mercoledì 16 maggio 2012

Punto rosa. Episodio 11


Si ritorna alla volata?

Tappa: Assisi – Montecatini Terme. 255 Km
Difficoltà: * *

Immagine tratta da regioni-italiane.com

Va di scena la tappa più lunga di questo giro d’Italia. 255 km dall’Umbria alla Toscana
Si arriva a Montecatini Terme, percorrendo strade conosciute al mondo delle due ruote, soprattutto alla Tirreno – Adriatica. Tappa dedicata a Gino Bartali, icona del ciclismo italiano, campione di una classe purissima, che ha fatto la storia di questo sport.
Dopo le fatiche degli ultimi giorni una tappa così lunga non farà altro che appesantire ancora di più le gambe dei ciclisti.
Tappa comunque agevole, senza particolare difficoltà altimetrica. Fa eccezione un Gpm di 3a categoria di Poggio alla Croce (7 km con pendenze massime all’8%) e uno di 4a (circa 5 Km sempre max 8%), a circa 12 km dal traguardo.
Quasi certamente assisteremo ad una volata, anche se gli ultimi mille metri, causa sede stradale, presentano qualche insidia. Il rischio cadute è sempre dietro l’angolo, o meglio curva.
Chi dei velocisti avrà risparmiato più energie?
Chi è il meno acciaccato tra gli sprinter?
In condizioni normali, Cavendish avrebbe la meglio sul resto del gruppo. Dopo già tanti Km di montagna e condizione fisica precaria nulla è scontato. Nemmeno i suoi rivali più agguerriti son messi meglio. E allora spazio alla fantasia e alle seconde linee.
Lo spagnolo Ventoso, vincitore a Frosinone, gli italiani Nizzolo e Caruso possono tornare ad essere protagonisti.
A meno di cataclismi la rosa resterà sulle spalle di Rodriguez.


martedì 15 maggio 2012

VIA l'IBRA per PATO...

immagine tratta da affaritaliani.libero.it

In questi giorni si vocifera di un clamoroso addio di Zlatan Ibrahimovic dalla corte di Silvio Berlusconi, e io dico: che problema c'è ? Forse è la volta buona che il Milan inizi un progetto di squadra, un progetto senza lanci lunghi e con un gioco fluido e veloce (SimilJuve) con gente giovane che deve dare ancora tutto quello che ha come Boateng, El Sharaawy e Pato.
Insomma non è poi così una cessione sofferta, se dovesse veramente partire.
Ibrahimovic si è preso l'anno scorso i meriti di uno scudetto sul quale senza dubbio ad inizio stagione ha contribuito fortemente, ma sul quale, tutto sommato, alla fine ha solo partecipato.
Non dimentichiamo che un certo Kevin Prince Boateng correva anche per lui e che il sig. Pato fece gli stessi gol di Ibra e Robinho senza rigori. Inoltre l'Ibrahimovic di febbraio in genere dovrebbe giocare solamente nei campi Uisp.
Senza dubbio è arrivata la sua ora, la possibile partenza dello svedese dà finalmente il via libera al Papero che, sicuramente, dal prossimo ritiro sarà il re di Milanello e non più il ranocchio strapPATO!

