Ferrari attuale "Una Ferrari B", ironizzando sul valore attuale della vettura di Maranello.
La Ferrari è la storia della F1. Si devono fare carte false per guidarla. Anche in stagioni deficitarie come l'attuale. E' un concetto semplice, chiaro. Da mettere al centro. La Ferrari non deve essere al servizio di questo o quel pilota. Anche se è un fenomeno. E mai derisa. 
Neppure se a Monza si partirà 7° e 11°. Perchè guidare la Ferrari deve essere un onore e un privilegio. Sempre.
Domani chi vince? Beh Hamilton, e da qui partirà per la sua rimonta Mondiale. Bottas 2° e Massa 3°. Rosberg? Misteriosamente attardato. 

venerdì 5 settembre 2014

PRANDELLI E' NUDO

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E' bastata una partita amichevole. Sono bastati dieci minuti di Antonio Conte sulla panchina della Nazionale italiana. 
Prandelli è stato spazzato via, mostrato in tutti i suoi limiti tattici e caratteriali.
Ma Cesare che aveva capito dell'Italia che ha portato al naufragio in Brasile?
Sono bastati sei allenamenti di Conte. Lo si ami o lo si odi, la differenza è netta, palese, solare. La difesa ha giocato alta, altissima, aprendo il gioco sulle fasce che era un piacere, anticipando in ogni giocata gli avversari. I terzini fluidificavano: sulla linea d'attacco nelle azioni offensive, e ripiegamenti difensivi in quelle in cui la palla l'aveva l'Olanda. Le punte erano vicine e cercavano gli scambi stretti, sempre pronte ad eludere il fuorigioco in caso di lanci del difensore che impostava o del regista. Il centrocampo era composto da un regista, anima della squadra e da due incursori, pronti a supportare il gioco d'attacco e tornare indietro al momento del bisogno. E un approccio mentale diretta conseguenza della "fame" di chi era seduto in panchina.
Ognuno sapeva cosa fare. E l'ha fatto quasi a memoria. 
Rete di Immobile su lancio di Bonucci, 1-0. Replay con rigore e annessa espulsione di Martins Indi, nella fuga di Zaza su suggerimento di De Rossi, per il 2-0. Nei 10 minuti iniziali.
Semplice ed efficace. 
Poi controllo, pressing, tanta aggressività, un buon giro palla e Olanda non pervenuta, chiusa in difesa con la speranza di evitare la figuraccia.
Questa prestazione nient'altro è che una conferma della pochezza e della confusione del lavoro prandelliano prodotto nel ritiro di Mangaratiba.
Servivano pochi concetti, e chiari. Un giusto approccio e un'adeguata concentrazione. Un'organizzazione in cui ognuno sapeva esattamente cosa fare. Avere le idee chiare.
E invece no. Si cambiava modulo di continuo, i giocatori cambiavano ruolo da una partita all'altra. Non ci capivano nulla, basti ricordare le prestazioni indecorose di Thiago Motta o Paletta.
Il 3-5-2 era il modulo che andava per la maggiore in Campionato, il modulo di Conte, della Juve che ha fatto tris di Scudetti. Bisognava usare quello e replicarlo. L'ossatura base c'era: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Marchisio, Pirlo. E se vogliamo pure Ogbonna, Giaccherini, Giovinco e Quagliarella. Era tutto molto semplice. Studiarsi le gare della Juve e riproporle. E infatti Conte da qui è ripartito.
Prandelli ha osato e si è perso, e la prestazione azzurra di ieri sera, per giunta in amichevole, mette a nudo il suo fallimento tecnico-tattico prima di tutto. Le amichevoli di Prandelli erano quelle della svogliatezza, dell' 1-1 con il Lussemburgo, 0-0 e 0-2 con l'Irlanda, 2-2 con Haiti, 0-3 con la Russia, 0-1 con gli Usa, 0-1 con la Costa d'Avorio. Quelle dell'imbarazzo e delle scuse. Conte batte l'Olanda, terza ai Mondiali solo due mesi fa.
Ora si che Prandelli è nudo.

