sabato 18 ottobre 2014

PRONOSTICANDO LA 7A GIORNATA

Immagine tratta da Snai.it
ROMA-CHIEVO: la Roma vuole riscattare la discussa sconfitta patita allo Juventus Stadium, e il Chievo ha una striscia non felice di un pareggio e tre gare perse. Il pronostico pende dalla parte giallorossa, con Ljajic e Destro sugli scudi. In caso di difesa ad oltranza clivense, giusto puntare su Frey (dirimpettaio di Cole) e Dainelli. 1 (1,30).
SASSUOLO-JUVENTUS: DiFrancesco, ultimo, cambia modulo e passa al 3-4-3 e spera in una gara coraggiosa. Allegri, dalla sua, viaggia a vele spiegate. Berardi e Zaza vorranno mettere in mostra qualche numero dei loro, ma la forma di Tevez e l'atteso ritorno al gol di Llorente non lasceranno scampo. 2 (1,42).
FIORENTINA-LAZIO: i viola di Montella sono imbattuti da 5 gare, Pioli e i suoi sono reduci da due vittorie consecutive. Le premesse per un bel match ci sono tutte, Cuadrado e Babacar da una parte, DeVrij (per qualche colpo di testa) e Mauri sono gli uomini su cui puntare per questa gara dall'esito incerto. GOAL (1,85).
ATALANTA-PARMA: due squadre partite con ambizioni più alte dei 4 e 3 punti raccolti sinora. I bergamaschi perdono da 4 gare, gli emiliani da 3. Si salvi chi può. D'Alessandro e Denis sfrutteranno le debolezze difensive avversarie, Cassano e Lodi guideranno il Parma verso un risultato positivo. X (3,15).
CAGLIARI-SAMPDORIA: i sardi avranno i centrali difensivi fuori, la Samp ha una difesa di ferro ed è ancora imbattuta. Da Zeman ci si può attendere di tutto. Ma la sensazione è quella di una gara aperta, con i due tridenti che si daranno battaglia. Sau e Balzano potranno far male, così come Okaka e Eder tra i blucerchiati. OVER (1,90).
VERONA-MILAN: due squadre appaiate al quinto posto a 11 punti. Mandorlini sta ottenendo tanti punti, nonostante un gioco più pratico che spettacolare. Inzaghi cerca ancora la quadratura dello schema, sperando di prendere meno imbarcate difensive. Ionita e Toni scalpitano nell'Hellas, ElShaarawy ha molta rabbia e potrebbe essere decisivo, con Abate in ottima forma. 2 (2,25).
PALERMO-CESENA: Iachini è reduce da due brutte imbarcate, Bisoli con la politica dei piccoli passi ha strappato molti risultati inaspettati. Vazquez e Dybala da schierare a occhi chiusi, nel Cesena l'ex Brienza e Volta (in avanti per gli angoli) sono gli uomini su cui puntare. OVER (2,05).
TORINO-UDINESE: il Toro balbetta ancora, l'Udinese è lanciata nelle zone nobili della classifica. Potrebbe arrivare la tanto sospirata prima vittoria casalinga per i granata, con Amauri e Quagliarella decisivi, nell'Udinese Thereau e Kone in cerca del colpaccio. 1 (2,30).
INTER-NAPOLI: bella gatta da pelare per Mazzarri, dopo i due larghi k.o. contro Cagliari e Fiorentina. Benitez soffre ancora, ma ha trovato un accenno di continuità. Psicologicamente il Napoli è avvantaggiato. Arriveranno molti gol. Icardi e Palacio sugli scudi tra i nerazzurri, e i soliti Higuain e Callejon tra i partenopei. OVER (1,92).
GENOA-EMPOLI: i liguri sono difficilmente decifrabili in questo avvio di stagione, l'Empoli non perde da 4 partite e sta raccogliendo applausi ovunque. Antonelli e Matri sono indiziati per una bella gara tra i rossoblu, Pucciarelli e Vecino tra gli azzurri. 1 (2,15).