CONTROPAGELLONE DELLA SERIE A 2012

Immagine tratta da ctsnotizie.it
Tiriamo le somme per le 20 squadre della Serie A del 2011/12:
JUVENTUS: 10-Perfetti, mai sconfitti, un gioco coinvolgente e a mille all' ora. Di più, niente. Il bello:PIRLO(10). Il brutto:ELIA e KRASIC (4).
MILAN: 6,5- Potevano vincere, ma un' ecatombe di infortuni li ha fermati. Giusto confermare Allegri. Il bello:IBRAHIMOVIC (8,5). Il brutto:PATO (4,5).
UDINESE: 10- Inizia la stagione in anticipo a causa del preliminare di Champions e in Champions riesce a tornare con un finale sprint. E senza 3 titolari dell' anno passato. Il bello:DI NATALE (8,5). Il brutto:FLORO FLORES (4,5).
LAZIO: 8- A causa dell' emergenza infortuni non riesce a portare a casa un terzo posto che manteneva da mesi. Ma per tre quarti di stagione è stata sorprendente per continuità. Il bello:KLOSE (8). Il brutto:HERNANES (5).
NAPOLI: 7- Voto bassino considerando solo il campionato, a causa della sconfitta di Bologna. Ma in Champions ha fatto vedere cose straordinarie. Il bello:LAVEZZI (8). Il brutto:CAMPAGNARO (5).
INTER: 4,5- Sconvolta e sconfortata dall' anzianità dei giocatori, dalla girandola dei mister e da errori difensivi incredibili, ottiene un giustissimo sesto posto. Deludentissimo. Il bello: MILITO (8). Il brutto: LUCIO, PAZZINI, FORLAN (4).
ROMA: 5- L' impronta di gioco c'era, ma errori difensivi e scivoloni clamorosi l' hanno resa l' incompiuta numero uno di questa stagione. Colpe da dividere tra molti in società e in campo. Il bello: BORINI (7). Il brutto: KJAER (4,5).
PARMA: 7,5- Conclude in grandissima ascesa una stagione iniziata in maniera molto balbettante. Quasi in zona Europa. Incredibile qualche mese fa. Il bello:GIOVINCO (8,5). Il brutto:PALLADINO,PELLE',FLOCCARI (5).
BOLOGNA: 7,5- Ottimo per continuità dall' avvento di Pioli. Gioco non appariscente ma efficace, con due fantasisti da grande squadra. Il bello:DIAMANTI (8,5). Il brutto:ACQUAFRESCA (5).
CHIEVO: 7- Come il Bologna: continuo ed efficace, si salva in largo anticipo pure senza un vero bomber. Il bello:ACERBI, BRADLEY (7). Il brutto: PELLISSIER,PALOSCHI (5,5).
CATANIA 7- Per mesi la sorpresa del campionato, molla nelle ultime dieci partite, peccato. Organizzazione di gioco super. Il bello: LEGROTTAGLIE, LODI, BARRIENTOS, GOMEZ (7,5). Il brutto: SUAZO (sv).
ATALANTA: 7,5- Non era assolutamente facile partire da -6, dare un' impronta di gioco così buona alla squadra e salvarsi con tranquillità già ad aprile. Il bello:DENIS (8). Il brutto:BRIGHI (sv).
FIORENTINA: 4,5- Alla fine 46 punti per la disastratissima banda viola sono pure troppi. Confusione continua tra campo, panchina e scrivania. Le è andata benissimo. Il bello: JOVETIC (7,5). Il brutto:GILARDINO, AMAURI, LJAJIC (4).
SIENA: 7- Si salva con largo anticipo, con gioco convincente e ottima gestione del gruppo da parte di Sannino. Il bello:CALAIO', DESTRO (7,5). Il brutto:D'AGOSTINO, MANNINI (5).
CAGLIARI: 6= -Squadra senza gioco e un pò morta. La questione stadio, la penuria di gol. Forse il nucleo storico ha già dato tutto. Il bello:PINILLA (8). Il brutto:EL KABIR, T.RIBEIRO (4,5).
PALERMO: 5- Mai a rischio retrocessione, però una squadra che è andata in lento spegnimento, dopo le scintille iniziali. Urge una rifondazione. Il bello:MICCOLI (8). Il brutto:ILICIC, HERNANDEZ (4).
GENOA: 4- Rossoblù senza nerbo, gioco e convinzione. Si salvano per miracolo, più per demeriti leccesi sul finale che per meriti propri. Il bello:PALACIO (8). Il brutto:ZE EDUARDO, PRATTO (4).
LECCE: 6= -Rimontona spentasi proprio sul più bello nelle ultime 4 giornate, in cui quasi non ha mai tirato in porta. Peccato. Il bello:MURIEL,DI MICHELE (6,5). Il brutto:CORVIA, BOJINOV, PIATTI (4).
NOVARA: 6- Gli azzurri piemontesi danno tutto e anche oltre. Ma mancava la qualità dall' inizio. In estate ha rifiutato Muriel e Kozak. L' ha pagato. Il bello:RIGONI (8,5). Il brutto:MORIMOTO,MEGGIORINI,GRANOCHE (4,5).
CESENA: 4- Mai un accenno vero di rimonta. Qualitativamente superiore a 5-6 squadre, ma niente grinta e concentrazione. Mutu ne è il simbolo. Il bello:SANTANA (6,5). Il brutto: MUTU, IAQUINTA, VON BERGEN (5).

Punto rosa. Episodio 10

Immagine tratta da cyclingforall.net
Altro arrivo in salita

Tappa: Civitavecchia – Assisi. Km 186
Difficoltà: * * *

Il giro d’Italia abbandona le coste del Mar tirreno e arriva nel cuore della nostra penisola. L’Umbria.
Anche l’arrivo di oggi è classificato come in salita
Ultimi km. da bettingisland.it
Durante i 186 km di questa tappa non incontriamo nessun gran premio della montagna. 
Sparso qua e la, solo qualche strappetto. Tutta la tappa si concentrerà nel finale
Se non ci saranno fughe partite da lontano, gli ultimi km possono regalare emozioni e perché no, qualche sorpresa. A tre Km dal traguardo ci sarà uno strappo di poco più di un Km all’11% ma con punte del 15%.  Dopo un 1 Km di leggera discesa, la strada torna a salire appena entrati nel centro storico della città di San Francesco. Anche qui si arriverà a punte del 15%. 
Le difficoltà aumenteranno a causa di alcuni tratti in lastricato e della sede stradale molto ma molto stretta che si allargherà solo negli ultimi 100 metri.
A far vivere il tutto ancora con più brividi, la non neutralizzazione del tempo nel caso di cadute proprio negli ultimi 3 Km.
Parlerà ancora italiano il giro?
Se non ci sarà una fuga da lontano, magari anche con più elementi, il tratto finale regalerà spettacolo e si può anche azzardare un attacco di qualche big. Non è detto che tutti riescano a star insieme. 
Il chiodo fisso è ancora su Cunego ma altri due italiani potrebbero dir la loro. Michele Scarponi della Lampre e Giovanni Visconti della Movistar.