giovedì 4 settembre 2014

GLI ITALIANI IN SERIE A: UN PROBLEMA DI NESSUNO

Immagine tratta da udine20.it e modificata su befunky.com
Chievo-Juventus 4-4 (5-4)
Roma-Fiorentina 4-0 (5-1)
Milan-Lazio 4-2 (4-3)
Atalanta-Verona 5-2 (7-2)
Udinese-Empoli 3-7 (3-8)
Torino-Inter 7-1 (8-3)
Sassuolo-Cagliari 11-8 (12-11)
Palermo-Sampdoria 5-8 (7-8)
Genoa-Napoli 4-3 (5-3)
Cesena-Parma 10-7 (12-9)
Ecco i risultati della prima giornata di campionato. No, non è fantacalcio, è solamente il conto degli italiani in campo per ogni gara disputata. Il dato iniziale indica quanti sono stati tra gli undici titolari e, tra parentesi, la somma considerando i subentrati.
Nei titolari sono scesi in campo 99 italiani su 220 calciatori possibili, il 45%. Dei 60 subentrati, solo 21 sono nostrani, il 35%. Per arrivare a un totale di 120 su 280, il 42%.
Hanno debuttato in Serie A 43 giocatori. 13 sono gli azzurri: Zappacosta ('92), Spinazzola ('93), Croce ('82), Rugani ('94), Tonelli ('90), Valdifiori ('86), Pucciarelli ('91), Colombi ('91), Ceppitelli ('89), Crisetig ('93), Ragusa ('90), Renzetti ('88), DeFeudis ('83), a fronte di 30 stranieri: Edenilson ('89), Rincon ('88), DeGuzman ('87), Michu ('86), IagoFalque ('90), Mussis ('92), N'Goyi ('88), Sanchez Mino ('90), Medel ('87), M'vila ('90), Karnezis ('85), Guilherme ('91), Hysaj ('94), Laurini ('89), Rui ('91), Signorelli ('91), RafaMarquez ('79), Martic ('90), Obbadi ('83), Ionita ('90), Alex ('82), DiegoLopez ('81), DeVrji ('92), Djordjevic ('87), Cole ('80), Manolas ('91), Keita ('80), Brillante ('93), Mangani ('87), Coman ('96).
Tra gli esordienti, da notare come un quinto degli stranieri (il 16%), hanno tra i 32 e i 35 anni. E sono (tranne Rafa Marquez), gli esordienti delle grandi squadre. 
Tra gli italiani, gli under 21 al debutto sono 4, il 30% degli azzurri alla prima presenza in A. Allargando la percentuale, si scende al 9% di Under 21 azzurri nel computo totale dei novizi della 1a giornata.
Una marea di numeri per dire che ci stiamo estinguendo. La batosta mondiale e il cambio al vertice della Figc nulla ha modificato. Il prodotto italiano in Italia non è valorizzato. Emblematico il caso Karnezis-Scuffet a Udine. Dove, trincerandosi dietro la solita scusa del "non bruciare il ragazzo", si preferisce schierare un greco di 29 anni piuttosto di un talentuoso italiano di 18. 
E la Fiorentina in rosa ha 25 stranieri. 22 Verona, Lazio e Udinese. 21 Roma, 20 Inter, 19 Palermo e Napoli.
Talmente tanti che quando bisogna consegnare la lista Uefa per Champions ed Europa League, non si possono includere MatiFernandez e Joaquin, Brillante, Radosevic e Emanuelson. Che senso ha?
Come suggerisce Sky, forse la prima cosa da fare a livello di Federazione sarebbe di utilizzare le restrizioni della rosa dell'Uefa (25 giocatori, 8 italiani, 4 provenienti dal vivaio) anche per la nostra Serie A. 
Bisogna fare qualcosa, ma farla per davvero. A meno che. 
A meno che in questa situazione ci mangiano e continuano a mangiare un po' tutti. Perchè in pubblico si lamentano e si dichiarano disponibili, e poi in privato eleggono compatti Tavecchio.
Perchè tutti forse ci guadagnano comprando stranieri. 
Daniele Delli Carri, ex ds di Pescara e Genoa, qualche mese fa rilasciò un'intervista, passata sottotraccia, in cui spiegava perchè nel Genoa di Preziosi andò a prendere una marea di calciatori stranieri. Questo il passaggio più significativo: "In rossoblù sono stato 'forzato' a prendere calciatori stranieri, non avevamo la possibilità di fare le fidejussioni necessarie per acquistare calciatori in Italia. Per operare all'estero non serve la fidejussione bancaria".
E allora, se il sistema va così, che speranze ci sono di cambiare le cose? Con un Presidente super protetto dalla Lega di Serie A?
E' un problema di cui lamentarsi in pubblico e battersi per non cambiar nulla in privato. 
Gli italiani in Serie A: un problema di nessuno.