venerdì 17 ottobre 2014

SOMMERSI DALLE CHIACCHIERE

Immagine tratta da educalcio.it e modificata su befunky.com
Help.
Sommersi dalle chiacchiere. Dalle parole, dalle dichiarazioni. E' un'ondata inarrestabile. 
Balotelli che accusa Prandelli di non essere un vero uomo, e dà ragione a Conte sulla sua non convocazione, poi De Sanctis che indica come il "Sistema Juve" sia imbattibile, appoggiandosi alle dichiarazioni di Totti, che aveva suggerito ai bianconeri di giocare un torneo a parte, dato lo smaccato favoritismo arbitrale. E ancora la moglie di Andrea Agnelli, che a sua volta invitava Totti a emigrare, con Buffon che indicava la strada del "non inveire contro il direttore di gara", mentre su Twitter Bonucci invitava i romanisti a "sciacquarsi la bocca". E Garcia che si accorgeva che l'area di rigore della Juve è di 17 metri, mentre Allegri scopriva come la Juve avesse tutti contro.
Basta!
E' una gara a chi la spara più grossa, a chi riesce a ottenere il titolone in prima pagina. Tutti fomentati da televisioni e giornali che altro non aspettano che sbattere a otto colonne polemiche, liti a distanza e frasi ad effetto.
Tutto è distruttivo, bianco o nero (senza riferimenti alla Juventus), di qua o di là. L'obiettività è da tempo accantonata a favore di una continua "guerra tra poveri", che al solito fa sempre il gioco dei ricchi.
Come al tempo dei romani (senza riferimento ai romanisti), con l'Imperatore bello tronfio in tribuna che si divertiva a veder scannare tra di loro i gladiatori.
Insomma, quello che succede la domenica sul terreno di gioco oramai è diventato solo un pretesto per poi parlare, polemizzare e avere altro materiale su cui scontrarsi e fomentare odi e rivalità per i successivi giorni della settimana.
Ogni evento in campo è finalizzato allo scoop. Un infortunio fa già partire il toto sostituto sul mercato, una larga sconfitta reca sempre in fondo all'articolo l'insinuazione del prossimo esonero e i nomi dei sostituti (anche senza avere avuto imbeccate certe). Un'espulsione o un'ammonizione in più per un giocatore in diffida, manda già all'erta i complottisti.
E i gesti tecnici sono usa e getta. Sono belli da rivedere e da consumare entro 4-5 ore da quando accadono, poi stop, e via al più redditizio vociare indistinto di giocatori, ex giocatori, espertoni e dirigenti fomentati da giornalisti con la bava alla bocca.
E l'amore verso il calcio si trasforma in una tensione continua, in un contrapporsi esasperato e nauseante. 
Così è troppo. Siamo sommersi dalle chiacchiere. 
Più campo, meno polemiche. Più gesti tecnici, meno interviste.
Magari si venderà qualche copia in meno, ma si crescerà una generazione più interessata al divertimento in campo, che all'odio, alle polemiche e alle contrapposizioni fuori dal rettangolo di gioco.

lunedì 13 ottobre 2014

UN MAZZARRI PICCOLO PICCOLO

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Il curriculum di Walter Mazzarri parla chiaro, mai un esonero in tredici stagioni da allenatore. Ottimi risultati raggiunti con le squadre guidate: dalla promozione in A con il Livorno, al trittico di salvezze con la Reggina (di cui una con la zavorra del -11), al biennio alla Sampdoria dove "mata" Cassano e ottiene un 6° posto da qualificazione europea, ai successi napoletani, quattro anni in cui la squadra fa il salto di qualità, stazionando sempre nei primissimi posti di classifica, cominciando a ottenere buoni risultati anche in Europa.
Ma ora Mazzarri è in crisi. Forse la prima crisi della sua (ottima) carriera. Con l'Inter il feeling è stato traballante sin dal principio, il 5° posto della stagione scorsa è stato un risultato onesto, considerato il valore della squadra, ma non ha soddisfatto appieno. 
E l'esordio di questo campionato parla di 8 punti in 6 partite e due brutte sconfitte, larghe, con Cagliari in casa e Fiorentina fuori. 
Ha un po' perso la bussola, Mazzarri. La rosa messagli a disposizione dal duo Thohir-Ausilio è oggettivamente migliore dell'anno passato, ma manca di gioco e, soprattutto, convinzione nei propri mezzi.
E qui sta la difficoltà dell'allenatore. Trasferire la propria mentalità ai calciatori, che non dovrebbero sciogliersi come neve al sole alle prime difficoltà. 
WM è fragile. Come psicologia e motivazione. 
E' celebre il suo modo di "piangere" sempre e comunque sulle decisioni arbitrali, e il costante autoincensamento della sua carriera, del suo passato, della sua gavetta e delle sue origini.
E questo, paradossalmente, non è sintomo di forza ed egocentrismo, ma piuttosto di una certa insicurezza. Spiego meglio: Mazzarri ha sempre bisogno del riconoscimento "esterno" del suo lavoro, come una sorta di pacca sulle spalle per ricordargli che è bravo. E da qui trae la sua forza: si motiva, e motiva tutti quelli che ha attorno. Spesso per ammettere le sue sconfitte o tanti pareggi, ha invocato le decisioni arbitrali che hanno cambiato l'esito di una gara. E così quando gli si domanda se sia o meno un allenatore da "grande", comincia a sciorinare il suo curriculum, con i miracoli reggini su tutti. 
Per trovare gli stimoli, ha bisogno che tutti quelli attorno a lui gli dicano che è bravo, che fa miracoli, che fa sempre il meglio possibile. 
E probabilmente il corto circuito interista, ora, sta in queste pieghe. Una nuova dirigenza che non l'ha mai sostenuto "a priori", ma che ha pensato, e forse sta pensando tuttora, anche di sostituirlo. E WM sta soffrendo questa situazione, trasmettendo tali sensazioni ai calciatori. Che manifestano insicurezza e vanno nel pallone alle prime difficoltà.
Calciatori che, per inciso, dato il basso livello di questa Serie A, possono ancora disputare un'ottima annata, se convinti e ben guidati. 
Ora la critica sta cominciando a farlo friggere, sui giornali si legge di Zenga, di Mancini, di Thohir che chiama Moratti per un parere, e Mazzarri deve avere il colpo di reni decisivo, credere in se stesso e nel suo lavoro, senza bisogno di riconoscimenti esterni, e dare una scossa a questa stagione e alla sua carriera. Sennò rimarrà un allenatore di basso profilo, un Mazzarri piccolo piccolo.