lunedì 14 maggio 2012

Una curva piena di gnocca


Immagine tratta da: blog.panorama.it


La notizia dell’arresto dei capi-ultrà del Bari, accusati di aver minacciato i calciatori della loro squadra per vincere ingenti somme di denaro tramite  scommesse, è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi spiacevoli che anche quest’anno hanno condito il nostro calcio, facendocene vergognare. Lasciando per un attimo da parte la vicenda del calcio-scommesse, scopriamo che i protagonisti di questi avvenimenti sono sempre loro: gli ormai famigerati ultras. Infatti, dopo essersi distinti negli anni passati per atti gravissimi come l’omicidio Raciti, o “goliardate” come il celebre motorino che rotola allegramente per gli spalti di San Siro, anche la stagione 2011/2012 ha avuto la sua giusta dose di demenza da parte del tifo organizzato e che potremmo quindi definire demenza organizzata. Prima dell’arresto dei tifosi baresi, la performance che più aveva lasciato il segno nell’opinione pubblica era stata quella dello stadio Marassi e dei giocatori costretti a togliersi le maglie e a consegnarle alla curva, come in sacrificio all’altare di una divinità a cui bisogna prostrarsi. Come dimenticare poi Totti -sì proprio lui, il campione del mondo- che va di fronte alla Sud, impassibile e muto, a fare non si sa bene cosa; forse a scusarsi, a metterci la faccia o a sfidare, ma dando, ad ogni modo, considerazione e importanza a quel tipo di pubblico. E poi ci sono stati gli immancabili ululati razzisti, squadre intrappolate negli stadi da tifosi imbestialiti, contestazioni pesanti e conseguenti fitti colloqui tra capi-ultrà e capitani, assalti ai pullman delle squadre … insomma, come al solito, non ci facciamo mancare nulla.
Il fatto che si riesca a parlare di simili episodi con una certa disinvoltura e spensieratezza dimostra quanto siamo ormai abituati, e forse rassegnati, a questi comportamenti; tuttavia, questo non ci deve indurre a sottovalutarne la gravità, considerandoli qualcosa di normale. Tutto il modo in cui viene vissuto il calcio e il sostegno alla propria squadra in questi ambienti è, a pensarci bene, piuttosto discutibile: si ha l’impressione che il calcio non sia altro che un pretesto per essere parte di qualcosa e, quindi, colmare un certo vuoto esistenziale. La forza di questo sport è immensa, il modo in cui un pallone e 22 giocatori in un campo riescano a generare emozioni così autentiche e forti è ancora un mistero; ma è chiaro che, se il senso di appartenenza ad una fede calcistica diventa una vera e propria ragione di vita, il significato, non solo del calcio, ma di tutto lo sport viene frainteso. Se, poi, questa maniera malata di vivere la propria passione non portasse a situazioni tragicomiche ma solo ad un affetto incondizionato e illimitato per i propri colori non staremmo nemmeno a discuterne. Al contrario, questa dedizione totale porta questo unico, enorme individuo chiamato ultras, ad essere il più esigente dei tifosi: pretende di vedere ripagati i propri sforzi e quando la squadra vive periodi difficili la fischia e la insulta, prendendone le distanze. Basti pensare alle incredibili contestazioni a squadre come la Fiorentina e il Genoa che, dopo diverse stagioni a tratti anche esaltanti, ora vivono un fisiologico calo. Inoltre, l’ultras è convinto di essere incarnazione e custode della storia e della gloria della propria squadra; bisognerebbe chiedere ai protagonisti dell’episodio di Marassi se ritengono che il loro ricatto abbia difeso o infangato la storia del club più antico d’Italia.
Ormai sono anni che sentiamo sempre lo stesso ritornello: modello inglese, maggiore severità, nuova cultura sportiva, leggi più aspre e l’immancabile “lo stadio non può più essere una zona franca” ma, nonostante tante belle parole, tessere e leggi varie, poco sembra essere cambiato. Tra l’altro è risaputo che le società, chissà perché, pagano gli ultras. Allora ecco una proposta concreta (oltre ad un utilizzo massiccio di manganelli): impedire l’accesso dei gruppi organizzati alle curve e riempirle di ragazzini, anziani e soprattutto donne. Già, perché non riempire le curve di gnocca? Dovremmo rinunciare ai cori, ma potremmo farne a meno visto che l’80% del repertorio è fatto di insulti all’avversario e parolacce. E poi siamo sicuri che allo stadio si canterebbe comunque. Dovremmo rinunciare alle coreografie forse, ma magari qualcun altro potrebbe farlo al posto loro. Ad ogni modo, anche in questo caso chi crede che un po’ di gnocca sia la soluzione di tutti i problemi ha ragione: siamo sicuri che potrebbe essere uno spettacolo nello spettacolo, porterebbe un nuovo entusiasmo e, soprattutto, allontanerebbe dagli stadi un certo malcostume. Così, avrebbe campo aperto chi ha una passione forte ma sana, chi gioisce e soffre, piange e si abbraccia col proprio vicino, magari al momento giusto impreca e fischia ma sa anche, come hanno fatto i tifosi del Lecce ieri o della Samp lo scorso anno, applaudire la propria squadra che retrocede. 