mercoledì 3 settembre 2014

LA CRITICA ROSSOBLU DEL MARTEDI' / 1

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E parte anche la critica rossoblu del martedì, slittata di un giorno per la chiusura del calciomercato. Sassuolo-Cagliari 1-1 (42' Zaza, 44' Sau).
- E' molto positivo il risultato. Non si è perso, si è riusciti a resistere e restare in partita nel primo tempo, dove le sbandate sono state piuttosto frequenti. Preparazione pesante e tre esordienti assoluti in Serie A (Colombi, Ceppitelli, Crisetig) a parziale scusante.
- Qualche sprazzo del gioco di Zeman c'è stato. Terzini che fluidificavano come non si vedevano da tempo in maglia cagliaritana, idee (rimaste solo tali) di scambi rapidi tra i piccoletti d'attacco, centrocampo aggressivo volto a recuperare palla e scaricarla velocemente in proiezione offensiva. Serve affinare l'intesa.
- La difesa alta ha ballato per un tempo, roba da spaventi ogni cinque minuti. E' mancata sicurezza, capacità di leggere bene le situazioni di gioco e coraggio di spazzare o metter in fallo laterale la sfera per non rischiare. Ceppitelli e Rossettini sono da rivedere. Il primo è andato benino, ma sono suoi i due errori che hanno concesso la rete a Zaza: ha prolungato all' indietro di testa la sfera sul rilancio di Pomini, lanciando l'azione del Sassuolo, e sul cross al centro ha perso la marcatura sull'ariete di Policoro. Poteva "sentire" l'avversario con la mano, con un po' di malizia, per non distanziarsi troppo da lui. Che, con lo spazio gentilmente concessogli, ha avuto tempo di coordinarsi e colpire al volo, siglando una rete molto bella.
- Colombi bene tra i pali, e da rivedere quando è uscito al limite dell'area. Anche qua il difetto sta nella sicurezza da acquisire. Esser sicuri nella lettura dell'azione e uscire senza balbettii o timidezze è fondamentale. Un'uscitaccia stava per consentire a Zaza la rete, poi annullata da Valeri. Ma tra i pali è sembrato un veterano. 
- Ave Avelar. Dopo due stagioni abuliche, nè carne nè pesce, e una semi-partenza a Leeds, finalmente piazza una partita convincente. Forse la migliore da quando è in Sardegna. Fluidifica come dovrebbe, tira, taglia in area, e riesce anche a difendere efficacemente. 
- Balzano a destra è un treno. Da una sua iniziativa è venuta la rete di Sau. Sembra più completo di Pisano: una piacevole scoperta. 
- Capitolo attacco: Sau si sblocca subito, senza dover fare chissà cosa. Cossu un po' spaesato e Farias ha sbagliato tutto ciò che poteva sbagliare. Da rivedere i movimenti, Ibarbo sarà fondamentale per eludere le marcature avversarie.
- Lode a Conti, che è uscito alla distanza, dimostrando fisico, classe e carisma. Ha dominato il centrocampo. Crisetig è un classe '93. La rete di Sau è nata da un suo recupero palla. Anche in Coppa Italia sul gol di Farias è stato decisivo nel pressing e nel passaggio. Il ragazzo si farà. Ha fisico, pressa bene e ha qualità. C'è ancora qualche imprecisione e mancanza di continuità nei '90, ma è un ottimo acquisto.

martedì 2 settembre 2014

LA CRITICA DEL LUNEDI' / 1

Immagine tratta da angolodellamicizia.forumfree.it e modificata su befunky.com
Parte la critica del lunedì, eccezionalmente di martedì per aspettare la chiusura del mercato di ieri notte.
- Il campionato riparte da dove si era interrotto. La Juve e la Roma ripartono a mille. Domano e dominano Chievo e Fiorentina, forse frenate più da una sorta di "sudditanza psicologica" che altro. Fanno già capire di essere le squadre da battere.
- Il Napoli sembra, a una prima occhiata, lo stesso Napoli dell'anno passato. Grandi spaventi, gran gioco offensivo, sciupone in Insigne, più concreto in Mertens. E con le amnesie difensive troppo frequenti, come la marcatura larga di Koulibaly su Pinilla nella rete genoana. Insomma, il solito Napoli da montagne russe con partite esteticamente molto godibili.
- Il Milan è umile e gioca in contropiede. E' conscio di evidenti limiti nella costruzione del gioco a centrocampo, e cerca di essere il più concreto possibile. Molto sveglio Pippo Inzaghi a costruire un impianto di gioco che pare adatto alle caratteristiche dei suoi uomini. 
- Senza Balotelli, El Shaarawy torna fenomeno. Tutto corsa e tecnica, si lancia dalla sinistra per accentrarsi, senza l'ingombrante presenza priva di un ruolo definito di Super Mario. L'ambiguità tattica di Balo (il vagare per il campo senza una posizione precisa), mandava a monte le sue giocate. E ora, appena il 45 è andato a Liverpool, è rinato.
- Il Cesena fa simpatia. Bisoli dovrà arrabattarsi con due centravanti del calibro di Alejandro Rodriguez e Milan Djuric. Ma intanto ha vinto contro un Parma abulico e imbolsito, dando l'anima dal 1' al 90'. Mantenendo questa intensità, potrà sopperire alle carenze tecniche. Forse.
- In una domenica dove tutti hanno notato i tanti stranieri in campo, un plauso va a Sassuolo-Cagliari. Sui 22 che hanno iniziato la gara, solo tre erano gli stranieri: Avelar, Ekdal e Farias. E di questo trittico, Ekdal è in Italia dal 2008, e Farias dal 2005. Belle anche le intenzioni di DiFrancesco e Zeman e dei loro 4-3-3. Entrambe le squadre sono da seguire.
- L'Inter ha steccato a Torino. 0-0 e un rigore parato da Handanovic. Mazzarri recrimina sull'arbitraggio e cose varie, come al solito. Sta il fatto che già insegue. Poche parole, testa bassa e molto lavoro. 

sabato 30 agosto 2014

PRONOSTICANDO LA 1A GIORNATA

Immagine tratta da snai.it 
CHIEVO-JUVENTUS: i clivensi hanno cambiato molto in estate, e in Coppa Italia hanno rimediato una brutta figura contro il Pescara. La Juve ha cambiato allenatore e modulo. Allegri parte sempre male, ma guida una squadra abituata a vincere. 2 (1,57).