domenica 12 ottobre 2014

F1 DIARY - 16, SOCHI, GARA

Immagine tratta da fia.com
I primi quattro in griglia di partenza sono stati i primi quattro alla bandiera a scacchi, in rigoroso ordine.
Si direbbe gara noiosa. E difatti gara noiosa è stata.
Unico momento saliente è stata la partenza, con Rosberg che affianca Hamilton, lo sopravanza, ma va lungo, lunghissimo alla prima curva, spiattellando le gomme. E sosta ai box al giro 2 per montare degli pneumatici che dureranno tutta la gara, 52 giri. 
Tra il suo secondo posto in prova e il secondo in gara, ci sono sorpassi in serie che lo fanno riemergere dall'ultimo posto alla piazza d'onore con quell'astronave chiamata Mercedes.
Hamilton ha vinto a mani basse, mai forzando e arrivando comodamente primo. Il Mondiale sta prendendo la sua strada, +17, vittoria consecutiva numero 4, con Nico in difficoltà più mentalmente che cronometro alla mano.
Mercedes già matematicamente campione tra i costruttori, con 3 gare d'anticipo.
La stella a tre punte è imbattibile, ha una velocità in rettilineo pazzesca. Rosberg ha passato tutti con una facilità disarmante. E' un dominio destinato a durare a lungo, non ci sarà Alonso, Vettel o Honda che tenga. Dietro possono rimescolarsi uomini e motori, ma qua abbiamo una caparra già sul tavolo per aggiudicarsi quantomeno il 2015 in tranquillità. Un vantaggio tecnico e motoristico imbarazzante. Da 25-30 secondi sugli avversari a ogni appuntamento.
Gara noiosa si diceva, partenza a parte, quasi nessun sorpasso.
Emblema di questo trend è la Ferrari. Classica gara di questo 2014: dopo la partenza, cala il buio. La Rossa che transita al primo giro, sino a fine corsa non riesce a piazzare un sorpasso. Si accoda a trenino alle varie McLaren, Williams, ToroRosso, RedBull e di spunti velocistici o di trazione per sferrare l'attacco, manco l'ombra. Potrebbe guidarla anche Gig Robot d'Acciaio, che non sorpasserebbe ugualmente.
Alonso fa 6°, grazie allo scatto allo start, e Raikkonen 9°, a causa dell'intruppamento che lo penalizza alla prima curva. Poi, per entrambi, gara piatta.
Ma Alonso dove andrà? Lui vuole vincere, dice. E' il suo obiettivo. Ma di macchine in pista che possono vincere, attualmente, ce n'è solo una. E si chiama Mercedes. Che ha sotto contratto Rosberg e Hamilton per il 2015. E' quantomeno strano che Nando stia aspettando così tanto ad annunciare il suo futuro lontano da Maranello. Un futuro alla McLaren Honda sarebbe un'incognita, e non vincente da subito. Che si fermi una stagione, o si parcheggi dagli "amici" in Lotus, con un accordo già in tasca con Mercedes per il 2016? Chissà.
Intanto, brava alla Mercedes e #ForzaJules.

sabato 11 ottobre 2014

F1 DIARY - 16, SOCHI, QUALIFICHE

Immagine tratta da fia.com
Motorsport is dangerous. The show must go on.
La conferenza stampa della Fia post Suzuka possiamo riassumerla così: il motorsport è pericoloso. Lo show deve andare avanti. 
Charlie Whiting, chiamato a chiarire la dinamica dell'incidente di Jules Bianchi, al fine di appurare eventuali responsabilità del direttore di gara Charlie Whiting (sì, si è auto-giudicato), ha spiegato come le procedure siano state eseguite correttamente in quel di Suzuka. E ha raccontato di come l'incidente sia avvenuto per pura sfortuna.
Perchè Bianchi non ha alzato troppo il piede alla vista delle bandiere gialle ed è andato fuori.
Peccato che, piccolo particolare, Bianchi poi si sia schiantato contro una gru. 
Una gru di 7 tonnellate nel recinto della pista, nella via di fuga. Trovare un mezzo del genere con la gara non neutralizzata, e dunque messa in sicurezza, non è sfortuna. 
Bianchi aveva tutto il diritto di scivolare in un aquaplaning, aveva tutto il diritto di fare un errore (ammesso sia avvenuto), e finire nella via di fuga. 
Ma trattare la presenza di quella gru là, in quel momento, come un meteorite è assurdo. Inconcepibile. Inaccettabile.
E i piloti son tornati in pista, senza alcuna modifica immediata alle procedure. Senza alcuna protezione assorbi-urto ai mezzi di recupero, senza nessuna zona a limitatore inserito in presenza di bandiere gialle. 
Insomma, sono in pista alle stesse condizioni di Suzuka. Ovvero, il meteorite potrebbe accadere di nuovo. Ma nessuno ci pensa. "Valuteremo", "vedremo", "in futuro", "dalla prossima gara", "dal prossimo anno". Situazione eccezionalmente sfortunata, è stata giudicata così. Quindi niente è cambiato a Sochi. E bisogna sperare fili tutto liscio. 
Strana pista quella russa. Con le gomme che invece di degradarsi, miglioravano con il passare dei giri. Si prende la pole Hamilton, ormai in vista mondiale e in stato di grazia. Rosberg è 2° in griglia, 2° in campionato e 2° mentalmente, data l'abbacchiatura sfigopendula mostrata in conferenza stampa. Lodi per Bottas, 3° e autore di un tentativo "impiccato" all'ultimissimo giro da applausi, finito con un errorino, ma pieno di grinta. Splende Button 4°, che sarebbe un peccato appiedare per il 2015, e il gioiellino locale Kvyat. Una quinta posizione da punto esclamativo la sua, il ragazzo del '94 ha talento a palate. La Rossa fa un 7° con Alonso e un 8° con Raikkonen (dopo la penalizzazione di Magnussen), finalmente divisi da soli 62 millesimi. La macchina è quel che è, arriverà quarta in classifica costruttori, e pace. Seb Vettel, il promesso sposo in rosso, è 10°, plafonato volutamente sulle prestazioni del Cavallino. E Massa invece mette sull'asfalto, al solito, il massimo, ovvero il massimo della sfortuna possibile, accusando un guasto alla power unit che lo farà scattare 18°.
Pronostico per domani? Come partono, arrivano, Ham, Rosberg e Bottas. Dal quarto in poi ci saranno bei trenini e gara di gruppo.