PAGELLARIO DI FINE ANNO

Immagine tratta da oleole.it

ATALANTA: Partita con una penalizzazione di 6 punti, ha reagito alla grande sul campo, con un ottimo sistema di gioco e un'organizzazione invidiabile. Pochi acquisti, ma tutti mirati e indovinati, in particolare Denis, rilanciato come attaccante dopo stagioni opache, e la dimostrazione di aver ripudiato Doni anche calcisticamente. Davvero un'ottima risposta. Voto 7.
BOLOGNA: Male all'inizio con Bisoli, si è rilanciato con Pioli, che ha dato un nuovo vigore al gruppo e ha fatto esplodere definitivamente Diamanti e Ramirez, mai così efficaci e decisivi come quest'anno. Ora si apre il post-Di Vaio, ma con questa mentalità la squadra riuscirà a fare a meno del suo bomber. Voto 6,5.
CAGLIARI: Stagione altalenante, senza particolari luci, ma con l'ennesima salvezza conquistata sul campo. Indebolito in attacco rispetto al passato, ha rimediato con Pinilla a gennaio e ha scoperto un ottimo Ibarbo. Adesso bisogna risolvere una volta per tutte la questione dello stadio, e prepararsi a rimpiazzare le cessioni importanti dell'estate. Voto 6.
CATANIA: La vera rivelazione di questa stagione, su cui neanche i più ottimisti avrebbero scommesso. Montella ha dato un gioco vivace e offensivo, ha trovato la posizione giusta a Lodi, e ha saputo rinunciare al bomber Maxi Lopez per seguire il suo credo calcistico. Annata da incorniciare, anche se probabilmente molti dei protagonisti, dal mister a Lo Monaco, se ne andranno presto. Voto 7,5.
CESENA: Mutu in estate, Iaquinta e Santana a gennaio. Sulla carta, la squadra era più forte dello scorso anno, in campo ha deluso profondamente, retrocedendo presto e non mostrando mai grande convinzione in una possibile rimonta. Tutto da rifare, sperando in una pronta risalita. Voto 4,5.
CHIEVO: Solita squadra rocciosa e difficile da battere, che senza grandi nomi arriva alla salvezza con incredibile facilità. Di Carlo è stato bravo a curare la fase difensiva, a lanciare giocatori giovani come Bradley e Acerbi, e a trovare la giusta posizione a Thereau in attacco. Bella realtà. Voto 6,5.
FIORENTINA: Società nel caos, squadra spenta e senza più motivazioni. Il progetto giovani è sparito, Montolivo e Corvino hanno già le valigie in mano, la gestione tecnica non ha più né capo né coda, e l'episodio Rossi-Ljajic è stata l'amara ciliegina sulla torta. Il ritorno di Jovetic non basta, c'è molto lavoro da fare per riportare i viola nelle zone alte della classifica. Voto 4,5.
GENOA: La delusione più grande di tutte. L'ennesima rivoluzione estiva, proseguita a gennaio, ha tolto alla squadra ogni idea di gioco e di unione, e solo il caso ha salvato i rossoblu dall'emulare e raggiungere i cugini doriani in B. Davvero, tutto da rifare, magari con un po' di serietà, possibilmente senza ripetere scene come quelle con gli ultrà. Voto 4.
INTER: La fine del ciclo è arrivata, rumorosa e inesorabile. Le partenze di Eto'o e Thiago Motta, i tre cambi in panchina, il brutto gioco espresso sono il segno evidente che la squadra del triplete si è spenta, e va risistemata in estate. Stramaccioni può dare continuità al progetto giovane, ma bisogna vedere se la società gli darà fiducia. Note positive, il doppio successo nel derby e un Milito tornato grande. Voto 5,5.
JUVENTUS: La regina è lei, non ci sono dubbi. Al di là delle polemiche e dei battibecchi, Conte ha dato forma e anima a un gruppo affamato di rivincita, ha rilanciato Pirlo e Barzagli e ha saputo adattare modulo e uomini alle sue esigenze. Meritatamente campione, senza perdere nemmeno una partita, è tornata tra le grandi. Ora dovrà confermarsi, purtroppo senza il suo storico capitano Del Piero. Voto 8.
LAZIO: Agli acquisti di Klose e Lulic hanno fatto da contraltare gli infortuni, che hanno falcidiato il gruppo e hanno certamente influito sulla corsa al terzo posto. La squadra di Reja migliora di una posizione, ma come l'anno scorso chiude la stagione con l'amaro in bocca. Con meno sfortuna e una preparazione atletica più mirata e attenta, si può arrivare ancora più in alto. Voto 6,5.
LECCE: Con Di Francesco ha giocato molto e raccolto poco, con Cosmi ha mostrato più grinta e ha sfiorato una rimonta storica. Sono mancate le gambe nel finale di stagione, e forse alla lunga la scarsa qualità del gruppo ha contribuito in negativo alla retrocessione. Nota positiva, l'esplosione e la maturazione di due giovani interessanti come Cuadrado e Muriel. Voto 5,5.
MILAN: Per alcuni un fallimento, ma visti i tanti infortuni e il calendario fitto la squadra di Allegri ha avuto un gran merito a tener vivo il campionato fino all'ultimo, e con quel gol di Muntari convalidato...Ora bisogna ringiovanire e rinforzare la rosa, comprare un buon terzino sinistro e centrocampisti di qualità, ma con l'Ibra di quest'anno e meno infortuni si può tornare a vincere subito. Voto 7.
NAPOLI: Includendo Champions e Coppa Italia, la stagione sarebbe da 7,5. Conferma ad alti livelli, con Cavani ancora super, ma troppi punti persi con le piccole e passi indietro in campionato, che hanno escluso gli azzurri dall'Europa che conta. La difesa è stata il tallone d'Achille, e la partenza di Lavezzi potrebbe essere una perdita durissima per la squadra e le sue ambizioni future. Voto 6,5.
NOVARA: Gruppo volenteroso ma poco concreto, ha dimostrato presto di non essere all'altezza della Serie A. L'orgoglio dei piemontesi è stato ammirevole, ma quando sei costretto a ricorrere alla difesa a 5...Positiva la stagione di Rigoni, e i 6 punti fatti contro l'Inter sicuramente rimarranno negli almanacchi. Voto 5.
PALERMO: Doveva essere la squadra di Mutti, è diventata quella del giovane Mangia prima e dell'esperto Mutti poi. Stagione troppo altalenante, con grandi risultati in casa e pesanti sconfitte in trasferta, le cessioni importanti hanno pesato. In estate ci sarà bisogno di lavorare molto, soprattutto per tenere Miccoli. Voto 5,5.
PARMA: Inizio così così, poi il cambio di passo e il grande finale di stagione con l'arrivo di Donadoni. Squadra solida e bella da vedere, che si è affidata alla classe di un Giovinco mai così decisivo e ha chiuso il campionato in crescendo. La base è buona, con i giusti investimenti può restare in alto. Voto 7.
ROMA: Stagione difficile da interpretare, ma che presenta sicuramente dei lati positivi su cui lavorare per il futuro. Carente in difesa, troppo discontinua e disordinata se Totti e De Rossi mancano, ha un gruppo giovane e talentuoso, e con i giusti innesti può migliorare molto in futuro. Luis Enrique è durato un solo anno in panchina, vedremo se il suo successore farà meglio. Voto 6.
SIENA: Senza grandi nomi, ha stupito con la coesione del gruppo e l'efficiente sistema di gioco. L'esordiente Sannino ha avuto coraggio e sfrontatezza, ha dimostrato che sa come si allena e ha lanciato un giovane interessante come Destro. Ora attenzione al mercato estivo, e soprattutto alla Giustizia Sportiva, che con le sue sentenze potrebbe riscrivere la classifica. Voto 6,5.
UDINESE: Ha perso Sanchez, Inler e Zapata in estate, ha faticato un po' a sostituirli, ma alla fine è tornata ancora in Champions, aggrappandosi al suo totem Di Natale e mostrando per molti mesi un ottimo gioco. Società attenta, allenatore affidabile e gruppo affiatato, i bianconeri hanno tutto per rimanere tra le grandi. Vedremo come andrà con il sorteggio, e se ci saranno altre cessioni illustri. Voto 7.