ROMA-FIORENTINA: queste due squadre hanno offerto sempre belle partite. Alla Roma manca tutta la difesa dello scorso anno (Maicon, Benatia, Castan e Balzaretti), alla Viola Cuadrado e Rossi. GOAL (1,75).

MILAN-LAZIO: c'è curiosità attorno al Milan da contropiede e alla Lazio ben rinforzata sul mercato. Due tridenti contro, Honda-Menez-ElShaarawy vs. Candreva-Klose-Keita. Partita aperta. OVER (1,92).

ATALANTA-VERONA: i bergamaschi in casa sono una garanzia. Gioco collaudato e solite facce. Il Verona potrebbe faticare in Martic e Obbadi, all'esordio in Serie A. E pagare il risveglio da una stagione stellare. 1 (2,10).

CESENA-PARMA: nel derby emiliano, il Cesena presenta un 11 da combattimento, ma per nulla a livello delle rivali per la salvezza; il Parma ha la grana Cassano (fuori rosa) e potrebbe faticare. UNDER (1,60).

GENOA-NAPOLI: l'incognita sono i partenopei. Come si risveglieranno dalla batosta di Bilbao? Daranno tutto in campionato? Entrambe le squadre sono offensive, non ci si annoierà. Il Genoa in casa dà filo da torcere a tutti. GOAL (1,70).

PALERMO-SAMPDORIA: i rosanero hanno una rosa inadatta, hanno floppato in Coppa Italia in casa contro il Modena, e già scricchiola la panchina di Iachini. La Samp ha un motivatore eccezionale in Mihajlovic, e vuole mettere punti al sicuro da subito. 2 (3,20).

SASSUOLO-CAGLIARI: arriva Zeman e si va sicuro sull'over. Ma anche DiFrancesco, suo allievo, non scherza. Squadre votate all'attacco. Ma il boemo potrebbe pagare lo scotto di una rosa rinnovata e di una condizione non al top. 1 (2,30).

TORINO-INTER: entrambe le squadre già rodate dagli impegni di Europa League. Nell'Inter Osvaldo e Kovacic in grande spolvero, nel Toro Immobile e Cerci sono solo sbiaditi ricordi. Potrebbero spuntarla i nerazzurri. 2 (2,35).

UDINESE-EMPOLI: l'Udinese in Coppa Italia ha passeggiato, con un DiNatale stellare. Pronta a ripetersi in campionato, dove il giovane Empoli potrebbe essere la vittima sacrificale designata. 1 (1,80).