#ForzaJules e #KeepFightingMichael. E' un 2014 maledetto, perchè certi termini medici stanno diventando troppo familiari per una generazione di piloti e di tifosi che mai aveva conosciuto il buio così da vicino. Forza ragazzi.
Immagine tratta da news.superscommesse.it

martedì 7 ottobre 2014

#ForzaJules

Immagine tratta da autosprint.corrieredellosport.it e modificata su befunky.com
Mi si blocca la penna. Mi si bloccano i pensieri.
Tra moto e auto, di queste situazioni ne ho purtroppo vissute più di una.
E mi rendo sempre più conto che, al di là di simpatie e antipatie sportive, a questi piloti vuoi bene. E’ come se ci fosse una sorta di comunione “familiare” tra chi ama questi sport e i ragazzi che vanno in pista. E se succede qualcosa a loro, resti colpito. Ti incazzi, sei svuotato, sconcertato.
Perdi sempre un po’ di più la parte “bambina” di te che giocava con le macchinine, che guardava il mondo con innocenza. Non capisci.
Sale la tristezza, la preoccupazione. Jules è un ragazzo, un pilota forte, e non puoi pensare che stia male.
Per un incidente del genere. Perchè questo è il peggior incubo possibile per chi guida in un circuito. Quando vedo le gru a bordo pista in azione, il mio primo pensiero è sempre quello di sperare che nessuno abbia guasti allo sterzo, ai freni, o alla vettura in genere. E parimenti quando vedo i commissari entrare in pista, attraversandola come dei pazzi. Sono situazioni migliorabili, sia in situazioni estreme di bagnato, ma anche in situazioni di asciutto.
Non ha senso avere ostacoli in pista. Siano esse gru, commissari, altre vetture o detriti. E’ il peggiore evento possibile, non contemplabile da crash test o studi a tavolino.
Bisogna fare qualcosa alla svelta. Lo dobbiamo a quei ragazzi. Quei ragazzi che tra pochi giorni saranno ancora in pista a Sochi. Che non dovranno, innaturalmente, pensare alla paura. E che dovranno sperare, e fidarsi, degli stessi capi che hanno compartecipato all’accidente di Suzuka.
Perchè recentemente abbiamo sfiorato il disastro più volte, con la Sauber di Sutil ferma in rettilineo in Germania, la jeep davanti a Vettel nel 2013. 
Senza fare nulla, sottolineando sorridendo come fosse “andata bene”, e cullandoci in quei vent’anni senza eventi funesti.
E poi arriva la batosta.

sabato 4 ottobre 2014

PRONOSTICANDO LA 6A GIORNATA

Immagine tratta da snai.it
VERONA-CAGLIARI: il Verona in casa costruisce le sue fortune, ma il Cagliari di Zeman i suoi 4 punti li ha fatti tutti in trasferta. Due 4-3-3 a confronto, ci si aspetta un discreto numero di gol. Probabilmente i gialloblù colpiranno in contropiede. Attenti a Nico Lopez e Toni da una parte, a Ibarbo e Sau tra i sardi. GOAL (1,60).
MILAN-CHIEVO: il Milan può e deve solo vincere. Torna all'antico con il 4-3-3, ma con un Bonaventura in più nel terzetto di centrocampo, esperimento interessante. Di contro il Chievo, che mira a ripetere l'impresa di Napoli: Bardi scalda i guanti. Torres e Bonaventura osservati speciali, ma anche l'ex Birsa. 1 (1,45).
EMPOLI-PALERMO: due squadre che han fatto incetta di complimenti e pacche sulle spalle, ma ancora a quota zero vittorie. L'Empoli gioca bene, il Palermo non sfigura: i problemi nascono dalle rispettive difese. Occhio a Tavano e Verdi, tra i rosanero Vazquez è sempre da schierare. GOAL (1,80).
LAZIO-SASSUOLO: con la vittoria larga di Palermo, la Lazio avrà preso il via? Il Sassuolo ritrova Berardi e spera anche il gol, che latita da ormai quattro giornate. Puntiamo sui biancocelesti, si sbloccherà Keita (finalmente) e si confermerà Djordjevic. Negli emiliani attenzione proprio a Berardi e a Zaza, che sentendo odore di convocazione potrebbero approfittare delle defezioni laziali in difesa. 1 (1,53).
PARMA-GENOA: dove c'è Parma c'è gol in questo inizio stagionale. Bella scoperta Josè Mauri e bene Cassano, ma la difesa fa acqua. Il Genoa ancora non gioca come vorrebbe. E se segnasse Belfodil (a secco da una vita)? Tra i liguri, puntate su Perotti, raffinato dribblomane. 1 (1,95).
SAMPDORIA-ATALANTA: la Samp vola, e sta macinando risultati e punti. L'Atalanta ha segnato solo al Cagliari nelle prime 5 partite. Okaka cercherà il gol per incuriosire Conte, Sportiello è pronto a farsi notare nuovamente. Possibili outsider Eder e Boakye. 1 (1,95).
UDINESE-CESENA: l'Udinese è solida, sa come e cosa fare, il Cesena lotta e in attacco è leggerino. Strama ha la coppia Thereau-Kone in gran forma, Bisoli si coprirà e chiederà a Marilungo e Brienza il miracolo. 1 (1,55).
JUVENTUS-ROMA: il big match della stagione. Niente turnover: in campo i migliori. Una vittoria sarebbe fondamentale per entrambe, specie a livello psicologico. La Juve vince in casa da 21 partite. Potrebbe uscire un pareggio con poche reti. Ed emergeranno Buffon e Chiellini da una parte, Manolas e Nainggolan dall'altra. X (3,50).
FIORENTINA-INTER: bella gatta da pelare questa partita sia per Montella che per Mazzarri, una sconfitta potrebbe surriscaldare i rispettivi ambienti. E consegnarci una gara contratta. Cuadrado tornerà ad essere decisivo? Nell'attesa schieratelo titolare. Vidic sarà in versione top o flop? Meglio puntare su D'Ambrosio e Icardi. UNDER (1,73).
NAPOLI-TORINO: strana giornata questa, che fa incontrare le due reduci di Champions tra loro, così come le quattro reduci dall'Europa League. Qui il Napoli dovrebbe confermare le ultime due vittorie, puntate su Higuain e Callejon, nel Toro segna solo Quagliarella, per la legge dei grandi numeri, schierate El Kaddouri. 1 (1,55).