JUST FOR ONE DAY

Immagine tratta da sportinglife.aol.co.uk e modificata su bighugelabs.com

"In futuro tutti saranno famosi per quindici minuti."                                                         Andy Warhol
"Nella F1 del 2012 tutti saranno famosi per 300 km"                                                      Bernie Ecclestone
Pastor Maldonado vince il suo primo Gp. E' successo. Quinto vincitore in 5 gare, quinta scuderia diversa vincitrice in 5 gare. 
Vittoria del venezuelano limpida, giusta, con un ritmo di gara ed un consumo degli pneumatici da primo della classe. Improvvisamente da bruco la Williams diventa farfalla.
Come Button in Australia, Alonso in Malesia, Rosberg in Cina e Vettel in Bahrain.
Sta diventando una costante incredibile e, a questo punto, inspiegabile. Le vetture da un Gran Premio all' altro sembrano spinte da pneumatici diversi, il che, in regime di monogomma è assurdo. 
Vettel è arrivato a 67 secondi dal vincitore, Rosberg a 77, Hamilton a 78, Button a 85.
Se dopo Schumacher (sorvoliamo sul suo tamponamento da debuttante...), si lamenta degli pneumatici anche Jenson Button, allora la situazione comincia a diventare frustrante anche per gli stessi protagonisti. Button ha dichiarato di non capire assolutamente il comportamento delle gomme, di non capire i motivi del loro degrado e della loro aderenza o mancanza di aderenza. Non sa darsi spiegazioni neppure il pilota da tutti riconosciuto come il più gentile alla guida e con gli pneumatici.
Siamo ad un punto di non ritorno. Lo spettacolo sembra dato da una roulette impazzita che assegna le gomme migliori a caso a questo o a quel protagonista del Mondiale.
La Williams sembrava un missile perfetto, Maldonado un fuoriclasse. Con tutta la simpatia di questo mondo per entrambi i soggetti, non è questa la realtà.
Ottimo Alonso, che lotta sempre contro tutto e tutti, e riesce ad ergersi in testa al Mondiale con il 2° posto, pilotando una vettura che in prova non ha mai preso un ritardo inferiore ai 7 decimi. Vettel condivide con lui il primato, e si è fatto notare solo quando ha vinto e con il podio in Australia, poi notte fonda. 
I miei favoriti per il Mondiale a questo punto li riduco, azzardando, a 4: Raikkonen, con una Lotus che è la vettura più costante nonostante sia a secco di vittorie, Hamilton, che al pari della Lotus è sempre costante e performante, e può arrivare a podio in ogni gara, Alonso, che riesce sempre a raccogliere il massimo in ogni condizione e se la Ferrari migliorerà un pò, anche lui è potenzialmente sempre da piazzamenti alti, e Vettel, se non altro per rispetto e perchè la Red Bull sta pasticciando molto, e se troverà la via giusta, potrebbero esser dolori.
Per Montecarlo, ci sarà la sesta su sei, Hamilton piazzerà il suo nome in una delle piste più tecniche che esiste, e in seconda battuta teniamo presente il talento di Kimi Raikkonen.
Poi magari spunta Kobayashi o Ricciardo o persino Massa e amen.
Questa è la nuova F1, bellezza.
We can be heroes, just for one day.