venerdì 29 agosto 2014

COME PARTE LA SERIE A

Immagine tratta da pronosticicalcioscommesse.com. CLICCANDO SULL'IMMAGINE E' POSSIBILE INGRANDIRLA:
Da domani via alla Serie A. Ecco come si schierano sulla griglia le squadre, con il mercato che, ricordiamo, chiude lunedì:
1a FILA: Juventus. Via Conte e il 3-5-2, dentro Allegri e il 4-3-1-2. Una scommessa, ma la rosa è la stessa dello scorso anno, con Evra, Romulo, Pereyra e Morata in più. Pogba può essere la stella nel nuovo schema.
Napoli. L'uscita di scena preliminare dalla Champions, potrebbe rendere l'obiettivo Scudetto più concreto. Benitez perde Reina e Behrami e inserisce Koulibaly, DeGuzman e Michu. Migliorando di poco può vincere. Se si tengono i nervi saldi dopo Bilbao. Mertens esploderà?
2a FILA: Inter. Possibile sorpresa dell'anno. Vidic, Dodò, Medel, Mvila e Osvaldo offrono l'opportunità di un salto di qualità. Sta a Mazzarri ottenere risultati solidi. E' sulla buona strada. Kovacic nuovo crack?
Roma. Potrebbe pagare la cessione di Benatia e gli impegni di Champions, in un girone di ferro. Astori e Manolas valgono il marocchino? Iturbe si consacrerà? Se le risposte sono affermative, la Roma sarà da Scudetto. Sennò, sarà dura ripetersi per Garcia.
3a FILA: Fiorentina. Si punta alla Champions, con riti scaramantici anti infortuni. Rivedremo Rossi-Gomez con continuità? Al 100% in tutti i suoi uomini, è da podio. Montella spera e si coccola Bernardeschi, gran qualità in rampa di lancio.
Milan. A fari spenti. Ma senza Balo e Coppe, Inzaghi può essere la sorpresa stile Roma 2014. La saggezza suggerisce contropiedi a mille all'ora per esaltare El Shaarawy, che senza Mario tornerà a giocar bene. Honda e Menez potrebbero essere piacevoli riscoperte.
4a FILA: Lazio. Una mina vagante in mano a Pioli. De Vrij, Basta, Parolo e Djordjevic rafforzano le Aquile, che con il 4-3-3 potrebbero volare. Occhio a Keita, che si candida come rivelazione dell'anno.
Atalanta. Si sceglie la continuità dalle parti di Zingonia. Colantuono e il suo classico 4-4-1-1, con nuovi ragazzi da lanciare: su tutti D'Alessandro, Boakye e Zappacosta, che macina chilometri sulla fascia destra. Biava e Bianchi aggiungono esperienza.
5a FILA: Genoa. Tornato all'ovile, Gasperini è una garanzia. Con il 3-4-3 si naviga sempre in acque tranquille. Rosi e Perotti sono perfetti per il suo gioco, ma molto dipenderà dalle condizioni fisiche di Matri e Pinilla, che da anni non brillano per una stagione intera.
Parma. L'anno scorso ha stupito. Quest'anno è iniziato con le bizze di Cassano. Il solito boomerang. Tenendo in mano lo spogliatoio, gli innesti di Lodi e Belfodil compensano la partenza di Parolo. E ci si potrebbe ripetere. Se FantAntonio farà il bravo.
6a FILA: Samp. Vulcano Ferrero fa simpatia, e con Mihajlovic è in una botte di ferro. Viviano e Bergessio danno esperienza, ma le sorprese potrebbero essere Soriano, e la consacrazione di Eder o Okaka. Che nel girone di ritorno dell'anno scorso han meravigliato.
Torino. Si salutano Cerci e Immobile. Ergo, ripetersi sarà tostissima. Si dicono meraviglie di Sanchez Mino, ma le certezze saranno Molinaro, Nocerino e Quaglia. Se l'Europa non prosciugherà le forze, Ventura metterà in campo ancora un bel Toro da combattimento.
7a FILA: Udinese. Rischio Strama in panca. Strano mercato con gli arrivi stagionati di Konè e Thereau. Ma DiNatale resta una certezza assoluta, pure a 36 anni. Occhio a Widmer, Gabriel Silva e BrunoFernandes. E Muriel? Siamo sempre in attesa del suo anno buono.
Verona. Ha stupito l'anno scorso, ha rivoluzionato la rosa. Rodriguez, Rafa Marquez, Luna, Martic, Obbadi, Chrostodoulopoulos, Ionita, Valoti, Chanturia, Nenè, quasi tutti stranieri. Riuscirà Mandorlini a proporre un 4-3-3 aggressivo come l'anno passato?
8a FILA: Cagliari. Giulini porta Zeman. E Zeman porta la solita infornata di giovani. O la va, e sarà spettacolo, o la spacca, e sarà esonero. ZZ è così. Sau con il boemo non farà meno di 15 gol. Ibarbo potrà esaltare. Ceppitelli difensore da 5-6 gol di testa. Ma se Zeman non ingrana?
Chievo. Bardi, Gamberini, Biraghi, Izco, Birsa, Schelotto, Botta e MaxiLopez sono ottimi arrivi per Corini. Che dovrà trovare in fretta l'amalgama tra vecchi e nuovi. Ma la rosa sembra più competitiva del recente passato. Ed è proprio da Botta che ci si aspetta qualcosa in più.
9a FILA: Sassuolo. Restano uomini e mister della rimonta. Con Vrsaljko e Peluso in più. DiFrancesco non dovrà partir male come la scorsa stagione. Ma ha la squadra più italiana di tutte (solo tre stranieri) e un attacco Berardi-Zaza-Sansone che stuzzica e non poco.
Palermo. Cantiere aperto. La rosa attuale è nettamente sotto tutte le aspettative. Buon regista Rigoni, buon difensore il Pipo Gonzalez, ma il resto? In attacco ci sono solo Vazquez, Belotti e Dybala. Gli esterni sono Pisano e Lazaar. Ci sarà da soffrire per Iachini, o per chi lo sostituirà.
10a FILA: Empoli. Sarri è buon allenatore. Mille giovani e Moro, Tavano e Maccarone. I ragazzi son interessanti: Tonelli, Rugani, Hysaj, Verdi, Vecino, Laxalt, Aguirre. Ma saranno pronti per la A? La difesa in particolare avrebbe bisogno di almeno un uomo esperto.
Cesena. Senza un soldo, si punta tutto su Bisoli e il gruppo. La rosa non è da A. In difesa vecchi lupi di mare come Lucchini, Perico e Capelli. A centrocampo gli over30 Cascione-Coppola-DeFeudis non entusiasmano. In attacco si prega Marilungo o nonno Brienza. Aiuto.