F1 DIARY - 15, SUZUKA, QUALIFICHE

Immagine tratta da formula1.com
Il tifone Phanfone si scatena 24 ore prima del previsto in Giappone. Tifone mediatico: tutti in attesa della mossa della Ferrari, di Alonso, di Vettel, e il comunicato lo fa la Red Bull.
Forse indispettita da tutti questi rumors, le lattine decidono di prendere tutti in contropiede e sparigliano le carte: ciao ciao ai 4 Mondiali di Ditino Seb e benvenuto a Dani Kvyat. Line-up piloti del 2015 Ricciardo-Kvyat, coppia che dà un senso al programma giovani della Red Bull. I due avranno nome simile (Daniel e Dani) e parlano entrambi italiano. Strana cosa.
Quindi Vettel cambia. Ma non può dire dove andrà, anche se fatica a trattenere i sorrisi quando gli si parla della Ferrari. Che è il suo sogno da quando, ancora bimbo, girava sulla pista di Kerpen del suo idolo, Michael Schumacher. Che gli avrà spiegato due o tre cosine sul significato di vincere con la Ferrari, rispetto al vincere altrove. 
Andrà a sostituire Nando, il cui amore con la Rossa è in crisi da un biennio pieno. Le ragioni della crisi non sono tanto le questioni di pista, ma piuttosto l'ingombrante presenza di due primedonne. Una è la Ferrari e l'altra è proprio il pilota asturiano. La macchina più sognata dai piloti, con più tifosi al mondo, e uno dei migliori driver del mondo che non vanno d'accordo. Strana cosa.
E Alonso fa quasi tenerezza quando dichiara che sarà lui a poter decidere il suo futuro, e scegliere il come, il dove e il quando. Tutto questo per il suo grande lavoro compiuto in F1. Si, ok. Ma sa di quelli che gli dai la pacca sulla spalla e gli dici: "Si, va bene, è come dici tu". 
Non è che abbia tutta queste possibilità di scegliere dove andare, la Red Bull gli ha risposto picche, e parimenti la Mercedes. La Ferrari l'ha scaricato. Rimane la McLaren, Le Mans o il divano. Non è che sia una scelta tra caviale e tartufo. Se è il migliore pilota sulla scena, come sostengono in molti, com'è che solo la McLaren lo vuole? Strana cosa.
E poi, ha lasciato la Renault a fine 2006 dopo aver annunciato già a inizio stagione di aver firmato per la McLaren, quindi va in McLaren, trova Hamilton e svela la Spy Story inguaiando il team (azzerati punti nei costruttori e 100 milioni di dollari di multa), e fugge ancora in Renault dalla porta di servizio. Qui nel 2008 si trova inconsapevolmente in mezzo al caso Singapore che costa la radiazione a Briatore e Symonds. Nel 2009 firma con la Ferrari, con il munifico sponsor Santander che si accolla la penale per rescindere il contratto di Raikkonen, pur di vestirlo di rosso. E cinque anni dopo, anche la Ferrari lo lascia a piedi. Qualche frasetta di troppo qua e là. Poco uomo squadra, lo "scemi/geni" via radio e il desiderio di una Red Bull come regalo di compleanno, gli apici negativi del rapporto. Mondiali vinti zero. Da otto anni Alonso insegue l'iride, che gli sfugge sistematicamente. E da otto anni, dove va, accadono casini, liti e scandali. Strana cosa.
Nando poi non manca di definire alla sua altezza solamente Hamilton, snobbando Vettel, che considera un quadricampione solo per meriti della macchina. E a Maranello lo rimpiazzano proprio con lui. Altra strana cosa.
Ah, ma c'è anche un Gp. Qualifiche inutili, domani il tifone vero spazzerà tutto e tutti. Quindi la griglia sarà una situazione momentanea in attesa delle Safety Car. Le Mercedes volerebbero anche sulla neve, ma occhio sotto l'acqua a Ricciardo e Seb.