Pagelline: 1°Maldonado 10; 2°Alonso 9; 3°Raikkonen 9; 4°Grosjean 8; 5°Kobayashi 10; 6°Vettel 5; 7°Rosberg 5,5; 8°Hamilton 6; 9°Button 4,5; 10°Hulkenberg 7; 11°Webber 4; 12°Vergne 6; 13°Ricciardo 5,5; 14°Di Resta 5,5; 15°Massa 3; 16°Kovalainen 6,5; 17°Petrov 6; 18°Glock 6; 19°De la Rosa 6; RIT. Perez 6; RIT.Pic 5,5; RIT.Karthikeyan 6; RIT.Senna 3,5; RIT.Schumacher 3.

DI PIU’, NIENTE


Immagine tratta da tuttosport.com e modificata su cartoonize.net
Più di 8 scudetti.
Più di una promozione dalla serie B
Più di una Coppa Italia (e speriamo due)
Più di 4 supercoppe italiane
Più di una Champions League
Più di una Supercoppa europea
Più di una Coppa Intercontinentale
Più del gol alla Fiorentina
Più di un gol alla Del Piero
Più del gol a Tokyo
Più delle mie lacrime
Più del gol a  Bari
Più di un gol al volo di tacco nel derby
Più di un gol per l’Avvocato
Più della linguaccia contro l’Inter
Più dell’assist a David
Più del gol numero 187
Più del gol alla Germania
Più di Berlino
Più del gol al Frosinone
Più del titolo di capocannoniere in B
Più del titolo di capocannoniere in A
Più della standing ovation al Bernabeu
Più di 704 partite con la stessa maglia
Più di 289 gol
Più di una punizione che vuol dire Scudetto
Più del gol all’Atalanta
Più di ogni record
Più della maglia numero 10 con il nome Del Piero
Più della fascia di capitano

Più di tutto…
C’è quello che mi avete regalato in questi 19 anni.

Sono felice che abbiate sorriso, esultato, pianto, cantato, urlato per me e con me.
Per me nessun colore avrà tinte più forti del bianco e nero.
Avete realizzato il mio sogno. Più di ogni altra cosa, oggi riesco soltanto a dirvi: GRAZIE.

Sempre al vostro fianco
Alessandro

Punto rosa. Episodio 9

Immagine tratta da www.cyclingforall.net
Tornano i velocisti

Tappa: San Giorgio del Sannio – Frosinone. 166 Km
Difficoltà: * *

Inizia la seconda settimana del giro. 
Torna la pianura, torna l’arrivo in volata. Pian piano si risale lo stivale. 
Si parte dalla Campania e si arriva nel Lazio dopo poco più di 150 Km. Questa nuova tappa del giro d’Italia è una sorta di trasferimento
Classificato come pianeggiante, il nono appuntamento presenta un percorso comunque “misto”, con salitelle e vari saliscendi anche se non c’è nemmeno un GPM. Il finale, nonostante ciò, dovrebbe essere una questione tutta tra velocisti.
Tornano allora i soliti nomi. Il più forte di tutti in questo giro, Mark Cavendish, i suoi rivali più agguerriti, Goss, Hunter, Haedo e il nostro Ferrari.
Avrà più possibilità di vittoria chi si troverà attaccato al treno migliore ma soprattutto chi ha risparmiato più energie dal difficile fine settimana e chi ha recuperato meglio dalle fatiche degli Appennini.
Le insidie maggiori possono arrivare dalla strada. 
Seppur larga presenta curve pericolosissime soprattutto negli ultimi Km. Elevato il rischio di cadute.