lunedì 25 agosto 2014

ANCORA SU HAMILTON E ROSBERG


Ancora su Hamilton e Rosberg.
Lewis: "Nel meeting post gara Nico ha detto che avrebbe potuto evitare il contatto, ma che lo ha fatto apposta, per "dimostrare la tesi". E non chiedete solo a me, andate da Toto, Paddy e tutti quelli che sono arrabbiati con lui".
Toto Wolff: "Nico ha ritenuto di mantenere la linea. Voleva dimostrare una tesi, e, per Lewis, era chiaro che non poteva sapere cosa avrebbe pensato Nico. Lui non si è tirato indietro. Pensava che Lewis gli avrebbe lasciato spazio, cosa che Lewis non ha fatto. (Nico) Lo ha fatto anche per far vedere che non aveva intenzione di cedere. (...) Nico non era disposto a mollare, e questo ha causato la collisione. E' un qualcosa che non vogliamo più vedere".
Ragionando. Rosberg si presentava in Belgio a +11 su Hamilton, forte di 4 vittorie e 10 podi in 11 gare. Perchè mai Nico si sentiva minacciato a tal punto da dover "dimostrare la tesi" e rimarcare che non era disposto a mollare? 
Perchè avrebbe dovuto forzare l'azione, sentendosi quasi obbligato a dare una prova di forza in mondovisione? E quale era questa tesi? Sente la squadra dalla parte di Lewis?
Probabilmente questo atteggiamento è figlio di Budapest, dove all'ultimo giro Lewis ha "gentilmente" spinto fuori traiettoria Nico nel tentativo (riuscito) di resistere al sorpasso e dove lo stesso Hamilton si è opposto all'ordine di scuderia (un po' forzato), che gli intimava di lasciar passare il compagno di box a metà gara, in virtù di una diversa strategia. Ordine al quale Hamilton si è opposto.
Rosberg probabilmente si è sentito poco tutelato dalla Mercedes, al punto da dover dimostrare qualcosa in termini di grinta e di coraggio. Il sorpasso subito al via gli ha fatto tappare la vena, e poi al giro 2 c'è stato il contatto.
Probabilmente, dopo varie rotture colpa di Mercedes, e qualche furbata di troppo di Nico (vedi qualifiche di Monaco), Hamilton ha davvero fatto la voce grossa in squadra. Che l'ha spalleggiato, mettendo in una sorta di disagio Rosberg. Lewis si aspettava di essere la prima guida, quando arrivò nel 2013. Mercedes pensava che Lewis sarebbe stato la prima guida. E questo probabilmente sta influendo nel box, dato questo scagliarsi oltremodo contro Rosberg.
Ricordiamo un precedente. Sepang 2013. Secondo Gp della coppia Hamilton-Rosberg. Lotta per il 3°/4° posto. Rosberg molto più veloce arriva in coda a Lewis. Il biondino chiede strada via box, che gliela nega. Gli viene intimato di non tentare il sorpasso. Nico, infuriato, si accoda e lascia il podio a Lewis.
Evidentemente l'idea iniziale di Mercedes era quella di supportare più Hamilton di Rosberg. E ora Nico si sente attaccato. Platealmente. Nonostante sia il leader del Mondiale.
E allora le tenterà tutte per portare a casa l'iride. E poi la coppia scoppierà.
Ma, per me, sarà Nico a lasciare il team.

domenica 24 agosto 2014

F1 DIARY- TAPPA 12, GARA

Immagine tratta da twitter.com e modificata su befunky.com
Il casus belli: Hamilton scatta meglio di Rosberg al via. Alla prima curva a guidare il gruppo è l'inglese. Al giro 2 Rosberg tenta una manovra all'esterno e tocca con l'ala la posteriore di Lewis. A Nico vola via un'appendice laterale, a Lewis vola via la gara. Foratura, fondo della vettura rovinata, 0 punti. Il biondino ne incassa 18, arrivando secondo. +29.
In coro Wolff e Lauda a difendere Hamilton: "E' inaccettabile. Succederà molto nei prossimi giorni". E tutti a criticare la tempistica di tale attacco. 
A inizio gran premio la Mercedes ritiene inaccettabile un attacco del genere. Perchè ha trasformato una sicura doppietta in un flop clamoroso. Vero.
Per carità, Ham non c'entra nulla.
Ma è palese come Nico non l'abbia fatto apposta, non essendo affiancato o non avendo spinto fuori pista Lewis. Ha fatto un errore di valutazione. Di misura. Di centimetri. Che è costato la gara a Hamilton, ma che ha danneggiato anche la sua. Teniamo presente che il 90% di toccatine lievi del genere rompono le ali, ma non afflosciano le gomme.
E' stata una cattiva valutazione, un tamponamento impercettibile. Gettare la croce addosso a Rosberg è eccessivo. Nessuna convenienza aveva Rosberg ad andare a uno scontro del genere, atto a mettere k.o. il compagno di box.
Ora la Mercedes promette fuoco e fiamme. "Succederà molto", hanno anticipato.
E cosa vogliono fare? Dare l'ordine che chi parte davanti non può essere mai attaccato? Oppure far vincere una gara a Hamilton rallentando Rosberg? 
Non si sa. La ragione consiglia di gestirla diversamente. Senza fare piazzate. Sono troppo più forti degli altri. Ma non sembra questo il caso.
A meno che.
A meno che in Mercedes Hamilton non stia cominciando a fare la voce grossa. Rosberg sta usando tutte le armi a sua disposizione, basta ricordare il pasticcio delle qualifiche di Montecarlo. La Mercedes ha steso tappeti rossi a Lewis per convincerlo a lasciare la McLaren due anni fa, e probabilmente vedere Rosberg vincere tra i due, a livello di investimenti fatti, non è ciò che si aspettavano. E allora la squadra potrebbe clamorosamente pendere per Hamilton, e "isolare" Nico il furbetto.
Che magari pure pure, nonostante un recente rinnovo, sarebbe invitato a cambiare aria in vista del 2015.
E scatenare un effetto domino. Con il quadricampione Vettel, premio paggetto 2014 del fenomeno Ricciardo, che sbuffa rabbia sotto la visiera. Con Alonso sempre scontento di una Ferrari che arriva sempre mezzo minuto dopo i vincitori. Con un arrembante Bottas, uomo Mercedes di Toto Wolff, che potrebbe diventare appetibile sul mercato. 
Cova fuoco sotto le ceneri in quel di Spa.
Dove Ricciardo ha dimostrato di essere un campione, perchè 3 vittorie in una stagione monocolore Mercedes sono da punto esclamativo. Dove Kimi ha messo la firma in calce ad una gara maiuscola, finalmente assistito da una strategia azzeccata, chiudendo 4° e di più non poteva. A Monaco e a Spa, dove il pilota conta, Kimi ha dato segno di esserci, in una stagione melmosa, e non è male. Dove Bottas 3° svergogna Massa, che si appella alla paperinite, ma che sta facendo una figura magra, magrissima in confronto al finnico. 
Che podio oggi, Ricciardo, Rosberg e Bottas. Quando tutti pensavano che i più forti in quelle squadre fossero Vettel, Hamilton e Massa. Che roba.