giovedì 2 ottobre 2014

IL DIFETTO DELL'ESPERIENZA

Immagine tratta da canalejuve.it e modificata su befunky.com
La Juventus ha pensato troppo, la Roma ha giocato. 
E' qui la differenza tra la sconfitta bianconera in casa dell'Atletico Madrid e il brillante pareggio esterno giallorosso con il Manchester City. La squadra di Allegri ha tenuto palla, in modo ridondante e con scopi prettamente difensivi. Come svelato dal mister livornese, è stata una mossa studiata per tenere lontani gli avversari e controllare meglio le loro ripartenze. La Roma ha cercato di proporre in Europa il proprio gioco, il proprio marchio di fabbrica.
La Juventus è stata impaurita, la Roma è stata sfrontata.
Un possesso della sfera del 61% ha prodotto zero tiri in porta, e si è costruita la partita sul timore della forza degli avversari. Così la Vecchia Signora ha snaturato un po' il suo essere dominante che caratterizza il suo triennale monologo in Italia. Stavolta era lei ad aver paura, e non gli avversari, come normalmente succede. La Roma, ritrovatasi in svantaggio dopo soli 4', ha macinato le sue classiche giocate, accettando, seppur in trasferta di mostrarsi a viso aperto.
La Juventus ha basato il suo gioco sugli altri, la Roma su se stessa.
L'Atletico Madrid campione della Liga e vicecampione della Champions è una squadra difficile da affrontare, scorbutica, fallosa, indemoniata. E la Juve ha pensato prima a limitare i pregi degli avversari piuttosto che a esaltare i propri. La Roma invece ha giocato come sa, nel tipico stile che le ha insegnato Garcia. E con la forza dei suoi schemi è andata a sorprendere un Manchester City che è apparso spesso in apprensione.
La Juve in Europa è stata troppo "italiana", la Roma più "europea".
Ha ragione Arrigo Sacchi quando fa notare ad Allegri come la Juventus sembrava esser entrata in campo per il pari. E la risposta di Max non è stata convincente, ammettendo di fatto di aver preparato la gara sul miglior modo di contenere i colchoneros. Non è abituata la Juve a scendere in campo per limitare gli altri, alla vecchia maniera "italiana", e si è visto. 0 tiri in porta e ha perso. La Roma, di contro, quando si trova di fronte una squadra che prova a giocarsi la partita e non a chiudersi in area a riccio, mostra ancor di più il suo bel calcio. E Gervinho diventa devastante. L'eterno Totti può inventare più liberamente, e Pjanic può creare gioco senza marcature soffocanti. In Europa, Atletico Madrid a parte, tutti giocano a viso aperto. Per questo la Roma in queste due partite del girone è apparsa scintillante. Come e più che in campionato.
E forse la Juve (e anche Allegri) ha avuto il limite dell'esperienza, di averne avute troppe deludenti in Europa negli ultimi anni, e la Roma il vantaggio dell'inesperienza, del non aver nulla da perdere. Anche da qui si può partire per spiegare il diverso atteggiamento delle due uniche big italiane nell'Europa che conta.

lunedì 29 settembre 2014

LA CRITICA DEL MARTEDI' /5

Immagine tratta da cagliaricalcio.net e modificata su befunky.com
- Copertina per Zdenek Zeman. Vincere per 4-1 a San Siro contro l'Inter, guidando il Cagliari, non è impresa da tutti i giorni. Nel momento più inaspettato, gli undici rossoblù riescono a mettere in pratica i dettami tattici del boemo, e frantumano un'Inter ai minimi termini. Ciò che ha colpito di più è stato l'harakiri totale di Mazzarri dopo l'espulsione di Nagatomo sull'1-1. La squadra si è smarrita, la difesa a 4 d'emergenza è stata tagliata con un grissino da Ibarbo, Ekdal e Sau. Tatticamente sembrava uno scontro tra un Maestro e un allievo alle prime armi.
- Udinese e Samp viaggiano in terza e quarta posizione. Bella la partita di Udine, combattuta quella di Marassi. E sono sempre Strama e Miha a sorridere. Sugli scudi l'eterno Di Natale, già capocannoniere del campionato. Degni di nota in casa doriana Okaka, centravanti parecchio cresciuto, e Soriano, raffinata mezzala.
- Attenzione al Parma, ma in negativo. Una vinta e quattro perse. Una difesa fragilissima, da 14 gol subiti, che si perde le marcature in area che è un piacere. Sembra quasi una squadra inglese. Senza Paletta, Cassani e Biabiany fuori causa, Parolo, Amauri e Schelotto ceduti, gli emiliani in questa stagione stanno faticando parecchio. Urge ricompattarsi e cominciare a macinare punti.
- Il Milan è uscito malconcio da questo trittico di gare in una settimana. Una sconfitta contro la Juve difendendosi a pieno regime, e due deludenti pareggi contro le neopromosse Empoli e Cesena. C'è molto da lavorare, sulla fase difensiva in primis. Il Milan da contropiede visto sino al big match contro la Juve è piaciuto, poi i dettami presidenziali l'hanno richiamato a un atteggiamento più offensivo, e qua sono emerse tutte le lacune anche a livello di costruzione della manovra. E gli avversari erano Empoli e Cesena. 
- Juve e Roma viaggiano a braccetto. Sicure e decise, in vista della gara che le vedrà contrapposte domenica alle 18. Sono chiaramente le due migliori squadre viste fino ad ora, anche considerando la paura che incutono agli avversari.
- AAA Fiorentina cercasi. Un pareggio a Torino con Babacar imbeccato da una delizia di Bernardeschi, ma lo spettacolo latita. Montella deve dare la scossa a questa squadra, soprattutto sul piano del gioco, marchio distintivo del tecnico campano. 