domenica 13 maggio 2012

IL CUORE DEI CAMPIONI

Immagine tratta da scoresway.com

Il bello del basket è che una squadra, sotto anche di 15-20 punti durante una partita e in campo senza i favori del pronostico, può compiere l'impresa di rimontare e portare a casa addirittura la vittoria. Si potrebbero citare tantissimi esempi nella storia di questo sport, ma senza andare troppo lontano possiamo semplicemente rivedere la Finale di Eurolega che si è appena conclusa con l'incredibile successo dell'Olympiakos sulla corazzata CSKA Mosca.
Una vera e propria impresa, quella dei greci, arrivati a giocarsi le Final Four della coppa più importante d'Europa dopo una dura serie nei Quarti di Finale contro Siena e considerata da tutti gli esperti la meno forte delle quattro contendenti per il titolo. In effetti la squadra non era più quella degli ultimi due anni, si era privata di alcuni giocatori importanti come Teodosic, Bourousis, Halperin e Papaloukas e non sembrava in grado di competere ad alti livelli contro le altre formazioni europee. Ma guai a sottovalutare il cuore e l'orgoglio dei greci, soprattutto se in campo con loro c'è un talento come Vasilis Spanoulis e in panchina c'è una vecchia volpe come Dusan Ivkovic, l'allenatore che li aveva portati al primo e unico successo in Eurolega nel 1997. Su quest'asse affidabile e sicuro, la dirigenza dell'Olympiakos ha costruito un gruppo solido mentalmente e fisicamente, mai domo nonostante la giovane età media, e alla fine i risultati hanno dato ragione a loro. Più volte, durante la competizione, la squadra del Pireo si è trovata di fronte alla sconfitta e alla conseguente eliminazione, ma è sempre riuscita a rinascere dalle proprie ceneri e a portare a casa il successo, fino all'ultima impresa contro i favoritissimi campioni del CSKA.
Già nel secondo turno le squadre si erano affrontate, in girone, e il risultato era stato eloquente: +8 Mosca in Grecia e addirittura +32 in Russia, con l'Olympiakos a un passo dall'eliminazione e costretto a giocarsi il tutto per tutto nell'ultimo incontro con il Galatasaray. Vinta questa partita, Spanoulis e compagni si sono trovati davanti un avversario che sembrava proibitivo: la Montepaschi Siena, che già l'anno prima li aveva eliminati dalla competizione e arrivava allo scontro con una superiorità che sembrava netta. Nella prima partita della serie, con gli italiani in netto vantaggio, i greci hanno reagito alla grande, strappando un successo importantissimo, e in Gara-2 hanno sfiorato il bis, perdendo di un solo punto. Nelle successive sfide in campo amico, l'Olympiakos non si è fatto sfuggire l'occasione e ha concluso brillantemente la serie sul 3 a 1, conquistando una Final Four che già sembrava storica.
In semifinale, i greci hanno affrontato il temibile Barcellona di Navarro, che due anni prima li aveva battuti in finale e che secondo molti era la favorita, insieme al CSKA, per il successo finale. Trascinati da Spanoulis, la formazione ellenica ha giocato una partita grintosa e per certi versi eroica, ottenendo una vittoria incredibile e gustandosi la più dolce delle vendette. Tra la squadra di Ivkovic e l'impresa, a questo punto, si parava solo il CSKA Mosca, che era riuscito a tenere due stelle NBA come Kirilenko e Krstic e poteva contare su altri talenti come l'ex Teodosic, Khryapa e Siskauskas. In quella che è stata una vera e propria battaglia, con punteggio basso e tanta tensione, i russi sono arrivati ad un vantaggio di 19 punti alla fine del terzo periodo, e sembravano avere il pieno controllo della sfida; con le spalle al muro, l'Olympiakos ha compiuto l'ultimo miracolo, rimontando con le riserve e giocandosi il finale punto a punto, fino al sorpasso a 0.7 decimi dalla sirena finale con il canestro di Printezis. Decisivi alla fine i punti di tre ragazzi del 1990, Sloukas, Mantzaris e lo stesso Printezis, i rimbalzi di Hines, che due anni fa giocava in Legadue in Italia, e ovviamente gli errori ai liberi degli avversari, che hanno perso l'occasione per chiudere la partita e hanno consegnato di fatto l'ultimo tiro ai greci.
Un successo che manda di diritto Ivkovic e i suoi giocatori nella storia di questo sport, soprattutto perché ottenuto con una squadra ringiovanita e impoverita dalla recente crisi che ha colpito la Grecia. Una favola che dimostra ancora una volta che nello sport i soldi sono utili ma non sempre permettono di fare la differenza, e che talvolta il cuore e l'orgoglio possono fare la differenza sul talento e sulla forza degli avversari. Soprattutto, un'iniezione di speranza e di fiducia per un Paese intero, che forse per una sera dimenticherà gli affanni economici e sociali e scenderà nelle piazze per festeggiare la vittoria dei suoi ragazzi, con quella felicità pura e genuina che solo lo sport riesce a regalare.