sabato 23 agosto 2014

F1 DIARY- TAPPA 12, QUALIFICHE

Immagine tratta da bbc.co.uk e modificata su befunky.com
Spa. Piove. Qualifiche.
Ci sono botte da orbi in Mercedes. Il resto è sfondo, che si perde negli aquaplaning e nelle chiacchiere da bar per stabilire il Campione e la pippa all'interno di ogni squadra.
In Mercedes è il delirio. Una qualifica tiratissima, due bambini capricciosi, Nico e Lewis, desiderosi di menare pugni a ogni curva. A dimostrare chi è più furbo dell'altro. In ogni sessione giri impiccati dei due alfieri delle Frecce d'Argento. 
Sul filo dei decimi per tutte le sessioni, la spunta Rosberg. Hamilton incassa i due decimi, un parziale di 4 pole a 7 per il tedesco e ha bisogno di uno strizzacervelli.
Under pressure.
Lewis ha avuto un'ottima carriera sinora. Enfant prodige, all'esordio in F1 ha buttato via un Mondiale che aveva in tasca per inesperienza. Ma ha saputo tenere testa ad Alonso. Ha vinto l'iride l'anno dopo contro Massa. Negli anni successivi è stato appresso a una McLaren ondivaga di competitività. Ma ha dato segni di talento purissimo, nel paddock è indicato come il pilota più talentuoso e veloce sul giro secco. E ora? Con la migliore vettura del lotto che fa?
Le sta prendendo con una regolarità stupefacente. Da Rosberg. 
Uno che si è fatto la gavetta in Williams per togliersi l'etichetta di snob figlio di papà. E che poi è passato in Mercedes a fianco dello Schumacher di ritorno. Risultati importanti contro il sette volte Campione del Mondo, ma sottovalutati dalla critica che sopravvalutava, alla luce dei fatti attuali, il rincoglionimento da 40enne di Michael. E via alle chiacchiere da bar e alle equazioni improbabili.
Michael andava, e forte, perchè a 43anni teneva testa a Rosberg in qualifica, con Nico che ora fa più pole di Hamilton a parità di macchina, con Hamilton che quando correva in McLaren si equivaleva con Alonso, che ora in Ferrari ridicolizza Raikkonen, con Kimi che contro Nando riesce a far peggio addirittura di Massa, che le prende sempre da Bottas. Un cane che si morde la coda insomma per dimostrare che Rosberg, con le equazioni, metterebbe in riga chiunque, avendo battuto Schumi e Hamilton.
E comunque, Alonso il Campione oggi fa 4° e dà 1 secondo a Kimi la pippa, 8°. Con Raikkonen che riesce a peggiorare il suo tempo in Q2 quando tutti han migliorato di 7 decimi/1 secondo. Misteri della fede. Bottas è Campione perchè è sempre davanti a Massa la pippa. Anche oggi uno sesto e l'altro nono, 1 secondo dietro. Campione per un giorno, dopo una stagione di stenti, è Vettel, terzo, due decimi davanti a Ricciardo, 5°, e adesso è lui a poter sorridere.
Ma comunque parliamo di lotte per la gloria e non per la vittoria. Al massimo per il terzo e poco importante gradino del podio. La lotta, quella vera, è tra Nico e Lewis. Con un Rosberg super gasato e un Hamilton sull'orlo di una crisi di nervi. 
Domani chi vince? Ah beh, Hamilton, che compirà una manovra da censura alla prima curva e si vincerà il Gp. Rosberg farà il paggetto sul podio, assieme a Bottas. 