domenica 28 settembre 2014

LA CRITICA ROSSOBLU DEL LUNEDI' /5

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Inter-Cagliari 1-4 (10'Sau, 18'Osvaldo, 29'Ekdal, 34'Ekdal, 44'Ekdal)
- E' Natale? Pasqua? Che è successo? E' una resurrezione zemaniana. Il Cagliari vince bene per 4-1 a San Siro con un primo tempo da favola: il pressing alto ha funzionato, i tocchi e i movimenti offensivi sono stati finalmente pericolosi ed utili, e si è tirato in porta. 4 gol e un rigore sbagliato. 
- I dati testimoniano la grande partita rossoblu: 54% di possesso palla, 16 tiri e 7 in porta. Cossu e Ibarbo hanno giocato da attaccanti di Zeman: poco possesso orizzontale, palla spesso lanciata in avanti, molteplici dai e vai appoggiandosi a terzini e centrocampisti. Il famoso avanti-dietro-avanti, le triangolazioni veloci tanto predicate dal tecnico sono state magicamente applicate, e sono arrivate azioni a grappoli. E Sau ha tirato e non ha passato la gara a sbattere contro i difensori avversari.
- La squadra è apparsa sfrontata, attenta, rabbiosa. Favorito da un'Inter ai minimi termini, il centrocampo formato da Dessena-Crisetig-Ekdal ha spadroneggiato. Grazie al fisico e al pressing, con lo svedese autore addirittura di una tripletta, cosa mai vista a queste latitudini (84 partite e 3 gol totali in rossoblu sinora). Il trio si è completato a vicenda, Dessena pressava a tuttocampo, Crisetig è stato il regista-metronomo, Ekdal l'incursore che assisteva le folate offensive.
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- Balzano ha giocato benissimo. E' molto efficace nella fase difensiva quanto ficcante e utile allo sviluppo del gioco in quella offensiva. Da tempo mancava un terzino così. Non c'è paragone con Pisano. 
- La sensazione è che alla prima azione d'attacco la squadra abbia preso fiducia, e da lì abbia cominciato a sciorinare un calcio mai visto sinora. E' stato chiaramente un fatto mentale, si è trovata sempre più convinzione man mano che ci si rendeva conto che le azioni provate in allenamento riuscivano a essere pericolosissime anche in partita.
- Ora calma e gesso. Zeman è abbastanza navigato per tenere tutti con i piedi per terra. I giocatori stessi sono piuttosto esperti per capire che bisogna dar seguito a questa prestazione, partendo da sabato prossimo a Verona, in casa dell'Hellas.
- Nota di chiusura per Rossettini, Avelar, Dessena, Ekdal, Ibarbo, Sau e Cossu, ovvero i 7/11 di oggi reduci dall'anno passato. Non è facile cambiare mentalità, dopo anni mediocri in mano a Ficcadenti, Lopez e Pulga, e farlo in casa dell'Inter è stata una grande impresa. E questo 1-4 passerà alla storia.

sabato 27 settembre 2014

PRONOSTICANDO LA 5A GIORNATA

Immagine tratta da snai.it
ROMA-VERONA: sfida tra due imbattute. La Roma è intenzionata ad arrivare alla sfida contro la Juventus a punteggio pieno. Il Verona si chiuderà in difesa, ma difficilmente riuscirà a opporsi. Partita per Destro e Ljajic, possibile sorpresa Paredes. Nei veronesi il baby Gollini e Ionita in ottima forma. 1 (1,35).
ATALANTA-JUVENTUS: in quattro partite la Juve non ha mai subito gol, e l'Atalanta ha segnato solamente al Cagliari. Questo dato spiana la strada per i bianconeri e la loro coppia gol Tevez-Morata. Nell'Atalanta continuerà a ben figurare Sportiello, il Papu Gomez potrebbe essere una spina nel fianco. UNDER (1,73).
SASSUOLO-NAPOLI: il Sassuolo ha il peggiore attacco della Serie A, ma la difesa del Napoli è capace di resuscitare anche le punte più asfittiche. Se non dovesse vincere in terra emiliana, Benitez sarebbe veramente a rischio esonero. Higuain, Callejon e Mertens da schierare, ma anche Zaza. 2 (1,85).
CESENA-MILAN: il Milan cambia modulo e spera di non soffrire contro un'altra neopromossa. Ma il Cesena rispetto all'Empoli è meno tecnico, e il divario con i 4 avanti del Milan sarà decisivo. Potrebbe arrivare qualche rete da angolo, occhio a Alex e Torres. Menez pronto a fare a fette la difesa romagnola. Se il Cesena regge sarà un gran Leali. 2 (1,65).
CHIEVO-EMPOLI: i clivensi hanno 2 sconfitte su 2 in casa, l'Empoli è sull'onda dell'entusiasmo dei complimenti post-Milan. Potrebbe uscire una partita con molte reti, l'Empoli è piuttosto offensivo. C'è da dar fiducia a Verdi e Tavano tra gli azzurri, ma Lopez e Paloschi scalpitano. 2 (3,25).
INTER-CAGLIARI: l'Inter sprizza fiducia da tutti i pori. Il Cagliari è su faccina triste, lacrimuccia e depressione imminente. E la sfinge Zeman è sempre più incompresa dai suoi. Che non segnano mai. Partita ideale per gli inserimenti sulla trequarti di Hernanes e Kovacic, e per Osvaldo; nei sardi qualche spunto da Ibarbo e stop. OVER (1,63).
TORINO-FIORENTINA: due tra i peggiori attacchi a confronto. Due squadre che tengono parecchio palla e giocano orizzontale. Sarà una partita lenta e sonnecchiante? El Kaddouri possibile man of the match per i granata, e il solito Cuadrado (che si ritroverà a breve) e Babacar tra i viola. UNDER (1,63).
GENOA-SAMPDORIA: due squadre in gran forma che veleggiano alte in classifica. La Samp gioca meglio del Genoa, ma nel derby può uscire qualunque risultato. Sarà una bella partita, dove Gasp e Miha chiederanno ai loro uomini di fare un gol in più, piuttosto che difendersi. Ispirano Antonelli e Pinilla tra i grifoni e Okaka e Eder tra i blucerchiati. GOAL (1,87).
UDINESE-PARMA: la sorpresa dell'avvio di stagione contro la sorpresa di quella passata. L'Udinese ha preso gol solo contro la Juve, e in casa ha 2 vinte su 2. Occhio a Di Natale dopo il turno di riposo e a Kone, nei parmigiani si potrebbe confermare il giovane Mauri e il vecchietto Cassano. 1 (2,20).
PALERMO-LAZIO: entrambe le squadre ferme a 3, entrambe le squadre hanno sinora raccolto meno di quanto seminato. Diventa una gara delicata, la Lazio è lenta, e i rosanero potrebbero approfittarne con il trio terribile Vazquez-Dybala-Belotti, nei biancocelesti speranze su Mauri e sulla prima rete di Djordjevic. 1 (3,00).