Punto rosa. Episodio 8


Ancora Appennini

Tappa: Sulmona – Lago Laceno. 229 Km
Difficoltà: * * *

Immagine tratta da regioni-italiane.com
Ancora Appennini. Ancora salite. Attraverso le regioni di Abruzzo, Molise e Campania, l’ottava tappa del giro d’Italia, ci regala l’arrivo più a Sud del nostro stivale.
Un continuo saliscendi con due Gran Premi della Montagna è il piatto preferito per attacchi da lontano che oggi potrebbero anche andare a buon fine.
Tutto sommato non una tappa irresistibile. I pericoli maggiori vengono proprio dalla lunga distanza, dalla assenza di pianura ( gli ultimi 4 Km sembrano pianura) e dai due giorni già trascorsi tra Km di montagna.
Potrebbe rivelarsi una tappa interlocutoria ma se si arriva con il gruppetto dei migliori a giocarsi la vittoria di tappa, ci sarà da divertirsi.
Decisiva l’asperità finale di 10 Km con l’ultimo tratto con punte al 9%.
Ieri è stato Scarponi ad aprire le danze.
Oggi, punterei nuovamente su Cunego, ma poi alla fine potrebbe svegliarsi Basso o addirittura la nuova maglia rosa, il canadese Hesjedal.
A meno di improvvisi crolli, la maglia di leader oggi non dovrebbe cambiare proprietario.
Chiusura con critica. Per la partenza dall’estero non è questo il momento di discuterne.
Ogni anno il giro passa sempre di meno dalla regioni del Sud Italia. Business ok, difficoltà logistiche ok, ma le bellezze del nostro meridione meritano di essere ammirate e la nostra corsa rosa è il primo canale di distribuzione nel mondo.

sabato 12 maggio 2012

LA CORAZZATA McLAREN E' UNA BOIATA PAZZESCA!

Immagine tratta da F1grandprix.motorionline.com e modificata su cartoonize.net
Clamoroso da Barcellona: la direzione gara punisce la Mc Laren, che ha lasciato senza benzina Lewis Hamilton nel giro successivo alla pole, e delibera che la vettura numero 4 partirà ultima, cioè 24esima!
Che bomba!
E che pirla quelli della McLaren, che piazzano l' ennesima boiata stagionale ai danni di Hamilton, dopo quelle ormai classiche ai pit stop. Proprio quest' anno che il pazzo Lewis sta facendo il bravo scolaretto, la formichina raccogli-punti e non gioca più all' autoscontro!
Per festeggiare i 70 anni di Sir Frank Williams, ecco la pole di Maldonado, addirittura!
Dal Venezuela con furore, pare che abbia una Williams consistente anche in gara. Vedremo.
Pure Venezuela Kid è una bella testa calda.
Intanto la Lotus twitta che si stanno addensando nuvoloni neri sul circuito, ci manca pure questa.
Maldonado in pole, e chi l' avrebbe mai detto.   A questo punto chi vincerà?
Maldonado, o clamorosamente Alonso, o una delle due Lotus?
Arriverà il 5° vincitore in 5 Gp?
Ci aspettiamo sorprese sul podio, magari qualche novizio, come il venezuelano o Schumacher.
E Hamilton poi piazzerà il suo nome nel regno di Monaco, sì il conto potrebbe tornare.
Però sarà bello vedere la griglia capovolta, così Hamilton dovrà fare il pilota e non il ragioniere, per forza, e magari tirare fuori sorpassi al limite, come l' anno passato. Se ci riuscisse, potrebbe piazzare la gara della vita. 
Forza Lewis!

PrOnOsTiCaNdO vol.8


Immagine tratta da lavergogna.blog.kataweb.it
Scommessine di fine stagione.

Un weekend dove sarà duro scommettere su partite che non offrono nulla in palio.
Abbiamo scelto infatti di pronosticare senza commenti particolari, vista l'inutilità di alcune partite non solo in Serie A. I pronostici riportati, quindi, saranno per un'unica quota, quella che più ci pare possibile da pronosticare ad oggi, ed una da azzardare, quindi più difficile.

PESCARA - TORINO: gol  AZZARDO 1 fisso
FENERBACHE - GALATASARAY: gol  AZZARDO 2 fisso
BORUSSIA DORTMUND - BAYERN MONACO ( finale di coppa ): gol AZZARDO 1 fisso
JUVENTUS - ATALANTA: over 2,5 AZZARDO X
MILAN - NOVARA:  over 2,5 AZZARDO 1h
CATANIA - UDINESE: gol  AZZARDO X
GENOA - PALERMO: over AZZARDO X2
CHIEVO - LECCE: gol  AZZARDO 2
PARMA - BOLOGNA: 1 AZZARDO over 3,5
LAZIO - INTER: gol  AZZARDO 2 fisso
NAPOLI - SIENA: 1 AZZARDO under 1,5
CELTA VIGO - ALCORCON: 1  AZZARDO over 2,5
BRUGES - KORTRIJK: 1 AZZARDO over 3,5
MANCHESTER CITY - QPR: 1h AZZARDO over 3,5
SUNDERLAND - M.UTD: 2  AZZARDO over 3,5
PSG - RENNES: 1 AZZARDO gol
MONTPELLIER - LILLE: over 1,5 AZZARDO X2
TOTTHENAM - FULHAM: over 2,5 AZZARDO 1h
WEST BROMWICH - ARSENAL: over 2,5 AZZARDO 2
SANDNES - ROSENBORG :2  AZZARDO over 2,5