IL 5-5-5 DI ORONZO SIMEONE


Immagine tratta da ilpallonegonfiato.com e modificata su befunky.com
"In che cosa consiste questa bizona: voi sapete che le norme generali di tutti gli allenatori del mondo, più o meno, usano sempre le stesse formazioni. C'è il 4-5-1 o il 4-4-2. Io invece uso una cosa diversa. 5-5-5. "Ma mister, che si gioca, in 15?" (...) Allora dicevo 15. Non è vero 15, perchè sono 16. Perchè ti sei dimenticato il portiere. Io ho detto 15 perchè mentre 5 per esempio della difesa vanno in avanti, i 5 attaccanti retrocedono e così viceversa. E allora la gente pensa: "Questo che c'ha 5 giocatori in più?" Invece no, è perchè mentre i 5 vanno avanti gli altri 5 vanno indietro. Durante questa confusione generale le squadre avversarie si diranno "Ah ah, che sta succedendo?" e non ci capiscono niente". (Oronzo Canà, L'allenatore nel pallone, film del 1984)
Diego Pablo Simeone è il nuovo vate del 5-5-5 a bizona. L'Atletico Madrid che nelle due gare di Supercoppa di Spagna contro il Real esce con il trofeo in tasca, è chiara derivazione del celebre modulo dello strampalato Oronzo Canà di un noto film degli anni '80.
Erano ovunque i colchoneros. Attaccavano mai in meno di cinque. Difendevano sempre undici dietro la palla. Quando perdevano palla in attacco, tempo tre secondi, e gli stessi interpreti li ritrovavamo in difesa a ripiegare.
Un modulo asfissiante, sfinente, che ha steso e stretto in una morsa gli acclamati galacticos del Real. 
Una condizione atletica straripante, giocatori universali pronti a pressare tuttocampo. Nuovi arrivi subito integrati con la vecchia guardia. Persi Courtois, Filipe Luis, Diego, Sosa, Adrian Lopez e Diego Costa, la squadra è rimasta la stessa. Nel gioco, nella grinta, nella voglia e nell'applicazione. Se non persino rafforzata. Moya, Oblak, Ansaldi, Siqueira, Griezmann, Raul Jimenez e Mandzukic pare che giochino al Calderon da anni.
La squadra è piena espressione del modo di giocare del guerriero Simeone, che in Italia abbiamo avuto modo di ammirare tra Pisa, Lazio e Inter. 
La chiave è l'umiltà. E' una squadra che sa difendersi. E sa farlo contro le squadre migliori del mondo, Real e Barcellona in testa. A cui ha soffiato la Liga dopo 9 anni di trionfi di monologhi. E che ha sfiorato la Champions, vincendo la finale sino al 93', momento del pareggio di Sergio Ramos.
Il Cholo Simeone ha costruito una squadra clamorosa. Clamorosa nell'umiltà, nell'atteggiamento, nella cattiveria agonistica. Nell'ottenere risultati anche oltre i propri mezzi tecnici. Forse la squadra più clamorosa d'Europa. 
E' un nuovo catenaccio? Sarà, ma è tremendamente efficace. 
Il 5-5-5 di Oronzo Simeone.

giovedì 21 agosto 2014

SUPER RAIOLA AI REDS

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Balotelli al Liverpool. Basta una mattinata e Super Mario si trasferisce ad Anfield.
In barba alle trattative che durano settimane e mesi a cui siamo abituati in Italia e con le quali ci tediano per ore i super espertoni di mercato. Quando ci sono compratore volenteroso, acquirente danaroso e procuratore accondiscendente, si fa tutto alla velocità della luce.
Mago Raiola. Perchè di gran procuratore si tratta. E' una magia riuscire a migliorare valutazione e contratto di un Balotelli che dopo 1 anno e mezzo presenta gli stessi pregi e difetti e dubbi che lo accompagnarono al suo approdo in rossonero.
Il Milan a gennaio 2013 lo acquista a 16 milioni più bonus (chissà poi se centrati) dal City, e oggi lo rivende a 20. Il calciatore in rossonero guadagnava 4,5 milioncini netti e ne andrà a guadagnare 6.
Come se nei 19 mesi a Milanello avesse incrementato il suo valore e acquisito una sorta di consacrazione. Come se in Nazionale non fosse andato in rotta di collisione perpendicolare con i senatori.
L'occasione al Milan veniva dipinta per Super Mario come l'occasione della vita, una sorta di ultima spiaggia, un "o la va o la spacca" in cui doveva trovare maturità, continuità ed esplodere definitivamente. Ed è restato invece un punto di domanda.
I numeri, se vogliamo dirla tutta, non sono malvagi. Affatto. 43 partite e 26 gol in Serie A, 1 presenza e 1 rete in Coppa Italia, 10 gare e 3 marcature in Champions. In totale fanno 54 apparizioni e 30 segnature. 
E' tutto il contorno che è rimasto lo stesso. Risse, multe, espulsioni prima, pistole, anelli, Fanny e social oggi. E' un Mario con un anno e mezzo in più, ma che non è cresciuto.
Vittima del suo talento, messo sempre al centro dell'attenzione dai media, che sguazzano morbosamente nella sua immaturità.
Ora c'è il Liverpool, storico club inglese. Una squadra che gioca un calcio offensivo e bello da vedere. Che ha avuto in squadra cavallo pazzo Suarez, e non ha paura nel pensare di gestire Super Mario. Riuscirà Rodgers, mister dei Reds, che mette il gioco di squadra prima di tutto, ad includere Balotelli nel suo progetto tattico?
Ecco Balotelli e il dubbio che si porta dietro da sempre. Un Campione o uno svogliato talento?
Ha venduto al City, al Milan e ora al Liverpool un dubbio, Mino Raiola. Ma intanto si frega le mani. Super operazione, ancora una volta. Chapeau.