giovedì 25 settembre 2014

LA CRITICA DEL VENERDI' /4

Immagine tratta da football365.com e modificata su befunky.com
- E ci eravamo dimenticati di Vidal, arrivato a 30 gol in Serie A in 99 presenze. La sua doppietta stende il Cesena e si riprende la scena. Ancora immacolata la voce reti subite, la Juventus viaggia spedita in testa, affiancata dalla Roma, corsara a Parma. Le terze (Inter, Samp e Verona) hanno già 4 punti di ritardo in 4 partite. Sembra già evidente la direzione che sta prendendo il Campionato per quanto riguarda la testa.
- Affoga il Napoli, incapace di condurre in porto una vittoria per 2-0 in casa contro il Palermo dopo 11 minuti. Benitez ha solo 4 punti, e in casa non ha ancora vinto. Il futuro si fa nebbioso, e i chiacchiericci su Mancini cominciano a farsi sempre più insistenti. Come il silenzio di DeLaurentiis un flop dopo l'altro.
- Che bello l'Empoli del primo tempo contro il Milan. Un calcio verticale, con difesa alta, coraggioso e propositivo. Due reti al Diavolo, originate da calcio piazzato, ma almeno altre 2-3 chiare occasioni da rete. Nel secondo tempo ha pagato inesperienza e tenuta atletica, ma il laboratorio Sarri, nonostante i 2 punti in graduatoria, ha buone chance di diventare una bella realtà di questa Serie A. Gioca bene anche il Palermo, che come l'Empoli ancora non vince una gara. Giocano bene e non vincono, bel problema.
- Mihajlovic e Mandorlini stanno ricalcando l'ottima stagione passata. Nonostante un ampio turnover la Samp affonda il Chievo giocando pure bene, segno che il mister tiene tutti sulla corda. E l'Hellas rimonta 2 gol al Genoa, restando imbattuta e recuperando una gara che si era fatta difficile.
- Chapeau per l'Udinese di Strama. Che sbanca l'Olimpico sponda laziale e fa 3 vittorie e 3 gare a porta imbattuta su 4 (l'unico match perso contro la Juve). Il tecnico non ha una rosa di primissimo piano e non è nuovo a partenze sprint. Resta da vedere la tenuta. Piccola nota di biasimo i 65' con undici stranieri in campo.
- La Fiorentina si sta afflosciando sui propri difetti. Ok le assenza di Rossi e Gomez (ormai croniche), ma il 73% di possesso palla contro il Sassuolo si traduce in 18 tiri, di cui però solo 2 nello specchio della porta. Forse un calcio più frizzante e verticale, a dispetto di uno compassato e di possesso, potrebbe rivitalizzare i Viola nel loro lento avvio di stagione (1 rete realizzata su 4 match).
- Zeman è ultimo. Meritatamente. Due dati: il Cagliari ha segnato solo una volta su azione (Sau a Sassuolo, perchè quello di ieri è un gol regalato da Padelli), mentre Sassuolo, Atalanta e Torino in 4 gare di campionato, hanno segnato solamente contro i sardi. Sintomo evidente che sta girando male. La mentalità e il calcio del boemo, veloce e di aggressione degli spazi, mal si adatta agli imborghesiti reduci rossoblu delle passate stagioni. Che si ostinano a toccare la palla mille volte, senza verticalizzare e lanciare negli spazi. Se la squadra e il boemo non si capiscono per nulla, sarà ancora più difficile capirsi dopo una lunga serie di sconfitte. Che continuerà.